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Bavaglio alla rete ... mille modi per limitare la libertà di espressione

Marfarra
Posted Jun 15, 2010 11:22 PM
user 9152157
Firenze, FI
Post #: 578
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Le proposte dei blogger per salvarci dal comma 29 del DDL INTERCETTAZIONI


Per ora sono due, dei blogger Claudio Messora (post precedente) e di Enzo di Frenna

"Libertà dal serpente degli schermi

Allora: vi spiego in breve la mia idea.

Azione mediatica. Pochi coraggiosi. Abili nel comunicare. Il 20 febbraio eravamo in 60 davanti all’ambasciata Usa a Roma, a piedi nudi, a ritmo di tamburi, contro il Decreto Romani. Ora ritengo che bisogna allargare il raggio d’azione: quello che sta succedendo in Italia (bavagli e leggi anticostituzionali a geto continuo) è frutto di un lavaggio del cervello attraverso gli schermi. Il signore dei serpenti vuole incatenare il cervello degli italiani: giovani, adulti, anziani. E dice – a parole – che lui è il maestro della libertà.

E’ una menzogna. E siccome lui ha costruito questa mostruosità con la comunicazione, bisogna usare la comunicazione per scardinare e dare il nostro contributo partendo dalla Rete.

Occorrono 40-5o persone per costituire un nucleo di coraggiosi, che facciano azioni mediatiche in stilke Greenpeace. Una grande iniziativa e poi alcune brevi incursioni.

Stavolta occorrono almeno 100 persone, vestite di bianco, sdraiate a terra, che scrivono col corpo la frase “libertà dal serpente degli schermi”, o una roba del genere. Il tutto rispreso con le telecamere da un elicottero.

Poi altre incursioni più semplici. Poi ve ne parlo. Intanto inizio a raccogliere le adesioni.
Dalla prossima settimana mi dedicherò di più al blog.

Fatevi avanti, corsari della rete!!"


Per chi è rimasto indietro, un riassuntino qui

IMPORTANTE

Da circa un anno sta girando attraverso la rete un’informazione incompleta – una bufala insomma - sull’emendamento D’Alia che risale al 2009 e che (quasi) immediatamente è stato soppresso con un contro emendamento del deputato PDL Roberto Cassinelli.

Concentriamoci sui pericoli reali

Perchè a forza di gridare “al lupo al lupo” i vari pericoli a lungo andare non vengono più recepiti.

Gridando “al lupo al lupo…” anche i più noti inciampano nelle bufale


Marfarra
Posted Jun 22, 2010 9:54 AM
user 9152157
Firenze, FI
Post #: 589
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Dopo l'approvazione del Decreto Romani la rete, i blogger, e tutti noi cittadini ci eravamo dimenticati (?!) che l'AgCom doveva esplicitare e sostanziare il Decreto con un apposito Regolamento scritto.

Il Decreto Romani è tra noi. Dite addio alle Web Tv e alle Web Radio amatoriali.

Dopo a chi toccherà ?

Un po' lungo, ma ascoltate e prendete appunti .

E naturalmente un ringraziamento a chi si informa per noi




Leggi l'articolo del Blogger Claudio Messora

Marfarra
Posted Jul 3, 2010 9:08 AM
user 9152157
Firenze, FI
Post #: 605
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Un sogno che nasce nel sud: la banda larga per tutti


Un post un po’ lungo ( per la versione completa cliccate sul blog firenze5stelle ) ma che unisce alcune notizie che rendono l’idea del crescente digital divide imposto al sistema Italia con la scusa della crisi economica e la conseguente impossibilità di investire.

Senza contare l'attaco alla rete bipartisan degli ultimi anni

La Banda larga che nasce dalle ceneri della TV: il sogno che viene dagli U.S.A., e dal Sud.

Dato che non viene investito sulla “banda larga” , per risolvere la situazione, basterebbe vendere le freguenze lasciate libere dalle reti televisive che sono obbligate al passaggio digitale,come suggerisce la Comunità Europea e che negli U.S.A. conta già alcune esperienze di successo come quella di Claudville, piccolo centro rurale

Nel video qui sotto una breve spiegazione dell’idea, molto semplice.




Tutto questo mentre in Finlandia la “banda larga” è diventata un diritto e l’ Islanda è diventata “porto franco” per il giornalismo d’inchiesta, anche in rete

Mentre uno studio indica che 13 milioni di famiglie italiane ancora prive d’accesso alla banda larga , lo Stato rinuncia a oltre 3 miliardi dalla vendita delle frequenze "liberate" col processo dello spegnimento della tv analogica.

In Finlandia banda larga è diventata un diritto. Perché in Italia non è possibile?

Dal primo luglio, la Finlandia è il primo paese al mondo a rendere la connessione ad internet a banda larga un diritto legale per tutti gli abitanti.

“Abbiamo tenuto conto del ruolo di Internet nella vita quotidiana dei cittadini”, ha spiegato il ministro delle comunicazioni Suvi Linden. “Non è più solo uno svago”.

Già, non è più solo uno svago.

continua
Ingegner_Pingu
Posted Jul 3, 2010 9:31 AM
Michele_Amato
Prato, PO
Post #: 1,008
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NETSUKUKU



Idea di base

Netsukuku nasce dall'idea di creare una rete pura, che sfrutta il caos, si crea e si mantiene autonomamente, e sopravvive adattandosi alle mutazioni delle connessioni in rete, come un frattale. L'unione degli algoritmi di gestione di una rete pura con algoritmi frattali e le teorie matematiche sul caos è una delle caratteristiche che permette a Netsukuku di poter creare una rete diffusa e distribuita, non centralizzata, anonima, anarchica, non controllabile, ed autonoma. Scopo di Netsukuku è far sì che chiunque, in qualunque luogo e in qualsiasi momento possa agganciarsi immediatamente alla rete senza dover passare attraverso adempimenti burocratici o contrattuali. L'indirizzo IP che identifica un computer è scelto casualmente ed in modo univoco (eventuali collisioni vengono risolte), quindi non è associabile ad una località fisica precisa, e le rotte stesse, essendo formate da un numero innumerevole di nodi, tendono ad avere una complessità e densità talmente elevata da rendere il tracciamento di un nodo un'impresa estremamente complicata. La velocità del trasferimento dei dati è limitata unicamente dalla tecnologia attuale delle schede o dispositivi di rete.


Funzionamento

In una rete di tipo peer-to-peer ogni nodo agisce da router; per risolvere il pesante problema computazionale e memorizzare tutte le rotte di tutti i 2^128 nodi della rete, in Netsukuku si usa un meta-algoritmo sperimentale di routing, che sfrutta alcune teorie del caos per evitare un consumo elevato di potenza di calcolo, ed algoritmi frattali per mantenere la mappa dell'intera rete costantemente sotto i 2 kB. Allo scopo di creare un differente sistema di nomi di dominio, non più basato sui tradizionali server DNS, è nato ANDNA (A Netsukuku Domain Name Architectury), un sistema distribuito, non gerarchico e decentralizzato, di gestione degli indirizzi della rete che sostituisce appunto il DNS. Il tutto gira sotto sistema operativo GNU/Linux ed è rilasciato sotto licenza GNU GPL. Netsukuku non è mai stata testata su larga scala (10 000 nodi o più).

Gli Internet Service Provider di Internet offrono connettività chiedendo, in cambio, un contributo economico; questo impedisce a chi non ha risorse economiche sufficienti la possibilità di connettersi alla rete e di comunicare tramite i suoi servizi. Gli ISP forniscono i loro servizi in base a principi di profitto, secondo regole e contratti personalizzati, i quali solitamente non tengono conto delle disponibilità di coloro che non possono permettersi di pagare la connessione. Internet si poggia su alcune infrastrutture centralizzate come i DNS; queste permettono di gestire in modo economico l'assegnazione delle risorse; difatti per esempio i nomi di dominio vengono venduti. La struttura stessa inoltre permette di localizzare fisicamente qualsiasi computer connesso ad Internet, con conseguenze notevoli sulla privacy dei singoli nodi.

Quando un nodo si aggancia a Netsukuku, la rete si auto-assesta e tutti gli altri nodi vengono a sapere le rotte più veloci ed efficienti per comunicare con il nuovo arrivato. I nodi non hanno privilegi o limitazioni rispetto ad altri nodi, fanno parte della rete e contribuiscono alla sua espansione ed efficienza, essendo tutti uguali. Con l'aumentare del loro numero, la rete cresce, muta forma e le rotte si perfezionano. In Netsukuku non vi è alcuna differenza tra reti private e pubbliche e non ha più alcun significato parlare di LAN. Una rete basata su Netsukuku non può essere controllata né distrutta poiché è totalmente decentralizzata e distribuita. L'unico modo per sorvegliare o smantellare una rete basata su Netsukuku è rimuovere fisicamente ogni singolo nodo che la compone. In essa si possono implementare effettivi sistemi distribuiti, come ad esempio l'A Netsukuku domain name architecturey (ANDNA), che sostituisce il tradizionale sistema dei DNS.

Il protocollo di rete per il routing dinamico di Netsukuku è chiamato Npv7 HT. I normali protocolli ed algoritmi per il routing dinamico vengono solitamente utilizzati per creare piccole e medie reti, come l'OSPF, il RIP od il BGP, ed usano diversi algoritmi per trovare il percorso migliore per raggiungere un nodo in una rete. Questi protocolli richiedono un consumo di processore e memoria rilevante, ed è per questo motivo che i router di Internet sono spesso dei computer appositamente dedicati. Sarebbe impossibile adottare uno di questi protocolli per creare e mantenere una rete come Netsukuku, dove ogni nodo è a sua volta un router, poiché la mappa di tutte le rotte richiederebbe uno spazio di circa un centinaio di Gigabyte su ciascun calcolatore connesso alla rete. L'Npv7 struttura l'intera rete come un frattale, ed usa un particolare algoritmo chiamato Quantum Shortest Path Netsukuku (QSPN) per calcolare tutte le rotte necessarie a collegare un nodo ad ogni altro nodo.

Un frattale è una struttura matematica che si può comprimere all'infinito, proprio perché, al suo interno, ogni sua parte è formata dal frattale stesso; il QSPN sfrutta un algoritmo di tipo frattale per cui si ha una compressione elevata di una struttura che può espandersi infinitamente. Il risultato tecnico è che bastano pochi Kb per mantenere l'intera mappa di Netsukuku su ogni nodo. Il QSPN, invece, è un meta-algoritmo perché non esegue una sequenza di istruzioni matematiche determinate a priori ma sfrutta la casualità e le teorie del caos, richiedendo una quantità di calcoli molto esigua.
Ingegner_Pingu
Posted Jul 3, 2010 1:25 PM
Michele_Amato
Prato, PO
Post #: 1,011
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Vieni a trovarci all'hackmeeting.

2-4 luglio 2010 - Roma

C.S.A. La Torre, via Bertero 13, Roma (Casal de' Pazzi)

ninux.org è una community che ha lo scopo di realizzare a Roma una rete wireless libera, senza scopi di lucro, e nel rispetto della filosofia open source.

Lo spirito della nostra community è la condivisione dei saperi e la sperimentazione di nuove tecnologie wireless. La nostra forza è la varietà dei suoi iscritti, studenti di ingegneria, radioamatori, informatici, filosofi, ... che mettono a disposizione le proprie conoscenze ed esperienze. Rivendichiamo la libertà alla sperimentazione. Basta un access point, un'antenna e .... un po' di pazienza.
Marfarra
Posted Jul 23, 2010 12:36 AM
user 9152157
Firenze, FI
Post #: 629
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Retrocedono sul bavaglio alla stampa, ma non mollano la rete: RIMANE il DIRITTO DI RETTIFICA



Mentre viene modificato il DDL INTERCETTAZIONI, il bavaglio rimane alla rete con IL DIRITTO DI RETTIFICA dopo che Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Cassinelli e dall’On. Zaccaria

Quel comma 29 ammazza i blog. Inammissibile lo diciamo noi!

giulia-bongiornogrande.jpg
Le buone non sono servite a nulla: l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell’articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell’On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall’On. Bongiorno. Con un provvedimento che l’avvocato Guido Scorza non esita a definire “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”. Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all’emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Nella battaglia scatenata dai giornali negli ultimi mesi, del resto, non se ne è mai letto praticamente nulla. Come se la libertà di espressione nel nostro Paese non si misurasse già oggi, e sempre più in futuro, su Internet.
Diciamo “le buone” perché il tentativo, inizialmente, è stato quello di provare a far ragionare il legislatore. Metterlo di fronte ad argomenti, a dati di fatto. Ad esempio che sia errato equiparare un blog qualsiasi a una testata registrata. Che sia errato mettere sullo stesso piano la diffusione professionale e amatoriale di notizie. Che sia inconcepibile pretendere da chiunque apra un sito per esprimere liberamente la propria opinione che non possa assentarsi dalla propria pagina per un fine settimana senza rischiare di trovarsi con migliaia di euro da pagare. Che sia antistorico credere che una legge concepita nel 1948 possa cogliere adeguatamente le dinamiche dell’informazione online. Che sia barbaro disincentivare la libera circolazione delle idee, instillare la paura e il sospetto in chi sfidi il “bavaglio” e fornire un ulteriore strumento intimidatorio ai potenti di turno, che potranno agitare la minaccia della rettifica – con tutto il carrozzone giudiziario che ne consegue – a ogni notizia sgradita. Quanti dei blogger, che per la stragrande maggioranza scrivono senza ricavare un euro dalla loro attività e anzi investendo gran parte del loro tempo libero, saranno disposti ad accollarsi le spese adeguate a dimostrare la fondatezza della propria notizia? Pochi. Gli altri finiranno per piegarsi. Magari dovendosi pure registrarsi presso una qualche “autorità” (il tribunale, l’Agcom o chissà che altro) per rendersi reperibili in caso di guai. Dire la verità, insomma, potrebbe non bastare per dormire sonni tranquilli.
È ora dunque di alzare la voce. Tutti insieme. Perché questo non è il primo tentativo di mettere il “bavaglio” alla Rete, e di certo – visto che sta per avere successo – non sarà l’ultimo. Ieri con l’alibi della sicurezza si è burocratizzato come in nessun Paese libero l’accesso da luoghi pubblici e in mobilità. Oggi con la scusa del rispetto per la verità si è fatto un passo in avanti forse decisivo per approvare l’obbligo di rettifica. Domani potrebbe toccare a filtri preventivi e a nuovi reati creati appositamente per il Web. Per colpire la Rete e in particolare i social networks, un potenziale di dissenso che dà fastidio a chi l’informazione è abituato a controllarla come gli pare e piace. I disegni di legge ci sono già, basta rispolverarli – o creare l’ennesimo scandalo mediatico sulla Rete perché sia legittimo farlo. Adottare misure di questo tipo rappresenta una tendenza in atto in sempre più paesi nel mondo – ma nessuno di questi è un paese democratico. Quello di oggi è un altro piccolo spostamento nella direzione della Cina, della Birmania e dell’Iran. Ma deve essere l’ultimo.
Per questo chiediamo a tutti i blogger, a tutti i lettori, a chiunque abbia a cuore che la Rete rimanga, pur con tutti i suoi difetti, così com’è di dire no. Di dire basta. Prima che venga ridotta a una grande televisione (anche su questo i primi passi sono già stati fatti). Prima che da un luogo di conversazione diventi un megafono. Lo chiediamo anche a tutti quei giornali che finora hanno taciuto l’esistenza di questo comma, evitando perfino di prendere posizione. Come se questo non fosse un dibattito decisivo per il futuro della libertà. Bene, è ora di schierarsi, e di farlo subito, perché il tempo stringe. È ora di dire all’On. Bongiorno e al Parlamento che se c’è qualcosa di “inammissibile” è questa norma. Che non piace all’opposizione e nemmeno – e qui si rasenta il farsesco – a larghi settori della maggioranza, che pure l’ha proposta. Dimostriamo al legislatore che non piace alla Rete e alla società civile. Chiediamogli di abrogare il comma 29. Prima che faccia danni irreparabili.
Fabio Chiusi - IL NICHILISTA
©valigia blu – riproduzione consigliata
post completo
Marfarra
Posted Jul 23, 2010 5:31 PM
user 9152157
Firenze, FI
Post #: 630
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Lettera aperta contro il BAVAGLIO ALLA RETE[/center]

Sta girando una lettera appello dei maggiori blogger contro il BAVAGLIO del DDL INJTERCETTAZIONI .. lo volevo girare anche su questo meetup ma me lo contrassegna come spam (!!)

Quindi ve lo guardate qui sul blog Firenze5stelle

Diffondete per la libertà della rete
Alex-G.
Posted Jul 24, 2010 11:57 AM
user 5788794
Prato, PO
Post #: 2,668
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Lettera aperta contro il BAVAGLIO ALLA RETE


Sta girando una lettera appello dei maggiori blogger contro il BAVAGLIO del DDL INJTERCETTAZIONI ... Diffondete per la libertà della rete


“…Il web porta la pace, merita il Nobel…” ….. “è uno strumento di conoscenza che ha creato fondamenta di civiltà..” ….”internet è il futuro, servono più investimenti in Italia“..Fini ( il Presidente della Camera non quello che vende tortellini) aveva fatto dichiarazioni in merito al web di estrema apertura, dopo che sono stati rigettati gli emendamenti al comma 29 del DDL INTERCETTAZIONI saprà passare ai fatti ?

Tentar non nuoce..diffondiamo e divulghiamo l’appello

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.

L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza , Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione

Vittorio Zambardino , Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi, direttore di Ffwebmagazine e Caffeina magazine

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Cappellaro, Nonleggere QuestoBlog

SOTTOSCRIVI ANCHE TU QUESTA LETTERA PER LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE SULLA RETE

in rete

…. se sei iscritto facebook …. No Legge Bavaglio alla Rete
Marfarra
Posted Jul 26, 2010 6:25 PM
user 9152157
Firenze, FI
Post #: 637
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Firma anche tu “Lettera aperta contro il BAVAGLIO ALLA RETE”, l’ultimo tentativo per gli emendamenti al DDL INTERCETTAZIONI che mira al blocco della rete

… in rete

…. se sei iscritto facebook …. No Legge Bavaglio alla Rete
Marfarra
Posted Jul 27, 2010 6:16 PM
user 9152157
Firenze, FI
Post #: 639
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Sveglia gente oltre alla rete Il comma 29 del DDL INTERCETTAZIONI obbliga al DIRITTO DI RETTIFICA anche l’editoria non periodica, i libri !

Ne parla, strano a dirsi, la rete: “IL POST” e “LIBRIBLOG.COM

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