I Grilli di Arma, Taggia & Sanremo Message Board › SERATE NO TAV

| ARCI Guernica | |
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È un opera inutile - dannosa per l?ambiente e la salute delle persone e per l?economia del paese! La smania di velocità assorbe risorse non rinnovabili mettendo a repentagliola vita di migliaia e migliaia di persone. Far correre le merci è più importante della vita,vale anni e anni di disagio, inquinamento, devastazione? Salute libertà dignità non sono parole vuote ma pratica concreta di solidarietà tra persone che si sono levate in piedi per difenderle. Venerdì 29 Giugno ore 21.30 ne parlano: Maurizio Piccione e Piera Pareti movimento democratico popolare NO TAV Val Susa e Sangone Sono stati invitati alla serata i Comitati Locali di Lotta per la Difesa del Territorio UNA NUOVA SFIDA: Il patto nazionale di mutuo soccorso di tutte le realtà italiane che si battono contro le nocività e per la difesa della terra Sabato 30 Giugno 0re 21.30 Opposizione all?alta velocità Testimonianze filmate di una valle e un popolo che continuano a resistere per continuare a esistere LE SERATE SI SVOLGERANNO AL Circolo ARCI Guernica di Imperia P.M. in Via Mazzini 15 con inizio alle ore 20.00 con CENA TIPICA INFO E PRENOTAZIONI 3338229169 In collaborazione con: Ass. Liberamente La Talpa e L?orologio Edited by Fabio Bono on Oct 13, 2010 12:35 PM |
| Marzia | |
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Solo per ricordare che questi appuntamenti riguardano le serate di OGGI e DOMANI !
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| Marzia | |
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Venerdì sera Fabio, Viola ed io abbiamo rappresentato il nostro gruppo al primo incontro, davvero molto, molto, molto interessante!!!
Complimenti anche all'Arci Guernica e al loro grande presidente! La sede è suggestiva e l'organizzazione perfetta! Ecco una "sintetica sintesi" della serata di ieri. Erano presenti Maurizio Piccione e Piera Pareti del movimento democratico popolare NO TAV Val Susa e Sangone Sono stati invitati alla serata i Comitati Locali di Lotta per la Difesa del Territorio (erano presenti anche rappresentanti di LIberamente e dell'Ass. la Talpa & l'Orologio). I due relatori (più altri rappresentanti delle stesse vallate, presenti tra il pubblico) hanno testimoniato la storia del movimento NO-TAV in modo semplice ma esauriente. Non sto qui a descrivervelo, basta che sappiate che i Media ci stanno mentendo! Per averne una buona conoscenza vi consiglio di andarvi a fare una veloce ricerca su Internet...un buon link, secondo me, è: http://www.notav.eu/m... La costruzione della TAV non serve praticamente a nulla, visto che si potrebbe benissimo ampliare il vecchio percorso ferroviario già esistente (dove tra l'altro ci passa un treno "lento" come il TGV francese!!!)...o almeno non serve alle nostre tasche! Riempirà invece quelle di molti altri nostri politici di entrambi gli schieramenti (molto uniti ed amici su queste cose ![]() !!!)Una delle informazioni più interessanti che ci hanno dato è stata quella sul patto nazionale di mutuo soccorso di tutte le realtà italiane che si battono contro le nocività e per la difesa della terra. Forti infatti dell'esperienza accumulata durante la lotta contro la TAV (adesso i cantieri sono praticamente stati abbandonati!), gli amici valligiani hanno deciso di "esportare" il loro modo di protestare contro i soprusi antidemocratici dei nostri governanti anche in altre realtà italiane, come nel caso dell'ampliamento della base americana a Vicenza o quella contro l'inceneritore di Serre. Il Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso è uno strumento al servizio di chi nel nostro paese lotta per la difesa del proprio territorio, contro le grandi opere inutili e contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche. E' una cornice entro cui si ritrovano le diverse realtà che aderiscono al Patto per mettere in relazione le esperienze e le lotte, ma non è una sede decisionale: è piuttosto un contenitore per valorizzare queste esperienze, per non disperderle e per farne patrimonio comune; è un sostegno per dare loro maggior visibilità e in questo modo rafforzarle e aiutarle a crescere; è un supporto per una memoria collettiva che non vuole dimenticare i risultati acquisiti e intende ripartire dalle sconfitte subite; è una sede in cui praticare la solidarietà e l'aiuto reciproco. Per saperne di più, vi invito a visitare il sito: http://www.pattomutuo... Insomma, un modo per darsi una mano a vicenda nelle difficoltà! Potremmo fare ricorso ad un simile "aiuto" anche per portare avanti, qualora le necessità lo richiedessero, la protesta contro l'inceneritore di Pieve ad esempio, o la riconversione a carbone della centrale di Vado. Un saluto a tutti! ![]() ![]() ![]() Edited by Marzia on Jul 2, 2007 11:25 AM |
| Fabio Bono | |
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Grazie a Valeria, riporto questa segnalazione:
NO TAV, IN 1400 COMPRANO LA TERRA DEL CANTIERE I comitati: ora come faranno a espropriarci tutti? E nel 2009 creiamo un partito Tra gli acquirenti anche un giudice del Csm. Il comitato: non temiamo Matteoli, bloccheremo i lavori PAOLO GRISERI (LA REPUBBLICA) DAL NOSTRO INVIATO VENAUS (TO) - C´è anche un giudice del Csm, Livio Pepino, nella coda che si snoda sul prato di Venaus per comperare i terreni del futuro cantiere del super tunnel della Torino-Lione. Pepino preferisce non rilasciare dichiarazioni ma è qui, sotto il cielo scuro di pioggia, a dare il suo contributo concreto alla causa No Tav. Come già a fine marzo il popolo degli irriducibili, lo zoccolo duro della protesta, acquista terreni e cucina polenta contro «le mafie che vorrebbero imporre un´opera da 78 milioni di euro a chilometro», contro «il ministro Matteoli che ha scelto la linea morbida mentre qui per noi non deve passare nessuna linea». Lo stratagemma è semplice: chi compra oggi un pezzettino minimo di terreno avrà diritto domani a bloccare le ruspe del supertreno facendo valere i suoi diritti di proprietario. Perché, annuncia lo striscione montato tra le tende, bisogna essere «fuori dai giochi, fuori dai partiti, liberi di essere No Tav». Sulla strada che conduce all´abbazia benedettina di Novalesa il tempo non sembra passare mai. Tutto è fermo all´inverno del 2005, al tempo delle cariche notturne della polizia contro il presidio di chi si oppone alla nuova ferrovia. Ieri in 1.400 (tra i quali Vittorio Agnoletto) hanno risposto all´appello dei No Tav. Altrettanti avevano comperato il terreno a marzo, sul versante sud della stessa montagna a Chiomonte. Arrivano dalla valle ma anche da Torino, Milano, Bologna, Padova, dalla Sicilia. Si mettono in fila di fronte al notaio sotto il tendone della «Pro loco» di Venaus e accettano le condizioni del contratto: 15 euro per una strisciolina di terreno, la tessera di un gigantesco mosaico di 2.349 metri quadrati. In teoria ognuno dei 1.400 nuovi proprietari ha il diritto di essere presente sul suo terreno il giorno dell´esproprio per l´avvio dei lavori. Una gigantesca partita a scacchi tra i proprietari terrieri e gli uomini della ferrovia: «Perché ciascun proprietario può delegare quante persone vuole ad essere presente sul posto», dice Alberto Perino, il leader dei Comitati. Insomma, il giorno fatidico decine di migliaia di persone potrebbero legittimamente mettersi sul prato e bloccare tutto. «Non so immaginare - aggiunge Perino - cosa potrebbe capitare se uno dei nuovi proprietari avesse qualche rata di mutuo non pagato. La banca metterebbe l´ipoteca sulla sua particella di terreno e la burocrazia inchioderebbe l´Alta velocità: chi è in grado di espropriare un terreno ipotecato?». Giochi d´astuzia, iniziative per tenere alta la mobilitazione del movimento in un momento difficile. Non è tanto il cambio di governo a spaventare i No Tav: «È vero - dice Perino - che la volta scorsa era stato il governo Berlusconi a scatenarci contro la polizia. Ma questa volta non saranno così ingenui. Non abbiamo paura di Matteoli, ci ha fatto molti più danni Virano». L´architetto Mario Virano, presidente dell´Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione, è riuscito a ricucire un rapporto tra i sindaci e il governo. A far passare l´idea che sulla Tav si può discutere. Tanto che domani mattina gli amministratori valsusini presenteranno ai giornali una loro proposta. Così nell´assemblea che si svolge nel tendone sotto la pioggia, c´è chi va al microfono per dire: «Siamo un po´ incazzati, ultimamente anche con i sindaci». Quei sindaci che due anni fa, su questo stesso prato, indossavano la fascia tricolore per fronteggiare i caschi azzurri della polizia difendendo le bandiere No Tav. Oggi, in gran parte, quei sindaci non sono qui. Il presidio di Venaus compie tre anni senza di loro. C´è la solidarietà, è vero, di chi è arrivato dal Mugello portando «un pezzetto di cemento per augurare alla val di Susa di non fare la nostra stessa fine». Ma manca il megafono di Antonio Ferrentino, il presidente della Comunità montana e manca la fascia di Nilo Durbiano, il sindaco di Venaus. Ci sono nomi importanti venuti da fuori come il presidente mondiale del Forum dell´acqua, Riccardo Petrella. Arrivano al microfono i promotori della tv di contro informazione promossa da Giulietto Chiesa. Il vicesindaco del paesino di San Didero, uno degli amministratori contrari al dialogo con l´Osservatorio, lancia l´idea di un partito No Tav da presentare alle elezioni comunali del 2009: «Dobbiamo prepararci in tempo». A dare il carburante politico al movimento ci pensa il sociologo Marco Revelli: «Tornare qui tra di voi - scandisce al microfono - è come tornare alla realtà dopo un brutto sogno. Giù in città si vive nella falsa coscienza prodotta da un racconto collettivo calato dall´alto, in un mondo alla rovescia che considera residuali esperienze come questa. Una giornata su questo prato di Venaus fa tornare tutti con i piedi per terra». A luglio a Roma il governo dovrà decidere sulla Torino-Lione. Oggi le bandiere No Tav e le fasce tricolore dei sindaci sembrano sempre più distanti. -- . __,_._,___ |
| Fabio Bono | |
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...Dopo una sveglia deprimente come quella di stamattina (prime notizie ascoltate: Class-Action bloccata da Scajola e Stop a tutti i Processi per un anno "proposto" da Berlusconi) rimango sempre più convinto che sia inutile cercare di migliorare l'Italia attraverso le "armi legislative soft" (Referendum di Grillo, Lettere ai Comuni, Petizioni varie), in quanto, gira e rigira, riescono sempre da Roma a metterle in un cassetto e non riaprirlo più, in barba a ciò che dice Napolitano su Costituzione e Democrazia (ma non si vergogna, vedendo come vengono quotidianamente calpestati i diritti dei cittadini dai Parlamentari stessi!?!...).
L'unica "arma" è quella delle azioni dimostrative forti, come appunto quella del Movimento No-Tav, o come il comportamento dei Pievesi nei riguardi della Centrale a Biomasse.... ...solo così i politici sembrano "temere" il loro elettorato... |
| Fabio Bono | |
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Brutte notizie sul fronte TAV...
Da: http://blogeko.libero... Entro fine anno 60 carotaggi per il tunnel Tornano alla carica con l’inutile e anzi dannosa Tav Torino-Lione, la linea ferroviaria ad alta velocità (e-o ad alta capacità? l’ambiguità non è mai stata soddisfacentemente sciolta) che modificherà il volto della Val di Susa. Entro la fine dell’anno si vogliono effettuare 60 carotaggi in profondità, per delineare le caratteristiche del sottosuolo in cui scavare il tunnel. A questo Governo piace tanto la Tav, come tutte le grandi opere foraggiate da soldi pubblici (cioè nostri). A me non piace per niente. La Tav è un po’ come il ponte di Messina: un progetto faraonico, stra-super-mega caro, che in realtà non serve a nessuno. Tranne a chi si prenderà gli appalti pubblici. Ora, se voglio andare a Parigi da Torino, impiego cinque ore e mezza o poco più. Non mi pare un tempo irragionevole, anche perchè a Parigi non vado tutti i giorni. Come più o meno tutti, prendo molto più spesso treni locali, che fanno letteralmente schifo. Lenti, scomodi, in perenne ritardo. E investire soldi pubblici in quelli, azichè nella Tav? Credo che i benefici sarebbero più consistenti. Ma le merci, si dice. Ma le linee e le risorse liberate dalla Tav per far viaggiare più celermente gli altri treni. Non ci credo. Primo, perchè se l’obiettivo davvero fosse migliorare il trasporto locale – quello che viene usato dalla generalità delle persone – di occasioni ce ne sarebbero tante anche senza aspettare la Tav. Secondo, perchè la capacità della linea Torino-Modane già esistente non è sfruttata fino in fondo. E allora, cosa ce ne facciamo di un’altra linea? Vaglielo a spiegare. Passano gli anni e niente in sostanza si muove. Da una parte il Governo sempre intenzionato a realizzare la Tav. Dall’altra parte i valsusini fieramente contrari al progetto che devasterà ulteriormente e inutilmente le loro terre. La Val di Susa è un posto speciale. Non perchè sia bella: non mi odino i valsusini, ma bella la loro valle ma non lo è davvero. E’ un posto speciale perchè già sconta in due modi opposti e molto pesanti l’impronta umana. Da un lato la fitta urbanizzazione. Le stazioni sciistiche, le seconde case e le strutture turistiche, le strade, l’autostrada e tutto il resto. Dall’altra la deantropizzazione di tutti i luoghi non urbanizzati. L’abbandono delle montagne che erano state modificate dal lavoro plurisecolare – i terrazzamenti, i campi ricavati dai pendii – e il cui equilibrio artificiale era garantito solo dalla costante presenza e dalla cura dell’uomo. Sterpaglie ovunque, muretti in pietra crollati, dilavamento, una sensazione generale e netta di abbandono molto più evidente di quella che si può provare su altre montagne che pure si sono spopolate. Fa male al cuore girare a piedi sulle montagne della Val di Susa. Ora vogliono aggiungere una linea ferroviaria che in sostanza trasformerebbe l’intero fondovalle in un corridoio di servizio. Un’ulteriore violenza al territorio pagata con valangate di soldi nostri e che non servirebbe a niente e a nessuno. Da Repubblica tornano alla carica con la Tav Torino-Lione. Entro fine anno 60 carotaggi per il tunnel Su Ambientevalsusa Approfondimenti sulla Tav Torino-Lione |
| Fabio Bono | |
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E' ripresa in questi giorni l'offensiva del Governo per ciò che riguarda il traforo in Val di Sausa...inutile in quanto ne esiste già uno che occorrerrebbe solo ottimizzare...
...ma si sà, creare un nuovo traforo porta tanti soldi...da magnà! Forse mai nella storia italiana un'opera pubblica è stata inutile in modo palese sin dall'inizio come la TAV in Val di Susa. Un'opera che costerà decine di miliardi di euro a carico dei contribuenti, su un un tratto già servito dalla Ferrovie e dall'autostrada, in previsioni di un incremento di trasporto merci che non ci sarà mai, ma che anzi diminuisce. La TAV finirà tra vent'anni, quando i responsabili di questa scelta sciagurata non ci saranno più. Lascerà un debito generazionale spaventoso che pagheremo con le tasse e una valle sconvolta per sempre. Un tunnel di 57 chilometri che modificherà la struttura del territorio, comprese le fonti d'acqua. I fondi della UE di cui si riempiono la bocca i politici serviranno solo per una mancetta alle imprese e alle sicure infiltrazioni mafiose. In un'Italia dove i treni dei pendolari sono carri bestiame e le stazioni sempre più fatiscenti, questa dissipazione di soldi pubblici, quattro volte il Ponte di Messina, grida vendetta. Ma, se la TAV non serve, anzi distrugge, allora a chi serve? Solo a chi prenderà i soldi e a chi glieli farà avere : politici e costruttori! Domani sarò in Val di Susa a sostenere i suoi abitanti. Sarà Dura! Pubblico una lettera di Ambientevalsusa e del Movimento No Tav con le ragioni dei valsusini. Scaricate e distribuite il volantino con il testo completo, dopo averlo letto nessuna persona sana di mente vorrà più lo scempio della TAV. "Caro Beppe, ti scriviamo dalla Valle di Susa, dove alle tre di notte del giorno 19 gennaio 2010 millecinquecento poliziotti hanno preso militarmente a Susa, un'area privata all'interno di uno svincolo autostradale per installare una delle famose trivelle che dovrebbero verificare i terreni per la linea TAV. I nostri vecchi in Valle dicono che di notte si muovono solo i ladri e malfattori; quelli che vogliono il TAV evidentemente seguono gli stessi criteri. Domenica il partito bipartisan del TAV, destra, sinistra, costruttori e appaltatori vari si ritroverà a Torino, al Lingotto, per la famosa marcia SI TAV che da anni Chiamparino invoca. Vabbè, marcia; alla fine si chiuderanno nel loro fortino, entreranno su invito, e saranno i soliti noti della politica e qualche amico. La solita famiglia ristretta di affaristi accompagnati da molte persone che non sono evidentemente informate sui danni del TAV.[...] Ti invitiamo in Valle e ti chiediamo un aiuto per diffondere le informazioni che seguono sul famigerato progetto della Torino Lyon, informazioni che naturalmente i giornali non danno. Gli approfondimenti sono tutti reperibili sui siti internet. Ti ringrazio a nome di tutta la redazione di Ambientevalsusa e del Movimento No Tav." Claudio Giorno Questi i principali dati tecnici, economici ed ambientali sconosciuti alla gran parte delle persone: Utilità - La linea attuale internazionale tra Torino e Modane è utilizzata al 30% della sua reale capacità ed anche l'autostrada è utilizzata per meno del 50% Previsioni Traffico - Le previsioni di traffico dei progettisti finora si sono rivelate errate. Si basano sul concetto della crescita infinita che prevede per ogni punto di PIL in più una crescita dei traffici di 1,4 punti.La linea attuale secondo le stime doveva essere satura già quest'anno, la cosa non è avvenuta. La crescita continua non esiste ed il trasporto di merci diminuisce costantemente e di conseguenza le necessità di trasporto. Secondo LTF la linea futura troverebbe una stabilità di bilancio con 40 milioni di tonnellate di merci all'anno trasportate. La linea attuale ne può trasportare almeno 20 milioni. Ne vengono oggi trasferite 4,8 milioni. Anche trasferendo tutto il traffico merci autostradale sulla ferrovia attuale si arriverebbe ad un utilizzo della ferrovia attuale di circa il 50% della sua capacità CONTINUA SOTTO. |
| Fabio Bono | |
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Costi - Mauro Moretti, AD di Trenitalia ha dichiarato che il costo a preventivo della linea è di 120 milioni al km, 3/4 volte in più rispetto ai costi medi francesi (vedi articoli Il Sole 24 ore del 13 gennaio corrente). Inoltre i costi a preventivo aumentano in genere di 2,3 volte a fine lavori. L'Italia ha anche sottoscritto un accordo economico per cui la parte internazionale sarebbe a carico del nostro paese per il 65%. Finanziamenti - I finanziamenti della UE di circa 600 milioni oggi in ballo servirebbero essenzialmente per gli studi. Le azioni a garanzia dei territori portate avanti sotto forma di petizioni dai cittadini ed amministratori locali a partire dal 2004 sono ancora aperte presso la UE e riguardano la mancanza condivisione del progetto, i rischi sanitari per i territori, i rischi ambientali Tempi - Ammesso che si potesse mai realizzare tale linea ci vorrebbero almeno 20 anni di cantieri. Durante questi anni i costi aumenterebbero e tutto il traffico ferroviario dovrebbe essere trasferito per lunghi periodi sull'autostrada poiché la costruzione della nuova linea coinvolgerebbe anche la vecchia bloccandola di fatto. Non è stato finora valutato l'aspetto logistico ed i costi sociali di queste eventuali scelte, allo stesso modo non è stato fatto un rapporto costi benefici per la nuova linea Acqua - Il rapporto COWI commissionato da UE e LTF denuncia la perdita sicura di acqua nel caso di realizzazione gallerie nel massiccio Ambin. Questa perdita sarebbe pari al fabbisogno di 1.000.000 di persone ogni anno, per sempre. Le aree della collina morenica e dell'Orsiera non rientrano nel calcolo Calore - I progetti Alpetunnel chiariscono che all'interno della galleria ci sarebbero 50 gradi (gradiente termico). Bisognerebbe lavorare in quelle condizioni con presenza grisou, radon, uranio, almeno 17 faglie con rocce in movimento, grandi quantità d'acqua in forte pressione. Poi ci sono rocce inconsistenti, laghi sotterranei e pressioni altissime. Nessuno ha oggi la certezza che la galleria lunga di 57 km sotto alle Alpi sia realmente fattibile, né si conoscono i costi reali di costruzione ed eventualmente di gestione Molti altri gravi problemi esistono, sono previsti o potrebbero nascere ex novo in fase di realizzazione, altri scaturirebbero da un cambiamento delle condizioni di mercato presenti fra 20 anni, quando gli ottimisti prevedono di veder conclusa l'opera. Come se non bastasse l'investimento necessario sarebbe colossale ed ora è chiaro, totalmente caricato sulle spalle dei cittadini. Tanto ci sentiamo obbligati a comunicare. Chi crede veramente nel progresso si tenga informato. Ambientevalsusa e del Movimento No Tav Ps. Domani, giovedì 21 gennaio, alle ore 14.30 sarò a Susa (TO), al presidio No TAV dell'Autoporto; alle ore 17.30 sarò ad ASTI dove, insieme ai candidati della Lista MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE, incontrerò i cittadini presso la Sala Consiliare della Provincia di Asti in p.zza Alfieri n. 32; alle ore 21.00 sarò ad ALESSANDRIA dove, insieme ai candidati della Lista MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE incontrerò i cittadini presso il cinema teatro Ambra, via Brigata Ravenna. L'ingresso agli eventi è libero e aperto a tutti. Beppe Grillo |
| Marco-TO | |
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Riepiloghiamo:
Sabato 23 gennaio, marcia NO TAV di 20.000 persone secondo la Questura (40.000 secondo gli organizzatori). Domenica 24 gennaio, incontro SI TAV organizzato dai partiti in una sala del Lingotto da 600 posti (seicento !!!). Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha dichiarato al TG3 Regionale che i NO TAV sono "una minoranza". C'è qualche discrepanza tra i numeri... chissà quali hanno maggior peso... Chiamparino forse dovrebbe andare a lezioni di matematica... Nella notte di sabato qualcuno ha bruciato il presidio NO TAV di Borgone di Susa, cominciano le provocazioni violente, l'importante è NON rispondere ma rimanere con la NON VIOLENZA. Tutti i dettagli su http://www.notav.eu... Il motto è sempre lo stesso: Sarà dura! Edited by Marco-TO on Jan 25, 2010 6:43 PM |
| Fabio Bono | |
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Sarà dura, sì!
Grazie Marco per gli aggiornamenti da questo Fronte! |