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Proposta di legge per la riforma dei Comites e del CGIE

Maurizio M.
user 9064911
Group Organizer
Lausanne, CH
Post #: 646
Alessio Tacconi ha presentato una proposta di legge a fine Giugno riguardo la riforma dei Comites e del CGIE.
A detta di Alessio è una proposta che ne riprende una della passata legislatura (immagino del PD) ed è il massimo che potrebbe mettere d'accordo tutti i partiti (vale a dire che proporre delle modifiche più sostanziose servirebbe a nulla perché non verrebbero approvate)

La discussione è accesa su molti Meetup e, solitamente, ci si divide in due fazioni: quelli che vogliono comunque avere una proposta M5S netta che cancelli sia CGIE che i Comites (perché considerati inutili centri di spesa) e quelli che vogliono che ci siano elementi più innovativi rispetto alla vecchia proposta PD (sembra che il cambiamento principale sia dato dalla richiesta dell'eliminazione del CGIE e conseguente riutilizzo dei fondi risparmiati per finanziare i Comites) ma che sono convinti che, riformando il sistema, i Comites possano iniziare a funzionare.

Qui trovate la proposta di legge http://files.meetup.c...­

Alessio ci ha dato un tempo di due settimane per commentarla (anche se è già stata consegnata si possono ancora fare modifiche).

Se commentate in questo thread io o Leonello ci occuperemo di inoltrare le vostre opinioni.
Maurizio M.
user 9064911
Group Organizer
Lausanne, CH
Post #: 648
Qui il mio commento...

Dopo aver letto la proposta di Alessio, ho come l'impressione che manchi totalmente dei tratti distintivi delle proposte M5S (ed infatti, per sua stessa ammissione, è basata su una proposta della scorsa legislatura... immagino PD).

Ad esempio un punto che dica "via i partiti dai Comites" vietando le candidature di gente iscritta a partiti, un punto magari sull'istituzione di una piattaforma web comune a tutti i comites, un punto che faccia diventare il comites il cane da guardia dei Consolati.

Ho letto che il finanziamento al CGIE che si vorrebbe rigirare ai Comites è dell'ordine del milione (e se il funzionamento dei Comites mi era sconosciuto, quello del CGIE mi sembra ancora più ambiguo...).
In effetti si tratterebbe di raddoppiare la disponibilità dei Comites.
Nell'incipit della proposta di Alessio leggo "... abolizione del CGIE... e al contempo di un significativo risparmio economico". In cosa consisterebbe a questo punto il risparmio economico??

L'articolo 2, comma 5, punto E (riguardo la rendicontazione e la relazione annuale) va nella giusta direzione ma anche qui, a mio parere, è molto debole (insomma poco M5S o comunque modifica di poco l'attuale legge...). Bisognerebbe magari introdurre la modifica proposta da Leonello sul finanziamento a fronte di spese per attività (con valutazioni da parte della stessa comunità)

E infine una stupidata... nell'articolo 3, perché utilizzare numeri pari per il numero di componenti? Non è sempre meglio avere numeri dispari per avere sempre delle votazioni con una maggioranza?
Maurizio S.
user 85681532
Neuchatel, CH
Post #: 24
2 DOMANDE OFF-TOPIC (lo scrivo grande così potete evitare di leggere smile)
- dopo le richieste di aiuto da "legislatori in erba" siamo arrivati all'epoca del "legislatore" copia e incolla? Si può avere la proposta "ispiratrice" così da poter fare un "diff" fra le due? biggrin
- QUANTI soldi ha restituito Alessio Tacconi? Non doveva essere l'epoca della trasparenza? shock

Un saluto,
Maurizio
Maurizio M.
user 9064911
Group Organizer
Lausanne, CH
Post #: 650
Ho fatto una ricerca su openpolis (istanza della scorsa legislatura) e ho trovato questo disegno di legge del 2011 per alcuni versi molto simile... http://parlamento16.o...­

Con mio grande stupore si tratta del senatore Pedica (ex-IdV, sodale di D'Onofrio e Mastella, devo aggiungere qualcosa?)
Hai voglia di fare un "diff" Maurizio? Io, l'ho fatto molto rapidamente e trovo parecchi paragrafi in comune.

Ecco che ripropongo il mio commento con un'aggiunta...
Ben venga il riutilizzo di lavoro fatto in precedenza ma questa non è una proposta "da M5S" :(

Comunque io non ho nulla contro quelli che tu definisci "legislatori in erba" e le loro richieste di aiuto: sono un elemento distintivo del movimento.
Immagina quante persone, e io stesso mi metto in questo gruppo, si sono avvicinate ad argomenti come "disegni di legge", "emendamenti", "interrogazioni parlamentari" ecc...
Vedo solo degli aspetti positivi in questo.

Per quanto riguarda Alessio, ha dichiarato lui stesso di avere restituito la parte di salario sopra i 5000 euro ma di non aver avanzato nulla della diaria.
http://www.ilsole24or...­
Maurizio M.
user 9064911
Group Organizer
Lausanne, CH
Post #: 658
Ecco il commento alla discussione che Vincenzo Tacconi mi ha fatto pervenire via mail...

Saluti a tutti,
Personalmente io abolirei sia il "Comites" che il CGIE perché con 52 anni di presenza in Svizzera per sentito dire ho saputo che questi comitati esistevano ma non ho mai capito cosa facevano per migliorare la situazione degli emigrati. Da quello che conosco questi comitati (composti da attivisti di partito) lavoravano solamente tra amici per la gloria del partito e presentandosi come portavoce degli emigrati presso le autorità svizzere che ne approfittavano per far credere che gli emigranti erano ascoltati e non c'era bisogno di accordare altri diritti civili.
Per quanto riguarda la pressione e il controllo che dovrebbero fare presso il consolato o le autorità italiane non ci credo affatto e preferisco non esporre le mie esperienze e quello che penso.
La nomina o l'elezione di questi comitati non mi ispira nessuna fiducia perché ne ho viste molte e non credo che qualche cosa sia cambiato.
Questo è il punto di vista di un ottimista che augura tante belle cose e buone vacanze a tutti gli amici.

Michele S.
user 83399922
Lausanne, CH
Post #: 20
Ciao a tutti,
La proposta di riforma di Comites e del CGIE non mi è nuova e già altri deputati hanno tentato di cambiare o abrogare la legge che li regolano. Nella proposta di riforma non mi da fastidio il fatto che Alessio abbia ripreso una proposta di legge senza averne prima discusso con noi ma il metodo e cioè la regola di base di qualsiasi democrazia diretta che è quella di consultare il popolo prima di presentare una legge! e non il contrario! Che senso ha ripresentare una proposta di legge già presentata e tra l'altro bocciata? La consultazione avrebbe permesso di redigerne un'altra e avrebbe evitato il plagio! Vi ricordo che la proposta di legge di Alessio è una delle tante già presentate in Parlamento. Ce n'è una anche del senatore Micheloni. Quello che mi disturba in tutto cio' é la mancanza di una totale coordinazione dei nostri eletti all'estero che si ignorano completamente. UNo fa e l'altro disfa. Gli interessi degli Italiani all'estero non possono essere interessi di parte come se fosse una torta da spartire ma di tutta la comunità come succede per le regioni o le città italiane o europee i cui eletti possono anche avere delle idee e delle opinioni o delle appartenenze politiche diverse ma sono uniti quando si tratta di difendere l'interesse generale di una comunità. E in questo non ci siamo per niente. Se c'è qualcuno che sa cosa vuole la comunità italina all'estero, alzi la mano!
Michele S.
user 83399922
Lausanne, CH
Post #: 23
Con il tentativo di cancellazione dei COMITES, del CGIE e della Circoscrizione estero, col la scusa di risparmiare alcuni milioni di euro, quando in realtà se ne sprecano 60 miliardi per corruzione o malaffare, si gettano via 50 anni di lotte e di battaglie della migrazione italiana! Peccato. Mi accorgo che il tentativo di cancellazione di queste istituzioni proviene spesso dai nuovi migranti che non si riconoscono in queste rappresentanze di vecchio stampo che hanno fatto ben poco per comunicare, per farsi conoscere e per avviare un dialogo costruttivo con loro per alcuni motivi importanti: l'associazionismo, la rete, la casta e i deputati eletti all'estero. Mi spiego. Molti nostri rappresentanti COMITES, CGIE e Circoscrizione estero si solo illusi a lungo sulla perennità delle associazioni che stanno scomparendo poco a poco a vantaggio della rete. Quanti eletti all’estero hanno capito che bisognava tener conto dell’uno e dell’altro e che non ci si poteva accontentare solo del supporto associativo ? Anche all’estero come in Italia si è costituita una casta politica che difende più i propri interessi o quelli del sindacato o padronato a cui appartiene che gli interessi della comunità italiana. Infatti, connazionali bravi e competenti, capito il funzionamento machiavellico italiano, hanno optato per il paese di residenza e sono spesso elogiati e citati ad mo’ d’esempio. Possiamo dire altrettanto dei notri eletti all’estero ? Se si fa eccezione di qualche deputato e senatore, la maggioranza brilla per una presenza davvero modesta se non completamente assente! A questo punto la domanda è : dobbiamo buttare via il bambino con l’acqua sporca ? La risposta va da sè : no ! Checché se ne dica, questi enti vanno rivisti e riformati ma non buttati perché sono espressioni di un’elezione democratica a suffragio universale. L’esercizio della democrazia non può essere affidata solo a pochi uomini ma al coinvolgimento generale del popolo per cui non è riducendo il numero degli eletti a tutti livelli che si aumenta la democrazia. Anzi è proprio il contrario ! Quindi non è una questione di numeri,e chi lo pensa si sbaglia di grosso, ma una questione di privilegi e di potere. Quindi riduciamo i privilegi e il potere della casta, aumentiamo il numero dei partecipanti, che è uno dei capisaldi della democrazia diretta, e conserviamo il diritto di voto, che rimane comunque un diritto umano universale.
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