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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board I Gruppi di Lavoro del Meetup - Discussioni su idee e proposte › PROGETTO ENERGIA Le nuove fonti di energia (produzione)

PROGETTO ENERGIA Le nuove fonti di energia (produzione)

Mirko P.
user 2705963
Bologna, BO
Post #: 117
Dal sito di RAI NEWS24

storia interessante dell'esperimento di Fusione Fredda tenutosi a Gennaio a Bologna, con interviste interessanti....
(speriamo nn sia un altro Tubo-Tuker ;;;))) )


Storia dell’invenzione che promette di cambiare il mondo - Inchiesta di Angelo Saso

In Grecia c’è chi è disposto a scommetterci 200 milioni di euro, negli Stati Uniti sarebbe già iniziata la produzione industriale, a novembre potrebbe già essere sul mercato. L’Energy Catalyzer, inventato dall’italiano Andrea Rossi, è ancora un prototipo misterioso ma promette una rivoluzione nel nostro modo di produrre energia. L’E-Cat nessuno sa spiegare come funzioni, ma sembra trasformare pochi grammi di nickel, un po' d'idrogeno e un "ingrediente segreto" in abbondanti kilowattora. Manca ancora il brevetto, ma test positivi e testimoni esperti sembrano confermare che "Deve trattarsi di un processo di tipo nucleare". E poi, come dice a Rainews l'inviato della Reale Accademia di Svezia, Sven Kullander: "Se davvero funziona vale il Nobel". Una bufala? Un’allucinazione collettiva? Oppure un’innovazione radicale? L’inviato di Rainews Angelo Saso ha raccolto le voci dei protagonisti e degli esperti per svelare i retroscena di questa invenzione “che promette di cambiare il mondo”.

ecco il link...
La magia del signor Rossi

oppure su youtube:
La magia del Sig. Rossi

Ciao
andrew
user 3606793
Bologna, BO
Post #: 284
A former member
Post #: 812
da http://www.acquistive...­
Emilia-Romagna: un gruppo di acquisto per il fotovoltaico

Fazz Club, associazione di promozione sociale no profit, continua ad organizzare GASER 2011 Gruppo di Acquisto Regionale del fotovoltaico, i gruppi di acquisto patrocinati dalla Regione Emilia-Romagna e dal WWF, per facilitare l'accesso ai nuovi finanziamenti statali riservati a chi installa il fotovoltaico: il Conto energia 2011/2013 e le successive modifiche legislative.
Grazie anche ai Gruppi di Acquisto, il 2010 in Emilia Romagna, secondo dati ENEL, ha fatto segnare il record di nuovi allacci fotovoltaici: 6.650 nuove connessioni e 225,3 MW di potenza in più da fonte solare.
Il 2011 sarà ancora una corsa contro il tempo! Gli impianti dovranno essere allacciati entro settembre 2011 al fine di ottenere gli ultimi e più alti incentivi.
GASER 2011 invita tutti coloro (famiglie e piccole imprese) che vogliono:

a)Rendersi autonomi energeticamente

b)Produrre salute pubblica e ambientale

c) Ottenere gli incentivi governativi alle migliori condizioni di fornitura e senza pericolo di truffe

ad iscriversi al gruppo. Vedasi tutte le modalità sul sito di Fazz Club.
Organizzarsi ed entrare nel gruppo acquisto GASER 2011 non implica impegni di acquisto, ma serve per ottenere insieme le migliori condizioni di prezzi, garanzie e tutela.

Fazz Club sta informando famiglie e imprese attraverso assemblee nelle sale pubbliche di tutta la Regione Emilia Romagna, ma anche in web conference, senza spostarsi da casa. Per consultare il calendario aggiornato delle assemblee clicca qui: http://www.fazzclub.o...­
Le date potrebbero subire variazioni, si prega pertanto di dare conferma della propria presenza.

prossimo incontro a bologna:
20 GIUGNO – Lunedì – ore 21.00
BOLOGNA (SAVENA) Sala polivalente R.Martelli ‐ v. Faenza 4

A former member
Post #: 1,251
http://www.ilrasoiodi...­

Da Archimede la soluzione per produrre energia solare anche di notte

Immaginate una distesa di specchi estesa come 25 campi da calcio, con al centro due grandi serbatoi e una piccola costruzione da cui partono linee elettriche ad alta tensione. Entro tre anni questo scenario potrebbe diventare realtà: è iniziata a Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, la costruzione della prima centrale elettrica integrata a energia solare e gas naturale. Sarà l’ultima tappa del progetto Archimede, il piano di sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di elettricità dall’energia solare elaborato dall’ENEA.

Il principio di funzionamento è familiare a chiunque abbia giocato da bambino con una lente di ingrandimento: concentrando i raggi solari su una superficie molto piccola (chiamata fuoco) è possibile ottenere temperature molto alte (e combinare guai per casa). Al posto delle lenti, le centrali utilizzano specchi di grande precisione che riescono a raggiungere temperature di parecchie centinaia di gradi. Il risultato finale è quello di produrre vapore, che viene mandato a un turbina per generare elettricità. Una tecnologia tutto sommato semplice, che deve però vedersela con un grosso limite: la luce solare è disponibile solo di giorno (senza contare il cattivo tempo); poiché l’energia elettrica va prodotta nel momento in cui è richiesta, una centrale solare, senza l’aiuto di altre fonti energetiche, rischierebbe di lasciare al buio i propri utenti al calare del sole o alla prima giornata nuvolosa. Per ovviare a questo inconveniente, a Priolo sarà sperimentato un serbatoio di accumulo in cui conservare il calore concentrato dagli specchi per utilizzarlo in seguito in funzione della richiesta di energia.


A immagazzinare il calore sarà una miscela liquida di sali di potassio e sodio, un composto poco costoso e a basso impatto ambientale, attualmente usato come concime di origine naturale. In precedenza si utilizzava un olio minerale infiammabile e tossico, e per motivi di sicurezza non era possibile realizzare un serbatoio di accumulo. Inoltre, i sali sono in grado di lavorare a temperature più alte, aumentando l’efficienza dell’impianto: a Priolo si raggiungeranno i 550° C, contro i 390°C delle centrali attualmente in funzione, come la centrale di Kramer Junction nel deserto del Mojave (California). I sali fusi verranno scaldati passando all’interno di tubi che si trovano proprio nel fuoco degli specchi. La miscela che verrà utilizzata a Priolo è già stata collaudata negli impianti di Solar Two, realizzati sempre in California. Qui, a differenza di ciò che accadrà a Priolo, gli specchi concentrano i raggi solari su un ricevitore posto alla cima di una torre, alta 85 metri. Per aumentare il numero degli specchi e la potenza di impianti di questo tipo è però necessario costruire torri sempre più alte, perché queste siano raggiungibili anche dagli specchi più lontani. Esistono progetti per torri da 200 metri di altezza, ma le difficoltà di realizzazione sono enormi, anche perché per concentrare i raggi esattamente sulla sommità della torre occorrerebbero specchi estremamente precisi e costosi.

La riduzione dei costi è invece un’altra linea guida del progetto Archimede: l’intero sistema di specchi è stato ideato per ridurre le spese di costruzione, installazione e manutenzione. Il tutto senza pregiudicare eccessivamente le prestazioni, perché gli specchi sono il cuore del sistema: devono concentrare i raggi solari in un area molto piccola e con la massima precisione possibile, resistendo alle sollecitazioni del vento e alle intemperie per 30 anni, la durata prevista di funzionamento della centrale. Il vento è il nemico più temibile, perché gli specchi deformandosi disperdono i raggi solari; dalle simulazioni eseguite al computer i collettori dovrebbero rimanere efficienti fino a velocità di 50 km/h. Al di sopra di questa velocità gli specchi vengono ripiegati per evitare danni alle strutture di sostegno. Anche il tubo al cui interno scorrerà la miscela di sali fusi è stato interamente riprogettato per resistere a una temperatura di quasi 600°C senza deformarsi. In queste condizioni anche il semplice contatto con l’acqua piovana fredda provoca un vero e proprio shock termico, che il tubo dovrà essere in grado di sopportare senza danni.

Il Progetto Archimede, lanciato dall’ENEA nel 2001, ha già portato nel 2003 alla realizzazione di un piccolo impianto sperimentale da 4 MW presso Montalto di Castro. La centrale di Priolo Gargallo è entrata in servizio nel 1979 ed è alimentata a gas naturale. L’impianto solare che verrà costruito ne aumenterà la potenza di 20 MW (la potenza attuale è di circa 750 MW), quanto basta per alimentare una cittadina di circa 20.000 abitanti. L’investimento previsto per i lavori è di 50 milioni di euro, suddiviso fra ENEL ed ENEA. Secondo le previsioni, la produzione di 1 kWh di energia costerà poco meno di 8 eurocent, ma in futuro l’installazione di più impianti in serie potrebbe far scendere il prezzo fino a 3 eurocent, confrontabile con il prezzo dell'energia ricavata dai combustibili fossili che negli ultimi 4 anni è oscillato tra i 2 e i 5 eurocent al kWh.

Priolo sarà la prima dimostrazione su scala industriale della nuova tecnologia che «dovrà ottenere energia pulita e continuamente disponibile - dice Rubbia -, un salto tecnologico che permetterà, se utilizzato su scala adeguata, di contribuire in modo determinante ad una maggiore indipendenza energetica e alla riduzione dei gas serra», primo fra tutti il biossido di carbonio, le cui emissioni, sulla base degli impegni del protocollo di Kyoto, dovrebbero tornare ai livelli del 1990 entro il periodo 2008-2012. La carta vincente dell’energia solare è la sua versatilità: poiché una centrale è costituita da molti moduli di base identici, variandone il numero è possibile ottenere la potenza che si desidera (a patto di avere sufficiente terreno libero). Usando la medesima tecnologia di base si possono realizzare piccoli impianti destinati a servire isole o località difficilmente raggiungibili, oppure vere e proprie centrali collegate alla rete. Oltre che per la produzione di elettricità, il calore accumulato potrebbe anche essere usato in processi industriali come la produzione di vari derivati del petrolio o di gas artificiale. Le prospettive non si esauriscono qui: l’Africa settentrionale costituirebbe una zona ideale per la costruzione di grandi impianti. La maggiore insolazione della zona e il passaggio alla produzione in serie dei vari componenti permetterebbero infatti di ridurre ancora i costi. Ad esempio, una centrale con una superficie di raccolta di poco più di 3 km2 arriverebbe a produrre una potenza di 400MW al costo di soli 3 eurocent al kWh. Ma per avere energia elettrica dal deserto del Sahara occorrerà pazientare ancora un po’.

Luca Antonelli



mirco s.
hammuraby
Bergamo, BG
Post #: 2,947
ARCHIMEDE e' il progetto pilota del premio ig-nobel (sponsorizzato Bildenberg in primis) e traditore Rubbia!

scappo' nel 2002 in Spagna ufficialmente per portare avanti il progetto Archimede...

mentre in VERITA' fuggi (per non dover dare spiegazioni)
dopo che i servizi segreti franco-israeliani PULIRONO anche del telefono
il laboratorio di De Ninno e Preparata...quello del Rapporto 41 sulla FF

il progetto Archimede fa energia anche di notte??....SI, due SOLO mesi all anno!

se il pregio e' che i SALI possono raccogliere ed accumulare la temp fino a 650°C..
il problema GROSSO anzi ENORME, e' che gli stessi SALI sotto i 350°C solidificano e
per 10 mesi all anno va usato in cogenerazione con il METANO!

questa tech potrebbe andare ABBASTANZA bene, ma sotto la latitudine del tropico NON IN ITALIA

A former member
Post #: 1,252
ARCHIMEDE e' il progetto pilota del premio ig-nobel (sponsorizzato Bildenberg in primis) e traditore Rubbia!
AZZ! Mirco sei il primo che mi definisce Rubbia in questo modo!

scappo' nel 2002 in Spagna ufficialmente per portare avanti il progetto Archimede...
Questo è quel che ho sempre letto e sentito dire, in Italia da 15 anni continuano a tagliare i fondi della ricerca, così ha dovuto lavorare all'estero...

mentre in VERITA' fuggi (per non dover dare spiegazioni)
dopo che i servizi segreti franco-israeliani PULIRONO anche del telefono
il laboratorio di De Ninno e Preparata...quello del Rapporto 41 sulla FF
ok, lo prendo per buono, ma le fonti?

il progetto Archimede fa energia anche di notte??....SI, due SOLO mesi all anno!

se il pregio e' che i SALI possono raccogliere ed accumulare la temp fino a 650°C..
il problema GROSSO anzi ENORME, e' che gli stessi SALI sotto i 350°C solidificano e
per 10 mesi all anno va usato in cogenerazione con il METANO!
Addirittura? soli due mesi all'anno? nel paese d'oo sole e d'oo mare? Da dove trai le tue conclusioni?

Poi...Beh, se serve a COMINCIARE a bruciare MENO METANO e se ne fanno tanti, ma proprio tanti, non va bene?
Alla fine credo che siamo tutti coscienti che dalle forme di combustibili fossili ci usciremo piano piano, non è possibile il taglio radicale...

questa tech potrebbe andare ABBASTANZA bene, ma sotto la latitudine del tropico NON IN ITALIA

E ti sembra poco? oggi importiamo gas e petrolio da li'!!
Alessandro C.
Alexc1
Bologna, BO
Post #: 1,916
La mia visione di produzione decentralizzata :-)
A former member
Post #: 38
Comunità Energetica ed il Comune di San Lazzaro di Savena invitano all'incontro pubblico di presentazione del progetto “Tetto fotovoltaico collettivo per le scuole elementari Fantini a San Lazzaro”, martedì 21/06/2011, h 20.30 in Mediateca di San Lazzaro, via Caselle 22.

Comunità Energetica:
Comunità energetica è un’associazione di cittadini che promuove progetti per la realizzazione di impianti per la generazione di energie rinnovabili.
[ http://comunitaenergetica.wordpress.com/­ ]

Progetto “tetto fotovoltaico collettivo per le scuole elementari Fantini a San Lazzaro di Savena”:
Questo è il primo progetto realizzato dall’Associazione Comunità Energetica in collaborazione con il Comune di San Lazzaro di Savena (Bologna).
Tutti i cittadini, anche i non residenti a San Lazzaro di Savena, possono partecipare alla realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sul tetto della scuola elementare Fantini.
Tale progetto è frutto dell’iniziativa spontanea dei cittadini che si raccolgono sotto l’associazione Comunità Energetica in accordo con il Comune di San Lazzaro di Savena.

Come funziona il progetto:
I cittadini interessati inizialmente prenotano una o più quote dell’impianto, al costo di 250 euro per ogni singola quota; al termine della raccolta delle quote, fissata per il 10 settembre, l’associazione Comunità Energetica realizzerà l’impianto fotovoltaico, che sarà dimensionato sulla base delle quote raccolte.
Una volta realizzato l’impianto l’associazione lo cederà al Comune di San Lazzaro il quale utilizzerà per la scuola l’energia prodotta.
I proventi del contributo statale saranno girati annualmente all’associazione Comunità Energetica, che provvederà a sua volta a ripartirlo proporzionalmente, eventuali eccedenze o surplus saranno di spettanza del Comune.

Perchè partecipare:
-Stai investendo, anche se una piccola somma, su un progetto che ha una ricaduta immediata e di valore sul territorio;
-Contribuisci attivamente al risparmio energetico;
-Contribuisci al risparmio della spesa pubblica: il denaro risparmiato dall’amministrazione per la bolletta elettrica verrà veicolato per altri progetti in ambito scolastico o di servizi alla persona;
-Contribuisci alla riduzione dell’inquinamento atmosferico;
-Aumenti l’indipendenza energetica dal petrolio;
-Valorizzi il tuo capitale.

Come aderire:
Ogni cittadino potrà aderire da subito prenotando una quota di tetto fotovoltaico (quota minima 250 euro o multipli) direttamente dal sito www.comunitaenergetica.it­ o recandosi presso gli sportelli URP del Comune di San Lazzaro di Savena - piazza Bracci, 1 - negli orari di apertura al pubblico. Le prenotazioni verranno trasformate in quote nel mese di settembre, quando comincerà la realizzazione pratica dell’impianto.


Testo tratto da:
http://www.comune.sanlazzaro.bo.it/comunicazione/notizie/progetto-201ctetto-fotovoltaico-collettivo-per-le-scuole-elementari-fantini-a-san-lazzaro-di-savena201d­

Mediateca:
http://www.mediatecadisanlazzaro.it/index.asp­

Ciao Paolo Spunta
Alessandro C.
Alexc1
Bologna, BO
Post #: 1,917
Grazie Paolo, sempre concreto....
A former member
Post #: 823
La fusione fredda “bolognese” verrà prodotta in serie: presentato in Grecia l’”Hyperion”

Mentre la comunità scientifica si divide tra entusiasti (pochi) e scettici (tanti), l’economia fa il suo corso. L’energy catalyzer, l’invenzione di Sergio Focardi e Andrea Rossi presentata a Bologna il 14 gennaio scorso che funzionerebbe innescando un principio di fusione nucleare a basse temperature ancora inspiegabile tra Nickel e idrogeno, è destinato a diventare un prodotto in serie. Giovedì scorso ad Atene la Defkalion Green Tecnology, impresa costituita in Grecia per sfruttare commercialmente l’invenzione di Andrea Rossi, ha indetto una conferenza stampa nella quale ha presentato il suo prodotto,”l’Hyperion”, e le sue strategie di sviluppo.

Hyperion è dunque il nome commerciale che ha assunto l’energy catalizer di Rossi e Focardi. Verrà costruito in serie in vari modelli per produrre energia termica (da 5 a 30 kw) a partire dal 2012 nel nuovo impianto di Xanthy, nel nord est della Grecia, dove sarà inaugurata in autunno anche una centrale da un megawat che oltre a fornire energia alla fabbrica funzionerà da modello pilota dimostrativo per vendere impianti di medie dimesioni.

Alla conferenza Stampa erano presenti circa 150 persone tra giornalisti, uomini d’affari, scienziati, ministri del governo Greco e esponenti politici: sul palco a parlare c’erano il Prof. Stremmenos, Alexandros Xanthoulis membro del cda e della PRAXON la società che controlla Defkalion Green Technology oltre ovviamente al l’inventore del sistema su cui ruota tutto: l’Ing. Andrea Rossi.
“Non è il Santo Graal – scrivono i promotori – in poche parole, si tratta di una reazione esotermica tra Nichel e Idrogeno che emana calore, a buon mercato, calore pulito e verde. Questo è un campo completamente nuovo della scienza, che è pieno di opportunità e di sfide. Si tratta di un concetto totalmente nuovo ed emergente, una tecnologia che che alla fine può rivoluzionare il settore dell’energia. ”
Pur non essendo il Graal, Secondo Rossi e i suoi soci l’Hyperion può ridurre i costi di energia elettrica addirittura del 90% utilizzando una tecnologia totalmente green, senza scorie e senza emissioni. Una cosa che se fosse effettivamente messa in opera rivoluzionerebbe senz’altro il settore mondiale dell’energia.

Rispetto alla scelta della localizzazione, la Grecia, un paese scosso dalla crisi economica e sull’orlo della bancarotta, nel folder esplicativo si precisa che la Grecia detiene l’87% del Nickel presente in Europa, ed è proprio questo metallo il “carburante” con il quale funzionerebbe l’energy catalyzer “Hyperion”.

In realtà la Greca Defkalion non è l’unica creatura di questo intricato e complesso affare: il mercato americano e le eventuali applicazioni militari sono fuori dall’orbita della Defkalion. A questo proposito è utile consultare il preciso report sulla ragnatela di società messe in piedi dall’ing Andrea Rossi che è stato fatto dalla rivista svedese “NyTeknik”: Andrea Rossi, assieme alla moglie, detiene il brevetto italiano ed è in attesa di quello internazionale e di quello statunitense. I due sono proprietari di una società, la “LEONARDO CORPORATION”, che opera sul mercato americano cedendo i diritti di sfruttamento a una società statunitense, la “AMPENERGO”.

La moglie di Rossi, Maddalena Pascucci, è proprietaria del 70% della EFA, società che vede come socio di minoranza il commercialista bolognese Giuliano Guandalini. La EFA ha appena firmato con l’Università di Bologna un contratto di circa 500.000 euro per eseguire ricerche scientifiche sull’energy catalizer.
Dunque la rete di Andrea Rossi ha un braccio in Grecia (Defkalion) uno negli States (Leonardo), ma il cuore economico e scientifico è a Bologna: più precisamente nello studio del commercialista Guandalini per quanto riguarda l’architettura societaria e al Dipartimento di Fisica dell’Università per quanto invece attiene alla ricerca scientifica.

La comunità scientifica internazionale rimane complessivamente “fredda”, anche se arrivano alcuni segnali di attenzione per le scoperte di Rossi e Focardi. Dopo gli scienziati svedesi Sven Kullander e Hanno Essén anche Dennis Bushnell, scienziato capo della Nasa, ha recentemente affermato che qualcosa nel procedimento di Rossi e Focardi effettivamente accade: secondo Bushnel si tratterebbe di una reazione nucleare a bassa energia (LERN). Non mancano tuttavia numerosi scienziati che parlano apertamente di “bufala” ritenendo impossibile il procedimento inventato dai due italiani. Recentemente il giornalista americano Steven Krivit ha rinfocolato le polemiche affermando che gli sperimentatori hanno compiuto errori nel misurare il vapore prodotto dal calore della reazione.
Ma alla Defkalion, almeno a parole, sembrano dare un peso relativo alle critiche degli scettici: “Le teorie sono difficili da uccidere, ma un processo di produzione di energia è abbastanza facile da provare: Hiperion rilascia energia, o no? Se la tecnologia funziona, le polemiche teoriche e il dibattito accademico non fermeranno la commercializzazione – dicono – “La ragione per cui questa non è notizia da prima pagina in tutto il mondo è perché le persone usano il paradigma: sembra troppo bello per essere vero. Per quanto riguarda il dissenso accademico sulla loro scoperta: questo è difficile perché si tratta fondamentalmente di dire a gente molto intelligente che ciò che hanno imparato, conosciuto, e insegnato non è più vero, una pillola difficile da digerire per chiunque. “

Pubblicato il 25.06.2011
http://radio.rcdc.it/...­
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