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"I Grilli Acerrani" - Gli Amici di Beppe Grillo di Acerra Message Board › L'angolo dell'informazione!
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| SaL Fatigati | |
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Sabato 16 Giugno 2007
Si discute di "Emergenza sanitaria ad Acerra" Napoli ? Domenica 17 giugno 2007, alle ore 10.30, in Palazzo Marigliano alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia per discutere il seguente tema all?ordine del giorno: "Emergenza sanitaria ad Acerra". Relazioneranno Andrea Bianco, Presidente dell?Associazione Medici acerrani (AMA), Luigi Montano, medico specialista, direttore dell?Istituto ?G. Caporale? e Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Acerra, Sandro Sicignano, Medico specialista (A.M.A.). Presiede Antonio Marfella, Tossicologo dell?Istituto dei tumori di Napoli ?G. Pascale?. Fonte : comunicato stampa http://www.casertanew... |
| SaL Fatigati | |
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MARFELLA: IL ?TRUCCO? DELL?INCENERITORE DI ACERRA
Uno dei principali argomenti ripetutamente proposti dai fautori degli inceneritori, e ribaditi in questi giorni dal Governatore Bassolino, è costituito dall?assunto che il ciclo integrato, pur se virtuoso, non può prescindere a valle da un impianto terminale di incenerimento, dal momento che sarebbe di fatto impossibile riciclare tutto. In questi giorni abbiamo sentito ribadire dal Governatore la necessità non solo di fare partire l?ormai famosissimo inceneritore di Acerra, ma anche di avviare i lavori per il ?gemello? di S. Maria La Fossa e infine, sotto la petulante spinta del sindaco di Salerno, aprirne anche un terzo a Salerno. Tali tecnologie sono obsolete ormai in tutta l?Europa, che si è data indirizzi di legge precisi volti a rispettare il protocollo di Kyoto e quindi ad eliminare qualunque tipo di impianto più o meno inquinante come gli inceneritori, che in ogni caso aumentano anziché diminuire la produzione di CO2, oltre che cancerogene diossine e pericolosissime nanoparticelle. Enzo Giustino, nel riportare sul Corriere del Mezzogiorno di oggi 16 giugno 2007 la portata media annua degli inceneritori/termovalorizzatori necessari (200.000 tonnellate/anno) si chiede invece : di quanti ne avremmo bisogno in Campania? Proviamo allora a dargli una risposta matematica sulla base della conosciuta produzione di rifiuti giornaliera in Campania, che è di 6500 tonnellate al giorno. Togliendo il minimo del 40% di raccolta differenziata ed il 30% di umido destinato al compostaggio ne consegue che, in una regione Campania con un minimo di corretto ciclo integrato di rifiuti, ne dovrebbero essere smaltiti ( con inceneritori o Trattamento meccanico biologico BMT) circa 1500 tonnellate al giorno per una valore di circa 500.000 tonnellate all?anno. La risposta matematica quindi all?interrogativo di Enzo Giustino è che correttamente in Campania dovrebbe funzionare da solo e al massimo a due terzi della sua capacità solo l?inceneritore di Acerra ! L?inceneritore di Acerra è infatti costruito per smaltire oltre 2000 tonnellate al giorno per circa 750.000 tonnellate all?anno! Perchè in Campania invece gli inceneritori ancora da costruire, anziché da smantellare, sembrano l?unica ed indispensabile ?soluzione finale?, di triste reminiscenza nazista anche come proposta verbale? Dove è il trucco? In un autentico gioco da ?zecchinetta?, degno degli operatori assunti dai politici per la raccolta differenziata porta a porta ma che non debbono lavorare, come testimoniato dal Commissario Catenacci. A ?zecchinetta? per vincere tutto il denaro del banco occorre entrare in possesso della carta più alta. A ?NapoLeonia? (dal ?Profeta? Italo Calvino) vince tutto e ?sbanca? il banco, incassando gli infiniti miliardi pubblici, non chi fa l?impianto migliore, destinato come in tutta Europa alla ?soluzione finale? dei soli materiali post-consumo impossibili da riciclare bruciando un contenuto proporzionato al bisogno dopo avere sottratto il materiale riciclato, ma chi lo fa più grande, al preciso scopo di bruciare tutto il contenuto indifferenziato, e quindi tossico, dei nostri sacchetti ! La Campania intera produce circa 6500 tonnellate di rifiuti al giorno che per un anno significa circa 2.250.000 tonnellate. A pensare male, diceva Andreotti, si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca. Se facciamo quindi tre mega-inceneritori della portata di quello in via di ultimazione ad Acerra (circa 750.000 tonnellate/anno) fanno giusto 2.250.000 tonnellate all?anno. Il gioco sembrerebbe fatto! E senza perdite di tempo e di risorse nel recupero e riciclo, evitando di fare lavorare gli ?amici? assunti per giocare a zecchinetta (quella vera?..), lasciando le discariche senza controllo ai soli rifiuti tossici del Nord, e incassando un mare di denaro pubblico proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati : cioè tutti! E perché in Europa la portata media annua di tutti gli inceneritori censiti al 2002 è pari a circa 150.000 tonnellate/anno , cioè circa 5 volte meno di Acerra? (Figura 2) Perché i citatissimi inceneritori di Vienna sommati tutti e tre (compreso quello ancora in costruzione) non fanno tutti insieme la portata del solo inceneritore di Acerra? Perché gli inceneritori tedeschi, dove non vogliono più bruciare le nostre false ecoballe, piene di rifiuti umidi tal quale, non superano le 240.000 tonnellate/anno, cioè in ogni caso non più di un terzo di quello di Acerra? |
| SaL Fatigati | |
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Non è vero, a mio parere, che ci sia mai stata significativa opposizione popolare alla apertura dell?inceneritore ?a griglia? di Acerra, progettato quindi per bruciare non certo materiale CDR (Combustibile per rifiuti), ma tutti i rifiuti tal quale.
L?impianto non funziona ancora per i problemi tecnici che si sono venuti a creare per la scellerata decisione di volere a tutti i costi uno degli inceneritori più grandi di Europa in un luogo sbagliato (già colpito a disastro ambientale da rifiuti tossici ), in un tempo sbagliato (tecnologie del tutto superate nel mondo), per bruciare i rifiuti sbagliati (false ?ecoballe? di rifiuti tal quale)! A Modena, nei giorni scorsi, l?Ordine dei Medici ha presentato un esposto alla Magistratura penale per contestare l?ampliamento della portata annua del piccolo inceneritore di Coriano (Forlì) da 60.000 a circa 72.000 tonnellata/anno, avendo dimostrato, con studi epidemiologici promossi dalla Comunità Europea, che tali impianti risultano provocare uno statisticamente significativo aumento di varie patologie, e soprattutto di tumori, nei residenti entro un raggio di circa 5 km dall?impianto. Ad Acerra, se partisse in quella terra già devastata dal cancro e dalle malformazioni congenite provocate dai rifiuti tossici della Camorra e delle Industrie del Nord, il ciclopico impianto da 750.000 tonnellate/anno di incenerimento di pseudo-?ecoballe? di tal quale, cosa dovrebbe fare l?Ordine dei Medici di Napoli? Chiedere la riapertura del Processo di Norimberga? La organizzazione e la cultura della indispensabile raccolta differenziata a non meno del 40% del totale, la gestione complessiva dei rifiuti ed in particolare il compostaggio dell?umido, l?efficace controllo del tipo e della movimentazione dei rifiuti tossici, non devono più essere oggetto di interventi straordinari per essere attuati in tempi rapidi e con correttezza: devono diventare ordinario e quotidiano patrimonio del vivere civile di ogni cittadino campano, ognuno per la propria competenza! A noi cattolici basta osservare la volta della Cappella Sistina e il Giudizio Universale di Michelangelo per renderci conto di cosa significa un equilibrato ed integrato ?ciclo dei rifiuti?(anime post-consumo corpi). (Figura 3), molto diverso da quello progettato e ancora pervicacemente proposto in Campania oggi. Se ci fate caso, non più del 5%-10% del totale delle anime dipinte nell?affresco finisce senza possibilità di recupero nell?Inceneritore di Belzebù. Il ?background? teologico dell?affresco di Michelangelo Buonarroti era attentamente controllato: in Controriforma nasceva quell?enorme impianto di ?compostaggio? del Purgatorio. E qualche teologo (non certo Paul Connett) ha motivo di ritenere che persino Giuda potrebbe essere stato ?compostato? e riciclato dalla infinita Misericordia di un Dio a chiara opzione ?Rifiuti Zero? ! Napoli li 16 giugno 2007, Antonio Marfella Tossicologo Oncologo ISDE NAPOLI (Medici per l?Ambiente) Difensore Civico Assise di Palazzo Marigliano http://www.caserta24o... Edited by SaL Fatigati on Jun 18, 2007 12:58 AM |
| Angela | |
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Rifiuti tossici, in un anno 60 morti sospette per tumori
di Redazione del 17/06/2007 in Cronaca - discariche abusive, allarme tumoriCASALUCE. Terreni privati diventano comode discariche per rifiuti solidi e tossici. Succede quasi ogni notte. È successo a Marcianise, Teverola, Casaluce a Trentola Ducenta e ad Aversa; ma il fenomeno potrebbe estendersi a macchia d'olio in tutta la provincia come una metastasi illegale. Perché illegale, probabilmente, era il ciclo di smaltimento di questo tipo di sostanze prima della chiusura di alcune discariche e perché, forse, ora, non si sa più dove portarli, dove smaltirli. E non si fa fatica nemmeno a pensare che a giostrare il tutto sia la longa manus della camorra. Prima dell'operazione "Madre Terra", che scoprì il traffico illegale di rifiuti, si corrompevano i contadini sottobanco offrendo soldi in cambio di un comodo terreno per seppellire barili di sostanze tossiche che galleggiano tuttora sotto insalate e pomodori. In tempi di emergenza rifiuti la criminalità organizzata che gestisce, o fa finta di gestire, lo Un tecnico Arpac mentre effettua rilievi a Casaluce smaltimento dei rifiuti tossici, sorvola i preliminari e si muove di notte, di nascosto. In una settimana sono state trovate più di quattro campagne invase da rifiuti di ogni genere. A Casaluce i medici dell'Arpac hanno rinvenuto venti fusti di solventi residui utilizzati per attività tipografiche. A maggio il reparto Noe riuscì a scoprire un piccolo traffico di sostanze inquinanti: denunciò il titolare di una officina meccanica per il mancato smaltimento di lubrificanti e olii inquinanti e il gestore di una fabbrica di scarpe che scaricava mastice e chili di colla nel terreno. Pesanti le accuse contestate ai due: violazioni in materia ambientale con danni irreparabili per il territorio. Ieri a Trentola Ducenta i carabinieri hanno informato la procura di Santa Maria Capua Vetere della presenza di altri pneumatici in terreni privati. Le indagini sono state avviate. Ad Aversa la proprietaria di un terreno che si è ritrovata il cancello dell'orto reciso e una montagna di gommoni in mezzo alle insalate, è stata multata per omessa sorveglianza del luogo. L'emergenza si intreccia con l'aumento di casi di gravi malattie, come il tumore, circa sessanta all'anno in un paese piccolo come Casaluce. Di questi casi è stata informata la Procura. da Il Mattino, domenica 17.06.07 (di Marilù Musto) |
| Angela | |
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Centinaia di persone alle porte della cittadina in provincia di Avellino
per protestare contro il decreto del commissariato straordinario Bertolaso Rifiuti, presidio ad Ariano Irpino contro la riapertura della discarica A Rione Cardito, sulla Statale 90 delle Puglie, continuano ad affluire manifestanti I compattatori sono in marcia e dovrebbero arrivare nel primo pomeriggio <B>Rifiuti, presidio ad Ariano Irpino<br>contro la riapertura della discarica</B> Una manifestazione del 2004 ad Ariano Irpino contro la riapertura della discarica di Difesa Grande AVELLINO - Manifestazione di protesta contro la riapertura della discarica di Difesa Grande ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Circa trecento persone si sono radunate alle porte della cittadina per protestare contro il decreto del commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso. A Rione Cardito, sulla Statale 90 delle Puglie, continuano ad affluire i dimostranti, ma il transito delle auto prosegue regolarmente. A un lato della strada è stato montato un palco dal quale parleranno il sindaco, Domenico Gambacorta, amministratori dei comuni della Valle del Cervaro, esponenti sindacali e dei comitati antidiscarica. Non si segnalano tensioni. Le uniche forze dell'ordine presenti sono gli agenti del locale commissariato e i carabinieri della compagnia territoriale. "Dobbiamo essere calmi, sereni e soprattutto muoverci unicamente nella legalità, vigilando e impedendo che si registri il benché minimo incidente. Dalla nostra parte abbiamo le ragioni di una comunità umiliata da un provvedimento iniquo e incostituzionale nei confronti del quale faremo resistenza passiva. I bollettini di guerra non appartengono alla nostra storia civile", ha detto il sindaco. Dal palco di Rione Cardito Domenico Gambacorta ha lanciato un forte, deciso appello a restare sui binari della legalità. Domani sindaco e capigruppo saranno a Roma per incontrare i presidenti dei gruppi parlamentari di Palazzo Madama. Secondo voci non confermate, i compattatori con i rifiuti destinati a Difesa Grande si sono messi in marcia nella notte: sarebbero poco meno di cento e dovrebbero arrivare ad Ariano Irpino nel primo pomeriggio ma la guardia, tra i manifestanti, è alta già da stamane. Click Here Intanto, dalla notte scorsa i comitati antidiscarica presidiano alcune delle principali strade di accesso a Difesa Grande, il sito di stoccaggio che si trova a circa dieci chilometri dalla città, con veri e propri 'check point' sulla statale 90, al bivio di Villanova del Battista (Avellino) e in territorio di Monteleone di Puglia (Foggia). Il percorso degli automezzi, scortati dalle forze dell'ordine, complessivamente non meno di 500 uomini tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, verrà differenziato tra la statale 90, la statale 90 bis (che non attraversa Ariano Irpino), e l'A16 Napoli-Canosa, con uscite a Vallata e Candela per poi proseguire verso Difesa Grande su viabilità interna. (18 giugno 2007) http://www.repubblica... |
| SaL Fatigati | |
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NOLA: EMERGENZA DIOSSINA, AL VIA LE ANALISI SUL LATTE MATERNO
(PRIMA) NOLA - Continua il braccio di ferro tra cittadini, ambientalisti e autorità sanitarie locali, regionali e nazionali sulla questione diossina. La direzione sanitaria della locale Asl Napoli4 scrive ai cittadini e nega la possibilità di sottoporli alle analisi ?a domanda?, ma promette uno studio epidemiologico sulla popolazione con analisi ?a campione? proposta dalla Regione e commissionata all?Istituto Superiore di Sanità e al Comitato nazionale delle Ricerche. Il tutto al tavolo operativo istituito dal Comune di Acerra, che gestisce due milioni di euro per l?emergenza diossina. Ma ecco le reazioni degli ambientalisti. Gennaro Allocca, Presidente del Comitato per la Difesa dell?Agro Nolano e promotore della clamorosa iniziativa di richiesta di analisi per determinare i livelli di diossina nel sangue e nei liquidi biologici dei cittadini del comprensorio più inquinato d?Italia. Avvocato, avete ottenuto risposte dalla ASL NAPOLI4? ?Per quanto riguarda la richiesta di analisi che abbiamo inoltrato nel marzo scorso alla Direzione sanitaria dell?ASL NAPOLI4, al l?assessorato regionale alla Sanità e al Ministro della Salute Livia Turco, vorrei dire che continuano a pervenirci risposte dilatorie da parte dell?ASL Napoli4 e da parte dell?assessorato regionale della Sanità. Dilatorie nel senso che non entrano nel merito dell?argomento e non colgono a pieno la gravità della situazione. Per cui sarebbe opportuno che tutta la popolazione si mobilitasse per far si che l?ASL Napoli4 intervenga secondo le disposizioni vigenti di legge sull?emergenza in atto?. Il senatore Tommaso Sodano ha dichiarato che non è sostenibile sottoporre i cittadini alle analisi, in quanto nascerebbe un contenzioso nazionale esteso ad altre popolazioni? ?Penso che il Senatore Sodano abbia saltato la barricata! C'era proprio bisogno di aspettare le nostre richieste personali per avviare uno screening a campione? C'è poco da stare allegri?. Il Professore Marfella dice che chi vive intorno alle discariche acerrane (Pantano, Calabricito) deve essere monitorato obbligatoriamente in quanto zone colpite dal disastro ambientale da diossina? ?Si, ma noi invece sosteniamo che la ASL ha l?obbligo di sottoporre ad analisi anche tutti quei cittadini delle zone ad alto rischio che le richiedono. Su questo punto faremo battaglia e lo faremo presente anche al Ministro Turco, alla quale abbiamo richiesto un incontro urgente e che non ci ha ancora risposto?. Intanto si avvia il reclutamento per sottoporre ad analisi le puerpere dei nove comuni di fascia 5 inquinati da elevati livelli di diossina secondo lo studio OMS dell?aprile scorso. Bruna Gambardella, Presidente dell?Osservatorio sociale di Nola, ha contattato tre pediatri per avviare questa ricerca di donne in allattamento residenti ad Acerra, uno dei comuni più colpiti dall?inquinamento da diossina. A che punto è l?idea di fare le analisi sul latte materno a donne acerrane? ?Siamo in una fase avanzata di organizzazione di questa iniziativa, importante perché le analisi sul terreno, sugli animali e sulle coltivazioni sono già state fatte, però non abbiamo studi significativi sull?uomo e sulla presenza degli inquinanti nel ciclo alimentare umana. In questo momento stiamo collaborando con l?Università di Pisa per avviare una ricerca sulle puerpere residenti nei comuni indicati a maggior rischio di inquinamento ambientale da tossici?. Se le analisi fossero positive gli impianti per i rifiuti chiuderanno? ?Certamente. Lo scopo è proprio quello di dimostrare che esiste già un degrado ambientale tale che rende impossibile, già secondo le leggi italiane, di costruire impianti fonti di inquinanti tossici che si aggiungerebbero a quelli già evidenziati?. La prossima settimana ci sarà un incontro promosso da Luigi Montano dell?eidos con i pediatri acerrani presso la Casa di Cura Villa dei Fiori per reclutare le primipare e iniziare i prelievi del latte materno e determinare i livelli di diossina presenti. (PRIMA) Data: 18/06/07 17:41 Autore: RED-COM |
| Giancarlo | |
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Pizza, spaghetti e Bassolino
di Giancarlo Perna (da: "il Giornale" del 18 giugno 2007) Davanti a Roma in fiamme, Nerone prese la decisione imbecille di cantare. Altrettanto fa Antonio Bassolino, detto 'o Re per l'incontrollabilità del suo potere. Mentre Napoli si inabissa, passa ore al Circolo del Tennis di Villa Comunale a cicalare e bere aperitivi. Dopo 15 anni di dominio assoluto, il governatore ds della Campania ha scelto la fuga dalla realtà per non vedere i disastri che ha combinato. Dall'inizio dell'anno, ci sono stati 60 omicidi di camorra in città. Il doppio, nell'intera Regione. La miseria opprime, l'inquinamento dilaga, l'invivibilità si è estesa dalla periferia ai quartieri alti. Come un Buddha serafico in un mare in tempesta si fa puntualmente rieleggere. Ci riesce grazie a un viluppo inestricabile di rapporti. Se il voto deve premiare i risultati, siamo di fronte alla negazione della democrazia. Mentre tutto crolla, Antonio fischietta. Fa finta di nulla e lo fa con metodo. Da tempo, ha scelto il profilo basso pur di regnare. Dopo due lustri di malgoverno come sindaco, ha ceduto lo scettro a Rosa Russo Jervolino che ora, come un'ochetta giuliva, si attira gli strali destinati a lui. Altrettanto ha fatto coi rifiuti. Dopo essere stato Commissario straordinario (1999-2003) e avere lasciato incancrenire la situazione, ha passato la patata bollente. Ora, a rischiare l'incolumità di fronte alle plebi campane inferocite, è Guido Bertolaso, un malcapitato romano gettato nell'arengo come un micio tra i tori. A Napoli si spara e si mangiano lupini? Antonio fa lo gnorri. È in tutt'altre faccende affaccendato. Ha appena speso tre miliardi di vecchie lire per ammodernare i suoi uffici al terzo piano del Palazzo della Regione. Qui, negli ambienti rinnovati, riceve i giornalisti per le sue tre interviste quotidiane. Discetta sull'universo mondo e, sui guai campani, glissa. Mai una parola. La stampa napoletana è asservita. Questo spiega come, nonostante gli sfracelli, 'o Re resista. Eletto sindaco nel '93 fece il colpo grosso convincendo il costruttore romano Caltagirone - il quasi genero di Pier Casini - a comprare "Il Mattino", storico giornale cittadino. Caltagirone ha grossi interessi immobiliari a Bagnoli, l'ex zona industriale. Bassolino gli fece capire che l'area della sua Cementir, azienda ormai chiusa, sarebbe diventata edificabile. C'era infatti un progetto che avrebbe dato alla città respiro e occupazione. Fu anche costruito una specie di belvedere sopra Bagnoli da dove i cittadini si sarebbero potuti affacciare per vedere l'avanzamento dei lavori. Sono stati spesi 1.100 miliardi di vecchie lire per bonificare i terreni avvelenati dalle industrie. Poi basta. ---> contiuna |
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| Giancarlo | |
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L'area è dimenticata da anni e oggi è uno squallido deserto urbano. La terrazza panoramica è diroccata e ci si fa pipì. Un assaggio del modo di governare a chiacchiere di Antonio. "Il Mattino" di Caltagirone, dunque, è la roccaforte del bassolinismo. Elogi a non finire, difese di ufficio e trallallero vari. Le pagine napoletane di "Repubblica" fanno di peggio. Sono considerate lo stuoino di 'o Re. Giorni fa Sandro Bondi, coordinatore di Fi, è stato a Napoli a parlare dello scandalo dell'immondizia. La notizia era scomoda e sulla "Repubblica", non è apparso neppure un trafiletto. Servile è stato a lungo anche il "Corriere del Mezzogiorno", allegato campano del "Corsera". Adesso che al timone c'è Marco De Marco, è un po' cambiato. De Marco, in un suo libro su Napoli se l'è presa con 'o Re per il degrado. A presentare il volume è stato il ministro ds, Luigi Nicolais, che ha detto: «Io al posto di Bassolino mi sarei dimesso». Infatti - breve parentesi -, tra i ds è in corso una lotta. Max D'Alema, Piero Fassino, perfino il presidente Giorgio Napolitano, non ne possono più di Bassolo. L'astro emergente è appunto Nicolais. I Ds pensano a lui per sostituire 'o Re alla Regione. Per il cambio, vengono a fagiolo le elezioni europee del 2009. Bassolino, pare certo, abbandonerà in anticipo l'incarico e si candiderà. Alla fine della fiera, avremo lui a Strasburgo e i napoletani a ciucciarsi i suoi rifiuti. Per concludere con la stampa, il solo giornale di opposizione è il "Roma" di Italo Bocchino, il deputato di An. Ma è tenuto a bada da un diluvio di querele e altrettante condanne dei severi giudici napoletani. La magistratura locale è l'altra baluardo del bassolinismo. Le stesse toghe che macellarono per finanziamento illecito la classe politica degli anni '90 - i Gava (Dc), i De Lorenzo (Pli), i Di Donato (Psi) - assiste muta da tre lustri al clientelismo dilagante e alla rovina evidente della città, ossia a molto peggio. Grazie a 'o Re si sono formate sei milioni di ecoballe di immondizia. Qualsiasi cosa si faccia adesso, il problema resterà irrisolto per anni. Infatti, il termovalorizzatore di Acerra che parte a ottobre - unica struttura finora programmata - potrà solo smaltire l'arretrato. Ci metterà, secondo calcoli, sei anni. Per quanto si accumulerà nel frattempo, si tratta con la curia per ottenere l'intercessione di San Gennaro. La camorra intanto continuerà a buttare nelle discariche i lucrosi rifiuti tossici di mezza Europa. In Campania si dà per inevitabile a breve l'avvelenamento delle falde acquifere e dell'intero ciclo alimentare, dalle bufale alla mozzarella. Nonostante questo scenario, i magistrati tacciono. Il solo che pare intenzionato a chiedere il rinvio a giudizio di 'o Re è il pm Noviello, considerato di sinistra tosta, mentre il grosso degli altri appartiene alle correnti riconducibili ai Ds. Bassolino ha anticipato la sua ardita linea difensiva: «Io firmavo carte, ma non sapevo quali». 'O Re ha avuto i natali 60 anni fa ad Afragola. Un merito che non ha evitato alla cittadina di diventare anch'essa una pattumiera al sole. Nonostante un padre liberale, Antonio scelse giovanissimo il Pci. Era un seguace del mistico Pietro Ingrao. Come tutti gli ingraiani, anche Antonio era pensoso e musone. In più, era afflitto da balbuzie. Ebbe il soprannome «Totonno 'a cacaglia» o, più sobriamente, «Cacaglio», cioè balbuziente. Andò a Roma alle Botteghe Oscure e fece una buona carriera di partito. Si sposò, ebbe due figli, divorziò. In tutto questo tempo rimase col grugnetto e trascurato nel vestire. Poi incontrò Anna Maria Carloni, una marchigiana, e divenne sindaco di Napoli. Cambiò dal giorno alla notte. La Carloni lo vestì come si deve, gli impose il taglio di capelli alla Marlon Brando e gli raccomandò di sorridere. Ma, esagerando nelle insistenze, ne ha fatto un uomo sempre ilare, il più delle volte senza un perché. Nel 1999, col governo D'Alema, Antonio fu anche ministro del Lavoro. È ricordato dai sindacati per non averli mai ricevuti e dai giornalisti per le decine di interviste giornaliere. A furia di parlare, Cacaglio perse la balbuzie. Grato alla Carloni per avergli dato equilibrio, la sposò. La fece consulente della Banca Popolare di Ancona che aveva assorbito la Banca Popolare di Napoli ('95). Nominò alla presidenza dell'Inps, il prof. Bianchi, di Appignano (Macerata) come Anna Maria. Nel 2006, ha fatto di lei una senatrice, eletta coi voti dei suoi sudditi napoletani. Tra gli influssi carloniani, anche l'amore per l'arte contemporanea su cui 'o Re sdottoreggia ogni due per tre. Si è legato allo scultore Mimmo Palladino al quale ha commissionato la Montagna di Sale che a Natale ha ingentilito Piazza del Plebiscito. Ha perfino impedito la costruzione di una centrale elettrica nel Beneventano perché troppo vicina alla casa dell'artista. Antonio è superstizioso. Al risveglio, scende dal letto col piede sinistro e segue un rituale: rasatura, caffè, sigaretta (oggi abolita), un complicato gioco di gambe sulla soglia della porta e via verso il nuovo giorno e le sue clientele. Migliaia sono i dipendenti della Nettezza urbana. Com'è sotto gli occhi di tutti, non fanno nulla. Per istinto e penuria di attrezzi. Mancano scope, pale, camion. Durante il mese, i lavoratori giocano a carte. A fine mese riscuotono spossati gli stipendi, che si traducono in altrettanti voti popolari. Più macchinosa, la conquista dell'élite imprenditoriale. Si fa leva sui Piani operativi regionali (Por), ossia i finanziamenti Ue alle imprese. Il sistema è articolato. L'imprenditore che si candida al contributo soggiace a una trafila. Per la pratica, deve rivolgersi a studi professionali. «Sempre gli stessi», ha denunciato Ciriaco De Mita, avversario di 'o Re. Tra i più gettonati, lo studio dell'avv. Enrico Soprano. Alla fine della filiera, c'è Andrea Cozzolino, un ds che gestisce i Por. Costui, per conto di 'o Re, vaglia le domande. Se tutto corrisponde al protocollo bassoliniano, eroga il finanziamento. Segue una gratitudine a cascata di imprenditori, studi professionali, dipendenti, familiari, parenti a carico, famuli vari. Con questo geniale votificio, 'o Re da tre lustri riposa tra due guanciali. 19/6/2007 |
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| Angela | |
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La soluzione del problema della gestione dei rifiuti non è semplice ma è certo che sotterrare i rifiuti nelle discariche o incenerirli è costoso e rischiosissimo.
La migliore strategia è collaborare tutti insieme, sia i singoli che le istituzioni. Tale straregia consiste nella regola delle quattro erre e cioè: RIDUZIONE RIUTILIZZO RICICLO RECUPERO La RIDUZIONE interessa il problema all'origine. Infatti bisognerebbe impegnarsi per una minore produzione di rifiuti in generale scegliendo anche prodotti ecocompatibili. Numerose sono le accortenze che bisognerebbe cercare di adottare per uno stato di miglioramento e quindi preferire per esempio i prodotti che sono imballati con minor materiale evitando il monodose e le monoporzioni che sono costituiti da involucri singoli. Bisognerebbe non incentivare la produzione infinita di sacchetti di plastica in quanto basterebbe andare a fare la spesa con borse di juta o di cotone di cui già disponiamo normalmente in casa. Scegliere prodotti di uso quotidiano sfusi, senza confezioni e possibilmente preferire le ecoricariche di detersivo per non alimentare le montagne di imballaggi di plastica per detersivo. E se i produttori si impegnassero a ridurre gli imballaggisuperflui? Forse se davvero si potessero imporre tasse ecologiche su contenitori usa e getta ai produttori le cose cambierebbero. Potrebbero produrre più prodotti recuperabili e smaltirli senza rischi per l'ambiente. Il RIUTILIZZO prevede la riutilizzazione di un prodotto diverse volte in modo tale da farne diminuire di nuovo il bisogno.Infatti usando di nuovo cose già usate, destinandole ad altre funzioni;anche diversedalla primitiva; si limita il flusso di rifiuti destinati allo smaltimento. Ad esempio si può allungare la vita di alcuni imbatti(tipo le scatole di latta dei biscotti per farne dei porta oggetti di piccole dimensioni). Si potrebbero preferire i contenitori col vuoto a rendere, ( una bottiglia con "vuoto a rendere" può essere sterilizzata e riutilizzata per 50 volte prima di essere gettata). Il vetro è riutilizzabile e riciclabile al 100%. Bisognerebbe scegliere le pile ricaricabili, apparecchi a batteria da rete. In molti paese dell'Europa centrale e settentrionale e già in alcuni paesi (ma pochi) d'Italia è diffusa la vendita di detersivo a litro. Si riempie la propria bottiglia prelevando direttamente da grandi contenitori. Lo stesso discorso vale anche per il latte Il riutilizzo e il riciclo sono i metodi più pratici per ridurre iu rifiuti alla fonte e a destinazione finale. Il RICICLO dei rifiuti è il processo di trasformazione in materiale riutilizzabile. E' un modo di ridurre i consumi energetici, i costi delle industrie ed è un modo per risparmiare le risorse naturalidel pianeta. Ecologicamente si contrappone ai metodi convenzionali di smaltimento dei rifiuti (discariche e inceneritori). Riduce drasticamente la quantità di rifiuti, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua. Riciclando per esempio la bottiglia di plastica si possono fare maglioni, costumi da bagno, felpe, giacche, moquette (occorrono 15 bottiglie per per un maglione). Dalle buste di plastica si possono fare anche vestiti da sposa. Dai bicchieri da caffè di plastica tritati nascono le matite. Molto importante è riciclare l'alluminio che non è biodegradabile ed è raro e costoso da produrre. Il riciclaggio dell'alluminio, utilizzato per produrre le lattine, è altamente vantaggioso: permette infatti un notevole risparmio energetico e un minor consumo di bauxite, il materiale da cui l'alluminio viene estratto. Si stima che oggi, in Italia, quasi il 40% in peso dell'alluminio utilizzato provenga da lattine riciclate. La produzione dell'alluminio è altamente inquinante; per produrre l'alluminio necessario a costruire una lattina da 33 cl del peso di 16 grammi vengono inquinati: * aria quanto una stanza * acqua 18 litri (53 volte la sua capienza) * 30 cm cubi di suolo |
| Angela | |
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l RECUPERO
Il sistema di recupero dei rifiuti di plastica dovrebbe essere costituito da tre passaggi: conferimento, selezione e rilavorazione. Nei Centri di Conferimento i gestori della raccolta differenziata depositano periodicamente il carico raccolto di bottiglie, flaconi ed altri imballaggi in plastica. I Centri di Selezione e Stoccaggio rappresentano il passaggio successivo. In essi confluisce il materiale in balle proveniente dai Centri di Conferimento, nonché gli imballaggi in plastica provenienti direttamente dalla raccolta differenziata. In questi centri i contenitori in plastica vengono suddivisi in frazioni omogenee per tipologia di polimero costituente il contenitore (PE, PET e PVC). Inoltre la frazione in PET viene ulteriormente suddivisa per colore. L'ultimo anello è rappresentato dai Centri di Rilavorazione, che trasformano i tre polimeri selezionati in materiale plastico di alta qualità. La carta raccolta, invece, viene portata in appositi depositi dove viene effettuata una prima selezione del materiale. Carta e cartone vengono separati da altri materiali conferiti insieme ad essi; talvolta si separano diverse qualità di carta che hanno prezzi di mercato differenti. Poi i diversi materiali vengono pressati e confezionati in balle. Di qui le balle vengono portate alle cartiere, dove vengono disfatte, la carta viene sminuzzata, disinchiostrata, e poi inserita nel pulper, insieme alla fibra di materiale vergine, nelle proporzioni consentite dalla tipologia di prodotto che si vuole ottenere. Per quanto riguarda il legno, gli imballaggi non più utilizzati, raccolti nei centri preposti, sono ridotti di volume attraverso operazioni di pressatura e triturazione, in modo da consegnarli ai riciclatori per essere lavorati.Il legname derivante dal recupero viene trasformato in chips di ottima qualità, che possono diventare pannelli di truciolare, compost, combustibili per gli impianti di produzione di energia termoelettrica, complementi d'arredo per l'industria del mobile. In alternativa, il legno riciclato diventa pasta cellulosica per le cartiere. Il vetro raccolto viene trasportato in appositi impianti dove subisce vari processi di selezione e pulitura: il materiale è selezionato grossolanamente e poi frantumato; successivamente viene accumulato in depositi esterni dove rimane per qualche mese esposto agli agenti atmosferici in modo da eliminare le impurità; quindi lo si sottopone ad un nuovo processo di selezione; infine viene stoccato prima di essere inviato alle vetrerie, dove verrà riciclato Gli imballaggi di alluminio raccolti, vengono pressati in balle ed inviati agli stabilimenti di recupero che li frantumano e li separano da eventuali residui metallici estranei. Successivamente i rottami vengono trattati a una temperatura di 500° C allo scopo di liberarli da vernici ed altre sostanze aderenti. Il metallo viene quindi fuso per venire infine colato in lingotti che serviranno per produrre nuovi oggetti e laminati. Il prodotto ottenuto viene chiamato alluminio secondario. Il risparmio energetico ottenuto con il recupero dell'alluminio è del 95%, inoltre può essere recuperato più volte. Dalle pile esauste possono essere recuperati materiali utili come metalli pesanti o il lamierino d'acciaio del rivestimento. Lo smaltimento metallurgico delle batterie al piombo mediante il recupero del metallo in esso contenuto presenta notevoli vantaggi per la comunità, sia in termini economici che in termini ambientali.Il metallo recuperato dalle batterie esaurite presenta il 40% della produzione italiana di piombo nonché il 32-35% del fabbisogno nazionale. Tale produzione secondaria richiede minor energia rispetto a quella necessaria per la produzione primaria proveniente da minerale. |