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Gli amici di Beppe Grillo di Milano Message Board ALTRO › DOCUMENTAZIONE V-DAY 25 APRILE

DOCUMENTAZIONE V-DAY 25 APRILE

A former member
Posted Feb 7, 2008 1:33 PM
Post #: 1,033
certo se il Vday avesse preceduto le elezioni sarebbe stato mejio!!!

crying
luciana p. pellegr...
Posted Feb 8, 2008 11:37 AM
Lucianap
Milano, MI
Post #: 345
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PARTE III - L'Ordine Nazionale dei Giornalisti.

E' un ente pubblico non economico a struttura associativa, l'iscrizione al quale è obbligatoria per l'esercizio della professione di giornalista.
La prima legge istitutiva dell'Ordine è del 1925, e prevedeva la presenza di albi professionali nei quali si dovevano iscrivere i giornalisti. L'albo era dapprima depositato presso le sedi della Corte d'Appello, mentre dal 1928 era controllato da un Comitato nominato dal Ministero di Grazia e Giustizia. Il contenuto del Regio Decreto del 1928, sotto il profilo della disciplina sostanziale, ha una certa continuità con l?ordinamento professionale attuale (categorie e periodo di pratica). Non si può però parlare di un organismo autogovernato dai giornalisti; l'albo era gestito da un Comitato di 5 membri nominati dal Ministero di Grazie e Giustizia, di concerto con il Ministero dell'Interno e delle Corporazioni. Contro le decisioni del Comitato dell'Albo si poteva ricorrere ad una commissione superiore per la stampa composta da 10 membri di cui 5 scelti fra i giornalisti designati dal Direttorio del Sindacato Nazionale Fascista.

Caduto il fascismo rinascono gli organismi di categoria basati sulla libera associazione. Per la prima volta viene ricostituita la Federazione della Stampa (26/7/1943). Il Sindacato si pose il problema dell?albo tra l'abolizione della legge fascista, la produzione di una nuova normativa o la modifica di alcune parti della legge del 1928. Fu percorsa quest?ultima via ed il Sindacato ottenne dal Governo (allora presieduto da un ex Presidente della Federazione della Stampa, l'on. Ivanoe Bonomi) l'emanazione di un decreto che sostituiva i Comitati interregionali per l'albo e la Commissione Superiore per la stampa con una Commissione Unica con sede a Roma alla quale veniva affidata la tenuta degli albi e la disciplina degli iscritti. (D.L.L. 23/10/1944) a carattere provvisorio che dal 1944 sostituì il Comitato.

In realtà durò fino al 1963 quando nacque l'ordinamento professionale. Nel 1959 il Ministro di Grazia e Giustizia, l'on. Gonella presentò il disegno di legge n. 1563 sull'ordinamento della professione giornalistica che ottenne l?approvazione definitiva con la legge n. 69/1963.
Tale legge prevede, tra l'altro, questa attività come "intellettuale" a carattere professionale, caratterizzata quindi dall'elemento di "creatività" che fa del giornalista non un impiegato o un operatore esecutivo, ma appunto un professionista.
La Legge riconosce la rilevanza sociale del giornalismo e ne impone una regolamentazione (Albo) soprattutto a garanzia della pubblica opinione e del lettore che è il destinatario dell?informazione.
L'articolo 2 della legge precisa che è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

La disciplina sull'attività prevede:
- obbligo di appartenenza all'Ordine per l'esercizio della professione,
- definizione dei diritti e doveri e corrispondente esercizio dei poteri disciplinari e delle sanzioni
(avvertimento, censura, sospensione e radiazione),
- suddivisione delle categorie: professionisti e pubblicisti,
- previsione e disciplina della pratica giornalistica = obbligo di 18 mesi di praticantato (registro
praticanti),
- prova di idoneità,
- istituzione di elenchi speciali per giornalisti stranieri e per direttori di periodici o riviste a
carattere tecnico, professionale o scientifico.


Tentativi di eliminazione dell'ordine dei giornalisti


· 20 gennaio 1993: La camera approva l'urgenza per la proposta di abolizione dell?ordine dei giornalisti.

· 15 giugno 1997 con Referendum proposto dai Radicali (fallito per mancanza del quorum! Votanti 30%, favorevoli all'abolizione 65,5%).

· 11 agosto 2006 con la proposta di legge presentata da Daniele Capezzone e Michele De
Lucia (Si proponeva in sostituzione dell'ordine, la carta d'identità professionale del giornalista pubblicista).

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Ordine dei giornalisti in Europa: dati tratti dall'articolo Ordine dei Giornalisti - Bracalini 2006 )


Paesi considerati:

ITALIA. FRANCIA, GERMANIA. UK E IRLANDA, OLANDA, BELGIO E LUSSEMBURGO, DANIMARCA, SPAGNA E PORTOGALLO.


Esiste l'ordine dei giornalisti?:


Italia e Portogallo = SI
Spagna = SI (solo in Catalogna e regioni a statuto autonomo),

E' necessario un titolo di studio per diventare giornalisti ?:


Danimarca = SI (Laurea di 4 anni + esame finale),
Spagna = SI (Laurea di 5 anni ),

E' necessario un periodo di praticantato in una redazione per diventare giornalisti ?:

Italia = SI (18 mesi + esame finale),
Francia, Belgio e Lussemburgo, Spagna = SI (2 anni),
U.K. e Irlanda = Dipende dalla struttura associativa a cui si appartiene
Danimarca = SI (18 mesi)
Portogallo = SI (2 anni; 18 mesi se in possesso di laurea in comunicazioni sociali).

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GRUPPO DOCUMENTAZIONE V-DAY
luciana p. pellegr...
Posted Feb 8, 2008 3:53 PM
Lucianap
Milano, MI
Post #: 347
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PER ALLEGGERIRE UN PO', QUALCHE ARTICOLO SUL TEMA, PER AVERE OPINIONI SU CUI CONFRONTARSI.


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da: LA CASTA DEI GIORNALI

I contributi pubblici per l'editoria dovevano sostenere i giornali di partito, ma sono andati, per la maggior parte, agli editori privati.
In fondo non c'è differenza, perchè i veri giornali di partito sono Il Corriere, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Il Messaggero, Il Foglio, Il Riformista, eccetera, eccetera. Dietro a questi giornali ci sono gli interessi economici di persone e di gruppi privati. Il salotto buono del Corriere con Ligresti, Passera, Della Valle e Elkann, tra gli altri. La Confindustria, De Benedetti, Berlusconi, Cordero di Montezemolo, Caltagirone... Gli editori sono loro, i soldi sono sempre i nostri.

"Era Italia Oggi a pubblicare, insieme a Libero, il 12 maggio 2007, una propria «elaborazione sui dati della Presidenza del Consiglio dei ministri» che riclassificava la tabella sui finanziamenti all?editoria. Se ne ricavava un fondato e inequivocabile documento intitolato: «I grandi giornali battono quelli politici. Sono Corriere, Repubblica e Sole i re del contributo pubblico».
Senza conteggiare gli importi di mutui e vecchi contributi per l'acquisto della carta erogati in base alla legge del 1981 e ancora attivi nello stato patrimoniale di molti giornali, la tabella si riferiva ai fondi della Presidenza del Consiglio del 2006 e al credito agevolato relativo al 2004. E assommava sei tipologie di benefici: agevolazioni dirette per stampa di partito, di movimenti e di cooperative; crediti d'imposta (2004), contributi per l'acquisto della carta, riduzione delle tariffe postali per le spedizioni in abbonamento di quotidiani e allegati, costi pubblici della ristrutturazione (legge 416) e provvidenze per la teletrasmissione all'estero. In tutto venivano considerate 54 testate, finanziate per un importo complessivo sui 200 milioni di euro.
Ne emergeva un quadro impressionante. La RCS, il Sole 24 Ore e il gruppo Espresso-Repubblica, da soli, incassavano in un anno 58.916.624 euro (rispettivamente 23 milioni e mezzo, 19 milioni e 16 milioni). Più o meno la stessa cifra riconosciuta complessivamente a tutte le testate di partito, di movimento e di cooperativa messe insieme.
Altri 20-25 milioni di euro se li aggiudicavano i "giornali indipendenti" regionali o sportivi, con in testa La Stampa (7 milioni di euro), il gruppo Giorno-Carlino-Nazione con più di 3 milioni, il gruppo Caltagirone (Messaggero-Mattino-Gazzettino) con poco meno di 3 milioni e il Corriere dello Sport con quasi 2 milioni.
Al quarto posto assoluto, il tricìpite Avvenire (proprietà Conferenza Episcopale, forma Fondazione ed equiparazione a coop) con più di 10 milioni di euro. Al quinto, l'ammiraglia dei giornali politici, L'Unità, con più di 9 milioni. Seguivano l'ineffabile Conquiste del Lavoro con 6 milioni e mezzo, e l'arrembante Libero con 5 milioni e mezzo.
Complessivamente, la triade di battaglia politica quotidiana contro i vizi e l'assistenzialismo della politica - Libero, Il Foglio e Il Riformista - risultava mantenuta dall'erario per più di 11 milioni di euro."
Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa
A former member
Posted Feb 13, 2008 11:31 AM
Post #: 503
Visto che il prossimo V Day dovrebbe essere a sostegno di una corretta informazione e visto che, per quanto mi risulti dovrebbe essere previsto anche uno schermo, visto che in Italia tutto si trasforma ma nulla si modifica e come affermato da Andreotti "gli italiani hanno la memoria corta" perchè non proporre questo filmato a conferma di come sia facile continuare a farci fessi?


http://it.youtube.com...

Non so quanti italiani l'abbiano visto ma, comunque credo che sarebbe rieducativo, ricordarlo loro visto che personalmente penso che si stianno riproponendo come nuovo delle entità trite e ritrite ed ultracorrotte
alphacentauri
Posted Feb 14, 2008 1:30 AM
user 6251144
Milano, MI
Post #: 35
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Anche questo intervento di Travaglio sul finanziamento pubblico a TUTTI i giornali mi sembra molto interessante

Nando

travaglio ricca meetup torino
luciana p. pellegr...
Posted Feb 21, 2008 10:34 AM
Lucianap
Milano, MI
Post #: 358
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Suggerisco, per chi fosse interessato al tema radiotelevisivo: Europa e Informazione, quaderni della ressegna di diritto pubblico europeo. A cura di Michela Manetti, edizioni scientifiche Italiane, Napoli, 2004.
E' una raccolta di saggi ed è tutto molto interessante (il terzo saggio, si intitola "pluralismo e concorrenza del sistema radiotelevisivo in un quadro tecnologico e normativo in evoluzione").

C'è anche un articolo interessante sull'international herald tribune.
E' in inglese, se serve Serena potrebbe tradurlo....

http://www.iht.com/ar...


Sul sito della International Press Institute che promuove la libertà di stampa e di comunicazione, vi è un comunicato stampa che è stato mandato quando nel 2003 è stata approvata in via definitiva la legge Gasparri.
Esprime profonda disapprovazione per l'adozione di una legge da simili contenuti.
Anche questo è in inglese, se serve Serena gentilmente si offre di tradurlo.
http://www.freemedia....



bye
Lu
luciana p. pellegr...
Posted Feb 22, 2008 2:02 PM
Lucianap
Milano, MI
Post #: 364
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Censura legale

NADiRinforma incontra Paolo Barnard, giornalista free lance da sempre impegnato nella produzione di servizi d?inchiesta di elevata valenza sociale, oggi inquisito a seguito di un contenzioso legale facente seguito al reportage trasmesso da Report (RAI 3) nell?ottobre 2001 e in replica, visto l?elevato interesse suscitato, nel febbraio 2003. Barnard, inondato dagli avvenimenti in corso, ha divulgato una lettera via internet che ha suscitato parecchio interesse e che punta l?indice nei confronti della cosiddetta "clausola di Manleva" che gli editori impongono in sede contrattuale declinando così ogni responsabilità dinanzi a qualsivoglia questione giuridica sollevata dai servizi giornalistici.
Il grido di Paolo Barnard non vuole riferirsi al suo caso personale, ma da lì prende la spinta per denunciare le difficoltà incontrate da tanti bravi e volenterosi professionisti dell?informazione che a causa di cavilli contrattuali rischiano di trovarsi "legalmente censurati".

"Così la mia voce d?inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo. Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete ... i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi, comportamenti tecnicamente ineccepibili, moralmente assai meno".
Leggi la lettera di Paolo Barnard Leggi la lettera di Paolo Barnard

Intervista a cura di Luisa Barbieri
Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it
luciana p. pellegr...
Posted Feb 25, 2008 5:15 PM
Lucianap
Milano, MI
Post #: 371
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Norme sull'editoria in Europa


Le norme sull'editoria disciplinano in tutti i Paesi la diffusione dell'informazione su carta stampata. In Europa sono presenti diversi modelli. Gli Stati affrontano in forme diverse il problema del finanziamento e della libertà di informazione. Le norme fondamentali sono racchiuse nelle varie Costituzioni, che, in liena di massima, pongono i principi in relazione ai quali i legislatori si adoperano per scrivere leggi che assicurino la possibilità di esercitare il diritto di informazione.
Il fulcro del problema è quello delle
sovvenzioni statali, che nascono con l'obiettivo di incentivare il pluralismo dell?informazione
, sostenendo i giornali più piccoli che altrimenti rimmarrebbero schiacciati nelle logiche di mercato (tendenzialmente si tratta di giornali di partito che hanno minor introiti pubblicitari e minor numero di vendite/entrate).

Le forme di finanziamento ai giornali si distinguono in due grosse categorie: finanziamenti diretti, che si traducono in trasferimenti di denaro, e finanziamenti indiretti, che si concretano in una serie di misure volte a garantire una altri tipi di vantaggi alle testate (per esempio, tariffe postali agevolate e contributi sulla carta). In linea di massima, chi più chi meno, quasi tutti i Paesi garantiscono un aiuto ai piccoli giornali. Alcuni Paesi escludono totalmente il sovvenzionamento. Questo è il caso del Regno Unito, dove vige il principio dell'autoregolamentazione. Dal canto loro, altri Paesi erogano molte sovvenzioni pubbliche alle testate. Paradigmatico il caso dell'Italia, eufemisticamente definita "generosa2 dall'International Herald Tribune, in relazione agli ingenti finanziamenti pubblici alla stampa (http://www.iht.com/ar....


Francia


La legge francese sulla libertà di stampa è del 1881 ed è tuttora in vigore, seppure modificata nel corso del tempo. L'ultima riforma risale al marzo del 2007 e disciplina in maniera omnicomprensiva tutte le forme di responsabilità (civile, penale) connesse con l'esercizio della libertà di stampa. La legge prevede una serie di adempimenti connessi con l'attività di informazione (registrazione presso il Tribunale, per esempio). Le sovvenzioni all'editoria sono amministrate dalla Direzione per lo sviluppo dei media. Sussistono tariffe dirette e indirette. Le prime sono quelle rivolte alla diffusione e al pluralismo. Gli aiuti indiretti consistono invece in riduzione dell'IVA e tariffe postali privilegiati.


Spagna


La prima legge elettorale risale al 1883. Nel corso del tempo si sono avvicendate una serie di leggi che hanno allargato il contenuto del provvedimento originario. La Costituzione prevede il diritto di informazione all'art.20. E' con la legge n.14 del 1966 che si è disciplinato il regime generale dell?informazione, con la previsione di norme sulla libertà di stampa, sulle pubblicazioni e sul registro delle imprese editoriali. È molto significativo il fatto che la Spagna, dopo aver previsto una serie di aiuti alle imprese editoriali nel 1984, nel 1991 abbia escluso qualsiasi forma di finanziamento diretto. Per gli aiuti indiretti, c'è un beneficio di un 4% sull'IVA.


Austria


Il sistema editoriale austriaco è disciplinato da una legge del 1981, il Media Act. Sono previsti una serie di adempimenti obbligatori, legati alla necessità di garantire trasparenza verso l'esterno (obbligo di inserire il nome del proprietario del giornale, obbligo di indicare come pubblicità i contenuti inseriti a pagamento). Gli aiuti statali sono disciplinati dalla legge 136/2004, che prevede un sistema di aiuti diretti e indiretti. I primi sono divisi in tre grandi gruppi: aiuti generali, riservati a tutti i periodici a condizione che forniscano un'informazione generale, abbiano propri articoli originali e almeno 6 giornalisti professionisti alle proprie dipendenze; escano durante tutto l'anno; abbiano una tiratura di almeno 10.000 copie a livello nazionale (per i periodici locali 6.000), il loro prezzo di vendita non sia palesemente più basso rispetto a quello di pubblicazioni concorrenti e siano diffusi in almeno uan regione.
Vi sono aiuti per i piccoli giornali, riservati ai quotidiani con una tiratura interiore a 100.000 copie e una presenza pubblicitaria inferiore al 50%. Consistono in una parte fissa e in una parte variabile di anno in anno. Infine gli aiuti al miglioramento della qualità della stampa posssono essere concessi per la formazione dei giornalisti, per l?assunzione di corrispondenti dall?estero o per la diffusione di giornali nelle scuole (http://www.sherpa./de...)


Germania


La Costituzione tedesca disciplina il diritto di informazione all'art.5, dove si sancisce la piena libertà di esercizio del diritto di informazione in tutte le sue forme, nei limiti previsti dalla legge. Il criterio guida è quello dell'autoregolamentazione. È presente un codice di condotta che detta le linee guida per l'esercizio della professione. Non esistono forme di sovvenzionamenti diretti da parte dello Stato, ma nonostante tutto si riscontra un altissimo numero di quotidiani a tiratura locale e nazionale (sono più di 350, contro i 150 italiani). Sono presenti aiuti indiretti, che si traducono in abbassamento dell'IVA e tariffe postali agevolate. Secondo recenti statistiche, almeno il 74% della popolazione tedesca sopra i 14 anni ogni giorno legge un quotidiano (http://www.francoabru....


Norvegia


I Paesi del Nord Europa hanno sistemi di informazione valutati sempre molto positivamente da enti come Freedom House, nelle cui classifiche si collocano sempre in posizioni molto alte. La Norvegia ne è un esempio (Freedom House, classifica 2007: la Norvegia occupa il quinto posto. http://www.freedomhou.... Il numero di copie circolanti è elevatissimo (550 copie di quotidiani ogni 1000 abitanti). In Norvegia è stata istituita un'autorità garante dei mezzi di informazione, al fine di garantire la più ampia libertà di espressione possibile. E' la stessa autorità garante a gestire l?erogazione dei fondi in aiuto all'editoria. Sono previste diverse norme volte a prevenire gli abusi della disciplina. I sussisdi sono dati in funzione della tiratura e sono riservati ai giornali che si trovino in difficoltà economiche.

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Gruppo Documentazione MU
A former member
Posted Mar 6, 2008 6:40 PM
Post #: 52
ciao a tutti. Ho cercato anche io delle informazioni e sono riuscito a trovare un PDF con tutto l'elenco dei giornali e relativi finanziamenti smile Spero possa essere utile
il link è: http://files.meetup.c...
ciao a tutti
paolo
luciana p. pellegr...
Posted Mar 12, 2008 2:26 PM
Lucianap
Milano, MI
Post #: 440
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Grazie Paolo, ben fatto!

Lu
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