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RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,199
COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO DI FERRARA DEL GIORNO 15 MAGGIO 2010:

LA FIRMA DI TAGLIANI E’ UNA MARCHETTA


Tagliani firma il referendum di Idv perché deve pagare il conto all’alleato che lo sostiene in consiglio comunale ed in giunta. Le motivazioni che porta a sostegno della sua scelta obbligata sono risibili. Vediamone solo tre.

1. Tagliani: ”Se ci sono infatti buoni esempi, come il CADF nostro, ce ne sono a decine di disastrosi: gestioni clientelari, reti colabrodo, acque che pur scendendo dai monti della Sila sforano parametri di legge che vengono perciò alzati con decreto “potabilizzando” in via amministrativa, altro che PTOA!”
A parte l’uso dell’acronimo errato (PTOA invece di PFOA), è stucchevole la banalizzazione che il sindaco fa del rischio di contaminazione da parte di nuove molecole industriali, pericolose per la salute umana (cancerogene ed interferenti con il sistema immunitario), che sono state riscontrate nell’acqua potabile, proprio a seguito della battaglia di Ppf. Segnalo al riguardo che la seconda analisi del PFOA nell’acqua potabile rileva un valore più elevato del primo riscontrato dall’Asl (15,3 ng/l contro 14,5 ng/l, +5,5%). Inoltre il buon servizio idrico assicurato dal CADF, azienda a capitale interamente pubblico, sta a dimostrare che quel modello può funzionare bene. Il Comune dovrebbe preferirlo all’attuale (Hera, società mista pubblico-privato), che ha il difetto di prelevare quattrini dalle tasche dei cittadini, per distribuirli ai soci privati. E guarda caso la holding bolognese fa grandi profitti proprio con acqua e rifiuti, mercati monopolistici e protetti, mentre non brilla con gas ed energia, mercati aperti alla concorrenza.

2. Tagliani: “I problemi sul tavolo sono drammaticamente evidenti: enti locali prosciugati, tasche vuote dei cittadini (non tutti!), esigenza di investimenti crescenti, in assenza di finanziamenti dallo Stato.”
Giustissimo sindaco! Perché allora svendere le reti del gas, in cambio di azioni e non di contanti? Perché acquistare l’area inquinata ex Camilli, permutandola con un’area che poteva essere venduta sul mercato? Perché acquistare 5 milioni di euro di uffici dall’ex Eridania? Perché non vendere le azioni Hera? Perché spendere 50 mila euro per incentivare Tortora ad andare in pensione e per aumentare lo stipendio alla sua portavoce? Dov’è il rigore finanziario del Comune, tanto necessario quanto disatteso?

3. Tagliani: “non mi convincono i referendum proposti dai Forum e dai Grillini che, ignorando completamente i vincoli di bilancio degli Enti Locali, ai piedi delle amministrazioni vorrebbero legare una palla diversa: l’obbligo non più la possibilità della gestione pubblica, e poco importa se non sarà finanziariamente possibile, tecnicamente un disastro; quel che conta è “l’idea” e con l’idea prende forma l’equivoco: l’acqua pubblica non si paga.”.
Chi ha mai parlato di acqua gratis, sindaco? E’ davvero indispensabile l’uso della menzogna quando si è a corto di argomenti? E poi Tagliani e Marattin dovreste smetterla con la bufala che se non si ricorre ai privati, non ci sono i soldi per fare gli investimenti. Nella tariffa che paghiamo ad Hera nel 2010, c’è il ricarico del 7% (scusate se è poco!) per la remunerazione del capitale investito (3,2 milioni), oltre al 4% degli investimenti per l’ammortamento (6,3 milioni). In totale 9,5 milioni che Hera intasca mediamente ogni anno, oltre ai costi di gestione. Dunque gli investimenti li pagano i cittadini (come è ovvio). Qualsiasi società interamente pubblica, a queste condizioni, potrebbe fare gli investimenti che fa Hera. E forse ne farebbe di più.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ppf
Movimento 5 stelle Emilia Romagna

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,202
COMUNICATI STAMPA DEL GRUPPO DI FERRARA DEL GIORNO 18 MAGGIO 2010:


ACQUA PUBBLICA PER PPF, PRIVATA PER IL PD

Con riferimento all’articolo pubblicato oggi dal Carlino, intitolato “Tagliani paga il suo debito all’Italia dei Valori” nel quale si legge <<Dal Partito Democratico, per ora, solo una sottolineatura sottile; oggi Progetto per Ferrara sostiene a spada tratta il referendum del Comitato Acqua Pubblica, di contrasto alla privatizzazione. Nel programma elettorale delle amministrative, però, la lista civica proponeva «la competizione tra soggetti pubblici e privati nell’affidamento dei servizi», senza fare distinguo per quello idrico. Anche se la ‘governance’ avrebbe dovuto essere lasciata in mano al Comune>>, si chiede cortesemente la pubblicazione della seguente replica.

Il programma Ppf pubblicato nel sito www.progettoperferrara.org è necessariamente una sintesi della visione politica del nostro movimento. Il documento integrale allegato recita infatti: “Acqua bene comune, no a privatizzazione, stop alle perdite acquedotti.”

Ppf aveva poi chiaramente dichiarato in campagna elettorale la propria posizione a favore dell’acqua pubblica. Lo aveva fatto nel pieghevole allegato, spedito prima delle elezioni a tutte le famiglie ferraresi, e nel corso dell’incontro con i candidati sindaci organizzato dal Comitato per l’acqua pubblica il 3.6.09 presso la sala San Francesco.

In quell’occasione (il coordinatore Davide Scaglianti conserva certamente il file excel proiettato da Marzia Marchi, contenente le risposte dei candidati) Valentino Tavolazzi, candidato Ppf, ribadì la netta posizione a favore dell’acqua quale bene comune privo di rilevanza economica, e della gestione pubblica del ciclo idrico integrato. Se non ricordo male Tiziano Tagliani e Giorgio Dragotto cantarono all’unisono a favore della sua privatizzazione.

Infine nello statuto di Ppf si legge “L’Associazione ritiene che i beni comuni (acqua, energia, parte del territorio) siano di proprietà collettiva e che il cittadino, da cliente, torni ad essere utente.”

Come era già successo nel caso dei contratti di servizio Hera, attribuiti dal Pd al sottoscritto (che li aveva contestati), invece che all’allora vice sindaco Tiziano Tagliani (che li aveva gestiti con Chiarini e firmati), il partitone viene di nuovo colto nel tentativo di far circolare menzogne al fine di supplire alla carenza di idee e progetti.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ppf
Movimento 5 Stelle Emilia Romagna







Posizione Ppf nella tavola rotonda per l’acqua pubblica del 3.6.09

Successo di pubblico e di attenzione per la tavola rotonda “L’acqua del sindaco”, organizzata mercoledì sera nella sala San Francesco dal Comitato locale acqua pubblica.
Progetto per Ferrara, rappresentato da Valentino Tavolazzi, ha esposto le proprie posizioni in merito al laboratorio analisi di Pontelagoscuro, alla rilevanza economica del servizio integrato dell’acqua ed all’ipotesi di scorporo del medesimo, affidandolo ad una azienda di diritto pubblico.
Riguardo al laboratorio Tavolazzi ha spiegato che lo scorporo di quell’attività, fondamentale per garantire la qualità dell’acqua, non comporta particolari difficoltà organizzative né finanziarie.
Non ha senso spostare lo strumento di controllo dall’impianto di potabilizzazione, a meno che Hera non abbia obiettivi di carattere economico (abbattimento dei costi di gestione).
Ma in tal caso la multiutility dovrebbe spiegare come impiega ogni anno gli utili realizzati con la gestione dell’acqua (margine lordo operativo 2008 pari a 130 milioni di euro, 28,4% sui ricavi), che insieme a quelli realizzati con la gestione dei rifiuti (186 milioni, 29,5%) costituiscono oltre la metà del MOL totale della holding, mentre gas ed energia realizzano margini lordi rispettivamente pari a 11,3% e 3,3%.
Se i profitti nella gestione dell’acqua sono alti è evidente che le tariffe sono eccessive. Hera inoltre dovrebbe spiegare perché a fronte di 130 milioni di margine lordo, investe mediamente solo 10 milioni l’anno nelle reti e negli impianti. Oltretutto in presenza di due gravi problemi nella rete acquedottistica ferrarese: tubi in cemento amianto e perdite di acqua potabilizzata pari al 30% di quella immessa in rete (10 milioni di metri cubi su 30 immessi). Essi richiederebbero investimenti più massicci, peraltro sostenibili dagli alti profitti realizzati.
Riguardo alla valenza economica del ciclo dell’acqua, Tavolazzi ha dichiarato che anche in assenza di norme nazionali (la finanziaria 2002 aveva stabilito che un apposito regolamento, mai uscito, avrebbe definito quali servizi siano industriali, quindi a valenza economica, e quali no), i Comuni possono, nella loro autonomia in materia, stabilire la valenza non economica del servizio pubblico dell’acqua. E Ppf è pronto a farlo subito.
Sullo scorporo infine Tavolazzi ha spiegato la difficoltà a realizzarlo, a causa dei numerosi balzelli, vincoli e clausole capestro a favore di Hera (concessione del servizio fino al 2004, affitto di ramo di azienda, Acosea impianti, fino al 2013), contenuti nei vari passaggi societari (scissioni, scorpori, fusioni, contratti, patti parasociali), realizzati tra il 2003 ed il 2005 dalla giunta di cui Tagliani era vicesindaco con delega alle aziende.
E’ necessario avviare subito un negoziato con Hera, per definire la scissione del servizio idrico integrato, rivedere i contratti di servizio ed il metodo di determinazione delle tariffe. Valentino Tavolazzi ha preso l’impegno di procedere in tal senso immediatamente, se sarà eletto sindaco. In ogni caso opererà in consiglio comunale, insieme al gruppo Ppf, per realizzare tali obiettivi.

Pubblicato da Estense.com il 4.6.09
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,203
Articolo dell'agenzia DIRE del 17 Maggio 2010

(ER) HERA. FAVIA: LE INDAGINI CONFERMANO LE NOSTRE CRITICHE
"CURIOSO CHE SI INDICHI AZIENDA IN GARA, NEL PUBBLICO NON SI PUÒ"


Il Movimento a cinque stelle torna a contestare Hera. A prendere la parola e' il consigliere regionale Giovanni Favia, alla luce delle vicende giudiziarie che vedono nel mirino della Procura di Bologna cinque presunti appalti 'truccati' oltre che una segnalazione tardiva su rifiuti tossici emersi durante uno scavo. "Quello che e' avvenuto- sostiene Favia- conferma le preoccupazioni e le critiche del Movimento a cinque stelle al sistema Hera e piu' in generale alle societa' a capitale pubblico, che alla fine servono a creare delle aziende che lavorano in funzione pubblica ma che si muovono con eccessiva disinvoltura e che sono difficilmente controllabili dall'azione ispettiva".
Favia si concentra in particolare su un aspetto emerso nell'indagine. "E' curioso che nelle gare ci fosse sempre un'azienda consigliata ed e' altrettanto curioso che quest'azienda nell'80-90% dei casi fosse quella che poi si aggiudicava la gara", dice il grillino riferendosi a quanto emerse dallo screening della Guardia di finanza. Ovvero il fatto che, in 93 gare su 131, l'azienda indicata dagli uffici tecnici di Hera nell'avviare la procedura di gara fosse poi anche la vincitrice delll'appalto.
"Questo non avviene nelle gare che organizza una pubblica amministrazione- incalza Favia- il servizio che offre Hera e' di fatto un servizio pubblico e dovrebbe osservare le stesse norme previste per il controllo e la trasparenza". Infine, sui rifiuti tossici segnalati tardivamente (e secondo la Procura alterando la data per coprire il consapevole ritardo), dice: "Dopo l'affaire Cosentino- conclude Favia- ecco il ritrovamento dei rifiuti tossici con data truccata e l'avviso di fine indagine che ne consegue. Hera ne esce sempre peggio, seguiremo gli sviluppi con attenzione".




RASSEGNA STAMPA DEL 18 MAGGIO 2010 DELL'ASSEMBLEA REGIONALE:
http://files.meetup.com/206830/rassegna%20stampa%20regione%20del%2018%2005%2010.pdf­
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,204
Articolo del giornale on line "Il Bologna" del 18 Maggio 2010 sull'intervista a Segrè che parla, anche, si noi:

http://files.meetup.com/206830/Il%20Bologna%20del%2018%2005%2010%20SEGRE%27%20PARLA%20DI%20NOI.pdf­
Federico M.
user 3212839
San Lazzaro di Savena, BO
Post #: 178

Da: Giovanni Favia

a: Organi di informazione

n° pagg. (questa inclusa): 1

data: 18 maggio 2010

Movimento Cinque Stelle
Gruppo assembleare Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro 50, 40127 Bologna


COMUNICATO STAMPA

FAVIA (Movimento Cinque Stelle): OFFICINA GRANDI RIPARAZIONI DI BOLOGNA, OVVERO, COME BARATTARE SICUREZZA DEI TRASPORTI E CENTINAIA DI POSTI DI LAVORO QUALIFICATI CON L’ENNESIMA SPECULAZIONE IMMOBILIARE



Nella scelta di Trenitalia di chiudere l’OGR non riusciamo a leggere alcuna motivazione industriale o propositi di razionalizzazione. Nell’Officina di Bologna si opera la manutenzione di ETR e treni regionali, entrambi settori strategici e in crescita per il trasporto ferroviario. Si rischia, con il loro spostamento in altre sedi, la dispersione di personale qualificatissimo e la successiva esternalizzazione, nonché di creare un danno per la sicurezza dei passeggeri e di noi tutti. Il disastro di Livorno dovrebbe farci guardare con altri occhi all’officina bolognese dove vengono utilizzati macchinari unici in Italia, come quelli per la manutenzione dei carrelli. In tutto questo non si capisce il ruolo della Regione che, quale contraente di Trenitalia per il trasporto regionale e acquirente di nuovi mezzi leggeri da utilizzare per il trasporto regionale, dovrebbe opporsi in maniera netta e decisa a questa scelta. A meno che non si preferisca l’ennesima succulenta speculazione immobiliare su un’area 120.000 metri quadrati.



Giovanni Favia

Gruppo Movimento Cinque Stelle
Assemblea Legislativa
Regione Emilia-Romagna
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,208
Da il giornale on line "Il Bologna" del 19 Maggio 2010 relativo al PD che ci copia il "brand":

Sulla "sveglia" 5 stelle furiose:

Ci hanno copiato il brand! Il Movimento Grillo se la prende per quello Sveglia! davanti allo slogan per l'allentamento del patto di stabilità usato in piazza. Il Pd minimizza. Non c'è dubbio alcuno: la politica debba darsi una sveglia...
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,209
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,211
In relazione all'articolo relativo al nostro comunicato su HERA pubblicato il 17 Maggio 2010, (è stato, praticamente, ignorato dai giornali; è uscito qualcosina sul Corriere di Bologna e sulla voce di Romagna):

Articolo dell'agenzia DIRE del 17 Maggio 2010

(ER) HERA. FAVIA: LE INDAGINI CONFERMANO LE NOSTRE CRITICHE
"CURIOSO CHE SI INDICHI AZIENDA IN GARA, NEL PUBBLICO NON SI PUÒ"


Vi segnalo il Comunicato on line del 19 Maggio con delle news sull'argomento:

Oggetto: FUNZIONARI HERA AD UN PASSO DAL PROCESSO
Ieri ho fatto uscire un lancio d'agenzia in merito alla conclusione delle indagini che riguardano HERA. Il quadro che ne è esce è allarmante, gli indagati a quanto pare saranno tutti rinviati a giudizio e sono uscite intercettazioni (che con la proposta di legge del governo sulle intercettazioni sarebbero state impossibili) dove l'abuso d'ufficio è inequivocabile, funzionari che aprivano prima le buste e le leggevano alle aziende concorrenti.... (senza parlare del taroccamento del rinvenimento di rifiuti tossici altra bella inchiesta).
HERA è la più grossa società partecipata di questa regione e gestisce di fatto dei servizi che sono pubblici (anche se gli avvocati degli indagati sostengono che non ci può essere turbativa d'asta perchè l'azienda è in realtà privata!!!!!!).
A former member
Post #: 453
Metropolitana, piovono le critiche
19 mag. - Modificare il progetto del metrò di Bologna portandone “il percorso in superficie e diminuendo così fortemente sia la spesa prevista che i tempi di realizzazione”. Lo chiede un appello della Rete Ecologista Bolognese firmato da una serie di personalità tra cui l’urbanista ed ex assessore di Bologna Giuseppe Campos Venuti. L’appello è indirizzato al Commissario Anna Maria Cancellieri e ha raccolto adesioni inaspettate anche da diversi esponenti del Partito Democratico.

“Dato il rapporto di circa 6 a 1 fra i costi della soluzione in tunnel e di quella in superficie - recita l’appello inviato per conoscenza anche a Vasco Errani e Beatrice Draghetti - parte della differenza si potrebbe utilizzare per prolungare il percorso a nord-est fino al Caab-Pilastro e a nord fino a Corticella, risolvendo l’annoso problema del quadrante e del suo futuro sviluppo”.

La questione degli ingenti costi di un progetto che, secondo gli estensori dell’appello, presenta uno “svantaggioso rapporto costi-benefici” e la “mancanza di una domanda adeguata”, è stata sollevata oggi anche da Paolo Natali, ex presidente della commissione Mobilità di Palazzo D’Accursio. Per Natali il metrò sarebbe un “sacrificio troppo forte” e si potrebbe rinunciarvi ma a patto che “i finanziamenti rimangano comunque nell’ambito della mobilità”. Stesso parere quello dell’ex assessore regionale alle attività produttive e allo sviluppo economico Duccio Campagnoli che ha chiesto di usare quei fondi per “scelte che forse sono più prioritarie ed importanti“. E in piena campagna per la segreteria provinciale del Pd, si sono accodati alle critiche anche Piergiorgio Licciardello, concorrente di Donini alla segreteria, e Andrea De Pasquale dei “400 autoconvocati” che ha firmato direttamente l’appello della rete ecologista. Licciardello in particolare ha chiesto che, “prima di mettere mano allo scavo”, ci si assicuri “che la linea intercetti una domanda reale e si possa arrivare in fondo al progetto” senza “generare negli anni una perdita di esercizio costante nei bilanci locali”.

I fondi per la metropolitana sono però vincolati al progetto già presentato e, per mantenere i finanziamenti deliberati del Cipe, è necessario passare per un decreto governativo niente affatto scontato.

E intanto i grillini bolognesi che si sono sempre detti contrari alla metropolitana così come al Civis accolgono a braccia aperte la marcia indietro di Campagnoli e compagni. “Meglio tardi che mai - ha detto il neo consigliere regionale Giovanni Favia - vista la situazione dei conti pubblici non è di buon senso investire sul metrò”.
http://radio.rcdc.it/...­
A former member
Post #: 454
L'ultima beffa della Maddalena: i soldi del Sulcis vanno alla regata vip
Aprono le strutture costruite a tempo di record e poi abbandonate dopo il trasloco del G8. Ma per finanziare l'evento la Regione ha dovuto ricorrere ai soldi destinati alla zona depressa


LA MADDALENA - Saranno i soldi sottratti al Sulcis, una delle zone più depresse della Sardegna, a far disputare le regate del Louis Vuitton Trophy alla Maddalena. È l'ultima beffa che va in scena sull'isola, già messa a dura prova dallo scandalo G8 e dall'abbandono delle strutture costruite per ospitare i Grandi della terra. E non è la sola: mentre gli edifici dell'ex Arsenale vengono tirati a lucido per l'evento in programma da sabato al 6 giugno, a poche centinaia di metri un'altra eredità del mancato G8 langue nella desolazione. È l'albergo a cinque stelle realizzato nell'ex ospedale militare, ancora abbandonato a se stesso e circondato da erbacce.

Era il 28 gennaio, quando Repubblica raccontò con un'inchiesta il flop della Maddalena post G8 (trasferito all'Aquila), gli sprechi, lo stato di degrado e di abbandono delle strutture. Da allora a oggi molto è successo. Gli arresti, l'avviso di garanzia a Bertolaso, gli interventi a gamba tesa della Corte dei conti secondo la quale una gara di vela non può essere considerata un'emergenza e un grande evento e dunque non può essere affidata alla Protezione civile. E così, su disposizione del governo, l'organizzazione della Louis Vuitton è passata alla Regione. Fuori Bertolaso, dentro Ugo Cappellacci, il giovane governatore berlusconiano.

Svolta automatica anche nella gestione economica. Perché uno dei problemi più difficili da risolvere è stato quello dei finanziamenti. Il costo della manifestazione, secondo il preventivo originale, era di 4 milioni di euro. Di questi - diceva l'ordinanza firmata dal premier Berlusconi - 3 milioni e 750mila li avrebbe messi lo Stato attraverso il fondo della Protezione civile "appositamente integrato dal ministero dell'Economia e delle Finanze", mentre i restanti 250mila li avrebbe sborsati la Regione Sardegna.


Poi è arrivata la Corte dei conti: una regata non è una catastrofe. I magistrati contabili hanno tagliato di 2 milioni e 300mila euro il contributo statale all'evento, ingarbugliando i piani del governo. Che per rispettare gli impegni presi ha dovuto escogitare un sistema che adesso non mancherà di causare polemiche: i soldi che servono - ha stabilito Berlusconi - verranno presi in "prestito" da quelli riservati alla bonifica del Sulcis, una delle zone più depresse della Sardegna, per la quale esiste un fondo pluriennale finanziato principalmente dall'Europa (ma anche dallo Stato italiano e dalla Sardegna) di oltre 20 milioni di euro.
http://www.repubblica...­
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