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| Gian Paolo Cavalla... | |
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@ Davide 77 Ti ho mandato una mail |
| Fortunato | |
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Il 20% delle abitazioni è inutilizzato ma coi piani casa si costruisce ancora. 2009, anno del cemento.
Il 20% delle abitazioni italiane non è utilizzato. Ma i piani casa regionali, come quelli della Lombardia e della[/b] Liguria, consentono di ampliare del 20-30% molte delle abitazioni già esistenti: vi pare sensato? Le Regioni stanno redigendo i piani in cui si è frantumato l’abortito piano casa nazionale. Però l’Italia è già in overdose, come spiega il dossier del Wwf intitolato “2009, l’anno del cemento”. I piani casa regionali stanno iniettando ulteriore cemento in un territorio in cui negli ultimi 15 anni l’urbanizzazione ha inghiottito oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli: una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme. Il suolo è stato mangiato da case, casette, strade, capannoni, centri commerciali al ritmo di 244.000 ettari all’anno. L’Italia ha già 12,8 milioni di edifici e 27 milioni di unità abitative, per il 20% appunto disabitate, nonchè 200.000 chilometri di strade. Più di 100 Comuni hanno urbanizzato oltre il 50% della propria estensione. Non è più sostanzialmente possibile tracciare sul territorio nazionale un cerchio di 10 chilometri di diametro senza intercettare una zona costruita. Le pianure rappresentano il 18% della superficie nazionale, ma in esse si concentra il 60% dell’urbanizzazione. La Pianura Padana è diventata un mosaico di periferie traboccanti di villette, di aree industriali e di svincoli stradali. Ma hanno subito trattamenti del genere anche le coste, le colline pedemontane, le zone lungo i fiumi. In media esistono 230 metri quadrati di territorio urbanizzato per ogni italiano, ultranovantenni e neonati inclusi. Il territorio cementificato, urbanizzato, non si mangia. Non dà neanche da mangiare, terminato il breve lasso di tempo in cui funziona il cantiere. Anzi: impedisce che il terreno venga usato per produrre cibo. Il cemento impermeabilizza il suolo. La pioggia non viene più assorbita ma ruscella via: ogni temporale diventa una mezza alluvione, l’acqua non riesce più a filtrare nelle falde sotterranee. E’ in arrivo in tutt’Italia un’altra robusta dose di cemento. Ma vi pare sensato? Il dossier del Wwf “2009, l’anno del cemento” Leggi “Stop al consumo di territorio”. La campagna prosegue, ecco come aderire preso da http://blogeko.libero... |
| Alessandro Borio | |
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Un territorio quasi saturo, frammentato, cosparso a macchia d'olio da case, strade e capannoni, una specie di città diffusa che sembra più una metastasi che una città, con oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli, divorati dal cemento negli ultimi 15 anni (una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme, a un ritmo di 244.000 ettari all’anno); oltre 8.000 comuni e 8.000 piani regolatori diversi, 12,8 milioni di edifici, 27 milioni di unità abitative (per il 20% non abitate!) e una serie di piani casa in corso di definizione. Il tutto collegato da più di 200.000 km di strade che frammentano il territorio come fosse un mosaico, e un piano di “infrastrutture strategiche” (la Legge Obiettivo) che danneggerebbe 84 aree protette e 192 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), tutelati dall’Unione Europea. Mentre dall’altro lato la crescita demografica è limitata se non assente (a Palermo la popolazione è aumentata del 50%, l’urbanizzazione del 200%). E’ la impietosa fotografia sull’Italia scattata nel dossier “2009 L’anno del Cemento”, a cura del WWF con contributi di Bernardino Romano e Corrado.
Dopo lo scontro con il Governo sulle competenze istituzionali avvenuto a marzo, le regioni sembrano essersi accorte di avere un potere che non esercitavano appieno e hanno provveduto in modo disomogeneo a sedicenti piani casa che aprono a pesanti interventi anche sugli immobili industriali e artigianali e, in alcuni casi, consentono pericolose semplificazioni autorizzative. Con un effetto se possibile peggiore rispetto al testo iniziale del Governo, giustamente bloccato. Le situazioni sul territorio nazionale sono differenti, ma in sostanza viene ammesso praticamente ovunque un incremento di cubatura del 20% che può arrivare a oltre il 30% se accompagnato dalla messa in efficienza energetica degli edifici. Molte regioni (tra cui Piemonte e Lombardia) consentono l’ampliamento dei capannoni senza che questo sia in alcun modo condizionato da un adeguamento dei servizi, compresi quelli di viabilità. Altre consentono il cambio di destinazione d’uso e forme di comunicazione dei lavori, che non solo fanno saltare i permessi a costruire (le vecchie concessioni edilizie) ma addirittura anche le dichiarazioni inizio attività. Il risultato è che si aumenta potenzialmente e senza controllo non solo la cubatura ma anche la densità abitativa, senza che questo sia condizionato da servizi e standard urbanistici come ad esempio il verde pubblico. Per dare un’idea, basti pensare che più di 100 Comuni hanno urbanizzato oltre il 50% della propria estensione e che solo il 14% del territorio nazionale dista più di 5 km da un centro urbano (il 28% più di 3,5km), vale a dire che in Italia non è sostanzialmente possibile tracciare un cerchio di 10 km di diametro senza intercettare una zona costruita! Quasi il 60% dell’urbanizzazione si concentra nelle pianure, che coprono il 18% del territorio italiano, tanto che secondo alcuni ricercatori se continuiamo così entro pochi decenni non ci saranno più aree pianeggianti libere da cemento e asfalto. Ma anche gli 8.000 chilometri di costa, le colline pedemontane, le aree lungo i fiumi e perfino le piccole isole e le aree agricole non vengono risparmiate. Un trend che, con la scusa di un rilancio economico che andrebbe a rafforzare un comparto edile in realtà costantemente in crescita, è destinato a degenerare in un effetto domino che apre allo scempio, con gravissime ripercussioni sul benessere di tutti gli italiani |
| Miriam Kisilevsky | |
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Grazie Corrado per la foto del negozio Ecopunto. E' quello che sto cercando di aprire da più di un anno, ma per ora mancano i permessi in Liguria.
Davide , sono d'accordo sul possibile posto per un Centro Riciclo come quella di Carla. Non sarà l'unica. Comunque qui il problema è la volontà di fare qualcosa, perchè gli esempi di progetti funzionali, efficaci e anche reditizie non mancano. Mi chiedo se siamo ancora in queste condizioni perchè i politici sono così meravigliosamente furbi o perchè siamo troppo indifferenti quando c'è veramente da FARE qualcosa di concreto, che costa fatica. La Poli ha avuto una richiesta da Savona (nostri vicini più piccoli) tempo fa e potete vedere i suoi interventi che spiegano chiaramente quello che si può fare. Lei mi ha detto che è fattibile a Genova se si vuole veramente. http://www.youtube.co... http://www.youtube.co... Una cosa è certa. Ci vuole un gruppo di persone unite, disponibili e fortemente motivate per portare avanti progetti così. C'è una vera disponibilità da parte di qualcuno del nostro MU in questa direzione? Sento tante parole, anche belle e di persone molto preparate, ma un vero impegno a lungo termine è un'altra cosa. Comunque, spero di ricevere una risposta a breve da Carla Poli per capire la strada più semplice da percorrere ora. |
| Fortunato | |
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Potete contare sulla mia presenza, sempre. Sono convinto che altri si aggiungeranno a noi lungo il cammino. Dobbiamo iniziare a percorrerlo.
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| Alessandro Borio | |
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FACCIAMO QUESTA NUOVA POLITICA, CERCHIAMO DI FAR CAPIRE AI SIGNORI CORROTTI DEL PARTITO DEL CEMENTO CHE SE FACESSERO DELLE ABITAZIONI COSì AL POSTO DEL MERCATO DI CORSO SARDEGNA SAREBBE MEGLIO!!!! CHE NE DITE? |
| Fortunato | |
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Salpa il Plastiki, l’imbarcazione di bottiglie di plastica che esplorerà il vortice dei rifiuti
Sta per iniziare il viaggio di David de Rothschild a bordo del Plastiki, un’imbarcazione costruita con rifiuti di plastica che esplorerà il vortice dei rifiuti, il continente di immondizia che si è formato nell’oceano al largo delle Hawaii e del Giappone. Lì il gioco delle correnti ha trasportato rifiuti di plastica provenienti da tutto il mondo. David de Rothschild, rampollo della famosa dinastia di banchieri, non vuole però limitarsi a documentare il fenomeno. Negli ultimi tempi ha deciso di portare l’attenzione sulla crisi della raccolta differenziata. Il nocciolo della vicenda è che, a causa della recessione, sono crollati i prezzi dei materiali di recupero provenienti dalla raccolta differenziata. Nessuno li vuole, il riciclaggio non è più conveniente dal punto di vista economico. (La filiera deve essere guidata dal comune; note dello scrivente) Il viaggio di David de Rothschild vuol dare un esempio in senso contrario. La sua nave si chiama Plastiki in onore del famoso Kon-tiki, la zattera di giunchi pilotata da Thor Heyerdahl che attraversò il mare dal Sudamerica alla Polinesia. E’ costruita con 12.000 bottiglie di plastica da due litri, e l’energia è assicurata da pannelli solari e turbine eoliche. A viaggio finito, dice de Rothschild, le bottiglie verranno riciclate e trasformate in fibre tessili o borse di plastica per la spesa, a loro volta riciclabili. E’ una strada anche quella. Io preferisco la riduzione dei rifiuti e l’abolizione di tutti gli imballaggi e gli involucri non strettamente indispensabili. Il Plastiki partirà fra pochissimi giorni dalla California per raggiungere l’Australia dopo circa 100 giorni e 17.000 chilometri in mare. http://blogeko.libero... |
| Alessandro Borio | |
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C'E' DEL MARCIO IN DANIMARCA!!!!
![]() I rifugiati 'climatici' , dovuti scappare dalle proprie abitazioni a causa degli effetti del cambiamento climatico, ad oggi sono più di 25 milioni e raddoppieranno nei prossimi 5 anni. Scappano dalle loro abitazioni, dalle loro terre, dalle loro radici a causa degli effetti di un cambiamento climatico che non hanno voluto. E' solo uno degli effetti più macroscopici: l'effetto serra in realtà incide e inciderà a diversi livelli. Il cambiamento climatico è anche ingiustizia sociale. E un drastico cambiamento di rotta è ormai indispenssabile. ![]() |
| Alessandro Borio | |
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ED ECCO COME SI MUOVE GENOVA PER LE CASE ECO SOSTENIBILI!!!
FATE VOI SPERO CHE NON SI BANNI PIU' QUESTO MIO INTERVENTO!!! |
| Alessandro Borio | |
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CERCHIAMO DI UNIRE GLI SFORZI E ARE DELLE PROPOST PER L'AMBIENTE E NON DIRE SOLO NO AL CEMENTO DEL PARTITO DEL CEMENTO.
QUESTA POTREBBE ESSERE UN'INIZIATIVA..... QUESTA UNA SECONDA INIZIATIVA...... |