Fabio Bono
Posted Sep 18, 2008 8:47 AM
Elfoscuro
Sanremo, IM
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Ottimi interventi, Marco e Barbara...quoto entrambi!
E' assurdo DOVER comprare prodotti esteri che possiamo trovare benissimo in Italia (quando è stagione), risparmiando soldi ed inquinamento.
Inoltre non dimentichiamo che da più lontano arriva il prodotto e maggiore è la presenza di funghicidi e conservanti per proteggerlo...
Insomma, dovrebbe partire proprio da noi CONSUMATORI la RIVOLUZIONE!
Se non comprassimo più frutta e verdura estera, sono sicuro che le cose cambierebbero...in meglio!
Fabio Bono
Posted Sep 19, 2008 8:15 AM
Elfoscuro
Sanremo, IM
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Finalmente una buona notizia...la ragione fondamentale sarà il caro-petrolio, e non l'accresciuta intelligenza umana, però il risultato è comunque lo stesso: CALANO GLI ODIATI SUV! devilish

Da:

Anche in Europa crollano le vendite dei Suv

Calano del 44,4% le vendite di Suv in Europa, un fenomeno che colpisce ormai tutte le auto di grossa cilindrata e che segue una tendenza già fatta registrare negli Stati Uniti.
Ad Aprile, infatti, Maria si chiedeva se ciò che stava accadendo al di là dell'Atlantico avrebbe anticipato le tendenze italiane ed europee?
Ecco la risposta: sì Maria, è proprio quello che sta accadendo.
Secondo un articolo pubblicato da Automotive News, purtroppo a sottoscrizione, le vendite dei Suv stanno facendo registrare un crisi inarrestabile.
Una tendenza, dicevo, che riguarda le auto di grossa cilindrata in genere e che ha fatto segnare un calo generalizato del 30%.
Un fatto che preoccupa le grandi case automobilistiche come Mercedes e Bmw che già quest'estate avevano annunciato tagli per compensare invece il buon andamento di vendita delle auto di piccola cilindrata.

Mi piacerebbe avere sotto mano delle statistiche più precise sull'Italia visto che nei primi tre mesi dell'anno il calo delle vendite registrato nel nostro paese (-8,2%) era molto più contenuto rispetto a paesi come la Francia (-40%) e la Spagna (-42%) anche se comunque al di sopra della media europea (-4,2%), ma purtroppo per ora questo è l'unico dato che posseggo.

Leggi Crollano le vendite dei piccoli Suv

Leggi Caro petrolio, crolla un mito: i SUV in crisi anche in Europa

Via AutoblogGreen
Marco-TO
Posted Sep 19, 2008 9:23 AM
Marco-TO
Torino, TO
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Insomma, dovrebbe partire proprio da noi CONSUMATORI la RIVOLUZIONE!
Se non comprassimo più frutta e verdura estera, sono sicuro che le cose cambierebbero...in meglio!

Io ho deciso di non mangiare più banane.
Dopo che sono venuto a conoscenza dei trattamenti che gli danno per conservarle durante il viaggio ho detto basta.
Tanto col cambiamento climatico inevitabile, fra poco le avrete lì in Liguria belle e mature, altroché coltivare fiori!




Anche in Europa crollano le vendite dei Suv
Un fatto che preoccupa le grandi case automobilistiche come Mercedes e Bmw che già quest'estate avevano annunciato tagli per compensare invece il buon andamento di vendita delle auto di piccola cilindrata.

Ecco, questa può essere una notizia positiva ma pensiamo anche a quello che c'è dietro. Chi saranno i primi a soffrire di questa situazione? Gli azionisti? I manager? No, i lavoratori di quelle linee di montaggio, operai e impiegati con una famiglia da mantenere.
Una linea di montaggio che fa una WV Touareg non è così semplice da riconvertire per fare una WV Polo. Questo vorrà dire cassa integrazione con riduzione di stipendio o peggio licenziamenti.

Ancora una volta il modello di sviluppo della crescita infinita, della crescita del PIL, quando entra in crisi colpisce come al solito le classi medio-basse.
barbara
Posted Sep 19, 2008 11:16 AM
user 6496766
Sanremo, IM
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scusa ma non sconvolgerti c'è un mio amico che le ha già le banane in sanremo sono più piccole ma dicono saporite io non le ho assaggiate !!!!!!!!!!!!!biggrinshockbiggrin
Mata Hari
Posted Sep 20, 2008 4:40 PM
aivlis80
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Mistero sul ritrovamento di migliaia di pesci morti

pubblicato: sabato 20 settembre 2008 da simona in: ecoblog.it

Ad Hook Creek tra lo scorso venerdì e sabato sono stati ritrovati migliaia di pesci morti nelle acque circostanti. Oltre 15 cm di carcasse sono emerse dalle acque fino a creare una vera e propria distesa di corpi galleggianti.

Secondo il dott. Gilbert Goldberg sembra che la colpa sia da attribuire a pesticidi vaporizzati nell’aria per uccidere alcune specie di insetti, mentre questa possibilità viene smentita da Cynthia D. Brown, portavoce del dipartimento della salute di Nassau. Secondo quanto dichiarato sembra che la scorsa settimana quell’area non sia stata irrorata da pesticidi, ma lo sono state solo alcune aree di Woodmere e Glen Head il 4 settembre.

Qualcosa di grave deve aver provocato la morte di massa di questi pesci abituati a sopravvivere tra rifiuti di vario tipo, ma ancora la vicenda è tutta da chiarire.
Fabio Bono
Posted Sep 22, 2008 8:28 AM
Elfoscuro
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Da:http://www.greenrepor...

Fahreneit 4.51 (milioni di Km): raggiunta l´estensione minima annuale dei ghiacci boreali
di Riccardo Mostardini


FIRENZE. Il 12 settembre scorso l’estensione dei ghiacci artici marini appare avere raggiunto il minimo del 2008, secondo il National ice and snow data center (Nsidc) e la Nasa, che martedì 16 hanno indetto una conferenza sul tema. I 4,51 milioni di kmq raggiunti rappresentano la seconda più bassa estensione minima annua dall’inizio dei rilevamenti satellitari (1979), dopo il 2007 in cui si registrarono circa 4,13 milioni di kmq. Anche se individuare medie attendibili appare insensato davanti ad una serie storica così breve, l’estensione attuale dei ghiacci marini boreali si assesta su 2,24 milioni di kmq in meno rispetto alla media dei minimi annuali 1979-2000.

Per “ghiacci marini” si intende, lo ricordiamo, quella superficie d’acqua in cui la parte solida supera il 15% di estensione. Il dato riguardo alla superficie è naturalmente solo una delle variabili in gioco, anzi assumono maggiore importanza, a fini climatologici, i dati sullo spessore e sugli anni di vita del ghiaccio. Ce lo ha ricordato recentemente il Wwf presentando stime per cui la parte di banchisa che ha almeno 5 anni è diminuita del 56% tra il 1985 e il 2007, e giungendo alla conclusione che probabilmente «quest’anno in Artico c’è meno ghiaccio di quanto ce ne sia mai stato da quando sono cominciati i rilevamenti».

Ma comunque il dato sulla estensione superficiale dei ghiacci è tra i più semplici e attendibili da ricavare, e ha il pregio di monitorare in tempo pressoché reale le reazioni che i sistemi fisici artici hanno in conseguenza dell’evoluzione climatica, cosa che gli altri campi di analisi non offrono con la stessa rapidità.

Quindi siamo di fronte alla seconda minima estensione annuale della banchisa artica, dopo il 2007 e prima del 2005, che scende così al terzo posto di questa triste graduatoria. E, secondo l’ente spaziale americano, «questa stagione aggrava il forte trend negativo osservato negli ultimi trent’anni». La Nasa ha annunciato che nella prima settimana di ottobre sarà pubblicato un rapporto dedicato all’analisi delle cause di questa costante dinamica al ribasso dei ghiacci marini artici.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, cerchiamo di aggiungere qualche considerazione di stampo maggiormente ottimistico: anzitutto, quanto paventato alla fine di giugno da alcuni ricercatori del National geographic a bordo del rompighiaccio Amundsen, e cioè la possibilità che il polo nord geografico restasse senza ghiaccio galleggiante già da quest’estate, sembra un rischio scongiurato. La notizia peraltro, riportata in modo inesatto da alcuni organi di stampa, creò aspre polemiche perchè a molti parve significare che quest’estate potevano scomparire i ghiacci marini boreali nella loro totalità, e non “solo” quelli nella zona del polo geografico. Evento che invece non dovrebbe avvenire, se si mantenessero i trend attuali, prima di un lasso di tempo che è stato stimato andare dal 2013 al 2030. Ad ogni qual modo, per quest’anno è andata.

Altro dato da sottolineare è il buono stato di salute dei ghiacci marini antartici, che dopo un 2008 in cui hanno raggiunto la loro estensione massima dal 1979 (più di 16 milioni di kmq, quasi 2 milioni di kmq di anomalia positiva), si sono attualmente assestati intorno alla media. Va però ribadito che questa non appare essere una buona notizia (cioè in controtendenza con il riscaldamento), in quanto secondo il quarto Rapporto Ipcc l’estensione dei ghiacci antartici in conseguenza del surriscaldamento globale dovrebbe, in una prima fase, aumentare invece di diminuire: ciò per cause ancora da chiarire completamente, ma che sono comunque legate alla continentalità del clima antartico, che sembra reagire ad aumenti di temperatura media con un aumento della nuvolosità e delle precipitazioni nevose. Altra possibile spiegazione del paradosso è che la crescita delle temperature globali influisca sul continente antartico in modo minore rispetto ad altre regioni del globo, più influenzate dagli scambi di calore ed energia che sono associati alla dinamica delle correnti marine.

Quindi, ancora una volta, si evidenzia la natura contraddittoria della stessa espressione “Global warming”: non un surriscaldamento nel senso comune del termine, ma un aumento dell’energia associata ai fenomeni climatici, cioè a quel modo con cui il sistema climatico globale distribuisce l’energia disponibile. Quindi un “warming” da intendersi in senso termodinamico prima che nell’accezione comune del termine, che causa cioè, prima di un riscaldamento generalizzato, quel famoso “aumento dei fenomeni climatici estremi” di cui tanto si parla: al polo nord gli ultimi due anni hanno visto il record negativo dell’estensione dei ghiacci? E al polo sud avviene esattamente il contrario. Purtroppo, per quanto spiegato, entrambe le notizie sono invece da considerarsi allo stesso modo “coerenti con il riscaldamento in atto”.

E, soprattutto, il costante verificarsi di eventi che erano previsti dai modelli climatici degli anni ’90 in cui era inserito il forcing antropico (cioè da quei modelli che, nel prevedere l’evoluzione climatica, consideravano significativo il ruolo delle emissioni umane dirette e indirette) aumenta l’attendibilità di quei modelli. E, viste le previsioni per il futuro basate su quei modelli, il fatto che ogni giorno essi si rivelino più attendibili non è, per niente, una buona notizia.
barbara
Posted Sep 22, 2008 9:24 AM
user 6496766
Sanremo, IM
Post #: 423
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Da domani la Terra è in rosso
"Le risorse dell'anno esaurite"
di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - Da domani viaggeremo con i conti in rosso, consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. Ci stiamo mangiando il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta. Il 23 settembre è l'Earth Overshoot Day: l'ora della bancarotta ecologica.

Il giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli e ai nipoti. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.
per leggere tutto l'articolo
http://www.repubblica...

Marco-TO
Posted Sep 23, 2008 5:47 PM
Marco-TO
Torino, TO
Post #: 642
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Forse lo saprete ma il mercato dell'energia in Italia è libero. Questo vuol dire che non siete più obbligati a fornirvi dall'ENEL o dal vostro fornitore locale ma potete cambiare.

In particolare volevo segnalarvi che vi è questa società che fornisce energia da fonti rinnovabili e possiamo avere un piccolo sconto. Si è formato un GAS dell'energia grazie alla Merci Dolci di Jacopo Fo e compagni, in questo modo si ottiene uno sconto.
E' un po' lungo da leggere ma magari ne vale la pena.

clicca QUI
Fabio Bono
Posted Sep 24, 2008 8:15 AM
Elfoscuro
Sanremo, IM
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Bella notizia Marco!
E gran belle iniziative quelle di Jacopo Fo (non dimentichiamo quella del suo G.A.S. per i pannelli solari!)

Devo però affiancargli una bruttissima news, presa direttamente dal blog di Grillo...


Mathis Wackernagel e l'impronta ecologica


Oggi, 23 settembre 2008, è l' Earth Overshoot Day. Il giorno in cui l'umanità ha utilizzato tutte le risorse che la natura riesce a generare in un anno secondo il Global Footprint Network fondato da Mathis Wackernagel. Questo significa che ci occorre circa 1,4 volte la Terra per soddisfare le nostre necessità. Ci stiamo mangiando il pianeta. Il blog ha intervistato Wackernagel, l'inventore del concetto di impronta ecologica, un indice statistico che mette in relazione il consumo di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.

"I monaci italiani introdussero il concetto di contabilità per i soldi. L'impronta ecologica è qualcosa di simile applicato alle risorse: se pensiamo come contadini, invece che ai soldi pensiamo a quanto territorio abbiamo disponibile per i pascoli, le coltivazioni eccetera. Questo è ciò che abbiamo a disposizione e quello che usiamo per il cibo, l'energia, eccetera.
Se guardiamo quante risorse consumiamo dal primo gennaio al 23 settembre, l'Overshoot Day, e facciamo un confronto con la produzione annua totale vediamo che dal primo gennaio al 23 settembre abbiamo consumato tutte le risorse che la Terra è in grado di rigenerare in un intero anno.
Quando sono nato, nel 1962, l'umanità usava la metà delle risorse rigenerabili in un anno.Finora siamo riusciti, con la tecnologia, a spremere il pianeta. Alcune aree del mondo hanno sperimentato il collasso perché sono troppo povere per importare risorse extra rispetto a quelle che riescono a produrre in loco.
La Svizzera, ad esempio, che è abbastanza ricca consuma tre volte le risorse che il suo ecosistema riesce a rigenerare. Finché avrà sufficienti risorse finanziarie, potrà comprare le risorse naturali. Le ultime stime per l'Italia sono per il 2003: 4,2 ettari di spazio ecologico produttivo rispetto a 1,8 disponibili nel mondo; un po' meno di tre volte quello che è disponibile nel mondo. La biocapacità dell'Italia è di un ettaro per persona, un po' di più della metà della media mondiale. Ci vogliono quindi 4 Italie per supportare il consumo degli italiani. Altri casi sono Haiti o il Darfur, che sono molto più limitati nella disponibilità di risorse in loco e finite queste non sono in grado di importare risorse extra da fuori e si trovano a fare i conti con gravi carenze di materie prime.

Ci sono bellissimi esempi storici, belli anche perché lontani nel tempo. Quando l'impero romano era al suo apice, a Roma abitavano un milione di persone. Quando l'impero collassò, la città non riuscì più a trasportare le risorse dai posti più lontani. La città in pochissimo tempo scese a 50.000 abitanti appunto perché poteva contare sulle risorse locali non riuscendo a trasportarne da fuori. Questo è il miglior esempio storico.

Ci sono tre aree su cui ci dobbiamo concentrare: la prima è che, come per l'economia, dobbiamo essere coscienti di quanto spendiamo e quanto utilizziamo.Una buona contabilità non salva dalla bancarotta, ma aiuta a capire quanto ci siamo vicini.
La seconda: se si guarda alle infrastrutture costruite oggi o nel passato... le infrastrutture rimangono per decenni. Pensate a come sono costruite le vostre città: questo determina come vivete in queste città, determina per decenni quanto le case consumano.
La terza, è orientare l'innovazione nella giusta direzione. L'innovazione è il miglior strumento per risolvere i problemi, ma se non è concentrata sui problemi giusti questi non verranno risolti. Se abbiamo chiare le questioni da risolvere possiamo raggiungere gli obiettivi dell'innovazione più facilmente e iniziare a investire in questi obiettivi.

Posso dirvi quale energia useremo, è abbastanza ovvio: oggi usiamo circa 15 terawatt di energia per alimentare l'economia mondiale. Il Sole fornisce 175.000 terawatt al nostro pianeta. Quindi di sicuro questa sarà la fonte utilizzata maggiormente, come abbiamo fatto nel passato, nei primi 500.000 anni della storia dell'uomo.

Io spero che inizieremo a capire che i rifiuti non sono la fine del ciclo, ma l'inizio.I nostri rifiuti possono diventare una significativa risorsa per la nostra economia: la cosa peggiore che possiamo fare con i rifiuti è mescolare rifiuti diversi, è uno spreco.Separandoli hanno molto più valore: dalla carta si ricava carta, dal metallo il metallo, eccetera.L'organico può diventare concime tramite il compostaggio senza contaminare il resto dei rifiuti.Alcune parti possono avere un valore energetico che si può ricavare dalla combustione.I rifiuti dunque possono essere una grande opportunità e una risorsa per l'economia e non il problema che sono oggi."

M.Wackernagel
Ps: I sottotitoli in italiano del filmato di YouTube vanno attivati cliccando la freccia a destra nella barra sotto il video

Video:
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
http://it.youtube.com...
Fabio Bono
Posted Sep 26, 2008 8:24 AM
Elfoscuro
Sanremo, IM
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Da: http://blogeko.libero...

Anidride carbonica, le emissioni 2007.
L'India ormai terza dopo Cina ed Usa


L'India si avvia ad occupare il terzo posto fra i Paesi che emettono più anidride carbonica, il gas dell'effetto serra.
Dovrebbe presto superare la Russia e piazzarsi subito dietro Cina e Stati Uniti.
E' una delle notizie che emergono dal rapporto "Carbon budget 2007" del Global Carbon Project, pubblicato oggi.
Il documento conferma che l'anidride carbonica ha superato nell'atmosfera le 380 parti per milione: una cosa che non succedeva almeno da 650.000 anni, probabilmente addirittura da 20 milioni di anni.
Le emissioni salgono più di quanto aveva previsto l'Ipcc nei suoi già poco rassicuranti scenari climatici.
Ora i Paesi più poveri, dice Global Carbon Project, nonostante i loro 800 milioni di abitanti sono responsabili appena dell'1% delle emissioni mondiali di anidride carbonica. I Paesi in via di sviluppo invece producono oltre la metà delle emissioni.
Tuttavia, aggiunge il rapporto, in una prospettiva storica questi Paesi, che contano l'80% della popolazione mondiale, sono responsabili solo del 20% dell'anidride carbonica entrata nell'atmosfera a partire dalla metà del XVIII secolo, ossia dalla Rivoluzione industriale.
Aggiungerei che una buona fetta di queste emissioni viene da fabbriche che i Paesi ricchi hanno spostato in zone in cui la manodopera costa poco e le leggi ambientali sono meno severe. E che queste fabbriche sfornano manufatti a basso prezzo destinati ai nostri mercati.
Dal 2000 in poi, le emissioni di anidride carbonica sono aumentate tre volte più in fretta che nel decennio precedente, nonostante le indicazioni e i vincoli del Protocollo di Kyoto.
Complessivamente l'anno scorso sono entrate nell'atmosfera 10 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.
Anche l'assorbimento dell'anidride carbonica da parte della vegetazione e degli oceani cresce, ma più lentamente delle emissioni. La situazione, conclude Global Carbon Project, fa supporre cambiamenti climatici più violenti del previsto.

La sintesi del rapporto "Carbon budget 2007" sulle emissioni 2007 di anidride carbonica: l'India ormai terza dopo Cina ed Usa

Global Carbon Project

Un articolo di Reuters dedicato all'analisi delle emissioni 2007 di anidride carbonica

Leggi Cento mesi per salvare il pianeta dall'effetto serra
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