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Inquinamento Alimentare ed Educazione Bio

barbara
Posted Nov 18, 2011 11:02 PM
user 6496766
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bene!!! io sono contenta di queste notizie l'ho fatto in tempi non sospetti!! ma economicamente conveniva!!
e poi il forno veniva scaldato con legna presa nei boschi e si puliva sotto gli alberi etc!! comunque era tutto bio e fatto bene !! fatto come una volta!!e che soddisfazione ha fare i pani e poi le focaccie fatte con la forma dell'omino per mio figlio!! perchè così si stimola i figli ha mangiare il pane!
Fabio Bono
Posted Nov 19, 2011 4:33 PM
Elfoscuro
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Parole Sante Barbara! biggrin
Fabio Bono
Posted Nov 23, 2011 2:32 PM
Elfoscuro
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Fabio Bono
Posted Dec 7, 2011 3:26 PM
Elfoscuro
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Avrete già sentito parlare della maxi-truffa avvenuta nel veronese in questi giorni riguardante tonnellate di materie prime spacciate per bio ed in realtà provenienti da altri canali meno "virtuosi".



Qui sotto il commento di GreenPlanet.it secondo me molto valido e appropriato al caso:

Editoriale del 07.12.11:
La lezione del Gatto con gli Stivali


La convulsa giornata di martedì seguita ai 7 arresti della Guardia di Finanza di Verona operati alle 4 del mattino e alle notizie diffuse dalle stesse Fiamme Gialle sulle società coinvolte e sulle dimensioni della truffa ci pongono, non per la prima volta, davanti ad alcune riflessioni di fondo che riguardano in particolare le reazioni del settore biologico quando esso si trova, diciamo così, 'sotto attacco'.

Quando anni fa denunciammo, per un caso ancora una volta partito da un'azienda della provincia di Verona, una vasta truffa che, guarda un po', riguardava il settore delle farine e le importazioni dalla Romania, ci fu una strana reazione nei nostri confronti, ovvero nei confronti di chi svolge un'attività di informazione al servizio di un settore in cui crede e al servizio di un consumatore che va convinto a consumare biologico ma che va, ancora prima, tutelato dagli imbrogli degli squali che cavalcano la moda del biologico e le debolezze del settore o meglio della filiera bio, per fare i propri sordidi affari.

Ci fu una reazione di difesa. Martedì la reazione è stata più evoluta e complessa e tuttavia, ancora una volta, nessuno ha detto, esplicitamente, che nel biologico c'è bisogno di fare pulizia. Nessuna azienda ha denunciato, spontaneamente e pubblicamente, di avere comperato farine dalla Sunny Land SpA per fare biscotti e altri prodotti biologici. Eppure la Sunny Land ha venduto tonnellate di farine e altre materie prime a tante aziende bio italiane (certe materie prime comperate in Romania, anche quando sono autenticamente bio, costano meno che in Italia, quindi rifornirsi in certi paesi è pratica diffusa).

Tante telefonate private, tanto pubblico silenzio. Ricordate come si sono comportate case automobilistiche come la Toyota, la Mercedes, la Audi quando si sono accorte di aver messo in commercio auto con pezzi difettosi? Hanno rimediato con una pubblica informazione e con un ricambio gratuito dei pezzi difettosi se non con il cambio delle auto (la Toyota ritirò 2 milioni 300 mila automobili difettose solo nel gennaio 2010). Ora, non ci risulta che vi siano comportamenti del genere in un settore 'puro' come il bio. Perchè? Forse si preferisce aspettare che la buriana passi?
L'esempio, forse, lo dovrebbero dare i rappresentanti di settore chiedendo esplicitamente ai propri associati di avere più coraggio nel denunciare ciò che non va. Si farebbe così del male all'immagine del settore? No, si farebbe l'esatto contrario: si farebbe del bene. Non vorremmo pensare che nella nicchia del bio si è già prodotta una casta che pensa a difendere il proprio ruolo, i propri interessi, il quieto vivere, giocando sulla difensiva.

Antonio Felice



Fabio Bono
Posted Jan 5, 2012 8:13 AM
Elfoscuro
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Ottime notizie per il biologico ANCHE A SANREMO!

Infatti la fortunata esperienza dell'Associazione Ortinsieme Ventimiglia è destinata ad avere una replica anche negli ORTI A SANREMO!

Grazie a questa esperienza di orticoltura biologica comunitaria le persone (di tutte le età) possono incontrarsi per lavorare la terra in modo biologico, godendo della compagnia reciproca e dei frutti della terra stessa....una realtà veramente interessante!

Ecco l'invito per il primo incontro preliminare, direttamente dalle parole di Tiziana, l'organizzatrice di Sanremo:

"Ciao a tutte/i
allora confermo l'appuntamento per i sanremesi che sono interessati alla
coltivazione comune di un orto o tantii orti insieme!
come già detto in precedente e-mail, insieme decideremo che fare, come, quando....
l'appuntamento è domenica a Sanremo alle 10.45 in via duca degli abruzzi,387. (dove c'è la pensilina dell'autobus e la deviazione per la villetta).
Aspetteremo fino alle 11, poi ci incammineremo per una decina di minuti per trovarci nella campagna.
chiedo a coloro che parteciperanno di portare qualcosina da mangiare per condividere oltre alle riflessioni, idee, pensieri e parole anche la nostra cretività culinaria.
Verso le 14 potremmo lasciarci e quindi chi desidera partecipare all'incontro di imperia ABC potrà farlo senza problemi.
purtroppo, per ora non c'è una stanza, nella casa in campagna, abbastanza grande per ospitarci e quindi in caso di pioggia o tempo moto bigio e umido, si rimanderà alla prox settimana.

spero con tutto il cuore che gli ormai espertoni di "ORTI INSIEME" di Ventimilia vengano per portar la loro fondamentale esperienza ed arte orticola!
chi verrà mi scriva...così sapremo chi aspettare fino alle 11 di domenica, grazie
intanto un abbraccione dalla befanina tiz"



barbara
Posted Jan 5, 2012 10:03 PM
user 6496766
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ma vanno dove verso verezzo oppure verso villetta?? non sapevo della riunione e per me di domenica .... i bus è un caos !!! comunque auguriiiiiiiiibiggrin
Fabio Bono
Posted Jan 6, 2012 7:54 AM
Elfoscuro
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Sinceramente non so dove si trovino esattamente queste campagne, comunque credo lì vicino visto che ci andranno a piedi.
Noi non ci saremo probabilmente.

AUGURISSIMI!!!!!!!love struck
luci
Posted Feb 9, 2012 3:52 PM
Arundhati
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http://www.ilfattoquo...

Pane, cracker, pasta: integrali di nome
ma non di fatto. “E doppiamente dannosi”

La maggior parte degli elementi venduti come integrali in realtà non lo sono. E certamente non sono salutari. Da anni la legge permette questi prodotti ingannevoli e, per giunta, più costosi di altri
Uno dei fondamenti della prevenzione alimentare dalle “malattie del benessere”, secondo molti nutrizionisti, consiste nell’evitare gli alimenti raffinati industrialmente, soprattutto quelli fatti con farina 00. Come scrive Michael Pollan, questa farina è il primo alimento industriale della storia. Ma ciò non è affatto facile. Da tempo i prodotti meno lavorati costano di più. Sicché non solo si deve accettare che gli alimenti meno costosi siano quasi sempre quelli meno salutari e più raffinati, ossia prodotti industriali con una infinità di ingredienti incomprensibili in etichetta; ma, oltretutto, nemmeno l’etichetta aiuta. È il caso dei prodotti etichettati come integrali e che costano più degli altri: pane, pasta, fette biscottate, crackers, prodotti da forno, biscotti e dolci. La maggior parte di essi è prodotta con farina raffinata industrialmente (la cosiddetta 00) a cui viene aggiunta una crusca devitalizzata e finemente rimacinata, ossia un residuo della lavorazione di raffinazione. Ad esempio il “falso pane integrale” che si trova in ogni supermercato, ha un colore chiaro (da farina raffinata al massimo) inframmezzato da punti scuri (la crusca riaggiunta). Mentre un autentico pane integrale ha un colore scuro e omogeneo, e un sapore incomparabile.

“Quel finto pane integrale è il peggio del peggio” commenta Franco Berrino, uno dei più brillanti studiosi del rapporto fra alimentazione e tumori. “È doppiamente dannoso, in quanto provoca l’indice glicemico alto della farina raffinata e l’effetto dannoso della troppa crusca, che è quello di ridurre l’assorbimento del ferro e del calcio. La farina 00 ha avuto successo, nonostante non sia buona e non sappia di niente, perché si conserva indefinitamente: nessuna farfallina sarebbe così stupida da andare a deporre le uova in una farina 00, non potrebbe vivere senza nutrienti. Mentre una farina integrale dopo alcuni mesi è rancida. Il grande vantaggio della farina raffinata è stata la conservazione. Poi la gente si è appassionata a mangiare le cose morbidissime che quasi non bisogna masticare, e ormai pensa che un panino di quelli soffici sia un lusso! Così si trova anche il paradosso assurdo del supermercato che ti vende la farina 00 biologica. Ma come si può sciupare un grano biologico per fare una farina 00? Se mangio la farina 00 posso prendere anche quella non biologica, tanto i pesticidi rimangono nella parte integrale, cioè nel germe e nella crusca, e dunque sono eliminati col processo di raffinazione che porta alla 00”.

In pratica attraverso una molitura industriale e meccanizzata, ossia una macinazione con cilindri metallici a superficie ruvida che ruotano in senso opposto (l’abburattamento), si priva la farina del germe e della crusca: quindi della maggior parte dei nutrienti. Il paradosso è che poi se ne raggiungono alcuni, in modo e proporzioni arbitrarie: così in America, dopo le farine con aggiunta di vitamina B, da anni si usano quelle con aggiunta di acido folico. E oggi si ha il sospetto che tale aggiunta di acido folico aumenti i tumori dell’intestino. Poco salutare, oltre che ingannevole, è pure aggiungere la crusca per avere una falsa farina integrale, aggiunta che è però consentita dalla legge n.187 del 9 febbraio 2001: per definire un farina integrale basta che abbia un tasso di ceneri (sali minerali inceneriti) contenuto fra 1,30 e 1,70 su cento parti di sostanza secca, oltre a un tasso minimo di proteine. Dunque la legge è incurante del metodo di produzione (ovvero dell’inganno ormai consolidato), oltre che dell’indice glicemico (ovvero della nostra salute). Occorrerebbe vietare i falsi sfarinati integrali, obbligandone l’indicazione del metodo di produzione, cioè diretto e di grana grossa. Oppure basterebbe introdurre l’obbligo di indicare in etichetta l’indice glicemico (e il carico glicemico), come hanno suggerito tanti nutrizionisti, che è considerevolmente più basso nel caso di autentici prodotti integrali. Perché non si fa nulla?

“Produrre farina con una macinazione a pietra naturale è molto più costoso che usare i rulli di acciaio” dice Franco Marino, del Molino Marino, fra i non molti baluardi della farina italiana di qualità “con la prima si fanno 200-300 kg (dipende dai cereali) di sfarinato all’ora, mentre coi rulli si può arrivare a 4000-4500 kg. Il punto però è la qualità della farina. Oggi che è di moda il germe di grano, si scrive che una cosa è prodotta con farina di germe, quando poi anche il germe viene riaggiunto ma non più ricco di nutrienti. Non parliamo poi della pietra, cioè della farina macinata a pietra. Quale pietra? Non quella cosiddetta “naturale”, presa da una cava e su cui poi il mugnaio esercita la martellatura (detta rabbigliatura), il primo segreto del mestiere: è come affinare la lama di un coltello, in pratica la pietra ha delle scanalature che permettono l’ottimale macinazione del gramo senza che la pietra si scaldi e dunque che il cereale perda troppi nutrienti. Di pietre naturali se ne trovano ormai pochissime. La pietra più usata è quella “artificiale”, fatta per andare più veloce nella macinazione (producendo i più) e per non essere martellata. Questa pietra surriscalda la materia, privandola in parte dei nutrienti, come le vitamine idrosolubili o i minerali. Per capirci è quello che può accadere in una cattiva cottura delle verdure. Oltre al surriscaldamento, la pietra artificiale causa una spelatura del chicco non ottimale, in sostanza fa come un mixer o un tritatutto, pregiudicando la qualità delle farine che poi non assorbono giusta acqua e stentano a lievitare etc… Chiaro che tutto parte a monte con la selezione dei grani, o con la scelta di non usare additivi quale glutine o malto o enzimi. Ne parla qualcuno? All’estero le farina hanno gli ingredienti in etichetta… È inutile condannare l’industria o i rulli (che possono essere pochi o tanti), ma andrebbe fatta chiarezza fa un tipo di prodotto e l’altro”.
Fabio Bono
Posted Feb 9, 2012 5:34 PM
Elfoscuro
Sanremo, IM
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Insomma è una delle tante "truffe legalizzate" che si trovano frequentando i supermercati!

Per le farine (veramente bio) continuerò a rifornirmi al mensile mercatino di Dolceacqua...nell'occasione approfitto sempre di un bel giro nel bel villaggio per acquistare a basso costo altri prodotti assolutamente bio, alla faccia delle tante famigliuole massificate che trascorrono i loro sabati pomeriggi tra le anguste e puzzolenti mura dei Centri Commerciali.
Fabio Bono
Posted Feb 10, 2012 8:24 AM
Elfoscuro
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Per coloro che hanno un giardino e amano le Rose Antiche...

http://www.museorosea...
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