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July 28, 2014 - 27 went

2° MEETUP (in streaming/fisico) di P5S del Lazio(ma possono partecipare tutti)

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Added by Natale C.
on Aug 1, 2014.
 
1 of 1 pages

Comments

  • Natale C.

    la mia proposta 1-2 ciclo-ifts

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  • Edgardo S.

    Da analizzare anche la moda dei corsi pseudo professionali (dopo 3° media) di durata di tre anni che non servono a niente o meglio servono come alternativa a quelli che non vogliono studiare.

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  • Natale C.

    hai ragione edgardo. l'intento originario degli IeFP(che sono a cura di regioni e provincie e che vengono molto da lontano dal ministro Berlinguer) era proprio quello che riferisci sopra: eliminare degli ipotetici studenti universitari e togliergli dal mercato intellettuale. ora però in questa mia proposta assumono una connotazione differente: saranno scuole pubbliche che daranno diplomi operativi, del tipo operatore agricoltore, operatore turistico e via discorrendo: dovranno essere, in sintesi, spendibili come lavoratori/operai. quell'anno o semestre in più potrà permettere insieme ad altri tre semestri negli IFTS( a carico di Scuole Superiori di 2° grado) di divenire agricoltore, guida etc., il tutto rendendolo funzionale ad una vera professione e secondo le necessità del territorio in cui gli IFTS insistono

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  • Dantoni.fortunato

    Mancano due tre cose che secondo me non vanno. da rivedere i passaggi alle medie,Ginnasio, università, il punto che manca nel meccanismo. Secondo ti dovesti fare un giro in Europa per vedere come funzionano li. In Italia non c'è la voglia di avvicinarsi alle scuole europea. il vecchio sistema scolastico non si vuole cambiare, fin quando i vecchi professori non vanno in pensione e non si tramandano da padre a figlio.tutto rimarrà cosi

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  • Natale C.

    bene è così che dovrebbe funzionare la dialettica propositiva. puoi integrare se vuoi qui, almeno si fa qualcosa di buono. questo tipo di scuola a cicli, che è mostrata in forma cartacea sintetica, si avvicina, partendo dagli EQF europei e senza destabilizzare Bologna 2008-anno in cui la normativa attuale recepisce gli EQF in Italia, a quelle esistenti in europa, parte proprio dal presupposto della qualità delle competenze spendibili in campo scuola-lavoro(tutta la normativa europea lo è). In Italia, recuperando, vecchie dietrologie, proprio relative al lavoro professionale, si sono creati gli IeFP(istituti e formazione Professionale) e gli IFTS(istituti di formazione tecnica superiore), che convenientemente variati e dati allo stato-oggi non lo sono, possono sviluppare quei percorsi di professionalizzazione che forse vorremmo addebitare alla scuola dell'obbligo. è proprio qui che sta l'errore, pensare che con l'attuale sistema si possa "estrarre" dei professionisti manuali, tecnici o intellettuali già sin dalla scuola dell'obbligo, invece che creare dei professionisti che studiano professionalmente nei campi da loro scelti. per chi come me insegna in scuole in cui la scuola-lavoro è preminente, la spaccatura tra base culturale (dell'obbligo) è evidente, non sono ne carne ne pesce, non hanno, i ns ragazzi, ne l'una ne l'altra qualità, sono in un "mezzo" pericoloso. eco perchè riproponendo un percorso fuori dalla cultura generale, ci si potrà professionale tranquillamente in corsi dedicati e specifici. qui manca tutta la parte relativa agli altri cicli e alle università di cui si rimanda la trattazione perchè è in questi primi che si costruisce il "se" del cittadino, negli altri si completa e si definisce la formazione. sono contrario, comunque, a mischiare scuola e lavoro con una scuola a dell'obbligo, come io la pongo a 16/17 anni, corrispondente alla maturità.

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  • Edgardo S.

    Io considero che si deva regolamentare, le scuole (sopratutto quelle private), che offrono dietro pagamento, un pseudo diploma. Per la scuola pubblica, bene hai detto tutto.

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  • Natale C.

    non ho dubbi che sia così edgardo così come recita la costituzione ma, dai rapporti tra stato e chiesa e tra privati che aprono nuove identità scolastiche(indirizzi) e poi accozzano tutti gli altri consentiti, nasce il patatrack attuale, da cui non se ne esce ne uscirà mai se la stato non investirà sui suoi figli(e non basta qualche tablet in questo caso). lo satto deve avere sotto di se tutte le istituzioni e regolamentare tutte le assunzioni e supplenze con proprio decreto. sbagliato lasciare a loro la gestione degli insegnanti e delle programmazioni di indirizzo. come ogni associazione privata ha diritto a incentivi anch'essi dovranno averli ma il problema vero è un altro: ci sarebbero scuole private se la nostra scuola avesse il valore che dovrebbe avere? io credo di no

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  • Edgardo S.

    Sicuramente la qualità è uno dei problemi, considero anche la mancata voglia di sacrificio, mancato sostenimento delle famiglie e società nel indirizzare i ragazzi su una scolarizzazione corretta.

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  • Dantoni.fortunato

    Io non volevo inveire con le scuole private,questi devono scomparire perché sperperano i soldi dei cittadini e i contributi europei.abbiamo tanti casi in Italia, la cosa migliore studiare e portare avanti un progetto come quello che esiste in vari paesi Europee.sono d'accordo con Silbaldi che saluto,noi ci vediamo in video conferenze con Bernini, dico solo FACCIAMO LE COSE SERI E NON PAGIACCIATI?

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  • Dantoni.fortunato

    Caro Natale hai scritto delle cose saggie. Lo stato deve modificare le scuole per far si che se un ragazzo non vuole andare al Liceo e dopo a L' università via un'altro indirizzo scolastico di pare un mestiere, non facciamo arricchire le scuole privati per quel progetto io combatto.

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  • Edgardo S.

    Fortunato ti ringrazio per il pensiero e contro cambio.

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  • Dino C.

    Io faccio leva sulla mia esperienza. A 12 anni non avendo saputo che l'Umbria oltre ai prodotti agricoli brillava ind. per i cioccolati Perugina, niente medie perciò Avviamento Professionale. A 14 anni non avevo la più pallida idea di cosa avrei fatto. Avendo crocettato titoli di libri dove emergeva l'elettricità consigliarono quei corsi. Dai salesiani feci il biennio con insegnanti P.I. appena diplomati ma inseriti in grandi Az. Saputo che vi era l'Istituto alla sera 5anni mi iscrissi. Dal 3° anno godevo delle conoscenze acquisite visto che di gg. facevo il venditore di bruciatori, ero ben visto perchè collegavo i termostati e li collaudavo. Non discuto delle vs professionalità ho commesso l'errore di non mandare almeno mio figlio a quella scuola. Il mio Comune era in forte espansione e alcuni insegnanti parlavano solo il dialetto. Si era realizzato quanto aveva avvertito un mio collega diplomatosi 2 anni dopo me. La scuola stava degradandosi, stava diventando nozionista. Non interverrò più mi siete troppo superiori. Colpa mia che non ho esplorato l'ambiente scolastico.

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  • A former member

    Ho potuto comparare alcune differenze attraverso l'esperienza diretta di alcuni miei nipoti bilingue Peruviani e Italo-Peruviani, che hanno studiato qui e poi in Perù, al loro rientro in Perù dopo il ciclo di studi in ITALIA scuola primaria e inizio scuole medie, si sono trovati molto indietro, perché in Perù la scuola dell'obbligo inizia nella scuola materna, che qui in Italia è a livelli di baby parking, di conseguenza nei 6 anni di scuola primaria arrivano ad un livello simile a quello della nostra licenza media e possono iniziare da lì con l'equivalente della nostra scuola superiore, morale dell'esperienza: se non si semina bene dalla scuola materna, non avremmo il massimo rendimento possibile.

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  • Natale C.

    posterò il tuo commento interessante qui per discuterne: http://www.meetup.com/Parlamento-5-Stelle/events/218470172/

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