L'Ambasciata d'Italia
in collaborazione con la Società Dante Alighieri
presenta
NUOVO CINEMA
ITALIANO
Alla
St. Paul University
223 Main St.
(Entrata della biblioteca)
Martedì 26 Febbraio --- 2013 --- 19h
La scomparsa di Patò
RÉSUMÉ***** SUMMARY
regia di Rocco Mortelliti
con Nino Frassica, Maurizio Casagrande, Neri Marcoré
2010 dramma; a colori, 105'
Sicilia `800
A Vigata, nella seconda metà dell'Ottocento, durante la messinscena della Passione di Cristo, il ragioniere Patò – storico Giuda – sparisce. Indagano su che fine abbia fatto due funzionari delle forze armate in rivalità tra loro, il poliziotto Giummaro e il carabiniere Bellavia È antica tradizione del paese di Vigata che il Venerdì della Settimana Santa che precede la Pasqua, venga allestita la sacra rappresentazione del "Mortorio", antico dramma della Passione di Gesù. I personaggi della Passione sono scelti tra gli stessi paesani e tra questi quello che ricoprirà il ruolo più odioso, quello di Giuda, sarà interpretato ancora una volta, come ormai è abitudine, dal ragioniere Antonio Patò, padre di famiglia conosciuto per la sua condotta integerrima di funzionario della banca della cittadina.
C'è un Camilleri extra Montalbano, ed è quello che preferiamo. Quello che racconta piccole storie lontane che diventano metafore di un paese, e che compone libri come fossero collage di documenti di epoche solo in apparenza defunte. Certo oggi è più difficile scomparire, ma a fine Ottocento, se uno stimato e annoiato membro della sua comunità, farabutto d'indole, accecato dalla passione, avesse voluto farlo, sarebbe stato difficile ritrovarlo: niente Ris, niente Chi l'ha visto?, niente internet e Facebook e - soprattutto - nessun villaggio globale in cui tutti sanno (e si fanno) i fatti di tutti. Ma nonostante le differenze, l'ieri e l'oggi in storie come La scomparsa di Patò appaiono sorprendentemente attuali: oggi il potere non manda velate minacce ai sottoposti per cambiare una realtà che non gli piace, ma interviene direttamente emanando editti televisivi e telefonando direttamente nelle procure. Ecco perché Patò, nipote raccomandato dello zio senatore del Regno, marito di sua nipote e maschera pirandelliana la cui vera essenza è ignota ai più, finisce per suscitare anche simpatia, perché in fondo, "se ne stracatafotte" di tutti, per dirla col linguaggio del libro, e sceglie la propria felicità privata.
Non era facile portare sullo schermo questa storia, dare voci e accenti ai suoi protagonisti, e non tutte le parti del film sono all'altezza del libro (ad esempio ci immaginavamo molto diversa la Principessa, e il film si gioca un po' troppo bruscamente all'inizio l'esilarante scena del coito dei contadini in cappella e dello svenimento della beghina), ma a parte alcune cadute di tono, la visione del regista esprime con fedeltà quella del libro. Abbiamo apprezzato ad esempio la decisione di ometterne le parti meno credibili o comunque superflue ai fini della narrazione, come le lettere dell'astronomo e dell'emulo di Escher inglesi), e di inserire le testimonianze dei vari medici e speziali all'interno di siparietti, ognuno nel suo habitat. Bella anche l'idea di far vedere la ricostruzione dei due investigatori, tanto lucidi e chiari nel loro lavoro, da condurci per mano in un tableau vivant, e farci toccare con mano quello che è successo, e che parenti, preti e politicanti preferiscono continuare a ignorare.
Mortelliti accentua la lettura politica della storia scrivendo una bella canzone che accompagna i titoli di coda e viene cantata da Neri Marcorè e Danilo Formaggia (ottimo tenore, che ha il ruolo del Marchese). Il film è inoltre ben recitato dalla coppia comica Casagrande/Frassica che omaggia Totò e Peppino (ma è un inchino garbato, non una citazione scontata) e non va mai sopra le righe, ed è arricchito dall'apparizione di un Patò, presente solo in effigie nel romanzo, che ha il volto e il fisico "impiegatizio" ma sornione del trasformista e succitato Marcorè, e da due splendidi cammei: la "buttana" di Guia Jelo alle prese con una incredibile e velocissima tirata in dialetto, e il saggio becchino chiacchierone del sempre grande Roberto Herlitzka, un attore capace di dare lustro a qualsiasi pellicola a cui accetti di partecipare.
La scomparsa di Patò, pur non essendo un capolavoro, è un film molto gradevole che vale la pena di vedere. E se non avete letto il libro, un consiglio: correte a farlo. Anche se, come chi scrive, trovate un po' ripetitivo Montalbano. Apprezzerete il fine intelletto e la cultura di uno scrittore capace di lavorare in punta di fioretto e riderete con l'amaro in bocca, constatando come, dalla Sicilia del 1890 all'Italia di oggi, il nostro paese sembri (sia?) ben poco cambiato.
Daniela Catelli:
http://www.comingsoon.it/News_Articoli/Recensioni/Page/?Key=11934
In italiano *** sottotitoli in inglese
The Disappearance of Patò
It's a story of the desperate search for one of Vigata's most upstanding citizens - a man who vanishes right after his appearance in the annual Passion Play. South collides with North as a local Sicilian carabiniere teams up with a Neapolitan police officer to unlock the mystery of his disappearance.
Despite their cultural, linguistic and personal differences the two men have enough in common to forge an alliance which is as comic as it is productive. Together, they wade through local politics, personal agendas and the general wackiness that is Vigata to find out what really happened to the banker and father of two who mysteriously disappeared. And perhaps most surprising of all, the policeman and the carabiniere find that they can trust each other more than they can trust anyone else in Vigata.
Review >>>
In Italian *** English subtitles
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La disparition de Patò
L'action se passe en 1890 dans une petite ville de Sicile où un notable disparaît alors qu'il joue le rôle de Judas dans une représentation de la Passion. Sa femme, sûre de l'intégrité de son mari, va à la police pour déclarer une disparition à laquelle on ne croit pas tout d'abord.
Puis les carabiniers s'en mêlent et on assiste à une version de la guerre de police avec des épisodes comiques savoureux. Le film suit le policier et le carabinier dans leur enquête respective, un peu à la fois, ils uniront leurs forces au lieu de se tirer dans les pattes et en viendront à une conclusion qui ne semble pas plaire à leurs supérieurs.
Le réalisme italien n'a pas cessé d'exister. Seulement, il passe inaperçu parmi les productions commerciales.
Il est toujours aussi teinté d'auto-dérision, ce qui fait qu'un peuple dévoile ses défauts et que ça le rend plus humain.
Le film de Rocco Mortelliti évoque l'univers de Camilleri mais en lui donnant une touche personnelle. Créer une histoire continue en se basant sur des carnets d'enquête n'était pas une sinécure.
Le réalisateur avoue avoir mis dix ans pour mettre au point le scénario au départ du livre, l'ajuster tout en respectant cette ambiance caractéristique qui fait de la Sicile une région particulière. A signaler qu'il s'agit du premier roman de Cammilleri adapté au cinéma. L'action se passe en 1890 dans une petite ville de Sicile où un notable disparaît alors qu'il joue le rôle de Judas dans une représentation de la Passion. Sa femme, sûre de l'intégrité de son mari, va à la police pour déclarer une disparition à laquelle on ne croit pas tout d'abord. Puis les carabiniers s'en mêlent et on assiste à une version de la guerre de police avec des épisodes comiques savoureux. Le film suit le policier et le carabinier dans leur enquête respective, un peu à la fois, ils uniront leurs forces au lieu de se tirer dans les pattes et en viendront à une conclusion qui ne semble pas plaire à leurs supérieurs. La suite à l'écran … ce n'est pas un vrai thriller mais je me garderai bien de vous priver de découvrir par vous-même cette disparition !
Peut-être pas tout suite car le film créé en 2010a rencontré quelques problèmes lors de sa diffusion.
J'ai eu la chance d'assister à ce film en exclusivité en Belgique. Le réalisateur présent a expliqué les liens particuliers qui l'attachent à Camilleri, son professeur d'art dramatique à l'époque de sa jeunesse. La fin du film est plus explicite que dans le livre. Bon rendu de l'ambiance sicilienne, les préjugés, la naiveté de certains personnages, les disputes bon-enfant des deux enquêteurs qui après des piques acérées se rendent compte qu'ils sont unis par le même désir de découvrir la vérité, des personnages haut en couleurs, l'esprit paysan ,une certaine forme de bon sens populaire, beaucoup d'humour ; on ne tombe jamais dans la tragédie même si la situation de départ est tragique, les manigances politiques, la présence de la mafia qui vient corser le déroulement de l'enquête …
Au terme du film, alors que je rentrai chez moi en métro, le hasard a voulu qu'en face de moi, un homme et une femme qui avaient assisté à la même séance de cinéma, discutaient de La scomparsa di Patò. Sonnerie du GSM. L'homme répond. Après avoir échangé quelques phrases, je l'entends dire à son interlocuteur: « Il film era bello, hai mancato qualcosa !!! ». http://www.ivid.it/community/index.php?pageid
En italien *** sous-titres en anglais
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