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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Bologna, 2 agosto 1980

Bologna, 2 agosto 1980

Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 8,179
Ciao,
vi segnalo Enzo Cicco, all'epoca appena 19enne che insieme al collega Giorgio Lolli, girarono quel filmato che oggi fa parte della memoria storica del nostro paese.


Bologna, 2 agosto 1980
Un video-choc della strage
Strage di Bologna, immagini dall'inferno. Due giovanissimi cameramen arrivano sul luogo dell'attentato e documentano tutto. Quaranta minuti che History Channel trasmetterà integralmente mercoledì 2 agosto alle 10.25, nell’orario esatto dell’esplosione. L'espresso anticipa i minuti iniziali, con le prime registrazioni della sala operativa e il sonoro originale dei soccorritori
di Michele Smargiassi

È una tragedia sottovoce. Sussurri, non grida. Forse per sentire i lamenti sotto le macerie. Un barelliere chiede «permesso per favore». Gesti composti, quasi lenti. Un uomo piange senza singhiozzi. Il rumore più forte è un grondare di calcinacci e vetri. Se fosse un film di fiction qualcuno urlerebbe ordini, altri si muoverebbero scomposti, ci sarebbero urla, invocazioni, pianti.

Ma questi quarantacinque minuti di 2 agosto 1980 non sono fiction, sono realtà. Nel mondo vero le tragedie non sono epiche: sono dolorosamente, assurdamente normali. La telecamera sobbalza, s´inclina, l´inquadratura taglia teste e gambe, «sono immagini sbagliatissime» si scusa Enzo Cicco, che le girò con una pesante, paleo-tecnologica camera a spalla, in mezzo alla polvere e al fumo. Oggi cameraman free-lance, allora non aveva ancora compiuto i diciannove anni, e quel servizio impossibile era il suo primo incarico per Punto Radio Tv, versione video della radio fondata da Vasco Rossi e poi acquistata dal Pci bolognese. Duro battesimo del fuoco, davvero. «Ero appena arrivato in via Barberia, mi alzavo tardi... Un giornalista dell´Unità corse giù dalle scale, ‘corri alla stazione, c´è stata un´esplosione, ci sono dei morti´».

Giù per via Marconi sul furgone rosso del collega Giorgio Lolli, e dopo l´incrocio quello spettacolo che non sembrava vero. La prima telecamera sul posto, pochi minuti dopo il botto. «Non mi feci domande, il mio compito erano le immagini». E via sulle macerie. Per la prima volta quelle tre videocassette scorreranno integralmente sul piccolo schermo. Furono utilizzate in parte da Sergio Zavoli per La notte della Repubblica. History Channel, che le manderà in onda all´ora esatta della strage, le 10.25 di giovedì 2 agosto (ma un´anteprima è visibile sui siti Internet repubblica.it ed espresso.it), ha invece scelto il no-comment: solo immagini, senza tagli, col sonoro originario (a parte qualche inserto coi messaggi radio dei soccorritori).

Ed è proprio la nuda restituzione di quelle ore che impressiona. Poliziotti, impiegati in cravatta, baristi con il grembiule, hippy coi capelli lunghi, turisti in braghe da mare (era sabato di esodo) scavano con le mani, spostano detriti, portano tovaglie e asciugamani per avvolgere i corpi, senza quasi parlare tra loro, senza bisogno di darsi ordini, solo qualche «Occhio!», «Di qua, attento!», «Aspetta!», ma a bassa voce, come in chiesa.

Lavoro da formiche, come sapessero tutti e ciascuno cosa fare. In sei spingono un taxi maciullato. In quattro portano giù dalla montagna franosa un corpo immobile su una lamiera ondulata. Un cadavere bruciato tra due auto gialle. Una testa bionda immobile tra due lastre di pietra. Rumore d´elicottero, l´ombra scivola sul piazzale. La ruspa blu della polizia. Un medico, ma solo per un attimo, si mette le mani nei capelli. Sequenze lunghe, incerte: è uno sguardo umano, non meccanico. Saranno anche «sbagliatissime», ma queste immagini barcollanti ci portano in mezzo alla polvere, nell´androne sinistramente deserto, nei vagoni del treno dilaniato sul primo binario, sangue colato sulle schegge di vetro dei finestrini. Un terzo operatore, Stefano Ragazzi, mollò la troupe: «vado coi volontari dell´assistenza». Enzo e Giorgio pensarono alla memoria: Senza immaginare di documentare la storia.

Un´inquadratura all´orologio rotto e fermo sull´ora della morte: non era ancora diventato il simbolo. Via via che le cassette si esaurivano, Enzo le affidava a uno scooterista pescato a caso, «Vai, portala in via Barberia». Ci si fidava di chiunque, in quei momenti. Arrivarono tutte a destinazione. Andarono in onda prima che arrivasse la Rai con le sue cineprese, e quei primi collegamenti timorosi, «forse una caldaia», quando già il microfono della giornalista di Punto Tv, Tina Alboresi, raccoglieva le testimonianze furenti dell´edicolante, del sindacalista dei ristoratori, «Ma quale caldaia, c´era odore di polvere da sparo, è stata una valigia di tritolo».

E ancora soldati in fila indiana col piccone, ambulanze improvvisate, un tarantino che cerca il suo borsello, il rumore di una sega elettrica, una voce amplificata che incongruamente scandisce «unoduetre prova». Il poliziotto esausto allontana senza convinzione la telecamera. La voce di Enzo gli augura «buon lavoro», lui per riflesso sorride e risponde «grazie». Quant´è banale la storia vera, quant´è brutale.

(04 agosto 2010)

Notizia tratta da:
http://bologna.repubb...­
Cristiano R.
user 62424602
Bologna, BO
Post #: 844
Ciao,
vi segnalo Enzo Cicco, all'epoca appena 19enne che insieme al collega Giorgio Lolli, girarono quel filmato che oggi fa parte della memoria storica del nostro paese.


Bologna, 2 agosto 1980
Un video-choc della strage
Strage di Bologna, immagini dall'inferno. Due giovanissimi cameramen arrivano sul luogo dell'attentato e documentano tutto. Quaranta minuti che History Channel trasmetterà integralmente mercoledì 2 agosto alle 10.25, nell’orario esatto dell’esplosione. L'espresso anticipa i minuti iniziali, con le prime registrazioni della sala operativa e il sonoro originale dei soccorritori
di Michele Smargiassi

È una tragedia sottovoce. Sussurri, non grida. Forse per sentire i lamenti sotto le macerie. Un barelliere chiede «permesso per favore». Gesti composti, quasi lenti. Un uomo piange senza singhiozzi. Il rumore più forte è un grondare di calcinacci e vetri. Se fosse un film di fiction qualcuno urlerebbe ordini, altri si muoverebbero scomposti, ci sarebbero urla, invocazioni, pianti.

Ma questi quarantacinque minuti di 2 agosto 1980 non sono fiction, sono realtà. Nel mondo vero le tragedie non sono epiche: sono dolorosamente, assurdamente normali. La telecamera sobbalza, s´inclina, l´inquadratura taglia teste e gambe, «sono immagini sbagliatissime» si scusa Enzo Cicco, che le girò con una pesante, paleo-tecnologica camera a spalla, in mezzo alla polvere e al fumo. Oggi cameraman free-lance, allora non aveva ancora compiuto i diciannove anni, e quel servizio impossibile era il suo primo incarico per Punto Radio Tv, versione video della radio fondata da Vasco Rossi e poi acquistata dal Pci bolognese. Duro battesimo del fuoco, davvero. «Ero appena arrivato in via Barberia, mi alzavo tardi... Un giornalista dell´Unità corse giù dalle scale, ‘corri alla stazione, c´è stata un´esplosione, ci sono dei morti´».

Giù per via Marconi sul furgone rosso del collega Giorgio Lolli, e dopo l´incrocio quello spettacolo che non sembrava vero. La prima telecamera sul posto, pochi minuti dopo il botto. «Non mi feci domande, il mio compito erano le immagini». E via sulle macerie. Per la prima volta quelle tre videocassette scorreranno integralmente sul piccolo schermo. Furono utilizzate in parte da Sergio Zavoli per La notte della Repubblica. History Channel, che le manderà in onda all´ora esatta della strage, le 10.25 di giovedì 2 agosto (ma un´anteprima è visibile sui siti Internet repubblica.it ed espresso.it), ha invece scelto il no-comment: solo immagini, senza tagli, col sonoro originario (a parte qualche inserto coi messaggi radio dei soccorritori).

Ed è proprio la nuda restituzione di quelle ore che impressiona. Poliziotti, impiegati in cravatta, baristi con il grembiule, hippy coi capelli lunghi, turisti in braghe da mare (era sabato di esodo) scavano con le mani, spostano detriti, portano tovaglie e asciugamani per avvolgere i corpi, senza quasi parlare tra loro, senza bisogno di darsi ordini, solo qualche «Occhio!», «Di qua, attento!», «Aspetta!», ma a bassa voce, come in chiesa.

Lavoro da formiche, come sapessero tutti e ciascuno cosa fare. In sei spingono un taxi maciullato. In quattro portano giù dalla montagna franosa un corpo immobile su una lamiera ondulata. Un cadavere bruciato tra due auto gialle. Una testa bionda immobile tra due lastre di pietra. Rumore d´elicottero, l´ombra scivola sul piazzale. La ruspa blu della polizia. Un medico, ma solo per un attimo, si mette le mani nei capelli. Sequenze lunghe, incerte: è uno sguardo umano, non meccanico. Saranno anche «sbagliatissime», ma queste immagini barcollanti ci portano in mezzo alla polvere, nell´androne sinistramente deserto, nei vagoni del treno dilaniato sul primo binario, sangue colato sulle schegge di vetro dei finestrini. Un terzo operatore, Stefano Ragazzi, mollò la troupe: «vado coi volontari dell´assistenza». Enzo e Giorgio pensarono alla memoria: Senza immaginare di documentare la storia.

Un´inquadratura all´orologio rotto e fermo sull´ora della morte: non era ancora diventato il simbolo. Via via che le cassette si esaurivano, Enzo le affidava a uno scooterista pescato a caso, «Vai, portala in via Barberia». Ci si fidava di chiunque, in quei momenti. Arrivarono tutte a destinazione. Andarono in onda prima che arrivasse la Rai con le sue cineprese, e quei primi collegamenti timorosi, «forse una caldaia», quando già il microfono della giornalista di Punto Tv, Tina Alboresi, raccoglieva le testimonianze furenti dell´edicolante, del sindacalista dei ristoratori, «Ma quale caldaia, c´era odore di polvere da sparo, è stata una valigia di tritolo».

E ancora soldati in fila indiana col piccone, ambulanze improvvisate, un tarantino che cerca il suo borsello, il rumore di una sega elettrica, una voce amplificata che incongruamente scandisce «unoduetre prova». Il poliziotto esausto allontana senza convinzione la telecamera. La voce di Enzo gli augura «buon lavoro», lui per riflesso sorride e risponde «grazie». Quant´è banale la storia vera, quant´è brutale.

(04 agosto 2010)

Notizia tratta da:
http://bologna.repubb...­
Videodocumento di due giovani cameramen che il 2 agosto 1980 erano alla stazione di Bologna, credo sia un breve estratto, comunque agghiacciante:


Cristiano R.
user 62424602
Bologna, BO
Post #: 846
Bologna 2 Agosto 1980 - History Channel
Documentario integrale, girato alla Stazione di Bologna il 2 Agosto 1980 pochi minuti dopo l'esplosione della bomba.

Ecco la versione integrale di questo straziante documento di denuncia, in memoria delle vittime del 2 Agosto e di tutte le stragi di Stato.






A former member
Post #: 44
Io c'ero quel sabato.
Io ero alla stazione ad aiutare a scavare finchè non arrivarono i pompieri.
Io c'ero quando il 37 con i lenzuoli sui vetri lasciò la piazza.
Io c'ero quando alla sera, in piazza Maggiore, Bruno Vespa in diretta affermò al TG1 che era stata l'esplosione delle caldaie (noi tutti sappiamo che sotto la stazione non c'è niente, solo acqua).
Io c'ero davanti alle lunga fila di bare allineate sul sagrato di San Petronio.
Io sto ancora aspettando di sapere chi sono i mandanti, che siano tolti gli omissis coperti dal segreto di stato dopo 33 anni.
IO NON DIMENTICO.
Alessandro C.
Alexc1
Bologna, BO
Post #: 2,327
Michela sarà con voi in piazza... un abbraccio dall'ufficio
Cristiano R.
user 62424602
Bologna, BO
Post #: 860
Riguardare il filmato integrale successivo all'esplosione proprio nello stesso periodo afoso in cui è avvenuta la strage, ravviva il ricordo di quanto quell'eccidio, indirizzato a persone con una valigia e una destinazione balneare, ci lasciò devastati di smarrimento ed impotenza. Ricordo indelebile anche per chi, come me, all'epoca era solo un bambino e apprese i fatti dal telegiornale. Un pensiero rivolto a tutte le vittime, ai loro parenti e a chi, a distanza di decenni, non si è arreso a trovare i veri colpevoli, neppure dopo la sentenza definitiva.
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