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Discussione sul Lavoro: come si crea veramente occupazione

  • Jun 30, 2014 · 7:00 PM

Da sempre, in bocca a politici, sindacalisti e opinionisti c'è la parola "lavoro", "il problema del lavoro" "creare lavoro".

La discussione si ferma però sempre qui, dato che quasi nessuno spiega mai nel merito qual'è la sua soluzione per "creare lavoro".

Partiamo quindi dai fondamentali: il mercato del lavoro, come ogni mercato, ha una componente di domanda e una di offerta.

La componente di domanda sono le ore/lavoro che necessitano le imprese

La componente di offerta sono le ore/lavoro che offrono i lavoratori.

La problematica del mercato del lavoro italiano è relativamente semplice da spiegare: c'è più offerta che domanda. Ci sono più ore/lavoro offerte dai lavoratori, di quante ore/lavoro siano richieste dalle imprese.

Per riequilibrare questa bilancia si hanno quindi poche opzioni: si aumentano le ore/lavoro richieste o si diminuiscono le ore/lavoro offerte.

Come si procede nella pratica? Per aumentare le ore/lavoro richieste bisogna far crescere e prosperare le imprese. Facendo quindi una politica espansiva. Riducendo le tasse sulle imprese. Il costo dei lavoratori. La burocrazia e le problematiche che comportano le nuove assunzioni.

Mentre ora si sta facendo il contrario: le decine di migliaia di imprese che chiudono o delocalizzano sono tutte imprese che prima richiedevano ore/lavoro al mercato e che oggi non lo fanno più.

L'altra opizione consiste nell'agire sulle ore/lavoro offerte. Questo può essere fatto riducendo per legge le ore lavoro giornaliere che può svolgere ogni persona.

Se si riduce per legge l'orario lavorativo del 10% si crea potenzialmente un richiesta di ore/lavoro del 10%. Creando nuova occupazione.

Bisogna anche sapere che una riforma del genere favorirebbe i lavoratori facendo aumentare le retribuzioni e la forza contrattuale (se si riduce l'offerta di lavoro il prezzo cresce).

L'emigrazione degli italiani all'estero produce lo stesso effetto: fa ridurre l'offerta di ore/lavoro. Ma un'emigrazione di massa non è certo ciò a cui dovremo aspirare per riequilibrare il mercato del lavoro. Purtroppo è invece l'unica soluzione che ad oggi viene adottata in Italia: lasciare i suoi cittadini emigrare in altri paesi.

Ogni mercato tende sempre a riequilibrarsi in qualche modo, e il mercato del lavoro non è differente. Il modo in cui la politica in italia lo sta lasciando riequilibrare comporta però con la riduzione dei salari e l'emigrazione di massa.

Mentre noi vogliamo farlo riequilibrare con una espansione della domanda e una contrazione dell'offerta attuata riducendo le ore/lavoro giornaliere. 


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  • Mauro A.

    Funzioni del lavoro nell'Economia dei Consumi.
    Funzione doppia quella del lavoro: produce, con il remunero consuma il prodotto. La crisi lo mostra.
    Già, il lavoro, quell’esercizio che nella produzione viene sacrificato o/e sotto remunerato al costante miglioramento di una produttività aziendale già affetta da sovraccapacità o così generata. Lo stesso lavoro che, in questo modo conciato, manca di svolgere quella funzione propellente del consumo, limitando la produttività dell’esercizio di spesa, che smaltisce sovraccapacità.

    June 30, 2014

  • ARNALDO B.

    I sindacati sono i veri responsabili dello sfacelo che si è avuto nel mondo del lavoro. Dove erano quando l'Europa, e quindi l'Italia, ha deciso di aprirsi ai paesi di "origine preferenziale" facendo quindi importare prodotti a bassissimo costo di mano d'opera senza pagare dazio? Facendo così fallire le ns. aziende o permettergli di trasferirsi in questi paesi mettendo per strada i loro dipendenti? Perché non hanno mai promosso leggi affinché i dipendenti delle aziende che decidono di trasferirsi in questi paesi, potessero costituirsi in cooperative per rilevare le aziende stesse, in particolare quando queste sono attive e con commesse in corso? Queste e altre mille domande dovrebbero mettere alla luce le gravi responsabilità che hanno loro e i ns. politici.

    1 · June 21, 2014

    • ARNALDO B.

      Bisogna difendere il "made in Italy" costi quel che costi. Gli imprenditori che decidono di trasferirsi nei paesi a basso costo di MAO, vendessero i loro prodotti in quei paesi, ma non permettergli d'importarli in Europa senza pagare dazio.

      1 · June 21, 2014

    • A former member
      A former member

      Giustamente"MADE ITALY" se nasce in italia, quindi chi de-localizza deve fare un altro prodotto, altrimenti l'Italia lo penalizza imponendoli un sovrapprezzo. Ovvio si deve fare un accordo internazionale. Altro è se l'altro paese è una ns colonia....

      June 24, 2014

  • ARNALDO B.

    Per quanto riguarda il sindacato, sono del parere che bisogna iniziare dall'anno zero. Dobbiamo avere la capacità di cancellare tutte le forme sindacali fin qui conosciute e sostituirle con cittadini lavoratori eletti direttamente nelle aziende con compiti istituzionali di tutela e garanzia dei diritti dei lavoratori che rappresentano. Tutti i rappresentanti eletti potrebbero costituire il SENATO DEL LAVORO, sostituendo l’attuale Senato. L’incarico dovrebbe essere svolto senza compenso ma solo con un rimborso spese. La durata max dell’incarico dovrebbe essere una legislatura.
    Detti rappresentanti, del SENATO DEL LAVORO, dovrebbero avere il compito di studiare, proporre, presentare leggi per agevolare, tutelare e garantire lavoro a tutti i cittadini.

    1 · June 23, 2014

  • ARNALDO B.

    Dobbiamo domandarci: quali sono le esigenze che accomunano tutte le categorie di lavoratori/trici? Ovviamente quando parlo di lavoratori intendo riferirmi a TUTTI coloro che hanno un contratto di lavoro pubblico o privato a tempo indeterminato, escludendo tutto ciò che è definito "classe di lavoratori". Non menziono lavoratori a tempo determinato o precario perché non debbono più esistere. In Francia non appena s'iniziò a parlare di lavoro precario, i giovani e meno giovani francesi misero a ferro e fuoco Parigi. Noi metteremo a ferro e fuoco Roma. Prima di farlo tentiamo di andare al governo e riformiamo democraticamente il Paese e il lavoro.

    June 23, 2014

  • ARNALDO B.

    L'esigenza primaria che accomuna tutti i lavoratori/trici è: garantirsi un lavoro dignitoso che dia certezza del futuro per sé e la propria famiglia.
    Sembrano tutte banalità, ma sono alla base di un vivere civile.
    Vediamo come attuare queste semplici banalità:
    1. Emanare leggi che aiutano la costituzione di cooperative;
    2. Incentivare e finanziare le nuove imprese cooperative giovanili ad indirizzo innovativo;
    3. Consentire ai dipendenti di imprese che chiudono, per trasferirsi all’estero, di rilevare l’impresa stessa con incentivi e assistenza. Soprattutto se l’azienda è attiva e ha commesse in corso;

    June 23, 2014

  • ARNALDO B.

    4. Consentite, con aiuti finanziari, ai dipendenti di aziende che chiudono per cessata attività, (causa abbandono per max età dei titolari) di rilevare l’azienda stessa in forma cooperativa;
    5. Incentivare gli imprenditori che decidono di offrire una compartecipazione all’attività ai propri dipendenti;
    6. Ripristinare, con incentivi comunitari, l’apprendistato nelle botteghe artigiane;
    7. Chiudere tutte le municipalizzate pubbliche, sia di servizi che di trasporto, e trasformarle in cooperative produzione/lavoro, consentendo, nella fase di transazione, di inglobare anche tutti gli i lavoratori in essere;
    8. Sviluppare tutte le attività innovative riferite all’energie rinnovabili;
    Lascio al Meetup elencare altre forme d’iniziative per promuovere imprese&lavoro.

    1 · June 23, 2014

  • Salvatore Comenale P.

    La mia proposta in favore del lavoro è una modifica dell'IRPEG a pari gettito: progressività non rispetto al reddito d'impresa, ma rispetto al rapporto tra reddito e numero di lavoratori impoegati. Non tuttte le attività hanno la stessa densità di impiego di
    lavoratori e si propone che il fisco premi quelle ad alto tasso di impiego del fattore produttivo lavoro.

    1 · June 21, 2014

  • A former member
    A former member

    Il lavoro c'è chi lo crea e chi lo fa. Pertanto è l'imprenditore che lo crea e se questo ha idee, ma non soldi resta disoccupato e NON OCCUPA. Allora il problema è FINANZIARE LE INIZIATIVE (lo facevano le banche...) e potrebbero ANCORA FARLO avendo come GARANTE LO STATO. Ovvio il debito va pagato inizialmente dallo STATO, poi dopo es. due anni subentra l'imprenditore. Se non ce la fa l'azienda viene venduta per saldare il debito con la banca e così non deve perderci nessuno (solo quanto lo Stato ha pagato per due anni)

    June 20, 2014

  • Angelo V.

    In Italia ho una certezza che non sono ne i politici e tanto meno i sindacati a decidere su quali contratti tenere e quali eliminare , ma sono gli imprenditori a governare nell ambito del sistema lavoro.

    March 20, 2014

  • GIUSEPPE L.

    Contro la disoccupazione, la mia proposta è di trasformare il lavoro full time degli impiegati pubblici, a lavoro part time per tutti. I lavoratori nella P.A. sono circa 3 milioni, con le nuove assunzioni a part time si risolverebbe il problema della disoccupazione. Spero nei vostri interventi di integrazione a questa proposta.

    March 18, 2014

    • tarcisio b.

      Sulla questione part time, potrebbe essere corretto lavorare meno e lavorare tutti. Vi è un altro aspetto: abbiamo fatto il calcolo del reddito minimo per garantire le NECESSITA' BASILARI PER VIVERE PER TUTTI? Questo è il problema. Nella teoria economica PROUT e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani vi sono elencate i 5 fattori encessari: Alimenti, Vestiario, Abitazione, Cure mediche, Educazione. Dovremmo poter garantire a tutti questi MN. Anche abbassando il tetto massimo dei redditi e delle proprietà. Altrimenti che società è la nostra?

      1 · March 19, 2014

    • Angelo V.

      Fisse per me toglierei i contratti part-time visto che ci sono i livelli di quadro. Purtroppi sono proprio questi contratti che creano confusione e speculazione ai lavoratori .

      March 20, 2014

  • riccardo l.

    E' inutile lambiccarci il cervello per adattarci a un sistema socioeconomico congegnato per schiavizzarci e derubarci. Vedete su youtube: Auriti salario di cittadinanza, poi guardate thrive o zeitgeist.

    March 19, 2014

  • giancarlo c.

    le considerazioni di Tarcisio Bonotto mi inducono ad una riflessione: se ci sono 40 milioni di persone che cercano lavoro o sono in grado di lavorare ed il lavoro per tutti non c'è cosa si fa?
    se abbassa il lavoro per tutti per fare lavorare tutti e si abbassano gli stipendi o si mette tutti a lavorare 50 ore settimanali e produrre ricchezza.
    o una terza via che dice ognuno lavora quanto vuole ,ma stabiliamo un compenso minimo orario,stabiliamo che questo compenso sia diverso in ogni provincia e diciamo che viene abolita la progressività delle aliquote.
    se uno vuole lavorare 20 ore alla settimana e ricava 700 euro al mese è libero o no di farlo?
    si direbbero tutti,sta il fatto che i contratti collettivi ti mettono i paletti.
    se io con 700 al mese campo a Canicatti con mille euro al mese campo ad Gubbio me ne servono 1.000, a Roma o MIlano me ne servono almeno 1.300
    perchè allora il compenso orario deve essere uguale in tutta italia?

    March 19, 2014

  • tarcisio b.

    Ragazzi/e, oggi le azende chiudono e c'è da chiedersi il perchè. La nostra economia è colonizzata da una miriade di proprietari esteri che esportano, con le regole WTO, il 100% degli utili, mentre prima erano obbligati a investirne il 60% in Italia.

    Dovremmo diventare autosufficienti, buttare fuori dal mercato tutti i prodotti che non sono prodotti localmente, così da dare lavoro e reddito a tutti.

    Le altre misure sono dei ripiegamenti sullo status quo, fatto a misura di multinazionali e grosse banche.
    Guardate alla Grecia, per poter entrare in Europa, ha dovuto mettere in ordine i bilanci. Per farlo ha chiesto aiuto alla Goldman Sachs, che ha rifilato 53 miliardi di Derivati, di titoli tossici, sui quali poi è scoppiata. Ma l'ha fatto per entrare in Europa! Ci sono meccanismi assurdi disegnati per lo sviluppo o dello sviluppo non interessa niente a nessuno?

    March 19, 2014

  • A former member
    A former member

    A me piacerebbe che dedicassimo una serata all'argomento.
    Da parta mia avrei molte proposte, che partono però da una analisi delle cause per cui oggi non si trova lavoro in Italia mentre, ad esempio, è facilissimo trovarlo in altri paesi come la Norvegia, la Svizzera o la Germania.

    Potremmo fare lunedì prossimo, alla sera, via skype o simili?

    March 18, 2014

  • Angelo V.

    Per portare la dissocipazione al 3% ad esempio credo che la via di uscita é quella che sia lo stesso lavoratore a versare i contributi . L effetto é direttamente proporzionale per due fattori il primo che i lavoratori sono di gran numero maggiore rispetto alle aziende per quanto riguarda le somme che il lavoratore versa all inps

    1 · March 17, 2014

    • Aurelio C.

      Bravo Salvatore La pensione deve essere assolutamente erogata a fronte di contributi , questo deve essere un principio uguale per tutti, quindi basta pensioni d'oro alla casta (Senatori, deputati,presidenti e consigleri regionali, dirigenti di PA ecc.) non si possono erogare €3.000 mensili a fronte di €900 (novecento) totali di contributi versati, questo è successo in regione Lombardia e quanti altri casi così non sono conosciuti?

      March 18, 2014

    • Aurelio C.

      Inoltre l' INPS deve essere il solo ente erogatore perle pensioni e non un calderone dove attingere o convogliare situazioni negative, vedi INPDAP e CIG.

      March 18, 2014

  • giancarlo c.

    rimando alla discussione sul contributo unificato che ho postato su questo meetup dove certi argomenti sono trattati in modo più approfondito

    March 18, 2014

  • giancarlo c.

    la situazione adesso è difficile è occorre semplificare, contratti liberi con minimi stabiliti dallo stato sono necessari per far incontrare la poco domanda di lavoro da parte delle imprese con la tanta offerta di lavoro. poi bisogna intervenire per aumentare la offerta di prodotti nazionalizzando le aziende che voglio traferire all'estero la produzione. si hanno gli stabilimenti, i lavoratori,che li possono far funzionare .serve solo un imprenditore. l'imprenditore potrebbe essere una cooperativa e forse gli stipendi più bassi. ma non si fa , si preferisce stare a casa a lavorare al nero ,ma prendersi la cassa integrazione .piuttosto che lavorare per produrre. qui gli italiani si sono dimenticati, che loro nell'azienda sono i primi collaboratori e non sono lavoratori dipendenti ( e che quindi se ne fregano della produzione,che non è cosa dei padroni, come dicono gli estremisti)

    March 18, 2014

  • giancarlo c.

    anche quando si riceve l'assegno di maternità i contributi non si pagano ,ma la pensione si paga anche senza aver versato i contributi. se mancano i soldi che si sarebbero dovuti accumulare nei fondi pensione, poi per pagare le pensioni occorre dare all'inps i soldi per pagare le pensioni e si girano le imposte irpef all'inps ( vedere gestione gias). ridurre le imposte si può se si mettono i freni agli istituti demagogici altrimenti dobbiamo pagare le tasse e le tasse non solo comprimono la domanda di prodotti, ma impediscono che le aziende facciano richiesta di assunzioni.
    se noi continuiamo a pagare le casse integrazioni a chi ha il posto assicurato perchè ha un contratto a tempo indeterminato,chi non lo ha così ne paga le conseguenze con stipendi più bassi poiche le aziende sono costrette per pagare le imposte e per la poca domanda ad assumere a costi più bassi, se il governo interviene come la Fornero con leggi più rigide allora si torna disoccupati o ci si resta

    March 18, 2014

  • giancarlo c.

    ma le aziende vanno all'estero perché non c'è domanda da parte dei consumatori o se c'è questa domanda viene soddisfatta da aziende straniere?
    poi parilamo di offerta di lavoro e domanda di lavoro, chi domanda lavoro lo fa se c'è domanda di prodotti. allora l'imprenditore che domanda lavoro fa la sua offerta di prodotti. qui entra in gioco ,il costo del lavoro, il cuneo fiscale, le spese burocratiche, le tasse ed i balzelli che colpiscono le aziende.
    ma senza questi balzelli e oneri impropri le aziende darebbero lavoro, sicuramente di si ,ma di poco, e se riducessimo il carico fiscale? sicuramente di si ,ma ancora di poco. ma qui il cuneo fiscale non può diminuire se vengono eliminati i contributi sulle pensioni come si fa quando c'è la fiscalizzazione degli oneri sociali: è facile dire non pago i contributi e ti li attribuisco in modo figurato. i contributi non sono versati, ma poi le pensioni te le pagano come se li avesi versati( cassa integrazione straordinaria e ordinaria)

    March 18, 2014

  • riccardo l.

    Riduzione orario di lavoro a parità di salario e a risparmio per le imprese. i soldi escono da: ammortizzatori sociale che diventano anacronistici, inversione priorità di spese, cuneo fiscale, audit del debito, moneta parallela emessa da cassa depositi e prestiti o bancad'italia ristatalizzati.

    March 18, 2014

  • luigi e.

    salve amici, da Consulente del lavoro, vi dico che le aziende al momento non badato tanto ad assumere, quanto ad evitare la riduzione di personale già assunto. partirei da subito con la drastica riduzione del costo del lavoro. in secondo luogo la riduzione della burocrazia sul lavoro con eliminazione dei costi per gli enti inutili, rifugio di trombati politici e parenti ed affini di uomini di partito. sto parlando di enti quali (cassa edile, enti bilaterali e fondi di previdenza integrativa). riduzione dei ccnl (contratti collettivi nazionali di lavoro): esistono oltre 200 contratti in italia. dal commercio a budella e trippa, penne e matite, fiori freschi. tutto questo per alimentare le innumerevoli sigle sindacali che si bruciano circa[masked] di euro l'anno (un miliardo). l'ultima di renzi libera dai limiti il tempo determinato. sapete cosa significa amici: provate ad andare in banca a chiedere un mutuo con una busta paga col tempo determinato: vi rideranno in faccia. ciao

    March 18, 2014

    • Angelo V.

      Adesso non é periodo di mutuo neanche per quelli indeterminati

      1 · March 18, 2014

  • Matteo S.

    Secondo me,per creare lavoro in Italia,il primo ad intervenire dovrebbe essere lo stato che oltre a garantire meglio certi diritti,dovrebbe attivamente intervenire in economia,facendo investimenti in comparti strategici come ricerca e sviluppo(sopratutto di tecnologie energetiche)recupero dissesto idrogeografico,cultura e arte,infrastrutture per le telecomunicazioni(fibra ottica da stendere su una buona parte del territorio nazionale),manutenzione e valorizzazione del patrimonio naturalistico nazionale.Sicuramente poi è necessario diminuire l orario di lavoro garantendo così una ripartizione degli impieghi più equa ed inclusiva.Non credo che solamente diminuendo le tasse sulle imprese le stesse rinizino ad assumere,non devo far costare meno un dipendente ad un imprenditore ma devo renderglielo necessario per l espansione del suo giro di affari.Con questo non voglio dire che la pressione fiscale sia sostenibile,va sicuramente ridotta,ma non è sufficente per rimettere in moto l economia.

    March 11, 2014

    • Angelo V.

      Matteo la morale e questa : il lavoratore deve essere un collaboratore più che un dipendente . Cioè l azienda deve assumerlo non per necessità del dipendente come sta' succedendo in questo periodo ma deve assumerlo per necessità proprie aziendali.

      March 17, 2014

  • giancarlo c.

    l'idea di Angelo Vernice è la mia, infatti il lavoratore deve versarsi da solo i contributi. per fare questo occorre:
    1°) fare in modo che il costo del lavoro corrisponda allo stipendio lordo.
    2°) obbligare la compilazione della busta paga che oltre a determinare lo stipendio come si fa adesso esponga il costo effettivo che qualsiasi buon programma di busta paga è in grado di fare.
    in questo costo del lavoro appariranno, i contributi a carico della azienda, i rate maturati sul T.F.R. i ratei delle mensilità aggiuntive e i ratei delle ferie maturate.
    a questo punto di divide il tutto per le giornate contrattuali e le corrispondenti ore e si ha il costo del lavoro per ora.

    3 · March 17, 2014

    • Angelo V.

      Dobbiamo calcolare anche il rovescio della medaglia. Il primo che avremo, senza discriminazione , più immigrati assunti, e per secondo i lavoratori non devono avere nessun rapporto con gli stessi commercialisti aziendali. Cioè un rapporto diretto tra lavoratore e inps.

      March 17, 2014

  • tarcisio b.

    1.
    Ridurre le ore di lavoro e aumentare l'offerta è certamente un buon auspicio.
    Problemi: Le aziende scappano,[masked] aziende hanno delocalizzato. Mancano all'appello 400 miliardi di euro di entrate fiscali. hanno chiuso nel 2013, solo[masked] imprese.
    Qui c'è qualche cosa di sbagliato nelle regole del mercato internazionale. La Globalizzazione Economica è responsabile di questo. Sono 3 i trattati del WTO, scritti in ben[masked] pagine, non dai governi ma da 400 multinazionali e loro scribani. Piero Fassino li ha firmati per l'Italia, senza leggerne una riga, lo stesso dicasi per Prodi, ex Commissari UE.

    In queste circostanze è impossibile rimettere in piedi l'Italia, che stava meglio prima dell'euro e dell'avvento della Globalizzazione. Ma è necessario cambiare strada rispetto alla globalizzazione e questo euro.

    2 · March 17, 2014

    • Angelo V.

      Tarcisio credo che tutto questo é una conseguenza della speculazione che hanno fatto sull euro anche se tuttora continua il far west.

      March 17, 2014

  • filomena73

    Grazie Angelo.

    1 · March 17, 2014

  • filomena73

    Semplicemente x cominciare io propongo: per chi assume, sgravio fiscale graduale per almeno 3 anni, riduzione drastica degli stipendi d'oro a cominciare dal presidente della repubblica, PA, enti locali, partecipate e municipalizzate, riduzione Iva max 10%, riduzione Irpef unito all'abolizione delle Regioni a Statuto speciale e i molteplici sprechi esistenti ovunque. In tal senso si creerebbe + occupazione, i consuni si rimettono in moto e di conseguenza l'economia inizierebbe a girare.

    1 · March 13, 2014

    • Dino C.

      Nel lavorare (tra privati) è implicito il concetto di produttività. Unico modo per dare senso al peso delle azioni o cose prodotte. E' quando si parla di azioni Statali che il concetto diventa elastico. Coloro che hanno assimilato,ora, il concetto di sudditi prima erano quelli che sconsolati affermavano "tanto paga pantalone". L'affermazione del responsabile della qualità in Alfa Romeo " La vera qualità esisteva quando c'era il cottimo. Si guadagnava di più ma si era responsabili dei pezzi prodotti fuori tolleranza, venivano trattenuti in busta paga. Quella era responsabilità indotta, ha fatto grande l'Italia. Ora con tutta la tecnologia a disposizione stiamo andando a ramengo. In compenso abbiamo tanto tempo per riflettere.

      March 17, 2014

    • Angelo V.

      Signori qua nonbsi tratta solo di produzione ma c e da pensare anche al terziario e ai servizi che solo gli ultimi in stagione estiva coinvolge più di 2 milioni di lavoratori

      March 17, 2014

  • tarcisio b.

    2. Proposta:
    Ogni paese deve diventare autosufficiente nella produzione di beni e prodotti relativi alle necessità basilari (importiamo frutta e verdura dalla Cina!), latte da Germania e Francia!.
    Quote produttive europee da abolire. Ogni paese deve produrre tutto ciò di cui ha bisogno.

    Ci si deve togliere dai trattati di Globalizzazione e dal FMI, che ha obbligato tutti gli stati a privatizzare a favore delle Multinazionali...

    Dobbiamo creare un nucleo di paesi che adottino politiche di autosufficienza locale e reciproco aiuto per ciò che ciascuno non può produrre. Una progressiva unione tra paesi, per lo sviluppo dell'economia e della società, non delle Multinazionali e Banche.

    2 · March 17, 2014

  • giancarlo c.

    http://www.meetup.com/Parlamento-5-Stelle/messages/boards/thread/42166542
    in questo link è postata la proposta di contributo unificato che è in linea ed in coerenza con quanto detto sotto.

    March 17, 2014

  • giancarlo c.

    i contratti sono occasionali quando il numero delle ore lavoro in un mese nel periodo di lavoro è inferiore a 100 ore mese ed il periodo di lavoro supera i sei mesi. o quando il lavoro ,pur superando le cento ore mensili è stipulato per non oltre sei mesi.
    se un lavoratore ha raggiunto i sei mesi di contratto ha diritto ad un ulteriore contratto di altri sei mesi. al termine del quale se 'intende continuare con il rapporto il nuovo contratto deve avere una durata di altri 12 mesi e al termine del quale il contratto può essere prolungato di altri 2 anni. al termine del quale il contratto si proroga per altri 3 anni.
    6+6+12+24++36 = 84 mesi.
    non si ha più cassa integrazione ,ma se il contratto cessa prima della scadenza per licenziamento il datore di lavoro deve pagare una indennità di cessazione anticipata di contratto. che è pari al 25% delle previste ore di lavoro fino alle scadenze dei contratti.

    March 17, 2014

  • giancarlo c.

    una volta determinato il costo del lavoro orario, lo stato scrive un contratto standard nazionale ove è specificato il costo orario le ferie alle quali a diritto il lavoratore che non obbligo di farle ,ma è un suo diritto effettuarle.
    poichè il costo orario copre copre già l'indennita ferie, quando si effettuano ferie non si è pagati.
    lo stato stabilisce la paga oraria standard per provincie. in alcune province sarà più alta in altre più basse.
    esempio roma costo orario 12,00 ore lavorate in un anno 1.700 ( 1.700x 12=[masked] euro lorde) in un mese si lavora di più in altri di meno perchè per esempio si prendono ferie. ma alla fine se lavori 17.00 ore quadagni lordo[masked] se ne fai 100 in più guadagni 1.200 euro in più.

    March 17, 2014

  • Andrea Ivo A.

    Le nostre regioni sono tutte, nessuna esclusa, piene di risorse: una per un verso, una per un altro hanno ricchezza infinita. Occorre creare le condizioni affinchè il profitto generato da queste risorse resti in loco e non vada altrove. Esempio: quale beneficio ha ottenuto la regione Basilicata quando fu istituita con tanta enfasi una fabbrica FIAT a Melfi? Risposta: Nessuno. Il profitto è andato tutto fuori dalla Basilicata. Altro esempio: quando la Scozia compra ingenti quantità di agrumi dalla Sicilia, ne fa marmellata che vende in tutto il mondo, chi ne trae vantaggio? La Sicilia o la Scozia?

    March 17, 2014

  • filomena73

    Grazie Michele.

    March 17, 2014

  • Angelo V.

    Eccolo sta a porta a porta stasera l intruso Renzi

    March 13, 2014

  • Andrea C.

    Stampare moneta genera inflazione, che è una tassa sui risparmi (quindi non è una scelta senza vittime..). Tutti dicono la stessa cosa, aumentare i consumi, però la differenza è come.
    L'unica parola che credo debba essere posta al centro è competitività.
    Stato più competitivo (che attiri investimenti): lotta alla criminalità, poco costoso, più infrastrutture, riduzione burocrazia, agevolazioni fiscali ad hoc, meno gestione
    Aziende più competitive (che allarghino la sfera di mercato e quindi impiego): tasse più basse, meno corruzione pubblica.
    Lavoratori più competitivi: corsi di studio più selettivi, corsi di specializzazione.
    Questi sono i principi. Il male principale sono sindacati e partiti che per difendere il loro clientelismo hanno fagocitato tutto e si oppongono a ogni loro riduzione di spesa e/o potere.

    1 · March 12, 2014

    • Andrea C.

      Non è che esiste una monofattorialità economica, come in tutti i campi della vita. Solamente quello che dico è che l'inflazione di natura fiscale-monetaria determina una redistribuzione della ricchezza ben precisa: in favore di esportatori, di coloro che sono indebitati a tasso fisso, ricchezza che viene sotratta a chi detiene moneta, quindi risparmiatori remunerati a tasso fisso o non remunerati, a chi importa beni e prodotti.
      Detto ciò una buona politica deve migliorare i fondamentali dell'economia, perchè alla fine la moneta rimane carta, e se si pensa di poter fare ricchezza "abbattendo alberi" allora non sono d'accordo.
      Spero di approfondire le tue o di altri opposizioni!!! Un saluto.

      March 13, 2014

    • A former member
      A former member

      Un tasso di inflazione moderato, intorno al 5-6%, se combinato a meccanismi automatici di scala mobile, fa mettere in circolo i capitali e rilancia l'economia reale.

      L'Italia andava molto meglio quando l'inflazione era più alta

      March 13, 2014

  • Angelo V.

    Abbassare i costi del lavoro sia per l azienda che per il lavoratore drasticamente innanzittutto. credo che sia difficile trovare altre soluzioni.

    March 12, 2014

    • Angelo V.

      Cosa faresti glieli dai in mano ad uno ad uno o tramite le babche che fanno da intermediari?? Voglio cercare di capire come si potrebbero evitare le banche..

      March 13, 2014

    • A former member
      A former member

      Le banche non si devono evitare, ma ridiimensionare nel loro ruolo.

      Per dare denaro a chi lavoro basta che lo Stato aumenti la spesa pubblica (stipendi, lavori pubblici) e che riduca le tasse (più soldi nella busta paga, maggiore possibilità di spesa).

      March 13, 2014

  • giancarlo c.

    risposta ad andrea cesolini: la affermazione che la stampa di moneta porta ad inflazione non è dimostrata, è certo che senza stampa di moneta non vi può essere incremento del reddito. consideri che la moneta fisica ( il biglietto di banca) chiamata moneta primario o M0 e di poco meno di 900 mld di euro , mentre la moneta in senso più lato ( M1,M2,M3) è essenzialmente credito e corrispondente debito ed ammonta a quasi[masked] miliardi di euro. per l'italia ( che avendo partecipato al mes con una quota del 18%) la sua quota di m dovrebbe essere di circa 170 mld di euro mentre la sua parte di M1,M2,M3 dovrebbe essere di otre 4.100 miliardi invece è di circa 3.550 mld , la differenza è che essendoci uno spazio unico monetario la nostra quota è all'estero nella area euro.
    è stata portata per diletto o per avere le mani e la liquidità pronta da investire ,quando la mancanza di liquidità fare scendere i valori degli asset aziendali e degli immobili? trappola liquidità o imbroglio finanz.?

    March 13, 2014

    • Andrea C.

      Che la stampa di moneta porti inflazione (a parità di altre condizioni) é dimostrato da ormai decenni. Il reddito che aumenta con la stampa di moneta é quello nominale non quello reale (che è quello che conta). Tuttavia la stampa di moneta trasferisce ricchezza a chi per primo mette le mani sulla moneta (quindi lo stato) a discapito di coloro che sono in fondo al ciclo. Quello che torno a ripetere é che la stampa di moneta non crea ricchezza, perché è solo carta estratta da alberi (e non credo la gente voglia questo) ma è una chiara tassazione che trasferisce ricchezza (non la aumenta) da qualcuno a qualcun'altro. Su questo poi ne parliamo. Che la ricchezza sia fuori dall'Italia é normale, é un paese a rischio patrimoniale e/o tassazione e chi può diversifica.. La ricchezza può generarsi favorendo la competitività e l innovazione, tagliando le spese improduttive o parassitarie, altre strade mi sembrano non realistiche.. Ciao

      March 13, 2014

    • A former member
      A former member

      Se dai della nuova moneta ad un disoccupato, quello lavora e produce ricchezza reale.
      Con quel denaro va poi a fare la spesa e dà lavoro ad altra gente.

      Dimostrami che stampare denaro per darlo a chi vuole lavorare non crea ricchezza reale.

      March 13, 2014

  • filomena73

    Incentivare poi, economy green, made in Italy, settore agroalimentare, turismo, beni culturali, Hi-Tec, ricerca scentifica e innovazione.
    Grazie.

    March 13, 2014

  • Edgardo S.

    Da tempo mi inviano queste comunicazioni e proprio paradossale che una Nazione come l'Italia permetta queste azioni. COSTITUISCI UNA SOCIETA' LTD
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    March 13, 2014

    • Dino C.

      Ti meravigli, sino a che lo Stato non toglie un pò di pastoie, rende facile il desarrollo, saremmo facile preda anche con queste proposte. https://www.youtube.co...­ E' una disamina di 3 anni or sono ma all'interno se ne parla.

      March 13, 2014

  • Aurelio C.

    Misteri del web, avevo postato la prima parte, L'ho vista apparire regolarmente, e ora non c' è più.

    March 13, 2014

  • Aurelio C.

    Che..investire in mobilità sostenibile, metropolitane, piste ciclabili, creare opportunità di lavoro, sfruttando le eccellenze che hanno portato L'Italia ai vertici nel design, moda, alimentazione, produzione orafa ecc. prima difendendo quanto conquistato in campo internazionale (stop all'acquisto di marchi storici italiani facendoli diventare un Brand del made in italy) in poche parole un viatico per proporre tutto il made in italy, dai bulloni alle navi. E l'arte, la cultura il cinema li vogliamo lasciare Indietro? Riformare a 360 togliendo questi tre capisaldi dalle mani dei politici e dei baroni del settore, ma non vediamo cosa produce il cinema italiano? Vi pare cinema la serie sul Natale o le commediole pseudosentimentali? E poi ricerca, ricerca e ancora ricerca, basta fuga dei cervelli, fare brevetti e aiutare chi li fa a svilupparli per tenerli in Italia.

    March 13, 2014

  • Aurelio C.

    Creare occupazione, investire nel turismo, agricoltura, difesa e valorizzazione del territorio, aggiornamento e riutilizzo delle linee ferroviarie esistenti per il trasporto delle merci (il Sig. Moretti ha chiuso gli scali ferroviari secondari perché poco redditizi per il trasporto merci, ribaltando sul trasporto su gomma, risultato: nuove strade, inquinamento e distruzione di territori vocali all'agricoltura) aiuto ai giovani per la ricerca e avvio di start-up, richiamare le vecchie e nuove aziende in Italia semplificando le procedure e riducendo al massimo la burocrazia per ampliamenti o nuove insediamenti produttivi, defiscalizzare, rivedere le leggi sul lavoro per ridurre il più possibile la litigiosita' tra dipendenti e aziende e avere risposte veloci in caso di ricorsi giudiziali, meritocrazia per i dipendenti volenterosi, premiare le aziende che investono in progetti atti a rendere il luogo di lavoro confortevole e stimolante, segue......

    March 13, 2014

  • riccardo l.

    Stabilito un salario minimo, periodicamente si deve ridurre l'orario di lavoro settimanale 36 ore o 32, 28 ecc.. lasciando invariato il salario minimo attraverso adattamento del peso fiscale. Il costo per le aziende resta invariato perchè deve coprire le ore di produzione con più o meno persone ma senza aggravio di costi, ridurre l'orario finchè tutti o quasi lavorano, i soldi si risparmiano dagli ammortizzatori sociali che non servono più, neanche l'art. 18 servirebbe più ne finanziamenti per le imprese che assumono....

    March 12, 2014

    • Dino C.

      Di fronte alle incomprimibilità questa è flessibilità, quello che lo Stato evita di incassare da una mano, evita di darlo con l'altra. La teleinformatica potrà dare un contributo per le contabilizzazioni in tempo reale. E' una piccola rivoluzione come altre in attesa.

      March 13, 2014

  • giancarlo c.

    x Davide Gionco: quanto hai elencato è quello che si dovrebbe fare. tuttavia alcune delle cose che hai elencato forse ci sono già e non occorre buttare i soldi.
    Vediamo edilizia Pubblica.
    se tu intendi per edilizia Pubblica i luoghi dove le amministrazioni svolgono il loro lavoro, ti devo dire che ce ne è in abbondanza.
    se tu per edilizia pubblica intendi case da dare in affitto a persone che non hanno reddito a sufficienza, il discorso è questo:
    ci sono molti appartamenti sfitti e che rimarranno tali ,perchè esiste la sentenza della cassazione che ognuno ha diritto alla casa e che se non può pagare non può essere sfrattato. ottima legge per chi è inquilino, pessima per chi deve affittare.
    per renderla buona per entrambi dovremmo da prima stabilire cosa sia un affitto equo, pi cercare di applicarlo.
    esempio: valore mercato 3.000 euro a metro quadro
    cento metri: 3.000 x 100 =[masked] euro
    equo canone 4% di[masked] =[masked] euro annui

    March 12, 2014

    • A former member
      A former member

      La discussione nel merito dei lavori da fare è una questione di utilità.

      Non è vero che di lavori pubblici ce ne spono in abbondanza, perché gli investimenti pubblici negli ultimi anni si sono ridotti enormemente, credo che siamo a livelli del 70% in meno rispetto a 20 anni fa.

      In ogni caso la discussione su quali lavori siano utili è un altro discorso.

      Per il momento a me premeva sottolineare come non sia il lavoro a mancare, ma siano i mezzi di pagamento.

      Lo stato italiano privandosi della sovranità monetaria si è privato dello strumento per garatire agli italiani la piena occupazione.

      March 12, 2014

  • riccardo l.

    detassare la riduzione di orario di lavoro fino a fisco ZERO per contratti a 24 ore settimanali. Limite delle straordinarie e database on line delle timbrature in tempo reale per scoraggiare i furbi.

    La sovranità monetaria risolverebbe tutto.

    March 12, 2014

  • Andrea Ivo A.

    Purtroppo la limitazione di 1000 caratteri non mi ha consentito nell'intervento precedente di sviluppare pienamente le mie idee, ma solo di offrire qualche spunto di riflessione che comunque spero sia utile a foverire un dibattito leale.
    Andrea Ivo Antonio Laforgia

    March 12, 2014

  • Andrea Ivo A.

    Non ho soluzioni definitive. Posso suggerire proposte che se sviluppate potrebbero avere conseguenze positive sul lavoro e sull'economia del paese. Se si potenzia la scuola, la musica e le attività culturali avremmo un paese dove musei, scavi ecc potrebbero essere visitati in forma sistematica da turisti. Lo stesso dicasi per i luoghi di vacanza dove l'organizzazione è circoscritta agli ambiti familiari. L'Italia è ricca di risorse in ogni ambito. I francesi comprano il vino pugliese che "taglia" quello francese conferendogli una gradevolezza molto apprezzata. Perchè non si potenzia ulteriormente questo prodotto? Perchè i pomodori pugliesi sono comperati da industrie conserviere anche straniere? Perchè per trovare un ottimo olio pugliese occorre andare sul posto e farsi indicare da amici il produttore improvvisato che "lavora" solo le sue olive? Perchè alla Scozia vendiamo agrumi siciliani per farne marmellate che la Scozia rivende nel mondo? Non potremmo fare le marmellate in Sicilia?

    March 12, 2014

  • giancarlo c.

    tutto sta in un procedimento alchemico che dice solva e coagula:che postula che su dissolvi ( solve) le idee che ti hanno portato ad un risultato e le coaguli ,cioè le rimetti coniugandole in modo diverso la coagulazione ,cioè il risultato è migliore.tale solve deve essere fatta mettendo nel crogiolo i seguenti art.di legge:
    art 2077 c.c.
    art.2082 c.c.
    art.2222 c.c.
    art. 1 D.P.R. 633/72
    il primo riguarda l'efficacia dei contratti collettivi di lavoro sui contratti individuali.
    il secondo riguarda la definizione di imprenditore
    il terzo riguarda la definizione dei contratti d'opera come attività autonoma
    l'ultimo riguarda i presupposti soggettivi ( chi paga) oggettivi ( su cosa paga ) e territoriali ( dove viene svolta l'attività da tassare della legge istitutiva dell'iva.
    vorrei stimolare la vostra attenzione su ciò, prima di dare qualche suggerimento

    March 12, 2014

    • Dino C.

      Riguarda la posizione di come viene visto il lavoro, dal basso anzichè dall'alto? La sovranità di ogniuno nel gestire le proprie opportunità facendo leva sulle conoscenze di specializzazioni a lui prossime, con scambio sul posto. Non programmate dall'alto, al quale rimangono solo le infrastrutture,opportuna­mente controllate. Per moltissimi sarà un'esperienza utile ancorchè interessante, già vista in epoca precedente. Si potranno vedere i risultati di questa creatività assopita, in molti casi repressa, e tanto vantata degli Italiani.

      March 12, 2014

  • giancarlo c.

    per gli altri punti che hai nominato sono d'accordo con te.
    sulle fonti rinnovabili ho seri dubbi sui pannelli solari, in quanto portano ad un forte esborso per l'acquisto all'estero degli stessi.
    vediamo come risolvere il problema:
    occorrono prima le svanziche ( soldi).
    se stiamo dentro l'euro una banca pubblica va bene per reperirle attraverso la bce ( sempre che sia disposta a darceli). se staiamo dentro all'euro li possiamo trovare dai fondi pensioni ( vedere mia proposta di contributo unificato ed instaurazione di una patrimoniale ordinaria).
    la produzione di pannelli solari dovrebbero avere la qualifica di attività non imprenditoriale ai sensi dell'art i D.P.R. 633 pertanto la vendita dell'energia dovrebbe essere libera e non passare attraverso la società di dispacciamento , ma sarebbe attività non imprenditoriale alla condizione che gli impianti che la producano siano presi in leasing operativo.

    March 12, 2014

  • giancarlo c.

    come intervenire canone equo[masked] annui ,possibilità di pagare 600 euro mese.
    soluzione l'amministrazione pubblica prende in affitto x 10 anni l'immobile al canone equo.
    da in affitto a chi ha necessità il locale a 7.200 annui pari a 600 euro mensili e si mette a carico la differenza.
    gli immobili ci sono ,non serve investire in edilizia pubblica.
    in quanto basta cambiare la destinazione d'uso di quello che c'è

    March 12, 2014

  • giancarlo c.

    il prof. Salvini ha postato su questa discussione un link dove fa presente che se si rendono alcuni servizi fuori dal campo della applicazione dell' Iva si crea occupazione. quanto detto dal professore è corretto,infatti le imposte per principio costitutivo si trasferiscono cioè fanno aumentare i costi, quindi un attività che è senza l'applicazione di imposta è una attività che permette di non scaricare il costo dell'iva sul consumo cioè sui cittadini.
    se si muove con un allargamento della non imponibilità escludendo attività economiche fuori dal presupposto soggettivo dell'assoggettamento ad' Iva ex art.1 D.P.R. 633/72 ( legge sull'iva) si crea immediatamente lavoro senza costi aggiuntivi:
    un caso: i pannelli solari godono di una agevolazione fiscale sull'acquisto, se noi con atto legislativo dicessimo ,che non sono attività esercitate in regime di impresa le vendite di energia effettuate con pannelli solari, pale al vento o con sistemi di cogen. tali produzioni sarebbero free

    March 12, 2014

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