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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Rassegna stampa - Parlano di noi › RASSEGNA STAMPA: NOSTRI

RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,755
COMUNICATO STAMPA del giorno 11 febbraio 2011 (scusate mi era scappato confused)


Nucleare, Defranceschi: “Basta coi deliri, il futuro è altrove. E dal 1987”

“Assistiamo all'uscita di notizie deliranti sul nucleare, da parte di un Preside dell'Università più antica e rinomata d'Europa, e di un assessore regionale. E francamente non ci spieghiamo come entrambi possano rincorrere la follia di una strada che 24 anni fa gli italiani hanno già bocciato. E che rappresenta l'esclusiva volontà di un governo in agonia”. È il parere del Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, Andrea Defranceschi, sulle notizie dell'istituzione di una Commissione regionale per il nucleare e di un apprezzamento del numero uno di Ingegneria per questa fonte di energia. “E' da irresponsabili – attacca Defranceschi – che nei giorni dell'orientamento universitario un preside illuda degli studenti con ipotesi di lavoro futuro su un'energia ormai morta e superata”. Mentre “dovrebbe indirizzare i giovani alle energie rinnovabili come quella solare e l'eolico, e al recupero energetico degli edifici”. Per quanto riguarda la scelta di viale Aldo Moro, poi, dice ironico il Capogruppo, “caschiamo dalle nuvole: la Giunta, sempre pronta a negare commissioni d'inchiesta su casi ben più urgenti quali “Terremerse” o i recenti decessi sospetti in ospedali bolognesi, motivando i suoi no con ragioni di contenimento economico, ha detto subito sì all'istituzione di un gruppo di lavoro su nucleare e rifiuti radioattivi”. Motivo? “Informare i cittadini. Ma gli emiliano-romagnoli non hanno nessuna voglia di essere informati su argomenti cui hanno detto il loro chiaro no nel 1987. Se ne facciano tutti una ragione”.


Andrea Defranceschi
Capogruppo Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna
Assemblea legislativa regionale

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,762
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 25 febbraio 2011 sulla serata di mercoledì a Castenaso:

CASTENASO Rapporto choc dell’oncologa Patrizia Gentilini al teatro Italia
«DAGLI INCENERITORI ESCE VELENO»
Tumori in aumento, colpiti soprattutto i bambini

(G. F.) Mercoledì era già passata la mezzanotte quando nel teatro Italia, pieno come uovo, ha poi preso la parola il sindaco di Castenaso Stefano Sermenghi spesso applaudito. «Ho apprezzato questa iniziativa e vedo tanta gente che non è di Castenaso. Grazie ha chi l’ha organizzata e invito tutti a ritrovarci qui appena saranno disponibili i risultati del Moniter (Monitoraggio inceneritori territorio Emilia-Romagna, ndr) per valutarli assieme. Viviamo vicino al termovalorizzatore del Frullo e anch’io vorrei sapere se ciò che esce è pericoloso oppure no perché ricade su Castenaso, Marano e Villanova. Nella raccolta differenziata siamo al 47%, è poco ma almeno non finisce all’inceneritore».
E dopo aver ascoltato la relazione dell’oncologa Patrizia Gentilini molti andranno ad acquistare maschere antigas. Sono stati infatti resi noti rilevamenti epidemiologici e monitoraggi sulle emissioni, in Italia e all’estero, con dati da far venire i brividi. Ha esordito con un filmato dove emerge che tutti si è colpiti da malattie legate a fattori ambientali e che i più a rischio sono i bambini.
«Gli inceneritori – ha detto l’oncologa – mandano in atmosfera sostanze nocive: acidi, diossine, metalli pesanti, ossidi e polveri, con effetti cancerogeni e alterazioni ormonali. L’incremento annuo di cancro nell’infanzia è, in Italia, del 2% contro l’1,1 in Europa; ed è del 3,2% all’anno nei bimbi fino a 12 mesi. Che ci siano pure filtri ma quello che esce dal Frullo, bruciando 200mila tonnellate di rifiuti l’anno – ha avvertito – la Gentilini –, non è un toccasana ma veleno. Gli inceneritori, infine, non favoriscono la raccolta differenziata perché quando ci sono devono bruciare rifiuti».
Bocciatura degli inceneritori anche da Carla Poli, direttrice del centro di riciclo di Vedelago (Treviso), che propone la raccolta differenziata del 100% col porta a porta e l’eliminazione di cassonetti e campane sulle strade.
«Tutto è riciclabile per farne di nuovo materie prime; basta trovare la maniera». Lo ha detto la Poli che ha creato aziende «che grazie a un brevetto recuperano materiali, considerati non riciclabili, per creare nuovi oggetti. L’occasione per creare migliaia di nuovi posti di lavoro». Molti applausi, le domande e le risposte, anche da parte di Giovanni Favia consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,764
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 25 febbraio 2011 sul conflitto di interesse di Aldrovandi a candidarsi sindaco visto che il candidato civico è titolare di un’azienda che riceve appalti pubblici:

Il grillino Favia “avvisa” l’imprenditore: non può fare il sindaco per un conflitto di interesse
«SI RITIRI O CI SARA' UN DELBONO BIS»
Cevenini si scaglia contro chi «offre» veleni: non è democrazia

C’è il patto del silenzio, ma se ne parla...eccome se se ne parla. L’audizione di Stefano Aldrovandi da parte della Digos fa rumore tanto che il consigliere regionale dei grillini Giovanni Favia evoca un nuovo caso Delbono e invita l’imprenditore a ritirarsi dalla corsa a sindaco. A preoccupare Favia è soprattutto il conflitto di interesse visto che il candidato civico è titolare di un’azienda che riceve appalti pubblici. Una condizione che lo stesso Aldrovandi, attaccato anche dal centrodestra, ha minimizzato e si è impegnato ad azzerare nel caso fosse eletto. Ma per Favia non basta: «Le sue situazioni di incompatibilità sono troppe - ha attaccato - Sappiamo che in Italia il "conflitto di interessi” non scandalizza più nessuno, ma vogliamo che la gente torni ad indignarsi di fronte a questi uomini “per tutte le stagioni”, pronti a cambiarsi d’abito e di ruolo con una leggerezza invidiabile». Dunque, è la conclusione di Favia, «se Aldrovandi persisterà nella sua idea di candidarsi, temo che la città si ritroverà presto di fronte ad una situazione analoga a quella del 2009 con dossier scottanti sui suoi affari. I bolognesi non si possono permettere il rischio di un nuovo Caso Delbono...».
Maurizio Cevenini, invece, si scaglia contro chi rimesta nel torbido: «Offrire un dossier ad un candidato sindaco non è democrazia», dice riferendosi alla persona che ha contattato Aldrovandi per parlare del dossier anti Merola. L'augurio di Cevenini è quello di «tornare presto a parlare dei temi per la città». Poi aggiunge: «Chi ha denunce da fare, le faccia alla luce del sole. Mettere a disposizione di un candidato dei fatti per la campagna politica contro un altro candidato, questa non è democrazia». Quanto al suo personale impegno nella corsa a Palazzo D'Accursio, Cevenini resta vago e passa la palla al Pd. «Io sento tutta la responsabilità di aver interrotto il percorso della mia candidatura - spiega il consigliere regionale - e sono a disposizione del partito e della città. Questo non vuol dire fare il capolista, ma l'impegno si può portare avanti anche facendo semplicemente il candidato per il Consiglio comunale o facendo una bella campagna elettorale. Sarà il Pd a decidere», conclude Cevenini.

IN CONFLITTO
Per Giovanni Favia il conflitto di interesse di Stefano Aldrovandi non gli consentirebbe di fare il sindaco: «Meglio se si ritira, altrimenti ci sarà un nuovo caso Delbono».





Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 25 febbraio 2011 sul conflitto di interesse di Aldrovandi a candidarsi sindaco visto che il candidato civico è titolare di un’azienda che riceve appalti pubblici:

I GRILLINI ALL'ATTACCO DELL'EX MANAGER DI HERA. "MEGLIO CHE SI RITIRI, O SARA' UN DEL BONO-BIS"
"Lo marcheremo a uomo, gli faremo i conti in tasca spicciolo per spicciolo", è l'avvertimento di Giovanni Favia

"Stefano Aldrovandi lo marcheremo a uomo, gli faremo i conti in tasca, spicciolo per spicciolo. Abbiamo già cominciato le nostre ricerche, a partire dalle visure camerali". I "grillini" dichiarano guerra al candidato civico Stefano Aldrovandi - che ha messo su Internet le proprie attività - dopo che il tema del conflitto d'interessi è stato sollevato da Alfredo Cazzola e letto anche dal Pdl come un "problema che merita di essere approfondito". Le attività dell'azienda Busi Impianti, il colosso dell'impiantistica che fa riferimento ad Aldrovandi, sono troppo ramificate ed estese secondo i "grillini" per non coinvolgere un'eventuale carica pubblica del manager. La questione per Giovanni Favia è molto seria: il consigliere regionale eletto con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo evoca addirittura il caso dell'ex sindaco: "La città non può permettersi un nuovo caso Delbono".
Così in un crescente clima di veleni, tra dossier e inchieste partite ancora prima della campagna elettorale vera e propria, Favia chiede che l'ex ad di Hera saluti senza aspettare il fischio d'inizio. "Sarebbe opportuno che si ritirasse dalla corsa a sindaco - dice il grillino - le situazioni di incompatibilità sono troppe". L'imprenditore ha già dichiarato che se vincesse le elezioni le aziende sceglierebbero l'opzione zero: "Se diventerò sindaco mi impegnerò a non far lavorare le mie imprese con il Comune". "L'incompatibilità è solo per le cariche esecutive - specifica Aldrovandi - io non ne ho". Ma a Favia e ai ragazzi che col candidato Massimo Bugani preparano la campagna elettorale per le amministrative, non basta. "Il sindaco ha voce in capitolo nella scelta dei vertici di Hera, poi Hera sceglie a chi far installare degli impianti solari magari fuori Bologna - spiega Favia - in ogni caso non basta evitare il bacino di Bologna, in un caso come questo il giro d'affari è troppo ampio e ce ne sono già tante di persone che mescolano affari e politica. Niente di illecito, ma una enorme questione di opportunità".
Per cui anche i "grillini" sono pronti a preparare il loro dossier, in questo caso tutto incentrato sulle attività economiche del candidato. "Noi sappiamo solo quello che ci dice lui delle sue aziende e dei suoi interessi, invece vogliamo vederci chiaro, sapere tutto quello che c'è da sapere - dice il consigliere - ne abbiamo abbastanza di poteri forti, perché il nesso da sconfiggere è quello, in politica vogliamo persone normali". Paradossalmente, il movimento nato per celebrare il funerale dei partiti, a Bologna preferirebbe una gara tra giovani rappresentanti delle sigle politiche. "Preferisco un giovane rappresentante del Pdl da opporre al nostro giovane cittadino Bugani - spiega il "grillino" - perché non c'è niente di meno civico che andare a pescare tra personalità conosciute proprio per la grande mole di interessi e affari in città. Il 99% dei bolognesi potrebbe candidarsi a sindaco senza questo genere di problemi".
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,765
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 25 febbraio 2011 sull' affittopoli bolognese ed i nostri dubbi, l'inchiesta "case popolari" continua:

Il presidente dell’Asp Poveri Vergognosi: finora nessuno ha chiesto la lista
«PRONTO A DARE TUTTI I NOMI»
Affitti e polemiche: nessun caso Trivulzio, siamo a posto

La casa brucia. A sentire alcuni esponenti del Pdl o dei grillini, il nuovo scandalo potrebbe scoppiare proprio sulla casa.
Michele Facci, ex consigliere comunale del Pdl, arriva quasi a giustificare il “corvo” che fa emergere, parole sue, «le clientele di tipo mafioso della sinistra».
Andrea De Franceschi, consigliere regionale della lista Grillo, si chiede se dietro gli affitti delle Asp non si nasconda un nuovo caso simile a quello del Trivulzio di Milano.
La temperatura è alta e i dossier in circolazione, che battono principalmente sul tema case popolari, non contribuiscono a spegnere le fiamme. Paolo Ceccardi, presidente dell’Asp Poveri Vergognosi, non sembra però sui carboni ardenti. Anzi, «siamo tranquilli». A mezzogiorno di ieri ha consultato un parere del garante della privacy, «era per il Trivulzio, ma è valido anche per noi», che dà il via libera alla diffusione degli elenchi degli appartamenti con i nomi degli affittuari. «Sono pronto a fornire gli elenchi alla mia proprietà - puntualizza Ceccardi - ma ci deve essere una richiesta formale. Alle 17 di oggi (ieri per chi legge, ndr) non ho ancora ricevuto nessuna richiesta da Comune o Provincia». Qualche dubbio sulla diffusione dei nomi Ceccardi l’aveva avuto fino a mezzogiorno di ieri, poi quel parere che “attenua” il diritto alla privacy. «Appena me li chiedono li fornirò, completi di tutto. Quel parere chiarisce anche che in quel caso l’eventuale violazione della privacy non è dell’Asp Poveri Vergognosi ma di chi diffonde quei dati al pubblico». Potrebbero essere consiglieri provinciali, assessori, sub commissari etc... Il presidente è comunque tranquillo su come viene gestito il patrimonio, «nel pieno rispetto dello statuto». I Poveri Vergognosi hanno 340 appartamenti tra Bologna e Provincia. «Per Statuto dobbiamo ricavare il massimo, soldi che investiamo per la nostra attività». Il meccanismo è questo: si fa un bando, l’alloggio viene aggiudicato al miglior offerente che deve avere un reddito di almeno il triplo rispetto all’affitto da pagare. Viene applicato il canone concordato che consente di avere sgravi fiscali. Dunque in via Marsala aspettano solo la richiesta scritta, poi si potrà verificare chi abita in quegli appartamenti e quanto paga.
La questione casa tiene comunque banco. Il segretario del Sunia Mauro Colombarini chiede che sia fatta chiarezza al più presto sull’Acer presa di mira dal corvo. Mentre sugli effetti dei dossier si sono interrogati, ai microfoni di È-Tv, Michele Facci del Pdl e Manes Bernardini della Lega Nord. «Non so quale sarò la portata effettiva dei dossier - afferma Facci - ma c’è un sistema di potere che sta implodendo», ci sono «delle verità che piano piano vengono accertate. Tocca alla magistratura indagare e non alla politica dare giudizi». Ma tutto questo, per Facci, dimostra «la necessità di cambiare marcia perchè la cappa di potere che opprime la città da decenni non è più in grado di amministrare. Questi sono veleni frutto della malapolitica». Bernardini obietta che il sistema delle lettere anonime, un sistema mafioso lo definisce, è da rigettare: meglio confrontarsi a viso aperto. Sulla questione è intervenuto il segretario del Pd Raffaele Donini, che ha stroncato Facci: «Le sue affermazioni sono vergognose, di uno squallore inaccettabile». (si.ra.)
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,766
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 25 febbraio 2011 sull'ennesima indagine demoscopica sul voto:

Staccati l’ex manager di Hera e il grillino Bugani Bologna Capitale Nel Pdl prende quota l’opzione Garagnani

La popolarità dei candidati a sindaco testata da Demoskopea: sono loro i più conosciuti
PRIMA MEROLA, POI C'E' CORTICELLI
Il 70% degli elettori conosce l’ex assessore, il 50% sa chi è il civico

Il più noto è Virginio Merola: sette persone su dieci interpellate da Demoskopea conoscono il candidato sindaco del centrosinistra. Al secondo posto, nella graduatoria della popolarità c’è Daniele Corticelli, aspirante primo cittadino alla testa di Bologna capitale: è conosciuto dal 52,2% dei bolognesi.
Dietro di lui l'altro civico Stefano Aldrovandi (lo conosce il 47,7% degli intervistati) e Massimo Bugani, candidato sindaco dei “grillini” (per lui il dato è del 18,2%). C’è anche un 18,5% che dice di non conoscere nessuno.
La classifica emerge da un sondaggio realizzato tra il 21 e il 22 febbraio su un campione rappresentativo di mille persone. E a rendere noti i dati è un comunicato di Bologna capitale. Al vertice c’è Merola, «forte del tam tam mediatico avuto durante le primarie». Per il democratico la percentuale è del 72,9%. Corticelli parla di «risultato positivo ed incoraggiante. È la dimostrazione che il civismo è un lavoro quotidiano inmezzo alle persone: ed è un lavoro che oggi, all'inizio di fatto della campagna elettorale, è conosciuto e riconosciuto dai bolognesi. Noi proseguiamo convinti in questa direzione: concretezza, progetti e contatto con i cittadini».
Nel sondaggio manca il candidato del centrodestra che si sta leccando le ferite dopo l’ennesimo no, quel del corteggiatissimo (dal Pdl) Bruno Filetti. Il centrodestra si è dato la scadenza dell’otto marzo per la presentazione del candidato e nel partito c’è molto dibattito se convergere su Aldrovandi o presentare un nome di bandiera. Dibattito che però Gianpaolo Bettamio, senatore e numero due del partito in Emilia-Romagna, vuole silenziare. «Chiunque faccia dichiarazioni, dirigenti o ex consiglieri comunali, parla a titolo personale. Anche io. Nessuno parla a nome del partito, almeno finchè il coordinamento cittadino non decide la linea». Poi avverte: «Quando si chiacchiera molto, di solito si pensa poco». Intanto prende quota l’ipotesi di candidare il parlamentare Fabio Garagnani, uno dei duri e puri del Pdl. Dopo Lorenzo Tomassini, anche Galeazzo Bignami si è detto pronto a sostenerlo.






Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna" del giorno 25 febbraio 2011 sull'ennesima indagine demoscopica sul voto:

CLASSIFICA NOTORIETA' DI DEMOSKOPEA: MEROLA DAVANTI A CORTICELLI E ALDROVANDI
Sette persone su dieci interpellate da Demoskopea conoscono l’ex assessore di Cofferati. Secondo posto per il leader di Bologna Capitale. Segue l'altro civico

Bologna, 24 febbraio 2011 - Il piu’ noto e’ Virginio Merola: sette persone su dieci interpellate da Demoskopea conoscono l’ex assessore di Sergio Cofferati e oggi candidato sindaco del centrosinistra. Al secondo posto, nella graduatoria della popolarita’ c’e’ Daniele Corticelli, aspirante primo cittadino alla testa di Bologna capitale: e’ conosciuto dal 52,2% dei bolognesi. Dietro di lui l’altro civico Stefano Aldrovandi (lo conosce il 47,7% degli intervistati) e Massimo Bugani, candidato sindaco dei ‘grillini’ (per lui il dato e’ del 18,2%). C’e’ anche un 18,5% che dice di non conoscere nessuno dei quattro nomi sondati.
La classifica emerge da un sondaggio realizzato tra il 21 e il 22 febbraio dall’Istituto di ricerca nazionale Demoskopea, su un campione rappresentativo di mille persone. E a rendere noti i dati e’ un comunicato di Bologna capitale che sottolinea: “Corticelli e’ piu’ popolare di Aldrovandi ma non solo: il candidato a sindaco di Bologna capitale si trova davanti anche a Massimo Bugani”. Al vertice c’e’ Merola, “forte del tam tam mediatico avuto durante le primarie”. Per il democratico la percentuale e’ del 72,9%. Corticelli parla di “risultato positivo ed incoraggiante. E’ la dimostrazione che il civismo e’ un lavoro quotidiano in mezzo alle persone: ed e’ un lavoro che oggi, all’inizio di fatto della campagna elettorale, e’ conosciuto e riconosciuto dai bolognesi. Noi proseguiamo convinti in questa direzione: concretezza, progetti e contatto con i cittadini”.
Il sondaggio Demoskopea e’ strutturato per genere, classi di eta’ e quartiere di residenza. E si scopre cosi’ che Merola e’ conosciuto piu’ tra gli uomini (sa chi e’ il 76,9% del campione) che tra le donne (69,6%). E lo stesso vale per gli altri candidati (Corticelli: 57% uomini e 48,2% donne; Aldrovandi: 53,3% e 43%; Bugani 18,9% e 17,6%).
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,768
Dal giornale blog d'informazione indipendente "WildItaly.net" del giorno 20 febbraio 2011 un'intervista a Max:

Comunali Bologna: intervista a Massimo Bugani, candidato sindaco del MoV 5 Stelle

“Cercano di oscurarci il più possibile”. Ed è proprio vero. Massimo Bugani, candidato a sindaco di Bologna per il MoVimento 5 Stelle concede una lunga intervista a WildItaly.net. Alle regionali presero il 7% come terzo partito più votato. Ora non li ascolta nessuno e nei grandi giornali di loro non ne vedi mai scritto. Eppure continuano a lavorare e a credere in quello che fanno e si candideranno alle comunali.

L’Emilia Romagna è sicuramente la regione dove il MoVimento ha avuto più successo, viste anche le ultime elezioni regionali che vi hanno eletto a terzo partito più votato con due consiglieri. Che cos’è per lei il MoVimento e in cosa vi differenziate dagli altri partiti?

«Mah, fondamentalmente crediamo di essere l’unico movimento radicato nel territorio che va veramente in contro al cittadino, nel senso che è un movimento che non è fatto da politici di mestiere, da persone che sognavano di fare questo tipo di lavoro o questa carriera. È composto da cittadini indignati che hanno preso la vita in mano e hanno deciso di mettersi questo elmetto in testa e di non delegare più a nessuno la gestione della cosa pubblica. In questo c’è la nostra unicità che sta dando dei frutti».

Beppe Grillo che figura rappresenta per il MoVimento?

«Prima di tutto, per coloro che entrano nel MoVimento, è la figura carismatica di riferimento che ha dato la possibilità a persone che sbattevano la testa contro il muro di avere una finestra sul mondo dell’informazione dalla quale poter parlare. Senz’altro è si il detonatore ma anche proprio quel mezzo di informazione alternativo che ha consentito a persone che non avrebbero avuto spazio da nessuna parte di poter far sentire la propria voce».

Quindi un testimonial, più che un leader?

«Sì sì, diciamo una cosa del genere. Poi ha il grande merito di aver pensato, di aver avuto questa idea e di averci provato. L’altro grande merito è quello di aver acquistato una credibilità in trent’anni di lavoro e di parole difficilmente contraddette da partiti politici o da altre persone. Tutte le sue denunce sono sempre andate a segno e quindi si è guadagnato una credibilità della quale poi si giova tutto il MoVimento».

Parlando più specificatamente della città di Bologna, questa è commissariata da poco più di un anno a causa dello scandalo Del Bono. Qualche settimana fa, su Repubblica, era uscito un dato che illustrava come con questo commissariamento siano stati risparmiati 1,5 milioni di euro senza politici. Nonostante questo sono stati fatti dei tagli abbastanza drastici. Secondo lei sarebbe quindi il caso di rivedere la spesa per la macchina politica?

«Senz’altro c’è stato un risparmio, anche perchè non c’era un consiglio: quindi non c’erano gli stipendi dei consiglieri, le decisioni le ha potute prendere (il commissario, ndr) in piena libertà senza doversi confrontare, come fanno normalmente i sindaci, con gli altri partiti e con l’opposizione; e quindi senza dover cedere ogni tanto a consulenze o a favori a questo o quell’altro partito. Si è potuta muovere (il commissario, ndr) con un pò più di libertà. Questo però non vuol dire che sia l’alternativa valida. Anzi, crediamo che per Bologna sia un’umiliazione enorme, una grande vergogna. L’alternativa più valida è iniziare a pagare di meno i dirigenti comunali, ridurre questi stipendi seriamente e non del 5%. Ridurre queste consulenze costosissime e lavorare seriamente sul territorio cercando di andare a fare quelle scelte razionali che ci possono consentire di risparmiare tanti soldi. Ne abbiamo segnalati tantissimi di sprechi, e non sono sprechi dettati dal fatto che c’era un consiglio comunale ed era questo ciò che li faceva spendere. Erano proprio scelte della giunta che andavano nella direzione di sperperare il denaro pubblico».

A proposito di tagli, quello che ha fatto più polemica in città è stato quello di 250 mila euro alle biblioteche. Crede sia il caso di risanare o magari di dare nuovi modi di incentivare la cultura, magri con le nuove tecnologie?

«Purtroppo infatti è stata colpita la cultura a livello di biblioteche, a livello di teatri, le scuole che comunque sono la base della formazione della cultura. Hanno subito dei tagli elementi fondamentali per il futuro di una società. Crediamo quindi che non si possano fare in questo modo e in questi settori i tagli. I soldi devono essere recuperati da altre realtà. Noi in questi anni e mesi abbiamo segnalato queste cose; non ultima, quella che ha fatto più scalpore, i 6,5 milioni di euro che Sacrati deve ancora al comune di Bologna. Insomma, prima di andare a chiedere sacrifici ai cittadini, chiudere le biblioteche e teatri, credo si debba far di tutto per recuperare quei soldi che spettano al comune».

Rimanendo nell’ambito dei soldi, c’è la questione Civis. Un progetto che ha uno stanziamento previsto di 182 milioni di euro. Voi vi siete battuti molto su questo, tanto è vero che vi siete incatenati davanti ai cantieri il primo giorno di lavori. Ci spiega di cosa si tratta e perchè siete contro?

«Noi abbiamo fatto questo gesto simbolico per arrivare ad avere un pochino di visibilità a livello di stampa e di media. Visto che da due anni diciamo le stesse cose e non ci veniva mai dato spazio siamo arrivati al gesto forte per provare a fare arrivare il nostro messaggio e fortunatamente è passato. Il discorso è che sono stati spesi – si parla di 180 milioni ma forse fra le modifiche, le penali e quant’altro si arriverà attorno ai 250 milioni – questi soldi per quello che non sarà nient’altro che un filobus. Perchè abbiamo già visto che ha tantissimi problemi strutturali e che per farlo funzionare senza problemi, senza pericoli e con la piena garanzia che gli autisti possano guidarlo in piena sicurezza, verrà trasformato in un normalissimo filobus. E noi abbiamo quindi costruito un impianto, distrutto le strade, creato disagi alla città ed ai commercianti e cittadini per fare qualcosa che non è assolutamente innovativo, ma qualcosa che avevamo già. Fare dei filobus ci sarebbe costato un decimo di quello che ci è costato il Civis. Attendiamo comunque che la magistratura e la procura si esprimano su queste possibili irregolarità e malfunzionamenti. Visto quanto sono andati avanti i lavori speriamo che si esprimano positivamente e che diano delle garanzie; poi vedremo quello che sarà. Senz’altro è una scelta folle, della quale dobbiamo ringraziare la giunta Guazzaloca – che come dico sempre è il padre biologico di questo mostro – e la giunta Cofferati che è il padre adottivo, visto che avevano la possibilità di fermare i lavori pagando un penale di qualche milione di euro, si parla di 20 milioni. Invece siamo andati avanti, abbiamo stuprato la città per avere un mezzo che non ha assolutamente niente di nuovo. Parlando con gli autisti dopo aver passato una giornata intera in ATC tre giorni fa, la cosa darebbe tantissimi problemi, non ultimo il fatto che stare sei ore di turno con le mani sospese attorno al volante crea un livello di stress enorme al guidatore».

(segue sotto...)
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,769
(...segue da sopra)

Io sono uno studente fuori sede e purtroppo, una delle prime cose che ho notato arrivando a Bologna, è la sporcizia in giro per le strade. Cosa proporrebbe lei nel caso venisse eletto?

«Senz’altro bisogna prima di tutto sensibilizzare il cittadino. Proporre dei corsi di formazione a partire dalle scuole, e quindi dai ragazzini più piccoli, perchè bisogna passare ad una educazione civile diversa e più sostenibile di quella di oggi. Secondo bisogna punire seriamente chi sporca. In questi giorni si parla anche dei writers e degli imbrattamenti sui muri: anche su questi temi bisogna essere intransigenti, multare e essere duri. La dove ci sono degli artisti che vogliono degli spazi è giusto che un comune trovi delle soluzioni per le aree più degradate per potere dare spazio a questi artisti dove possano trovare sfogo. Non ultimo il servizio di pulizia e di controllo deve cercare di essere sempre più efficiente. Avendo abitato per tanti anni in centro, tante volte rimanevo allibito a vedere il servizio di pulizia che si limitava a pulire le strade di notte facendo multe a chi non ha la possibilità di spostare la macchina nei giorni in cui c’è il lavaggio della strada. Ecco forse si dovrebbe fare qualcosa di più razionale, più concertato coi cittadini cercando l’aiuto anche dei commercianti. Io credo che si potrebbero trovare soluzioni migliori con del semplice buon senso».

Sempre in ambito ecologia, nonostante la ZTL (zona traffico limitato) presente nel centro, non si può sicuramente dire che Bologna sia “trafficamente limitata”. Tanto è vero che pochi giorni fa è stato reso noto che sono stati superati i livelli massimi di inquinamento dentro le mura. Per lei sarebbe il caso di chiudere totalmente il centro o avrebbe altre soluzioni?

«Noi crediamo si debba arrivare gradualmente ad una chiusura del centro storico di Bologna. Per quanto grande sia, è un borgo medievale e in venti minuti lo si può attraversare a piedi da porta a porta. Nei giorni scorsi Legambiente ha pubblicato un documento in cui si parlava di sessantatre giorni di sforamento dei limiti consentiti dalla legge sulle polveri sottili, e facendo i rilevamenti a un metro e mezzo da terra, e non a tre metri come li fa l’ARPAV, gli sforamenti erano di cinque volte superiori al limite consentito. Quindi abbiamo una città avvelenata. Con la salute non si scherza. Bisogna incentivare le piste ciclabili, il servizio pubblico e disincentivare l’uso del mezzo privato. Chiudere il centro storico deve essere una cosa fatta seriamente, non con dei dissuasori mobili che costano 100mila euro ciascuno e si rompono per poi non venire sostituiti perchè troppo costoso, o con un sirio, senz’altro uno strumento valido che però, come vediamo, è servito più a fare multe che a migliorare la qualità della nostra area. Dobbiamo far capire che la città ha bisogno di nuove soluzioni. In centro ci si va con il mezzo pubblico. E bisogna rendere il nostro centro storico un luogo più appetibile e che assomigli di più a un salotto piuttosto che a un posto in cui vai a tossire e a rovinarti il pomeriggio, rendendo di conseguenza più appetibile magari il centro commerciale fuori porta o in periferia».

Quindi anche il Wi-fi libero da espandere al di fuori delle zone universitarie che sono già coperte – anche se comunque è utilizzabile solo dagli studenti?

«Questo è fondamentale. È bellissimo vedere in certe città europee gli studenti con il loro portatile seduti su una panchina. Sicuramente da noi non si vede, non si vuol fare e non si è mai andati in questa direzione. Noi crediamo sia fondamentale».

C’è un problema che non è molto trattato dei media, che è quello del carcere Dozza. Fra i peggiori d’Italia, ha una capienza di 500 persone, ma ne detiene 1150 e con una carenza di 150 agenti. Secondo lei sarebbe necessario costruire nuovi stabili o riqualificare delle zone?

«Ma guarda, nei prossimi giorni mi sto organizzando anche per fare una giornata nel carcere per parlare proprio, sia con chi ci lavora e, laddove sarà possibile, con i detenuti. Sono curioso di capire meglio e di più dove non ho, a dire la verità, tantissime informazioni. Senz’altro crediamo che riqualificare sia la soluzione migliore. Da quello che so la popolazione carceraria è per la stragrande maggioranza composta da extracomunitari stranieri, che spesso hanno commesso piccoli reati. Il rischio è anche questo: avere le carceri sovraffollate da persone che hanno compiuto piccoli reati e poi invece magari persone che hanno fatto falsi in bilancio, hanno rubato milioni di euro, hanno fatto fallire aziende creando danni a milioni di persone, se ne stanno belli sorridenti nei loro paradisi fiscali. Anche questa è una piramide che deve essere ribaltata. È chiaro che il carcere non può essere il posto in cui andiamo a rinchiudere i più umili e i più disperati che magari non abbiamo aiutato o a cui non abbiamo dato loro sistemi di accoglienza seri e dignitosi, avendo poi i veri delinquenti che circolano liberamente e fanno la bella vita».

I Tanzi della situazione quindi?

«Esatto, mi riferivo proprio a questi personaggi».

Come ultima domanda, chi è secondo lei il personaggio politico che potete temere di più fra i candidati, anche se per ora c’è solo Merola del PD? Crede che la destra possa avere qualche chance, dopo il caso Del Bono, o comunque resterebbe all’opposizone?

«Io credo che sia difficile, per la destra, perchè comunque non ha mai dato dimostrazione di solidità e di forza. Da quello che sto vedendo pare che si presenteranno abbastanza divisi e frastagliati o, se troveranno un candidato comune, sarà un candidato trovato all’ultimo secondo cercando di unire le forze proprio per rivaleggiare con Merola e non perchè c’è un vero progetto comune reale e sentito dalla città e dai cittadini per proporsi come alternativa seria. Una destra forte e un’opposizione forte, ad un governo di centro sinistra che per tanti anni ha diretto Bologna non c’è quasi mai stato e io non lo vedo neanche adesso. Per noi crediamo che il nostro rivale sarà Merola».

…e sperate di essere anche questa volta una novità come magari alle ragionali, in cui non ci si aspettava quel grande risultato?

«Sì sì, assolutamente. Noi ci speriamo. Sentiamo le sensazioni che sono ultra positive. I feedback che ci arrivano dai nostri lavori e dalle nostre fatiche sono ottimi. La gente ci segue, ma sopratutto ci aiuta: mandano segnalazioni, vengono a parlare con noi, ci si incontra. C’è questo scambio assolutamente positivo e piacevole, che sta un pò contagiando, come un siero benefico, gran parte dei cittadini bolognesi».
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,770
Articolo del giornale "La Repubblica di Bologna" del 26 febbraio 2011 sull'intervista a Max biggrin:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/02/26/news/bugani_il_candidato_diesel_tenta_lo_scatto_cos_mi_carica_grillo_vai_li_batti_tutti-12913627/­
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,772
DOPO TANTO TEMPO... RIECCOCI CON LA RASSEGNA STAMPA "BELLINA" biggrin:

RASSEGNA ED AGENZIE DI STAMPA REGIONALE DEI GIORNI 24 E 25 FEBBRAIO 2011:

http://files.meetup.com/206830/rassegna_assemblea_30497.pdf­

http://files.meetup.com/206830/rassegna_giuntanew_30499.pdf­
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,778
Sulla "Repubblica di Bologna" on line, in relazione ad un nuovo articolo su Aldrovandi, c'è un trafiletto dove dicono che Beppe sarà a Bologna domani per Max, (su "Il Resto del Carlino, invece, non ho visto nulla sia on line che sulla carta angry ).

Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 01 marzo 2011 sulla visita di Beppe domani per "lanciare" Max:

Domani sarà al fianco del candidato per raccogliere fondi. «Ad ora abbiamo 1.800 euro»
TORNA BEPPE GRILLO E LANCIA BUGANI
Il Pdl oggi decide: verso la lista civica in appoggio a Stefano Aldrovandi

Beppe Grillo torna a Bologna. Domani si siederà accanto a Massimo Bugani, candidato sindaco del Movimento 5 stelle. Per raccogliere denaro e tentare l’impossibile: battere Merola o Aldrovandi, tanto per fare dei nomi. L’appuntamento è per le 10 al circolo Mazzini di via Emilia Levante 6. Per parlare di autofinanziamento (la campagna parte oggi sul sito internet www.bologna5stelle.it) e molto altro.
«Abbiamo rinunciato ai rimborsi elettorali - spiega Bugani - e sul nostro conto corrente ci sono solamente 1.800 euro, raccolti grazie al contributo degli attivisti e a qualche donazione deicittadini». Quindi, per arrivare alla poltrona di sindaco, Bugani è pronto a vestire i panni di Davide e affrontare Golia: «Perchè gli altri partiti - spiega il leader regionale del Movimento 5 stelle - hanno intascato milioni di rimborsi elettorali e stanno già spendendo molte migliaia di euro. E come loro stanno facendo i candidati “finti civici”, con i loro ricchissimi finanziatori alle spalle». Ma attenzione, avverte Bugani, perchè «Davide vinse contro Golia grazie a un sasso e a una fionda. E allora chiediamo ai bolognesi un aiuto - conclude - un sostegno per acquistare una fionda di precisione».
Sulla questione candidato del centrodestra, ieri è intervenuto anche Massimo Ponzellini, presidente della Banca Popolare di Milano. Per molto tempo è stato indicato come papabile del centrodestra su diretta indicazione di Bossi, lui, come aveva già fatto, ha smentito. Ma qualche indicazione al centrodestra l’ha voluta dare tracciando l’identikit del suo candidato: donna, giovane e proveniente dal mondo dell’Università. Poi due parole su uno dei civici in campo. Aldrovandi? «Lo conoscono come imprenditore. Bravissima persona. Cosa si può dire contro di lui? Niente - ha risposto - È una brava persona, intelligente, pulita. Io personalmente però farei una scelta fuori dagli schemi. Perchè credo che anche la gente si sia stufata di nomi conosciuti. Anzi lo temo, perchè essendo un nome conosciuto, temo che si stufata dei nomi conosciuti». Dal Pdl oggi dovrebbe comunque arrivare un segnale definitivo. L’ipotesi accreditata da Berselli è quella di una lista civica in appoggio a Aldrovandi.
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