Senigallia 5 Stelle Message Board Gruppi di discussione › Sanità, Salute e Servizi Sociali

Sanità, Salute e Servizi Sociali

A former member
Post #: 115
Il titolo è piuttosto ampio, volutamente.

Propongo a tutti coloro (non necessariamente "esperti del settore") che "hanno sentito dire qualcosa" o "lo hanno letto da qualche parte" , hanno idee, proposte,. ecc. di proporle qui a seguire

Il tema, ribadisco, tocca necessariamente tutti quanti noi, operatori ed "utenti" ; per tale ragione credo sia giusto e necessario che tutti possano dire la loro sull'argomento

Tutti i temi proposti verranno presi in considerazione ed eventualmente sviluppati dagli esperti del settore, se vi sono, e/o da chiunque abbia il tempo e/o l'interesse nell'approfondirli e quindi svilupparli per una eventuale discussione comune
Gianfranco L.
user 73895742
Senigallia, AN
Post #: 75
https://docs.google.c...­

Questo è il link su google drive come commento all'incontro sulla sanità di venerdì. Usatelo come meglio credete.
Gianfranco L.
user 73895742
Senigallia, AN
Post #: 77
Qui posto un documento affinchè sia disponibile per tutti gli interesati anche non iscritti al meetup.
Per motivi di lunghezza lo devo suddividere in varie parti. Lo metto anche come documento in progress per il nostro gruppo sanità a cui invito ad iscriversi anche i non esperti.
PARTE 1°
CONSIDERAZIONI SULLA SANITA' CON RIFERIMENTO ALLA NOSTRA COMUNITA' ( Senigallia e Valle del Misa/Nevola)
E' una tecnica spesso utilizzata quella di gridare al lupo che non c'è per nascondere i problemi reali e sopratutto le proprie responsabilità. Chi lo fa spesso è in buonafede perchè non comprende quale in realtà è il vero problema da risolvere. Si perde così tempo prezioso correndo dietro alla ricerca di soluzioni per problemi inesistenti o derivati da quello madre di tutti i problemi. Chi lo fa in cattiva fede invece è chi è coinvolto direttamente nella nascita del problema e lo fa per coprire le sue responsabilità dirette.
Vediamo alcuni falsi problemi che attualmente vengono esposti per la condizione della sanità nella nostra comunità:
Si dice che una paventata riduzione di posti letto sarebbe deleteria per il nostro ospedale senza però dire che i posti letto sono una entità rappresentata numericamente indefinita se pur apparentemente certa. I posti letto sono in effetti numero di letti o numero di pazienti ricoverabili ? Una volta sistemati numericamenti in stanze sono ancora semplici letti o numero di pazienti ospitati? ( attenti all'indice di occupazione !!! sic cioè la percentuale di letti con pazienti!!) Se il numero di posti letti fosse, come vorrebbe ragione, invece un numero medio di pazienti ricoverati cambierebbero ad esempio alcune logiche quali il rifiuto di ricovero per non dipsonibilità di letti liberi ( guarda un po' una prima abberrazione del sistema che consiste nel dire ad un cittadino bisognoso di cure di passare quando si libererà un letto... la logica dell'albergo applicata ad un servizio alla persona). Seconda abberrazione potrebbe verificarsi nel caso in cui non ci sia un letto libero in una specialistica mentre ce ne sarebbe uno in altra specialistica affine con medesimi livelli di assistenza …. ed allora dove sono andate a finire le logiche dipartimentali in cui i letti per affinità di categoria assistenziale sono in comune??. Paghiamo indennità di coordinamento per dipartimenti che non esistono!!!!
I posti letto dovrebbero in ultima analisi essere entità numeriche riferite a medie occupazionali per cui il numero reale di disponibilità di ricovero potrebbe in realtà contenere una flessibilità con utilizzo al solo bisogno.Immaginiamo un numero di posti superiore al consumo medio con utilizzo a crescere o diminuire secondo le necessità del momento. Nel nostro ospedale ad esempio esisto spazi in eccedenza con la nuova costruzione realizzata.. spazi che hanno indotto ad allargamenti a macchia d'olio (cioè si occupa quello che si ha a disposizione.. con effetto finale di vuoto tanto che è possibile girare, sopratutto in alcune ore del giorno, nei vari corridoi, trovare sulle porte indicazioni di attività di poche ore e non incrociare nessun operatore. Quest'opportunità di spazi andrebbe utilizzata proprio per creare zone di compensazione ed all'opposto agire con contrazione degli spazi secondo necessità. Gli operatori dovrebbe solo comprendere che il loro utilizzo dovrebbe ovviamente essere parimenti flessibile e rispettare i bisogni. Non si può preventivare in nome di un'economia di comunità che le presenze non corrispondano ai bisogni dei cittadini. Ad esempio anche altri servizi sono organizzati secondo i bisogni del momento ( vedere attività legate al turismo). Qui ovviamente c'è un richiamo alla responsabilità degli operatori anche come cittadini di una comunità che prevede efficacia di utilizzo di risorse anche con sacrificio personale. Se gli operatori non si sentono parte della comunità il loro impegno non potrà mai essere completo perchè non interessati ad obbiettivi condivisi. Una volta era prevista ad esempio la residenza obbligatoria nella zona di lavoro ora invece molte situazioni sono considerabili di pura sosta in attesa di avvicinamenti ad altre città.
Gianfranco L.
user 73895742
Senigallia, AN
Post #: 78
Parte 2°
Veniamo all'assurdo delle liste d'attesa. Sono lunghe e nella logica incomprensibili perchè rimandano nel tempo prestazioni comunque richieste da un medico per un cittadino fino a prova contraria bisognoso ( ricordo che risolvere un dubbio anche con il dire che un problema presupposto o ventilato non esiste è una soluzione del problema stesso). Nella realtà assistiamo ad un fenomeno strano che è quello della stabilizzazione formale del tempo di attesa che si attesta più o meno allo stesso livello con pochi picchi di allungamento od accorciamento. Questo significa che il sistema nel complesso è in grado di soddisfare la richiesta pena il costante allungamento delle liste d'attesa all'infinito. Dove è quindi il problema?? Nella volontà di creare un cuscinetto di sicurezza per dimostrare il proprio impegno o nell'interesse per incentivare altre modalità di accesso a pagamento da parte dei cittadini?? Niente comunque giustifica alcun comportamento deviante perchè ritardare diagnosi è cosa grave. Anche in questo caso obbligare ad una visita o ad un interventi diagnostici ad esempio entro tre giorni porterebbe soltanto ad un utilizzo flessibile del personale ( i macchinari in genere sono utilizzati solo alcune ore al giorno) in contrasto ovviamente con tutte le logiche di tutela ad esempio di categoria o sindacali ma con indubbio beneficio per la comunità e senza danno per gli operatori che al peggio dovrebbero lavorare un po' di più quando ce ne bisogno e un po' di meno quando non ce n'è.
Oddio oddio manca il primario ….. per pura curiosità i primari come intesi una volta quali medici migliori che indirizzano e guidano un gruppo di medici e controllano tutta l'attività di un reparto non esistono più da tempo essendo stati sostituiti dai Direttori di unità operativa che non hanno o non dovrebbero avere più questi compiti ma solo quelli di coordinamento delle attività. Sono invero da considerare altre condizioni come quelle dell'assistenza infermieristica ormai da considerare parallela e non subordinata dal punto di vista organizzativo a quella medica. Sono state nel tempo abolite le figure del medico assistente e del medico aiuto (c'era anche l'aiuto anziano che sostituiva il primario in caso di assenza) a favore del cosiddetto medico unico che tradotto contrattualmente ha portato al fatto che tutti i medici sono diventati dirigenti di pari livello. Ed allora perchè non valutare i liveli di necessità sul numero di medici capaci di coprire una cerca professionalità specifica come rischiesto dalle situazioni senza ricorrere a mitiche figure ormai scomparse. Esistono ad esempio vari consolidati modelli dettati da queste non coperture di Direttore di unità operativa sulla base di una rotazione tra i vari dirigenti nello svolgere questa opera di coordinamento. Quanti cardiologi abili quanti radiologici abili quanti laboratoristi abili quanti otorini abili quanti oculisti abili ci sono per coprire i nostri bisogni?? questa è la domanda forse più giusta da porsi. PS non dovrebbero invero esistere neanche i reparti sostituiti dai letti dipartimentali indistinti ed occupabili al bisogno.. mentre qui da noi esistono solo falsi dipartimenti e permane la struttura in suddivisione per singola specialistica. Vale solo il dipartimento per i turni di guardia?? peraltro guardie d'attesa in cui si può anche dormire nell'orario di servizio e guai a chi ti disturba ingiustamente! Certo che tutti vorrebbero guadagnare dormendo, il fatto non richiede neanche studio particolare.
Questione dei pannoloni. Bisognerebbe verificare se le cose sono cambiate ma esisteva un controllo sul numero di pannoloni che partendo da un minimo poteva essere incrementato dai medici territoriali in base alle esigenze. Non credo che nessun professionista in pratica vada a negare questa disponibilità: sarebbe invero strano pensare che si vogliano favorire le piaghe da decubito (cioè lesioni dovute alla posizione obbligata e a condizioni di non igiene di parti corporee). Un problema da porre sarebbe quello invece della sufficienza e dell'utilizzo delle indennità economiche a cui hanno diritto questi cittadini.. per evitare qualunque equivoco dovrebbero essere tutte tramutate in servizi diretti alla persona con attenzione al fatto che il tutto non diventi un facile affare con gestione demandate a gruppi d'interesse.
Gianfranco L.
user 73895742
Senigallia, AN
Post #: 79
Parte 3°
Chi è infine attendibile e chi no quando tratta argomenti sanitari?
I cittadini sicuramente sì per qualunque cosa dicano; non sono certi esperti professionalmente e forse conoscono poco le situazione e le opportunità ed i vincoli del sistema però sperimentano sulla propria pelle quello che succede.
I politici praticanti le logiche partitiche di porre bandierine e spartirsi poteri sicuramente no con l'aggravante per quelli che ricoprono cariche istituzionale di far finta di svegliarsi da atavici torpori mentali secondo come girano le correnti.
Gli operatori hanno spesso il merito di darsi da fare per coprire carenze ma purtroppo sono ancora prevalenti logiche organizzative basate sulle loro necessità che ingessano il sistema su orari e presenze che non tengono conto delle variabili dei bisogni e sopratutto facilmente inceppano il regolare flusso operativo che va al di là del semplice ritardo di prestazioni con un effetto a cascata su tutto il sistema. In pratica spesso si esprimono con logiche di tutela di interessi di categoria o personali.
I sindacati sicuramente no tendendo comunque ad una visione solo che tiene conto di interessi di parte invero mai integralmente discussi con gli operatori stessi. Danno per scontato che si debbano garantire prioritariamente sistemi di sicurezza per tempi prolungati di turni ed orari e mansioni e standard di piante organiche e rendimento che portano a limitare la flessibilità. Nessuno dice di lavorare di più ma si richiede un sincronismo tra presenze, attività e bisogni reali del momento.
I rappresentanti di portatori di interesse sono poco attendibili perchè si ritengono depositari della rappresentanza di cittadini e con ciò sono fonte di istitulizzazione delle lamentale/proposte. E' sufficiente vederli presenti ai tavoli insieme agli altri attori citati per capire che far sedere la protesta ad un tavolo di potenti ( nel senso di chi ha potere) automaticamente la indirizza in canali prefissati che la svuotano di contenuto. Il tutto generalmente si esaurisce con un incomprensibile elenco di mancanze o segnalazioni di disservizio senza toccare alcun reale punto critico.
Infine alcune domande: perchè della sanità si interessano tanto i politici? Non dovrebbe invece essere uno di quei temi d'interesse diretto dei cittadini? Perchè si tende a forzare l'organizzazione secondo logiche di accentramento che portano alla dislocazione fisica fuori dei confini delle comunità? Quali sono le patologie ad esempio che non possono essere seguite dal nostro ospedale e perchè? Perchè tanti ostacoli all'accesso alle strutture pubbliche? Perchè quasi tutto quello che abbiamo detto è applicato dalle strutture private e non nel pubblico? Perchè i sindacati non vanno a far le pulci alle strutture private? Perchè i servizi sono organizzati solo 5 giorni a settimana? Perchè le strutture pubbliche sono di fatto ancora corpi chiusi in cui il paziente viene trattato come quasi prigioniero della stessa? Perchè ancora oggi si disconosce la proprietà delle strutture ai cittadini che debbono bussare per entrare? Perchè gli operatori non sembrano tenere al loro posto di lavoro cercando di valorizzarlo se non solo quando è in pericolo?Perchè......


PS il tutto è abbastanza facilmente trasformabile in proposte operative specifiche e posso con un minimo di collaborazione farlo se interessa anche nel caso per livelli istituzionali.
A former member
Post #: 133
Gianfranco ho letto con attenzione e mi sembra ci siano diversi argomenti tutti allo stesso modo da portare avanti. Molto interessanti

Se lo metti su drive ci lavoro su anch'io e gli altri interessati


Gianfranco L.
user 73895742
Senigallia, AN
Post #: 80
https://docs.google.c...­


Link per accedere al testo per lettura e correzioni Sanità valle Misa Nevola
leonardo b.
user 84930732
Lucera, FG
Post #: 27
Ho letto attentamente, e apprezzato moltissimo, lo scritto di Gianfranco sulla Sanità; e, se non altro per questo, non vorrei lasciarlo privo del mio commento, nella speranza che si unisca a quello di molti altri. E' proprio fondamentale che le cose importanti che scriviamo nel meetup trovino una sponda nel numero più alto possibile di cittadini, in modo che chi scrive non si trovi tra noi come una canna al vento. Io penso che in questo scritto Gianfranco abbia posto le basi di un modo di pensare congeniale a noi, e spiegato con forza di convinzione la necessaria centralità del cittadino-utente nell'organizzazione sanitaria. E' certamente da lì che noi dobbiamo muovere; ho provato però a chiedermi che resa avrebbe fatto una simile impostazione se fosse stato possibile esporla nel consiglio comunale di martedì scorso. Il solo punto di contatto-collisione con quanto si diceva lì era (a leggere il Corriere Adriatico) quello del numero dei posti letto che vengono soppressi. Come avremmo potuto spiegare che è più giusto parlare di posti-utente? Dico questo (con beneficio di inventario) per sottolineare che il riorientamento del punto di vista può anche aggirare, ma non ignorare del tutto, le invocazioni al lupo al lupo cui lui accennava all'inizio del suo ragionamento. Ogni parvenza di lupo deve essere smascherata. Se ci tolgono la dialisi, per esempio, il dilalizzato deve fare molta strada per poterla fare, e sappiamo quanto è faticosa la vita del dializzato. Allora, se il lupo non c'è, io penso che dovremmo impegnarci quasi quotidianamente nel mostrare che non c'è, e che, se c'è, più facile che sia colui che grida. Insomma, sarebbe importante un po' di fenomenologia. Sono certo che potremmo ben presto produrla. Per adesso, però, fermiamoci qui e cerchiamo di approfondire le cose che Gianfranco ha scritto. Magari ricordandoci di aggiungere che alla domenica all'ospedale la maggior parte dei medici marcano visita.
Luca M.
user 79892882
Senigallia, AN
Post #: 224
Mi unisco al discorso di Leo, il dializzato nel fare tanti chilometri ha un disaggio, ricordiamo che la dialisi è molto invasiva per il fisico e lo prova profondamente. Inoltre per il trasposto di un dializzato c'è bisogno nella maggior parte dei casi di un mezzo sanitario e del personale addetto al trasposto.Questo servizio allontanato non provocherebbe una spesa ugualmente ( anche se di diverso tipo ), ed inoltre il pazziente non ne risentirebbe?
Gianfranco L.
user 73895742
Senigallia, AN
Post #: 83
Il costo di una dialisi tradizionale ( quella in cui il sangue passa direttamente nelle macchine ) è di circa 300 euro e lo stesso valore hanno le tariffe ( prezzo pagato per prestazione),
Ai costi ( che sostengono le strutture che effettuano dialisi) o alle tariffe ( il prezzo pagato se si va in struttura non delle aziende sanitarie di appartenenza) vanno generalmente aggiunti i costi di trasporto in quanto la maggior parte dei pazienti ha bisogno di trasporto sanitario ( i costi per tale trasporto sono circa il doppio di un taxi normale- NB a volte si concordano trasporti collettivi ma è difficile mettere d'accorso per orari e percorsi più persone ). Anche in caso di uso di mezzo proprio il dializzato ha diritto ad un rimborso indiretto.
Il mercato dei trasporti sanitari è nelle mani delle varie croci (private o associazioni ).

Le attrezzature utilizzate non hanno subito particolari aggiornamenti negli ultimi anni anche perchè essendo un mercato lucrativo stabilizzato non credo che ci sia interesse alla sua modifica e la concorrenza come in molti altri campi medici è solo di facciata ( esiste una spartizione del mercato ???!!!).
Le attrezzature pertanto vengono generalmente concesse in comodato d'uso a seguito di lunghi contratti di fornitura dei materiali di consumo ( filtri ed altro) per cui non dovrebbe esistere il problema della loro obsolescenza ( contratto tipo 5 anni di fornitura per materiali con uso strumentazione ). Il problema di Senigallia sembra essere come detto da Ciccarelli ( che era un nefrologo) quello della produzione di acqua necessaria per la depurazione. A Senigallia esisteva e penso sia la stessa una centrale molto grande che forse ha bisogno di revisione o potenziamento.
NB nota finale : visto che costi o prezzi sono non significativamente dissimili quello da considerare è se le potenzialità della nostra dialisi sono utilizzate al massimo ( un ottimale utilizzo del personale ,stante il costo fisso dei materiali per singola dialisi, riduce il costo unitario per prestazione) e le distanze percorse dai pazienti ( più è lontano dal domicilio il luogo di dialisi più il costo è elevato).
Esistono anche strutture private che fanno dialisi: la più vicina risulta ancora essere a Falconara.
Il Servizio per turisti di cui si parla era e dovrebbe essere a Senigallia considerato Libera Professione di equipe ( scusate se non sono aggiornato) il che significa che gli operatori sono pagati al di là della normale retribuzione mentre si recuperano come mobilità positiva le prestazioni ( vengono fatturate dall'Asur alle aziende di provenienza dei pazienti).
So che non è semplice entrare il questi meccanismi e spero che ci abbiate capito qualcosa.

Per completare il discorso esiste la dialisi peritoneale ( cavità protetta intraddominale) di cui possono far uso pazienti selezionati che si fa in casa con un livello di assistenza limitato. Praticamente si può fare da soli dopo opportuna istruzione o al più aiutati da un familiare disponibile, NB i costi sono ridotti alla metà e non contemplano trasporti.

Il cittadino dializzato merita considerazione e particolare attenzione sommandosi i disagi ad esempio delle diete con la necessità tre volte a settimana di sottoporsi al trattamento. una piccola curiosità è quella che sette non è divisibile per tre per cui gli intervalli di due giorni vengono portati una volta ogni settimana a tre. Questo perchè come più volte detto le strutture compresa generalmente la dialisi chiudono o funzionano meno la domenica.
Powered by mvnForum

Sign up

Meetup members, Log in

By clicking "Sign up" or "Sign up using Facebook", you confirm that you accept our Terms of Service & Privacy Policy