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Ci risiamo ragazzi!
Un altra realtà da sviscerare, per capire se si tratta di una bella notizia, o di una brutta notizia. E allora, al lavoro!!! Leggo per puro caso su un vecchio numero del Corriere che a Poirino sorgerà una centrale termoelettrica a biomasse. Produrrà energia elettrica che venderà all'ENEL (e qui il vantaggio per la società che la gestisce, la BENARCO S.A.S. di Bormida, prov. di SV). La materia prima può anche arrivare dalle realtà locali (aziende agricole, manutenzione dei boschi...) che possono VENDERE le proprie biomasse, che la centrale non può rifiutare (stando alla convenzione). L'acqua calda, indovinate un po'?... riscalderà 5 edifici di proprietà del Comune (nido, materna, elementare, Centro Incontri e Polifunzionale). E qui il vantaggio sacrosanto per l'amministrazione. Fin qui, sembra una lieta novella. Soprattutto se paragonata alle scelte dei cugini chieresi... UHA UHA UHA!!! SFIGATI!!! ... ok, scusate... ![]() Approfondiamo la vicenda. Il Comune ha ottenuto l'area per la realizzazione dell'impianto facendo così (qs sono notizie prese da un unico articolo di giornale, quindi da considerarsi ancora in fase di verifica). La SITCA (azienda metalmeccanica) ha chiesto di potersi espandere su un terreno agricolo di 25 mila mq. Il Comune ha detto: ok, fai pure, ma di questi, 14 mila me li metti a disposizione "per pubbliche utilità", perchè lì voglio farci una centrale a biomasse. E la SITCA ha detto: "ok". A sua volta, c'è scritto, il Comune ha regalato il terreno alla Benarco. Quindi, in via Cristoforo Colombo 124 (circa 1.5 km dal centro), nascerà l'impianto BENARCO. Che a sua volta, però, è una ditta del savonese di lavorazione del legname, che a Bormida ha già un impianto che usa gli scarti della propria lavorazione. E da qui non vorrei che si creasse una filiera di 200 km per far funzionare una centrale a biomasse (E IL BILANCIO ENERGETICO?!?!? )Questo è quello che so. Per ora ![]() A parte gli scherzi. Potrebbe essere una buona notizia: così a pelle, sembra. Oppure nascondere insidie. Io direi di approfondire la cosa, prima di pronunciarsi. L'opposizione ha già mosso due obiezioni: 1) parla di micropolveri, la cui produzione sarebbe stata la causa del rifiuto da parte di Novara di realizzare un impianto simile. A me suona un po' strano visto che Lega Ambiente considera rinnovabili "sole, vento, terra, biomasse". 2) parla di incremento del traffico pesante. Forse. Siamo, come detto, a 1.5 km dal centro, ma a 200 m dalla rotonda della Variante di Poirino. 3) parla di probabile importazione di legname dall'est europeo, causa prezzi inferiori. Boh? Prima credo bisognerebbe capire quali quantità servano alla centrale. A voi la palla. Chi ne sa qualcosa in più? Edited by ALBOZ on Mar 20, 2008 7:40 PM |
| Alberto Rosso | |
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Mah. Il problema è sempre uno. La filera che mi pare "lunghina". Non abbiamo una tradizione boschiva tale in zona da giustificare una centrale a biomasse (questo è un mio modesto parere, ma da una rapida osservazione del territorio mi sembra si possa considerare non troppo distante dalla realtà).
Quello che mi puzza è questa corsa alle centrali, vedi Chieri, Poirino, Berzano S.Pietro che si allacciano in qualche maniera al discorso di fonti più o meno discutibilmente rinnovabili. Non vorrei che sia la corsa al "bìsnis" dei certificati verdi e dei CIP6 a fare gola. Quello che mi scazza è che c'è la corsa a stare dietro al consumo, ad aumentarlo, quando dovremmo fare la corsa a diminuirlo alla radice. Quando sento il Berluskaiser che mi parla di nucleare e il Water che mi parla di carbone pulito ho un brivido... Sul discorso micropolveri il problema potrebbe esistere: è una combustione di solidi, per cui PM10 a go-go e forse PM2,5 o peggio, ma su questo non ho dati. Alberto Fawkes |
| ALBOZ | |
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| ALBOZ | |
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Cari cugini chieresi, e in particolare caro cugino Alberto Fawkes,
vi chiedo scusa se solo oggi, che l'argomento tocca da vicino anche me, mi sento così vicino a voi, e riesco a fare mia la vostra rabbia per una scelta così... come dire?... deficiente quale è quella del teleriscaldamento sul nostro territorio. Fermo restando che sarebbe meglio se in quelle teste di ghisa entrasse un po' di spirito di Decrescita Felice, ho letto un po' di materiale sulle CENTRALI TERMOELETTRICHE A BIOMASSE, e imitando il nostro precursore, prof. Fawkes, preparerò una relazione finale. Vi chiedo però di darmi una mano, perchè i tempi stringono. Ammetto che la parola BIOMASSE evoca, o meglio, evocava in me una realtà quasi fiabesca, uno scenario surreale in cui noi possiamo usare acqua calda grazie alla cacca delle mucche e allo scarto delle attività agricole dei contadini... che tornando a casa al tramonto, dopo una faticosa giornata di lavoro, svuotano il loro tamagnùn, e fanno svuotare la loro mucca, nella grande Stufa Comunale... aaaahhhh, che poesia... Adesso vedo le cose in modo diverso. In pratica: brucio legname (da taglio, da scarti di lavorazione), produco energia elettrica (che vendo), e produco acqua calda (teleriscaldamento). Come a Chieri, solo che a Chieri bruciano gas. __________________________________ Il caso ideale Di per sè, su un territorio molto boscato e forestato, la soluzione funziona. Perchè il legno è effettivamente una fonte rinnovabile: ce n'è talmente tanto che riesco ad alimentare la centrale grazie alla manutenzione dei boschi, e eventualmente al taglio diretto degli alberi, ovviamente reintegrando quello che taglio con nuove piantumazioni. Posso anche COMPRARE il materiale dai privati, creando un reddito sul territorio, e per qs incentivare la riforestazione. Inoltre, la quantità di CO2 emessa nel processo di combustione è uguale a quella sottratta all?atmosfera durante il processo di crescita del vegetale tramite la fotosintesi clorofilliana. È sufficiente quindi utilizzare ogni anno tanta biomassa quanta la natura riesce a rigenerarne per non causare ulteriori incrementi di CO2 in atmosfera. Una centrale a biomasse a Poirino, quindi, CHE CE STA A FA'? 2 gli anelli deboli: 1) materia prima 2) emissioni __________________________________ Materie prime Sul reperimento della materia prima, ripeto, aspetto di avere un dato certo sulla quantità di energia prodotta. Anche se sento già puzza di non-sostenibilità, di filiere chilometriche... __________________________________ Emissioni Ci sono rimasto male quando sul sito dell'AREA SCIENCE PARK di Trieste ho letto che a parità di energia prodotta, la combustione di una biomassa emette più CO2 del carbone!!! Copio-incollo: Il confronto delle emissioni al camino di una caldaia a carbone, il più inquinante dei combustibili fossili, con le emissioni di una caldaia a legna ci restituisce però un dato allarmante: la CO2 emessa per unità di energia prodotta è inferiore a quella emessa utilizzando legna! Il perché? Semplice: il carbone ha una densità energetica di gran lunga superiore rispetto alla legna secca. Quindi, per scaldare un boiler di acqua calda a 60° mi servono, per esempio (i dati per ora me li sto inventando), due manate di carbone, o due ceste di legna. Si parla anche di NOx e PM10 (qualcuno anche PM<10...): qs verrà approfondito. (inter nos: ma sapete che la centrale sorgerà nella zona delle nuove scuole elementari-materne, il cui progetto all'avanguardia li fa passare come edifici ecosostenibili?!?!?) __________________________________ Ultima considerazione Non sono rari i casi in Italia (navigate un po': provare per credere) in cui una centrale a biomasse si è trasformata progressivamente in un vero e proprio inceneritore, iniziando a mischiare i combustibili, buttandoci dentro di tutto... altro che ecomafia... Edited by ALBOZ on Mar 4, 2008 10:35 AM |
| ALBOZ | |
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Cavalcando l'onda della Convenzione di Aarhus, ho preparato una lettera da spedire al Comune di Poirino per avere informazioni ufficiali sul Progetto della Centrale.
La tengo sulla scrivania fino alla settimana prossima, se per caso qualcuno volesse prenderne visione, fare osservazioni, e eventualmente unirsi al coro. Verso metà settimana (mercoledì/giovedì), la invierò. E vi farò sapere. ZAO! |
| ALBOZ | |
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Sta per partire la famosa lettera.
In particolare, verrà chiesto: 1. Sono già stati organizzati incontri con la cittadinanza, di cui esistono eventuali verbali, o sono previsti incontri specifici sul tema? 2. Quale società gestirà l'impianto? Stando all'informazione di cui dispongo si tratta della Benarco S.a.s. di Bormida (SV) 3. Esiste già un Atto di Indirizzo, o una Convenzione, stipulata con la suddetta società? Se sì, in che modo è possibile prenderne visione? 4. Esiste già un Progetto di VIA? Se sì, in che modo è possibile prenderne visione? 5. Nel caso in cui non esista un Progetto di VIA, esiste già un elaborato (Studio di Fattibilità o quant'altro) riguardante la capacità energetica della centrale, nonché la natura e la quantità di biomasse che si intende impiegare, e altre informazioni di natura preliminare? Edited by ALBOZ on Mar 13, 2008 4:15 PM |
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Ecco cosa ho trovato nell'uovo di Pasqua...
Gent.le ing. Vanni, innanzitutto le chiedo scusa per il ritardo nella risposta dovuto a problemi di rete internet legati al trasloco di parte dei nostri uffici comunali, in caso di ulteriori comunicazioni invii le mail oltre all'indirizzo che ha già utilizzato anche a quello mio personale [...]. La mia Amministrazione cerca in tutti i modi di essere presente e trasparente nel suo agire. A tale scopo sin dal nostro insediamento (giugno 2004) la mia Giunta ha sempre incontrato la cittadinanza in incontri quadrimestrali organizzati su tre sedi distinte, due nelle nostre frazioni principali, Favari e Marocchi, e una nel concentrico, proprio per relazionare continuamente sul nostro operato. Così è stato anche per la decisione inerente alla centrale a biomassa, la cui formalizzazzione della scelta è avvenuta nell'ambito della quarta variante parziale al nostro piano regolatore avvenuta in prima lettura nel Consiglio Comunale del 23 ottobre e in via definitiva nel Consiglio Comunale ultimo scorso del 15 febbraio. Due giorni prima di questa adozione definitiva, cioè in data 13 febbraio abbiamo fatto una presentazione pubblica del progetto di cui è stata data ampio risalto sia sui giornali locali quali il Corriere di Chieri, sia su testate regionali quali La Stampa di Torino (almeno nella sua edizione regionale). Ne consegue che atti di indirizzo, bozza di convenzione, etc, sono tutti documenti allegati alla delibera adottata e di cui può chiedere copia ai nostri uffici. Entrando nel merito della questione, mi preme segnalare che con la variante urbanistica in questione, si rende semplicemente possibile la realizzazzione della centrale a biomassa (potenzialità di 3 MW elettrici alias circa 12 MW termici) su un'area pubblica. Tutto quanto inerente al VIA, al controllo ed alla verifica delle emissioni nell'atmosfera, è demandato all'ARPA che esprimerà le sue valutazioni e nulla osta nrcessari sulla base del progetto definitivo che la Benarco Energy presenterà loro. Nella illustrazione pubblica si sono dichiarati valori di inquinamento minimali e trascurabili rispetto all'ammissibile, ma come è giusto ed ovvio saranno gli uffici dell'ARPA ad attestare e sucessivamente controllare la esattezza di tali emissioni. In quanto al materiale utilizzato come biomassa risulta sempre da quanto dichiarato nella presentazione pubblica sopra citata, essere l'olmo campestre, quello siberiano e quello cigliato, poi il frassino ed il ciliegio canino, alberi che possono essere piantumati fitti e che in 5/7 anni raggiungono il diametro di 30 centimetri, attecchiscono dal livello del mare sino a 1700 metri, hanno bisogno di poca acqua, al massimo una volta all'anno. Ammesso e non concesso che i superiori enti di controllo, in primis l'ARPA, concedano il via libera e certifichino l'effettiva innoquità delle emissioni, la ricaduta sociale è per sarà molto consistente, in quanto come prodotto di scarto la centrale produce acqua calda, la quale riscalderà gratuitamente cinque nostri edifici pubblici, tra i quali l'attuale scuola media Thaon di Revel che ad oggi richiede per questa voce non meno di 150.000 euro annuali, ed il costruendo Asilo Nido, contrubuendo in questo caso a mantenere le rette di utilizzo a livelli accettabili. Resto a sua disposizione per approfondimenti del tema e nell'occasione le auguro i più sentiti auguri di Buona Pasqua. Cordialmente ing. Sergio Tamagnone - Sindaco di Poirino. |
| Alberto Rosso | |
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Interessante. Bisognerebbe capire se nella eventuale convenzione tra gli enti vi sia un vincolo di approvvigionamento della materia prima e che cosa pensano di fare nell'"interregno" di 5/7 anni prima che le piantumazioni novelle diano i loro frutti.
Alberto Fawkes. |
| ALBOZ | |
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Infatti.
Di cose da approfondire ce ne sono. Quanto prima farò un salto in Comune. Mi sento di dover riconoscere la positività di un atteggiamento, racchiuso in questa frase: ammesso e non concesso che i superiori enti di controllo, in primis l'ARPA, concedano il via libera e certifichino l'effettiva innoquità delle emissioniil che è ben diverso dal dire "state tranquilli cari concittadini: la centrale non inquina, non puzza, non sporca, non rutta: sarà LA panacea!" Vediamo cosa scopriremo più avanti... |
| carlo | |
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Scusate se mi intrometto,
ho letto i post e la risposta del comune. Quanto ho scritto oggi sul tema del teleriscaldamento vale indipendentemente dal combustibile utilizzato. In sintesi la domanda da porre é : La centrale produrrà energia elettrica ad inseguimento del fabbisogno termico della scuola (non conosco la scuola ma dai cosnsumi è più o meno il consumo della scuola agraria Salesiana di lombriasco che si scalda a legna , solo termico no elettrico, da circa 10 anni ) e dell'asilo ? la potenza è 3 MW... quante ore all'anno lavorerà ? L'energia termica di risulta circa i 3/4 come sarà utilizzata ? Poi basta fare 2 conti. Saluti Carlo |