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MeetUp Beppe Grillo Genova Message Board › [color=silver]Archivio storico[/color] › una linea comune negli incontri con gli altri gruppi
| Gian Paolo Cavalla... | |
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L'altro ieri pomeriggio ho fatto un passo veloce all'incontro organizzato dal WWf sullo smaltimento dei rifiuti del quale non mi soffermo a riferire poichè penso che uscira qualcosa di dettagliato da parte della Casa della legalità. Quello che invece vorrei riferire adesso è un particolare che ci differenzia nettamente da tutti gli altri gruppi: Il gruppo Rifiuti Zero è Anna Stramigioli. Il WWF è Piombo. Il comitato centro storico è quello col pizzetto (prima o poi qualcuno mi dirà come si chiama). Il comitato Acquasola è Jeanne. La Casa della legalità è Christian Abbondanza. Poi arriva il meet-up di Beppe Grillo dove ognuno dice la sua. Usciamo da un periodo in cui tutti erano molto confusi ad etichettarci: quelli dell'IDV ? Ma voi avete detto che non volete i rifiuti zero , adesso dite che li volete. Sempre al convegno una delle presenti mi riferisce che non era daccordo con una cosa che aveva detto la Laura alla riunione congli Amici del Chiaravagna (ma che non corrispondeva a quello che dicevo io). Insomma , una cosa è fondamentale: quando si fà qualche incontro bisogna tenere una linea comune: uno parla, possono parlare anche in tanti purchè cio' che si dice rifletta una posizione comune . Se parlano in diversi dicendo cose diverse (per esempio uno dice rifiuti 0, l'altro dice rifiuti 1), ci si fà una figura pietosa e basta, e la gente resta disorientata . Si Ok , la democrazia , tutto molto bello, ma all'atto pratico il gruppo deve dire quella cosa e basta . Caso mai ci si mette daccordo prima ... a patto che questi accordi non siano troppo stressanti. |
| kaspar hauser | |
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Ciao Giampaolo, permettimi di comunicare alcuni miei pensieri.
Ciò che hai scritto è corretto in linea di massima, ma se guardi il particolare le cose tendono a non essere tali. E mi spiego: Anna Stramigioli non è il gruppo Rifiuti Zero, ma ne è la referente in Liguria. Referente di un gruppo che in Italia ha molte sfumature a seconda del partito o corrente che deve servire. Anna non ne serve nessuna, e lo si capisce subito dopo averci parlato. Stessa cosa per il WWF, Piombo è presidente della sezione Liguria, Salvador è consigliere e responsabile per i rifiuti e l’energia del WWF – sezione del Veneto. Quello di Genova si è guardato bene dal farsi vivo dal momento che pure lui è "servo", ne è la prova che della sezione genovese non ci fosse NESSUNO! Quello con il pizzetto, che si chiama Giampiero, è uno dei referenti dell' "Osservatorio del Centro Storico", che non è l'unica realtà ad occuparsi di quel quartiere, quindi ne rappresenta solo una parte. La Jeanne non è l'unica del "Comitato Acquasola", ora il rappresentante è l'Avv. Faure. L'unico punto dove hai ragione riguarda Christian Abbondanza, ma questo per un motivo semplice, con la "Casa della Legalità" si lavora solo se lo si fa con una motivazione di costruzione sociale coerente e trasparente. Eppoi perchè il lavoro che svolge Christian non lo vorrebbe fare nessun altro. E qui arrivo al punto. Ogni movimento ha al suo interno, specie quando il suddetto acquisisce visibilità, personaggi che per motivi legati all'ego o al guadagno vogliono apparire ad ogni costo, dimenticando la meta che si sono prefissi all'inizio del cammino. E' questo il pericolo più subdolo ed evidente nella formazione di gruppi. Se si riesce a superare questo ostacolo, emarginando volta per volta i protagonismi e cercando di non demandare mai l'impegno ad altri per pigrizia, il successo, lento ma inesorabile, è assicurato. E voi ne siete in grado. Io sono convinto che se in un gruppo tutte le persone hanno un punto di vista differente, con un obiettivo comune, tenendo lontano i protagonismi si progredisce più alla svelta, in quanto le idee sul campo sono più numerose. Ho sempre dei sospetti quando in un gruppo tutti la pensano allo stesso modo. La linea ognuno ce l'ha dentro di sè, diventa comune quando trova qualcuno che la condivide. Non releghiamo la nostra intelligenza nel concetto di "gruppo". Buon lavoro. KH Edited by kaspar hauser on Nov 9, 2009 11:52 PM |
| Daniele Severini | |
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Anche io in effetti temo il pensiero unico.
Ma dobbiamo stare attenti a non fare però confusione. Il conformismo inteso come tendenza a conformarsi a opinioni, usi e comportamenti già definiti in precedenza e politicamente o socialmente prevalenti può essere molto pericoloso. Io sono per il lavoro di gruppo dove però esistano forti personalità in grado di dire la loro, confrontarsi anche aspramente se è il caso ma che alla fine riescono ad arrivare ad una sintesi da poter comunicare all'esterno. Sul problema dei rifiuti però la cosa la vedo molto più semplice. Percorso ad Y. Come dice la Poli o la raccolta differenziata si fa o non si fa........ Bisogna stare attenti quindi oltre che alle magre anche alle sirene e ai cattivi maestri. Noi facciamo parte del meet up di Beppe grillo e abbiamo come punto qualificante nella carta di Firenze i rifiuti zero. Ora i rifiuti zero possono essere una parola vuota o qualcosa che si cala nella realtà di tutti i giorni. Ripeto o si fa o non si fa. A questo punto non vedo come ci si possa sbagliare sulla nostra posizione............ Siamo per i rifiuti zero nei fatti (si fa). A questo punto il problema è di capire come farla senza mediazioni (sarebbe non farla) dove collocare la compostiera industriale, i magazzini per lo stoccaggio ed eventuali macchinari (stile san francisco) esclusivamente per la separazione intelligente della rumenta. Tutto il resto è noia o meglio sirene, cattivi maestri......o lo potremmo catalogare sulla voce ALTRO. dANIELE |
| Gian Paolo Cavalla... | |
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@ Kaspar : Nel mio post ho scritto un mare di scemenze , credo che tu conosca meglio di me la realtà dei comitati (anche se non ho ancora capito chi sei, ma non ho fretta : quando ti vorrai palesare sarai il benvenuto.) In verità il mio post era solo un messaggio per quelli del meet-up dove si parla un pò troppo di "rischio dittatura" e non si parla per niente di "rischio anarchia". Io in questo meet-up vedo molto di più questo rischio e, lo giuro , te lo dice uno che non sopporta i dittatori, che nella vita ha sempre odiato quelli che comandano ma belin, a tutto c'è un limite: se in un gruppo ci sono persone nettamente più intelligenti e più in gamba degli altri (non mi riferisco a me) è giusto che decidano loro . Gli altri saranno un valido supporto e non saranno comunque meno importanti (stavolta tra questi mi ci metto anch'io) |
| angelo patrone | |
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Grazie a Dio ognuno è libero di esprimere la propria idea, ammesso che ne abbia una. Se così non fosse, sarebbe la fine.
Il punto, per me, è un altro. Se in un orchestra sinfonica ogni singolo concertista si ostinasse a suonare il proprio strumento in maniera splendida ma non coordinata con gli altri, non si potrebbe mai ascoltare una "sin - fonia" (suonare insieme). L'armonia nasce non dall'omologazione piatta ed acefala ma dal fondersi di mille sfumature diverse, ognuna delle quali unica ed irripetibile. Magari avessimo dieci, cento, mille posizioni diversificate e sfaccettate, saremmo ricchissimi di idee e potremmo analizzarle ed approfondirle da tutti i punti di vista. L'importante è, alla fine del processo, essere disposti ad accettare le altre posizioni per giungere, infine, ad una versione condivisa ed univoca. Stiamo muovendo i primi passi e, quindi, siamo soggetti alle fisiologiche fasi di crescita, tipiche dell'infanzia. Presto, sono sicuro, affineremo i meccanismi necessari ad ovviare a queste inevitabili difficoltà iniziali. Angelo |
| tullio torrigiani | |
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Una volta che non esistono personalismi o smanie di visibilità con strani scopi, ognuno è importante a prescindere dal suo stato sociale o intellettuale.
Secondo me bisogna sempre partire dall'uomo e mai da quello che lo circonda. E' l'uomo (essere umano vivente) che deve essere al centro della politica, partendo da questo tutto il resto è molto ma molto più facile. La nostra costituzione, che è fantastica, e la carta dei diritti dell'uomo mettono al centro l'uomo e basterebbe rispettare poche e fondamentali regole per il suo rispetto ed il resto viene da se. Tutti, nella battaglia politica, siamo utili ed indispensabili perchè tutti possiamo migliorare la nostra vita e quella delle prossime generazioni. Ricordiamoci che l'illuminismo è nato con tre parole fondamentali: LIBERTA FRATERNITA' UGUAGLIANZA. Partiamo dall'uomo e arriveremo lontano. |
| Alessandro Borio | |
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Io penso che noi siamo umanisti romantici, crediamo in un mondo migliore ma dobbiamo stare attenti a non entrare in quel vortice di compromessi che governa ora a genova, in liguria ed in italia.
Una testa un voto, secondo me è giusto come pensiero, e questo è rivolto all'unicità dell'uomo in quanto essere pensante ed esercitante del suo diritto di pensiero, ma noi dovremmo essere qualcosa di più: un gruppo che si rivolge al mondo come un' unica pensante entità. Questo non lo vedo ahimè possibile adesso, perchè non c'è il rispetto totale delle persone.... cresceremo sicuramente, ma la politica che dobbiamo adottare adesso è quella dei piccoli passi. Un gruppo di lavoro che si pone dei progetti votati ad unico obiettivo, se mi consentite, è cosa ben diversa da un gruppo di persone che la pensa allo stesso modo. Piccoli ed incisivi passi, fatti da ognuno di noi, vuol dire una massa di persone che si muove almeno nella stessa direzione. Edited by Alessandro Borio on Nov 11, 2009 3:00 AM |
| fortunatoreale | |
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Ci stiamo dirigendo, pian piano, verso quello che si auspicava doveva essere il fine della nostra querelle. Azzerati gli inutili post dell'uno contro l'altro, emerge che, volendo, gli stessi scrittori di scemenze ( me compreso ) possano essere anche propositivi. Io sono ancora convinto che il lavoro che si compie all'interno dei gruppi tematici sarà fruttuoso se riusciamo a mantenerlo vivo. Io rientro nel gruppo energia e sono disponibile a ricominciare da dove ho lasciato. La casa si costruisce un mattone alla volta. Una testa, un voto.
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