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Amici di Beppe Grillo di Firenze Message Board › FORUM OPERATIVO DEL MOVIMENTO A 5 STELLE, PARTECIPA AL CAMBIAMENTO! › MAPPA DEL POTERE - SCHEDA DETTAGLIATA: MUKKI LATTE Centr
| alessandro lanini | |
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Parliamo di Mukki LATTE
Iniziamo da quì un lungo percorso per capire, insieme, da dove abbiamo iniziato, a che punto siamo arrivati e dove potremmo arrivare, parlando di un alimento che è il principe di tutti gli alimenti, cioè il latte. Tratteremo i temi che riguardano la centrale del latte Mukki, il mondo degli allevatori della provincia, le mucche da latte ed il latte di per se stesso. Centrale del latte Mukki Inizialmente la diffusione di latte a Firenze, era perpetrata ad opera di contadini che possedevano pochi capi di bestiame, direttamente in stalla o a domicilio con recipienti e misurini. Nel 1934 la municipalità di Firenze costituisce tre Consorzi per la conservazione e la distribuzione del latte fresco in corrispondenza alla crescente richiesta di una cittadinanza in continuo aumento. Nasce così, la base per la realizzazione di un unico stabilimento centrale per la produzione del latte. Nel primo dopoguerra, grazie alla determinazione del nuovo sindaco Giorgio La Pira, si costituisce il Consorzio per la centrale del Latte di Firenze SpA, il cui capitale sociale era di 5.250.000 lire, rappresentato da 5.250 azioni, suddivise tra il Consorzio Agrario (2.500), la Cooperativa Latte e Derivati (2.500), la Cassa di Risparmio di Firenze (125) e la Banca Nazionale del Lavoro (125). Sono tre i principi di riferimento a cui La Pira si ispira per la fondazione del Consorzio: - Presidiare la qualità e la salubrità del prodotto - Incentivare lo sviluppo della zootecnia locale offrendo, garanzie e supporto economico agli allevatori del territorio - Adeguare l?Azienda alle sfide del mercato Nel ?54 si da via alla produzione e nei futuri anni si arriva ad un monopolio del mercato, detenendo l?esclusiva nella raccolta, nella produzione e distribuzione del latte. E? intorno alla metà degli anni sessanta, che il Comune di Firenze decide di acquistare il 95% delle azioni in seguito al fallimento della Cooperativa latte e derivati, ma sarà nel 1983, con la fusione della centrale di Pistoia e l?acquisizione del Centro Latte Lucca del 1998, che si arriverà all?attuale composizione societaria. Nel 2003 si tenta la vendita dell?Azienda, acquirente la Parmalat. Le motivazioni che spingono a questa scelta, sono dettate dall?obbligo di lasciare lo storico stabilimento di via Circondaria, per dare spazio ai cantieri della nuova stazione dell?Alta velocità, e quindi per la costruzione di un nuovo impianto. La vendita sfuma e la società sarà costretta ad affrontare le spese per la realizzazione di un nuovo stabilimento in via dell?Olmatello, tuttavia rimane sempre aperta la questione sulla vendita della società, questione rafforzata dalla finanziaria 2007 che obbliga gli enti locali a non assumere o mantenere, direttamente o indirettamente, azioni di società, non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Al momento, l?Azienda, non risulta tra le società finalizzate agli scopi istituzionali del Comune, non ci sono produttori di latte sul territorio comunale, e quindi è tutto rimesso nelle mani del consiglio che dovrà decidere entro giugno 2009. Sono stati cercati accordi con, la Provincia, con la Regione e con la Camera di Commercio in questi ultimi anni, ma non si è raggiunto niente di definitivo, il timore è quello che arrivi una multinazionale e che faccia sfumare tutte le buone intenzioni del progetto, sulla incentivazione del territorio, sotto tutti i punti di vista. Situazione della Centrale del latte Mukki Attualmente la Centrale del latte di Firenze Spa è posseduta dal Comune di Firenze per il 63% delle azioni, dal Comune di Pistoia per il 27%, dal Consorzio provinciale di Livorno per il 9,9%, dall?Ente Cassa di Risparmio e la Bnl, che entrarono alla fondazione del Consorzio del latte con 125mila lire nel ?51, per una quota azionaria dello 0,005% ciascuno. Con un fatturato di 100 milioni di euro l?anno, ha chiuso il bilancio del 2007 in rosso con un deficit di 2,3 milioni di euro, confermando le previsioni del piano industriale 2007-2011 che prevede una parità nel 2009. L?azienda è sana, con 200 dipendenti, un indotto di 1.000 (sono 160 i padroncini che trasportano latte) e diecimila clienti (il 60% alla grande distribuzione), ha sempre prodotto utili e si trova a dover fare i conti con i mutui che ha acceso per costruire il nuovo stabilimento nell?area Mercafir di Novoli. L?indebitamento è di oltre 60 milioni di euro e grava sull?azienda con 3,8 milioni di euro all?anno, ma ha prodotto un aumento di capitale consistente e a portato l?azienda ad essere una tra le più competitive d?Europa. Secondo il presidente Paolo Bambagioni sono tre i punti da affrontare ed integrare nel piano industriale. Il primo riguarda una ricontrattazione dei mutui con gli istituti bancari per spalmare negli anni gli oneri, e rendere meno pesante le voci finanziarie sugli esercizi annuali Il secondo riguarda una diminuzione del personale, per 28 posti lavoro, ereditati dalla chiusura degli stabilimenti di Pistoia e Livorno, con una mobilità già concordata con i sindacati. Il terzo punto riguarda il costo delle materie prime: il costo del petrolio in aumento ed il costo del foraggio, sempre in aumento grazie al dirottamento dei contributi a favore della produzione di combustibile ecologico, grava sulla Mukki per 1,250 milioni di euro in più. Da tutto questo si può dedurre solo una amara constatazione, i tre punti, che con tanto entusiasmo, Giorgio La Pira proclamò, si può dire che sono falliti tutti. Il primo, il presidio di un prodotto di qualità e salubrità, è fallito perché il latte, che subisce una serie di lavorazioni e compensazioni, ha assunto la caratteristica di un alimento sterile, con l?aggiunta di sostanze chimiche in qualche caso, ma di questo ne parleremo più accuratamente in altro capitolo. L?incentivazione alla zootecnia, pure, visto che su tutto il territorio fiorentino, non esiste più una stalla e che, addirittura le stalle del Mugello, sono messe a rischio dal fallimento del progetto in vista di una effettiva vendita della Mukki. Il terzo punto, l?adeguamento dell?Azienda sul mercato, è in equilibrio precario, visto che dopo tanti anni di bilanci positivi, vuoi per una cosa o vuoi per un'altra cosa, sono arrivati i bilanci in rosso. La prossima volta parleremo di allevatori e varie problematiche. |
| Andrea Tj Vannini ... | |
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Bellissimo articolo Alessandro, hai rifatto il quadro dell'azienda in maniera molto cristallina.
Direi che potremmo pubblicarlo sul Grillonews e AntenneAttive.Magari ne faremo un piccolo video di presnetazione leggendo l'articolo... Tj Alessandro vuoi entrare nel gruppo redazione del Grillonews? |
| alessandro lanini | |
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Bellissimo articolo Alessandro, hai rifatto il quadro dell'azienda in maniera molto cristallina. Grazie TJ, per l'articolo vedi te cosa pui fare. Per entrare nella redazione di Grillonews preferisco aspettare non è che mi intenda molto di queste cose, comunque attendo che si possa organizzare una gita per l'intervista agli allevatori con o senza telecamere, beatrix ci aveva offerto supporto ed ennio ci ha promesso qualcosa in proprio (magari)e vediamo cosa ne tiriamo fuori, a me questa cosa mi piace molto. Ciao ciao |
| alessandro lanini | |
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MASSIMO VANNI su la Repubblica 1/6/2008
Centrale del latte, un passo avanti verso la vendita. L´assessore alle Spa Tea Albini prepara la lista delle cosiddette «società strumentali»: quelle che il Comune considera invendibili e strategiche per la città, dall´Ataf ai parcheggi, da Publiacqua all´illuminazione. Sarà pronta entro il 31 luglio. E si sa già che nella lista della salvezza non ci sarà la Mukki: «Sfido chiunque a dire che la nostra partecipazione nella Silfi, la società dell´illuminazione, non rappresenti un interesse generale - dice Albini - così l´aeroporto e perfino la società del lago di Bilancino, visto che i terreni sono di proprietà dell´amministrazione. La Centrale però è difficile da motivare, non ci sono produttori di latte nel Comune di Firenze». MA c'è qualcuno che cerca di riprendere il suo ruolo "Nella seduta straordinaria del Consiglio Provinciale del 9 giugno 2008, convocata per discutere la situazione della Centrale del Latte, il Presidente della Giunta diserta, l?Assessore non prende impegni, la maggioranza sbanda, perde alla sua sinistra e il documento presentato dal Pd non viene approvato. A fronte della dichiarata volontà del Comune di Firenze di considerare non strategica e non in linea con le finalità istituzionali la partecipazione alla Centrale del Latte, la Giunta Provinciale utilizza le reticenze del sindaco Domenici per disimpegnarsi e disattendere così quanto contenuto nella mozione di indirizzi del Consiglio Provinciale dell?aprile 2007: garantire una maggioranza pubblica dell?azienda per qualificare l?attività produttiva, la sua qualità, il rapporto con il territorio e con la zootecnia, i livelli occupazionali. Di fronte a tale ambiguità i gruppi della sinistra (PRC, PdCI, Verdi, SD) hanno chiesto precisi impegni da parte della Provincia e presentato emendamenti alla risoluzione del PD, che non sono stati accolti, determinando così la non approvazione del suddetto documento. Il Consiglio respinge il tentativo di disimpegnarsi e liquidare questa esperienza, dopo che sono state investite ingenti risorse pubbliche per il rilancio e l?ammodernamento dell?azienda. Vista la cattiva figura rimediata in Consiglio Provinciale, il Presidente Renzi e la Giunta hanno ora il dovere di riaprire il confronto con il Comune di Firenze e gli altri soggetti istituzionali per attuare gli indirizzi approvati nell?aprile 2007 e impedire qualsiasi ipotesi di dismissione e privatizzazione della Centrale del Latte. Come nel caso della Azienda Agraria Mondeggi-Lappeggi, prosegue l?impegno di Rifondazione Comunista, dei Verdi e della sinistra per sostenere il ruolo pubblico in settori strategici per l?economia, l?occupazione e per la salvaguardia del territorio provinciale". I Gruppi di Rifondazione Comunista e Verdi Staremo a vedere chi vincerà noi no di sicuro |
| Andrea Tj Vannini ... | |
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| francesco | |
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ottimo articolo, complimenti.. sono felice di questa iniziativa e come era in programma di andrea (e altri) di estendere a tutte le municipalizzate e similari una simile informazioni.. per riportare al cittadino un controllo della sua vita che ormai non ha quasi più..
ciao Francesco |
| Andrea Tj Vannini ... | |
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per strutturare il lavoro svolto fino ad oggi e per il futuro, ho aperto un blog apposito, facendo un sito dedicato.
Chi vorrà potrà contribuire, e gli darò le password per inserire documentie articoli. tj mappadelpotere.wordpress.com/ |
| Albe | |
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Alessandro aspetto una tua risposta per l'articolo da pubblicare su Grillonews...
![]() Alberico |
| alessandro lanini | |
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Alessandro aspetto una tua risposta per l'articolo da pubblicare su Grillonews... In che senso scusa non ho capito cosa devo fare |
| Andrea Tj Vannini ... | |
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Mukkilatte, ora entrano in gioco anche le ?correnti? della Margherita
I retroscena sull?operazione di salvataggio della Centrale del Latte. I timori dei sindacati di Osvaldo Sabato sull'Unità 1/3/2007 PAGINATE sui nuovi assetti societari della Mukki latte. Polemiche incrociate e sotterranee, allusioni e altro. «Ora basta» tuona la Rsu della Centrale del latte. «La vecchia proprietà ed i nuovi interessati siano seri e responsabili nel difendere i propri interessi» scrivono sempre i sindacati «ma lo siano di più nel cercare la rapida conclusione ad una vicenda che rischia di diventare la novella dello stento» concludono. Il riferimento è al nuovo assetto azionario, che dovrebbe emergere dopo le intenzioni di Pistoia e Livorno di vendere le loro quote azionarie. Ma venderle a chi? Alla Provincia di Firenze sono state offerte queste quote e il presidente Matteo Renzi , non ha chiuso la porta in faccia all?operazione salvataggio. Ma se per la Provincia pare che non ci siano problemi a mettere le mani sul pacchetto azionario del consorzio provinciale livornese (il 12%), lo stesso non si può dire per quello che è nella mani del comune di Pistoia (il 32,71%). In questo caso per Renzi si starebbero materializzando due problemi: la voglia di Pistoia di far cassa quanto è più possibile e la ?freddezza? del vicesindaco di Pistoia Luca Iozzelli, della Margherita come Renzi, che non ha nessuna intenzione di far passare il giovane presidente della Provincia di Firenze come il salvatore della Mukkilatte. E qui entrano in gioco anche le variabili interne alle correnti della Margherita: Iozzelli è infatti un fedelissimo del segretario regionale Antonello Giacomelli (area Popolare), mentre Renzi è un rutelliano. Veleni e sgambetti, che potrebbero saltare se, come chiede Pistoia, dovrebbe toccare a Fidi-Toscana il compito di far valutare le quote in suo possesso. Però sia Palazzo Vecchio, che la Provincia, vorrebbero che fosse invece un perito del Tribunale a fare questa operazione (è un perito oggettivo) dicono. Se così fosse la Provincia di Firenze si troverebbe a dover sborsare troppi soldi in più con riflessi preoccupanti e immediati sul suo bilancio. In questo scenario poi si inserisce il Comune di Firenze (proprietario del 55% delle azioni) che ha una carta importante da giocare: il conferimento alla Mukki del terreno della nuova centrale del latte. Ma in questa fase sarebbe conveniente fare questo passaggio? Gli strateghi finanziari, stanno valutando tutte le ipotesi. Nell?attesa, Palazzo Vecchio vedrebbe favorevolmente l?ingresso della Provincia di Firenze perché in questo modo ci sarebbero ulteriori garanzie per gli interessi degli allevatori del Mugello. Quest?ultimi, inoltre, potrebbero creare una filiera con quelli di Siena e Grosseto, benedetta anche dalla Regione. Sarebbe un modo per dare ancora più forza al legame fra gli allevatori toscani e un?azienda che ha una forte connotazione territoriale. Anche i sindacati sarebbero d?accordo con questa nuova ?mission? della Mukki. Naturalmente tutto ciò sarà possibile con la proprietà in mani pubbliche. Perché con i privati sarebbe un?altra storia. Insomma, si studiano diverse soluzioni per il futuro della centrale, che sicuramente avrà un nuovo presidente. Infatti pare che per il verde Franco Cervelin, il tempo sia ormai scaduto. |