I Grilli di Arma, Taggia & Sanremo Message Board › Il NUCLEARE....

| viola | |
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http://notizie.alice....
Scorie radioattive cercano "casa" in Italia Sono 90 mila i metri cubi da allocare. Altolà delle Regioni. Ma il problema dello stoccaggio rimane 15/10/2007 Mentre in Italia si continua a discutere sulla possibilità, abbastanza remota, di un ritorno all?energia nucleare, un problema di certo più immediato e concreto turba il sonno degli enti locali: quello della gestione delle scorie prodotte tra gli anni Sessanta e Ottanta, prima che il referendum abrogativo del 1987 chiudesse i cancelli delle centrali. Entro i prossimi sei mesi dovrà essere individuato un sito dove realizzare un deposito unico nazionale per il trattamento dei 90mila metri cubi di scorie italiane: 65mila provenienti dallo smantellamento delle centrali nucleari (le scorie delle centrali dell'Enel che, dopo il ritrattamento, stanno per tornare vetrificate dalla Francia) e 25mila già stoccati nei diversi siti nazionali. Lo ha annunciato il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, al termine della prima riunione sul tema con le Regioni. A breve sarà costituito un tavolo di lavoro misto (ministero, Apat, Enea, Regioni) che avrà il supporto della Sogin, la società costituita nel 1999 per la gestione del post nucleare in Italia. ? Il quadro attuale In Italia sono presenti depositi temporanei di rifiuti radioattivi negli attuali siti nucleari; vari interventi sono stati effettuati per garantire all'interno di ciascun sito il contenimento del materiale radioattivo esistente in attesa che maturi una scelta diversa. Da una situazione di questo tipo, deriverebbero oltre 20 siti di deposito in 11 regioni. Questo comporterebbe numerosi inconvenienti, perché i siti esistenti non sono stati progettati per uno stoccaggio di medio-lungo periodo e dovrebbero essere realizzare infrastrutture ex novo. Inoltre resterebbe aperto il problema della destinazione dei rifiuti radioattivi collocati all'estero e che rientreranno in Italia tra il 2020 e il 2025, né si potrebbero smaltire i rifiuti provenienti da attività mediche e industriali. ? Il ?toto-sito? La soluzione del sito unico è la strada scelta da tutti i paesi europei. L'obiettivo è realizzare una struttura di superficie o subsuperficie e di tipo reversibile, dove collocare in via definitiva scorie di II categoria (periodo di decadimento variabile tra alcune decine e alcune centinaia d'anni) e, in via temporanea, di III categoria (decadimento in alcune millenni; sul totale nazionale da trattare rappresentano circa il 5% delle scorie) in attesa di un deposito definitivo anche per questo tipo di rifiuti. Ma come l?hanno presa le Regioni? Gli ?altolà? si sprecano. Dal Tavoliere delle Puglie al Mantovano, sono 33 i siti ?top secret? che potrebbero ospitare le scorie. ?Top secret?, ovviamente, per il timore che i cittadini scendano in piazza contro il nuovo deposito. Le proteste, anche clamorose quanto a risultati, non sono mancate. Nel novembre 2003 il governo Berlusconi ha approvato il cosiddetto decreto "Scanzano?, che stabiliva la sistemazione di tutti i rifiuti e i materiali nucleari esistenti in Italia in un deposito nazionale geologico (e non di superficie) da realizzare nel comune di Scanzano Jonico, in Basilicata. La decisione provocò dure reazioni politiche da parte delle comunità locali e degli ambientalisti. Il risultato? Nella conversione in legge del decreto Scanzano il nome della località lucana fu eliminato dal testo e l'individuazione del sito venne demandata a una commissione ad hoc, mai costituita. |
| Fabio Bono | |
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Evvai col liscio...!
Secondo quanto scrive il giornale "Economiques Investment", il Vietnam ha deciso di avviare i lavori per la costruzione della sua prima centrale nucleare da 2mila megawatt, per questo il governo comunista di Hanoi prevede di investire 4 miliardi di dollari entro il 2010. La Société de l´électricité du Vietnam, primo produttore ed unico distributore del Paese, prevede che la centrale atomica che sarà costruita nella provincia di Ninh Thuan e dovrebbe essere operativa entro il 2020. In soccorso delle ambizioni nucleari dell'ex colonia correrà il gigante francese Électricité de France (Edf) che aiuterà il Vietnam a costruire ed installare il reattore nucleare, fornirà tutte le attrezzature ed i macchinari necessari e assicurerà le misure di sicurezza e tutela della natura. Insomma, il governo della Repubblica popolare non lo può dire, ma la prima centrale nucleare vietnamita sarà totalmente francese. Il resto dell'articolo: QUI! Edited by Fabio Bono on Mar 26, 2008 7:04 AM |
| viola | |
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| Fabio Bono | |
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Cara Viola, se ti sei stupita della notizia precedente leggiti questa e inchiodati ad una sedia per non cadere!
Neanche io, con tutta la mia fantasia, sarei potuto arrivare a tanto! L'articolo completo (e molto approfondito) QUI. Qualcuno aveva pensato subito che, dietro le stranamente entusiaste accoglienze del governo laburista inglese al preoccupante rapporto Stern sul cambiamento climatico e sui costi per affrontarlo, ci potesse essere il trucco, che puntualmente qualcun altro oggi legge nell?enfasi sulla necessità di un rilancio alla grande del nucleare che Brown e compagni indicano come la maniera per ripulire il cielo dai gas serra e per creare centomila posti di lavoro. Britannici e francesi sembrano essersi lanciati in Medio Oriente (soprattutto nelle monarchie della penisola araba) all?inseguimento della lepre nucleare russa, che ormai sdoganato il ricordo di Chernobyl e derubricatolo a fastidioso e trascurabile incidente di percorso, ha appena firmato un accordo per costruire una centrale nucleare in Egitto, segnando il ritorno alla grande dei russi nelle infrastrutture della valle del Nilo che, in epoca sovietica, li videro protagonisti della immensa diga di Assuan, che nessuno allora pensava avrebbe modificato uno dei più grandi ecosistemi del pianeta. Una rincorsa che sarà difficile, visto che i russi stanno approntando il nucleare prêt-à-porter ed i piazzisti moscoviti dell?energia atomica sono scatenatati in tutto il mondo per magnificare le qualità e la facilità di installazione delle Floating nuclear power plants (Fnpp), le centrali nucleari galleggianti. Il Paese più interessato e disponibile sembra essere L´Indonesia, pronta a sperimentare sulle coste delle sue sismiche isole le centrali nucleari galleggianti russe. |
| Fabio Bono | |
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E sul NUCLEARE in EUROPA non perdetevi l'interessantissimo articolo che ci illumina sulle strategie dei grandi Stati Europei (Francia, Inghilterra, Germania e Spagna).
Io ve ne cito un brano ma voi giuratemi di leggerlo tutto cliccando QUI La "formidabile intesa" atomica Brown-Sarkozy di Lucia Venturi I giornali nostrani avevano parlato molto dell?incontro tra Gordon Brown e Sarkozy, enfatizzando particolarmente il probabile accordo sulla cooperazione nucleare. Oggi, più che su quell?accordo, ci si dilunga sui quotidiani sulla mise della novelle premier dame Carla Bruni. Tanto che viene da chiedersi se l?alleanza sull?atomo alla fine sia stato firmata davvero e in che termini. A rivelarci che l?annuncio ha avuto un seguito è Le Monde che scrive: «Cooperazione nucleare. La Francia e la Gran Bretagna coopereranno nell?ambito di un programma comune per l?energia nucleare, mirante a rimpiazzare le centrali nucleari britanniche in obsolescenza e ad esportare la tecnologia nucleare ai Paesi che non la possono realizzare». Quindi l?accordo non sarà limitato a esportare il know how francese oltremanica per costruire nuove centrali nucleari ma si lancerà a penetrare il mercato dell?energia atomica cercando di erodere il campo alla Russia di Putin. Gordon Brown ha infatti annunciato che organizzerà una conferenza entro l?anno destinata ai Paesi che desiderano sviluppare dei programmi di energia atomica civile e che «pensa di estendere l?invito all?Iran, se Teheran accetta di rinunciare all?arricchimento dell?uranio, come gli chiede di fare la comunità internazionale». [...] Ma la nuova collaborazione non metterà in discussione l?altro asse con Berlino, motore storico dell´Europa contemporanea. Come si è affrettato a sottolineare il presidente francese Sarkozy: «Credo di poter dimostrare che è un?alleanza solida e tanto più solida in quanto non è costruita contro nessuno. So bene che un presidente francese ha la responsabilità storica di continuare il partenariato amichevole con la Germania, perché è importante. Ma ho sempre detto, che non era abbastanza in un?Europa a 27, che avevamo bisogno dei britannici». In effetti sia Angela Merkel che il premier spagnolo Zapatero, avevano seguito con attenzione l?incontro di Londra e l?intenzione di stringere una cooperazione per lo sviluppo del nucleare. I governi spagnolo e tedesco sono infatti quelli che si sono opposti con maggior fermezza al futuro delle centrali nucleari, confermando ognuno nel proprio paese la scelta di dismettere le centrali esistenti e di puntare con determinazione alle energie rinnovabili. Lo ha fatto Zapatero, rinnovando l?impegno firmato con i Verdi nell?accordo programmatico che lo portò a vincere il primo mandato nel 2004, lo ha fatto la Merkel mantenendo l?impegno di dismissione graduale delle centrali atomiche assunto dal cancellierato rosso verde Srhoeder-Fishka. E? probabile che la preoccupazione della Spagna e della Germania non sia però limitata esclusivamente all?accordo sulla cooperazione nucleare ma che sia rivolta anche al peso che in Europa l?alleanza tra i due paesi, Francia e Inghilterra, potrà significare in temi importanti come l?energia e la difesa. [...] |
| Marco-TO | |
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Il problema delle centrali nucleari è presto risolto.
Basta che qualcuno riesca a rispondere SI' a queste domande e io gli do il prato dietro casa per costruirne una. - L'Italia ha miniere di uranio? - L'Italia sa dove stoccare le scorie radioattive per qualche migliaio di anni? - Una centrale nucleare ha un EROEI (Energy Return on Energy Invested) sufficientemente elevato per compensarne i rischi di funzionamento, manutenzione e smantellamento a fine vita? Su, su, rispondete... Intanto la British Gas, sta valutando il funzionamento di generatori a celle a combustibile a idrogeno per famiglia! Entro il 2010 prevedono di metterle sul mercato. Dal gas che già raggiunge la casa, viene prodotto idrogeno e poi energia elettrica e calore. |
| A former member | |
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Ciao a tutti.
![]() Paola da greenport.it 19/03/2008 Energia Nucleare: cosa conviene e a chi (di Massimo Serafini) ROMA. Se si dovesse guardare al rilievo che, il quotidiano Repubblica, ha dato al piano nucleare per l'Italia della Edison, cioè EDF francese, sembra inevitabile il ritorno all'energia atomica, alla faccia del referendum di vent'anni fa. Qualche preoccupazione è bene averla, visto che i due partiti che si contendono il governo del paese hanno nei loro programmi questo insano proposito. L'intervista a Massimo Scalia di ieri chiariva che non basta aggiungere generazioni per considerare risolti i due problemi di questa tecnologia: le scorie radioattive e la sua cosiddetta insicurezza intrinseca. Ma al di là di queste osservazioni il servizio di Repubblica di ieri è un vero e proprio esempio di come i media sono usati dalle imprese per raggirare la popolazione e farle digerire opere indigeribili. Il ragionamento, in estrema sintesi, è il seguente: in Italia i consumi di elettricità passeranno dagli attuali 300-320 terawattora l'anno (1 TWh corrisponde a 1 miliardo di kWh) a ben 545 TWh nel 2030. Di questo enorme fabbisogno si calcola che 100 TWh non servirà produrli per effetto delle politiche di risparmio ed efficienza energetica che, al 2020, dovrebbero portare a questa riduzione. L'attuale parco termoelettrico genera circa 225 TWh, di cui al 2020 circa 55 verrebbero coperti dal previsto raddoppio del contributo delle rinnovabili. Resterebbe un buco di 165 TWh. Come coprirli? Con il gas metano no perché emette CO2 e la UE ci obbliga a ridurre del 20% al 2020 le emissioni. Altre rinnovabili e maggior efficienza, secondo Edison, non sono possibili e di conseguenza servono 10 centrali nucleari, di cui la prima dovrebbe essere pronta nel 2019. Tradotto per il popolo: se non volete rinunciare al benessere e volete difendervi dal clima dovete accettare il nucleare. Avanzo tre considerazioni. La prima è che i valori dei consumi proiettati nel futuro sono falsati in modo francamente un po' truffaldino. Il ragionamento esposto nell?articolo mette infatti a confronto valori non confrontabili. Gli obiettivi (quelli della UE, le scelte del governo su efficienza e rinnovabili) sono riferiti all'anno 2020 mentre i consumi sono quelli proiettati al 2030. Dieci anni cambiano molto, specialmente se si ipotizza un'insana crescita dei consumi, mentre tutta l'Europa (governo italiano compreso) si è impegnata per ridurli del 20% già entro il 2020. Invece di pagare all'Europa multe salatissime per non aver rispettato i patti, non sarebbe più utile e conveniente investire in efficienza e fonti rinnovabili per coprire quel fantomatico buco? Seconda furbizia è la questione del taglio delle emissioni. Se la prima centrale nucleare è previsto che entrerà in funzione soltanto nel 2019 è evidente che al 2020 (alla data richiestaci dall?Europa) il contributo del nucleare al taglio delle emissioni non potrà che essere marginale. Infine i costi. Edison sostiene che ogni kW di potenza installata verrebbe a costare 2000 euro (circa tre volte il costo di una normale centrale a combustibile fossile). La Moodys, l'agenzia di rating, che dovrebbe trovare i capitali per finanziare il progetto dice che costerà circa 3800 euro. Senza timore di essere smentito penso che alla fine si arriverà almeno a 5000 euro a kW, a cui però aggiungere i costi per ricostruire tutta la filiera: la gestione e il riprocessamento dell'Uranio e del Plutonio, le necessarie strutture pubbliche di verifica e di controllo, il futuro smantellamento delle centrali (non è cominciato quello per le centrali chiuse vent'anni fa), i danni da incidenti, l'immagazzinamento delle scorie radioattive per migliaia di anni. Quanto ci costerà? Considerazione finale: in Germania un kW di solare fotovoltaico (9 metri quadri) costa 3500 euro, in Italia 6000, entrambi una volta installati non sono né pericolosi né producono scorie da smaltire. Cosa conviene di più? - E soprattutto per chi? - Per le casse della Edison conviene il nucleare - alla collettività nazionale il solare. Confrontiamoci pure ma non giochiamo con carte truccate. |
| Denis | |
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Sembra proprio che i tedeschi stiano facendo passi avanti con l'energia solare impiegando il motore stirling:
http://www.sunmachine... http://en.wikipedia.o... Non vedo il motivo per cui noi italiani dovremmo tornare a 30 anni fa per riaccendere reattori nucleari con tecnologie stra-superate. Persino nei sommergibili si cerca di evitare il nucleare per la pericolosità ed i problemi correlati ad esso utilizzando l'AIP (Air Indipendent Propulsion) The propulsion system combines a conventional system consisting of a diesel generator with a lead acid battery, and an Air-Independent Propulsion (AIP) system, used for silent slow cruising, with a fuel cell equipped with oxygen and hydrogen storage. The system consists of nine PEM (Polymer Electrolyte Membrane) fuel cells, providing between 30kW and 50kW each. http://www.naval-tech... Oppure anche qui: http://zerosix.wordpr... Sono dell'idea che le soluzioni alternative al nucleare vi siano,e che se proprio si debba usare il nucleare, si devono impegnare le nuove tecnologie disponibili. Cordialmente Denis |
| luci | |
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Ho sentito anche questa , che anche i panneli del fotovoltaico siano difficili da smaltire, ne sapete qualcosa?
ps grazie denis del tuo contributo |
| Fabio Bono | |
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Mi aggiungo ai ringraziamenti sia per Denis che per Paola.
La vostra collaborazione rende ancora più ricca la discussione. Sulla difficoltà di smaltimento dei pannelli fotovoltaici penso che la notizia sia vera. Però credo che in questo caso si debba calcolare bene il rapporto energia pultia prodotta e inquinamento da smaltimento. Credo che in fin dei conti il solare rimanga una delle scelte migliori. Piuttosto c'è da meditare sull'inquinamento prodotto dalla CINA (maggior produttore mondiale di pannelli) per costruirli! Come citava già un nostro articolo nella discussione Ambiente (o Energie Alternative...non ricordo). |