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Resoconto "Incontro con il Console del Venezuela e Roberto Fico"

A former member
Post #: 6
Ragazzi, ho letto questa discussione e non vi nascondo le mie vecchie simpatie per Chavez e soprattutto per ciò che ha rappresentato in America Latina.

Posso capire che il console sia stato gentile, disponibile ed aperto, ma da qui a spingersi a trarre conclusioni affrettate sull'amministrazione Chavista in Venezuela c'è un abisso e questo potrebbe essere un grande errore.

Per favore non fraintendetemi, questo post non ha nulla di ideologico. Io parlo solo della mia esperienza venezuelana che dura da 7 anni e così come io ho cambiato idea e giudizio sull'amministrazione Chavez, mi sembrava giusto fornire anche a voi maggiori strumenti per trarre le vostre conclusioni.
Il Venezuela uno dei più grandi produttori al mondo di petrolio e vive quasi esclusivamente dei profitti che ne derivano. Infatti importa ogni cosa e il governo per lo più distribuisce i proventi del petrolio nella misura di circa il 5/10% il restante 90/95% sono dispersi in una corruzione dilagante che farebbe rabbrividire anche un vecchio politico italiano oppure spesi in generosi regali ad altri paesi amici o corteggiati come Cuba, Argentina, Colombia, Cile, Uruguay ecc ecc. A dire la verità non è giusto parlare di proventi regalati ad altri paesi poiché Chavez ha instaurato l'usanza di regalare direttamente il petrolio svendendolo a prezzi irrisori. Questo ai nostri occhi potrebbe sembrare gentile e magari anche giusto, ma come la deve pensare un cittadino venezuelano che soffre e vi giuro SOFFRE per problemi che noi nemmeno immagineremmo? Saremmo contenti se vivessimo in uno dei paesi potenzialmente più ricchi del mondo e a causa della corruzione e dell'incompetenza della nostra classe politica vivessimo in quello che tutt'oggi viene considerato dagli altri il TERZO MONDO?

Mi spiego meglio:

Mentre Chavez ci affascinava con i suoi discorsi condivisibili e soprattutto degni di un grandissimo oratore, in Venezuela...


- Non si può camminare a piedi per strada tranquillamente a nessun'ora del giorno o della notte (a meno che tu non sia un disperato o un "malandro")
- Si gira solo in auto con i vetri scuri (anche qui a meno che tu non sia un disperato o un "malandro")
- Esci da casa, scendi nel parco condominiale dove c'è una guardia col fucilone a canna mozza, prendi la tua auto con i vetri scuri e scendi solo all'interno di un'altra struttura (che in genere è un centro commerciale) controllata da un'altra guardia col fucilone
-Non è vero che c'è il socialismo: Il Venezuela è senza dubbio il paese che ho visitato dove il consumismo di massa è più diffuso e dove il superfluo è spesso più a portata di mano del buon cibo (infatti non ti uccidono per mangiare ma per un cellulare anche perché in Venezuela non si muore di fame ma di degrado e violenza)
-Con i soldi compri qualsiasi cosa ma soprattutto chiunque a partire dalla polizia per strada fino ad arrivare a giudici, politici e dirigenti pubblici, non è come da noi: è una normale, quotidiana, tranquillissima consuetudine.
-La polizia è quasi sempre corrotta e spesso violenta e più pericolosa delle bande (consiglio di vedere il film documentario "secuestro express")
-Ci sono, solo a Caracas, circa 30 morti da arma da fuoco a settimana. 20 morti solo nel week-and
-C'è un'inflazione della moneta molto più rapida, ad esempio, della svalutazione di un'automobile e ciò determina che l'auto oltre ad essere uno status simbol, è un investimento sicuro e l'obiettivo di una vita, ma purtroppo è anche un buon motivo per uccidere ed essere uccisi.
-Ci sono solo 402 km. di rete ferroviaria che trasporta solo merci: La rete ferroviaria è praticamente assente!
-Le autostrade sono malconce e pericolose senza cartelli illuminazioni e regole, ma sono gratuite biggrin con fossi enormi che spessissimo causano incidenti mortali ma la cosa interessante è che in Venezuela se vuoi muoverti lo fai esclusivamente in auto o in aereo (prezzi biglietti aerei quasi inaccessibili ai venezuelani e sicuramente inaccessibili a chi viaggia spesso!). Nonostante ciò con circa 35 centesimi di euro fai il pieno di benzina alla tua macchina per andarti a uccidere in autostrada o per farti sparare da qualcuno che te la vuole rubare.
-Se sei ricco o lavori per il governo hai una bella assicurazione medica che copre ogni cosa dal mal di denti all'operazione al ginocchio, ma se non lavori per una grande azienda o per il governo dovrai andare in un ospedale pubblico dove si dice "entri sano ed esci morto"
-Chiunque può trovare come comprare un'arma... anche un bambino!
-La vita non vale niente.
-Non ti rubano l'auto o il cellulare: ti sparano e quindi questi oggetti li sottraggono ad un morto
-C'è il control de cambio che ti impedisce di cambiare i tuoi soldi in altre valute e ti da solo 3000 dollari da spendere all'anno. Ciò oltretutto determina un mercato nero del cambio che contribuisce ad impoverire il paese e che vede come nel governo stesso il maggior "ricettatore di dollari"
-E' il paese ormai considerato da tutti il trampolino di lancio della droga colombiana, cosa che il governo fa solo finta di osteggiare.

Insomma non sarebbe finita qui, ma taglio corto e dico: attenzione alla propaganda! Io ero a favore di Chavez prima di conoscere le condizioni reali in cui vivono i venezuelani, ma dopo 14 anni di potere incontrastato (perché vi assicuro che il suo era veramente un potere incontrastato!) non ha costruito una ferrovia, non ha migliorato le strade, la sicurezza è peggiorata incredibilmente, le armi sono diffusissime, non ha distribuito l'infinita ricchezza derivante dal petrolio, non ha debellato la corruzione ma anzi l'ha agevolata, non ha ripulito la polizia... insomma questi sono fatti non punti di vista!

Morale? Più informazione meno errori.

Il movimento 5 stelle non può dirsi simpatizzante di un governo come quello chavista e chiunque lo faccia deve esprimere queste opinioni a titolo meramente personale. (Qualora se ne discuta e si voti una linea del genere conoscendo e magari confutando questi fatti che ho appena elencato, allora se ne può parlare).

Questa discussione avveniva mentre Chavez moriva e adesso un certo Nicolàs Maduro ne ha rubato avidamente la gloria ma questa è un'altra storia che se volete potete trovare qui: http://www.meetup.com...­
CBJCM-NA
user 8027419
Napoli, NA
Post #: 729
Ciao Marcello Gambardella,

sono d’accordo perfettamente con te, bisogna essere ben informati per non commettere errori. Ma non solo. Bisogna anche saper analizzare bene la realtà e sapere anche che tipo di società si vuole costruire.

A ben vedere ciò che scrivi e che tu chiami “fatti”, non sono “informazioni” di così difficile reperimento, più che informazioni sono un misto abilmente costruito di parzialità, di verità ancorché mistificate, mezze verità decontestualizzate, mezze falsità amplificate, fino ad arrivare alle falsità più grossolane.

Non c’è bisogno di andare sul posto per scrivere quello che tu ci hai illustrato qui sopra. Molto più banalmente basta leggere i giornali cartacei principali, per chi ha pazienza e stomaco, soprattutto, ma non solo, quelli finanziati con i contributi pubblici, per intenderci, e che servono qui in Italia per tentare di disinformare, di ‘idiotizzare’ ed avvelenare la popolazione, Omero Ciai (o meglio sarebbe chiamarlo Omero CIA…) su La Repubblica, o tanti altri articoli, invariabilmente, su Il Giornale, o sull’Unità, o anche sul Corriere, non fanno differenza, quando si parla del Venezuela è sempre la stessa litania da quando il processo bolivariano ha trionfato nel dicembre del 1998 con la elezione del Presidente Chávez.

Se uno volesse raccogliere informazioni da fonti alternative, popolari, non quelle appoggiate e finanziate dalle oligarchie internazionali, per intenderci, potrebbe per esempio leggere quello che scrive Giulietto Chiesa, o anche Fulvio Grimaldi, il giurista Fabio Marcelli sul Fatto Quotidiano on line, Geraldina Colotti su Il Manifesto, Gianni Minà, o il blog di Gennaro Carotenuto dal titolo certamente indicativo: Giornalismo partecipativo. Magari anche il sito di Dario Azzellini, il nostro blog: ALBAinFormazione, insomma, per chi vuole ragionare con la propria testa e informarsi per bene, di materiale diverso dal mainstream, da cui attingere ce n’è.

Non so che tipo di vita tu abbia condotto quando sei stato in Venezuela, ma da quello che ho potuto capire, i tuoi luoghi di riferimento sono stati i centri commerciali e gli appartamenti dei benestanti nonché le belle macchine con i vetri fumé con le quali fare la spola tra i primi e i secondi. Anche io ho avuto l’opportunità di conoscere questo mondo - noiosissimo tra l’altro – ho però preferito viaggiare in bus o metro, legarmi con la gente del popolo, quella dei barrios, dei consejos comunales del Valle, de las comunas di Barquesimeto, delle fabbriche autogestite dai lavoratori a San Antonio de los Teques, con gli studenti della UBV, con le televisioni e radio comunitarie come Catia TV o Radio Perola a Caricuao.

Si potrebbero scrivere libri interi sul complesso e densissimo sviluppo della Rivoluzione bolivariana in Venezuela degli ultimi 14 anni o dell’America latina in generale, un piccolo resoconto ha provato a scriverlo, per esempio la stessa Geraldina Colotti, che dirige l’edizione italiana del periodico Le Monde Diplomatique, con il suo libro Talpe a Caracas. O anche Marinella Correggia con "l’ALBA dell’Avvenire".

E’ dal lontano, ormai, 2007 che stiamo lavorando insieme alla rete delle organizzazioni sociali in Italia, soprattutto con quelle che hanno contribuito a far nascere il M5S così come quelle dei venezuelani, nel tentativo di tendere un ponte tra Italia e Venezuela, continueremo a farlo con l’entusiasmo, la sensibilità e l’intelligenze che ci contraddistingue. Continuo a pensare che le persone non si valutano tanto per quello che pensano o dicono di sé ma per come agiscono e le idee buone possono provenire da dove meno te lo aspetti.

Nicolas Maduro Moros, ha tutta la mia stima e apprezzamento, un uomo del popolo, umile, che ha lavorato come autoferrotranviere, oggi è Presidente di un paese come il Venezuela e il popolo venezuelano può andarne certamente fiero.

Un caro saluto,
Ciro Brescia

dora
naplesfever
Napoli, NA
Post #: 69
Pensavo però che in una logica di scambi commerciali e culturali, usufruire del nostro patrimonio può essere una risorsa. Questo presuppone un previo accordo con il paese straniero disponibile, secondo il quale in cambio di un "bene" si scambia "visite culturali" agli studenti.

Personalmente non ritengo si possano scambiare la cultura e il commercio, ma credo che si possa iniziare un percorso di scambi culturali in cui il paese che invia si occupa dei costi di trasporto e di formazione all'invio e il paese che ospita dei costi del soggiorno. Non è complicato organizzare un programma di scambi tra culture che pertanto diventano interculturali bisogna solamente avere chiaro le finalità, il percorso e le istituzioni da coinvolgere. Personalmente ho partecipato come volontaria nei programmi di ospitalità ed invio di Intercultura e posso essere di aiuto nell'attivare un programma di scambio interculturale.
E' prioritario decidere:le nazioni ( ad esempio si può iniziare dal Venezuela ma non restringersi solo ad essa) e le istituzioni coinvolte(comune, regione), la fascia d'età dei soggetti partecipanti, l'associazione di riferimento in Napoli (se non c'è va costituita), le attività da realizzare, il periodo di soggiorno. Sono tutte cose che vanno stabilite e concordate tra chi invia e chi ospita. Ovviamente ci sono altre questioni ma penso che per iniziare una discussione possa bastare.
grazie per l'attenzione
saluti Dora
garofalo m.
user 14013390
Napoli, NA
Post #: 545
Ma dov'è la differenza?
La domanda mi sorge spontanea, facilona e populista, lo sò però è inevitabile.
Leggendo il primo intervento non ho potuto fare a meno di pensare a come siamo messi in Italia. Dunque io sono una che non usa bene l'italiano e la dialettica, soprattutto non sono in grado di esporre teorie Socio-politico- finanziarie ,inoltre non conosco il paese in questione se non dalla stampa italiana e quindi non lo conosco perchè l'Informazione in Italia è morta ,svenduta, comprata, inutile anzi dannosa!
Non possiedo una macchina dai vetri scuri a stento posso permettermi una vecchia utilitaria eppure qualche giorno fà hanno tentato di rubarmela, siamo messi così male che anche una carretta fa gola.
Il cellulare mi serve per comunicare e quindi risparmio di comprarne uno più costoso, anche perchè non vorrei fare la fine del figlio di una mia carissima amica, il quale è stato accoltellato da un minorenne solo perchè difendeva il suo telefonino.
La Salerno-Reggio Calabria, l'autostrada del sole, è un abominio da decenni, quello sì un posto "venezuelano". per non parlare di strade Statali e Provinciali che sono nello stesso stato in cui l'hanno lasciate gli antichi Romani.
L'automobile mi serve anche perchè il trasporto pubblico è allo strenuo delle risorse, quindi meglio affidarsi ai mezzi propri o ai piedi. L'aeroplano è troppo costoso a meno che non si voglia sfidare la sorte con un volo Low-cost (come dicono quelli che parlano bene). Rimane il treno....chi ha visto l'ultimo? Lo potremmo chiedere ai tanti pendolari che sono costretti per lavoro ad inseguirlo, ma temo che ci risponderebbero male, molto male....
Gli Italiani non possiedono uno fra i più grandi giacimenti petroliferi del mondo, però detengono il 90% del PATRIMONIO CULTURALE del PIANETA. Solo che gli italiani (miseri loro) non l'ho sanno, sono tenuti all'oscuro da una classe politica e dirigente corrotta non meno di quella venezuelana. Per cui abbiamo la ricchezza a portata di mano e la lasciamo sgretolarsi sotto i nostri occhi impotenti.
In Italia governano puttanieri, mafiosi, baldracche, ladri comuni, banchieri, incompetenti, cerebrolesi, speculatori, papponi, corruttori e corrotti. Proprio in questo infausto giorno della Liberazione abbiamo imprigionato ancora una volta la possibilità di "liberarci".
In Italia votiamo in maggioranza berlusconi monti bersani ( le Maiuscole sono privilegio di pochi) ed i cadaveri putrescenti che ammorbano le istituzioni.
In Venezuela votavano Chavez, non sò cosa è peggio!
Io non conosco il Venezuela, non conosco il Sud-America ma conosco bene il mio Paese e non mi piace affatto. Non è un posto per gente perbene!
A former member
Post #: 7
Vorrei rispondere a Ciro Brescia e a Maria Garofalo.

Ciao Ciro, è un piacere conoscere le tue posizioni, e ti ringrazio per i suggerimenti bibliografici. Forse però hai espresso un giudizio affrettato e privo di fondamenti riguardo quel che io ho scritto: "..un misto abilmente costruito di parzialità, di verità ancorché mistificate, mezze verità decontestualizzate, mezze falsità amplificate, fino ad arrivare alle falsità più grossolane." Ti domando, rileggendo queste parole, quale tra i nostri commenti è più carico di ostilità e dunque fazioso?
L'errore che spesso si fa è quello di giudicare con i nostri parametri paesi molto lontani. L'ho fatto anch'io: ascoltare Chavez era per me un piacere (al contrario è innegabile che non è certamente un piacere ascoltare Maduro).
Nel nostro continente sono (chissà per quanto) ancora garantiti (con qualche eccezione) almeno i diritti fondamentali dell'individuo mentre, per le ragioni che ho scritto nel mio commento precedente, in Venezuela no. E' chiaro che un paese ha delle priorità e se i problemi del Venezuela sono quelli che ho elencato precedentemente (che ho vissuto personalmente e quindi non si tratta di "falsità amplificate" ma piuttosto di verità accertate!) non importa con quale sistema (socialista, capitalista ecc) vengano affrontati, ma è pacifico che dopo 14 anni di potere schiacciante almeno una parte di tali gravissimi problemi sociali dovrebbero essere stati risolti. Invece in Venezuela si sta peggio di prima.

E' ovvio che, se io credo nel socialismo, vedo (come ho fatto in passato) di buon occhio Chavez e credo a ciò che dice (ovvero alla sua propaganda). Quando però si è costretti a guardare in faccia la realtà per quanto sia dura, bisogna avere il coraggio di tornare indietro e bisogna soprattutto capire che il socialismo è un'idea che può essere APPLICATA in tanti modi differenti oppure può essere solo propagandata e restare DISAPPLICATA.
Ad esempio come si spiega che dopo aver nazionalizzato le raffinerie e i pozzi petroliferi del paese, dopo aver creato un'enorme aspettativa da parte dei venezuelani e del mondo intero che osservava, le condizioni economiche del cittadino venezuelano che sarebbero dovute cambiare a dir poco drasticamente in seguito alla redistribuzione dei proventi, non sono cambiate in nessun aspetto? Anzi una cosa è stata fatta: il governo ha dato un reddito a tutti i familiari dei detenuti (come da noi fa la camorra) e ai disoccupati. La seconda cosa io la condivido, ma come fa la Germania e non come avviene in Venezuela! Se io Stato ti do un reddito di disoccupazione voglio che funzioni il servizio di collocamento e se tu disoccupato rifiuti un impiego ti tolgo l'assegno di disoccupazione. Invece in Venezuela questo strumento è usato da sempre per creare consenso nei popolosissimi "barrios"(*) delle varie città. Senza il servizio di collocamento oltretutto l'effetto è che vengono a crearsi soggetti sociali che preferiscono il sussidio di disoccupazione piuttosto che andare a lavorare per pochi soldi in più; da qui derivano: mancanza di mano d'opera, scoraggiamento delle poche imprese disposte ad investire (pochissime anche per l'assenza di sicurezza economica e soprattutto sociale) e una vera "bomba criminogena" infatti chi riceve il sussidio e resta in strada tutto il giorno senza lavorare è spesso assorbito, in quella particolare realtà, da cellule criminogene (non per mangiare ma per un iPhone) che sempre più spesso si occupano di sequestri che sono aumentati in maniera esponenziale.
E anche per questa ragione ritengo che, qualora non vi fossero stati brogli durante le ultime elezioni che hanno eletto Maduro con una differenza di voti a dir poco effimera, il problema democratico è a monte: è come quando Berlusconi vince le elezioni grazie a tutti i voti degli evasori che sanno che con lui possono stare tranquilli, o comprando voti in cambio di condoni e rimborsi IMU.

Comunque io non voglio convincere nessuno ma non mi si dica che le condizioni di vita dei venezuelani, ovvero quelle che ho descritto nel mio commento precedente, sono "false". Ciò mi irrita particolarmente perché è un'offesa in quanto è come chiamarmi bugiardo visto che si tratta in parte di esperienza diretta e in parte di racconti della gente del posto che interrogavo continuamente proprio per capire se dovevo continuare a difendere Chavez oppure no.
Mia moglie è venezuelana ed io ci sono stato quattro volte per vari mesi. Quando hai una moglie di un altro paese è come se quel paese ti adottasse ed è per questo che vivo intensamente questi problemi.

Un'altra cosa che non ho gradito è stata questa frase ricca di personali giudizi di valore e del tutto infondata: "...Non so che tipo di vita tu abbia condotto quando sei stato in Venezuela, ma da quello che ho potuto capire, i tuoi luoghi di riferimento sono stati i centri commerciali e gli appartamenti dei benestanti nonché le belle macchine con i vetri fumé con le quali fare la spola tra i primi e i secondi. Anche io ho avuto l’opportunità di conoscere questo mondo - noiosissimo tra l’altro...". Anche se non devo dare certamente spiegazioni, posso assicurare chi legge che sia io che mia moglie proveniamo da famiglie modestissime che hanno come uniche forze quella del lavoro creativo (in quanto in molti casi ce lo siamo dovuti inventare) e quella della cultura che prima di tutto per noi è un valore.
Inoltre con la frase "belle macchine con i vetri fumè" hai dimostrato che il Venezuela forse lo conosci più che altro grazie ai libri che hai elencato con metodo scientifico in quanto il 95% delle auto venezuelane hanno i vetri scuri per 2 motivi: sicurezza e sole insopportabile.
Riguardo al fatto che tu giravi in metro ci posso credere! Magari eri quel ragazzo con la maglietta scura e gli occhiali in questo video? biggrinbiggrin Scherzo!



Tu parli di "rivoluzione bolivariana" e a me anche piaceva sognarla e crederci, ma in Venezuela è stata un fallimento ...sempre se l'hanno mai voluta veramente attuare. C'è una grandissima differenza tra ciò che si legge sui libri e l'esperienza diretta, te lo dice uno che ama i libri ed è appassionato di politica (oltre ad essere dottore magistrale in Scienze Politiche all'Orientale di Napoli). Il socialismo in Venezuela non esiste se non nei manifesti per strada e nelle parole del suo governo.
A former member
Post #: 8
PS: Anch'io dal 2005 presenzio abitualmente a convegni, presentazioni di libri e riunioni (con l'università ma anche anche col m5s dove spesso erano presenti Marco Savarese e Roberto Fico) che hanno come tema il "sistema Venezuelano". Queste riunioni sono molto interessanti ma bisogna distinguere tra quelle "governative" in cui c'è una delegazione (consolato, ministri, o portavoce) del governo venezuelano e quelle didattiche che studiano il fenomeno da un punto di vista politico-sociale scientifico e quindi neutrale. Io ho imparato a diffidare dalle prime in quanto ricche di propaganda e povere di fonti statistiche attendibili.

(*)Barrios: Favelas costituite da baracche che in genere circondano le città. Si stima che a Caracas vivano 12mln di persone di cui circa 10mln in queste baracche. Dato incredibile se si pensa che in Venezuela vivono circa 26mln di persone. Vinte le elezioni a Caracas è fatta!


In risposta a Maria Garofalo:
Trova le differenze:
ITALIA

VENEZUELA

A former member
Post #: 15
Ernesto
ABNormal
Napoli, NA
Post #: 4,097
vorrei fare 2 considerazioni:
1) qui si sta facendo il solito schieramento, infruttifero per una discussione, tra "tutto il bene" e il "tutto il male" attorno al Venezuela. credo che invece sarebbe utile, indispensabile anzi in questo momento di "pensero unico neoliberista" europeo, capire cosa e quanto possa essere usato dell'esperimento bolivariano qui in europa, o meglio qui in italia o meglio qui nell'area duosiciliana dell'italia. è palese che più si "scende" di benessere più si palesino le esigenze per soluzioni alternative a quelle comode nel 1° mondo.
un invito dunque, a tutti in primis a ciro, è di arricchire di spunti su cosa potremmo recuperare, riusare, riciclare, trasformare (si, termini presi volontariamente dalla terminogia del recupero da rifiuto) delle cose fatte lì per elaborarle per la nostra realtà
2) mio padre è di Barranquilla (Colombia) è molto del ramo parentale paterno è diviso tra Barranquilla, Medellin, Bogotà (anche se la maggior parte è "fuggita" a Miami e NY).
In Colombia, baluardo USA nell'Am.Latina, la situazione della corruzione, criminalità, degrado non è dissimile da quella che veniva raccontata su Caracas. I miei parenti vivono in parchi armati, girano con guardie del corpo, in SUV rinforzati, nei modi prima descritti. Variante al proiettile in Colombia è la "cravatta", sfregio alla vittima, sgozzata, a cui viene fatta uscire dal collo la lingua... si, sa... i colombiani sono mattacchioni.
Questo per dire, non guardiamo con occhi nostri la situazione, o non contestualizziamo la criminalità esistente abbinandola ad un "regime". in brasile i "ninhos da rua" ti sparavano nel capitalismo e ti sparano nel socialismo perchè anche se venissero i faraoni la miseria porta violenza e criminalità.
Sono molto interessato ad un ragionare su come arricchire di punti "bolivariani" la situazione italiana. Per nulla ad uno scontro sul "va tutto bene" "va una latrina" di Caracas e dintorni. siamo capaci di un'analisi producente idee?
A former member
Post #: 16
"credo che invece sarebbe utile, indispensabile anzi in questo momento di "pensero unico neoliberista" europeo, capire cosa e quanto possa essere usato dell'esperimento bolivariano qui in europa, o meglio qui in italia o meglio qui nell'area duosiciliana dell'italia"

É proprio tale riflessione che vogliamo (io, Ciro, e altri compagni) stimolare e indirizzare verso un processo rivoluzionario, radicale e pacifico, animato dalla stessa passione ed ideali, con lo stesso coinvolgimento sentimentale (la connessione sentimentale a cui si richiamava Chavez) ma adattato alla nostra realtà europea, mediterranea, quindi con nuovo modo di agire sul terreno pratico. Fa piacere trovare amici di ideali come Ernesto con cui unirsi in questo percorso.
CBJCM-NA
user 8027419
Napoli, NA
Post #: 731
Non posso che essere contento che si sia aperta questa discussione e che possa essere utile per un vero approfondimento. I meetup d'altronde servono a questo. Come dicono in Venezuela, "irriverenza nella discussione, lealtà nell'azione". La strategia che sta usando oggi la cosiddetta "opposizione venezuelana", alias i golpisti al servizio degli speculatori fiananziari, dei mafiosi legati a doppio filo con le agenzie di ingerenza USA e organismi internazionali (CIA, NED, BM, FMI...), è proprio quella di rispettate il morto per screditare il vivo, ovvero smettere di parlare male di Chavez (improvvisamente divenuto intoccabile dopo averlo insultato in ogni modo etichettandolo come un "mono", ovvero scimmia, populista, buffone, autoritario fascista o parassita castro-comunista... a seconda dei casi...) per focalizzare l'attacco sul vivo, alias il presidente democraticamente eletto Nicolas Maduro, che ascolto con piacere e con attenzione non meno di quanto ascoltassi Chavez, ma questo importa poco.

Davvero è un peccato che non ci siano più in rete i due video-incontri con Mario Neri realizzati con l'Associazione Masaniello e questo stesso meetup già qualche anno fa. Dovrebbero essere sul computer di Carlo Alfarano che spero riesca a recuperarli, sono davvero molto interessanti.

Mario Neri non ha nessun ruolo governativo, è il facilitatore del Circolo Bolivariano Gramsci degli italo-venezuelani di Caracas, è un piccolo imprenditore, (anche lui ha una bella macchina con i vetri semi-oscuri non certo quelli impenetrabili fumè dei "ricachones" come dicono lì), un commerciante che vive da oltre trent'anni in Venezuela, e conosce bene, quindi la realtà venezuelana, prima e dopo il 1999. Insieme a lui ci sono tanti altri italo-venezuelani, architetti, informatici, insegnanti, casalinghe, che potrebbero dirci tante cose interessanti, quelle che non si leggono su La Repubblica o su L'Unità, su Libero o su Il Giornale, come dicevamo prima, come Attilio Folliero, Giordano Bruno Venier, Evelia Ochoa, Giulio Santosuosso, Antonio Neri, Antonio Mobilia, Mimma di Marcantonio e tanti altri, che credo siano fonti più che attendibili e attenti osservatori, che problematizzano e soprattutto sanno contestualizzare geograficamente e storicamente, come giustamente sottolinea Ernesto, e non si comportano certo come le schiere dei tifosi a prescindere.

Cara Maria, non è forse un caso che quei politici come tu li chiami, "puttanieri, mafiosi, baldracche, ladri comuni, banchieri, incompetenti, cerebrolesi, speculatori, papponi, corruttori e corrotti", in Italia come in Venezuela sono nella loro stragrande maggioranza visceralmente schierati contro la Rivoluzione Bolivariana, prima contro Chavez, oggi contro Maduro, e sono perfettamente integranti, come dice Ernesto, con "il pensiero unico neoliberista" di cui è portatore il lider dell'"opposizione" venezuelana Capriles Radonski (la cui famiglia è una delle più facoltose proprietarie di catene di cinema e giornali, amici di speculatori privati, mafiosi maiameri, che, come Berlusconi dovrebbe stare in galera e non in politica come leader dell'opposizione). La cosidetta opposizione venezuelana, dunque, non ha nulla da invidiare a quelli che sono al governo in Italia! Capriles oggi fa pure finta di essere progressista, propria come faceva Berlusconi ai tempi di Craxi, e dice di avere come punto di riferimento il PT di Lula, peccato che il primo a smentirlo sia lo stesso Lula in questo video.

Mi fa piacere sentire che Marcello Gambardella voglia essere "non ideologico", mi fa meno piacere aver constatato che le sue amiche italo-venezuelane (in questo link) con cui si accompagnava al Virgiliano per contestare non si sa bene cosa... erano mosse da un feroce e tutt'altro che non ideologico anticomunismo fuori tempo massimo. Al sottoscritto, hanno gridato "Vattene a Cuba", "non vogliamo avere nulla a che fare con questa gentaglia, con questi tupamaros", al prof. Carlo Amirante (già docente di Diritto Costituzionale della Federico II) gli hanno addirittura gridato che "si dovrebbe vergognare di essere un professore..." (sic!).

Se poi le amiche italo-venezuelane volessero parlare con una cubana vera che vive in Italia, certamente seria, corretta e preparata, possono, se vogliono, provare ad interloquire con Indira Pineda Daudinot, che differentemente da me e da Nicolas Maduro, ha due lauree (anche se noi, o anche Juan Carlos Monedero non pensiamo che il valore di una persona si misuri sul numero di lauree conseguite).

Forse sarebbe il caso di ricordare alle signore italo-venezuelane amiche di Marcello Gambardella, che uno dei massimi leader, fondatore del movimento tupamaros si chiama Pepe Mujica (grande Amico del compianto Hugo Chavez) e che viene considerato generalmente nel M5S come uno dei migliori presidenti di Stato oggi esistenti [(VIDEO+FOTO) Come si fa a non volergli bene?]

Quello che poi chiama l'attenzione è che quando venne inaugurato il busto di Bolivar al Virgiliano, quelli che vennero a contestare l'evento erano gli amici di Berlusconi, i fascistoidi di Alleanza Nazionale, che accusavano Chavez di essere un dittatore..., oggi al posto di Alleanza Nazionale ci sono Marcello Gambardella e le sue amiche italo-venezuelane, con l'unica differenze che all'epoca i lor signori di AN avevano avuto la decenza di evitare di insultarci.

Sul nostro blog AlbaInFormazione sul nuovo corso latinoamericano, sul quale, tra l'altro, ha avuto modo di parlare, per esempio, lo stesso Beppe in questo video dal min 22',30'' in poi (ALBA, MercoSur, Celac...) potete trovare molto materiale interessante, venendo incontro alla sollecitazione di Ernesto.

Alcuni articoli consigliati:

Juan Carlos Monedero: «L’Europa insorgente si incontrerà con l’America Latina»



come metteva in evidenza prima Michele Molisso: L’ economia venezuelana e le condizioni sociali durante il governo di Chávez

o anche qui:

50 verità su Hugo Chávez e la Rivoluzione Bolivariana

(VIDEO) La guerra alla democrazia




Venezuela: le violenze squadriste, la situazione economica e la disinformazione dei media mainstream

Un caro saluto a tutte e a tutti,
Ciro
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