Gli amici di Beppe Grillo di Salerno Message Board › GRUPPO DI LAVORO: FONDERIE PISANO
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ma magari il problema rimane tutto italiano? sono le nostre autorità a farsi beffe delle direttive europee?
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| Peppe Carpentieri | |
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appena controllato il sito italiano dove ancora una volta non figurano le Fonderie Pisano & C registro INES Qual'è la ragione? non ci resta che seguire il consiglio dell'agenzia europea e chiedere spiegazioni al registro italiano, ecco i contatti Edited by Peppe Carpentieri on Mar 5, 2008 3:04 PM |
| Roberto Napoli | |
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e chiediamolo a Eva Goossens e Dania Cristofaro
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| Peppe Carpentieri | |
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Tizio XXXXXXX
via XXXXXXXXXX 84100 Salerno Gentile APAT registro INES - EPER Sono un cittadino salernitano, e volevo sapere la ragione per cui le Fonderie Pisano & C di via dei greci 44 84100 Salerno non risultano dall'elenco INES - EPER, nonostante quest'azienda sia attualmente attiva e condannata nel marzo 2007 dal Tribunale di Salerno per inquinamento ambientale. In precedenza ho già chiesto chiarimenti a l'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) riguardo il registro EPER, che mi ha indirizzato al registro INES dell'APAT. Inoltre si fa presente che l'area dove opera la su citata azienda è vicinissima a centri abitati e l'inquinamento del suolo è anche ben descritto dalla carta geochimica ambientale redatta dal prof. Benedetto De Vivo dell'Università degli Studi di Napoli Federcio II. Video inchiesta distinti saluti Tizio xxxxxxxx Edited by Peppe Carpentieri on Mar 5, 2008 3:23 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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mi hanno già risposto:
Gentile Sig. carpentieri, Il registro INES è costruito sulla base dei dati inviati per mezzo delle dichiarazioni INES. I motivi per cui un complesso non risulta presente nel registro possono essere diversi: il complesso non ricade nel campo di applicazione della direttiva IPPC (la capacità produttiva non risulta superiore alle soglie fissate dalla normativa di riferimento); le emissioni annuali in aria o acqua del complesso non superano i valori soglia previsti dalla normativa per far scattare l'obbligo di dichiarazione. Si precisa che i valori soglia alla capacità produttiva e alle emissioni previsti per il registro INES rappresentano dei filtri per consentire la selezione, al livello europeo, di un insieme di attività industriali responsabili di circa il 90% delle emissioni totali europee da sorgenti industriali. Le soglie fissate quindi non sono associabili a misure di tutela della salute umana. A livello nazionale il registro INES raccoglie i dati relativi a circa 700 complessi industriali, un numero che si avvicina a circa il 10% del totale dei complessi soggetti alla direttiva IPPC (cioè al rilascio di Autorizzazione Integrata Ambientale) e ancora piu' piccolo se confrontato con la totalità delle attività industriali, questo per dire che in esso non sono rappresentati tutti i complessi industriali italiani. Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, si inviano cordiali saluti. -------------------------------------- APAT Agenzia per la protezione dell'ambiente e dei servizi tecnici Via Vitaliano Brancati, 48 - 00147 Roma http://www.apat.it/... Registro INES http://www.eper.sinan... Dichiarazione INES http://www.dichiarazi... |
| Peppe Carpentieri | |
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16/03/2008 da Il Mattino
L?EMERGENZA AMBIENTALE Processo bis per le Fonderie Pisano ANTONELLA BARONE È stato ancora una volta rinviato a giudizio per reati ambientali Luigi Pisano, titolare delle «Fonderie Pisano & C spa», difeso dall'avvocato Gugliemo Scarlato. Si avvia così un nuovo processo per l'inquinamento prodotto dalle fonderie di via dei Greci, dopo le numerose denunce dei residenti, che continuano ad arrivare in procura negli utlimi anni. Il decreto che dispone il giudizio è stato firmato dal sostituto procuratore Angelo Frattini, che ha condotto le indagini e l'inizio del dibattimento è fissato per il prossimo 16 ottobre. Sono varie le violazioni in materia ambientale rilevate a seguito delle capillari indagini, svolte dai carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico e dai tecnici di Arpac e Provincia e dopo un monitoraggio costante del ciclo produttivo. Anzitutto è stato contestato l'inquinamento delle acque, in quanto senza la prescritta autorizzazione veniva effettuato lo scarico delle acque reflue industriali nel fiume Irno, attraverso canalizzazioni interrate. Sono state inoltre riscontrate immissioni nocive nell'atmosfera, provocate da un impianto di fusione, che produceva emissioni di fumi e polveri senza la prescritta autorizzazione, con conseguente danno per gli abitanti delle zone limitrofe, costretti a vivere in una zona caratterizzata da una spessa coltre di nebbia. Altra contestazione riguarda l'assenza del necessario atto autorizzativo per l'impianto di verniciatura dei prodotti realizzati dalla fusione. Si tratta di una serie di reati accertati alla fine dell'anno 2006. Ma non è la prima volta e non è neppure l'ultima che le Fonderie Pisano finiscono nel mirino della magistratura penale. Già nel 2004 era stata avviata una precedente inchiesta che aveva portato alla fine di quell'anno al sequestro dello stabilimento. Da una serie di accertamenti tecnici era emerso che i possibili danni alla salute non sussistevano solo per gli abitanti della zona, ma anche e prima di tutto per i lavoratori delle Fonderie Pisano, che comunque temevano di poter perdere il posto di lavoro a seguito dell'apposizione dei sigilli. Ora, dopo la conclusione di questa ulteriore inchiesta per violazioni accertate fino alla fine del 2006, sembra ne sia stata avviata un'altra lo scorso anno, affidata al sostituto procuratore Massimo Lo Mastro, a seguito della presentazione di ulteriori esposti e denunce per l'inquinamento prodotto dall'attività delle Fonderie Pisano, che continuano a essere quotidianamente monitorate dai tecnici, nominati dalla Procura. |
| danilo | |
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sto luigi pisano è un vero benemerito della societa ; nel senso da una mano alle pompe funebri a trovare clienti ... mha !! povera salerno !!
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| Peppe Carpentieri | |
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Il nostro Antonio mi ha segnalato questo documento che ha trovato in rete.
Ecco come lo Stato finanzia l'innovazione tecnologica. A guardar la condannata azienda Pisano non si direbbe che usi l'innovazione tecnologica per tutelare l'ambiente, anche leggendo la sentenza del Tribunale di Salerno, non si direbbe. |
| Roberto Napoli | |
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sono soldi pubblici
sicuramente hanno dovuto dimostrare come sono stati spesi i soldi andiamo a vedere cosa hanno fatto qual'è precisamente l'ente erogante??? |
| Peppe Carpentieri | |
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Credo il Ministero delle attività produttive attraverso la Regione Campania, credo. Oppure direttamente il Ministero |
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