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Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 2,257
Un'altra azienda che tenta di rialzarsi ma che ha bisogno d'aiuto. Ricevo e posto:

....Un mio collega abita a carpi e sua moglie lavora in una libreria che ha bisogno di aiuto….
Riuscite a girare questa mail a chi di vostra conoscenza pensate possa aver bisogno di comprare libri???
...

Se qualcuno deve ordinare dei libri (di scuola e non)..
..se vi va di dare una mano per far riprendere un po’ il lavoro dalle nostre parti e avete qualcuno interessato ditemelo pure. Fate girare ovviamente liberamente.
Ovviamente sono tutti con scontrino (o fattura)!

Libreria La Fenice
Via Mazzini, 15
41012 Carpi (MO)
Tel: 059641900
Fax: 059643524
E-mail: fenicelibreria@libero.it
A former member
Post #: 1,033
L'emergenza può attendere
di Fabrizio Gatti
Sono molti i Comuni che criticano la gestione dei soccorsi. Tra assenza di coordinamento, mezzi insufficienti e pochi tecnici. Ecco cosa non ha funzionato in Emilia
(12 giugno 2012)

Giù dal ponte del Po ti accoglie il silenzio. A sinistra Moglia, l'epicentro lombardo delle scosse che vagano fino a Milano. A destra Gonzaga. Il confine della provincia di Mantova. E là davanti, l'Emilia ferita. Novi. Concordia sul Secchia. Mirandola. San Felice sul Panaro. Carpi. La geografia del risveglio sismico sotto la pianura Padana è un mosaico di campagne, capannoni, campanili. I simboli della distruzione umana ed economica che dal 20 maggio ha ucciso 26 persone. E bombardato, tra Modena e Ferrara, l'uno per cento del prodotto interno lordo. Proprio qui, sulle tende dei 17 mila sfollati, si sta addensando il loro e il nostro futuro. Quaranta chilometri di faglie, attive dopo quasi 500 anni. Il motore agricolo e industriale del profondo Nord a rischio crolli. E l'emergenza affrontata con 13 giorni di ritardo.

Così come il Friuli e poi l'Irpinia segnarono l'Italia della prima Repubblica, questi ultimi terremoti potrebbero spingerci ancora più giù nella crisi. Il nostro futuro dovrebbe cominciare da un giorno preciso: 31 ottobre 2012. Dieci anni esatti dalla strage di San Giuliano di Puglia, in Molise. La commemorazione di uno scossone, 27 bambini e la maestra schiacciati dalla loro scuola costruita male e ristrutturata peggio. Sulle lacrime di quei genitori, si disse che non sarebbe più successo. Su quel dolore immenso venne modificata la classificazione del rischio sismico nazionale. Da allora la scienza ha consegnato alla politica mappe e scenari aggiornati. E la politica, le Regioni, i Comuni ammettono adesso di non averli studiati. Così, ancora una volta, piangiamo morti non per un super terremoto, ma per onde da 5.9 gradi della scala Richter: un'intensità che gli standard definiscono "moderata". Ancora una volta tolleriamo che a cadere siano non solo le fabbriche, ma le pareti e i soffitti di 121 scuole totalmente inagibili su 219 e 17 asili su 50 danneggiati. Soltanto l'ora notturna della prima scossa ha probabilmente evitato altre stragi. Ventisette bambini traditi. Dieci anni buttati via. Storie del terremoto che la retorica televisiva e on line non ha raccontato.

Il silenzio della campagna padana, in queste notti calde, dovrebbe essere punteggiato di lucciole. Sull'orizzonte nero brillano invece i lampeggianti blu di una colonna di soccorso. Arrivano. E' stata un'emergenza a scoppio ritardato. Dal 20 maggio al 2 giugno. Tredici giorni, quattro scosse sopra i 5 gradi e quasi 30 morti. Soltanto sabato scorso, festa della Repubblica, il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, firma finalmente l'ordinanza che istituisce la Dicomac a Bologna, la direzione di comando e controllo. Pronti a partire? Non tutti. La sera prima, le 18,45 di venerdì primo giugno, l'Ufficio coordinamento di Roma spedisce al personale l'e-mail intitolata: "Terem-procedura richiesta missioni". E' scritta in burocratese, ma vale la pena leggerla: "Per il personale inviato nelle zone colpite dal sisma, si ritiene utile inviare le seguenti informazioni: 1) La funzione di supporto o la segreteria dell'ufficio di appartenenza deve inviare alla segreteria di coordinamento la richiesta di autorizzazione alla missione per il proprio personale, indicando destinazione e data di partenza e rientro; 2) La segreteria di coordinamento provvede all'inoltro della richiesta alla funzione personale dandone contestuale informazione al dipendente e all'ufficio di appartenenza; 3) La funzione personale predispone il foglio di missione, sottoponendolo alla firma e alla protocollazione, curando la sua conservazione sino al ritiro da parte di ciascun dipendente". Questa non è la trafila ordinaria. E' la procedura d'emergenza.

Martedì 5 giugno, 17 giorni dopo la prima scossa, a Mirandola il medico del paese, Alessandro Ghedini, visita i pazienti in mezzo ai passanti. Senza riservatezza, sotto un ombrellone. La mattina il dottor Ghedini protesta davanti alla telecamera di SkyTg24. Dice che a lui e ad altri medici della zona servirebbero container. Dentro cui ricevere civilmente i malati con rispetto della privacy. Se ci fosse un camion a disposizione, si potrebbe dar loro una mano. E andare all'ex deposito dell'Esercito a Capua, provincia di Caserta. Lì migliaia di moduli abitativi della Protezione civile, cioè di ciascun contribuente, da anni stanno marcendo abbandonati. La mattina di martedì 29 maggio, un'ora dopo la strage della seconda scossa, sempre a Mirandola il Comune cerca via Internet ingegneri e geometri per mandarli a verificare l'agibilità di case e capannoni. Nove giorni dopo il primo terremoto sindaci e imprenditori devono ancora arrangiarsi. Ma non tutti gli ingegneri, gli architetti, i geometri della zona, anche se iscritti all'albo, sono esperti strutturisti. Cioè preparati a valutare la resistenza del cemento armato. Soprattutto sopra questo sottosuolo ricco di argille, sabbia e acqua dove l'amplificazione locale delle onde sismiche e la liquefazione ha provocato qua e là effetti da super terremoto.

La mancanza di una mente nel coordinamento dei soccorsi la si vede a San Possidonio: l'arrivo della colonna della Protezione civile inviata dalla Regione Lazio. Ottanta mezzi, gli adesivi della Regione bene in vista sulle portiere. Alla fine sono gli sfollati a rifocillare i 300 volontari sfiniti da una notte di viaggio. Prima colazione e bottiglie d'acqua. Mancano i gruppi elettrogeni. La mensa è insufficiente. Le tende sono troppe. I 300 montano quello che serve e tornano a Roma. Per loro non c'è posto. Era necessario far partire due chilometri di colonna? Chi ha deciso? Chi paga? "Una gestione scarsamente preparata", spiega un tecnico che lavora al censimento dei danni per il Comune di Finale Emilia e chiede l'anonimato, "ha fatto sì che il sistema andasse in tilt. In tutti i paesi si sta purtroppo navigando a vista. Mandano le squadre a disposizione nei luoghi dove i riflettori dei media sono perennemente accesi. Dimenticandosi però delle altre località". La soluzione sarebbe forse il gemellaggio. Lo ripete da anni Piero Moscardini, un operativo del dipartimento della Protezione civile che di emergenze ne ha affrontate tante. Dal Friuli all'Abruzzo. Dalla Turchia allo Sri Lanka. Dall'anno scorso Moscardini è in pensione. "Ogni provincia", spiega, "verrebbe assistita da una serie di altre province e viceversa. Così in caso di calamità, le province gemellate aiuterebbero automaticamente quella colpita. Ai Comuni vanno affiancate figure esterne. Il funzionario che ha subito un lutto o ha la casa disastrata, non ha la lucidità per gestire i soccorsi. Il gemellaggio va preparato. Funzionerebbe. Ma non si fa".

Il 29 maggio Moscardini è in Emilia a salutare un amico imprenditore. Sono nell'azienda quando arriva la scossa delle 9. Nella zona ci sono feriti. Chiamano i soccorsi. Le linee sono bloccate. Nove giorni dopo la prima forte scossa, i collegamenti dei cellulari non sono stati potenziati. Secondo i testimoni, né con antenne mobili né con impianti supplementari che avrebbero dovuto sostituire i tralicci danneggiati sui tetti. Come invece è stato fatto a Milano durante la visita del papa. Un milione di fedeli ha potuto così comunicare e inviare foto via mms agli amici.
(segue)
A former member
Post #: 1,034
(continua)

Non è solo una questione di mancato coordinamento da parte del dipartimento centrale. C'è un altro terremoto che la Protezione civile sta affrontando. Risale al 15 maggio quando il presidente Giorgio Napolitano, firma il decreto legge con le disposizioni urgenti per il riordino del settore. Il 17 maggio il decreto è in vigore. Tre giorni dopo con la prima scossa, si scopre che porta l'Italia dove altri Paesi come gli Stati Uniti hanno fallito. L'emergenza adesso dura cento giorni. Con o senza repliche, al centesimo giorno si smobilita. Ma la novità è soprattutto un'altra: con il nuovo decreto, lo Stato non risarcisce più i cittadini colpiti da calamità naturali. Ci sono le polizze. Un colossale affare per le compagnie assicurative. Almeno fino al primo risarcimento da super terremoto. Chi vuole comunque paga. Tra 90 giorni forse diranno quanto e come. Chi non partecipa, rischia di ritrovarsi senza tetto per sempre. Come cinicamente accade dopo ogni uragano negli Usa. Dalle spese sui Grandi eventi con Guido Bertolaso e Angelo Balducci, allo smantellamento di trent'anni di esperienza che dipendenti e volontari hanno costruito. In Emilia non c'è nemmeno l'alibi della retorica sul Mezzogiorno. Questa adesso è l'Italia.

"Si rischia addirittura di gettare scompiglio nel meccanismo che con decenni di faticoso rodaggio si era costituito", sostiene in una memoria alla commissione Ambiente della Camera il 28 maggio, il padre fondatore della Protezione civile italiana, Giuseppe Zamberletti. Previsione subito confermata. La confusione è già da anni nei documenti. Basta tornare oltre il Po, verso Brescia. Classificazione sismica identica a quella dei paesi emiliani distrutti. Zona 3, in una scala che ha 1 come massimo. Come Verona, Bergamo, Parma. E chilometri di capannoni simili a quelli crollati. Supermercati, centri commerciali, fabbriche. Pilastri prefabbricati. Stesse travi appoggiate. Stesso pericolo. Proprio all'università di Brescia nel 2006 viene presentato uno studio che rivaluta le faglie attive al confine tra Lombardia e Veneto. Ma il piano di protezione civile del Comune è molto più tranquillizzante. Avverte che la città è stata individuata da un'ordinanza del 1998 del ministero dell'Interno tra i comuni d'Italia ad elevato rischio sismico. Però afferma che "tale individuazione non costituisce dichiarazione di sismicità". Perché, stabilisce il piano comunale, Brescia nel 1984 è stata esclusa "dalla perimetrazione delle aree soggette a tale rischio". Ecco come si fa. Non serve cemento armato per costruire rifugi di carta.
http://espresso.repub...­
A former member
Post #: 1,035
chiedo in particolare ai nostri consiglieri regionali di verificare e appurare il meccanismo infernale citato in questo articolo:
Risale al 15 maggio quando il presidente Giorgio Napolitano, firma il decreto legge con le disposizioni urgenti per il riordino del settore. Il 17 maggio il decreto è in vigore. Tre giorni dopo con la prima scossa, si scopre che porta l'Italia dove altri Paesi come gli Stati Uniti hanno fallito. L'emergenza adesso dura cento giorni. Con o senza repliche, al centesimo giorno si smobilita.
Claudio A.
user 11639628
Bologna, BO
Post #: 219
Si cercano insegnanti che volontarimente diano una mano per i periodo di luglio e agosto presso i centri scolastici estivi delle zone terremotate. I ragazzi avranno un' età compresa fra i 3 e i 14 anni. Il progetto si chiama INSIEME LA SCUOLA NON CROLLA.Per aderire l' emai di riferimento è insiemelascuolanoncrolla@flcgil.it.
A former member
Post #: 1,040
Federica secondo me questo trade teniamolo cm info su cm aiutare indirizzi raccolte luoghi se no diventa dispersivo

dove mi suggeriresti di scrivere? forse abbiamo un'idea diversa della dispersione. avevo capito che gli altri thread sul tema fossero stati chiusi proprio per ragruppare tutte le notizie sul terremoto in questa unica discussione ed evitare dispersioni...
Danyda
danyda
Bologna, BO
Post #: 4
COPERTURA PER RIPARO SOLARE DELLE TENDE NELLE TENDOPOLI DEI TERREMOTATI DELL'EMILIA
mi chiedevo viste le condizioni di caldo attuali e le lamentele dei terremotati , se fosse il caso di prendere provvedimenti per dare un pò di sollievo a questi sfortunati
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Ciao a tutti
ho visto in vari servizi televisivi la situazione delle tendopoli nelle zone del terremoto
Chiedo a Favia o De Franceschi se è possibile proporre di :
Allestire telai a pali assemblabili tipo uso campeggio, o similari, che permettano di adottare poi coperture con ombreggiante o teli impermeabili, per il riparo delle tende, evitando temperature interne da forno.
Mi meraviglio che si possa solo pensare di lasciare i nostri concittadini in quelle condizioni
Il provvedimento più intelligente che ho visto attuare,l'impiego di condizionatori, che possono però solo in parte alleviare la situazione
il costo non è eccesivo e sicuramente accessibile, montabile e smontabile velocemente.
Propongo poi di donare alla protezione civile dell'Emilia Romagna le strutture, quando finalmente verrà il giorno che i campi delle tendopoli in emilia non serviranno più.
Il finanziamento può provenire dal M5S utilizzabdo i fondi raccolti con le donazioni, ove non sufficienti, che vengano integrati con soldi pubblici

LINK A UNA DELLE TANTE AZIENDE CHE LI PRODUCONO


Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 2,271
Copio incollo da una mail arrivatami:

Cari amici,

E' una vergogna: nonostante la promessa di trasferire i loro contributi pubblici alle vittime del terremoto, i partiti se li intascheranno tutti il 1° luglio! Solo Monti può fermare questa presa in giro con una legge d'emergenza per dare alle vittime l'aiuto di cui hanno disperato bisogno. Firma la petizione!

E' una vergogna: nonostante la promessa di trasferire i loro contributi pubblici alle vittime del terremoto, i partiti se li intascheranno tutti il 1° luglio! Solo Monti può accendere i riflettori su questo scandalo e garantire che l'aiuto concreto vada a quelli che ne hanno più bisogno, ma solo se oggi saremo in tanti ad appellarci a lui.

I partiti hanno promesso di destinare i 91 milioni di euro della prossima tranche di finanziamento pubblico alla ricostruzione in Emilia e a L'Aquila, ma per far sì che questi fondi vadano alle vittime del terremoto devono adottare una legge entro il 1° luglio, giorno in cui riceveranno i soldi. I partiti però hanno deliberatamente perso tempo in Parlamento così da affossare la legge e intascarsi i milioni di euro. Alcuni senatori si sono rivolti a Monti per chiedere di adottare una legge d'emergenza per fermare questa presa in giro, e un appello accorato da tutti gli italiani potrebbe convincerlo a farlo.

Monti deve sentirci forte e chiaro prima della scadenza fra un paio di giorni. Aggiungi il tuo nome per chiedergli di dirottare i 91 milioni di euro alle vittime del terremoto, e la senatrice Poretti leggerà la nostra petizione in Parlamento non appena raggiungeremo le 40.000 firme. Firma la petizione e dillo a tutti!

http://www.avaaz.org/it/italy_monti_party_money_to_earthquake/?bLRkgcb&v=15505


Qui un articolo del giornale "Il Fatto Quotidiano" sulla questione:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/28/rimborsi-dei-partiti-ai-terremotati-solo-due-giorni-di-tempo-per-assegnare-91-milioni/277474/­
A former member
Post #: 443
COMUNICATO STAMPA DI AVAAZ
Quando: Sabato 30 giugno 2012 alle ore 15.
Dove: Mirandola (MO), Piazza Costituente, davanti al Municipio. Poi in via circonvallazione 71, e infine in via di Mezzo 40, davanti alla fabbrica BBG (dove tre persone hanno perso la vita a causa del terremoto).



Cosa: Attivisti e terremotati si riuniranno in corteo con dei cartelloni a Mirandola, città devastata dal terremoto, per chiedere al Presidente del Consiglio Monti di consegnare i 91 milioni di euro promessi dai partiti alle aree terremotate per la ricostruzione.

Chi: I terremotati, Giulia Innocenzi attivista di Avaaz e Giovanni Favia consigliere regionale dell'Emilia-Romagna.

I terremotati chiedono a Monti i 91 milioni di euro promessi

**120.000 italiani chiedono al Presidente Monti di adottare un decreto urgente per consegnare i soldi promessi ai terremotati**


L'organizzazione mondiale di attivismo Avaaz consegnerà la petizione firmata da oltre 120.000 italiani [www.avaaz.org/it/italy_party_money_to_e­arthquake/] al Presidente Monti e al governo italiano domani per chiedere di adottare il decreto d'urgenza per dare ai terremotati i 91 milioni di euro di rimborso elettorale promessi per la ricostruzione.
I terremotati si riuniranno insieme agli attivisti a Mirandola in piazza Costituente davanti al Municipio da dove partirà il corteo, che finirà davanti alla BBG, l'industria dove uno dei proprietari, Enea Grilli, e due lavoratori, Eddi Borghi e Vincenzo Iacono, hanno perso la vita.

La petizione sarà consegnata dai terremotati, dal Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia e dall'attivista di Avaaz Giulia Innocenzi.

L'attivista di Avaaz, Giulia Innocenzi, dice: “I partiti hanno deliberatamente perso tempo in Parlamento e ora incasseranno i milioni di euro di rimborso elettorale previsti per il primo luglio, anziché darli come promesso ai terremotati. E' vergognoso che la loro avidità e irresponsabilità superino persino il dovere di aiutare i cittadini di queste zone e gli sfollati. Se Monti non agirà subito, i partiti l'avranno vinta ancora una volta, e la fiducia dei cittadini nei confronti di chi ci rappresenta sarà morta e sepolta”. "Spero che dimostrino maggior senso di responsabilita' che qui in regione, dove la nostra richiesta che poneva le medesime istanze, all’indomani del terremoto, fu tacciata come cinica e strumentale (www.youtube.com/watch?v=Sv1jnh8R1-U)"­ Chiosa Giovanni Favia.

Per maggiori informazioni e per interviste con Giulia Innocenzi o con Giovanni Favia contattare cortesemente Giulia Innocenzi al 366.6296078 o giulia@avaaz.org, Luca Nicotra al 340.3289238 o luca@avaaz.org, Aldine Furio (a Parigi) :aldine@avaaz.org, +33 686 929 330
Claudio A.
user 11639628
Bologna, BO
Post #: 253

ciao ragazzi stiamo organizzando con i gruppi "autogestiti" una raccolta urgente di acqua per i campi della zona modenese,non raccogliamo denaro, ma semplicemente casse di acqua e repellemte per zanzare (autan,salviette,spray o similari) che verranno consegnate direttamente da Marco Calamini insieme con altri splendidi ragazzi che collaborano a questa iniziativa e documentate con foto per la massima trasparenza!!!!!!!

questo il link del sito dei campi autogestiti:
http://www.terremotoe...­

occorrono anche volontari che con le auto siano disponibili per caricare insieme e consegnare sul posto,la zona di raccolta vista la gestione non semplice e' Sala Bolognese,Crevalcore,Calderara di Reno!!!!

a breve comunicheremo il giorno esatto e il luogo per la raccolta come unto di incontro!!!

AIUTIAMOLI A RICOMINCIARE!!!!!! il grosso del lavoro e' adesso,purtroppo i riflettori si stanno spegnendo ed ora serve davvero l'aiuto di tutti!!!!!
grazie anticipatamente per l'aiuto!!!!!!

Verrà comunicata al più presto la logistica per i punti di raccolta ecc..., tenete come riferimento l'evento creato su fb https://www.facebook....­ e pssate parola, grazie!!
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