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| Alessandro Borio | |
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Dall'inceneritore al MODELLO Vedelago
L'impianto di riciclo tipo Vedelago come alternativa conveniente agli inceneritori. L'inceneritore Costo impianto 200 milioni di euro Contributo CIP6 400 milioni di euro Rifiuti bruciati 220.000 tonnellate l'anno Il costo dell'impianto è pagato dai cittadini con le tariffe della tassa sui rifiuti. Per pagare l'inceneritore di Malagrotta sono state raddoppiate le tariffe della tassa sui rifiuti. Il contributo CIP6 è pagato dai cittadini e dalle imprese con le bollette dell'energia elettrica. L'impianto di riciclo tipo Vedelago Costo impianto 5 milioni di euro Contributo CIP6 zero Costo di conferimento zero Rifiuti riciclati 60.000 tonnellate l'anno I comuni conferiscono a costi zero, grazie al contributo CONAI. I cittadini godono di un'ambiente pulito, di tariffe e bollette meno salate |
| Fortunato | |
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IL GRANDE AFFARE NUCLEARE
Roberto Renzetti (Pubblicato su Giornale di storia contemporanea, Anno XII, n° 1, giugno 2009) PREMESSA Nel sito governoberlusconi.it si legge: L'Italia resta il più grande serbatoio di quello che Berlusconi ha definito "il fanatismo ideologico di una parte politica che ci ha impedito la strada del nucleare". Sono passati 22 anni dallo sciagurato referendum che portò allo smantellamento delle centrali e paralizzò la ricerca sull'atomo in Italia. Mentre gli altri andavano avanti, il Paese pagava duramente quella scelta, con una dipendenza energetica dall'estero superiore all'85% e con costi insostenibili per lo Stato, per i cittadini, per le nostre imprese appesantite nei bilanci dalla bolletta più salata d'Europa. Energia anche nucleare erogata a caro prezzo da centrali oltralpe, situate a pochi chilometri dai nostri confini. E quindi: Il 24 febbraio è stato firmato l'accordo di cooperazione Italia-Francia nel campo dell'energia nucleare con il coinvolgimento di Enel e Edf. L'intesa prevede tra l'altro la collaborazione tra le due aziende (aperta alla partecipazione di altri operatori) per la realizzazione di quattro centrali nucleari in Italia a partire dal 2020. E’ utile partire da qui per capire qualcosa delle sciocchezze che sono state dette sul nucleare, a partire quindi dai referendum del 1987 e dai suoi promotori. I REFERENDUM SUL NUCLEARE Sull’onda della catastrofe nucleare di Chernobyl dell'aprile 1986 e ricordando l'incidente di Three Mile Islands del 1979, i movimenti antinucleari, nati a metà anni Settanta per contrastare il Piano Energetico Nazionale (PEN) che nasceva nei primi anni Settanta col il ricatto ed il terrore del tutti al freddo ed al buio, acquistarono forza e promossero 3 referendum per rendere più difficile realizzare il nucleare in Italia. I referendum si celebrarono a novembre del 1987 e, tanto per essere chiari e per dividere ragionevolmente responsabilità e meriti, conviene riportare i 3 quesiti referendari: Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n. 8) Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge). Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? (questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N. 856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL). Come ci si può convincere facilmente si chiedeva di cancellare alcune disposizioni di legge concepite per rendere più facili e rapidi gli insediamenti energetici: la prima era stata creata per evitare che un piccolo comune dove era previsto l’insediamento di una centrale nucleare potesse opporsi alla localizzazione in suo territorio, mentre la seconda era evitare che pagando si potessero convincere amministrazioni locali a tale localizzazione (ma anche di impianti d’altro tipo). La terza voleva evitare che l’Enel si impelagasse all’estero in imprese nucleari come era accaduto con l’infausta impresa del reattore veloce Superphenix francese il cui fallimento era costato all’Enel molti miliardi di lire pagate, al solito, dai contribuenti. Non si chiedeva, anche perché impossibile, la chiusura degli impianti nucleari esistenti o la fuoriuscita dal nucleare. A seguito comunque dei risultati referendari, il governo decise la chiusura degli impianti esistenti, la sospensione dei lavori della centrale di Trino 2, la chiusura della centrale di Latina, la verifica della sicurezza delle centrali di Caorso e di Trino 1 e della fattibilità di riconversione della centrale di Montalto di Castro. Era una scelta politica dei governi che seguirono poiché i referendum passarono con in media l'80 per cento degli italiani favorevoli (il reclamato popolo !). E' utile vedere gli schieramenti politici che indicazioni di voto dettero. I contrari alla scelta nucleare erano i promotori del referendum: verdi, Dp, Arci, Fgci, Radicali, e Sinistra indipendente. Il PCI, nonostante il suo ultimo congresso avesse scelto uno sviluppo limitato del nucleare aveva dato indicazioni di voto quasi contrario alla scelta nucleare, si potrebbe dire un ni. Il PSI, vero fenomeno politico che in epoca Craxi aveva Berlusconi come fervente sostenitore, fece sua la posizione contro il nucleare dell'SPD tedesca che però era all'opposizione e non nell’area di governo come il PSI. La DC, non esaudita dagli alleati, chiedeva di aggirare i referendum con una qualche legge. Ma prima che si svolgessero i referendum venne convocata una Conferenza Nazionale sull'Energia (febbraio 1987) ai massimi livelli di governo (gruppi di lavoro gestiti da Leopoldo Elia, Paolo Baffi e Umberto Veronesi) dalla quale risultò ciò che tutti sapevano ed oggi continuano a sapere: l'Italia è il paese che meno di tutti i Paesi europei ha differenziato dal petrolio importato; che non si potrà mai ottenere autonomia energetica attraverso il nucleare; che è urgente innovare le procedure decisionali e di controllo; che occorre studiare l’impatto ambientale di ogni singola fonte [è la prima volta che in documenti ufficiali si parla di Ambiente!]; che andare sulla via del nucleare con tali incertezze sarebbe un disastro (e 22 anni dopo non è cambiato nulla). Ed il governo che era nella italica condizione di staffetta tra Craxi e De Mita si adeguò non facendo nulla per contrastare i referendum e dando, magari senza clamore, indicazioni di votare si. Infatti ad aprile del 1987 cadde il governo Craxi II lasciando il posto ad un trimestrale governo Fanfani VI e ad un Goria che durò addirittura 8 mesi e che gestì i referendum del novembre 1987 avendo bene in mente che non si doveva osteggiare il sentimento antinucleare diffuso e dispiacere a Craxi. Quindi erano i politici, che lo stesso Berlusconi sosteneva, e particolarmente Craxi da cui otteneva decreti e leggi per le sue TV, gli sciagurati che bloccarono il nucleare. Il Presidente del Consiglio non ricorda quindi bene. |
| Claudio L. | |
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Segnalazione
Sara' da 25 MW la prima centrale elettrica a osmosi 10-10-2009 22:09 A Tofte, non molto distante da Oslo, in Norvegia, sarà messa in funzione il 24 novembre 2009 la prima centrale elettrica ad osmosi che a regime, nel 2015, avrà una potenza di 25 MW. Dopo oltre 300 anni dalla scoperta dell'osmosi da parte del fisico padre Jan-Antoine Nollet e alla scoperta dei principi fisici dell'osmosi da parte del fisico olandese Van 't Hoff esattamente 200 anni fa. Quando acqua salata e acqua dolce sono divise da una sottile membrana semi-permeabile si crea un flusso d'acqua dolce verso quella salata. In questo modo è possibile creare una differenza di pressione tra i due contenitori divisi dalla membrana che può raggiungere 12 bar (differenza piezometrica di 120 m circa). Tale differenza di pressione dipende da: tipo di membrana, ampiezza delle superfici della membrana e concentrazione salina. La differenza di pressione può essere utilizzata per produrre energia elettrica (si veda il video 1). L’energia da osmosi è rinnovabile ed è ovviamente disponibile liberamente in natura come alte fonti energetiche marine elencate nel portale EnergoClub. E' importante evidenziare che questa tecnologia innovativa permetterà di accedere a una parte dei 1.600-1.700 TWh all’anno disponibile in natura, pari al 50% della attuale produzione di energia elettrica dell’interna Unione Europea (si veda il video 2). Si tenga presente che il nostro fabbisogno nazionale attuale è poco oltre i 300 TWh. I paesi del nord europa sono favoriti per quantità di acqua dolce (la Norvegia dispone di quantità 2-3 volte maggiori rispetto l'Italia). In compenso la salinità dei nostri mari è maggiore. Il contributo delle centrali di potenza ad osmosi potrà interessare tutti i paesi che hanno fiumi che sfociano in mare o negli oceani e, in particolare, dove ci sono zone industriali limitrofe. L’Italia in questo è sicuramente favorita come d’altronde è favorita da altre fonti rinnovabili rispetto ad altri paesi (solare, biomassa). La tecnologia basata sulla osmosi ha enormi vantaggi in termini di silenziosità, impatto sull’ambiente, accettabilità sociale. La centrale prototipo ad osmosi è il frutto di oltre 10 anni di ricerca della Statkraft e ha una potenza di 25 MW. Il progetto è partito nel 1997 e ha coinvolto parecchi ricercatori di paesi diversi. Dopo l’avvio della prima centrale sono previsti una serie di test ed esperimenti finalizzati ad industrializzare la soluzione per la commercializzazione entro alcuni anni. Statkraft è una multinazionale dell’energia con un fatturato lordo di 3,1 miliardi di € con 3.200 persone, sedi in 20 paesi e si distingue per aver investito ed investire nelle fonti rinnovabili. Considerando i tempi di sviluppo dei progetti e delle tecnologie energetiche (quello delle centrali osmosi sembra rapido), l’accettabilità sociale, l’impatto sull’ambiente (e sulle “coscienze” che auspicano l'uso delle fonti rinnovabili), abbiamo buoni motivi di ritenere le centrali ad osmosi preferibili rispetto ad una centrale a carbone o nucleare. Se incertezze ci sono quelle sono per il momento confinate nell’ambito dei costi diretti mentre in quelli indiretti ha già accumulato un vantaggio apprezzabile. Di seguito si forniscono i contatti per chi volesse avere notizie di prima mano. • Jon Brandsar, Executive Vice President, phone + 47 24 06 78 92 / +47 905 18 576 • Aslak Øverås, Communication Advisor, phone +47 24 06 75 88 / +47 900 86 020 |
| Alessandro Borio | |
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CATANIA - Un team di imprese di Catania ha fatto una scoperta che può rivoluzionare il mondo delle energie rinnovabili. Finora, quando si parla di fotovoltaico, si pensa sempre a quegli scomodi ed invasivi pannelli da mettere su ampie superfici di terreno o sui tetti delle case. Ma tra qualche anno potrà essere commercializzato un sistema che consente di creare dei pannelli fotovoltaici su superfici sottili come un foglio di plastica. Finora la cosa non era possibile, perchè attualmente il silicio viene "tagliato" con un raggio laser, che raggiunge temperature nell'ordine di 400 gradi. Ovviamente un foglio di plastica a questa temperatura si scioglierebbe. Ma nella cosiddetta "Etna Valley" hanno trovato un sistema che consente di applicare le piastre di silicio per uno spessore di pochi nanometri (un nanometro è un milionesimo di millimetro) ad una temperatura di 80 gradi. E questo consentirebbe di creare delle superfici capaci di trasformare la luce in energia. Per esempio si potrebbe sistemare un foglio di plastica di questo tipo per coprire la superficie esterna di un PC portatile, aumentando notevolmente la autonomia delle batterie. O su un cellulare. O magari creare degli strati di questo tipo da mettere sulla superficie delle automobili elettriche, anche in questo caso per prolungarne l'autonomia. Oppure rivestire le pareti esterne degli edifici, in modo da creare elettricità a costo zero. Può essere una vera rivoluzione tecnologica. Sperando di poter mantenere il "made in Italy"
di Antonio Rispoli |
| Alessandro Borio | |
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Nascerà martedì 27 Ottobre a Napoli, alle 12 e 30 nella sede dell’Unione degli Industriali, la Società Consortile per azioni EdoSm, Energia do Sole mio, che nei prossimi mesi lancerà un piano progettuale di sviluppo delle energie rinnovabili dal basso Lazio alla Sicilia.
Con novanta milioni di investimento, di cui sessanta nel fotovoltaico, venticinque milioni nelle biomasse liquide, cinque milioni nel micro eolico, marino e biomasse solide: sono questi i numeri per la Campania che la Consortile vuole sviluppare nella produzione di energia pulita nel 2010. Nella filiera delle biomasse liquide partendo da una raffineria di olio vegetale per l’energia da cinquantamila tonnellate, che entrerà in esercizio nei prossimi mesi a Nola, si farà filiera realizzando presso industrie energivore delle mini centrali di trigenerazione da 1MW generando una occupazione stabile di circa 100 unità. In quella fotovoltaica, incrementando del cinquanta per cento all’anno, l’obiettivo del 2010 l’occupazione temporanea di cinquecento addetti si trasforma in occupazione stabile per seicento persone entro il 2014; nella filiera del microeolico, la tecnologia del vento vale anche per le maree, e nella micro gassificazione delle biomasse solide altri cento nuovi posti di lavoro. E lo statuto col quale nascerà Edosm martedì sarà anche un appello alla politica: “le imprese vogliono rilanciare il settore- è scritto nel testo- ma gli enti territoriali lo sburocratizzino. Vogliamo costruire la filiera delle fonti rinnovabili ed esportare tecnologia e non limitarci alla sola produzione di energia.” |
| Alessandro Braggio | |
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Anche se è una notizia un pò datata (qualche giorno) credo sia importante da fare sapere qui.
Penso che uno dei compiti del gruppo energia sia affrontare di petto queste questioni spinose cercando di proporre una soluzione "grillina" ai problemi della nostra terra.....Io ho delle idee (anche impopolari) sulla centrale di vado ma penso che andrebbero discusse tra di noi ed affrontate tecnicamente per quello che sono.....mi piacerebbe nella prossima riunione del gruppo energia discutere con voi un pochetino di questa questione (con realismo e senza preconcetti).....ovviamente su questi temi il coinvolgimento del MU di Savona e d'obbligo....ma prima vorrei sapere se lo spirito della mia proposta è condiviso del gruppo energia.... La notizia è questa (per chi non lo sapesse la Prestigiacomo ha dato il via all'ingrandimento della centrale a carbone di Vado ma la regione ed alcune amministrazioni regionali (secondo TG3 di ieri sera) hanno fatto ricorso al TAR) Ampliamento centrale Tirreno Power, ricorso al Tar della Regione 24/10/2009 14:26 » Commenta la News Ampliamento centrale Tirreno Power, ricorso al Tar della Regione La Regione Liguria, su proposta dell'assessore all'ambiente Franco Zunino, ricorrerà al Tar del Lazio contro il parere positivo espresso dalla commissione nazionale di Valutazione dell'Impatto Ambientale per l'ampliamento della centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure. Lo ha annunciato lo stesso Zunino ieri sera durante il confronto "Le centrali a carbone sono un pericolo per la salute e il territorio?" tenutosi al Teatro Chiabrera di Savona. "Il giudizio della commissione Via - ha detto l'assessore Zunino - era stato espresso senza richiedere alcun parere alla Regione Liguria. La giunta ha deciso quindi di presentare ricorso, per impedire il potenziamento del sito. Operazione questa che riteniamo sia in netto contrasto con il piano di risanamento dell'aria ed in contrasto con il piano energetico nazionale. Difenderemo il nostro parere negativo che corrisponde al parere negativo dei territori interessati". Intanto domani, contestualmente alle votazioni per le primarie del Pd, nei circoli della provincia di Savona verrà avviata una petizione popolare contro l'ampliamento della centrale di Tirreno Power. Il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza è in attesa di un incontro con i vertici della società proprietaria della centrale ai quali ha già formulato delle richieste prima di dare avvio al progetto di potenziamento. stampa Ciao, Ale |
| Alessandro Borio | |
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Ciao Ale,
hai visto il mio resoconto in merito all'incontro che c'è stato tra i cittadini e la onlus "uniti per la salute"? Comunque ho preso i contatti col relatore della serata, che ho poi scoperto essere il suocero di Andrea (fox trot) del Mu di savona, loro si stanno già muovendo in quet'ottica sicuramente, ed ovviamente sfondi una porta aperta con me, in merito ad incontri che continuo a proclamare ed a volere sia in sede di plenaria sia con altri che ovviamente continuano a non rispondere. Ciao |
| A former member | |
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Svolta verde del Comune: pannelli solari e bus ecologici
di Marzia Persi (Il Secolo XIX) Bus ecologici, pannelli solari alle rotatorie per produrre energia, impianti fotovoltaici per il riscaldamento. L’amministrazione comunale di Novi vuole risparmiare energia attraverso le fonti rinnovabili e contemporaneamente ridurre l’inquinamento atmosferico. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo verrà predisposto un Piano energetico comunale. Ad occuparsi dello studio saranno due tecnici dell’ufficio comunale: gli architetti Gianluigi Scaglia e Massimiliano Mauro. Attraverso il Piano energetico comunale si analizzerà la spesa energetica che il Comune sostiene ogni anno per riscaldare ed illuminare gli edifici pubblici, da qui si partirà per organizzare un programma pluriennale di investimenti per ridurre la spesa energetica attraverso l’introduzione, anche sugli edifici pubblici, di nuovi metodi di produzione dell’energia che garantiscano un risparmio in termini di spesa e di inquinamento ambientale. Nei prossimi mesi i tecnici redigeranno una mappatura delle emissioni pubbliche quindi non solo quelle relative al riscaldamento ma anche quelle dei mezzi pubblici che circolano in città. «Per questo – sottolinea l’architetto Scaglia- il Cit (Consorzio intercomunale trasporti) sta studiando una modifica delle linee urbane per andare incontro alle esigenze dei novesi e, al tempo stesso, far muovere in città i mezzi in modo più razionale. In questa ottica è stato anche realizzato il bike sharing e sono state messe a punto le rotatorie negli incroci maggiormente trafficati». Le rotatorie, infatti, hanno un duplice scopo: diminuire gli incidenti ed eliminare le ripartenze delle auto che sprigionano molto gas nell’atmosfera. Ma il Piano energetico comunale non è il primo passo verso la tutela ambientale promosso dall’amministrazione comunale. Il Comune, infatti, nei mesi scorsi ha riaggiornato il proprio Regolamento edilizio intervenendo nella parte dedicata alle disposizioni in materia di risparmio energetico e tutela dall’inquinamento atmosferico. Il regolamento è stato approvato dal consiglio comunale. L’amministrazione comunale novese che, già in tempi non sospetti, ha avuto un occhio di riguardo rispetto alle problematiche ambientali progettando edifici all’avanguardia, ha inserito nel regolamento alcune norme alle quali dovranno attenersi i novesi che si costruiranno in futuro una casa. Oltre al fotovoltaico si dovranno realizzare delle serre solari. «Si tratta di impianti – spiega l’architetto Maria Rosa Serra – da installare sul balcone che servono sia per accumulare calore sia per la refrigerazione». D’inverno, la serra, chiusa da una particolare metratura, accumula calore che poi viene propagato nella notte, d’estate i vetri rimangono aperti durante le ore serali e così rinfrescano l’aria. Inoltre per quanto riguarda l’elettricità si dovrà sistemare sul tetto degli edifici un generatore eolico di un metro di diametro. 28 ottobre 2009 ............ ![]() ![]() ![]() |
| Fortunato | |
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Ho un tetto piano che può accogliere l'eolico da un metro ed alcuni pannelli fotovoltaici. Mettiamo avanti un progetto e lo completiamo. Servirà come campione e per dimostrazione.
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| Alessandro Borio | |
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PERCHE' A GENOVA APPROVANO IL PIANO CASA PIU' DISTRUTTIVO PER LA NOSTRA TERRA, MA SONO SOLO CAPACI A FARE QUESTE MINCHIATE CHE DEFINISCONO ECOLOGICHE!!!! SONO VECCHI E BASTA!!!!
POSSIAMO CAMBIARE POSSIAMO FARLI CAMBIARE!!!! DOBBIAMO INFORMARE I CITTADINI E' NOSTRO COMPITO. E MAGARI SE COSTRUISSERO COSI' DELLE CASE AL POSTO DEL MERCATO DI CORSO SARDEGNA SAREBBE MEGLIO!!! TUTTI INSIEME CE LA POSSIAMO FARE!!! Edited by Alessandro Borio on Oct 29, 2009 7:40 AM |