PROPOSTA DI UN NUOVO ASSETTO DELLO STATO ITALIANO:36 DIP. vs 20 REG. E 110 PROV.

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  • Dando seguito ad una discussione si è addivenuti all'esigenza di prospettare questo topic su:

    PROPOSTA DI UN NUOVO ASSETTO DELLO STATO ITALIANO, DISEGNATO IN BASE AD UNO STUDIO EFFETTUATO DALLA SOCIETA' GEOGRAFICA ITALIANA: 36 DIPARTIMENTI al posto delle 20 Regioni e delle 110 Province – E’ la PROPOSTA della SOCIETA’ GEOGRAFICA ITALIANA (SGI) – Un’interessante suddivisione delle istituzioni territoriali che potrebbe mettere d’accordo tutto il mondo politico – Resta in campo la NECESSITA’ di TRASFORMARE i COMUNI in NUOVE CITTA’.
    "Premettiamo che la proposta di eliminazione delle 20 Regioni italiane e delle 110 Province con la creazione di 36 DIPARTIMENTI, è un’idea che la Società Geografica Italiana (SGI) aveva presentato già qualche mese fa (all’inizio di marzo). E che ha la sua origine pure da un precedente lavoro, del 1999, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Progetto Strategico Quadroter). Ma che è stata rilanciata in grande stile qualche giorno fa dal Corriere della Sera con un articolo di un suo tra i più autorevoli opinion leader, il giornalista Sergio Rizzo. Appunto 36 Dipartimenti al posto di tutte le Regioni e le Province.
    In un contesto in cui ci si concentra, di più, sull’idea di creare MACRO-REGIONI (al posto delle attuali Regioni), di eliminazione delle Province, di accorpamento di comuni (ma solo di quelli sotto i 5.000 abitanti)… ebbene la proposta della SGI potrebbe apparire un ulteriore “di più” nel caotico tentativo di ridefinizione territoriale degli enti istituzionali italiani per renderli più efficienti, consoni, meno dispendiosi rispetto a quelli attuali obsoleti, del tutto superati. Pertanto potrebbe apparire un’altra proposta in più in un contesto di impraticabilità a concretizzare il “cambiamento” (impraticabilità oltre che politica ora pare quasi psicologica…).

    Ma, secondo noi, la proposta della SGI potrebbe veramente essere una “via di uscita” positiva al blocco totale, al “non fare”. L’eliminazione con un’unica nuova iniziativa istituzionale (costituzionale) sia delle Regioni che delle Province, con la creazione di 36 DIPARTIMENTI (ma possiamo anche chiamarli in altro modo: distretti, comprensori, province territoriali, regioni metropolitane… o individuando magari elementi geomorfologici storici cui la popolazione può riconoscersi… un fiume, una pianura, una montagna… questo non è un problema). Questo potrebbe essere l’ “uovo di colombo” per far iniziare un processo di cambiamento che viene da una proposta (politica, scientifica, istituzionale…) neutra rispetto agli attuali schieramenti partitici, al di fuori della politica ufficiale; pertanto non di parte. "  La proposta SGI è al link http://geograficamente.wordpress.com/2013/07/26/36-dipartimenti-al-posto-delle-20-regioni-e-delle-110-province-e-la-proposta-della-societa-geografica-italiana-sgi-uninteressante-suddivisione-delle-is/

    Vito Silberti, Giancarlo Celeste e Capodiferro Natale propongono la variazione del Titolo V della Costituzione: VOI COSA NE PENSATE

    TITOLO V DELLA COSTITUZIONE

    LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI

    ART. 114

    La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

    I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

    Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

    [ART. 114 di proposta] 

    La Repubblica è costituita da 36 DIPARTIMENTI( o distretti o comprensori o altro) e dallo Stato.

    I DIPARTIMENTI, FORMATI  DA COMUNI ( O NUOVE CITTA'  da vedere come? ),  sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

    Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

    Il testo di proposta è solo indicativo e andrà quindi variato con i contributi degli attivisti

    PROPOSTA N. 1  [ART. 114 ] GIANCARLO CELESTE 

    L'assetto periferico ed amministrativo dello Stato è definito dallo Stato (Governo/parlamento??? /su referendum)

    La Repubblica è costituita da 36 DIPARTIMENTI( o distretti o comprensori o altro) e dallo Stato.

    I DIPARTIMENTI, FORMATI  DA COMUNI ( O NUOVE CITTA'  da vedere come? ),  sono enti  con poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione(art. 115 e seguenti?).

    Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

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  • giancarlo c.

    questo meet up dovrebbe discutere di quello che vi è indicato,ma ci cadiamo sempre tutti ed andiamo fuori tema.
    il bilancio partecipato è possibile ove il comune o la provincia o la ragione ha all'interno del suo statuto regole che lo prevedono e norme attuative che garantiscono questa possibilità.
    avendo partecipato ad un incontro con tre portavoce presso la regione lazio, mi è stato detto a proposito,che lo statuto della regione lazio è carente al riguardo e che occorre far inserire norme ad hoc.
    non conoscendo a fondo il problema ,non ho alcuna difficoltà ad accettare quanto mi hanno detto i rappresentanti incontrati.
    ma vedo che in altre parti d'italia questi problemi non esistono.
    ritengo che la democrazia diretta sia possibile solo a livello locale. infatti i bilanci partecipati riguardano comunque progetti limitati dal punto di vista economico.
    l'argomento primario di questa discussione è tuttavia
    la suddivisione amministrativa indicata da natale

    June 27

  • ARNALDO B.

    Quale altro anticorpo inoculare, quindi, in queste persone per non fargli fare disastri? Ancora una volta semplice. Basta tenerli esclusivamente nelle due o una Camera e nei Comuni e non dargli più la possibilità di dilagare in tutti i "gangli" dello Stato. Come potrebbe essere possibile ciò? Ancora una volta semplice, basta formare una classe dirigente preparata, capace di lavorare per progetti, ben pagata, e se non li conseguono si cambia. I Parlamentari dovrebbero avere l'elettivo compito di legiferare, controllare e verificare che tutto il sistema funzioni con efficienza ed efficacia.

    1 · June 26

    • Natale C.

      sono contento di quello che dici, arnaldo, sono mesi che propugno la Demarchia, ma la politica del "vertice" del m5s e dei parlamentari è proprio questa? ci sentono, sanno che stiamo discutendo di ciò, sanno che proponiamo dirigenti qualificati che vengono scelti a sorteggio tra i tanti che si qualificano come tali? qui mi pare votano per l'immunità (per me impunità) e vogliono un sistema proporzionale, in cui ci sia ancora rappresentanza politica, che è, appunto, l'esatto opposto, della ricerca interiore, intellettuale e politica a cui, almeno noi due e forse + dino, siamo arrivati. noi continuiamo a parlare di DD o DDD e loro parlano di elezioni!

      June 26

    • Dino C.

      Ritengo che: L'attuale comportamento sia dovuto alle attuali regole e normative dell'attuale sistema. Solo se diventiamo maggioranza, se consolidiamo ed incrementiamo nei comuni dove siamo presenti come opposizione. Più facile presentare emendamenti su RPP presentando nostre cifre alle loro frasi "miglioreremo ecc", possiamo far notare discrepanze eventuali rispetto alla TUEL 2000 e invalidare loro determine. Sembra difficile la strada di discutere le cifre del bilancio, si parano dietro il fatto tecnico dei dirigenti che giustificano quei valori. I bilanci partecipati sembrano difficili da far digerire ai cittadini, un'argomento al di fuori dei ns10 comandamenti valido per richiamare attenzione e coinvolgimenti. Dopo potremo vedere le vere intenzioni di 5S.

      June 26

  • De Luca F.

    sono d'accordo per l'abolizione delle regioni e delle province per stabilire un rapporto diretto dello Stato con i comuni. Ritengo che tale diretto rapporto sia più funzionale e più rapido nella ripatizione dei fondi da assegnare ad ogni comune. Fondi da ripartire in ragione del numero di abitanti di ogni comune. Gli organi politici interposti sono serviti solo ad aumentare la spesa pubblica e gli interessi personali dei nominati. Si deve cambiare non avendo paura di tornare indietro quando necessario.

    1 · June 26

  • Franco B.

    mi chiedo: su che basi la SCI ha effettuato la divisione del territorio? ha considerato anche le esigenze e le caratteristiche degli abitanti? ci dovrebbe essere una certa omogeneita' interna ai distretti, non solo idrogeologica.

    June 26

  • Franco B.

    d'accordo con Balassi sul formare la classe dirigente. pero' la formazione prima di tutto la farei a tutti i cittadini, attraverso la scuola e l'educazione in generale, che oggii-volutamente-e' molto carente. poi la formazione dovrebbe includere anche la moralita', l'onesta', la coesione sociale, il rispetto per gli altri...ecc. altrimenti non se ne uscira'. i disonesti e i corrotti ci saranno sempre, ma se non formi la gente, essi saranno in numero sempre maggiore. quindi buona l'idea dei distretti, ma non basta. che si fa nei distretti? da dove si tirano fuori non solo amministratori onesti, ma soprattutto cittadini onesti? la formazione va fatta a cominciare dalla scuola materna, dopo se l'individuo e' cresciuto storto, non lo raddrizzi piu'.

    June 26

  • ARNALDO B.

    Lasciatevelo dire con franchezza, qui non si è capito ancora una volta che il problema reale non è la classe politica, ne quella passata, ne la presente, ne la futura, ma è proprio l'essere umano in quanto tale.
    Mi spiego: Posto che tutti gli esseri umani, tendenzialmente, sono buoni è onesti, quando diventano politici, maggiormente se inseriti nelle istituzioni, vengono presi da un diabolico vortice di ingordigia e di famelica voracità, per cui si trasformano come il dr. jekyll e mr. hyde. Certo, vi sono eccezioni che confermano la regola, ma purtroppo quelle "Camere" inoculano il germe del "potere", che fa male. Cosa fare a questo punto? Semplice! Quello che propone il M5S. Max una legislatura e si torna al lavoro. In quella sola legislatura si copre il ruolo di portavoce dei cittadini.

    1 · June 26

  • ARNALDO B.

    Tornando quindi all'organizzazione dello Stato: in primis, eliminare Provincie e Regioni, trasferendo le loro funzioni ai capoluoghi di regioni e capoluoghi di provincie. Eliminare tutti gli enti pubblici, trasformandoli in società cooperative di produzione/lavoro.
    Ove mai queste "malsane" idee vi potessero interessare, incontriamoci, anche con costituzionalisti, e parliamone.

    June 26

  • giancarlo c.

    a quel signore di Rieti che afferma che Rieti ha più a che fare con l'umbria che non con il Lazio,io rispondo che potrebbe essere come dice lui. il fatto che la suddivisione sia preparata prima in dipartimenti e poi in municipi , permette agli abitanti di un municipio di sciegliere di far parte di un altro dipartimento. una norma simile era prevista,ma solo per la regione nella vecchia proposta di riforma costituzionale prevista dal governo berlusconi ([masked]), ove se ben ricordo era previsto che i cittadini che risiedevano in un territorio con almeno un milione di persone potevano con un semplice referendum costituire una nuova regione.oggi se noi avessimo approvato quel progetto di costituzione avremmo potuto attuare il progetto qui presentato in quanto il referendum ivi previsto avrebbe potuto dividere una regione più grande in una più piccola ,per cui bastavano piccoli cambiamenti a quel provvedimento costituzionale per creare unità amministrative simili ai dipartimenti .

    February 23, 2014

  • vito s.

    Cristian io sono perfettamente d'accordo con te. Anche a me piace molto, anzi moltissimo, il sistema Parlamento monocamerale e Comuni, senza null'altro nel mezzo! Ma questi non sono capaci neppure di togliere uno spillo, figuriamoci quanto ci metterebbero a capire che il sistema che hai citato è più che sufficiente ed efficiente. Ripeto: è il anche il mio sistema preferito. Ciao

    January 24, 2014

    • Dino C.

      Può essere d'aiuto sapere che ai 4 se nè aggiunto uno ieri." Considerando tutto,a noi conviene che i politici paghino per far politica". Se emerge questa volontà popolare, visto che non vogliono preoccuparsi di gestire bene le nostre risorse umane e materiali, conviene abbracciare nuove ottiche non ortodosse.

      January 25, 2014

    • Cristian D.

      Ciao Vito. quando hai detto che: "Ma questi non sono capaci neppure di togliere uno spillo". intendevi gli altri partiti? se è così ti do perfettamente ragione. Ma noi discutiamo quì per noi, per fare le cose il più giuste possibile per inserirle nel nostro programma

      January 28, 2014

  • Cristian D.

    Io propongo di tenere solo comuni e stato. Regioni e province o qualsiasi altra cosa intermedia non ha ragione d'esistere. Tutto può essere fatto a livello comunale e solo per le grandi opere può chiedere aiuto allo stato

    1 · January 24, 2014

  • Natale C.

    x Celeste. dato le frequenti sovrapposizioni di commenti ti pregherei, considerato che hai sviscerato la tua proposta, di fare tu, come Vito al link, le variazioni necessarie agli articoli, prospettando la tua proposta in discussioni, alla cartella n. 1. Affari Costituzionali,Presidenza del Consiglio,Interni, aprendo tu una discussione o apportando tra parentesi quadre su quella di Vito le tue variazioni. saltando tra i commenti e reply non si ha più un ordine tale da riconoscere la tua discussione e proposta in progress. ciao e grazie

    January 17, 2014

  • vito s.

    Per cortesia mettici anche l'altra parte che ho finito di scrivere e che manca, avendola completata pochi minuti fa. Grazie. Dobbiamo anche aggiungere un sunto. Ora lo scrivo.

    January 16, 2014

  • giancarlo c.

    caro natale, se fosse per me al parlamento italiano non lascerei nessuna legge da fare. è un parlamento che non rappresenta l'italia, che è stato nominato dall'alto tranne che per i nostri portavoce.ma la costituzione prevede che il parlamento fa le leggi. se il parlamento delega altro organo l'altro organo deve fare leggi con decreti che rispettano le linee guida della delega in termine tecnico si chiamano legge delega e i relativi decreti di attuazione D.P.R. non credo che ci siano controindicazioni che il parlamento deleghi un gruppo ristretto per proporre modifiche costituzionale, ma poi deve essere il parlamento ad approvare le conclusioni

    1 · January 17, 2014

    • Natale C.

      non hai capito Celeste: io mi riferivo al fatto che il parlamento fa leggi su se stesso, non demandatogli quindi dalla costituzione. per cui io ritenevo di dire e lo affermo che stante le cose come oggi, senza variare quei regolamenti per cui il parlamento e senato si autoregolano, la modifica che tu proponi risulterebbe dare ancor potere agli eletti e non ai cittadini. In sintesi, rimuovere leggi o regolamenti di autolegislazione di camera e senato. spero si capisca adesso

      January 17, 2014

  • Dino C.

    Non me ne vogliate, ho pubblicato questo link su axemblea democratica. Me ne assumo la responsabilità. Darò la spigazione a chi ne sentirà il bisogno.

    January 17, 2014

    • Natale C.

      e perchè mai, basta essere stati informati

      January 17, 2014

  • giancarlo c.

    faccio presente che se anche non riuscissimo a raggiungere lo scopo, che comunque questa sarebbe una palestra per misurare la nostra capacità come gruppo di crescere in consapevolezza politica ed amministrativa. questo è in sostanza quello che chiede il popolo italiano al nostro movimento: tirarli fuori dalla merda. purtroppo per tirare fuori uno dalla merda se non si un argano che lo aiuta a sollevarsi occorre usare le mani e sporcarsi

    1 · January 17, 2014

  • giancarlo c.

    mi sono limitato a proporre che una riforma così complessa e allo stesso tempo fondamentale per ristabilire ordine in italia sia presentata al parlamento italiano secondo le procedure vigenti cercando di convincere il parlamento tutto su la necessità del cambiamento. una proposta seria ,ben articolata discussa dalla base darebbe una enorme ritorno in termini di immagini per il movimento e potrebbe indurre gli italiani che una democrazia seria sia possibile instaurarla anche in italia. poiché la proposta e seria e di difficile realizzazione, propongo che chi non sia all'altezza si astenga ad inserire proprie visioni o manifesti scetticismo sulla possibilità di raggiungere lo scopo.

    1 · January 17, 2014

  • Natale C.

    vedete riallacciandomi all'altro meetup sulle regioni autonome da dismettere, oggi ho riflettuto su una cosa, dopo che l'ennesimo aumento salariale dei politici siciliani si è consumato senza che i cittadini potessero farci nulla. ecco perchè dico a Celeste che dare potere oggi la parlamento mè un suicidio: ci voglio regole nuove che SOLO I CITTADINI possono valuatre ed approvare, prima che il parlamento operi. altrimenti saremmo in un vicolo cieco. e riflettevo, senza che gli amici siciliani me ne vogliano,: in sicilia è possibile anche non approvare leggi dello stato, quindi uno stato nello stato, ma che vive dei soldi(ultimi 1500 ML legge stabilità o erano 500!) degli altri italiani che non possono però profferire parola sulle loro decisioni; poi ci sono altri siciliani e molti sono al governo con cariche importanti e tanti altri deputati e senatori(per non parlare di quelli nei CDA ed altri Enti e sono moltissimi), che decidono per il bene delle altre 20 regioni: è non è un assurdo

    1 · January 16, 2014

    • vito s.

      Cassando le regioni speciali e attribuendo al parlamento il potere di decidere numero dei consiglieri e loro emolumenti, ( come ho scritto nel nuovo 122 ) il problema non sussiste +. A questo punto c'è solo da controllare il parlamento affinchè non alteri i numeri che concorderemo. Tieni presente che il vecchio 122 ( del 1948) già aveva detto che il numero dei parlamenteri lo doveva decidere lo Stato, tanto è vero che il parlamento fu COSTRETTO a scrivere la legge 17 febbraio 1968, n. 108, tramite la quale determinò il numero dei consiglieri, ma , ahimè in numero abnorme. Ora vatti a leggere l'ultima versione del 122 e ti accorgerai che hanno fatto casino anche lì. Mettendo entrambe le paroline magiche numero e compensi si ridimensiona di molto il problema. I Costituenti non avevano scritto la parola compensi o, per dimenticanza o perchè non pòotevano immaginare che si potesse essere così ladri

      1 · January 16, 2014

    • vito s.

      errata corrige Tieni presente che il vecchio 122 ( del 1948) già aveva detto che il numero dei CONSIGLIERI REGIONALI lo doveva decidere lo Stato, tanto è vero che il parlamento fu COSTRETTO a scrivere la legge 17 febbraio 1968, n. 108,...ecc. ecc

      1 · January 16, 2014

  • vito s.

    E' evidente che mi sono dimenticato di scrivere al 114 che la capitale della Repubblica è Roma.

    January 16, 2014

  • vito s.

    Sunto: 1) vengono abolite le regioni a statuto speciale 2) vengono definiti gli emolumenti ed il numero dei consiglieri regionali portandoli all'osso art. 122( meno ce ne sono meglio è!) 3) Le regioni perdono la potestà legislativa e viene sostituita con la potestà regolamentare. 4) Le regioni possono regolamentare solo le materie che i nostri padri costituenti avevano previsto ed ho cancellato tutto quel casino che avevano scritto nel 117 nel 2001, che di fatto deresponsabilizza tutti. Ci sarà da decidere se lasciare la sanità all'interno del 117 o cassarla 5) le province non ci sono +! Pregi: cospicuo risparmio di soldi, semplifiazione dell'architettura istituzionale e conservazione delle strutture esistenti. Semplicità di comunicazione del messaggio all'opinione pubblica. Un duro colpo alla casta. Ulteriori vantaggi : abbiamo un testo su cui discutere

    1 · January 16, 2014

  • Natale C.

    Per tutti ho messo in discussioni la bozza di Vito al linkhttp://www.meetup.com/Parlamento-5-Stelle/messages/boards/thread/41087072/, possiamo discuterla anche li.

    January 16, 2014

  • vito s.

    Ho buttato giù una bozza ,che ci puo' servire come bozza. Poichè è troppo lunga l'ho riportata sul meet up di Colle val d'Elsa.
    http://www.meetup.com/Movimento-5-Stelle-Colle-di-Val-dElsa/messages/boards/thread/41083142/

    January 16, 2014

  • vito s.

    Vorrei scrivere la bozza qui su questo sito, aprendo una discussione. Dove siamo ora non è possibile lavorare perchè c'è un limita max di caratteri che si poszsono scrivere. Il problema va spostato nel repaerto discussioni dove è possibile scrivere molto.

    January 16, 2014

  • Natale C.

    X GIANCARLO: ho cercato di capire in ultima analisi la tua proposta e l'ho scritta sopra. vedi se va bene o la cambio

    January 15, 2014

    • giancarlo c.

      se ci sono altri articoli della costituzione che fanno riferimento a regioni comuni, o provincie vanno aboliti nel testo costituzionale.

      January 16, 2014

    • vito s.

      Io cercherei di definire la maggior parte dei punti essenziali, direttamente nella riforma del titolo V della costituzione di cui qui stiamo parlando. Se lasci a loro la potestà di legiferare, senza aver definito i punti cardine, non faranno altro che peggiorare le cose, così come hanno fatto nel 2001. Confrontate il 117 del 1948 e l'attuale 117 e vi renderete conto in che mani siamo.

      January 16, 2014

  • vito s.

    Ai comuni , si attribuiscono le funzioni amministrative, alle regioni si dà la potestà regolamentare negli ambiti tematici del vecchio 117. ( unico tema su cui bisogna decidere è l'assistenza sanitaria e ospedaliera ..se contemplarla oppure no). In questo modo ognuno ha le proprie competenze. Lo stato fa le leggi, le regioni i regolamenti regionali sulle tematiche del vecchio 117 che, in virtù del fatto che sono fonti del diritto di rango inferiore alle leggi, devono sottostare alla legislazione nazionale; ai comuni è attribuita la funzione amministrativa, che tradotto, vuol dire che amministrano il territorio secondo le leggi di stato e i regolamenti regionali. Le Province vengono cassate. Il tutto diventa abbastanza semplificato e , pare, non ci siano sovrapposizioni di funzioni. E' evidente che in questa riforma bisogna definire , in costituzione, il compenso dei consiglieri regionali che deve essere non superiore a 5 volte il trattamento minimo pensionistico ed il loro numero

    January 16, 2014

  • vito s.

    Per risolvere i problemi è indispensabile leggere gli articoli successivi al 114. In un quadro unitario, si potrebbero trovare soluzioni diverse da quelle prospettate, con piccoli cambiamenti, che però garantiscano risparmi nei costi della politica ed eliminazioni di doppie o triple funzioni che deresponsabilizzano e creano caos normativi. Tanto per dirne una, si potrebbe cassare la potestà legislativa delle Regioni, trasformandola in potestà regolamentare, che, dal punto di vista giuridico è un concetto ( i + esperti in ambito giuridico potranno spiegarlo meglio) diverso, in quanto essi regolamenti devono sottostare alle leggi che vigono su tutto il territorio nazionale. In questo caso, si possono cassare le province, lasciare l.e Regioni. E' evidente che bisogna i campi entro i quali questa potestà regolamentare deve potersi esercitare. Per definirli non dobbiamo fare altro che riportare in vita il 117 così come era stato scritto nel 1948 e che ora. Vi invito a leggerlo

    January 16, 2014

  • Natale C.

    In effetti rileggendo bene la costituzione dovremmo intervenire sino all'art. [masked],129 e 130 abrogati) per poter meglio svolgere tutte le analisi che giustamente stiamo facendo: è infatti che negli articoli seguenti che disciplinano le competenze e le specificità di regioni etc..

    January 15, 2014

  • giancarlo c.

    la proposta di legge che stiamo discutendo adesso è stabilire l'ente territoriale al di sopra del municipio, questo ente sostituirà completamente la attuale provincia e le attuali regioni.
    poiché l'art 114 della costituzione nomina comuni, provincie,regioni etc.. bisogna in primis provvedere a modificare l'art 114 ed io ho proposto di inserire la seguente dizione
    1 )la capitale della repubblica è Roma
    2) l'assetto periferico ed amministrativo dello stato è defenito dal parlamento.

    January 15, 2014

    • Natale C.

      secondo me è sbagliato, come risultano all'oggi i poteri, dare al Parlamento, se non viene esso stesso riformato, la definizione di cui tu parli. ricorda che noi stiamo in questo stato proprio perchè si sono fatti leggi ad hoc, che impediscono di partecipare qualunque cosa. Il P decide su stesso non i cittadini, vorremmo forse far rimanere questo grande equivoco

      January 15, 2014

  • Augusto

    Scontando la modifica della costituzione, mi sembra un ottima idea in tema di semplificazione e ottimizzazione delle risorse e costituirebbe un vero e radicale tentativo di cambiamento.
    Al fine di facilitare il passaggio nel periodo di transizione si potrebbero utilizzare le sedi regionali per i dipartimenti e, per le restanti aree, le sedi provinciali più opportune, geograficamente parlando.
    Concordo nell'abolizione di tutte la comunità montane,parchi etc. trasferendo le competenze ai comuni territorialmente competenti,andrebbe contemporaneamente rivisto il testo unico degli enti locali e tutte le norme sulla gestione del demanio introducendo una norma unica a livello nazionale. La proposta dovrebbe essere sottoposta a referendum, per l'abolizione delle province e regioni a favore dei dipartimenti territoriali.

    January 15, 2014

  • tarcisio b.

    C'è da fare una distinzione netta tra divisione POLITICA e SOCIO-ECONOMICA dell'Italia.
    Quest'ultima serve alla pianificazione territoriale ed economica ed ha a che fare con
    * le risorse
    * topografia e clima
    * redditività della terra
    * potenzialità economiche
    Ho visto che sono state messe assieme delle città di Montagna con città di Pianura.
    Studio la cosa e vediamo di dare una qualche indicazione... ma sembra una proposta nella direzione giusta.
    thanks

    January 15, 2014

    • Natale C.

      ti aspettiamo Tracisio, al momento scrivo quelle che si sono più caldamente avvalorate, poi si aggiungono altre o variazioni

      January 15, 2014

  • Natale C.

    X VITO: una tua proposta definitiva in modo che possa inserirla(tante opzioni=tanta indeterminatezza che può creare confusioni); oppure riformulamele in modo che le possa scrivere chiaramente

    January 15, 2014

  • Franco B.

    con quale criterio sono stati individuati i dipartimenti? dovrebbero avere una certa omogeneita', almeno di dialetto, abitudini, caratteristiche del terreno, ecc. altrimenti si rischia di creare dei prblemi, piu' che risolverli: per esempio vedo che il distretto di Parma-Piacenza-Cremona e' a cavallo del Po. i dialetti di queste tre province sono parecchio diversi, ma anche le abitudini alimentari, le infrastrutture, ecc.

    January 15, 2014

    • giancarlo c.

      i dipartimenti sono stati selezionati o se vuoi creati dalla società geografica italiana e sono pubblicati. .si chiede di collaborare o altrimenti non intervenire

      January 15, 2014

  • giancarlo c.

    con apposita legge delega procederemo per delineare i municipi. apriremo uno spazio per ciò. e altrettanto faremo se riusciremo a trovare un punto d'incontro per il trasferimento di una serie enorme di competenze dall'ambito statale a quello periferico, eliminando le strutture doppione rendendo al contempo la attuale amministrazione statale periferica che dipende gerarchicamente dai ministeri , dipendente direttamente dai dipartimenti ed in qualche caso direttamente dai municipi

    January 15, 2014

  • giancarlo c.

    il molise sarà un solo dipartimento. la campania verrà divisa in due dipartimenti. chi conosce la geografia non puo notare come la suddivisione fatta dalla società geografica sia un ottimo punto di partenza per modificare in modo ottimale la struttura amministrativa periferica italiana.

    January 15, 2014

  • giancarlo c.

    esaurito l'aspetto pratico giuridico vorrei dire che nella legge delega chiameremo le nuove strutture dipartimenti onde non creare confusione con le strutture attuali. i dipartimenti possono coincidere con una area metropolitana o con una intera regione.
    per delineare i dipartimenti siamo partiti da una suddivisione dell'italia fatta da soggetto esterno al movimento e che è pubblicata qui. si può notare ad esempio che il lazio è stato diviso in due . le provincie di frosinone e latina costituiscono un dipartimento le rimanenti provincie costituiscono un altro dipartimento, se si accetta la proposta di considerare dipartimento l'area costituente l'attuale area metropolitana corrispondente alla superfice della provincia di Roma, allora l'area metropolitana avrà la struttura di dipartimento. per cui alla fine del procedimento il lazio da cinque province risulterà composto da tre dipartimenti

    January 15, 2014

  • giancarlo c.

    poiché mi sembra molto semplice partire dall'art 114 della costituzione ritengo che si debba partire da li approvando la modifica dell'articolo in questione e poi concentriamoci sul lavoro della legge delega

    January 15, 2014

  • giancarlo c.

    vediamo di stabilire i primi limiti:
    a le nuove strutture non sono aggiuntive di quelle presenti.
    b quali strutture vanno abolite
    c) un periodo di transizione durante il quale le competenze saranno direttamente trasferite e le modalità di gestione in questo periodo da chi verranno gestite ( al riguardo occorre sottolineare che le nuove strutture avranno carattere democratico- elezioni e sistema elettorale ).
    ho illustrato soltanto alcuni dei caratteri che deve avere una legge delega. una volta che il progetto è preparato, votato da questo meetup e dal movimento fuori da qui esso diventerà un progetto che verrà presentato alle altre forze politiche e discusso in parlamento .se ci sarà una maggioranza diverra una legge delega e dopo un certo periodo verranno emanati i dlg di attuazione. tutto come previsto dalla costituzione

    January 15, 2014

  • giancarlo c.

    poiché la definizione dell'assetto amministrativo è competenza del parlamento ho individuato tra gli strumenti legislativi una legge delega, che sempre in passato è stata utilizzata per le grandi riforme . quando si forma una proposta di legge delega occorre definire i limiti entro il quale il delegato ( di solito il governo ) deve legiferare.

    January 15, 2014

  • giancarlo c.

    ribadiamo il concetto e gli scopi di questa proposta di legge.
    1° semplificazione amministrativa, eliminando una numero notevole di struttura periferiche.
    2° concentrare le competenze nelle strutture territoriali prescelte.
    per fare ciò abbiamo fatto tabula rasa del pregresso ed immaginato di rifare l'italia ex novo
    abbiamo pertanto immaginato due livelli di periferia
    a) uno immediatamente a contatto con la popolazione
    che io ho chiamato per definirlo il municipio
    b) un altro a carattere territoriale composto da diversi municipi
    c) una volta individuati i contenitori vi mettiamo dentro i contenuti

    January 15, 2014

  • Roberto Alessandro E.

    Le città metropolitane, data la loro dimensione e struttura rendono superflue le relative provincie.

    January 14, 2014

    • vito s.

      Non sarebbe male contemplare solo i comuni e le aree metroplitane e cassare regioni e province. Sarebbe anche in linea con il nostro prograzmma che prevede l'eliminazione delle regioni.

      January 15, 2014

    • vito s.

      errata corrige: Sarebbe anche in linea con il nostro programma che prevede l'eliminazione delle province

      January 15, 2014

  • vito s.

    Le città metropolitane non erano in Costituzione. Le hanno aggiunte e , sinceramente non ne capisco la funzione e/o utilità. Stato unico detentore del potere legislativo , comune e provincia quali organi di gestione amministrativa , possibilità per i comuni di costituirsi in consorzi per realizzare particolari servizi ai cittadini., come dice D'Angelo Salvatore è sufficiente. Non metterei altro.

    January 14, 2014

    • giancarlo c.

      caro vito siliberti, al tempo della unificazione di Roma con l'italia, la citta aveva[masked] abitanti oggi con l'interland ( la cintura dei comuni che gravano sull'agglomerato centrale si raggiungono 5 milioni di persone.) è tutta un'altra dimensione la citta metropolitana e come Roma anche Milano ,la possiamo considerare tale. devono essere gestite dal punto di vista territoriale come un unicum. questo non per essere alla modo ,ma per far seguire ad una diversa struttura dimensionale un modo nuovo di gestirla. allo stesso tempo esistevano comuni, che con il tempo sono diventati disabitati o quasi; come si può pensare di dare ilo nome di comune ad una cosa che ha perso tutto sul piano sostanziale ,ma che conserva solo il nome e le funzioni

      January 15, 2014

  • Natale C.

    Chiedo scusa a tutti. Mi ero preso l'onere di implementare con le vs proposte. Purtroppo ho difficoltà con il PC e spero domani di farlo. Se nel frattempo qualcuno vuol provarci può postare le varie opzioni qui e poi si inseriscono.

    January 14, 2014

  • giancarlo c.

    chiedo un primo giro di pareri prima di procedere nel lavoro

    January 14, 2014

  • giancarlo c.

    in sostanza potremmo procedere a tre proposte concettualmente separate , ma unite nello scopo di facilitare l'amministrazione, e ridurre gli sprechi

    1 · January 14, 2014

  • giancarlo c.

    comunque mi sembra corretto procedere con una legge costituzionale e contemporaneamente con una proposta di legge delega contenente i principi fondamentali.

    January 14, 2014

  • giancarlo c.

    per comodità di studio dividiamo questa proposta di legge e apriamo un'altra discussione sull'accorpamento dei comuni troppo piccoli. attualmente in Germania i comuni devono avere una grandezza di almeno 8.000 persone. ma ritengo che discutere di questo altro problema su questa proposta di legge non sia produttivo. più le scelte sono semplici più è facile prendere una decisione.

    January 14, 2014

  • giancarlo c.

    si potrebbe optare anche per una totale soppressione dell'art 114 . dicendo che la suddivisone amministrativa della nazione è demandata alla legislazione ordinaria, pertanto l'art 114 potrebbe portare questa dicitura oltre alla indicazione di Roma come capitale d'italia

    January 14, 2014

  • giancarlo c.

    la discussione sta entrando nel vivo e sono contento di ciò. si sono formati due schieramenti . uno schieramento non vuole che si eliminano i comuni e propone eventualmente consorzi. l'altro schieramento sembra decidere per la eliminazione o delle provincie o delle regioni. qui la proposta originaria è più articolata. le regioni sembrano troppo grosse e le provincie sembrano tante e troppo piccole. se si procede ad eliminare un livello forse 36 unità ( poi decideremo come chiamarle sono poche. io onde non annullare tutto il lavoro svolto da precedenti legislatori, metterei anche le aree metropolitane di Roma,riducendo il lazio alla provincia di viterbo e rieti e metterei anche l'area metropolitana di milano. in totale arriveremmo a 38 unità complessive e risolveremo anche il problema della capitale, che sarebbe una area metropolitana ,che per non cambiare troppo lascerei di questa grandezza pertanto l'art 114 andrebbe modificato con l'aggiunta di due arre metropolitane

    1 · January 14, 2014

  • Salvatore D.

    Assolutamente da non togliere dal primo comma l'indicazione dei Comuni, questo è l'ente più vicino ai cittadini ed è quello che a mio avviso andrebbe più potenziato nelle facoltà decisionali e impositive. D'accordo sul resto, i distretti che si chiamino regioni, province, cantoni o macroaree devono sottostare tutti allo stesso ordinamento senza i famigerati statuti speciali. Ope legis si allarghi il principio, oltre che per i comuni, anche per i distretti, che predispone il commissariamento per infiltrazioni mafiose e per dissesto economico (si stabiliscano degli indici oltre i quali scatta tale procedura automaticamente).
    Gli altri enti vanno tutti aboliti, fermo restando la possibilità per i comuni di costituirsi in consorzi per realizzare particolari servizi ai cittadini. In tal caso, gli amministratori devono essere esclusivamente i sindaci o consiglieri comunali da loro delegato in sostituzione. Sono assolutamente proibiti amministratori esterni e società esternalizzate.

    1 · January 14, 2014

  • vito s.

    Per chi non se ne fosse accorto dico che quel 114 che ho scritto toglie di mezzo, oltre che le Regioni, anche Roma capitale e le città metropolitane.

    January 14, 2014

  • vito s.

    Scusate! Aggiungo anche il 2 bis:
    2 bis: ce ne freghiamo sia dello studio della So. Geo. che della riduzione del numero delle province e lasciamo le province così come sono.

    Primo punto di partenza per decidere è scedgliere una delle 4 ( al momento) opzioni. Solo dopo si potrà stendere l'articolo 114.

    January 14, 2014

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