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Posted Jul 30, 2008 10:37 PM
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E' stato depositato oggi in cassazione il tema referendario per abrogare il lodo Alfano.
Marco
Posted Jul 31, 2008 10:01 AM
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Castellammare di Stabia, NA
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Nel frattempo schifani "l'intoccabile" grazie all'immunità della legge che non è uguale per tutti, chiede risarcimenti a Travaglio per le verità che ha detto, mentre Travaglio non può replicare "all'intoccabile".

Spero che la popolazione si svegli dal sonno e che gli onesti siano ancora la maggioranza in questa italia di furbacchioni, in modo che il referendum vada a buon fine.
Marco
Posted Jul 31, 2008 10:35 AM
user 3380945
Castellammare di Stabia, NA
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Da www.Repubblica.it

Il leader dell'Idv ha depositato stamani in Cassazione il quesito
con cui si chiede di abolire lo scudo penale per le alte cariche

Al via referendum contro il Lodo
Di Pietro: "E' ingiusto e immorale"


ROMA - Detto, fatto. In una settimana. Il percorso del referendum per l'abolizione del Lodo Alfano ha cominciato il suo percorso. Il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro ha varcato l'ingresso della Corte di Cassazione per presentare il testo del referendum abrogativo del lodo Alfano. "Volete voi - è il quesito che si vuole sottoporre agli elettori - che sia abrogata la legge 23 luglio 2008, n. 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008, recante Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato?". Il quesito adesso dovrà essere sottoposto al vaglio della Cassazione che dovrà valutarne l'ammissibilità. Se e quando sarà superato anche questo ostacolo, comincerà la raccolta delle 500 mila firme. Poi, dopo la verifica, la parola passerà alla Consulta. Insomma, tra una cosa e l'altra, la consultazione si dovrebbe tenere non prima del 2010.

Il ministro Alfano, destinatario del referendum abrogativo, liquida la faccenda con poche parole: "Decideranno la Consulta e il popolo italiano". Berlusconi ha già fatto sapere ai suoi che l'obiettivo è proprio quello di non far scattare il quorum. Né per il Lodo né, soprattutto, per il referendum sulla legge elettorale previsto per giugno prossimo.

L'Italia dei valori resta per il momento l'unico partito che presenta il referedum. Di Pietro ha l'appoggio di Segni ("pieno sostegno"), referendario nell'anima, di Arturo Parisi (Pd, sarà tra i primi firmatari) e di Sinistra democratica (Carlo Leoni: "è necessario"). L'ex pm chiama in causa il Pd per chiedere aiuto: "Chiediamo al Pd di avviare insieme a noi e a tutte le associazione che hanno già aderito, la raccolta firme a sostegno del referendum abrogativo. E' un dovere delle opposizioni - conclude - battersi a difesa delle istituzioni e dei principi costituzionali".

Poi la spiegazione del perché il referendum è necessario:"Oggi si fanno delle leggi a proprio uso e consumo, domani si espropria il Parlamento delle sue funzioni, dopodomani si dice che la magistratura è delinquente, il giorno successivo si dice che il Csm va mandato a casa e alla fine si arriva alla dittatura senza che nessuno se ne accorga". Per Di Pietro il Lodo Alfano, lo scudo penale per le quattro più alte cariche dello stato, è una legge "ingiusta, ingiustificata e immorale al di là del fatto che sia costituzionale o meno".

Immediata la replica del Pdl. "Quello di Di Pietro è un comportamento eversivo" dice Fabrizio Cicchitto. "Questo referendum non mi preoccupa affatto - aggiunge il capogruppo del Popolo delle libertà alla Camera - ci presenteremo davanti ai cittadini e spiegheremo le nostre ragioni. Il Lodo Alfano cerca solo di evitare l'uso politico della giustizia contro le più alte cariche dello Stato".

(30 luglio 2008)
Marco
Posted Aug 3, 2008 8:36 PM
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Castellammare di Stabia, NA
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Il video dove Di Pietro presenta l'iniziativa del referendum, spiegando modalità e tempi.

Referendum: si parte
Marco
Posted Oct 10, 2008 10:02 AM
user 3380945
Castellammare di Stabia, NA
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Referendum contro il lodo alfano.

Parte la raccolta firme per il referendum contro il lodo alfano.
Prima manifestazione a Roma, piazza Navona l'11/10/2008.
A Castellammare di Stabia la raccolta firme si farà nei pressi della cassa armonica, il sabato e la domenica a partire dal giorno 11 fino al giorno 26, dalle 10 alle 17.

Il Lodo-Alfano è una legge fatta per delinquere in libertà da parte dell'attuale premier e per non farsi processare. La libertà i cittadini la perdono in questa maniera, poco alla volta, concessione dopo concessione. Il governo ve lo sta già dimostrando, dopo il lodo per le 4 cariche dello Stato passato nell'indifferenza di molti ora si avanzano nuove pretese arroganti che calpestano i principi della costituzione, della democrazia e della tua libertà. Arrivano richieste per il Lodo-Consolo per i ministri, arriva l'estensione del Lodo per Mills, chissà che non arrivi il Lodo anche per qualche criminale.
Non lasciarti sfuggire di mano la tua libertà. Firma in una delle piazze per il referendum contro il Lodo Alfano.Hai il dovere di fermare la dittatura Berlusconi IV.


Questo il testo:

Voglio abrogare la cosiddetta "Lodo Alfano" che garantisce l'immunita' alle 4 cariche piu' alte dello Stato, violando l'articolo 3 della Costituzione secondo cui tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.

Sito internet di riferimento:

http://italiadeivalor...
anna
Posted Oct 10, 2008 12:20 PM
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Castellammare di Stabia, NA
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tutti a votare........bentornato marco!biggrin
Enrico
Posted Oct 10, 2008 6:52 PM
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Castellammare di Stabia, NA
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Ci tenevo a comunicarvi l'iniziativa a voi ben nota sulla Raccolta firme per Referendum sull'Immunità Alte Cariche
Vi invio un comunicato che ho effettuato x sollecitare la stampa sull'argomento.
Se ritenete uniamo le ns energie
approfitteremo dei banchetti se ben coordinati x esporre le ns comuni battaglie civili
Un abbraccio a tutti

Attilio
tel. 347636585
attiliodentista@libero.it




Partirà sul territorio della Provincia di Napoli da Castellammare di Stabia domani 11.10, la raccolta delle Firme promossa dall'Italia dei Valori a favore del Referendum abrogativo sull'Immunità delle Alte Cariche dello Stato.
La legge n.124, approvata con inusuale celerità il 23 luglio 2008, ha consentito, di bloccare tutti i processi a carico del Presidente del Consiglio, unico beneficiario della stessa.
L'impegno prodotto dall'Italia dei Valori è l'unica risposta civile possibile ad una Legge dello Stato anomala e di dubbia costituzionalità.
"E'la naturale esigenza anche in questo caso di regole adeguate ad un Paese normale, ancor prima che civile" .
A Castellammare di Stabia partirà, in sintonia con Piazza Navona a Roma, la raccolta firma e l'impegno del territorio, a sostegno di questa nuova iniziativa come già avvenuto in passato in Villa Comunale sabato e domenica 10 e 11.

Cordialmente

Attilio Menduni De Rossi
Vincenzo Amato
Posted Oct 11, 2008 8:35 AM
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Castellammare di Stabia, NA
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Bene abbiamo i moduli....

Lunedi serve un buon samaritano che li porta al comune per la vidima...

così li aggiungiamo a quelli per l'acqua!
Marco
Posted Oct 11, 2008 5:29 PM
user 3380945
Castellammare di Stabia, NA
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Oggi ho dato il mio contributo con la firma.



Questo il banchetto nei pressi della cassa armonica a Castellammare di Stabia.

Da Adnkronos:
'Qui c'è l'Italia che non si arrende e non vuole rassegnarsi"
Di Pietro in piazza contro ''la dittatura alle porte''

Al via la manifestazione dell'Italia dei valori per raccogliere le firme contro il lodo Alfano. Il leader di idv: ''Non ce l'ho con il Pd ma dobbiamo fare subito resistenza contro questo esecutivo''
Roma, 11 ott. - (Adnkronos) - "No al governo delle truffe. Non aspettiamo certo domani per fare opposizione. L'opposizione il giorno dopo la lasciamo agli altri". A parlare è Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, oggi in piazza Navona per promuovere la raccolta delle firme contro il lodo Alfano.
L'ex pm non usa mezzi termini per criticare il Berlusconi quater: "Quando c'è la dittatura alle porte, la resistenza si fa subito". Di Pietro lancia un ramoscello d'ulivo verso il Pd: "C'è chi fa opposizione dura e pura e chi invece fa un'opposizione gentile e vanno rispettate tutte e due. Non siamo contro gli alleati ma per denunciare un'anomalia che si trova nel Paese". La gente, avverte Di Pietro, "non guarda alle sigle ma ai risultati".
"Ci dicono che non dobbiamo manifestare. Ci sono alcuni, anche di altri partiti che ci chiedono perché la piazza. Ma se non manifestiamo ora quando dobbiamo farlo? E dove dobbiamo farlo se non a piazza Navona dove c'è stato il primo atto di democrazia?".
L'ex pm difende la scelta di scendere in piazza oggi e il 25 ottobre, in occasione della manifestazione organizzata dal Pd ("Io ci sarò con il Pd"). "Noi siamo qui - spiega - non solo per protestare contro il lodo Alfano. Qui c'è l'Italia che non si arrende e non vuole rassegnarsi".
Sotto lo slogan "Firma e fermali!", tra tarantelle e tammurriate rock eseguite da gruppi musicali napoletani, nei 27 gazebo allestiti sotto il palco, la raccolta delle firme per un referendum contro il lodo Alfano.
Alla protesta dell'Italia dei Valori si è aggiunta anche quella dei dipendenti dell'ospedale San Giacomo che con uno striscione 'Salviamo il San Giacomo', denunciano gli esuberi e la cattiva gestione dell'ospedale
Qualcuno improvvisa un trenino impugnando in mano le bandiere del partito che dominano la piazza. C'è anche un vecchio signore che ha al collo un cartello con la scritta 'Fermiamo il caimano!', mentre dietro le spalle ce ne ha un altro più piccolo dove c'è scritto: 'Oggi compio 82 anni, gradisco i vostri auguri'.
Marco
Posted Oct 11, 2008 10:23 PM
user 3380945
Castellammare di Stabia, NA
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Da
www.repubblica.it

Contro la legge che garantisce l'immunità alle 4 più alte cariche dello stato
l'Idv e Sinistra raccolgono in un giorno 250 mila firme a Roma e in altre 655 città
Firme e cortei contro Lodo e governo
Di Pietro: "No alla dittatura del Bagaglino"

Il corteo di Prc, Verdi, Sd e Pdci: "Siamo 300 mila". Ferrero (Prc): "Oggi è la fine della ritirata"
Il Guardasigilli pronto a difendere "anche in piazza" la legge che porta il suo nome
di CLAUDIA FUSANI



ROMA - Bisognerebbe guardarla dall'alto, oggi, Roma, con microfoni lunghi che arrivano giù, fino in fondo, in terra, tra i sanpietrini di piazza della Repubblica intorno alle 14 quando si riunisce il popolo della sinistra che riparte in marcia, insieme ma non unito. O in piazza Navona dove dalle 11 del mattino sotto sette gazebo con le bandiere dell'Italia dei valori i volontari raccolgono le firme contro il lodo Alfano.

Bisognerebbe guardarla dall'alto, sempre con microfoni lunghi e potenti, per ascoltare tutte le voci e capire il significato di un giornata come questa, 11 ottobre, tra le forze di opposizione di questo paese. Parlamentari ed extraparlamentari.

La fotografia dall'alto dice una cosa molto chiara: l'opposizione c'è, anche senza Pd; c'è la sinistra radicale, ed è numerosa e piena di voci anche se afona in Parlamento - e questo è qualcosa che fa anche venire un po' di brividi - non sa ancora bene, però, dove andare e come aggregarsi. Trecentomila da tutta Italia (ventimila dirà la questura) si sono mossi in corteo con le bandiere rosse e i cori di "Bella Ciao" da piazza della Repubblica fino alla Bocca della Verità, una piazza troppo piccola per contenerli tutti. Oltre 30 mila persone hanno firmato per il referendum abrogativo del lodo Alfano in piazza Navona e 250 mila in tutta Italia in 665 piazze. Tanti, tantissimi, con una piattaforma condivisa: sì alla legalità; no alla "dittatura dolce, da Bagaglino" con cui in pochi mesi "Berlusconi e questa maggioranza stanno occupando il Parlamento e il luoghi della democrazia" (Di Pietro). Uniti, quindi, dall'antiberlusconismo. Ma divisi su quasi tutto il resto: dove andare. E soprattutto con chi.

La sinistra antagonista. Con un tam tam quasi clandestino, oscurati dalle notizie della settimana sulla crisi finanziaria, della manifestazione organizzata oggi si sapeva poco o nulla. E pochi, alla vigilia, avrebbero scommesso sulla sua riuscita. E invece il popolo della sinistra ha risposto, numeroso, compatto, anche se preoccupato, teso. E' stato un corteo per certi versi triste. "L'opposizione è nelle nostre mani, un'altra politica per un'altra Italia" recita lo slogan della manifestazione. Ma sembrano lontani i tempi delle gioiose fantasie di funamboli, artisti di strada e carri musicali che per anni hanno caratterizzato la sinistra in piazza. Oggi prevale la preoccupazione, la paura della povertà, la certezza di arrivare a mala pena a fine mese. La rabbia contro la riforma della scuola. Margherita ha 2 anni, il ciuccio in bocca, il babbo la porta in giro rigorosamente sul passeggino dove sono attaccati un sacco di cartelli che parlano per lei: "Mi spiace tanto per i grandi, non hanno più la sinistra"; "Ho due anni, io posso essere egoista"; "Che schifo di scuola mi fate fare". Una ragazza ha realizzato un curioso collage con le facce di Berlusconi, Calderoli, Bossi, Gelmini e la scritta: "Proteggiamo gli scolari dai razzisti e dai somari". Uno striscione in arrivo dalla Toscana recita: "Sì al dialogo? Ma vaffanc...". Molte magliette, firmate Pdci, dicono: "Contro Berlusconi, legitittma difesa".

Fin qui il popolo in marcia, unito dalle bandiere rosse, dai pugni alzati e dai cori "Bella Ciao". Molto meno uniti sono i leader politici di questo popolo. L'Arcobaleno non c'è più, bocciato dalle urne del 13 aprile. Loro, i leader di Pdci, Rifondazione, Verdi, ci sono sempre ma non è ancora chiaro cosa faranno. Restano distanti nei luoghi: Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione apre il corteo. Nichi Vendola, sconfitto per due voti dal congresso, è parecchie centinaia di metri più indietro con Franco Giordano, Gennaro Migliore, Elettra Deiana. "Da oggi la sinistra rimette la testa fuori, oggi segna la fine della ritirata, è il punto di svolta" dice Ferrero che in realtà ha un sacco di guai all'interno del partito e della stessa maggioranza che lo sostiene. A chi parla Ferrero? Diliberto, che alla fine non salirà apposta neppure sul palco perché L'Arcobaleno non esiste più, la mette così: "Dieci anni fa, era l'11 ottobre 1998, abbiamo fatto la scissione con Rifondazione. Oggi, dieci anni dopo, siamo pronti a unirci di nuovo". La grande casa comunista sotto la falce e il martello, ci mette dentro anche Ferrando (Pcli) e Sinistra critica. La disegna da luglio, Diliberto. Ferrero, però, non ha ancora preso la penna in mano.

Nichi Vendola tiene oggi a battesimo, "nella culla di questa manifestazione, l'associazione politica culturale "Per la sinistra". Livia Turco e Vincenzo Vita, a sinistra nel Pd, lo salutano dal marcipiede di via Cavour, immagine che può dire tante cose: in fondo è al Pd che quella parte di Rifondazione deve guardare. Insieme a Claudio Fava e alla Sinistra democratica: c'entrano più poco o nulla loro con i comunisti. "Una parola indicibile" ha detto una settimana fa Bertinotti. Lo ha ripetuto oggi, marciando a braccetto di Sandro Curzi. "Ci siamo" dice l'ex presidente della Camera che indica quasi al corteo la sua nuova missione: "In questo deserto dei tempi l'importante è tornare protagonisti".

Di Pietro: "Resistere, resistere, resistere". Due manifestazioni distinte ma unite. La sinistra antagonista raccoglie oltre tremila firme contro il lodo Alfano. Le persone vagano da una piazza all'altra, da una manifestazione all'altra, le sentono loro, entrambe. Il ministro Alfano, dalla Sicilia, promette, che "andrà anche lui in piazza a difendere una legge giusta". Di Pietro, che in piazza Navona è il padrone di casa oltre che il protagonista, organizza un happening molto più soft rispetto a quella dell'8 luglio che portò al culmine la distanza con il Pd. Oggi è diverso: "Salutiamo tutte le piazze che oggi si sono riempite contro il lodo Alfano". E al Pd l'ex pm tende entrambi le mani: "Il 25 ottobre saremo in piazza con il Pd, le manifestazioni si fanno contro il governo che non deve raccontarci balle. Noi stiamo con chi si oppone a questo esecutivo che costringe i cittadini a essere sudditi". Dalla piazza salgono applusi, applausi e applausi. E lui, citando Borrelli, il suo procuratore ai tempi di Mani Pulite, insiste: "Noi dobbiamo tutti insieme resistere, resistere, resistere. Almeno provarci a non farci fregare. A fare fronte comune contro la dittatura del Bagaglino". Qua e là nella piazza c'è molto Pd. Con Gawronski, membro dell'assemblea costituente, Di Pietro va a firmare per il referendum. "Questa volta non mi faccio fregare da Berlusconi che è un furbacchione, questa volta non riuscirà a dividere l'opposizione". Che tornando a guardarla, sempre dall'alto, alla fine di questa giornata, sembra vastissima. Pur mancando il grosso del Pd.

(11 ottobre 2008)
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