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Fuori chi ha votato Grasso

Davide
user 82811462
Catania, CT
Post #: 2
La situazione è semplice. Non c'è qualcosa di giusto o sbagliato a priori. Sul piano razionale, così come su quello etico, il voto secondo coscienza e quello compatto secondo indicazioni prese in via preliminare, collegialmente, pari sono. Oggi 15 senatori del Movimento Cinque Stelle, o giù di lì, hanno ritenuto che scongiurare una possibile riconferma di Renato Schifani - che tutto sommato è stato l'avvocato e il socio di personaggi implicati in vicende mafiose - fosse un'azione meritoria. E hanno votato Pietro Grasso o in ogni caso hanno agevolato la sua elezioni, votando liberamente. Non è un ragionamento sbagliato in sé e per sé. Un presidente del Senato a Cinque Stelle non era possibile: non c'erano i numeri, dunque alternative pratiche (e non meramente stilistiche) non ce n'erano molte. Hanno fatto bene? In senso assoluto, magari sì.

Ma c'è un "ma". I quindici o-giù-di-lì senatori neo-eletti, così come tutti gli altri 148 parlamentari del Movimento Cinque Stelle, hanno firmato un Codice di Comportamento. Tale codice, che di certo non ha prescritto loro il dottore, dice che le votazioni in aula sono decise "a maggioranza dei parlamentari del M5S". Cosa significa? Che prima di schiacciare il fatidico bottone, i parlamentari si riuniscono, discutono, prendono una decisione univoca per alzata di mano, poi vanno in aula e pigiano compatti. Tutti insieme. Non si parla di voto secondo coscienza e in ogni caso il voto segreto è un palese controsenso rispetto al castello teorico sul quale si fonda tutto il Movimento Cinque Stelle. Una questione di fine-vita può contemplare, comprensibilmente, il voto secondo coscienza. Ma l'elezione di un Presidente del Senato cosa ha a che fare con le questioni di coscienza? Probabilmente la situazione è semplicemente sfuggita di mano. Il Codice di Comportamento può essere giudicato giusto, sbagliato, democratico, anti-democratico, ma c'è una cosa che conta più della democrazia, ed è la correttezza, insieme alla responsabilità e alla fiducia. Qualità senza le quali nessuna democrazia è possibile. E poi, non avevano detto che avrebbero votato compattamente il loro candidato, e nessun altro? Perché agevolare titoloni su Repubblica come "I grillini spaccati"?

Ora, i 15 hanno preso i voti, alle Parlamentarie, da altri attivisti che gliel'hanno concessi sulla base di quelle premesse stabilite nel Codice di Comportamento. E' stato il primo patto di ferro tra elettori ed eletti, siglato all'interno di un Movimento che è arrivato nelle istituzioni, con un atto rivoluzionario, proprio denunciando l'assenza di qualsiasi vincolo o responsabilità politica tra i cittadini e la casta. Quei 15 uomini hanno guadagnato la loro posizione promettendo di far saltare il banco e di capovolgere i rapporti di forza: non più una élite di incontrollabili ormai slegata da qualsiasi meccanismo di controllo, ma la base della piramide a dettare le regole e i vertici ad eseguire. Questo è il Movimento Cinque Stelle. Questa è la sua filosofia. Questo è il motivo che ha convinto otto milioni e mezzo di persone a votarlo.

Giusta o sbagliata che fosse, quella promessa i senatori e i deputati a Cinque Stelle l'hanno fatta. E le promesse si mantengono. Altrimenti cade tutto. Invece, alla prima occasione, il patto di ferro ha già cominciato a sfrangiarsi. E' diventato di bronzo, magari finirà di rame. Non ci sono regole violabili e regole infrangibili. Chi tradisce anche un solo punto di un accordo scritto, potenzialmente può tradirli tutti, e la serie di reazioni a cascata che ne derivano hanno spesso conseguenze imprevedibili. Lo vediamo con l'escalation tra l'Italia e l'India sulla questione dei marò: sono venuti in Italia per gentile concessione, giusta o sbagliata che fosse la loro detenzione, a condizione che sarebbero tornati in India per il processo. Ce li siamo tenuti, e ora l'India si tiene il nostro ambasciatore, contravvenendo ai trattati internazionali sull'inviolabilità dei diplomatici. Possono farlo perché noi, per primi, abbiamo trasgredito alle regole.

Quei quindici uomini sulla cassa del morto, come recitava un famoso adagio cantilenato dai pirati nell'Isola del Tesoro, hanno sciolto il sacro nodo della fiducia. Hanno iniziato a dividersi, a contestarsi, a prendere strade diverse. Altro che marcia su Roma! Ora sono come una chiesa sconsacrata. Presto potranno celebrare uno qualunque dei rituali della vecchia politica. Possono tuttavia prendersi le proprie responsabilità, venire allo scoperto e permettere agli elettori di capire e trarne le conseguenze. Se non lo faranno, potrebbero portare la "elle" che mancava al M5S, che diventerebbe così il morto nella cassa: il M5S+L.
A former member
Post #: 6
Se non si dimettono... Alle comunali altro che voto m5s. Noi votiamo un sindaco m5s perchè sia un nostro dipendente. Affinche il popolo possa decidere direttamente. Ma se il nostro sindaco m5s una volta eletto si farà i cazzi suoi come hanno fatto quei 15 infischiandosene dei codici di comportamento o della base allora ciao. Spero che la mostra candidata si esprima su questo.
Julian A.
user 55551192
Agrigento, AG
Post #: 29
A Davide.
Hai omesso l'ultima parte del Post di Claudio Messora che riporto in fondo per maggior chiarezza verso chi legge.
Qui trovate il Link al post di claudio Messora.
Quì il video dove Vito Crimi dichiara che la linea decisa dall'assemblea era quella di non fare eleggere Schifani quindi votare Grasso era la cosa da fare. Anche se sui TG lo stesso Vito Crimi dichiarava che non avrebbero appoggiato ne l'uno ne l'altro.

Resto del post di Claudio Messora.
p.s. qui Vito Crimi dice che la linea uscita dalla riunione preliminare era quella di non far vincere Schifani, ma poi qualcuno ha votato nulla, qualcuno bianca.. qualcuno "in libertà".... Se l'obiettivo fosse stato quello di "non far vincere Schifani", allora sarebbe bastato votare Grasso. Le bianche, le nulle e "la libertà" non avrebbero dato nessuna garanzia. Quindi non c'era nessuna linea, oppure a conti fatti qualcuno è andato per i fatti suoi... Ma non lo sapremo mai, perché la diretta streaming non c'era.
Julian A.
user 55551192
Agrigento, AG
Post #: 30
Appunto, come dice Claudio Messora, non vi era la diretta streaming dell'incontro e non sappiamo e forse non sapremo mai cosa è successo.

Quali sono le ragioni di dover espellere chi ha votato Grasso?
Se la linea era votare scheda bianca forse poteva essere una ragione.
Se non fare eleggere Schifani era la linea, avrebbero dovuto votare tutti Grasso (almeno per essere sicuri) ma quasto non è successo. Espelliamo allora tutti quelli che hanno votato scheda bianca?

Ma qual'era la linea?
Trasparenza, tanto sbandierata, era mandare la diretta streming della riunione!
E poi sopratutto voi del M5S di Catania non è avete abbastanza di espulsioni epurazioni o quant'altro?

E poi se qualcuno ha votato Grasso per non avere Schifani di nuovo come presidente del Senato di che vi lamentate. Avete dimenticato "Parlamento Pulito?"
Credo che se il M5S avesse detto "Votiamo Grasso perchè non vogliamo Schifani che è indagato per Mafia, che se ne è fregato delle firme di 350.000 Italiani" avrebbe dimostrato, come non ha fatto, che alla prova dei fatti sa scegliere bene o almeno sceglie il meno peggio, insomma fa qualcosa di concreto e si prende delle responsabilità giustificandole. L'aventino il tenersi fuori è sbagliato almeno tanto quanto la scelta di non andare a votare.

Sul meno peggio, vorrei ricordare che si trattava di ballottaggio quindi uno dei due comunque sarebbe arrivato.
Per tenervi le mani pulite, non immischiarvi nei partiti, per la vostra intransigenza state perdendo di vista gli obbiettivi.

Se la linea era votare scheda bianca ben vengano quelli del M5S che hanno scelto secondo coscienza di fare di testa loro.
Forse hanno fatto anche il bene del movimento.
Se per esempio i Montiani avessero votato Schifani? Se schifani avesse vinto grazie alle schede bianche del M5S?

Julian A.
user 55551192
Agrigento, AG
Post #: 31
A Orazio Esposito,

Quelli del M5S che hanno, forse, votato Grasso in che senso si sono fatti i "cazzi suoi".
Sono stati pagati per farlo hanno ricevuto delle promesse (per es. dal PD?) per votare Grasso?
Non credo mase hai altre informazioni....
Credo che il solo motivo che li ha spinti a votare Grasso, sia quello di non far vincere Schifani.
Forse hanno intaccato l'immagine di unità del Movimento ma questa è recuperabile.
Una eventuale elezione di Schifani come presidente del Senato, secondo la mia modesta opinione, era peggio.
Davide S.
user 42114602
Vittoria, RG
Post #: 84
Concordo al 100% con le osservazioni fatte da Julian Assange!.
UMBERTO G.
user 49176342
Catania, CT
Post #: 131
Auspico che i diretti interessati, votanti al senato, di questo meetup catanese si pronuncino nello spazio di questa discussione o in altri se piu' appropriati.

A former member
Post #: 7
Ho letto le risposte di chi ha votato grasso... I motivi sono buoni, ma quando si sta in un gruppo che decide a maggioranza si deve essere pronti a seguire scelte che non ci piacciono.

Ad ogni modo ho apprezzato l'onesta e trasparenza di chi ha dichiarato di aver votato grasso... Speriamo che la disgregazione non si ripeta e avanti con il progetto
juan sin t.
user 3315126
Catania, CT
Post #: 248
Non si parla e non si discute più. Questo è il vero problema.
L'orizzontalità del MoVimento è andata a farsi fottere (in realtà è esistita sempre solo nei proclami). Adesso si vota. Si vota. Si vota. Come per il candidato sindaco di Catania­.
Si vota, si vota, si vota. E poi si proclama all'urbe e all'orbe per mezzo di un portavoce. Ma portavoce di cosa? Ma portavoce di chi?
A former member
Post #: 2
HAI PERFETTAMENTE RAGIONE !!!
Non si parla e non si discute più. Questo è il vero problema.
L'orizzontalità del MoVimento è andata a farsi fottere (in realtà è esistita sempre solo nei proclami). Adesso si vota. Si vota. Si vota. Come per il candidato sindaco di Catania­.
Si vota, si vota, si vota. E poi si proclama all'urbe e all'orbe per mezzo di un portavoce. Ma portavoce di cosa? Ma portavoce di chi?

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