I Grilli di Arma, Taggia & Sanremo Message Board › Il NUCLEARE....

| luci | |
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perchè? perchè sono delle m.. e perchè il partito d'opposizione non prende una sicura presa di posizione sui referendum??
PD come ca@@@@o la pensi sul nucleare, sull'acqua e sul legittimo impedimento??? vuoi dire ai tuopi elettori come votare??? ca@@@o!!!!! ![]() |
| Fabio Bono | |
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Due Aggiornamenti: Io ho un genitore che ostinatamente continua a credere nel PD...nonostante tutto. Qualche mese fa, prima di Fukushima, discutevo con lui (lei...) proprio sull'argomento del Nucleare. Lei era convintissima che il PD fosse effettivamente CONTRO il Nucleare, dunque per scrupolo sono andato a cercarmi il Programma PD su questo punto. E allora ecco saltar fuori l'abilità PiDdina dell'"Illusionismo"... con un abilità dissimulatoria invidiabile dal più scafato astrologo (specializzati nel dire tutto ed il contrarrio di tutto utilizzando poche righe negli oroscopi). Secondo il programma il PD è CONTRO il Nucleare....ma Tradizionale. Invece il PD è FAVOREVOLE al Nucleare di ultima generazione, ovvero un tipo di Nucleare ancora in fase di sperimentazione (e le ultime sperimentazioni hanno finora dato risultati pessimi...) Eccoti la posizione del PD sul Nucleare! "Chiari", no? Sono ritornato dal mio caro genitore, programma alla mano...."Visto che il PD è FAVOREVOLE AL NUCLEARE?!" Risposta: "No, qui c'è scritto che è COntro il Nucleare tradizionale!" ![]() |
| luci | |
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siamo in una botte de fero....
http://www.riviera24.... Esplosione in una CENTRALE NUCLEARE ad Avignone (Francia) a 242 km da Ventimiglia/ LA DIRETTA Ventimiglia - Per il momento, "non c'é stata fuga all'esterno" del sito di Marcoule: lo ha detto un portavoce del Commissariato dell'energia atomica, riferendosi al rischio di fughe radioattive. Marcoule si trova a 242 km in linea d'aria da Ventimiglia e 342 da Genova Una panoramica sulla centrale nucleare di Marcoule In Francia si e' verificata l'esplosione di un forno presso il sito nucleare di Marcoule nel sud del paese (a 30 km da Avignone): è quanto riferiscono le autorità francesi. Ci sarebbero stati "un morto e alcuni feriti" di cui uno "molto grave" nell'esplosione. Lo riferisce il sito internet del quotidiano locale Midi Libre. Per il momento, "non c'é stata fuga all'esterno" del sito di Marcoule: lo ha detto un portavoce del Commissariato dell'energia atomica (CEA), riferendosi al rischio di fughe radioattive dopo l'incidente alla centrale di Marcoule. I pompieri hanno eretto un perimetro di sicurezza intorno alla centrale, a causa del rischio di fughe. Il forno esploso sul sito nucleare di Marcoule si trova nel centro per il trattamento delle scorie di una filiale di EDF: è quanto riferiscono i pompieri e la polizia. La centrale di Marcoule è stata la prima centrale nucleare francese, nella Linguadoca-Rossiglione. La centrale possiede 3 reattori UNGG (una versione francese del Magnox inglese) da 79 MW totali. Nello stesso sito esiste anche un altro reattore (il N°1) costruito dal 1955 al 1956 da soli 2 MW e non utilizzato per la produzione elettrica. La centrale fa parte del più ampio sito nucleare Marcoule, un'istallazione industriale gestita da AREVA e dal CEA. A Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese. Marcoule si trova a 242 km in linea d'aria da Ventimiglia, 257 da Torino, 342 da Genova. AVVIATO MONITORAGGIO IN LIGURIA Un primo monitoraggio della radioattivita' dell'aria, precisa l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria Renata Briano, e' gia' stato avviato dall'Arpal, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure. Lo scorso marzo, in occasione dell'emergenza nucleare giapponese, l'Ispra aveva infatti chiesto di ampliare le misure sia in quantita' che per siti di rilevamento. Le centraline per i controlli sono quattro,2 a Genova - sul tetto della sede dell'Arpal e in localita' Righi -,1 ad Imperia e 1 a La Spezia. NESSUNA EVACUAZIONE, NE' ISOLAMENTO Sul sito nucleare di Marcoule, nel sud della Francia, non e' prevista nessuna evacuazione ne' isolamento di lavoratori della centrale dove e' avvenuto l'incidente. Lo annuncia il ministero dell'Interno. di Fabrizio Tenerelli 12/09/2011 |
| Fabio Bono | |
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Ciao Luci, mi hai preceuto di un attimo!
E dire che Venerdì Marzia ed io passeremo proprio da quelle parti....ma porc.....! ![]() |
| Fabio Bono | |
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scioccante.....fate girare!
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| Fabio Bono | |
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Articolo molto interessante, nonostante il pensiero finale dell'autore non mi veda d'accordo.
da http://resistir.info/... Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare di Sued Lima - Colonnello dell'Aviazione in pensione e ricercatore presso l'Osservatorio delle Nazionalità 19/01/2012 Negli anni '70 del secolo scorso, il Brasile ha segretamente sviluppato un suo programma nucleare a scopi militari. Per assicurarsi le risorse finanziarie ha stabilito una partnership con l'Iraq che offriva gli elevati investimenti necessari in cambio di un accesso alle conoscenze tecnologiche brasiliane. Il responsabile del programma per l’Aeronautica era il tenente-colonnello José Alberto Albano do Amarante, ingegnere elettronico formato all’ITA (Istituto Tecnologico di Aeronautica). Nell’ottobre del 1981, Amarante fu preda di una leucemia fulminante, che lo portò alla morte in meno di due settimane. La sua famiglia è convinta che lo scienziato sia stato assassinato dai servizi segreti degli Stati Uniti e Israele, allo scopo di ostacolare la capacità brasiliana nella produzione di armi atomiche. A rafforzare i sospetti vi fu l’identificazione di un agente israeliano del Mossad, di nome Samuel Giliad, che agiva all’epoca a São José dos Campos e che fuggì dal paese subito dopo la misteriosa morte dell’ufficiale brasiliano. L'episodio rende bene il livello di virulenza impiegato da Stati Uniti e Israele per bloccare l'ingresso di altri paesi nell’esclusivo club nucleare. Non a caso, appena quattro mesi prima della presunta azione in territorio brasiliano, Israele aveva sferrato un devastante attacco aereo contro il reattore nucleare Osirak in Iraq, costruito dai francesi. Questi fatti danno credibilità alle ripetute denunce del governo iraniano sul fatto che i suoi scienziati siano bersaglio di attentati da parte dei servizi segreti statunitensi, britannici e israeliani. Solo nel 2010 sono stati uccisi i fisici Masud Ali Mohamadi e Majid Shariari che lavoravano entrambi allo sviluppo di reattori nucleari ed entrambi vittime di esplosioni nelle proprie automobili, mentre il capo dell'Organizzazione dell'Energia Atomica dell’Iran Abbasi-Davanina è scampato per poco allo scoppio di un'autobomba, cosa che denunciò egli stesso durante la conferenza annuale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica nel settembre scorso. Nel luglio del 2011, il fisico Daryush Rezaei, di 35 anni, fu freddato a colpi d’arma da fuoco di fronte a casa sua in un attacco che ferì anche la moglie. Questi sono alcuni dei molti casi di omicidi e sparizioni di scienziati e capi militari iraniani negli ultimi anni. I crimini avvengono parallelamente alle forti pressioni del governo degli Stati Uniti affinché la comunità internazionale applichi severe sanzioni contro l'Iran con la motivazione che il paese viola il Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari (TNP). Creato dalle Nazioni Unite nel 1968, l'accordo ha tre obiettivi principali: ridurre l'uso di tecnologia nucleare per la produzione di armi, eliminare gli armamenti nucleari esistenti e regolare l'uso dell'energia nucleare per scopi pacifici. Opportunisticamente le grandi potenze interpretano l'accordo in base ai propri interessi: bloccare lo sviluppo della ricerca dei paesi non in possesso di armi nucleari, anche a scopi pacifici e rendere lettera morta le disposizioni del trattato che stabiliscono il disarmo. Come previsto dall’ambasciatore del Brasile presso le Nazioni Unite nel 1968, José Augusto Araujo Castro, quando si prodigava per impedire l'adesione del Brasile al TNP, il trattato è solo uno strumento per perpetuare il potere delle grandi potenze. Documenti divulgati da Wikileaks indicano chiaramente la volontà degli Stati Uniti di non ridurre il numero di testate nucleari in Europa. D'altra parte, mentre tutti i paesi del Medio Oriente fanno parte del TNP, Israele, l'unico detentore di armi nucleari nella regione, si rifiuta di firmare l'accordo e ha respinto le critiche di cui è stato oggetto nella relazione finale dell’ultima riunione quinquennale del TNP nel 2010, provocando la minaccia da parte degli altri governi vicini di abbandonare il trattato nella prossima riunione prevista per il 2012. Le guerre contro l'Afghanistan, l’Iraq e la Libia, oltre alle minacce contro la Siria, la Corea e l'Iran, sembrano evidenziare che soltanto la capacità di ritorsione atomica intimidisce l'impero, giacché l'asimmetria delle forze alimenta le avventure degli Stati Uniti e dei loro complici di rapina, tutti in cerca di conflitti armati sia per assicurarsi dominazioni, sia per occultare i loro gravi problemi interni. La congiuntura strategica in Medio Oriente indica che, per la sua sopravvivenza, l'Iran non ha altre alternative che costruire la sua bomba e, in questo senso, corre contro il tempo visto l'assedio che si sta stringendo contro il paese. Come analizza il politologo pakistano Tariq Ali, non è irragionevole considerare che l'emergere di un'altra potenza nucleare in Medio Oriente possa propiziare stabilità politica alla regione e al mondo, per quanto contraddittorio possa sembrare. L'originale di questa traduzione si trova su O Povo di www.pcb.org.br Edited by Fabio Bono on Feb 2, 2012 6:54 AM |
| Fabio Bono | |
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Ma perchè con il Governo Monti l'informazione italiana non passa queste notizie?
Da: http://affaritaliani.... Giovedì, 9 febbraio 2012 - 11:17:00 Nella vicina Svizzera il reattore della centrale di Mühleberg, nel canton Berna, si è fermato alle 13.45 di ieri, mercoledì, provocando ansia tra la popolazione per paura di possibili fughe radioattive. Il blocco - ha reso noto la società proprietaria dell'impianto - non va ricondotto a un guasto, ma a un errore umano. È stato causato da un'incomprensione durante una misurazione, un'ispezione periodica del sistema di raffreddamento. Gli addetti hanno effettuato il rilevamento in un punto che non era quello previsto, come ha spiegato un portavoce. Così sono scattati gli allarmi di sciurezza e il reattore ha reagito con una procedura di disattivazione automatica, bloccandosi dopo che si era interrotta l'alimentazione di acqua. "Non c'è stata nessuna fuga radioattiva e il reattore è in uno stato stabile e sicuro", ha aggiunto il portavoce. In serata l'autorità competente, ovvero l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare, ha dato il suo nullaosta alla ripresa dell'attività dell'impianto. CENTRALI IN SVIZZERA: NON E' LA PRIMA VOLTA Quella scattata a Mühleberg non è in realtà una procedura eccezionale: dalla messa in servizio delle centrali atomiche svizzere, alla fine degli Anni Sessanta, episodi di questo tipo si verifcano spesso, in pratica ogni anno. Solo il 2006, il 2010 e il 2011 sono stati esenti da tale operazione. A Mühleberg l'ultimo episodio risale al 2007. In totale, in Svizzera ci sono quattro centrali nucleari, che hanno registrato lo scorso anno 31 incidenti minori, un quarto in meno rispetto al 2010: nessuno ha avuto ripercussioni sulla sicurezza degli impianti, come riporta il consueto rapporto annuale dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). COME COMPORTARSI IN CASO DI CATASTROFE NUCLEARE Proprio in questi giorni la Confederazione e i cantoni hanno trasmesso un dossier informativo, corredato da una confezione di pastiglie di iodio, a oltre un milione di persone che abitano nei pressi delle centrali nucleari svizzere. Lo riporta il quotidiano romando La Tribune de Geneve. La prima cosa da fare è ascoltare la radio, attraverso cui le autorità diffondono le informazioni in diretta. Evitare l’uso eccessivo del telefono per non sovraccaricare la rete e avvisare tutti i vicini di casa. Non uscire dalla propria abitazione, chiudere le finestre e le porte, spegnere le ventilazioni. Recarsi nel rifugio atomico, se lo stabile in cui si abita ne è provvisto. Portarsi le pastiglie di iodio e ingerirle se l’istruzione viene data attraverso la radio: lo iodio riduce l’irradiamento della ghiandola tiroidea. E’ possibile il consumo di acqua potabile e del cibo che si ha in casa.” Edited by Fabio Bono on Feb 9, 2012 2:17 PM |