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RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 1,460
@elio
in questa discussione mi aspetto di trovare la rassegna stampa, i comunicati stampa, le agenzie.
Non i problemi di forma, ovvero come postare il nome di questo o quel file, che vanno affrontati all'interno del gruppo stampa. Quindi se hai delle proposte o critiche le puoi fare quando il gruppo si riunisce. Normalmente le riunioni sono postate in calendar.
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,229
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,230
COMUNICATO STAMPA DI GIOVANNI E ANDREA DEL GIORNO 25 MAGGIO 2010:

Sono giorni di numeri e proclami altisonanti che serpeggiano in una classe politica smarrita e confusa, che, non essendo in grado di dare risposte coerenti, cerca fino all'ultimo di non dover rinunciare a privilegi accumulati per anni a spese dei cittadini, ma al contempo ha bisogno di gettare fumo negli occhi.
E' notizia di oggi che l'Assemblea Legislativa vuole eliminare i vitalizi dei consiglieri. Siamo felici e ringraziamo il Presidente Richetti per aver accolto una proposta da noi formulata molte settimane fa. Una volta noti i dettagli, ne esamineremo tempi e modi e valuteremo eventuali emendamenti.
Noi restiamo fedeli alle promesse fatte ai nostri elettori e depositiamo oggi tre proposte di legge che mirano a un immediato risparmio dei costi della politica regionale.
Nel complesso portano alla riduzione del 50% degli stipendi di consiglieri, presidenti di giunta, assemblea e commissioni, vicepresidenti di giunta e assessori. Si eliminano le indennità per vicepresidenti dell'assemblea e delle commissioni, segretari, questori e capigruppo.
Vengono poi eliminati i rimborsi forfettari, sostituiti, come avviene in tutte le aziende private, da rimborsi spese a piè di lista (cioè con la presentazione delle ricevute), che compensano la reale attività dei nostri politici. Eliminate completamente inoltre le indennità di missione di consiglieri e assessori in Italia e all'estero, che già fruiscono del rimborso totale delle spese e vanno quindi considerate come parte integrante della normale attività lavorativa.
Con queste leggi di riforma la politica può tornare ad essere un servizio e non un mestiere con cui cercare di arricchirsi. Si da una risposta tangibile, forte e coraggiosa al clima di sfiducia e sospetto verso le istituzioni. Siamo consapevoli che il lavoro per tagliare i costi della politica deve essere fatto su più livelli, partendo dalle consulenze delle P.A., passando per le auto blu e per la "de-burocratizzazione" della macchina amministrativa, fino ad arrivare alle riforme istituzionali per abolire le province ed accorpare i comuni sotto i 5000 abitanti e non solo.
I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno già fatto la loro parte rinunciando a quasi 1 milione di euro di rimborsi elettorali, auto-riducendosi lo stipendio e decidendo di pubblicare online tutte le spese che sosterranno. Tutto senza perdersi in tante chiacchiere.

Ci attendiamo che i partiti tradizionali lavorino nella stessa ottica di trasparenza e in aula votino a favore delle nostre proposte, in caso contrario si assumeranno singolarmente la responsabilità di ciò di fronte a i cittadini, che noi provvederemo tempestivamente attraverso il megafono della rete.


Andrea Defranceschi
Giovanni Favia


Gruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
Assemblea Legislativa
Regione Emilia-Romagna

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,231
RASSEGNA STAMPA REGIONALE E AGENZIE DI STAMPA DEL 26 MAGGIO 2010:

http://files.meetup.com/206830/rassegna_stampa_del_26_05_10.pdf­

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,235
COMUNICATO STAMPA ON LINE DI MERCOLEDI' 26 MAGGIO 2010


"Consumi meno acqua ? Hera vuol far pagare i cittadini!"

Un'altra Hera, la nostra era, quella dei cittadini virtuosi! Anche il Movimento 5 Stelle aderisce alla campagna pacifica "un'altra Hera" per riaffermare i diritti degli utenti a servizi equi per tutti attraverso la cultura del risparmio e del riciclo. Per questo convinti delle ottime ragioni dei proponenti, venerdì aderiremo al presidio davanti alla Provincia di Bologna. Pentolone in mano e webcam, per diffondere il piu' possibile questa forma di protesta a servizio di tutti i cittadini. I consiglieri regionali Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi in versione rumorosa chiederanno ai sindaci e alla Provincia di Bologna di respingere le decisioni di Hera Spa . Si chiede anche che la stessa azienda la smetta di portare avanti la sola logica del profitto comportandosi come una qualunque società privata nella gestione dell'energia, dell' acqua e dei rifiuti.
I FATTI - Un mese fa circa, Hera ha pensato bene di comunicare alla Provincia di Bologna e a tutti i Comuni del territorio la propria intenzione di un aumento medio del 4,5% sulle tariffe (e quindi sulle bollette) dell'acqua. Questo per compensare, a termini di legge, il mancato introito di 10 milioni di euro nel biennio 2008/2009 a causa della diminuzione dei consumi - causata dalla crisi - da parte delle utenze aziendali. Tutto questo avveniva in presenza di una grave crisi economica e di una diminuzione, da parte dell'Azienda, degli investimenti migliorativi dei servizi. "E' veramente un controsenso - spiegano i consiglieri Favia e Defranceschi - non si possono far pagare i cali dei consumi idrici ed i mancati servizi migliorativi a tutti i cittadini. Inoltre i Comuni fanno campagne anche lodevoli per il risparmio idrico ed energetico. Il messaggio culturale che Hera Spa da è quello delle peggiori multinazionali. Una logica che non è accettabile in una società che deve tornare ad essere quella del risparmio e del buonsenso". Nella riunione dell' Ato (Ambito Territoriale Ottimale) pare ci sia stata non poca discussione e non tutti i sindaci si sono piegati al volere di Hera. Qualche sindaco ha fatto il suo dovere di rappresentante dei cittadini opponendosi agli aumenti ed a questa logica deleteria portata avanti dalla multiutiltiy. Lo stesso fa il Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it aderendo alla campagna "Per un'altra Hera". La partita non è chiusa e venerdì prossimo si dovrà riunire Ato 5 che dovrà prendere una decisione. L'incontro avverrà nella sede della Provincia in via Zamboni 13 ed anche il Movimento 5 Stelle con i consiglieri regionali Favia e Defranceschi saranno presenti al presidio. Andiamo a dare manforte ai sindaci anti-aumento con pentole e webcam in mano. L'appuntamento in via Zamboni 13 è dalle 9.30!

Gruppo consiglio regionale
Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
www.emiliaromagna5stelle.it

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,236
COMUNICATI STAMPA DEL GRUPPO DI FERRARA DEL GIORNO 26 MAGGIO 2010:


TAGLIANI NON INNOVA

Una società giusta aiuta i poveri e non regala ai ricchi. Chi la governa taglia gli sprechi ed investe in economia e lavoro. Usa la crisi per fare riforme e cambiamenti strutturali. Contro tutto questo cozza il sistema tariffario dei servizi a domanda individuale (trasporto scolastico, centri ricreativi estivi, nidi, materne, con esclusione della mensa), che in perfetta continuità con il passato, l’amministrazione comunale si appresta a portare in consiglio dopo un ritocco dell’1,5%.

Una famiglia con valore ISEE annuo di oltre 43 mila euro (corrispondente ad un reddito di 90 mila) pagherà 375 euro/anno per il trasporto scolastico, che ne costa 1056 al Comune. Significa che sulla collettività si scaricheranno 681 euro. Questo è ciò che prevede il piano del sindaco Tagliani, che finora si muove lentamente, in perfetta continuità con il passato, senza scosse e con approccio notarile, in un contesto sociale che invece richiederebbe un forte impulso per il cambiamento.

Non c’è giustizia nel piano tariffario del trasporto scolastico, perché sono i contribuenti, anche i meno abbienti, spesso non utenti del servizio, operai, pensionati, piccoli artigiani e commercianti, che pagano una quota consistente del costo, non solo in aiuto alle famiglie più svantaggiate come è giusto, ma anche a favore di quelle benestanti, che potrebbero sostenerlo in toto. E poco importa che il servizio costi troppo e sia male organizzato (il Comune nel 2010 spenderà 761 mila euro e ne incasserà solo 141 mila dagli utenti, pari al 18,5%), fatto che di per sé dovrebbe suggerire l’urgente riorganizzazione del medesimo. E’ il sistema tariffario ad essere ingiusto! In un momento di grande difficoltà dei conti pubblici, l’amministrazione, forte di una maggioranza schiacciante in consiglio, non è in grado di mettere mano alla spesa e di chiedere, a chi può pagarlo, il costo del servizio. La maggioranza pensa più a risanare il bilancio o al consenso elettorale? Stiamo parlando di 200 iscritti (su un totale di 668) le cui famiglie non dichiarano l’ISEE (o lo dichiarano superiore a 43 mila euro) e pagano un terzo di quanto il servizio costi alla collettività! Oltretutto tale approccio del Comune fa aumentare iscritti e mezzi di trasporto, visto che ne incentiva l’uso (con grande gioia dell’azienda appaltatrice), favorendo gli sprechi.

La stessa situazione si verifica nei centri ricreativi estivi. Il comune spenderà nel 2010 mezzo milione di euro e ne incasserà 111 mila dagli utenti. Anche in questo caso è giusto aiutare i ceti meno abbienti, ricorrendo alla fiscalità generale. Ma non è giusto che famiglie con 50 mila euro di reddito (fascia 13° e oltre) paghino mediamente il 69% del costo del servizio (360 euro al mese contro un costo di 525).

Poi c’è il groppo nidi e materne. Ieri la giunta avrebbe dovuto spiegare in commissione il nuovo piano tariffario, deciso a fine 2009 senza sottoporlo al consiglio comunale, ma non ha portato i dati aggiornati, in particolare il costo del servizio ed il grado di copertura delle rette. Attualmente sono disponibili i dati 2008 che indicano in 7 milioni il costo dei nidi ed in poco più di 1 milione le entrate da rette (copertura 15%). Un bimbo al nido comunale nel 2008 costava 8606 euro l’anno. Una famiglia con reddito superiore a 70 mila euro (ISEE 35 mila) pagherà per dieci mesi di servizio circa 4000 euro; con 140 mila di reddito pagherà 4200; con 200 mila salirà a 5000; con reddito superiore pagherà 6500 euro. Dunque sulla collettività, compresi operai, pensionati a basso reddito, si scarica la differenza tra il costo del servizio e quanto paga chi sta bene. La giunta fa sconti ai ricchi a danno dei poveri, quando invece sarebbe urgente reperire risorse, facendo pagare il costo a chi può, allo scopo di ampliare i servizi nidi e materne e dare una risposta agli oltre 800 bambini in lista d’attesa.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ppf/M5S







IL PD CONFERMA L’IMMOBILISMO

Diversamente dalla consigliera del Pd Cristina Corazzari, mi astengo da valutazioni sui suoi desideri (ha scritto: “Forse il consigliere Tavolazzi vorrebbe che si innovasse, si decidesse, si organizzasse la città secondo i suoi ritmi, i suoi tempi e i suoi modi”), e mi atterrò al merito.

Scrive la consigliera: “Non si dice poi, perché non fa comodo dirlo, che riducendo le fasce da 18 a 16 gli utenti dell’ultimo scaglione, circa 200 famiglie come ci ricorda diligentemente il consigliere Tavolazzi, sostengono un aumento consistente dei costi (27% circa).”
Mi spiace per la consigliera, ma non ha interpretato correttamente le tabelle. Dei 200 iscritti in ultima fascia del trasporto scolastico (la 16° con retta pari a 375,14 euro), 180 appartenevano alla vecchia fascia 18° e pagavano 369,6 euro. Dunque questi (cioè quasi tutti di cui si tratta) hanno subito un aumento del 1,5% e non del 27% circa, come sostenuto dalla medesima.

La consigliera scrive: “Facile dire che la fiscalità generale sostiene i costi dei servizi a domanda individuale dell’Istituzione Scuola. Possiamo far ancora meglio e dire che la collettività sostiene i costi per gli anziani, possiamo continuare sullo stesso filone di ragionamento e dire addirittura che ciascuno di noi si rifiuta di sostenere il costo di ciò che non adopera.”
Forse la consigliera non ha letto bene il mio intervento. La critica non riguarda il fatto che la fiscalità sociale si faccia carico dei ceti meno abbienti, degli anziani, delle famiglie numerose, al contrario ritengo tale politica molto giusta. Non è altrettanto giusto, a mio parere, lo sconto che il Pd fa ai ricchi, con i soldi dei poveri. Forse detto in questo modo risulta più chiaro a Corazzari.

Scrive la consigliera: “che al consigliere Tavolazzi piaccia o no, la determinazione delle rette è, per legge, di esclusiva competenza della Giunta, il Consiglio Comunale non ha alcun diritto di interferire.”
Interferire?
Bell’idea della democrazia quando il tema è la politica sociale! Se anche per i nidi e le materne si fosse modificato il numero delle fasce ISEE, la delibera sarebbe stata portata obbligatoriamente in consiglio. E’ questa la differenza formale, che secondo il Pd terrebbe anche dal punto di vista politico, per sostenere l’esclusione del consiglio comunale dalla decisione su quanto far pagare alle famiglie ferraresi per il servizio nidi e materne? Per Ppf, legge o no, il tema è esclusivamente politico.

Ultima notazione.
E’ vero che il Pd governa perché ha ricevuto il voto dai cittadini. Ci mancherebbe altro!
Suggerirei tuttavia maggiore prudenza nell’approccio al consenso, visto che in cinque anni (2004-2009) la maggioranza ha perso 10 mila di voti nel solo Comune di Ferrara! E qualche altro migliaio lo ha perso nelle regionali 2010.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ppf/M5S

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,237
RASSEGNA STAMPA REGIONALE E AGENZIE DI STAMPA DEL 27 MAGGIO 2010:

http://files.meetup.com/206830/rassegna_stampa_regione_del_27_05_10.pdf­

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,238
Articolo del giornale on line "Il Domani di Bologna" del 26 Maggio 2010 sul taglio del 50% degli stipendi proposto da noi (nell'articolo è scritto erroneamente "50% degli eletti" e non "stipendi"):

http://files.meetup.com/206830/il_domani_di_bo_del_26_05_10_3_leggi_movimento_5_stelle.pdf­
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,240
AGGIUNTA ALLA RASSEGNA STAMPA REGIONALE E AGENZIE DI STAMPA DEL 27 MAGGIO 2010:

BANDA LARGA

Dal giornale on line "L'INFORMAZIONE DI REGGIO EMILIA":

http://files.meetup.com/206830/banda_larga_informazione_reggioemilia.pdf­


Dal giornale on line "IL RESTO DEL CARLINO REGGIO":

http://files.meetup.com/206830/banda_larga_carlino_reggioemilia.pdf­
A former member
Post #: 476
«Silvio, paga la quota»
di Telesio Malaspina
Il governo italiano non versa la sua parte a Global Fund, l'organizzazione mondiale che combatte Aids e tubercolosi in Africa. E a Ginevra scrivono una lettera imbarazzata a Berlusconi. Che al G8 aveva un promesso un sacco di soldi ma poi si è "scordato" tutto

Global Fund è una grande partnership internazionale collegata all'Oms (l'Organizzazione mondiale per la sanità dell'Onu) a cui aderiscono sia istituzioni pubbliche sia benefattori privati che combatte da anni alcune gravi malattie nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa: prima di tutto l'Aids, ma anche la tubercolosi e la malaria. Ha sede a Ginevra e ha tra l'altro come principale "ambasciatrice" d'immagine un'italiana, la moglie del presidente francese Carla Bruni.

Proprio la scorsa settimana madame Sarkozy - molto attiva per questa organizzazione - ha presentato la nuova campagna "Born Hiv free" per sensibilizzare l'opinione pubblica sul progetto che prevede di azzerare entro il 2015 il numero di bambini nati con l'Aids. Oggi sono infatti più di mille ogni giorno quelli che nascono sieropositivi. Fino a poco tempo fa l'Italia era uno dei principale finanziatori di Global Fund, con un totale di 1,3 miliardi di dollari versati nel periodo 2001-2010, terzo contribuente. dopo gli Stati Uniti (5,5 miliardi) e la Francia (2,4 miliardi).

Ma dal 2009 l'Italia non paga più la sua quota.

Il motivo? Ignoto. Fatto sta che due mesi fa il direttore del Global Fund, Michel Kazatchkine, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al premier italiano per ottenere il contributo. Tuttavia al quartier generale di Ginevra fanno sapere, un po' imbarazzati, che nonostante l'intervento ufficiale dei vertici dei vertici di Global Fund da Roma non si è saputo nulla: zero risposte e zero quattrini.

Proprio in questi giorni il Giappone, dove la crisi economica non morde meno che in Italia - ha alzato volontariamente la sua quota di impegno del 27 per cento, che già viaggiava sui 200 miliardi di dollari l'anno. L'Italia invece è un associato "moroso".

A Ginevra si ricorda anche che, proprio al G8 dell'Aquila in un impeto di straordinaria generosità e davanti alla platea mondiale, annunciò di voler garantire un ulteriore contributo una tantum di 30 milioni di dollari. Non è arrivato nemmeno un euro.
http://espresso.repub...­
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