A former member
Post #: 713
Se hai guardato il video che ho postato ti accorgerai che sappiamo benissimo che la mafia e soprattutto i soldi della mafia sono qui al nord.
Abbiamo fatto anche una conferenza al baraccano che si intitolava mafie al nord.
Accogliamo il tuo invito e siamo disponibili a collaborare con voi senza nessun problema.
Per qualsiasi cosa questo è il mio numero 3398531497.

Grazie
Nik.

Ps molto bella l'idea di andare a volantinare fuori dal teatro dove è va in scena Gomorra.

So che ora è a Casalecchio ci informiamo dove saranno le prossime rappresentazioni e andiamo anche noi????

Nik
A former member
Post #: 140

Non ditemi che visto che Hera è una delle aziende interessate a questo malaffare non se ne deve parlare.

Baciamo le mani
FrankGambino
Su Hera mi farebbe molto piacere saperne qualcosa di più. Hai documentazioni o quant'atro? Se sì inviamele via mail, garzie. A breve inizieremo un gruppo sui rifiuti e sull'energia nel meetup perciò mi interessa
A former member
Post #: 145
Lettera del Magistrato Nuzzi Trasferita da Salerno. Grazie per il suo coraggio Dott.ssa Nuzzi.
Vi invito tutti a leggerla.


Alla Associazione Nazionale Magistrati - ROMA

Al Siignor Presidente,

Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.

Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.

Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.

Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.

Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.

Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.

Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.

Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.Il popolo saprà che è giusto così.

E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.

L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”: “Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.

Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.

Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.

Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?

Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?

Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?

Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?

E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.

Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.

E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.

Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.

La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione.

Non gli orticelli privati.

Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.

So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.

Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.

Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.

Io preferisco rappresentarmi da sola.

Dott.ssa Gabriella Nuzzi - Magistrato
A former member
Post #: 1,945
Lo sappiamo che purtroppo la mafia ormai è arrivata anche qui.....ma per chi non lo sapesse ancora ecco la puntata di blu notte che ne parla: Mafia al Nord: il segreto di Pulcinella Ciao


DALLA NOSTRA MUSICA PRENDEREMO LA NOSTRA FORZA!!!

Vedo troppa rassegnazione attorno a me...ormai sempre più persone hanno capito il problema ( infatti il problema è questo, non basta raccontarlo, bisogna rendersene conto personalmente ) e che cosa fanno? Si chiudono dietro al fatto che il nostro sistema è fatto così.
Ed iniziano a deprimersi , a soffrire per questa situazione senza invece sfruttare quelle stesse energie per cercare una soluzione....
Io mi dispiace non sono così....ad ogni problema c'è sempre una soluzione , basta pensarci un po' su e magari chiedere aiuto a qualcuno: dalla condivisione di idee i progetti diventano quasi perfetti!

Quindi ragazzi basta rimurginare sul presente ed iniziamo a pensare al fututo.
La nostra cultura ci può fornire l'energia giusta,le canzoni pubblicate in questi anni che per musicalità e testi ci possono far iniziare la giornata con il piede giusto.
Ed è questa la via di uscita di uscita....come lo fu per i neri d'America dalla schiavitù e per tanti altri popoli come leggerete nell'articolo qui sotto.
Ma intanto iniziamo dall'eccellenza....I CENTO PASSI die Modena City Ramblers .



Per leggere l'articolo di Christian Abbondanza sopra menzionato e tanto altri, fra cui il resconto della conterenza sulla mafia tenutasi a Bari sabato seguite questo Link
A former member
Post #: 112
dal sito :

COMUNICATO STAMPA

NUOVO ATTACCO ALLA CASA DELLA LEGALITA' ED ALL'INFORMAZIONE SUI FATTI

Ci sono siti web che hanno come vocazione l'essere loghi per l'informazione, non blog né luoghi in cui si sostituisce l'opinione ai fatti.
www.casadellalegalita.org è uno di questi.

Ed è per questo che è continuamente sotto attacco da parte di quel sottobosco di malaffare che il sito puntualmente denuncia, non con illazioni ma pubblicando gli atti ufficiali e le documentate inchieste, spesso in anticipo - o spunto - dell'azione dell'Autorità Giudiziaria.

Riguardo alla Sanità calabrese la "Casa della Legalità – Onlus" ha svolto un importante lavoro veicolando tutta la produzione delle inchieste degli organi preposti sull'infiltrazione mafiosa e sulla corruzione, rendendo così possibile a chiunque di capire quali intrecci, quali reali manovre stessero (e stiano) dietro a quello che spesso viene liquidato con un facile "malcostume".

Troppo spesso, coloro che si sono trovati pubblicatisi, soprattotto nei documenti ufficiali e pubblici, hanno deciso di procedere con querele e citazioni, spesso capziose, prive di qualiasi fondamento reale solo al fine di intimidire, sgretolare la costanza e la coerenza del nostro lavoro.
Sappiamo bene, e anche loro lo sanno, che queste querele o citazioni non porteranno a niente e sappiamo bene che questa strategia è solo tesa a logorare il diritto al fare un informazione che non è solo parole ma è soprattutto documento della realtà.

L'Ufficio di Presidenza
C.Abbondanza, S.Castiglion, E.D'Agostino

ALLEGATI

tra censure e sfiancamento...esempi concreti
[nota dell'Ufficio di Presidenza - 30.01.2009 - in merito a tre casi ed al sequestro di una pagine del sito contenente esclusivamente atti ufficiali e pubblici]

rapporto finale della guardia di finanaza sull'Asl di Vibo Valentia
[nota dell'Ufficio di Presidenza con estratti e link al documento integrale pubblicato]

Relazione della Commissione di Accesso alla Asl di Locri
[la relazione integrale - lo speciale sull'Asl- lo speciale sui Laganà-Fortugno]


Per comunicazioni e/o ulteriori informazioni:
Ufficio di Presidenza- 392.4682144 - 392.9377276 - skype casalegalita
Casa della Legalità di Firenze- 333.2328596 (Roberta Anguillesi)

Aurelia G.
user 8349516
Bologna, BO
Post #: 26
Ho trovato conferma di alcuni miei timori, in merito alle associazioni antimafia, andando a leggere qualcosa dal sito "casa della legalità e della cultura".

Uno di questi timori è pensare che un fronte antimafia che si diffondesse troppo nella società civile darebbe certamente molto fastidio ai personaggi collusi e che questi potrebbero predisporre azioni per frantumare questi movimenti. Infiltrazioni, attacchi o altre schifezze.
In questo momento leggo dal sito genovese che c'è in atto un po' di maretta tra diverse associazioni antimafia. C'è una linea più intransigente, come testimonia la presa di posizione di Benny Calasanzio nei confronti della fondazione Caponnetto e altri malumori della casa della legalità nei confronti della sezione di Libera a Genova. Sempre che non abbia letto male.
Io non ho certo in mano le conoscenze precise per capire chi abbia ragione o meno . Ma direi che preferirei delle prese di posizione più intransigenti proprio per evitare infiltrazioni pericolose; la linea di condotta portata avanti dalla Casa della Legalità mi pare quindi corretta.
Credo che bisogna stabilire un'etica intransigente sulle modalità con cui agire e non lasciare spazio ad alcuna dubbia penetrazione.

Un altra cosa che invece mi cruccia da diverso tempo .. è la questione Di Pietro.
Da quello che vediamo mediaticamente sembra proprio che in Italia non esista più alcuna opposizione se non quella portata avanti da DI Pietro. Il quale, secondo me, in base anche all'ultima manifestazione del 28 gennaio s'è fatto una bella pubblicità in tal senso. Quasi da avere convinto anche me.

Quasi; manon del tutto. Negli anni passati sono stata costretta spesso a recarmi in consiglio comunale per protestare e della Mura, al tempo che era assessore, ne ho un pessimo ricordo tanto da sperare di non rivederla mai più a Bologna.

Ma allora, se questa però è "donna di fiducia " di Di Pietro come faccio ad apprezzare lui ? Mi è venuto un dubbio amletico..

Allora sempre nel sito della Casa della Legalità ecco che mi trovo 3 bei dossier su Di Pietro niente affatto lusinghieri..
Che valori porta avanti l'Italia dei valori? Scusate il gioco di parole. Quelli per il bene comune del popolo italiano o quelli delle loro societò private in cui confluiscono i finanziamenti pubblici ?

Scusatemi, per questi dubbi.. Ma non credo siano da sottovalutare. Diciamo che metterò meglio sotto analisi la questione e cercherò di capirci di più. Adesso mi sono fermata ad una lettura molto frettolosa e mi tengo i miei dubbi.

Apprezzo però il tentativo della Casa della Legalità a far sì che le manifestazioni antimafia vengano interamente riappropriate dalla società civile lasciando fuori i partiti politici attuali che potrebbero sfruttarli anche e soprattutto per operazioni mediatiche.

Francesco T
user 8454266
Cotignola, RA
Post #: 23
Rutelli questa settimana ha interrogato come capo del Copasir De Magistris e Genchi.

il comitato di controllo sui servizi segreti è presieduto da Rutelli, uno che avrebbe almeno due motivi per non presiedere o almeno per astenersi in questo periodo dal presiedere il Copasir.
Rutelli era in contatto telefonico con Saladino, principale indagato di Why Not, a Napoli risultano suoi contatti attraverso il rutelliano Lusetti con Romeo, l'imprenditore che sta in carcere per gli appalti della Global Service.
De Magistris è quello che ha fatto l'inchiesta Why Not su Saladino scoprendo i rapporti telefonici con Rutelli, Genchi è quello che faceva il consulente di De Magistris a Catanzaro e ha lavorato su quei contatti telefonici. De Magistris, in più, adesso fa parte del tribunale del riesame di Napoli e che ha confermato gli arresti per Romeo, scrivendo quello che risulta nell'indagine: che Romeo aveva rapporti, ancora tutti da chiarire, con Rutelli.



Tutti i giornali avevano raccontato di questi rapporti fra Romeo, la Margherita, Lusetti e anche un incontro con Rutelli. Non dimentichiamo che Romeo, pur essendo già stato arrestato e condannato in primo e secondo grado per corruzione negli anni Novanta, finanziava la Margherita ed Europa, il giornale della Margherita. Rutelli aveva accettato, o forse non l'avevo informato, il che sarebbe molto grave, che il suo partito prendesse soldi da uno che era noto come un corruttore di politici, già nella Prima Repubblica.


da qui:
http://www.antoniodip...­
A former member
Post #: 1,957
b]"STO VEDENDO LA MAFIA IN DIRETTA"
di Giorgio Bongiovanni
Ecco perché la strage Borsellino è un omicidio di Stato. Una sola mossa. Durata, forse, una manciata di minuti per far sparire tutto, sino all’ultima traccia, quanto Paolo Borsellino sapeva, aveva capito, cercava disperatamente di provare. Non era infatti sufficiente disintegrare lui, farlo saltare in aria assieme ai ragazzi e ragazze della sua scorta.

Era ugualmente e altrettanto necessario trafugare, sottrarre e far sparire l’agenda rossa del giudice Borsellino. Quella annuale dell’Arma dei Carabinieri da cui il magistrato non si separava mai, quella che conteneva tutte le sue annotazioni più riservate, le più importanti, raccolte nei 56 giorni di corsa estenuante che separano Capaci da Via D’Amelio.
Agnese Piraino Leto, la vedova Borsellino, ha spiegato più e più volte agli inquirenti con quanta attenzione il marito si assicurava di portare sempre con sé quell’agenda sulla quale scrisse anche domenica 19 luglio 1992.
La famiglia si trovava nel villino di Villagrazia di Carini dove il giudice, in tempi che non conosceva più, amava rilassarsi e godere dell’affetto di propri cari. Quello era il primo giorno di quasi riposo dalla morte del collega e amico Giovanni Falcone, il suo “scudo umano”. Anche lui dilaniato da una bomba il 23 maggio con la moglie Francesca Morvillo e i ragazzi della scorta. Non era riuscito a dormire però durante il suo consueto sonnellino dopo pranzo, come raccontano i numerosi mozziconi di sigaretta rimasti nel portacenere. Si era solo ritirato nella sua stanza. Chissà quali e quanti pensieri affollavano la sua mente. Forse gli stessi con cui - racconta la moglie - quello stesso giorno riempì, con la fitta e complicata scrittura, le pagine dell’agenda rossa.
Nessuno tra le persone che gli furono più vicine conosce il contenuto di quelle riflessioni. Non le aveva confidate né ai famigliari né ai suoi colleghi più stretti. Forse per proteggerli.
Qualcun altro, invece, se non sapeva esattamente cosa vi era scritto, lo immaginava e non poteva correre il rischio che venisse reso pubblico.
Mentre via D’Amelio bruciava nell’inferno di corpi e lamiere sparpagliati in ogni dove, un uomo emergeva dal fumo, prendeva la valigetta del giudice per poi riposizionarla, poco dopo, sul sedile posteriore della croma. Leggermente annerita la borsa da lavoro del giudice è rimasta pressoché intatta. Dentro vi era tutto, compreso il costume da bagno ancora umido, ma non l’agenda rossa.
Qualcuno sapeva che era lì dentro.
Qualcuno sapeva di doverla far sparire immediatamente.
Continua
A former member
Post #: 1,963
In alcuni meetup di discute di come l'antimafia si stia spaccando sotto le pressioni politiche che fanno litigare le sue componenti.....ne abbiamo già parlato nel sito quotidiano che parla di mafia.
Perchè dividere è più sempliche che unire....

Io ricordo a tutti che non si può essere clementi con chi ha appoggiato mafia e mafiosi perchè altrimenti questo fenomeno non FINIRà MAI!!!!
Ed è questo il CANCRO DELL'ITALIA!!!!

Ecco cosa dice Telejato: tv libera di Partinico sull'argomento!!!

L'antimafia, secondo noi, è soprattutto concretezza.
Partendo dal fatto che bisogna "sporcarsi le mani" per poter incidere nel cambiamento sociale e culturale bisogna parallelamente sostenere l'azione di contrasto dei reparti investigativi e giudiziari. Limitarsi alle parole - anche belle e sonanti - non serve a sconfiggere le mafie, essere generici non aiuta, anzi rischia di creare polveroni pericolosi e controproducenti.
Secondo noi per contrastare efficacemente le collusioni, l'insabbiamento, la corruzione, le contiguità e complicità, come anche l'infiltrazione nell'economia "legale" e negli appalti pubblici, servono attacchi precisi, documentati....svolgendo un corretto e preciso lavoro di osservazione dei fatti, degli atti, di raccolta di segnalazioni... Serve essere vicini ai parenti delle vittime di mafia ma anche a quanti devono essere sostenuti concretamente (le parole non servono a molto) per trovare la forza di denunciare e rompere l'omertà.
Sempre secondo noi, occorre poi coerenza tra il dire e il fare, e questo significa anche essere intransigenti. Se un politico, un amministratore pubblico è corrotto e/o colluso, non ci si può sedere al fianco nel nome della legalità e della lotta alle mafie. Serve essere fuori dalle logiche politiche, mai essere di parte, altrimenti si darebbe il segnale pericoloso, la cui sola percezione può essere devastante, di operare ed agire per sostenere questo o quello schieramento o bandiera. se si cede al compromesso morale e/o materiale, se si diventa di parte, non si è più credibili!
Certo tutto questo (attinenza e denuncia dei fatti, fare nomi e cognomi, non schierarsi con questa o quella parte politica, essere intransigenti ed uscire dalla furia delle parole) non aiuta a vivere meglio. Lo sappiamo bene. Questo significa essere fuori dai canali di finanziamento istituzionali che la pubblica amministrazione e le Regioni gestiscono. Questo significa anche essere "esclusi" dal circo mediatico che dà tanta popolarità. Se non accetti di essere parte del disegno di un "antimafia" normalizzata, non sarai mai invitato - ad esemopio - alle trasmissioni televisive. Ma se uno sceglie di fare antimafia nei fatti, crediamo non ci sia scelta. O la si fa coerentemente subendo isolamenti e intimidazioni, faticando fatica ogni volta per coprire con l'autofinanziamento le proprie spese...oppure si fa altro! Legittimo....ma lo si dica...non si giochi con le parole, la speranza ed i sogni.
L'antimafia - se "normalizzata" - diventa un business. La prima ad accorgersene è stata proprio la mafia, lo illustrano bene Lirio Abbate e Peter Gomez ne "I complici" e lo ripete anche don Luigi Ciotti sempre più spesso. E' la mafia che sempre più spesso si mette a organizzare mobilitazioni "contro le mafie", che cerca di infiltrarsi, che costituisce cooperative per cercare di riprendersi i beni confiscati.
Ecco perchè occorre attenzione e concretezza.

Maggiori notizie su Telejato www.telejato.it
quellichefannoiltifopertelejato.blogspot.com­
Ricordo quotidiano che parla di mafia
Luigi I.
Gino
Napoli, NA
Post #: 2,272
Questa e la VERA MAFIA..., lo Stato che non c?é quando ti serve..., pillole di indecenza...

Il video


La Playlist


Luigi Iovino, VIVA LA LIBERTA', SEMPRE!!!

PS - A chi servono queste Istituzioni e questa giustizia?
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