I Grilli di Arma, Taggia & Sanremo Message Board › Ambiente

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Meganuvole avvelenate fanno bruciare la Terra.
Generate da fuliggini e sostanze chimiche, accellerano siccità e scioglimento dei ghiacci. Avvolgono intere zone di India e Cina e raggiungono anche i tre km di spessore. Veerabhadran Ramanathan (Università della California). I segni clamorosi del riscaldamento globale sono l'innalzamento del livello dei mari, lo scoglimento del manto dei ghiacci artici e la ritirata dei ghiacciai nelle Alpi, nelle nde e nell' Himalaya: minacciano- spiegherò al Festival delle Scienze di Roma- noi, i nostri figli e i nostri nipoti. Il mondo, quindi, non può permettersi ulteriori catastrofi ambientali. E invece, purtroppo, ora se aggiunge una nuova e assume la forma "ABC", "Atmosferic, Brown, Clouds" (le nuvole oscure). I loro effetti comprendono la riduzione dell'illuminazionesolare, il mascheramento dell'effetto serra, la desertificazione e l'accellerazione del ridimensionamento di ghiacci e ghiacciai. il resto...http://www.lastampa.i... Edited by Fabio Bono on Jan 13, 2008 5:34 PM |
| viola | |
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Non aggiungo nulla a quello che ognino di noi già sa riguardo la gravissima situazione della Campania, però vorrei segnalarvi un'interessante iniziativa promossa da Legambiente per dire basta con l' avvelenamento di questa Terra, incominciando dalla politica!!!
http://www.legambient...![]() No all'emergenza permanente, no all'ecomafia che ci avvelena la vita, no ai demagoghi che soffiano su ogni protesta. Sì a una politica che sa decidere, sì ai sindaci che fanno la raccolta differenziata, sì agli impianti di riciclaggio e compostaggio. Per questo Legambiente invita cittadini, comuni virtuosi, aziende, associazioni e organizzazioni di categoria, a scendere in piazza per testimoniare che uscire dall'emergenza rifiuti si può. Esiste già un'altra Campania che non deve fare i conti con la spazzatura, con l'incapacità degli enti locali, con i disordini e con gli allarmi. Ci sono 145 Comuni che raccolgono in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti urbani, con picchi fino al 90%, e li avviano al riciclaggio al pari delle migliori esperienze del Nord Italia. Ma anche di numerose aziende, capaci di costruire e gestire impianti di riciclaggio, tecnologicamente avanzati, che sono costrette, paradossalmente, ad importare materie prime-seconde (contenitori in plastica, vetro, carta e cartone) da fuori regione per far funzionare a regime i loro impianti. Esiste una Campania che si muove al passo col resto del Paese e che valorizza al meglio il suo territorio, le sue produzioni, l'ambiente. È questa la Campania da cui ripartire. L' appuntamento per la manifestazione è sabato 19 gennaio alle ore 14.30 in Piazza Carità a Napoli Edited by viola on Jan 15, 2008 10:40 PM |
| Fabio Bono | |
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Ciao Viola, hai fatto benissimo a segnalare anche la preenza di queste realtà in Campania...e l'efficenza e i risultati positivi di raccolta differenziata efficiente o "porta a porta" rende ancora più evidente l'inadeguatezza della scelta inceneritori!
Intanto dal Mondo della Tecnologia (ero dubbioso sulla Discussione entro la quale inserire questo articolo) ecco un segnale positivo nei confronti dei problemi ambientali: IBM e il World Business Council for Sustenable Development si uniscono a Nokia, Pitney Bowes e Sony per creare ?l?Eco-patent Commons? Alcuni esponenti del mondo imprenditoriale hanno unito le forze per collaborare a un progetto senza precedenti a sostegno della difesa ambientale, rendendo pubblici moltissimi brevetti innovativi e con valore ecologico. La disponibilità di questi brevetti stimolerà ricercatori, imprenditori e società a creare, applicare e sviluppare i propri prodotti, processi e servizi, sia destinati al consumatore finale che alle industrie, seguendo metodologie che difendono e conservano l?ambiente. Il World Business Council for Sustenable Development (WBCSD) e IBM ? che, come annunciato oggi da IFI Claims, si è aggiudicata per il quindicesimo anno consecutivo il primo posto in termini di concessioni di brevetti negli Stati Uniti ? stanno avviando questo progetto, chiamato "Eco-patent Commons", in collaborazione con Nokia, Pitney Bowes e Sony. I brevetti raccolti nell??Eco-Patent Commons? presentano innovazioni rivolte alla tutela ambientale o nuove metodologie per processi produttivi o imprenditoriali in cui la soluzione offre benefici di carattere ecologico. Per esempio, una società può presentare un brevetto per un processo manifatturiero che riduce la produzione di rifiuti pericolosi o il consumo di energia o di acqua o una soluzione per sistemi logistici o di approvvigionamento che riduce il consumo di carburante. Esempi di benefici ambientali richiesti per l?inserimento nell??Eco-patent Commons?: Conservare l?energia o aumentare l?efficienza energetica o dei combustibili Prevenire l?inquinamento (riduzione alla fonte, riduzione dei rifiuti) Utilizzare materiali o sostanze nel rispetto dell?ambiente Ridurre il consumo di acqua o materiali vari Aumentare le opportunità di riciclaggio ?L??Eco-Patent Commons? fornisce alle imprese un?opportunità unica per cominciare a cambiare le cose condividendo le innovazioni e le soluzioni a supporto dello sviluppo sostenibile? ha detto Bjorn Stigson, presidente di WBCSD. ?Offre anche spunti per identificare aree di interesse comune e avviare nuovi rapporti di collaborazione per rafforzare ulteriormente lo sviluppo delle tecnologie brevettate.? ?L?utilizzo dell?innovazione per affrontare le questioni ambientali richiederà sia l?applicazione della tecnologia che l?utilizzo di modelli innovativi per condividere la proprietà intellettuale fra le imprese dei diversi settori industriali? ha spiegato il Dott. John E. Kelly III, IBM Senior Vice President e Director di IBM Research. ?In qualità di leader nel settore dei brevetti negli U.S.A per 15 anni consecutivi, con ben 3.125 brevetti rilasciati nel 2007, IBM è entusiasta di offrire le proprie risorse in materia di brevetti a servizio dell?ambiente. Oltre a consentire ad altre aziende di abbracciare la causa ambientale, il libero scambio di preziose proprietà intellettuali permetterà di velocizzare i processi per superare la sfida ambientale. Sollecitiamo caldamente altre imprese a contribuire a questo progetto?. La partecipazione all?iniziativa ?Eco-Patent Commons? è aperta a tutti i privati e a tutte le aziende e l?organizzazione provvederà a valutare l?idoneità dei brevetti offerti. Le aziende fondatrici insieme al WBCSD si stanno impegnando ad incoraggiare altre imprese ad iscriversi all?organizzazione e a partecipare a questa iniziativa per promuovere la collaborazione e l?innovazione al fine di proteggere il pianeta. Le aziende associate all? ?Eco-Patent Commons? hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni: (Vedi continuazione dell'ARTICOLO) |
| Fabio Bono | |
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Gira su Internet (l'ho già ricevuta due volte) un documento su una normativa europea che in Italia non viene applicata.
Si chiama AIA (Autorizzazione Intergrata Ambientale) e dovrebbe rendere operativa la Direttiva comunitaria n. 96/61/CE, nota con il nome ?IPPC? (Integrated Pollution Prevention and Control), recepita dall?Italia con il Decreto Legislativo 18 febbraio 2005, n.59. Ho deciso di proporla anche sul nostro Meetup...tanto per non farci mancare nulla! Nella lettera il titolo è significativo quanto "datato"..."AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale): e' la normativa che farà cadere il governo se..."....evidentemente il Governo ha trovato altre scorciatoie per cadere! Il documento propone un modo di agire per fare sentire le proprie ragioni da parte dei cittadini italiani che dall'Europa ereditano solo il peggio! Eccone la parte più significativa (spero non sia una bufala): PRIMA PARTE La normativa prevede la partecipazione dei cittadini. Prevede che vengano adottate le migliori tecnologie. I grandi capitalisti dovrebbero mettere mano al borsellino e spendere qualcosa per la sicurezza degli impianti e per la salubrità dell'aria che vi si respira. La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere". Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie dispobibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria. Ma quanti cittadini in Italia hanno esercitato questo diritto a presentare osservazioni per l'AIA? Solo uno. Provate a fate un giro sul sito http://aia.minambient... "Area libera consultazione". Non lo trovate? Scendete in giù, ancora giù... vedete in basso a sinistra la finestrella azzurra a sinistra? Bene, cliccate lì. Anche voi puoi controllare le emissioni. Appare... PERCORSI GUIDATI * Cerca l'impianto per territorio * Cerca l'impianto per categoria di attività * Cerca l'impianto per tipo di procedura Cercate l'impianto per territorio e andate sulla vostra regione. Qualcuno vi aveva mai detto che potevate consultare quei dati e che potevate fare delle contestazioni scritte per ottenere le prescrizioni delle migliori tecnologie? Qualcuno vi aveva mai detto che era un vostro diritto reclamare impianti meno inquinanti? Nel mondo ambientalista qualcosa è andato storto. Davvero una brutta storia. Ad esempio mentre i dirigenti nazionali di Legambiente si davano da fare ad entrare nel Partito Democratico, nessuno di loro si preoccupava realmente di fare una campagna di informazione sui diritti di intervento nell'AIA. Ma nella "Cosa Rossa" c'è qualcuno che ha scelto di informare i cittadini e di mettere le istituzioni al loro servizio? Certo non lo ha fatto Nichi Vendola che, pur governatore della Regione Puglia, non ha fatto pronunciato una sola sillaba. Bocche cucite anche fra i sindacati. E così su 139 impianti sottoposti alla procedura nazionale di AIA sono arrivate sul tavolo del Ministero dell'Ambiente solo 6 relazioni di osservazioni relative a solo 4 impianti. Ed ecco i risultati: Italia Nostra: 1 relazione con osservazioni Legambiente: 1 relazione con osservazioni AIL: 1 relazione con osservazioni Comitati locali: 2 relazioni con osservazioni. E infine: anche un cittadino (un ingegnere volonteroso) risulta aver inviato una relazione, a testimonianza che la normativa europea dà diritti al "pubblico" e non solo alle associazioni. Occorrerebbe vedere gli interventi delle associazioni per le AIA regionali (ad esempio il Wwf del Friuli ha inviato osservazioni ben fatte per l'impianto di Servola). Nel mondo sindacale solo la Uil di Taranto è intervenuta sull'Ilva associaziosi alle osservazioni di un comitato locale e apponendo il proprio timbro. Praticamente siamo di fronte ad un fallimento di proporzioni storiche per il tradizionale mondo ambientalista. Per non parlare di quello politico-partitico e sindacale. Andate sui siti nazionali di Legambiente e Wwf, troverete tante campagne, ma sulle emissioni industriali e sui diritti europei dell'AIA non trovate nulla. Le grandi associazioni sono rimaste in silenzio, inattive. Proprio mentre entrava in vigore un importante diritto europeo di accesso e partecipazione ambientale che avrebbe messo in seria difficoltà l'industria più inquinante. Va notato che - se vi sono state quelle poche relazioni pervenute al Ministero dell'Ambiente - ciò è frutto di uno sforzo prodotto unicamente dagli attivisti locali. Ma lo staff dirigente delle grandi associazione è stato un palcoscenico di "belle statuine" che non ha mosso un dito per informare i cittadini. Provata ad andare su Google e digitate: Legambiente AIA IPPC Non troverete indicazioni su quali diritti di partecipazione ambientale ha il cittadino, non troverete rinvi al sito nazionale di Legambiente. Una cocente delusione vi porterà ai limiti dello sconforto. "E ora, che si può fare?", vi chiederete. La frittata è stata fatta, ma solo per metà. Non dategliela vinta ai vostri inquinatori. Infatti i poteri forti sono così ottusi che, nel rallentare la procedura di AIA fino a bloccarla di fatto, consentono adesso ai comitati spontanei di cittadini di rimettersi in gioco e di rivendindicare il diritto europeo di partecipare al processo autorizzativo con osservazioni mirate. Quindi: non demordete! |
| Fabio Bono | |
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SECONDA PARTE:
Ecco i primi passi che dovete fare: - costituite subito un comitato; - create un blog; - fissate una sede; - buttate giù un atto costituitivo; - inaugurate un indirizzo email per il vostro comitato e diffondetelo. Il comitato chiamatelo come volete, metteteci il nome della vostra provincia o della vostra regione. Poi: - inviate un primo comunicato stampa; - convocate un'assemblea costitutiva; - raccogliete le email degli intervenuti e fatevi una prima mailing list; - inviate una seconda email per convocare una conferenza stampa. State alle costole dei giornalisti locali, telefonate alle redazioni per spiegare perché la cosa è importante. E soprattutto: - stilate un elenco delle sostanze inquinanti emessa dall'azienda che nella vostra zona vi appesta di più. Per saperne di più andate su http://www.eper.sinan... emissioni, azienda per azienda, regione per regione). Anche se fuori tempo massimo, i cittadini possono rivendicare il diritto di partecipare. Possono preparare, anche a gennaio 2008, alcune relazioni con osservazioni. Infatti Napolitano ha dato una proroga alla procedura AIA, per evitare la procedura di infrazione europea (che comunque è già partita perché l'AIA alle aziende doveva essere data entro il 30 ottobre 2007). Da quello che abbiamo saputo NEPPURE UNA SOLA AUTORIZZAZIONE AIA è stata data dall'apposita commissione. L'istruttoria è partita solo per poche aziende. Per la grande maggioranza è tutto "in attesa". Questo colpo di freno dei poteri forti rischia di essere un boomerang per loro. Se volete spendere bene questo vantaggio tattico e trasformarlo in una risorsa strategica, strudiate la documentazine AIA delle aziende della vostra regione e inviate le delle lettere raccomandate al Ministero dell'Ambiente. Coma va messo nelle raccomandate? Le vostre osservazioni sugli impianti inquinanti delle vostra zona. Fatevi aiutare da qualche ingegnere, da qualche chimico, da qualche medico. Buttate giù una relazione chiara e precisa individuando tutto ciò che le aziende non hanno eventualmente indicato: emissioni inquinanti, misure per prevenirle, tecnologie migliori per abbattere i fumi, ecc. Fatelo, fatelo! Non aspettate altri: fatelo voi, anche come semplici cittadini, ne avete diritto! Tanto, se non lo fate voi, non credo che lo faranno gli "ecologisti" come Della Seta che da Legambiente sono entrati nel Partito Democratico. Agite, fatelo subito: se non ora... quando? Il 31 marzo 2008 (termine della proroga) i giochi saranno chiusi definitivamente per voi e per i vostri polmoni. Per la proroga si può leggere http://www.amblav.it/... Vi diranno che scrivere delle osservazioni tecniche è complicato: ma allora perché si va a scuola? Perché abbiamo la rete? Se son si usa cultura e rete a che cavolo serve tutto ciò? Agite, collegatevi al sito http://aia.minambient... sull'azienda più vicina a voi. Leggete tutta la documentazione e controllate - legge alla mano - che abbiamo elencato tutti gli inquinanti e tutte le soluzioni tecniche per ridurli. Fatelo subito: mandate questa email ai vostri amici e create un gruppetto di lavoro. Fate circolare questa informazione! I poteri forti vogliono bloccare la vostra e la nostra partecipazione e ricattano il governo e l'intera sinistra: state zitti, state buoni, non dite nulla ai cittadini se no vi facciamo cadere il governo. Se Nichi Vendola ha avuto un crollo dei consensi (è sceso dal 52,5% del 2006 al 45,5% del 2007, dati di Repubblica 8/1/2008) è perché anche lui fa realpolitik. Potrebbe nominare per l'AIA Ilva i migliori esperti in campo ambientale e invece... stendiamo un velo pietoso anche su Nichi. Zitti, zitti: non disturbate il manovratore! Il governo non vuole casini su questa storia dell'AIA. Compagni, moderatevi, non è più tempo di fare gli estremisti applicando la legislazione europea. Quelle sono belle cose per la Svezia, non per noi. Vi diranno che la realpolitik richiede qualche "opportuno silenzio". Ma voi parlate e, se è necessario, gridate! Vi diranno che avete la sindrome di Nimby. Ma non ci fate caso: siete solo malati di democrazia. Alessandro Marescotti --- Alessandro Marescotti http://www.peacelink.... Sostieni PeaceLink, versa un contributo sul c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto (TA) |
| viola | |
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| Fabio Bono | |
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Impressionante!
Grazie Viola per la segnalazione!!!! Questo aiuta a riflettere quando si discute dell'opportunità di tornare al Nucleare anche in Italia.... Ecco, per semplicità, un riferimento, tratto da Greenpeace, all'argomento: "Fra il 1948 e il 1956 i rifiuti radioattivi del gigantesco complesso di Mayak furono riversati direttamente nel fiume Techa, la sorgente di acqua potabile per molti villaggi circostanti. Ciò espose 124,000 persone a radiazioni di media ed alta intensità. Rifiuti nucleari vennero anche gettati nei laghi della Siberia occidentale. Uno di essi si prosciugò durante una torrida estate e una tempesta sparse la polvere nucleare depositata sul fondo in un ampia zona attorno al lago. Nel 1957 esplose uno dei sistemi di raffreddamento dell?impianto di Mayak, e una quantità di radiazioni pari a più della metà dell?incidente di Chernobyl si immise in atmosfera. Alcuni villaggi vennero evacuati, ma molti altri no. Almeno 272,000 persone vennero contaminate dalle radiazioni provenienti dall?esplosione. E? in quest?area che il Ministero Atomico Russo, Minatom (?), vuole stoccare ulteriori rifiuti nucleari nei prossimi anni. Il governo russo ha revocato il divieto di importazione di scorie nucleari e ha pianificato l?importazione di 20,000 tonnellate di scorie in cambio di più di 20 miliardi di dollari americani. Le potenziali nazioni candidate per l?esportazione includono: Giappone, Sud Corea, Taiwan, Ungheria, Svizzera, Germania, Spagna e Italia. Recentemente il responsabile dell?impianto di Mayak ha riferito alla commissione governativa: ?Non possiamo garantire la sicurezza delle persone che vivono sulle rive del fiume Techa. Gli abitanti dell?area attorno a Mayak sono decisamente contrari al nuovo piano di stoccaggio delle scorie. Semplicemente non riescono a credere che lo stoccaggio e il trattamento delle scorie avvenga in maniera responsabile. Non è difficile comprendere il loro scetticismo. Migliaia sono morti, e molti di più si sono ammalati come conseguenza dell?esposizione alle radiazioni. " Inoltre, riguardo alle conseguenze dell'Uranio impoverito nelle varie guerre sparse per il Mondo (Balcani, Afghanistan, ecc...), consiglio il Dossier: http://images.google.... E vi consiglio di guardare le immagini che, pur essendo un pugno nello stomaco, sono in grado di rimanere più a lungo nella memoria e che possono più facilmente fare breccia nelle nostre coscienze.....ANCHE QUESTO E' CONSEGUENZA DEL NUCLEARE E DELLE SUE SCORIE! Ricordiamocelo quando vediamo i nostri politici che adesso ne parlano bene... Edited by Fabio Bono on Feb 5, 2008 7:58 AM |
| Fabio Bono | |
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E' la diminuzione del traffico registrata a Londra in seguito all'applicazione dell'Ecopass, un ticket necessario per accedere alla ZTL (Zona a Traffico Limitato). Hanno da poco aderito all'iniziativa anche le città italiane di Milano e Torino. Roma e Napoli, non ci sentite...? |
| luci | |
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Da www.repubblica.it/2008/02/motori/motori-
Grande Ken!!!! Tassate anche tutte le supercar e qualsiasi auto emetta più di 225 grammi di C02 per Km. Il sindaco ormai chiama i fuoristrada: "trattori" o "bombe ecologiche 4x4" Londra, riparte la guerra ai Suv 33 euro per entrare al centro di VINCENZO BORGOMEO Nuova puntata della guerra ai Suv. Una guerra che sembrava ormai finita e che invece è riesplosa in tutta la sua violenza in Inghilterra: Ken Livingstone, il sindaco di Londra noto per le sue posizioni estremistiche (e per questo cacciato dal partito dei Labour nel 2000 salvo poi essere riammesso nel 2004, dopo che Blair lodò pubblicamente il suo operato), l'uomo della tassa contro il traffico, la congestion charge, ora lancia ufficialmente la crociata contro i Suv, che ormai lui chiama i "trattori di Chelsea". "Ken il rosso", si sa, è a caccia di consensi perché deve essere rieletto sindaco e assume sempre posizioni forti (non dimentichiamo che lo scorso anno in un'intervista a 'The Independent' disse che nessuno della sua famiglia tirava lo sciacquone dopo aver fatto pipì per risparmiare acqua...), ma stavolta va giù davvero pesante: dal prossimo mese i proprietari "delle bombe ecologiche a quattro ruote motrici" come le chiama lui, o anche di Ferrari e Aston Martin dovranno sborsare 25 sterline al giorno (33,5 euro) per entrare nel centro della capitale, anche se residenti. Un salasso che in un anno significa pagare 6.500 sterline (8.725 euro) per tornare a casa con la propria auto e che inciderà sul 17% del parco automobilistico londinese, i cui proprietari difficilmente avrebbero votato per Livingstone... E' solo l'ultimo atto della guerra ai Suv e alle auto supersportive, che però non trascura neanche i vecchi furgoni inquinanti che ora se vogliono entrare nel centro devono pagare multe salatissime. Il punto è che molte delle idee di Ken Livingstone sono state poi applicate in molti altri Paesi europei, e la Congestion Charge di Milano ne è solo l'ultimo esempio. Ora Londra viene vista dal mondo intero come un laboratorio a cielo aperto dove sperimentare nuove idee per la mobilità. E se nel 2003 aveva suscitato scalpore il fatto di imporre il pagamento di 8 sterline a tutti i non residenti che volevano entrare nel cuore della capitale. Ora la cosa non fa più nessun effetto. Anzi, si guarda con interesse alle nuove idee del sindaco londinese che punta a tagliare del 60% le emissioni di Co2 a Londra entro il 2025 imponendo il plutocratico balzello a tutte le auto che generano 225 grammi di anidride carbonica per chilometri: una categoria in cui rientrano maxi Suv come Bmw X5, Mercedes ML, Range Rover o moltissime supercar. (12 febbraio 2008) |
| Fabio Bono | |
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Ecco una presa di posizione che mi fa veramente felice!!!!!
Se c'è una cosa che mi dà tantissimo sui nervi è vedere tutti questi "Trattoroni" in giro per le città...ma che senso ha!!! E guarda caso, spesso, la stazza dei loro guidatori è inversamente proporzionale alla grandezza dei SUV...voglia di compensare la propria mediocrità interiore (ed esteriore)? Prodi ci aveva provato a tartassarli, accennando ad un aumento dei bolli...poi è tornato sui suoi passi tartassando invece le Auto vecchie a benzina (quelle dei poveracci come il sottoscritto che non "stanno al passo con i tempi" cambiando un auto ogni tre/quattro anni....): ASSURDO E VERGOGNOSO! Bravo Ken, Dagliè Giù!!!!!!!!!!!!!! ![]() |