Difendiamo la COSTITUZIONE

Informiamo la popolazione sull'art. 138 della Costituzione che la casta vuole modificare

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  • Giuseppe

    prologo:

    Cosa prevede il ddl costituzionale?

    Il disegno di legge costituzionale prevede che venga istituito un comitato di 40 membri il cui potere sia superiore a quello delle commissioni parlamentari, come invece previsto inizialmente dalla Costituzione; inoltre prevede una semplificazione relativa alla modifica della Costituzione, che passi attraverso la deroga all’art. 138; infine, preannuncia una futura modifica di alcuni titoli della seconda parte della Costituzione, ovvero quelli relativi alla forma di Stato e alla forma di governo.

    September 6

  • Giuseppe

    1/3
    Contro la deroga all’art. 138: tutte le ragioni

    Alla luce di quanto detto, perché l’art. 138 è uno dei principali temi che ruotano attorno al dibattito politico? La volontà del governo di modificare (o meglio, derogare) l’art. 138 della Costituzione si muove nella direzione e nell’obiettivo di poter effettuare modifiche semplici alla Carta.La deroga all’art. 138 della Costituzione, in verità, sembra una ipotesi perfino più bizzarra rispetto a una modifica, poiché è proprio in questo intento che si esemplifica il potere “sopra le parti” (da leggersi, “sopra i cittadini”) della politica. Questa, almeno, la battaglia portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dal Fatto Quotidiano, che proprio sulla limitatezza della forza politica ha voluto puntualizzare. L’art. 138, secondo i movimenti che lo difendono, è una chiave fondamentale per la democrazia italiana, proprio perché limita il potere politico, o comunque lo subordina in un certo qual modo ai cittadini.

    September 6

  • Giuseppe

    2/3
    La difesa del pluralismo politico e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politiche rappresentano due elementi cardine che secondo gli attivisti M5S e non solo vengono minacciati dall’eventuale deroga all’art. 138.
    Modifica degli articoli a parte, inoltre, il ddl punta su un nuovo organismo deliberativo, il Comitato dei Saggi, che bypassa la discussione sulle riforme del Parlamento, provocando conseguentemente una restrizione delle tempistiche tra le deliberazioni delle Camere, da 90 a 30 giorni. Ed è principalmente su questo punto che si è accesa la battaglia ostruzionistica del M5S in estate.

    Per spiegare meglio il secondo punto, invece, non possiamo non citare l’intervento di un professore ordinario di Diritto costituzionale alla Università Federico II di Napoli, Alberto Lucarelli, che in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano e datata 14 agosto, ha affermato:

    September 6

  • Giuseppe

    3/3

    “La nostra Costituzione si dice rigida e la sua rigidità è data proprio dal 138, cioè dal procedimento di revisione particolarmente articolato. Ora, certo che si può cambiare la Costituzione, ma non si può cambiare la rigidità: non si può rendere più facile il processo di revisione della Carta. E’ il nodo fondamentale.”


    Quagliarello: “Avanti con le riforme”

    Il Ministro per le riforme costituzionali Gaetano Quagliarello, tuttavia, sulla questione taglia corto, affermando che il governo andrà avanti con le riforme e che quelle che riguardano la Costituzione e l’art. 138 sono necessarie.

    E voi che ne pensate? Siete favorevoli o contrari alla deroga all’art. 138 e perché?

    Non esitate a informarvi e a informare

    Buona giornata a tutti Giuseppe Vacca

    September 6

  • Giuseppe

    Sarò a Cagliari ma con lo spirito libero anche con voi !

    September 4

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