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MeetUp Beppe Grillo Genova Message Board › POLITICA, ECONOMIA, SOCIETA', ATTUALITA' › SOCIALE
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Ricerca Istat sul secondo trimestre 2009. Reddito lordo in calo di 11 miliardi
ROMA - Il reddito lordo a disposizione delle famiglie italiane, consumatori e micro-imprese, è calato di 11 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2009. È quanto emerge da un'indagine dell'Istat che, fornendo dati non destagionalizzati, si riferisce al secondo trimestre del 2009, e analizzati sulla base degli ultimi trimestri. Secondo l'Istat insieme al reddito si riduce anche la propensione al risparmio che è scesa dello 0,4 punti rispetto al trimestre precedente, passando dal 15,2% al 14,8 per cento. CALO ANCHE NEL RISPARMIO - Lo studio dell'Istat, che si riferisce al secondo trimestre del 2009, dice anche che la propensione al risparmio degli italiani ha subito così il primo calo dopo una crescita iniziata nel primo trimestre del 2008. Nello stesso periodo, invece, la spesa delle famiglie per consumi finali si è ridotta solo dello 0,5%. Sempre secondo l'Istat il potere d'acquisto delle famiglie è calato, in linea con il reddito, registrando una riduzione dell'1% a livello congiunturale e dell'1,2% a livello tendenziale. In valori assoluti il potere d'acquisto si è ridotto di quasi 9 miliardi di euro (passando da 886,491 miliardi del primo trimestre del 2009 a 877,631 miliardi del secondo trimestre). A confronto il reddito lordo disponibile è invece sceso di 11 miliardi (da 1.094,634 miliardi a 1.083,808). 28 ottobre 2009 Approfitto di questo post, per ringraziare Alessandro Braggio per il suo post. Si fa quel che si può. Cercherò di non mollare il mio entusiasmo sulla ricerca di informazioni, visto che è sempre più difficile ricercare la "buona notizia" di cui sarei felicissima di poter dare almeno una volta al giorno. Un caro saluto da Anto. Edited by User 4,165,372 on Oct 28, 2009 5:02 PM |
| Fortunato | |
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Chi te lo impedisce? E' una tua scelta. Nessuno si è mai lamentato dei tuoi post. Mantieni la tua rotta.
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| Davide | |
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Rapinatore “disperato”, punito con 32 euro
di Graziano Cetara, da Il Secolo XIX La condanna, quella vera, era stata pronunciata senza parole, con un’occhiata di rimprovero lanciata oltre il bancone dall’impiegata delle Poste. Di fronte al cacciavite brandito come un arma, seppure con la mano un po’ tremante, e alla frase di rito sibilata tra i denti, «questa è una rapina», la donna aveva reagito inclinando il capo da un lato: «Io non ti do neanche un centesimo». Antonio M., 36 anni, «rapinatore per bisogno e disperazione» come lui si è definito al processo, a quel punto si era seduto tra i pensionati in attesa. Ed era scoppiato a piangere: «Mi sono separato - aveva detto alla sua vittima, diventata di punto in bianco la sua consolatrice - e lo stipendio non mi basta per mantenere la mia ex moglie e i nostri due figli. Non sono un criminale. Credetemi. Sono un uomo solo, e disperato». Il giudice Annalisa Giacalone, passati sette mesi da quell’irruzione nell’ufficio postale di piazza del Monastero, nel quartiere genovese di Sampierdarena, finita in lacrime e con l’arresto del bandito triste, ha ieri tradotto in sentenza quanto l’umanità dei protagonisti di questa storia aveva già scritto da tempo: condanna sì, ma a 32 euro di multa. Proprio così. Un divieto di sosta vale di più, nella scala delle punizioni previste dalla legge. In primo tempo ad Antonio M. era stato contestato il reato più grave, la tentata rapina, punito con anni di reclusione. Quando in udienza però si è scoperto che aveva desistito, consegnando l’arma alla sua vittima pentendosi in lacrime, il giudice, uno dei più severi nel tribunale di Genova, ha scelto la strada della comprensione. Annullando ogni aggravante e trasformando l’accusa in minacce semplici. Reato da giudice di pace. A quel punto, una multa era più che sufficiente. Mala tempora occurrunt Edited by Davide on Oct 29, 2009 3:16 PM |
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La generazione perduta
Nel secondo trimestre di quest’anno sono 404 mila i “figli” che hanno perduto il lavoro. A pagare la crisi sono soprattutto loro. Tra i giovanissimi il tasso di disoccupazione è arrivato al 24 per cento, più del triplo della media nazionale. Le cose vanno male nel Mezzogiorno, ma la flessione più acuta si sta registrando nelle regioni del Centro. E anche al Nord, gli “under 35” non se la passano per niente bene. Sempre più laureati e diplomati sono stretti nella morsa della precarietà e vedono andare in fumo attese e prospettive di vita. Con questa iniziativa vogliamo raccogliere i vostri racconti e dare voce alla “generazione perduta”. Architetto. Ho iniziato a lavorare all'università come assistente ai corsi da quando ero al 3° anno. Sono andato avanti così per 5 anni provando la strada del dottorato 4 volte senza alcun successo (ovviamente non ero sufficientemente raccomandato). Il mio "stipendio" era di massimo 5000 euro ALL' ANNO. Ho lavorato in una azienda privata per un anno, lo stipendio era buono ma con contratti a 3 mesi che alla fine non sono stati rinnovati. Alla fine mi ero reso conto che avere un lavoro in Italia era come chiedere un favore. Mi sono trasferito in Norvegia, dove faccio un dottorato di ricerca con uno stipendio che non avrei mai avuto in italia neanche dopo 10 anni di esperienza lavorativa. Ingegnere Meccanico. Mi sono laureato in Ing. Meccanica (triennale) nel 2005, (durante gli studi ho lavorato in fabbrica di notte nei weekend) dopo 4-5 mesi di ricerca ho trovato lavoro in una piccola azienda metalmeccanica. Ho comunicato all'azienda che potevano usufruire di agevolazioni fiscali se mi avessero assunto a tempo indeterminato, in quanto ero iscritto all'ufficio di collocamento da più di 2 anni. Ne hanno valutato la convenienza e mi hanno accontentato (anche se con un livello basso). Da allora ho cambiato tre aziende (è l'unico modo per vedersi aumentare lo stipendio ed il livello) che non potevano far altro che propormi un contratto dello stesso tipo e non inferiore. Ora siamo in un periodo in cui le aziende non assumono facilmente, quindi cambiare è difficile. Per questo la mia reazione sarà quella di specializzarmi in un settore ed imparare più di una lingua (parametro richiestissimo ultimamente). Dalla mia storia si può trarre questo insegnamento: cercare di lavorare durante gli studi (l'esperienza, anche in un altro settore fa sempre la differenza), informasi sulle leggi che agevolano le assunzioni (io sono andato a parlare semplicemente con un addetto del centro per l'impiego del mio comune) e "vendersi" al miglior offerente (solo così riuscirete ad aumentare lo stipendio). Cmq se un giorno mi dovessi trovare senza lavoro (visto che il tempo indeterminato non è più una garanzia), di sicuro andrei all'estero!! Mi chiamo Marco e abito Barcellona dal 2000. In questi anni ho visto crescere la bolla immobiliare in Spagna che è servita a far gonfiare i conti di pochi per la disperazione di molti cittadini che lo hanno perso tutto in poco tempo. Con la crisi, gli imprenditori colgono anche l'occasione per non pagare, ridurre il personale o ridurre gli stipendi drasticamente con contratti da 600 - 800 euro al mese (per i pochi fortunati che hanno un impiego). Una grande percentuale delle aziende che hanno chiuso, sono quelle che hanno prestato servizi agli enti pubblici (stato, autonomie locali, comuni ecc.) per non aver ricevuto i pagamenti dei servizi offerti, mentre per gli stessi hanno dovuto pagare milioni di euro per le tasse (I.V.A., I.R.P.E.F, imposte sulle licenze e gli appalti ecc.). In questo momento la mia piccola agenzia di traduzioni, sopravvive (chissà per quanto tempo). Però lo stato mi deve quasi 12.000 euro per i miei servizi e in questo momento...non ci sono soldi. Chi sceglie di trasferirsi all'estero è meglio dimenticarsi della Spagna. Infornatica. Salve, purtoppo anche io sono vittima della crisi di oggi, dopo un anno che lavoravo ad un'azienda d'informatica, adesso sono stato costretto a licenziarmi perchè era da 4 mesi che non recepivo più stipendio. Adesso è dura per me non si trova nessun altro tipo di lavoro.. tutti dicono che non hanno bisogno di personale attualmente, perciò mi vedo costretto ad aspettare un pò di fortuna che spero che arrivi presto. Ho un affitto da pagare, bollette, tasse, e macchina... e se pensate che da 4 mesi che non ricevo stipendio.. vedete un pò... Speriamo che presto il governo e chi di competenza faccia qualcosa oppure non so come si andrà a finire questa nuova generazione di oggi, "con un futuro senza futuro" SAlvo 86 Ho 28 anni, da quando ne avevo 18, non appena completati gli studi ho iniziato a lavorare. Dopo tanti anni di gavetta e lavori in nero e sottopagati nel gennaio 2007 sono stata contattata da un'azienda: la Primeitalia spa per un colloquio, a marzo l'assunzione. Non si può capire la mia felicità nell'avere ottenuto quel tanto ambito posto di lavoro qui a Messina, la Primeitalia era...e sottolineo ERA la seconda realtà in questa città che ha ben poco da offrire...ero l'invidia di amici e conoscenti: buon stipendio, puona posizione, azienda in crescita, insomma mi sentivo "sistemata" anche se avevo un contratto a tempo determinato per 6 mesi, ma mi sentivo tranquilla dalle mille promesse che avevo ricevuto in merito. Alla scadenza dei 6 mesi mi viene rinnovato per altri 18 con CONTRATTO D'INSERIMENTO con la motivazione che con questo tipo d'inquadramento l'azienda avrebbe risparmiato. PREMETTO CHE IN TUTTO QUESTO PERIODO NON HO MANDATO CURRICULUM NE FATTO CONCORSI ALTRIMENTI RICEVEVO VESSAZIONI E MINACCE COME E' SUCCESSO AD ALTRI COLLEGHI. Ad aprile di quest'anno mi è scaduto il contratto e i Signori non hanno nemmeno avuto la delicatezza e l'educazione di avvisarmi in modo tale da guardarm iintorno e trovarmi una nuova occupazione e sono rimasta senza lavoro e caduta in preda ad una crisi depressiva perchè tutto questo era da me inaspettato viste le loro grandi promesse. Motivaz.del mancato rinnovo: crisi del mercato,l'azienda non può assumere..peccato che continua a farlo. Ecc.ecc.ecc.... Ma quante storie, quante persone dietro queste storie! Quanta tristezza e rabbia dietro queste storie! Ma vogliamo continuare così??? DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE CAMBIARE LE COSE! By by da Anto. |
| Daniele Severini | |
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Il tuo post fa molto riflettere della vera situzione in cui ci troviamo.
Grazie Antonietta |
| Gian Paolo Cavalla... | |
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Vorrei far notare una cosa : Beppe Grillo ha fatto il movimento di liberazione nazionale dove illustra un programma, tale programma è un pò diverso da quello della carta di Firenze : La carta di Firenze , diciamo che sembra più una serie di editti di un'associazione ambientalista . Il programma del movimento di liberazione nazionale è il programma di un partito. Faccio notare che peraltro "la carta di Firenze" non è più nella home page del blog. Alcuni argomenti entrano adesso nei programmi grillini: il più importante è quello dell'Economia: ma qual'è l'argomento numero 1 nel programma di un partito? L'economia. tutte queste storie e fatti raccontate in questo thread da Antonietta, Tullio ed altri non sono altro che il prodotto di un economia che malata , perchè i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri con tutte le conseguenze drammatiche che vediamo ormai sotto i nostri occhi. Continuo a parlare di Economia nel thread che ho aperto sugli argomenti che non abbiamo considerato nei nostri programmi : economia , informazione, istruzione. |
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Grecia, "carcere agli studenti che occupano". Polemica sui giudici di Salonicco
ATENE - La procura di Salonicco ha deciso di incriminare gli studenti coinvolti nell'occupazione di decine di scuole e facoltà universitarie. Gli occupanti rischiano fino a 5 anni di carcere. L'ordinanza, emessa dal procuratore capo del tribunale di prima istanza di Salonicco Dimitri Papageorgiou, è stata fortemente criticata dalle organizzazioni dei genitori e degli insegnanti e apre la porta ad iniziative simili anche ad Atene, dove sono in atto numerose occupazioni scolastiche. La decisione arriva in un momento di alta tensione sociale. Appena ieri un attacco con bombe molotov è stato compiuto contro la storica occupazione anarchica in via Lela Karagianni, in atto dalla fine degli anni Ottanta. Gli squatter accusano dell'attacco forze para-fasciste, allineate alla "strategia repressiva" del nuovo ministro per l'ordine pubblico Michalis Chrisochoidis. La protesta studentesca va avanti ormai dall'inizio dell'anno scolastico. Il 22 ottobre gli studenti erano scesi in piazza per la prima volta contro la nuova riforma universitaria che vuole equiparare i college privati agli atenei di Stato. Alle manifestazioni erano seguite l'occupazione del rettorato di Atene e di altre università e scuole del Paese. L'azione repressiva delle forze dell'ordine e le retate contro gli anarchici che si sono susseguite negli ultimi mesi hanno contribuito ad alzare i toni dello scontro, soprattutto nella capitale. I fermenti sono cominciati dopo gli arresti per la morte di un giovane pachistano, sulla quale hanno chiesto piena luce l'estrema sinsitra e i Verdi, che hanno paventato il rischio di un ritorno ad "una cultura poliziesca". (3 novembre 2009) |
| A former member | |
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L’indifferenza (in memoria di Stefano Cucchi)
di Pino Corrias Quello che spaventa di più è il labirinto impersonale, l’ingranaggio burocratico, le porte chiuse, i divieti, l’omertà, i “no, senza l’autorizzazione non si può”, che hanno protetto, che stanno proteggendo, gli esecutori materiali della morte di Stefano Cucchi, arrestato in buona salute dai carabinieri il 15 ottobre e restituito cadavere ai genitori, già disteso sulla tavola delle autopsie dell’obitorio di Roma, il 22 ottobre all’alba. Quei labirinti, quegli ingranaggi sono stati maneggiati anche loro da persone in carne e ossa. E hanno agito sovrapponendosi all’agonia di Stefano Cucchi, impedendo che i familiari, o almeno un avvocato, riuscissero a vederlo, a parlargli, per sei notti e sette giorni di seguito, mentre il suo corpo smetteva progressivamente di reagire ai traumi e al dolore. Non uno di quegli ingranaggi si è inceppato. Non una smagliatura - tra i carabinieri, le guardie penitenziarie, i medici, la magistratura di sorveglianza - ha permesso di allentare quell’assedio di indifferenza e ignavia. Che ha dilapidato il tempo utile a salvarlo e certamente la pietà. Proprio come si è visto in quell’altro reperto di nostra impassibile modernità che è il video dell’esecuzione al rione Sanità di Napoli. Lì un paio di donne che andavano di fretta hanno scavalcato il cadavere steso sul marciapiede. Qui lo ha fatto un intero pezzo di Stato che aveva preso in consegna il corpo (e la vita) di Stefano Cucchi per poi lasciarlo agonizzare nell’inchiostro. 1 novembre 2009 |
| Gian Paolo Cavalla... | |
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... per fortuna che ho fatto un copia e incolla su un altro thread ... |
| Davide | |
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Sono una dipendente regionale da ventitre anni. Il mio stipendio mensile ammonta a 1.180 euro al mese. Sono separata. ho una figlia adolescente e un affitto da pagare: il mio stipendio ci basta appena a sopravvivere. Ieri sera avevo 38 di febbre. Stamattina ho 38,5. Il medico voleva darmi almeno tre giorni di malattia ma io non posso permettermelo: grazie al ministro Brunetta per tre giorni di assenza per malattia il mio stipendio verrebbe decurtato di circa 60 euro.
Oggi sono rimasta a casa perchè mi sento troppo male, ma mi sto imbottendo di antipiretici e paracetamolo e domani cascasse il mondo andrò in ufficio. Non farò niente, naturalmente, e in compenso probabilmente attaccherò l'influenza a tutti i colleghi che dividono la stanza con me. Non me ne frega nulla: ognuno per sé e dio per tutti. Grazie Brunetta. Monica V. Pianiga (Venezia) da http://www.gazzettino... |