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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Referendum sull'Euro

Referendum sull'Euro

Fabio S.
user 82684012
Bologna, BO
Post #: 2
Ciao a tutti, vorrei approfondire l'argomento del referendum sull'Euro.
Nell'intervista di ieri al giornale tedesco, Grillo ha lanciato l'idea di un referendum on line sull'Euro, ma non mi è chiaro se si tratti di chiedere la rinuncia all'Euro ed il ritorno alla lira, o cosa di preciso.
Dal giorno delle elezioni è difficilissimo entrare nel blog e non sono riuscito a trovare altre notizie in giro.
Vorrei sapere se avete qualche dettaglio in più e cosa ne pensate.
(...io anticipo la mia posizione: sono assolutamente contrario all'uscita dall'Euro)
A former member
Post #: 526
Se ne discute apertamente in questi due luoghi di mia conoscenza. In questi mesi, da Euroconvinto sono diventato Euroscettico ...... perchè anch'io sono contrario all'uscita, ma oggi non penso che rimanere dentro a tutti i costi sia necessario .... aver visto la Troika trasformare la Grecia in un paese del quasi-terzo-mondo e non vedere le popolazioni europee ribellarsi in massa, mi comincia a dare fastidio .... indipendentemente dal fatto che noi siamo quasi i prossimi nella lista......

http://www.meetup.com...­

http://www.facebook.c...­
A former member
Post #: 14
Bisogna poter ri discutere tutta l'economia legata alla euro-zona non solo la moneta. Questa Europa non è quella che immaginavano i fondatori e non aiuta nemmeno i popoli.
Fabio S.
user 82684012
Bologna, BO
Post #: 3
Grazie per i link, ho trovato questo articolo di Gennaro Zezza (che comunque esprime opinioni personali, niente a che vedere con la posizione del M5S):

http://www.forexinfo....­

Gli argomenti di Zezza non mi convincono molto.
A mio avviso è giusto essere insofferenti contro le misure di austerità imposte dagli Stati e dalle istituzioni finanziarie straniere, che (come si è visto in Grecia) non fanno altro che peggiorare il deficit pubblico.

Ma l’uscita dall’euro è un’altra cosa: occorre separare i due argomenti e non farsi trascinare dal furore autarchico.

Probabilmente tornare alla lira significherebbe:
- migliorare la competitività sulle esportazioni grazie alla svalutazione;
- aumentare il costo delle importazioni (materie prime, carburante, ecc.) annullando gli effetti della migliore competitività sui prezzi;
- fare ripartire l’inflazione a livelli ancora superiori a quelli che vedevamo negli anni 70. Chi può aumentare i prezzi e le entrate riesce a salvarsi, mentre chi ha un reddito fisso (dipendenti e pensionati) vede crollare il proprio potere di acquisto, a meno che i sindacati non riescano ad imporre una scala mobile ancora più rigida di quella di 40 anni fa. E la vedo dura. Quindi la distanza fra ricchi e poveri aumenta ancora di più;
- nessuno vuole più i titoli di Stato italiani. Per finanziarsi lo Stato deve pagare interessi altissimi, anche gli interessi praticati dalle banche ai privati tornano a due cifre. Nessuno può più permettersi un mutuo, non si vendono più case;
- gli interessi che lo Stato paga sul debito pubblico, che sono la principale voce negativa del nostro bilancio, vanno alle stelle, il deficit anche. Durissima evitare il default, quasi impossibile continuare a pagare pensioni e stipendi ai dipendenti pubblici. Le aziende private che attendono di essere pagate dallo Stato per le proprie forniture (già oggi pagate dopo mesi e mesi) non incassano più nulla e falliscono.

Spero proprio che Grillo non si metta su questa strada. Ricontrattare molti punti del rapporto Italia-Europa ha un senso, ma non toccherei l’euro.
giorgio f.
user 5272613
Bologna, BO
Post #: 875
Bisogna poter ri discutere tutta l'economia legata alla euro-zona non solo la moneta. Questa Europa non è quella che immaginavano i fondatori e non aiuta nemmeno i popoli.

Non vorrei apparire scontato, ma..........mi sto facendo l'idea che l'euro piace a chi ne ha......e chi non ne ha, lo odia.

Non so se questo odio/amore sia giustificato e giustificabile...........a questo proposito ho idee piuttosto confuse e pur avendole ascoltate con tutta l'attenzione possibile, le molte opinioni di esimi economisti non hanno dissipato i miei dubbi, anzi forse li hanno acuiti.

Io sono una persona semplice, lo so l'ho ripetuto già molte volte, ma l'idea che il problema sia la moneta non mi convince per nulla. Io sono quasi certo che il problema derivi dal finanziamento del debito pubblico e dagli interssi che questo debito genera. Poi sento dire che il debito non è un problema, l'abbiamo sempre avuto ed abbiamo ugualmente vissuto benissimo.

Sarà anche vero, ma ho la convinzione che prima o poi i nodi vengano al pettine.......ed a mio avviso qualche furbacchione in passato ha deciso di scaricare questi nodi sulle spalle delle future generazioni........noi adulti siamo tutti responsabili di questa situazione perchè con il ns. voto abbiamo legittimato questo nefando operato.

Forse speravamo di scamparcela? Verrebbe da pensare che non ci siamo riusciti e che abbiamo sbagliato i ns. conti.

Quindi anche in questo caso quoto Beppe.....o rinegoziamo il debito con il rischio di una possibile perdita parziale (parziale?) di sovranità o tiriamo fuori 45.000 a cranio e li sbattiamo in faccia ai tedeschi.

45.000 perchè credo che siamo tutti daccordo sul fatto che gli under 18 non debbano pagare.

Oppure c'è una terza opportunità.........facciamo decollare il politometro, che a mio avviso è un ottimo strumento....e se la ricchezza accumulata non è congrua con il 770......gatta ci cova biggrin

Sarà una gara dura eh ?
A former member
Post #: 4
Sono d’accordo con quanto scrive Fabio Selleri nel suo ultimo post.
In particolare su un punto chiave:

Il ritorno ad una moneta nazionale svincolata dal cambio con l’euro consentirebbe in teoria dinamiche di svalutazione competitiva a vantaggio delle esportazioni ed a svantaggio del mercato interno (importazioni più care) e del nostro import energetico.

Il punto è che oggi ciò che resta del sistema economico italiano sopravvive proprio grazie alle esportazioni. Siamo il secondo paese esportatore europeo.
Mentre è fermo il mercato interno.

Quindi uscire dall’euro avrebbe conseguenze nella direzione opposta a quanto auspicabile: Ovvero deprimerebbe ancora di più la domanda interna fino ad ucciderla.

Il caso Grecia non ha le sue radici nell’euro ma in una classe politica corrotta e delinquenziale che ha truccato le carte per entrare nella moneta unica quando non ve ne erano le condizioni economiche.
Certo ora le misure assurde imposte al popolo greco dal sistema finanziario globale sono inaccettabili.
Ma è sul fronte di una maggiore solidarietà europea che occorre impegnarsi e combattere, evitando facili demagogie.

Fabio S.
user 82684012
Bologna, BO
Post #: 4
Infatti...
Molti economisti insistono sul fatto che l'aumento delle imposte (la politica Monti-Merkel insomma) non fa altro che ridurre i consumi e la produzione, ed in definitiva la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte.
Il deficit aumenta!
Quindi quello che ci manca è una politica economica sensata e non imposta dalla Germania e dalle istituzioni finanziarie internazionali, ma non il ritorno alla lira.
Se si devono fare tagli, non devono certo essere fatti all'istruzione ed al servizio sanitario (se non a qualche stipendio di super manager). C'è molto da tagliare nella politica, nelle amministrazioni pubbliche e nelle spese militari.
E per risanare il bilancio pubblico, la cosa migliore sarebbe il collocamento obbligatorio dei titoli di stato ad interessi uguali a quelli dei bund:

http://espresso.repub...­
A former member
Post #: 528
Io comincio a pensare che se un gruppetto di persone ne ha voglia, si potrebbe creare un gruppo di lavoro che si occupi di economia e politica economica nazionale.
Non ho la presunzione che si potrà scrivere la prossima manovra finanziaria ...... ma quantomeno aiutarci tra di noi a capire come funziona veramente la polita economica di uno stato, non sarebbe male, visto che si parla anche di un referendum sull'euro.

Anche perchè una delle cose a cui io tengo molto è che la democrazia liquida deve basarsi su scelte consapevoli che possono essere fatte solo se il cittadino ha gli strumenti e le informazioni corrette per comprendere il quesito e le relative ipotizzabili conseguenze della sua scelta

I gruppi di lavoro, per chi non lo sapesse si incontrano di persona, la sera in genere.

Se ci va, ne parlo con Tania....

alé.....

edit: se qualcuno ha poi esperienze specifiche in materia meglio.......
giorgio f.
user 5272613
Bologna, BO
Post #: 878
Parteciperiei volentieri a questo gruppo di lavoro.....purtroppo posso conferire solo suggestioni e nessuna certezza.....sono una persona tendenzialmente allegra e ben disposta nei confronti di tutti.....mi rendo conto che queste peculiarità sono perfattamente inutili nel contesto......se mi volete......ci sarò.
A former member
Post #: 5


Anche perchè una delle cose a cui io tengo molto è che la democrazia liquida deve basarsi su scelte consapevoli che possono essere fatte solo se il cittadino ha gli strumenti e le informazioni corrette per comprendere il quesito e le relative ipotizzabili conseguenze della sua scelta


Questo è un aspetto molto importante.
Ritengo che una delle cose più odiose sia l’eccessiva e spesso falsa semplificazione con la quale alcuni politicanti presentano lo stato delle cose ai cittadini. Un modo subdolo ed ipocrita che fa leva su una presunta impreparazione e conseguente incapacità di analisi critica degli italiani.
In altre parole il considerarci un popolo bue che si beve qualunque panzana precostituita.
Classico il leitmotiv del berlusca che ripete ad ogni occasione come il cambio lira/euro sia l’origine dell’impoverimento del potere d’acquisto, quando è sacrosanto che nel 2002 (governo Berlusconi) mancò completamente qualunque forma di controllo sulla conversione dei prezzi nella moneta unica (praticamente raddoppiandoli). Ed il controllo mancò non per omissione, ma per scelta deliberata in quanto favoriva la speculazione di categorie che si presumevano bacino elettorale di quella parte politica.
La martellante ed ipocrita campagna di disinformazione ha, come al solito convertito la menzogna in un semplice luogo comune da far bere ai cittadini per accaparrarsi consenso elettorale.

Purtroppo alla base di questo c’è una realtà amara: la difficoltà di far competere alla pari nell’opinione pubblica una sana analisi critica con facili panzane preconfezionate per essere immediatamente digerite da quanti più possibile.

Anche Beppe, proponendo un referendum sull'euro, non deve cadere in questa tentazione.
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