I Grilli di Arma, Taggia & Sanremo Message Board › Inquinamento Alimentare ed Educazione Bio

| A former member | |
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E' una notizia terribile!
![]() Abbiamo mangiato pollo proprio ieri! ![]() Spero di non ricevere notizie del genere sul pesce! ![]() Grazie per l'informazione, anche io non toccherò più un pollo!!!!! |
| Marzia | |
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Cara Mariella,
Per quanto riguarda il pesce c'è qualcosa sul filetto di persico e anche i salmoni (vedi pagina 4 e 5 di questa discussione). Comunque sto conducendo alcune ricerche per quanto riguarda gli studi che vogliono fare le università (tipo quella di Bologna) per quanto riguarda il Transgenico. La linea di pensiero attule è puntata al xenotrapianto, studio di ripopolamento dei mari e a curarsi in modo che l'animale diventi una macchina per l'uomo capace di fornirci pezzi di ricambio o addirittura farmaci e non solo cibo! Ciao e a presto! Marzia Edited by Marzia on Oct 28, 2007 8:28 PM |
| Fabio Bono | |
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Ciao Mariella...l'importante è non generalizzare, anche se il fenomeno è comunque preoccupante!
Purtroppo la cerchia di alimenti non intossicati si restringe, però, se si cercano produttori o fornitori "alternativi" di fiducia, io penso che si possa "navigare" ancora con una certa tranquillità...mai disperare e mai farsi prendere dal panico! Per ciò che riguarda il pesce ti posso dire che al momento, quello più sicuro è quello azzurro di piccole dimensioni (acciughe, sgombri, sardine). Naturalmente da evitarsi quelli d'allevamento (occhio alla descrizione sui cartellini OBBLIGATORI in pescheria!). Abbastanza sicuro anche il pescato locale. Poi è logico che se un pescatore lo ha pescato vicino alla fogna quello è un'altro paio di maniche, io parlo in generale. |
| Fabio Bono | |
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Segnalo sul Biologico questo sito: http://www.biodomenic...
In Liguria la "BioDomenica" si è svolta solo a Genova (7 Ottobre, Piazza delle Feste-PortoAntico mercatino biologico tutto il giorno)... Riguardo poi alla truffa dei controlli su alcune mandrie di Bufale Campane, ecco un articolo estratto dal sito: http://www.sestopoter... TRUFFA LATTE BUFALA: I NAS ARRESTANO 18 VETERINARI ED ALLEVATORI (29/10/2007 09:30) (Sesto Potere) - Caserta - 29 ottobre 2007 - I Carabinieri del NAS di Napoli hanno eseguito 18 arresti, 5 misure cautelari (obbligo di dimora e sospensione dell'esercizio della professione) e sottoposto a sequestro 13 allevamenti bufalini della provincia di Caserta nei confronti di allevatori e veterinari ritenuti responsabili di falsificazione di prelievi ematici, commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica e diffusione di malattia infettiva pericolosa per il patrimonio zootecnico nazionale. I destinatari delle misure sono accusati di aver eseguito prelievi di sangue da bufale sane in luogo di altre affette da brucellosi per poter permettere a queste ultime di produrre latte da immettere sul mercato. I Carabinieri hanno scoperto la truffa confrontando il D.N.A. dei campioni ematici prelevati, in quanto più capi sono risultati con la medesima identica generica, evento scientificamente impossibile. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che terrà il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, alle ore 11,00 odierne presso detta Procura, titolare delle indagini. Edited by Fabio Bono on Oct 29, 2007 3:05 PM |
| Emanuele | |
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Ciao a tutti,
colgo l'occasione per partecipare anche a questa bella discussione. Diciamo subito che, per mia enorme fortuna, vivo in collina in una casa con una campagna ereditata dai miei nonni, dove i miei genitori coltivano, a tempo perso e per passione, frutta e verdura. Prodotti biologici? Beh se non lo sono questi...diciamo che la loro filosofia è: "pianto il quadruplo di quello che mangio perchè così lumache, insetti, gazze, merli ecc... mangiano anche loro e mi lasciano un 50 per cento a me che mi rifiuto di usare pesticidi e altre porcate varie". Certo, in questo modo vai sulla pianta e ti mangi i fichi, le pesche, le mele ecc.. con la buccia, ma basta questo per definire un prodotto biologico?! L'acqua che usano per bagnare per fortuna è pulita, (così sembrerebbe), e i vicini più o meno viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda dei miei genitori (no, perchè se già uno di loro usasse pesticidi...) Però siamo sicuri davvero che un prodotto trovato sul mercato con il marchio "biologico" sia davvero più sicuro di un altro non marchiato!? Personalmente non lo sono. Come si può dire di fare biologico quando il vicino di casa non lo fa e il vento trasporta numerose particelle dei trattamenti tradizionali per chilometri? E non riesco a comprendere come si possa dire di fare biologico quando si usa per l'irrigazione l'acqua di fiumi e di canali che, magari, hanno un tasso di inquinamento notevolmente superiore ai limiti "definiti" dalla legge. Il discorso potrebbe continuare ma si andrebbe per le lunghe; viviamo in un ecosistema aperto e, quindi, non diversamente, coltiviamo in un ecosistema aperto. Calcolando cosa immettiamo nell'aria con le nostre fabbriche, auto ecc... definire qualcosa "biologico" potrebbe diventare davvero un azzardo. Con questo non voglio dire che chi compra biologico sbagli. Probabilmente è più facile che un prodotto biologico sia un pò più sano di altri, bisogna considerare che però si tratta, probabilmente, solo di una probabilità (scusate le ripetizioni) e, forse, molto remota. L'unica certezza rimane il prezzo, decisamente più alto dei normali prodotti commercializzati. E da cosa è dato l'aumento del prezzo per il biologico? alla forte tassazione che viene imposta. Infatti per avere la possibilità legale" di definire un prodotto "biologico" è necessario , oltre a garantire alcuni requisiti (che non si sa bene come vengano garantiti) anche pagare una tassa non indifferente. Tradotto: l'alimento prodotto da un contadino sull'Isola di Pasqua, dove il termine fertilizzante non si sa nemmeno cosa significhi, non potrebbe essere commercializzato come "biologico". Il problema è uno: se serve ricorrere al biologico per sopravvivere, significa che qualcosa non funziona. Tutto ciò che è commercializzato e coltivato e allevato dovrebbe poter essere consumato senza minimo problema per la salute. Allora diciamo che tutti i prodotti commercializzabili dovrebbero essere definiti BIOLOGICI. Ma quello sarebbe un "fantamondo". Cosa sto dicendo..vaneggio!! I discount ci devono pur essere!! E cosa mangerebbero altrimenti tutti gli immigrati e gli extracomunitari che fanno già fatica a permettersi i "prodotti" dei vari Penny Market e fratelli. Vorremo mica credere che qualcuno di loro andrebbe a pagare magari 6 euro un barattolo di olive biologiche?! (giusto per fare un esempio). Beh però che gran bella società la nostra.. Non è ammissibile che esista il cibo sano e caro per i ricchi e quello considerato malsano ed economico per i poveracci. Ed allora eccoci a vedere campi interi di prodotti non biologici lasciati lì a marcire perchè non vale nemmeno la pena raccoglierli. La manodopera per la raccolta costerebbe più del ricavato. Poi l'uomo si ingegna..ed allora ecco che anche il più onesto agricoltore, spinto a questo punto dalla miseria dilagante, trasformare magicamente, e più o meno lecitamente, il suo raccolto nel più allettante "prodotto biologico". E noi, poveri figli della buona fede, abboccare ancora una volta. Questa è un'ipotesi, concretizzata numerose volte nel nostro paese, e che a questo punto perde la sua natura ipotetica e diventa un tanto reale quanto triste dato di fatto. Vi sentite di accusare il contadino furbo? Personalmente io non me la sento. Edited by Emanuele on Nov 1, 2007 12:51 AM |
| Fabio Bono | |
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Ciao Emanuele,
comprensibilissima la tua dissertazione sul biologico. Come non darti torto? E allora che fare? Siamo rimasti chiusi in un circolo vizioso? Io penso che la soluzione non sia approvvigionarsi esclusivamente dai negozi biologici, ma agire a più ampio raggio: 1) favorire la micro-economia locale, comperando dal contadino biologico la cui certificazione sulla fiducia vale 1oomila volta di più di quella ufficiale; 2) "boicottare" assolutamente i supermercati, dando così un chiaro segno di dissenso nei confronti della grande distribuzione; 3) spezzare l'economia basata su beni effimeri e "derivati" imparando a rimpossessarci del "sapere dei nonni" (utilizzo della farina, del sapone che sostituisce i l bagnoschiuma e gli shampoo, ad esempio)... Insomma, vivere in modo più naturale e meno artificioso...e mangiare biologico, ovvero "meno inquinato possibile" rientra in uno di questi punti. Non sono un ingenuo, sò cosa ci stà dietro le varie certificazioni ufficiali... un contadino biologico locale mi ha spiegato che se avesse voluto avere una di queste certificazioni avrebbe dovuto stipulare un contratto che lo avrebbe obbligato a comprare un determinato tipo di prodotto biologico per tirar sù i suoi prodotti....andando a comperarlo nell'unico rivenditore in zona, cioè a Genova!!!! A parte la distanza, la cosa che lo ha più distolto dalla sua idea di diventare un "produttore ufficiale" è stato l'obbligo di dover utilizzare un prodotto che secondo la sua severa linea di pensiero NON LO ERA! Ecco i produttori che noi ricerchiamo! Un caro saluto e ritieniti fortunato di avere dei genitori che hanno compreso "il vero senso della vita"! Aggiornaci se hai notizieri guardanti questo tema! |
| Emanuele | |
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Ciao Fabio,
temo, purtroppo, che i circoli viziosi abbiano ormai raggiunto anche le realtà un tempo meno "contaminate". La legalità di un prodotto biologico, come hai descritto perfettamente tu con l'esempio del contadino, è solo un'altra finzione o, come direbbe qualcuno, l'ennesimo "incantesimo" confezionato ad opera d'arte. Perchè quì si parla di salute e bene o male tutti ci sentiamo in dovere di proteggerla, ricorrendo in questo caso al miracolo del biologico. Ed ecco allora il nuovo grande business. Però credo che di soluzioni ce ne siano, e proprio come hai indicato tu, favorire la micro-economia locale senza la ricerca del cartellino "biologico" ma basandosi sulla fiducia del contadino che magari conosciamo, è una. Per quanto riguarda il boicottaggio assoluto del supermercato, invece, credo sia inattuabile ed inattuale. Lo scopo, come dici tu, sarebbe quello di dare un chiaro segno di dissenso nei confronti della grande distribuzione, ma temo che il segnale arriverebbe talmente debole da essere impercebile. Ormai la gente è comoda (e parlo della grande maggioranza), basta guardare i banchi dei supermercati. L'insalata al banco si è ridotta a qualche misero cespuglietto, mentre le insalate già confezionate occupano interi reparti. Sono già lavate, selezionate, tagliate, a volte sono anche già condite, basta premere sotto la confezione ed agitare. E così tutto il resto. I supermercati sono un pò come i grandi casino di Las Vegas. Quando entri sei costretto a comprare, perchè tutto lì sembra pronto a semplificarti la vita. Ti convincono, ti viziano, ti premiano e la gente ama tutto questo. Anche perchè non sa cosa c'è sotto e se anche lo sapesse, fingerebbe di non saperlo affatto. Per comodità, appunto. Insomma la soluzione è proprio quella di cercare di vivere nel modo + naturale possibile, ricercando i prodotti più naturali, e non sempre è detto che in un supermercato sia impossibile trovarli. Fabio, quì ho un esempio da riportarti. E' un esempio fatto di persone, quel tipo di persone che quando decidono di fare qualcosa partono in quarta e azzardano. Si tratta di un gruppo di persone che ho "incontrato" a Pavia, stanche come tutti di mangiare "spazzatura". Persone con un lavoro e con un sacco di impegni, ma anche con un enorme senso pratico e di iniziativa. Hanno capito quello che abbiamo capito adesso, solo ci sono arrivati un pò prima. Come avrebbero fatto a fidarsi di qualcuno, come avrebbero potuto riconoscere il vero prodotto biologico quando tutto il "sistema" è sbagliato? E allora perchè comprare un prodotto etichettato bio e pagarlo 50, quando nel supermercato, magari ( e succede), lo stesso identico prodotto te lo porti a casa a 20? Da quì la soluzione: "ci organizziamo e parte della nostra spesa quotidiana ce la produciamo noi". Si sono organizzati, inizialmente erano circa una quindicina, e hanno realizzato il miracolo. Perchè una persona che lavora il tempo per produrre qualcosa in campagna non lo troverebbe di certo. Da sola no. Insieme si. E allora hanno affittato per pochi euro all'anno una campagna e hanno inventato un sistema fantastico. Allevamento di conigli e pollame e coltivazione di ortaggi. Il problema era quello di trovare un paio di ore al giorno per dedicarsi alla nuova attività, ma un paio di ore tra tutti! E in 15 famiglie non è stato difficile dividersi i compiti, anche perchè nel giro di poche settimane non erano più in 15 ma in una cinquantina, successo che ha permesso di affittare altro campo e di allargare la produzione. Ognuno ci metteva il poco tempo che aveva a disposizione e non più di una volta a settimana. Tutto "fatto in casa" e tutto diviso equamente. Non chiedetemi come, ma vi assicuro che non avrebbe potuto funzionare meglio. Questo solo per farvi un esempio di gente che una soluzione l'ha trovata, e definitiva. Certo, non sono indipendenti dal mercato, non producono tutto quello di cui hanno bisogno, ma gran parte, e questa parte è praticamente gratis. Per il resto ricercano semplicemnte ciò che sembra più genuino, prescindendo da dove venga venduto. Ah, ovviamente non vendono nulla di ciò che producono, e poi anche lo vendessero, probabilmente nessuno lo comprerebbe. Già, perchè difficilmente sarebbe marchiato "biologico". Un caro saluto, Emanuele Edited by Emanuele on Nov 2, 2007 10:44 AM |
| Fabio Bono | |
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Ciao Emanuele,
finalmente qualche buona notizia! E' davvero illuminante il caso dei ragazzi di Pavia che ci hai segnalato! In fondo gli Italiani hanno proprio questa meravigliosa creatività che si esprime anche come "arte dell'arrangiarsi!" Proprio ora, cercando immagini per il mio lavoro, mi sono imbattuto in un bellissimo articolo sugli Vi invito a visitarlo! Ecco il link: http://images.google.... Già sapevo che facevano male (anche perchè spesso hanno poco o nulla di naturale!) ma avere la descrizione precisa degli ingredienti utilizzati per creare il singolo olio (di mais, di semi di girasole, di arachidi, ecc...), bhe, questa mi mancava!!!! Bene, leggete e divertitevi! Inoltre, sempre in quel sito c'è anche la descizione degli "Oli per la frittura" con segnalate le possibili intossicazioni se si portano quegli oli ad una certa temperatura! "Divertitevi"! Eccovi un "assaggio" di ciò che troverete: ![]() Grazie anche al suo ottimo contenuto di vitamina E (68 mg/100 g) l'olio di semi di girasole è un condimento ideale da aggiungere crudo sulle pietanze. è invece sconsigliato il suo utilizzo nella cottura e nella frittura, in quanto gli acidi grassi polinsaturi in esso contenuti andrebbero facilmente incontro a processi degenerativi producendo residui nocivi per l'organismo. Edited by Fabio Bono on Nov 2, 2007 2:51 PM |
| Fabio Bono | |
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Ciao ragazzi, vi sembrerò un fanatico, però chi ama davvero gli animali pensa a loro negli stessi termini degli esseri umani, quindi è normale che, trovata una notizia di alimentazione bio che li riguarda, ho pensato subito di segnalarvela...poi vedete voi!
"Salve, sono Oliviero Petruzzi, amministratore delegato della Aniwell srl. Lo so, questa è una mail a freddo, una di quelle che rischiano di essere cestinate subito. Ma in qualche modo dovevamo pur cominciare, no? Facciamo così, facciamo un patto: se non ami né cani né gatti, cestinami subito; se invece li ami, allora concedimi un minuto, non di più. Siamo un'azienda nuova, che si chiama Aniwell, Benessere Bestiale. Vendiamo alimenti biologici molto buoni per cani e gatti. Li vendiamo anche online, e te li consegnamo direttamente a casa. Il nostro sito è qui: http://www.aniwell.it... Lo scopo di questa email è molto semplice: abbiamo fatto un sito che ci piace, soprattutto perché chi vuole può usarlo per aprirci un blog, integrarci il blog che ha, chiacchierare con gli altri e col nostro veterinario. Ci si possono anche registrare i propri animali, e caricare foto, video, partecipare a chat e forum... Per farla breve, lo scopo di questa email consiste nel proporti uno scambio: tu ti registri al nostro sito, e noi ti regaliamo il trasporto per il tuo primo ordine. Per avere questo piccolo omaggio, per favore, registrati passando da questa pagina: http://www.aniwell.it... Attenzione! Non faremo alcun uso della tua registrazione, ed essa non comporta alcuna iscrizione automatica a newsletter o altro: vogliamo soltanto invitarti a farci un giro, e a scoprire che ci è venuto abbastanza bene, e che ci puoi trovare gente che ama gli animali come te, e come noi. Grazie! Oliviero Petruzzi http://www.aniwell.it... Edited by Fabio Bono on Nov 19, 2007 4:18 PM |
| A former member | |
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Ciao a tutti!
Vorrei ricollegarmi alla discussione sui prodotti bio. Effettivamente esiste un 'innegabile differenza di prezzo tra alcuni prodotti acquistati nei negozi bio e quelli dei supermercati.Però è anche vero che è possibile trovare PRODOTTI BIOLOGICI al SUPERMERCATO, magari a dei prezzi un pò inferiori rispetto ai nostri negozietti!Non è semplice trovarli, ma non è impossibile! Ad esempio al supermercato Leclerc ho trovato molti prodotti della marca Alcenero, prodotti biologici italiani al 100% davvero molto buoni, che spaziano dalla pasta, ai biscotti, al cioccolato!Ci sono inoltre molti prodotti equo-solidali Altromercato e il latte e lo yogurt della Fattoria Scaldasole che , per chi non può o non vuole farsi da solo lo yogurt è un ottimo sostituto , a mio parere! Sia chiaro:non voglio andare contro i negozi equo solidali di Sanremo, dove mi riformisco quando posso e dove mi trovo molto bene!!Ma si può anche ai tanto famigerati supermercati trovere qualcosa di sano(speriamo!!). Ovviamente ER MEIO DE TUTTO sarebbe ritornare alla cassettina di verdura del nostro caro produttore di Apricale!Ma non si può fare niente contro (per modo di dire!) questo tasso!!!??? Ah, oggi Viola mi ha fatto assaggiare un pò di latte crudo dell'allevamento di Vallecrosia...inutile dire che era ottimo!! |