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Europa, Programma economico e politico

leonello z.
Leozaquini
Le Locle, CH
Post #: 7,754
Il testo seguente, frutto di quasi due anni di discussioni (discussione iniziata nel settembre 2012), e' stato redatto con il metodo del consenso e poi discusso ed approvato in diversi MU ed in una riunione in video conferenza del MU Europa.
La discussione prosegue, qui

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Programma economico e politico per l'Europa

INTENTI
Cerchiamo di definire un sistema economico-finanziario, a livello europeo, che sia al servizio del bene collettivo, della salute, dell’ ecologia, per la pace e per la cooperazione tra i popoli.
Siamo coscienti del fatto che i problemi che ci toccano di piu', da quelli economici a quelli ecologici, hanno origini ed agiscono a livello continentale se non planetario. Nessuno di questi problemi puo' essere risolto in una prospettiva limitata. Molti degli interventi possibili ed opportuni che elencheremo nel seguito diventano inopportuni o anche impossibili a livello solo nazionale. A livello del "campanile" saremo sempre solo sconfitti da un sistema economico e finanziario, aberrante, che invece agisce liberamente nel mondo.
Per questo cerchiamo e confidiamo di trovare l'unita' dei cittadini europei per la soluzione dei problemi europei che potranno prefigurare soluzioni valide poi anche a livello mondiale.
- In particolare ed a livello europeo intendiamo definire i problemi attuali dell'eurozona , ed agire per far sì che l'unione monetaria europea serva i popoli e non il contrario; in questo ambito quindi , intendiamo combattere le criticità che affliggono l'Euro e l'Europa.
Il nuovo potere, creatosi a livello continentale europeo con l'istituzione della nuova moneta comune, necessita ancora di strumenti che gli consentano un'effettiva cooperazione produttiva ed economica e lo difendano da attacchi speculativi.
Questi strumenti devono essere creati nel rispetto dei criteri di democrazia e seguendo l'esempio dei sistemi federali esistenti nel mondo.
I criteri sono:
- La comunita' europea deve essere una comunita' di popoli e non una comunita' di stati (o, peggio di lobbies). Per questo l'adesione alla comunita' deve essere ratificata dalla volonta' dei cittadini che si deve esprimere mediante referendum, sempre e comunque. Questa espressione di volonta' e' anche un' assunzione di responsabilta' e di coscienza da parte dei cittadini stessi.
- L'esistenza stessa della comunita' deve essere basata sul principio di sussidiarieta': ci si occupa a livello comunitario europeo solo di quello di cui non e' possibile occuparsi a livello di singoli Stati i quali devono sempre (per quanto possibile nell'interesse collettivo dell'insieme degli stati) conservare la loro sovranita' ed indipendenza.
- la definizione e la messa in opera di una struttura democratica per gli organi di democrazia rappresentativa comunitari, nel rispetto dell principio della divisione dei poteri: legislativo ed esecutivo.
- Nel rispetto dei limiti imposti dal principio di sussidiarieta' il parlamento europeo deve disporre del potere legislativo. In particolare, pur senza aumetarne il numero dei parlamentari, proponiamo l'introduzione del sistema bi-camerale: la camera "bassa" rappresentante i cittadini (Parlamento) ed una camera "alta" con un numero fisso (esempio: 2) di rappresentanti per stato nazionale. Le leggi vanno quindi approvate indipendentemente dalla due camere con il sistema della "Doppia maggioranza": maggioranza dei cittadini e maggioranza degli Stati. Il sistema a doppia maggioranza impedisce che pochi stati popolosi decidano per tutti.
- L'esecutivo deve essere definito imponendo che i gruppi parlamentari che hanno raggiunto una certa soglia di consensi elettorali vi deleghino dei rappresentanti.
- l'esecutivo deve operare come organo collegiale e perseguire il bene collettivo europeo.
- l' indipendenza della BCE dal potere esecutivo (oltre che da potentati, lobbies ... ecc ecc),
- la presenza di un efficace controllo democratico che includa strumenti di democrazia diretta (oltre all'ECI gia' esistente). In particolare:
a) deve essere possibile ai cittadini europei anche l'iniziativa popolare a voto popolare (e non solo quella a voto parlamentare, come e' l'ECI).
b) deve essere possibile ai cittadini europei il referendum abrogativo.
c) deve essere disponibile il referendum obbligatorio (senza necessita' di raccolta di firme) per tutte le leggi che concernono i legislatori e per tutte le modifiche della struttura democratica.
In parallelo , e nell'ipotesi di una eventuale non riuscita di questi interventi ci proponiamo di: definire i problemi dei sistemi nazionali in modo da ridurre l'impatto e le conseguenze di un eventuale sganciamento dall'Unione Monetaria Europea, definendo proposte diversificate ma, sempre per quanto possibile, concordate con i partner europei per un approccio cooperativo e conciliante.

PROPOSTE
In generale:
- La BCE divenga un organo indipendente per la gestione della politica monetaria, seguendo le linee generali e direttive fissate dal potere legislativo.
- L'apertura di "prestiti comunitari" o "eurobonds" per il finanziamento degli interventi comunitari.
- La creazione di un "Ministero delle finanze", o "Dipartimento per le finanze" comunitario, come parte dell'esecutivo comunitario e controllato dal legislativo, che attui le politiche di "perequazione interstatale".
I paesi con attivo superiore alla media comunitaria devono contribuire alla costituzione del fondo, mentre i paesi in passivo o con attivi per abitante inferiori alla media potranno ottenere sovvenzioni. La perequazione tiene conto di condizioni geopolitiche e sociali oggettive o ineliminabili.
La perequazione non ha lo scopo di perseguire "il bene del singolo stato" in quanto (seguendo il criterio della sussidiarieta') il perseguire quello e' compito del singolo stato stesso. La perequazione mira al bene collettivo comunitario, che e' maggiore se la comunita' e', pur nel rispetto delle diversita' e specificita', omogenea e complessivamente prospera.
Il trasferimento di fondi sara' quindi, in genere, orientato al raggiungimento di precisi obiettivi fissati dalla comunita' ed accettati dal livello governativo e legislativo locale che se ne fa carico."


continua
leonello z.
Leozaquini
Le Locle, CH
Post #: 7,755

1 - Sistema bancario e finanza
1.1 - Modificare la politica di intervento della BCE affinchè protegga lavoro e crescita oltre che la stabilità.
1.2 Trasformazione della BCE da banca privata a banca pubblica, tramite modifica dello Statuto affinchè si occupi di armonizzare l’accesso al credito in Europa.
1.3 Modificare anche il sistema decisionale degli enti finanziari (oltre che della BCE) in modo da assicurare che siano trasparenti e democratici ed in modo che l'attività bancaria divenga sensibile alle esigenze degli interessi collettivi e della maggioranza, questo con l'estensione di sistemi democratici.
1.4 Riforma sistema bancario, che va reso più democratico e trasparente.
1.5 Reintrodurre la differenziazione tra banche di risparmio e banche di affari (Glass Steagall Act)
1.6 Creazione di una banca federale europea statale autofinanziata che armonizzi l'accesso al credito in europa,
1.7 - Incoraggiare la Finanza coperativa, Agevolazioni del credito al consumo, disincentivazione credito a scopi speculativi.
1.8 - Le banche, le banche nazionali e le società di “rating”, vanno trasformate in servizi pubblici, indipendenti da ogni potere ed al servizio del bene collettivo.
1.9 - Divieto delle vendite allo scoperto.
1.10 - Vanno incoraggiati gli investimenti effettivi nell’ economia detta "reale" e questo significa che: vanno vietate le "scommesse" sia al rialzo che al ribasso. Sono considerate "scommesse" qualsiasi tipo di accordo di transazione di valori che non sia dimostrato essere gia' esistito come possesso del venditore al momento della stipula del contratto.

2 - Imposte e politiche economiche
2.1 - Tassare i redditi da attività finanziarie almeno quanto i redditi da
lavoro ed introdurre la “Tobin Tax”, con un tasso oculato (esponenziale) .
Il tasso della "Tobin Tax" (o FTT: Finantial Transaction Tax), deve tenere conto del tempo durante il quale un certo bene e' rimasto in possesso del venditore: la speculazione si manifesta sotto forma di acquisto e vendita di un bene con cadenze ravvicinate e deve essere tassata piu' pesantemente.
In ogni caso, la tassazione delle transazioni individuate come speculative deve essere superiore alla tassazione dei dividendi.
Riteniamo opportuno incoraggiare gli investimenti reali e non speculativi anche introducendo una tassazione decrescente che favorisca gli investimenti a lungo termine anche nel caso di tassazione dei dividendi.
2.2 - Impedire i fenomeni di "dumping fiscale" tra paesi della comunita' (e per quanto possibile nel mondo, combattendo paradisi fiscali e zone di mancanza di trasparenza) pur rispettando le liberta' decisionali dei singoli paesi anche in materia fiscale come la scelta e la sperimentazione di "prassi ottimali", garantendo quindi il principio di sussidiarieta'.
2.3 - Introduzione di un sistema di "freno all'indebitamento" e misure anticicliche di spesa (su modello di quello svizzero): i bilanci statali e comunitari devono essere legati ad indici oggettivi che rilevino la situazione del ciclo economico dell'anno specifico. Negli anni in cui gli indici sono positivi e l'economia mondiale è in fase positiva gli obiettivi economici ed i preventvi di bilancio devono essere positivi. Negli anni di crisi, i bilanci non devono puntare al pareggio ma passare in rosso prevedendo interventi anticiclici di spesa. Questo sia per il bilancio europeo, ed anche incoraggiamento da parte della comunita' a che i singoli stati adottino il metodo.
2.4 - scorporo dai bilanci nazionali di attività piu' opportunamente demandate alla comunita' europea, come per esempio spese per difesa ed immigrazione.
2.5 - La Comunità' europea deve incoraggiare la costituzione di monete locali. Soprattutto di quelle monete che (sulla traccia del WIR svizzero) basano la loro ragione di esistere su prestiti a tassi zero o minimi e promosse/sostenute da banche, o enti pubblici..

3 - Politiche sociali
3.1 - Introduzione di un salario minimo garantito, a livello europeo.
3.2 - Proporre a livello europeo l'iniziativa svizzera "1:12" sui salari, consistente nel divieto all'interno di ogni ente o societa' di offrire stipendi mensili superiori allo stipendio annuale minimo presente all'interno della medesima societa'. Questa iniziativa a livello di singola nazione e' difficilmente praticabile, ma ha senso a livello continentale.
3.3 – Armonizzazione del mercato del lavoro in Europa (sistemi previdenziali, welfare).
3.4– Va riconosciuto il carattere sociale dell'informazione e della comunicazione, per questo la comunita' si inpegna a contrastare i monopoli mediatici nei singoli stati ed incoraggia le gestione democratica dei media in particolare di quelli pubblici o che ricevono finanziamenti pubblici (esempio: diritto di voto degli enti di direzione dei media per i cittadini che dimostrino di utilizzarli sistematicamente per esempio perche' abbonati o per avere pagato un canone).
3.5 – Abolizione delle « frontiere » anche a livello di servizi telefonici. Le compagnie telefoniche vanno forzate ad accordi tra di loro tali che consentano l'uso dei telefoni portatili e dello scaricamento di dati ai medesimi costi sul territorio comunitario.
3.6 – Rafforzare iniziative che promuovono la mobilita', come l'Erasmus ed estenderle ad altri settori, come il serivizo militare, il servizio civile e l'apprendistato. Incoraggiare la mobilità e la conoscienza reciproca dei cittadini europei.

4.Proposte a livello di Stati
4.1 - Stati, regioni e comuni a livello europeo sono invitati ed incoraggiati a promuovere monete locali e complementari a condizione che non siano a carattere speculativo. l'Euro permette la cooperazione industriale a livello continentale, protegge dalle fluttuazioni della speculazione e dei cambi, le monete locali possono permettere una maggiore capillarita' della circolazione di merci e servizi ed anche la sperimentazione di nuovi metodi finanziari e di politica monetaria (vedi il WIR gia' citato).
4.2 Vanno stabiliti a livello comunitario dei vincoli per tutti i Paesi che chiameremo -Parametri di Onesta' - in modo che, in base ad essi, i Paesi della comunita' raggiungano con modi e tempi prefissati percentuali massime di evasione fiscale, di corruzione e di costi della politica ed il rispetto di regole democratiche minime.

5. Proposte per una politica dell’ambiente
5.1. Protezione delle agricolture locali, biologiche e dei prodotti a km 0
5.2 No OGM
5.3. Incentivazione all’uso delle fonti energetiche rinnovabili e fissazione di obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per il raggiungimento dell'indipendenza energetica europea.
5.3 - vanno incoraggiate le iniziative per il risparmio energetico, come il programma: "2000 Watt"

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