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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Ecco gli scenari possibili del nostro "non voto di fiducia"

Ecco gli scenari possibili del nostro "non voto di fiducia"

A former member
Post #: 63
Ciao Cristiano, questa mia non è una risposta al tuo intervento, ma piuttosto una ulteriore precisazione del mio pensiero, per sottolineare che il governo che noi dovremmo appoggiare (meglio se un governo del presidente, composto di figure eminenti della società civile, ma temo che sia molto improbabile) sarebbe comunque un governo non solo di scopo ma anche "a termine" sicchè anche la nostra fiducia oltre che condizionata sarebbe "a termine"e quindi meno impegnativa, o se vuoi, meno"compromettente". Questa scadenza necessariamente a breve del governo è logicamente e intrinsecamente imposta dalla natura stessa delle riforme che esso dovrebbe attuare. Mi spiego meglio riportandoti il mio ultimo post testè pubblicato su Face Book :
Appello al Presidente Napolitano:
"Se tutti siamo d'accordo che un Parlamento elefantiaco di 965 parlamentari super pagati e super privilegiati è una vergogna, non possiamo tenercelo per altri cinque anni di legislatura !! Se tutti siamo d'accordo che le Province sono uno spreco inutile, non possiamo protrarlo per altri cinque anni!! Se la maggioranza è d'accordo che al Parlamento siede qualcuno in macroscopico conflitto di interessi, ineleggibile e incandidabile in un paese serio, non possiamo tenercelo tra le palle per altri cinque anni !!! Dobbiamo approvare le leggi del caso e tornare subito alle urne !! Non crede Signor Presidente ?"
Ora chiudo, non senza averti detto però che mi sarebbe parsa necessaria la convocazione di una assemblea degli iscritti al Meetup bolognese per mettere ai voti le mozioni contrapposte su questo problema di fondo e decisivo della fiducia o non fiducia, per poi sottoporre la mozione vincente ai nostri eletti, con preghiera di sostenerla a Roma. Non sono forse i nostri "portavoce"? E noi vogliamo o non vogliamo avere "voce in capitolo"??.
Gianluca Profeta F...
user 81615772
Bologna, BO
Post #: 23
Il M5Stelle non voterà nessuna fiducia a nessun Governo partorito da questi. Lo faranno PD + PDL + Scelta Civica. Noi voteremo NELLE CAMERE i provvedimenti che rispecchiano il nostro programma, insieme a chiunque sia d'accordo con noi. Punto. questa è la natura del M5Stelle. Non è il Governo che comanda, ma i cittadini tramite i propri parlamentari.
Gianluca Profeta F...
user 81615772
Bologna, BO
Post #: 24
Allora se vuoi fare un discorso di Casta, di rischio, di accordi nei corridoi, eccetera, non dovevi votare M5Stelle. Tutto qua. il M5Stelle non vuole più il vecchio sistema dove il Governo legifera... ma vuole riappropriarsi del Parlamento dove esso deve legiferare, mentre il Governo eseguire. Siamo totalmente contrari a qualsiasi forma di Governo partorito da queste menti incapaci e farabutte.
Certo è che il primo punto è quello di ripristinare la democrazia con una legge elettorale che riunisca cittadino al cittadino parlamentare, con 4 punti principali del nostro Programma. E' inutile che il PD o Napolitano vengano da noi a proporci dei "punti" su cui discutere. Qua non c'è niente da discutere. Il macello sociale è evidente. Tra sei mesi altre 50 mila attività chiuderanno. E siccome LORO sono i responsabili di tutta questa cancrena. E' inutile che i giornalisti continuano a dire che vil M5Stelle (loro continuano a dire "Grillo") vuole andare nuovamente alle elezioni con il vecchio sistema. Dove "cazpio" è la proposta negli otto punti del PD di una nuova riforma elettorale ? L'hai vista tu ? Io no ? Tu devi capirti. Devi capire se vuoi un Governo che faccia il legislatore alla Monti o l'esecutore ? Un Governo M5Stelle non sarebbe mai formato da persone "facciamo tutto noi", ma persone che "Ditemi cosa dobbiamo fare, e lo facciamo". E' tutto ribaltato.
Noi non voteremo mai la fiducia ad Governo che vuole fare. Voteremo i provveddimenti nel dibattito del Parlamento. Quindi se Pd, PDL, Scelta Civica vogliono tornare a votare con il vecchio sistema, sanno esattamente cosa fare.
A former member
Post #: 1,465
magari a volte, ingenuamente, non ci si rende conto che ciò che succede in parlamento, non ha un effetto solo sulla perdita o meno di consensi di questo o di quel partito, sulla stabilità politica ed economica del paese nella sue interezza, ma ci sono effetti collaterali anche e soprattutto sul territorio, immediati.
il comune di bologna, ad esempio, che aveva atteso i risultati elettorali, prima di definire il nuovo bilancio, auspicando interventi in sede parlamentare e di governo che invertissero i pesantissimi tagli a scapito di tutti gli enti locali, si trova ora in grave difficoltà, perchè questa è la prospettiva (e mi corregga marco piazza, presidente della commissione bilancio, se c'è una prospettiva migliore....):

Il bilancio con 40 milioni in meno:
ora l'Imu rischia di salire
L'esito del voto complica la manovra da 40 milioni. Tasse e tagli: tutti gli scenari allo studio della giunta


BOLOGNA - Per dirla con un dirigente di lungo corso a Palazzo d’Accursio la giunta ha aspettato a fare il bilancio «sperando che Bersani portasse un po’ di soldi», un’espressione colorita per spiegare che l’amministrazione Merola contava che un governo Pd allentasse la morsa dei tagli sugli enti locali. L’esito delle elezioni, oltreché il popolo Pd, ha gelato però anche le aspettative della giunta di poter scrivere un bilancio meno difficile di quello preventivato. Ieri nella riunione di giunta la vicesindaco e assessore al Bilancio, Silvia Giannini, ha detto agli assessori che non resta che aspettare per vedere se ci sarà un nuovo governo e per capire cosa farà.

DA ROMA - Tutti sanno però che difficilmente, a questo punto, arriveranno buone notizie da Roma ed è anche per questo che molto probabilmente la discussione formale sul bilancio comincerà già dalla giunta della settimana prossima per poi arrivare in aula al voto il prima possibile. Ieri all’Anci si è parlato per l’ennesima volta di patto di stabilità, ma con l’aria che tira nei palazzi romani è difficile sperare in buone notizie per i Comuni. Ecco perché l’amministrazione si appresta a mettere nero su bianco uno dei bilanci più drammatici della storia dell’ente dovendo trovare circa 40milioni di euro. Non è tanto la cifra a spaventare, è che si tratta dell’ennesimo bilancio di tagli, e di grasso da eliminare non ce ne è più moltissimo. Nelle ultime settimane la giunta ha comprensibilmente scelto la linea del silenzio o comunque del basso profilo: inutile spaventare i cittadini fino a che le bocce non sono ferme. Questo però non significa che il Comune non abbia già fatto i conti. L’assessore Giannini ha praticamente parlato di bilancio in quasi tutte le sedute di giunta degli ultimi mesi.

I TECNICI - Dai tecnici ha fatto preparare delle simulazioni su come trovare questi 40milioni per chiudere il bilancio, ipotesi che sono circolate sul tavolo degli assessori. «Il prossimo bilancio sarà un miracolo politico» ha promesso il sindaco Merola a un recente incontro organizzato dalla Cgil. Nelle simulazioni effettuate, però, di miracoli non ce ne sono. La maggior parte di queste ipotesi prevede nuovi aumenti di tasse per i bolognesi. Sono due le leve ancora utilizzabili. La prima è l’addizionale Irpef che può ancora essere aumentata di uno 0,1% con un gettito potenziale di circa 6 milioni di euro. Alcune delle simulazioni effettuate non si fermano qui e contemplano anche un aumento dell’Imu sulla prima casa, che attualmente è fissata all’aliquota base dello 0,4% e che può essere alzata fino allo 0,6%.

L'IMU - L’amministrazione, e soprattutto il principale azionista politico della giunta e cioè il Pd, ha fatto dell’Imu sulla prima casa una bandiera, da abbassare semmai più che da ritoccare. «Se le cose non cambiano — confidano fonti di Palazzo d’Accursio — le possibilità di dover aumentare anche l’Imu sulla prima abitazione non sono poche». Per la verità i tecnici hanno preparato anche una simulazione che non comprende nuove tasse ma tagli per 40 milioni, un’eventualità che fa rabbrividere gli assessori. «Si dovrebbero chiudere delle cose, smettere di farne altre» spiegano dal Comune. Ci sarebbe un’altra via. Intervenire strutturalmente, come voleva fare l’amministrazione, su scuole materne e asili nido aprendo la porta a collaborazioni con il privato. Ma il referendum sui finanziamenti alle materne private fissato per maggio rende di fatto impossibile procedere in tal senso, almeno fino ad allora.
http://corrieredibolo...­
Cristiano R.
user 62424602
Bologna, BO
Post #: 510
Direi che qui c'è un buon esempio di come funziona il Movimento e di come è gestito... La puzza di totalitarismo la fanno gli altri (es: votazione alla riunione PD di mercoledì: tutti sì ed un astenuto... Quelli che dovrebbero insegnare la democrazia a noi...)

Esclusiva Tiscali: ecco quello che lo streaming grillino non ha raccontato

Domenica e lunedì a Roma si sono riuniti per due giorni i 163 neo-eletti del Movimento Cinque Stelle. Si sono conosciuti, hanno nominato i loro capigruppo (Crimi e Lombardi) e si sono confrontati con i due guru Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Eppure, nonostante il grande interesse della stampa, niente si è saputo sulle discussioni interne. Il deputato Samuele Segoni, 35 anni, toscano, geologo e studioso dei movimenti in mare della Costa Concordia, ha redatto un report dell'incontro (“per rispettare gli impegni sulla trasparenza”), in particolare sulla parte riguardante il confronto con Grillo e Casaleggio non andato in streaming su beppegrillo.it. Il report è stato quindi condiviso online ed è finito su numerosi meetup, per la soddisfazione dei militanti che volevano sapere cosa gli eletti si fossero detti a Roma. Ne pubblichiamo il testo di seguito.
Per quanto sia un racconto naturalmente di parte – l' estensore è uno degli eletti – il report fa luce su alcuni punti dell'organizzazione del Movimento e sul ruolo di Grillo e Casaleggio. Chiarissima anche l'impostazione sulla linea politica (“Nessuna fiducia”) e sui tanto discussi “Gruppi di comunicazione” a Camera e Senato (“Li ufficializzeremo, non li gestiremo” precisa Casaleggio). Interessanti anche le disposizioni date ai parlamentari (“vogliono unità e linearità, non calcoli politici complessi”) e i “suggerimenti” (“gruppi parlamentari si devono dare delle regole. Noi abbiamo buttato giù qualcosa aiutati da degli studi di avvocati. Ve lo invieremo presto, è una bozza d'indirizzo, modificatevelo come vi pare a voi” dice sempre Casaleggio). Eccolo il testo del report. E complimenti agli eletti per la reale trasparenza.
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Ciao a tutti,
condivido con tutti un breve e personale report dell'incontro di oggi, per una massima trasparenza. Lo ho buttato giù in tempo reale, scusate la stringatezza e l'essenzialità.
Samuele. (riconosciamo l'hotel da lontano per l'assedio dei giornalisti accalcati fuori dall'ingresso) (entriamo, ci accomodiamo in sala, inizia l'incontro)
Beppe: (applausi)
Siamo tanti abbiamo creato un mostro. Applauso a voi, non a me.
Consiglio: io do interviste solo ai reporter stranieri perché sono corretti. E registro video/audio. Mi trovo benissimo. Vi metto in guardia. Come succede già a me, vi violeranno la privacy alla ricerca dello scoop o addirittura inventandoselo. Io non riesco neanche a scaccolarmi in pace a casa mia, mi devo nascondere! :-D
Importantissimo: rimaniamo uniti, fiducia non fiducia, Bersani non Bersani, se siete tutti d'accordo, rimaniamo compatti. I partiti annaspano, È un nostro momento di forza. Staniamoli: devono fare alla luce del Sole quello che hanno fatto nell'ombra fino ad oggi (si riferisce agli inciuci e agli accordi).
Fiducia: è un no scontato, niente alleanze, niente fiducia, si vede proposta x proposta, scenario per scenario, sono le nostre regole base, ce le siamo date molto tempo fa e le abbiamo condivise insieme: non vedo come possano essere messe in discussione (consenso generale dalla sala).
Importante: restiamo uniti, loro proveranno a dividerci e a creare problemi interni o a farli percepire ai lettori. Se siamo compatti riusciremo bene.
Avete dubbi? Qualcuno è contrario?
Nicola, Senato, Calabria: non un dubbio, ma ribadisco un concetto: dialogo con tutti fiducia a nessuno.
...Altri interventi...
Risponde Giandoberto Casaleggio.
Tirata d'orecchi a chi aveva fatto interventi in politichese (tutti del tono «ok no alleanze, ma dobbiamo elaborare delle strategie politiche da portare avanti»): basta parlare di alleanze e basta parlare degli altri. Noi abbiamo la nostra strada ed il nostro metodo. (applausi)
Votazione per i capigruppo (dovranno fare una rotazione, adesso si elegge i primi)
Senato Vito Crimi
Camera Roberta Lombardi
Grillo prende un po' in giro Casaleggio (che rimane serissimo) chiamandolo "Guru" e chiedendogli se è proprio lui o se è Crozza che sta facendo l'imitazione.
:-D
Casaleggio
Occhio: attenti ai social media, non avrete più privacy, quello che scrivete ve lo ritrovate nei giornali. Lo so, è molto limitante, ma dovete stare molto attenti, cercano notizie oppure se le inventano direttamente
Metafora del gruppo e riprende il discorso di Al Pacino in ogni maledetta domenica: «O vinciamo come gruppo o veniamo eliminati come singoli». Altri rischi a parte questo non li vedo. Facciamo gruppo, condividiamo, portiamo avanti le istanze del gruppo e non del singolo (anche se il singolo in quanto testa pensante può non essere d'accordo su tutto, dovrà adeguarsi perché è solo un portavoce di tutti i cittadini). È strategico e ce lo chiede l'elettorato: vogliono unità e linearità, non calcoli politici complessi.
I gruppi parlamentari si devono dare delle regole. Noi abbiamo buttato giù qualcosa aiutati da degli studi di avvocati. Ve lo invieremo presto, è una bozza d'indirizzo, modificatevelo come vi pare a voi, noi non ci vogliamo entrare, fate voi in piena libertà.
Ricordatevi che dobbiamo decidere in maniera collegiale con tutto il portale on line.
Prima cosa, scegliere un candidato per Presidente della Repubblica, lo sceglieremo tutti insieme, con migliaia di iscritti, sul portale, e voi avrete il dovere di portare avanti la candidatura più votata.
Piattaforma sviluppo programma.
Casaleggio: Avevamo sviluppato un piano in cui elezioni ad aprile, è stato tutto anticipato di due mesi: grossa difficoltà a livello burocratico e procedurale (peggio della notte prima della maturità) ed abbiamo lasciato perdere il discorso del portale. Adesso stiamo per presentare la piattaforma, che servirà per creare un programma dinamico. E per selezionare le idee migliori che dovrete provare a far diventare leggi in parlamento.
Spazio per domande/risposte
Risponde Casaleggio:
dovrete prendere tante decisioni. Non cercate noi dello staff, dovrete lavorare in autonomia. Casomai ascoltate i cittadini. Organizzatevi, dividetevi per competenze.
Comunicazione: conformemente alla normativa, creeremo due gruppi di comunicazione ufficiali. Noi dello staff "ufficializziamo" quelli del gruppo comunicazione ma NON LI GESTIAMO. Soprattutto non gestiamo e non gestiremo mai soldi e fondi (sto querelando tutti quello che lo dicono inventandoselo peraltro di sana pianta).
Comunicazione interna: non ci voglio entrare nulla, fate voi, tra voi ci sono molti informatici, fate voi, troverete sicuramente la forma per voi più congeniale.
Siamo prosaici: noi non andremo al governo, ci andranno loro, si voteranno la fiducia, noi abbiamo il compito di far passare più leggi possibile per il bene del Paese.

Alla prossima e buon MoVimento a tutti
A former member
Post #: 1,468
un'analisi razionale da parte di un economista su "Spostamenti di potere nel dopo-elezioni":

Se il potere deriva dalla probabilità che ciascun partito ha di giocare un ruolo determinante nella formazione di una maggioranza, è evidente che il M5S ha un potere enorme. E la riluttanza ad allearsi aumenta la sua forza. Ma la totale intransigenza finirebbe per avvantaggiare soprattutto Berlusconi.

IL “GIOCO” DEL POTERE

Sono poche le certezze all’indomani delle elezioni. Una fra queste è che i giochi si fanno al Senato. L’altra è che Beppe Grillo, a dispetto dei suoi 54 senatori (poco più del 17 per cento dei seggi) ha un potere enorme. Ma quanto di fatto conta? E quanto contano gli altri? E da cosa dipende questa “distribuzione” del potere?
Sono domande importanti, non solo in questa fase in cui i partiti esplorano la possibilità di formare un governo, ma anche perché il governo, qualunque sia e indipendentemente da quanto vivrà, dovrà continuare a fare i conti con una dinamica parlamentare che si prevede molto controversa e instabile, soprattutto al Senato.
Sono anche domande a cui è difficile rispondere. Le variabili in gioco sono molte: i seggi di ogni partito, le alleanze, le posizioni ideologiche, la prossimità politica, l’imprevedibilità delle mosse di Grillo, gli interessi di ogni partito a tornare alle urne.
Per tentare delle risposte utilizziamo qui un algoritmo che generalizza l’indice classico di potere politico di Shapley-Shubik. Uno dei due ideatori, Lloyd Shapley, è stato insignito quest’anno del premio Nobel per l’economia. La generalizzazione proposta da Jason Barr e Francesco Passarelli in un articolo del 2007 tiene conto delle posizioni ideologiche dei partiti stessi. (1) In estrema sintesi, il potere deriva dalla probabilità che ciascun partito ha di giocare un ruolo determinante nella formazione di una maggioranza o nella caduta di un governo. È evidente che il ruolo non deriva solo da quanti seggi quel partito ha a disposizione, ma anche dalla sua posizione nello spazio politico e da quanto è disposto ad allearsi con altri.
Come vanno intese le nostre misure del potere? Innanzitutto come prestigio o rilevanza, ma non solo. Potere significa influenza nel decidere quali leggi passeranno e come verranno scritte. Potere significa anche ministri, presidenze di commissione, poltrone importanti… Se uno immagina il gioco politico come la divisione di una torta, allora il potere è la fetta che ciascuno porta a casa. I nostri numeri ci dicono quanto sarà grossa quella fetta.

Abbiamo costruito uno spazio politico sinistra-destra e vi abbiamo collocato i partiti. La disponibilità di ciascun partito a fare alleanze è tanto minore quanto più questo partito deve scendere a compromessi. Per esempio, abbiamo collocato la Lista civica di Mario Monti al centro, ma più vicina al Pd che al Pdl. Quest’ultimo è meno a destra della Lega e più disponibile a fare alleanze con Monti e con il Pd (come l’esperienza dell’esecutivo Monti dimostra). Quindi, dati i seggi, abbiamo calcolato la probabilità di ogni partito di essere determinante nella formazione di un governo o nel farlo fallire, cioè il suo potere. Vediamo, allora, cosa ci dice l’algoritmo del Nobel. (2)

L’INCOGNITA M5S

Come sostenuto dallo stesso Grillo, il Movimento 5 Stelle non è collocabile in un quadro destra-sinistra. Abbiamo quindi deciso di considerare due diversi scenari. Nel primo, il M5S è potenzialmente disponibile ad appoggiare ogni possibile coalizione (sia di destra che di sinistra). Nel secondo scenario, il M5S può allearsi solo con il centrosinistra, ed eventualmente con Scelta civica. Per entrambi gli scenari, abbiamo valutato diversi gradi di “riluttanza” da parte del M5S. La riluttanza va da zero a uno e misura la probabilità di fare alleanze. Quale sia l’esatto valore di questa riluttanza (che al momento toglie il sonno a non pochi politici e aiuta a riempire le pagine dei giornali) nessuno può dirlo. Proprio per questo è importante capire come influenzerà i futuri giochi parlamentari.
Nel primo scenario, il fatto che Grillo sia disponibile a appoggiare governi sia a destra che a sinistra dà potere al Pdl e alla Lega, e lo toglie al Pd (figura 1). Monti ha una certa quota di potere, che gli deriva dalla chance, forse solo teorica, di sostituire la Lega in un’alleanza fra centrodestra e Grillo. Tutti i partiti perdono quando Grillo è poco disponibile a dare il proprio appoggio. In particolare, i partiti minori (Lega, Sel e Monti) perdono perché diventa più probabile che sia l’appoggio di Grillo, e non il loro, a essere decisivo.

(figura 1 a questo link http://www.lavoce.inf...­ )

Quindi, Grillo guadagna potere quando è riluttante. Nonostante i suoi 54 seggi, gli basta un grado di riluttanza maggiore di 0,2 per avere un potere addirittura superiore a quello del Pd. Con una riluttanza pari a 0,9, Grillo porta a casa il 70 per cento della torta e lascia ai due partiti maggiori un misero 30 per cento da spartirsi e ai partiti minori solo le briciole. Il motivo di tutto questo potere è che quando gli altri partiti hanno scarse chance di formare un governo, essere disponibili ad alleanze non precostituite e, allo stesso tempo, mostrarsi riluttanti è una strategia che paga moltissimo.
Ma il grafico ci dice un’altra cosa: a Grillo conviene tirare la corda, ma non fino a spezzarla. Perché, ovviamente, nel caso di riluttanza massima pari a 1, il gioco s’inceppa: il potere del M5S crolla a zero, mentre il pallino passa di nuovo in mano a Pd e Pdl. Certo, il nostro algoritmo si muove in un’ottica “statica”: guarda, cioè, ai giochi nel Senato che è appena stato eletto. Mentre i partiti prendono le proprie decisioni anche in un’ottica “dinamica”. E Grillo potrebbe decidere di far saltare il tavolo, rinunciando al proprio potere in questo Parlamento, nella speranza che la sua intransigenza verso la vecchia politica gli porti ancora più voti nelle prossime elezioni.

(segue)
A former member
Post #: 1,469
(continua)

Passiamo al secondo scenario, che esclude a priori l’ipotesi che Grillo possa mai allearsi con Silvio Berlusconi e la destra (figura 2). Vediamo subito che il potere del Pd quasi raddoppia (come non sfugge a Pier Luigi Bersani, che cerca affannosamente di costruire un ponte verso il M5S). Il Pdl invece perde drasticamente. Nessuno dei partiti piccoli ha alcun potere. Monti, che nel primo scenario risultava determinante solo nel caso in cui Pdl e Grillo votassero insieme, nel secondo scenario perde ogni chance.

(figura 2 a questo link http://www.lavoce.inf...­)

Anche qui la riluttanza avvantaggia Grillo. È interessante che anche il Pdl ci guadagni. Infatti, con la riluttanza dei grillini aumenta la credibilità dell’alternativa Pd-Pdl, che dà potere a quest’ultimo.
Gli scenari coincidono quando la riluttanza del movimento di Grillo è massima. In tal caso, Pd e Pdl sono costretti a formare un governo e si dividono il potere, quasi equamente. Anzi, Berlusconi avrebbe più potere di Bersani, anche se si tratterebbe di un potere effimero data la scarsa stabilità di questa coalizione. (3)
L’analisi conferma quanto osserviamo in questi giorni. Quello che forse sorprende è la dimensione quantitativa. Un cambiamento dell’atteggiamento di Grillo è in grado di influenzare profondamente il ruolo degli altri partiti e di determinare grossi spostamenti di potere. Emerge con chiarezza che la riluttanza del M5S ne aumenta il potere, ma anche che una sua totale intransigenza finirebbe per avvantaggiare soprattutto Berlusconi, rimettendo in gioco il Pdl.

(1) Passarelli, F., Barr, J. (2007). “Preferences, the Agenda Setter, and the Distribution of Power in the EU”, Social Choice and Welfare, 28(1), 41-60.
(2) Per una trattazione completa di questo algoritmo e per i dettagli quantitativi si veda il documento in allegato
(3) In un prossimo articolo ci concentreremo sulla stabilità delle diverse coalizioni, cioè le chance che hanno governi alternativi di arrivare a fine legislatura.
A former member
Post #: 148
A cosa serve parlare tanto di cambiamento se poi quando si ha la possibilità di metterlo in atto si trovano scuse per non fare niente?

Chi vi ha votato lo ha fatto per cambiare le cose non per pretendere di avere il 100%.

Di partiti unici ne abbiamo già avuto uno che è durato 20 anni e penso che basti.
Roberto B.
user 72648652
Bologna, BO
Post #: 120
A cosa serve parlare tanto di cambiamento se poi quando si ha la possibilità di metterlo in atto si trovano scuse per non fare niente?

Chi vi ha votato lo ha fatto per cambiare le cose non per pretendere di avere il 100%.

Di partiti unici ne abbiamo già avuto uno che è durato 20 anni e penso che basti.


infatti il M5S è l'unico in parlamento che non né un partito, aspetta che si cominci e poi giudica l'operato, ma stai comunque certo che il cambiamento è iniziato e non si ferma !
A former member
Post #: 153
ok movimento unico...;)
ma cosa cambia?
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