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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Rassegna stampa - Parlano di noi › RASSEGNA STAMPA: NOSTRI

RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,832
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 15 marzo 2011 sulla replica di Giò a Richetti:

COMMISSIONI, FAVIA REPLICA A RICHETTI

«Credo che il Presidente Matteo Richetti non abbia capito il senso della nostra provocazione. Conosciamo il regolamento, e sappiamo che con una trafila burocratica è, a volte, possibile rendere pubblica parte di una commissione. Ma noi questa burocrazia non la vogliamo. Per loro le porte aperte sono un’eccezione, per noi lo sono quelle chiuse».
È la replica del consigliere regionale Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle, sulla polemica relativa alle sedute delle commissioni regionali. «Il mio ruolo di Presidente della VI Commissione - aggiunge - non mi dà alcun potere speciale. Come Richetti dovrebbe sapere, il Presidente non è altro che un garante».





Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 15 marzo 2011 sulla festa dell'unità d'Italia e le divisioni create:

Negozi aperti o chiusi, l’Ascom stoppa la polemica: «Piena libertà a tutti, ognuno festeggi come vuole»
BOLOGNA SI DIVIDE NEL GIORNO DELL'UNITA'
Scontro tra Lega da una parte e grillini e Pd dall’altra sul Risorgimento

Defranceschi (M5s): «Un gesto di cattivo gusto, adesso cosa combineranno giovedì?»

Se da una parte sono le scelte economiche a dividere, dall’altra la spaccatura è ideologica. Bologna si prepara a festeggiare l’unità d’Italia ma, tra iniziative e celebrazioni, sono le provocazioni e le polemiche a tratteggiare la vigilia. Negoziano perti o chiusi, partiti che si lanciano offese senza mezzi termini e, quasi in sordina, la maggioranza che prepara eventi, dibattiti, tricolori giganti. Si parla di unità nazionale e i primi a storcere il naso sono i componenti della Lega, in particolar modo con un libro a firma di Elena Bianchini B raglia, “Risorgimento: le radici della vergogna”.
Il volume, regalato dal capogruppo in Regione del Carroccio Mauro Manfredini ai colleghi consiglieri, non è stato gradito: Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 stelle, ha definito l’omaggio di «cattivo gusto». «Se questa è la premessa – ha detto il grillino – cosa aspettarci dalla seduta straordinaria di mercoledì? ». Le citazioni non lasciano dubbi, perché si parla di “vergogna” o, nel retro della copertina “Risorgimento: uno stupro”.
Parole dure anche da parte del Pd, che si sta mobilitando per la celebrazione dei 150 anni, con l’apertura dei circoli del territorio e una festa. «Non ci siamo chiesti se ha senso festeggiare, ma solo come festeggiare. Siamo più preoccupati – spiega Simona Lembi, responsabile dell’organizzazione del partito - dalle spinte antiunitarie delle politiche del Governo. Questo federalismo che allarga la forbice tra chi sta meglio e chi sta peggio è il modo peggiore per celebrare l’Unità d’Italia». A rincarare la dose poi Raffaele Donini, segretario provinciale del Pd: «Per noi è una festa senza motivi di imbarazzo, come può essere per qualunque candidato dell’ultim’ora di origine leghista». Le celebrazioni del Pd prevedono brindisi, proiezioni di film e incontri e una festa nel pomeriggio di giovedì al parco 11 settembre con il concerto degli Irumauri. Il Pdl presenterà oggi le proprie iniziative. Cerca invece di spegnere ogni polemica l’Ascom sul tema negozi chiusi: «È un dibattito futile – osserve Giancarlo Tonelli, direttore di Ascom – stiamo celebrando una festa nazionale, non si può ridurre il dibattito a chi sta aperto e a chi sta chiuso. Ognuno festeggia come vuole ». L’Ascom «ha lasciato piena libertà di scelta agli associati in tutto il territorio provinciale». L’associazione festeggerà con una campagna di comunicazione scandita dallo slogan “Viva l’Italia unita”, ripetuto su striscioni colorati nei punti più importanti della città. Iniziative anche da parte dell’EmilBanca, che da qualche giorno ha colorato di bianco, rosso e verde i 100 metri quadrati della facciata di Via Mazzini; la banca inoltre organizza un ciclo di lezioni su Bologna e le sue storie (per informazioni comunicazione.istituzionale@emilbanca.it­). Incontri che hanno già registrato il tutto esaurito nelle prime due uscite, sono stati organizzati quelli di Legambiente Turismo a Porta Galliera. Il prossimo
appuntamento è per domani, quando la professoressa Paolo Bonora dell’Università di Bologna racconterà le trasformazioni urbanistiche a ridosso dell’Unità d’Italia. Il ciclo di lezioni, in collaborazione con il Museo del Patrimonio industriale e dell ’Anpi provinciale, proseguirà ogni mercoledì sera per tutto il mese di marzo. Resteranno chiusi i 43 punti vendita di Coop Adriatica e da domani prenderanno il via otto mesi di iniziative per celebrare l’Unità. Come nelle grandi occasioni, la Fondazione Carisbo apre le sedi del Museo della Città: domani saranno aperti dalle 20 alle 24 e giovedì dalle 10 alle 19 Palazzo Fava, San Colombano, Santa Maria della Vita, Casa Saraceni, San Giorgio in Poggiale (solo domani).
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,835
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 16 marzo 2011 sulla proposta di Corticelli di fare un lista civica unica contro Merola; noi, però, corriamo da soli:

Le liste verso la chiusura. La presidenza del San Vitale dovrebbe andare a Sel, la favorita è Milena Naldi
QUARTIERI, IL PD RIMANE IN PERIFERIA
Corticelli propone: centrodestra unito. In centro il centrosinistra rischia

Entro la settimana tutte le caselle dovranno essere riempite. Sia per la lista di chi corre per il consiglio comunale, sia per i nove quartieri della città. E se il centrodestra è ancora alle prese con il rebus del candidato sindaco, è altrettando vero che in entrambi gli schieramenti le bocce non sono affatto ferme per i quartieri. Sul tavolo del centrodestra c’è infatti la proposta di Daniele Corticelli, candidato sindaco di “Bologna Capitale” di formare una lista civica unica con tutti gli avversari di Virginio Merola, compresi i “grillini” del Movimento 5 Stelle (che però hanno già declinato l’offerta: «E’ una strategia politica che non ha senso, correremo da soli»), con l’obbiettivo di conquistare il numero più alto possibile di quartieri.
«Serve un patto anti-Merola - ha detto Corticelli ieri a Radio Tau - per avere un governo alternativo» nei quartieri. La super lista civica, a questo punto con Aldrovandi e Pdl - Lega, secondo Corticelli, potrebbe conquistare «sei o sette quartieri su nove». A prescindere da questo, la battaglia tra centrosinistra e centrodestra sarà, come ormai è tradizione consolidata, tutta nel centro storico. E’ qui che il centrosinistra soffre, da sempre, eccettuato l’en plein del 2004 (conquistati nove quartieri su nove). Già nel 2009 Santo Stefano era tornato al centrodestra, e Porto e Saragozza presentavano una forbice molto stretta. Ebbene, se la lista unica proposta da Corticelli avrà un seguito, i tre quartieri del centro storico potrebbero tornare al centrodestra. Rimarrebbe la fetta del quartiere San Vitale, un punto nevralgico per il centro storico (Piazza Verdi). Sembra però che il Pd non occuperà la casella della presidenza del quartiere (nel 2009 c’era Mauro Roda), ma che si vada verso la decisione di riservare il posto a Sinistra e Libertà. In pole position per la presidenza del San Vitale ci sarebbe infatti Milena Naldi. La geografia degli altri tre quartieri del centro storico, in caso di vittoria del centrosinistra, dovrebbe essere questa: un esponente del Nuovo Pd di Piergiorgio Licciardello a Santo Stefano, confermato Roberto Fattori (ex Margherita) a Saragozza, e a Porto Elena Leti (Pd). Se in questi tre quartieri vincerà invece il centrodestra, e a San Vitale fosse confermata l’esponente di Sel, il Pd rischierebbe di non essere rappresentato in tutto il centro storico della città. I democratici mantengono invece i posti saldi nei quartieri di periferia, dove i giochi sembrano ormai fatti. Alla presidenza del Reno dovrebbe tornare Vincenzo Naldi, a Borgo Panigale c’è l’accordo per Nicola De Filippo, mentre Daniele Ara dovrebbe subentrare a Claudio Mazzanti a Navile. Virginia Gieri invece sarebbe confermata alla presidenza del Savena. Resta aperto il dibattito al quartiere San Donato, dove ci sono due nomi in lizza per la presidenza: Simone Spataro e Simone Borsari.
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,836
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 16 marzo 2011 sul nostro aiuto ai lavoratori della Verlicchi:

ZOLA PREDOSA Si spera in un imprenditore serio che rilevi l’azienda
ORE DI ATTESA ALLA VERLICCHI
Continua il presidio aspettando una mossa della proprietà

Prosegue alla Verlicchi di Zola Predosa il presidio dei lavoratori decisi a impedire che la nuova proprietà, la Jbf, porti via tutti i macchinari. Il blitz di lunedì è stato respinto, ma dagli altri stabilimenti (di Casoli e di Atessa, entrambi vicini a Chieti) arrivano “voci” che mettono sul chi va là i lavoratori. «Ci sono voci non confermate che direbbero che il Gruppo Caponi (a cui fa capo la Jbf, ndr) stia pensando ad azioni legali contro il nostro diritto all’a ssemblea e sembra che domani (oggi ndr) potrebbero provare un’azione di forza: se questa voce fosse confermata e se dovesse succedere questo, noi non glielo permetteremo», avverte Cesare Evangelisti, referente per la Fiom al presidio. Intanto, «dopo lo sgomento e la tremenda frustrazione provati ieri, abbiamo visto crescere attorno a noi una grandissima solidarietà, ci sentiamo veramente aiutati da tutti. Non ci sentiamo soli». Al presidio la gente va e viene: ci sono sempre almeno una dozzina di lavoratori a garantire la vigilanza. L’istanza di fallimento con richiesta di sequestro cautelativo avanzata dai lavoratori mette la nuova proprietà di fronte ad una corsa contro il tempo: se fosse accolta, difficilmente materiali e tecnologie potrebbero lasciare lo stabilimento. «Pensiamo - dice ancora Evangelisti - che la proprietà, che con noi non si è fatta assolutamente sentire, debba dare per forza una risposta veloce. Tra noi e loro ora è come in un incontro in punto di sciabola. Stiamo a vedere chi riuscirà a dare l’affondo decisivo». «Siamo in attesa di risvolti, intanto l’assemblea permanente continua», dice Leonardo Pasculli, delegato della Fim-Cisl. Fatta «l’unica cosa che si poteva fare», e cioè la messa in mora dell’azienda per avere una cassa integrazione straordinaria per fallimento di almeno 12 mesi e poi una mobilità di uno, due o tre anni, non resta che incrociare le dita e sperare in «qualche imprenditore serio» che salvi la Verlicchi. E’ l’auspicio della Fim-Cisl di Bologna per «non disperdere un patrimonio di professionalità unica e riconosciuta nel mondo». La Fim ricorda peraltro che a Bologna «ci sono già stati esempi positivi di acquisizioni di aziende in difficoltà da parte di altre che hanno deciso di investire, come il caso Masiero-Euroricambi». Insomma, bisogna sperare e resistere. «Il presidio permanente serve - dice in una nota Andrea Vignali della segreteria Fim - per tenere alta l’attenzione su questa vicenda molto triste che riguarda 190 lavoratori e le loro famiglie». Oltre a questi problemi, prosegue Vignali, c’è però anche «il rischio concreto che passino diversi mesi» prima che i lavoratori ricevano i soldi della cig straordinaria, che dev’essere approvata a Roma. «Abbiamo 190 persone che non ricevono soldi da mesi e che rischiano di vedere passare altri mesi a reddito zero. Ecco perché - conclude - penso sia necessario trovare almeno un istituto di credito che anticipi quello che l’Inps pagherà in futuro ai lavoratori, costruendo le dovute garanzie». Duro infine il giudizio sulla crisi dell’azienda di Zola Predosa vittima di «un lento e graduale declino. La causa è indubbiamente la crisi mondiale, ma anche, se non soprattutto, la pessima gestione industriale della fabbrica che ha portato ad aumentare i debiti e a perdere clienti fondamentali tipo Bmw». E in merito alla vicenda il Comune di Zola si appella all’imprenditoria bolognese «per la costruzione di una soluzione percorribile che salvaguardi i lavoratori della Verlicchi e che dia continuità a una importante realtà industriale del nostro territorio».
Il sindaco Fiorini, poi, rispedisce al mittente le accuse del grillino Bugani, che aveva accusato l’amministrazione di aver lasciato soli i lavoratori.
Vicinanza ai dipendenti della Verlicchi è stata espressa anche dalla Provincia. «L’impegno è per salvaguardare il polo produttivo - ha detto l’assessore Prantoni - e attivare tutti gli strumenti per risolvere la situazione».
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,837
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 18 marzo 2011 sul "caos della pubblicità ai giovani dei candidati sindaco:

La replica del candidato di centrosinistra: «Lui crede di essere migliore di me..»
IMPEGNO CIVICO, ALDROVANDI CONTRO MEROLA «SPERO CHE I GIOVANI NON CADANO NELLA “RETE”»

Parafrasa "l'indimenticabile" Nilla Pizzi (“sei uomo di partito, che cosa ci vuoi far?”) per bacchettare il rivale Virginio Merola, che ha deciso di vita ad un network di giovani per sensibilizzarli all'impegno civico.
L’altro ieri sull'iniziativa erano intervenuti i grillini, che minacciano un contro-volantinaggio davanti alle scuole per arginare quello meroliano.
Oggi in campo entra anche il civico Stefano Aldrovandi. «È singolare - scrive in una nota - che il candidato
sindaco Virginio Merola, da sempre uomo di partito, sia promotore dell'impegno civico delle nuove generazioni: forse il rinnovamento della classe dirigente della città potrebbe avere un illuminante esempio dall'ex colonnello di Cofferati?», si chiede ironicamente. Il rinnovato senso civico di cui ha bisogno Bologna, domanda ancora Aldrovandi, «può essere ispirato da chi ha costruito la propria carriera sul sistema e sulla logica partitica, che da anni ha perso di vista l'interesse della collettività per promuovere carriere e spartirsi poltrone?». Per l'ex ad di Hera «l'impegno civico vero può nascere solo da chi venga dal mondo del lavoro e non intenda fare della politica il mestiere di tutta una vita; da chi metta a disposizione la propria esperienza e competenza per il bene della città. Speriamo che pochi giovani - conclude - cadano nella 'rete' di Merola». La replica del candidato del centrosinistra arriva a stretto giro di posta. Stefano Aldrovandi, si legge in una nota, «ha questa predisposizione a sentirsi migliore di me, ma io, al contrario di lui, mi circonderò di persone migliori di me»
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,840
Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 22 marzo 2011 sul problema graffiti sul muro:

MEROLA: "FARO' RIPULIRE ENTRO 72 ORE"
BERNARDINI: "STRADE ADOTTATE DAI NONNI"

La ricetta anti-writer dei candidati sindaci. Aldrovandi: "Darei spazi ad hoc". Corticelli: "Albo pubblico dei recidivi". Bugani è il meno allarmato: "Francamente, vedo ben altre priorità"

Uffici anti-writer ad hoc. "Nonni" che adottano strade del centro storico e ci vigilano su. Albi pubblici dei graffitari molesti. I candidati a Palazzo d'Accursio si misurano con l'eterno problema dei muri imbrattati: battaglia persa da Sergio Cofferati e mai davvero iniziata da Flavio Delbono, che pure aveva messo la lotta ai graffiti al primo punto del suo programma elettorale, e tanto impegnativa anche per il commissario Anna Maria Cancellieri, alle prese con la tela di Penelope di tag cancellati di giorno e ricomparsi di notte. Tante le ricette, tutte a metà tra prevenzione e pulizia, pronte alla prova del voto.

"Fino ad ora il progetto anti-graffiti è fallito perché lo si è sempre affrontato in una logica di emergenza", esordisce il candidato Pd Virginio Merola. L'ex assessore di Cofferati punta a cambiare rotta e ad investire in un "sistema di intervento pubblico-privato che di fronte ad atti vandalici nei confronti del patrimonio veda l'amministrazione intervenire entro 24-72 ore dalla segnalazione del cittadino". Della serie "chi la dura la vince": il vandalo imbratta i muri, noi subito li ripuliamo. "Creerò - spiega Merola - un ufficio specializzato che sappia coordinare un piano complessivo per il centro. Accanto a controlli e repressione, va promosso il coinvolgimento di residenti, commercianti e studenti per valorizzare lo spazio pubblico. Ad esempio pedonalizzando certe zone".

Molto diverso l'approccio del leghista Manes Bernardini. Il commissario del Carroccio punta molto sul "controllo sociale", arrivando a sfiorare la proposta di "ronde" di cittadini anti-writer. "La videosorveglianza costa molto e poi serve qualcuno che guardi i filmati, altrimenti è inutile. Piuttosto, io penso a due cose. Primo, aumentare i vigili in strada, perché non può esserci solo una pattuglia di notte. Secondo, far "adottare" ad anziani e pensionati alcune vie, soprattutto nel centro storico". E poi chi sporca pulisce: "Chi viene beccato a fare scritte sui muri, oltre a pagare la multa dovrà impegnarsi a rimettere tutto a posto". Lavori socialmente utili per "rieducare" i writer molesti, insomma.

Molto più soft il civico Stefano Aldrovandi, che punta a dirottare i writer artistici verso spazi ad hoc, ad esempio ai Prati di Caprara, e approva in pieno il piano Bologna Civitas della Cancellieri. "Il giusto mix è quello che unisce i controlli, attraverso la videosorveglianza e le multe, e una grande operazione di pulizia", con un occhio attento però alle prescrizioni della Sovrintendenza. "Ridipingere un muro imbrattato può creare danni peggiori dei graffiti. Oggi esistono strumenti per ripulire in sicurezza e imprese che li forniscono anche a basso costo". Chi vuole impegnarsi a ripulire il muro sotto casa, quindi, deve armarsi degli strumenti giusti.

Chi non va per il sottile, sulla lotta ai graffiti, è certamente il leader di Bologna Capitale Daniele Corticelli, che nei mesi scorsi ha lanciato una petizione proprio per garantire la lotta ai writer. Punta di diamante del suo programma è "l'albo pubblico, con nomi e cognomi dei graffitari recidivi, che saranno dichiarati "non graditi" dalla comunità". Non solo. "Le famiglie dei writer devono ripagare i danni agli edifici danneggiati. E i vigili devono creare un ufficio ad hoc anti-writer".
L'unico candidato che non considera una "priorità" il degrado dipinto sui muri è il grillino Massimo Bugani. " I temi del lavoro, della scuola e della crisi vengono prima dei muri sporchi. Comunque bisogna essere durissimi con chi sgarra e lasciar pulire i muri ai professionisti, non ai volontari". Quanto ai controlli, il grillino sogna il "Grande Fratello": "L'arma migliore è la videosorveglianza. Dove c'è una telecamera c'è più libertà".
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,841
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 21 marzo 2011 sul sondaggio fatto fare da Corticelli che ci da in "volo":

A 55 giorni dal voto regna la confusione. La crescita dei grillini porterebbe Merola al ballottaggio
ALLE URNE CON MEZZA CITTA' INDECISA
Malagoli al San Donato, il Pd “si riprende”il centro e evita lo scontro interno

C’è un sondaggio di Corticelli che fotografa una situazione di grande indecisione a meno di due mesi dal voto. Volano i grillini e il loro exploit, per ora sulla carta, potrebbe costringere Merola al ballottaggio.


Sondaggio commissionato da Corticelli (Bologna Capitale): ballottaggio sicuro, Lega flop al 2,9%
UNO SU DUE E' INDECISO, I GRILLINI VOLANO
Cresce l’interesse per Bugani, mentre i civici si contendono i delusi del Pdl

Indecisi La percezione dei sondaggi che circolano sulle amministrative è di una grande indecisione dell’elettorato di entrambi gli schieramenti
L’outsider Massimo Bugani, candidato sindaco dei grillini: «Sentiamo aumentare l’interesse, ai nostri incontri sempre un centinaio di persone»

E’ il terzo sondaggio, e risale a una settimana fa. I dettagli sono top secret, ma qualcosa filtra dall’entourage di Daniele Corticelli, candidato sindaco di Bologna Capitale. L’autore della rilevazione, se si sta all’istituto di riferimento della lista di Corticelli, che l’ha commissionata, dovrebbe essere la milanese Demoskopea, che fotografa una città fortemente indecisa, a 55 giorni dalle elezioni amministrative che dopo più di un anno di commissariamento, le restituiranno un sindaco.
Tolti gli indecisi, secondo il sondaggio i partiti tradizionali faranno flop, Lega compresa (è data al 2,9%), si andrà di sicuro al ballottaggio, non per il consenso a Stefano Aldrovandi (fermo al 3,5%), ma piuttosto per il boom dei grillini di Massimo Bugani, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.
Corticelli rivela solo un dato, quello che riguarda il 3,5% di Aldrovandi, e ne approfitta per attaccarlo: «Elettoralmente è irrilevante, altro che ballottaggio», gli manda a dire, dopo aver sentito le dichiarazioni dell’ex ad di Hera ieri mattina in radio: «Credo che al ballottaggio con Merola riusciremo a vincere con larghissima maggioranza». Con buona pace del 3,5% assegnatogli dal sondaggio, che Aldrovandi, nel pomeriggio, liquida così: «Corticelli proietta sugli altri, in forma assai generosa, le proprie percentuali di voto». Sul piatto della guerra tra i due civici c’è il voto dei cosiddetti moderati, corteggiati da Bologna Capitale e da Aldrovandi, che si spinge più in là e chiama a raccolta gli elettori del Pdl delusi dalla melina sul candidato sindaco, una «mediazione al ribasso» che «disorienta», con la Lega che vuole «piantare la propria bandiera» a Bologna e il Pdl che rivendica il suo candidato.
Sul fronte del centrosinistra, potrebbe preoccupare, se rispondesse al vero, una percentuale così alta di indecisi, che il sondaggio accrediterebbe maggiormente all’elettorato democratico: e sarebbe un problema, visto che da questa parte il candidato c’è, Virginio Merola, da un paio di mesi, ma secondo la rilevazione non sfonda. Anzi, andrebbe al ballottaggio, a questo punto, tra tutti i litiganti, col proverbiale “terzo”:
il grillino Bugani. Quest’ultimo ammicca alle voci su un suo presunto boom elettorale, e conferma che «l’interesse verso i nostri punti di campagna elettorale, banchetti e web, è decuplicato negli ultimi giorni». Ma, aggiunge, «non abbiamo sondaggi perché non abbiamo i soldi per commissionarli».
Infine la Lega Nord: Manes Bernardini, acclamato dai suoi e dai nazionali, Rosi Mauro in testa, sarebbe fermo al 2,9%. La Lega dunque non sarebbe la sorpresa delle amministrative sotto le Due Torri, e forse anche per questo, sul fronte Pd, si guarda con una certa tranquillità l’ipotesi che l’avvocato del Carroccio diventi anche il candidato del Pdl. Sui taccuini intanto si moltiplicano le dichiarazioni che si insinuano nelle contraddizioni delle camicie verdi. Aldrovandi: «La Lega trova consenso nell’antipolitica, non è il nuovo». Salvatore Caronna, Pd, europarlamentare: «E’ un freno alla modernizzazione del Paese, è il principale obiettivo da sconfiggere». Ancora il Pd, stavolta dalla Provincia di Bologna, con il nuovo capogruppo, Nara Rebecchi, che li bacchetta così: «Scandaloso che i consiglieri della Lega non abbiano partecipato giovedì scorso alla seduta solenne del Consiglio per i 150 anni dell’Unità d’Italia, è stato un atto intollerabile e grave»
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
Post #: 1,844
OGGI RASSEGNA STAMPA RICCA! biggrin


Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 23 marzo 2011 sul candidato sindaco PdL e domanda di Max:

CANDIDATO PDL, OGGI SI CHIUDE: "PARLA SILVIO"
Nel Pd polemiche sui cattolici in lista e sulla presenza di Faraca, già con An. Il grillino Bugani "Ora vediamo se lui e Bernardini lasceranno il posto in Regione"

Il Pd litiga sulla presenza dei cattolici nella sua lista, mentre il Pdl attende per oggi l'ennesimo vertice romano con Silvio Berlusconi per sapere chi sarà il suo candidato a Palazzo d'Accursio. Il summit di ieri tra i coordinatori nazionali Pdl non è bastato per decidere se appoggiare il candidato della Lega Nord Manes Bernardini. La parola definitiva, annuncia il leader regionale Pdl Filippo Berselli, è attesa per oggi: "Si chiude. Parlerà anche Berlusconi".

Il nervosismo cresce anche a sinistra. Ieri il segretario Pd Raffaele Donini ha licenziato la sua lista, con una decina di "civici", e oltre una ventina di new entry. "La vittoria non è scontata, ma noi lavoriamo per farcela al primo turno", ha detto il leader Pd, ringraziando pure ironicamente il centrodestra, "perché grazie al loro ritardo spenderemo meno per la campagna elettorale". Ma i guai sono dietro l'angolo. Prima perché Marisa Faraca, oggi arruolata in quota società civile nella lista Pd, alle regionali del '95 fu candidata con An. Medico legale del Sant'Orsola, sindacalista Cisl ed ex socialista, la Faraca sdrammatizza: "Fui spinta da amici a entrare nella lista di An, ma poi finì lì". Il segretario Raffaele Donini butta acqua sul fuoco: "La Faraca non ha mai avuto tessere". E non è finita. In serata se la prende con via Rivani pure l'ex consigliere regionale Mauro Bosi: "Sono stato escluso dalla lista Pd immotivatamente. La presenza di facciata e marginale dei cattolici è una precisa responsabilità della segreteria, che con metodi non trasparenti e confusi ha come sempre diffuso quell'impronta laicista tipica di una certa parte della sinistra bolognese".

Segnali di insofferenza anche nel centrodestra. Con il civico Stefano Aldrovandi, alle prese con la sua lista, dovrebbe finire l'ex consigliera di Forza Italia Valentina Castaldini, col suo bagaglio di voti "ciellini", e l'ex An Felice Caracciolo. Archiviata l'ipotesi di un appoggio del Pdl, ieri anche il segretario provinciale Roberto Flaiani ha scaricato i berlusconiani: "Di un partito così non sappiamo che farcene".





Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 23 marzo 2011 sulla richiesta di chiarezza fatta da Max a Cevenini:

BUGANI (M5S): CHIAREZZA SUL DOPPIO RUOLO DEL CEV

Maurizio Cevenini dica «con certezza» prima del voto se, qualora eletto, intende restare in consiglio comunale. È quanto chiede Massimo Bugani, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle. Una richiesta che Bugani ha avanzato anche a Manes Bernardini, in campo per la Lega Nord. A proposito di Cevenini, Bugani pensa «che sia corretto candidarsi e portare migliaia di voti a Merola quando si sa già che non si accetterà il ruolo di consigliere comunale».





Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 23 marzo 2011 sulla nostra campagna elettorale con "i soldi fuori dalla politica":

Il consigliere regionale Favia: «I soldi devono restare fuori dalla politica»
CAMPAGNA “FRANCESCANA” PER I GRILLINI
A Massimo Bugani solo 2.000 euro per il rimborso delle spese vive

Per la campagna elettorale del candidato Massimo Bugani i grillini contano di spendere 2.000 euro. In sostanza all’aspirante sindaco andrà solo un rimborso delle spese vive. «I soldi devono restare fuori dalla politica - spiega Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ai microfoni di Radio Città del Capo - vogliamo rompere con il concetto che per fare risultati in politica ci vogliono grossi investimenti». La decisione di mettere in piedi una campagna elettorale in economia è stata presa domenica scorsa dall’assemblea degli eletti nelle liste del movimento di Beppe Grillo. E ieri sera è stata comunicata all’assemblea provinciale degli attivi di Bologna. La campagna in stile “francescano” scelta dai grillini è linea con la politica adottata in Regione, dove la lista 5 Stelle ha rinunciato a un milione di euro per il rimborso elettorale, lasciando la cospicua cifra nelle casse dell’erario. Mini-stipendi anche per i consiglieri regionali che ricevono 2.500 euro al mese, mentre il resto finisce in un conto corrente del movimento.





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Silvia Patini (.
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Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna" del giorno 23 marzo 2011 sulla crisi della Verlicchi:

VERLICCHI, ESPOSTO DELLA FIOM: "LAVORATORI TRUFFATI"
Nell'atto è stato anche ipotizzato il reato di sostituzione di persona e viene segnalata “una serie di elementi ambigui e contraddittori a carico dei vari interlocutori apparsi sulla scena”

Bologna, 22 marzo 2011 - Sostituzione di persona e truffa aggravata a danno dei lavoratori. Queste le ipotesi di reato contenute nell’esposto che i legali della Fiom-Cgil di Bologna, Franco Focareta e Davide Tassinari, hanno depositato in Procura sulla vicenda Verlicchi, l’azienda di Zola Predosa ceduta alla Jbf.
Nell’esposto, spiega Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil di Bologna, vengono ricostruiti tutti i passaggi di questi ultimi due mesi e viene segnalata “una serie di elementi ambigui e contraddittori a carico dei vari interlocutori apparsi sulla scena”. Questo perche’ la Procura verifichi “quali reati ipotizzare e a carico di chi, ritenendo per parte nostra che siano ravvisabili quantomeno i reati di sostituzione di persona e truffa aggravata a danno dei lavoratori”, dichiara Papignani.
Intanto, dall’assemblea permanente dei lavoratori della Verlicchi che presidia lo stabilimento e dalle Rsu arriva un attestato di stima per il sindaco di Zola Stefano Fiorini, ieri nuovamente attaccato da Massimo Bugani (candidato sindaco a Bologna del Movimento 5 stelle) con l’accusa di essersi accorto tardi della crisi dell’azienda. “Fiorini e’ stato veramente sempre piu’ che presente, attivo, collaborativo”, lo difendono i lavoratori della Verlicchi, sottolineando la presenza “costante al presidio come a tutte le iniziative di solidarieta’” del primo cittadino. Molte iniziative di solidarieta’, tra l’altro, evidenziano i dipendenti, sono nate proprio dall’intervento di Fiorini. Per cui, “noi del presidio abbiamo solo parole di ringraziamento, come le abbiamo per la solidarieta’ espressa da Massimo Bugani e Giovanni Favia, che sentiamo veramente vicini perche’ hanno dimostrato piu’ volte con parole e azioni di occuparsi in prima persona dei problemi della gente, ed in particolar modo dei nostri”.
Ieri Bugani ha preso di mira Fiorini anche per un suo tour in azienda con i vecchi proprietari. Ma in quella ‘visita’ non ci fu disattenzione, dicono i dipendenti della Verlicchi: Fiorini intervenne “a seguito di diverse segnalazioni da parte nostra sulla criticita’ della Verlicchi a fronte di un oltremodo entusiastico articolo che descriveva la ditta come in piena ripresa, cercando di sincerarsi sulla realta’ dei fatti”. E Il tavolo di crisi era gia’ attivo. In ogni caso, da parte dei dipendenti, nessun intento polemico verso i ‘grillini’: “Ben venga, da parte nostra, l’aiuto di tutti quelli che possono e vogliono aiutarci”.
Ma l’affondo di Bugani e’ andato di traverso anche al Pd di Zola che in una nota chiede “di non strumentalizzare questa drammatica situazione per fini politici o elettorali” e a tutte le forze politiche di stringersi “attorno a questi lavoratori” per favorire “una soluzione che tuteli i lavoratori e le loro famiglie”. Tutte cose che i ‘grillini’ non stanno facendo. Semmai il M5s brilla per “l’assenza totale di questi mesi sul territorio”, salvo poi arrivare al presidio “per fare campagna elettorale”, ma soprattutto per il “disgusto e lo sconcerto” provocato dal comportamento di Bugani. Il candidato sindaco ‘grillino’, dice il Pd, “si sta specializzando non nel risolvere i problemi dei cittadini, ma nel fare a gara a essere inquadrati il piu’ possibile dalle telecamere, mentre gli attori della politica locale stanno alacremente lavorando da mesi”. Il Pd di Zola sul punto e’ fermo: “Le Istituzioni e la politica locale ci sono e ci sono sempre state, anche quando la crisi di alcune aziende locali non finiva sui giornali” e il Pd preferisce rispondere “con i fatti e con il sostegno concreto che tutti i giorni porta ai lavoratori”.


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Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,846
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Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 23 marzo 2011 sulla crisi della Verlicchi:

ZOLA PREDOSA Il sindacato ha presentato un esposto sulla vicenda Verlicchi
FIOM: «LAVORATORI TRUFFATI»
Tra una settimana la prima udienza per il fallimento

Sostituzione di persona e truffa aggravata a danno dei lavoratori. Queste le ipotesi di reato contenute nell’esposto che i legali della Fiom-Cgil di Bologna, Franco Focareta e Davide Tassinari, hanno depositato in Procura sulla vicenda Verlicchi, l’azienda di Zola Predosa ceduta alla Jbf. Nell’esposto, spiega Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil di Bologna, vengono ricostruiti tutti i passaggi di questi ultimi due mesi e viene segnalata «una serie di elementi ambigui e contraddittori a carico dei vari interlocutori apparsi sulla scena». Questo perché la Procura verifichi «quali reati ipotizzare e a carico di chi, ritenendo per parte nostra che siano ravvisabili quantomeno i reati di sostituzione di persona e truffa aggravata a danno dei lavoratori», dichiara Papignani. Intanto, dall’assemblea permanente dei lavoratori della Verlicchi che presidia lo stabilimento e dalle Rsu arriva un attestato di stima per il sindaco di Zola Stefano Fiorini, ieri nuovamente attaccato da Massimo Bugani (candidato sindaco a Bologna del Movimento 5 stelle) con l’accusa di essersi accorto tardi della crisi dell’azienda. «Fiorini è stato veramente sempre più che presente, attivo, collaborativo», lo difendono i lavoratori della Verlicchi, sottolineando la presenza «costante al presidio come a tutte le iniziative di solidarietà» del primo cittadino. Molte iniziative dipendenti, sono nate proprio da ll’intervento di Fiorini. Per cui, «noi del presidio abbiamo solo parole di ringraziamento, come le abbiamo per la solidarietà espressa da Massimo Bugani e Giovanni Favia, che sentiamo veramente vicini perché hanno dimostrato più volte con parole e azioni di occuparsi in prima persona dei problemi della gente, ed in particolar modo dei nostri». Ieri Bugani ha preso di mira Fiorini anche per un suo tour in azienda con i vecchi proprietari. Ma in quella visita non ci fu disattenzione, dicono i dipendenti della Verlicchi: Fiorini intervenne «a seguito di diverse segnalazioni da parte nostra sulla criticità della Verlicchi a fronte di un oltremodo entusiastico articolo che descriveva la ditta come in piena ripresa, cercando di sincerarsi sulla realtà dei fatti». E Il tavolo di crisi era già attivo. In ogni caso, da parte dei dipendenti, nessun intento polemico verso i ‘grillini’: «Ben venga, da parte nostra, l’aiuto di tutti quelli che possono e vogliono aiutarci». Ma l’affondo di Bugani è andato di traverso anche al Pd di Zola che in una nota chiede «di non strumentalizzare questa drammatica situazione per fini politici o elettorali e a tutte le forze politiche di stringersi attorno a questi lavoratori per favorire una soluzione che tuteli i lavoratori e le loro famiglie. Tutte cose che i ‘grillini’ non stanno facendo. Semmai il M5s brilla per l’assenza totale di questi mesi sul territorio, salvo poi arrivare al presidio per fare campagna elettorale», ma soprattutto per il «disgusto e lo sconcerto» provocato dal comportamento di Bugani. E mentre la politica cerca di salire sul carro del disagio dei lavoratori, loro continuano a presidiare l’azienda in difesa dei macchinari. Intanto, in seguito all’istanza di fallimento inoltrata dai dipendenti, è stata fissata la data della prima udienza al tribunale per il 31 marzo.





Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 23 marzo 2011 sulla serata di lunedì a S. Lazzaro:

IL DIBATTITO Tanti giovani al confronto sui temi della politica
IL PD PROVA A SGONFIARE IL MOVIMENTO 5 STELLE MA LA SALA E' PIENA DI GRILLINI

Tanta gente lunedì sera nella sala di città del Comune di San Lazzaro; tante facce nuove mai viste e, soprattutto, tanti giovani. Tanti con ogni evidenza interessati ad assistere al filmato “A furor di popolo”, un documentario inchiesta sul Movimento Cinque Stelle, e al successivo dibattito col sindaco Marco Macciantelli, con Pippo Civati del Forum Pd “Nuovi linguaggi e nuove culture” e con Monica Fontanelli già ex attivista dei “grillini”. Era prevista anche la partecipazione di Virginio Merola, candidato del Pd a sindaco di Bologna, impegnato altrove. La ragione di tante presenze giovanili, e inconsuete a San Lazzaro, si è resa evidente quando ha parlato la Fontanelli: «Il movimento cresce perché la politica non sa più parlare alla gente. Ho seguito Grillo per non votare chi fa politica da trent’anni; ma ho visto che a livello locale il suo programma non si traduce nei fatti. Le decisioni sono prese da pochi e il movimento è una bufala». A questo punto un ironico applauso ha evidenziato che metà dei presenti erano “gr illini” con il consigliere regionale Giovanni Favia in testa. Ma c’erano anche giovani ex grillini che hanno ribadito le accuse della Fontanelli. Col segretario del Pd sanlazzarese, Giacomo Landi, che ha ringraziato i “grillini”. «Siete venuti in tanti e ci avete riempito la sala. Questo vuol dire che organizzando questa serata abbiamo anche fatto bingo!». Per Civati «antipolitica è un termine sbagliato perché i “grillini” fanno politica, e come! Bisogna però che il Pd faccia capire alla gente che temi come l’ambiente, il no al nucleare e l’acqua pubblica, tanto per citarne alcuni non sono appannaggio dei “grillini” ma anche i nostri». Per i giornalisti autori del filmato: Stefano Aurighi, Davide Lombardi e Paolo Tomassone, che hanno intervistato nn settembre centinaia di partecipanti alla cosiddetta “Woodstock italiana” di Cesena: «Nelle loro parole si avvertiva una sorta di rancore verso il Pd, e in generale verso la sinistra, come se si sentissero traditi». Con Favia a ribadire: «Non mi sento tradito ma voglio rinnovare la politica per confrontarmi con tutti per risolvere temi che sento giusti: ambiente e partecipazione della gente alle scelte per il presente e per il futuro. In questi anni ho rinunciato a compensi pari a 300mila euro: un appartamento». Il dibattito intenso e con tanti interventi, moderato dalla giornalista Barbara Galzigna, è stato chiuso dal sindaco Marco Macciantelli: «Il film e il dibattito impongono un’attenzione che non riguarda solo noi. Perché il movimento ha ottenuto risultati di rilievo anche in territori governati dal centrodestra. E i risultati ottenuti sono un campanello di allarme che bisogna raccogliere e capire. Ma penso che sui temi posti dai “grillini” il Pd possa dare risposte concrete alla gente e almeno noi del Pd non ci atteggiamo a primi della classe. Mi dispiace che da parte vostra ci sia un clima di conflitto, di dogmatico e di contraddizioni». Il 9 marzo il Pd si è interrogato sull’avanzata della Lega in Emilia-Romagna, lunedì sulla crescita del Movimento 5 Stelle confermata dai sondaggi; se n’è parlato a San Lazzaro, ma con un occhio a Bologna.
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,848
Dal giornale on line "L'Informazione di Bologna" del giorno 24 marzo 2011 sulla nostra interrogazione regionale affinchè le trivelle per lo sfruttamento degli idrocarburi vengano fermate:

IL CASO Interrogazione dei “grillini”
GAS, «REGIONI FERMI LE TRIVELLAZIONI»

«La Regione dica stop allo sfruttamento a fini estrattivi di eventuali giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio regionale». È quanto chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna Andrea Defranceschi, in una risoluzione depositata ieri. In regione, sottolinea il consigliere regionale nel documento, «si assiste con preoccupazione a un proliferare di richieste per la ricerca di idrocarburi». In particolare, «sono in corso tre Valutazioni di impatto ambientale sui permessi di ricerca, denominati ‘Fiume Reno’, ‘Fiume Secchia’, ‘Fiume Panaro’, di cui alle istanze presentate dall’Hunt Oil Company of Italy». I territori oggetto di ricerca però, sottolinea Defranceschi, «ospitano numerose aree protette appartenenti al sistema Natura 2000, parchi e riserve naturali, elementi di alto pregio ambientale e paesaggistico, siti a valore storico-testimoniale». Se ciò non bastasse, poi, «presentano ampissime aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico e in generale delicate e ad orografia complessa. E contrariamente a quanto sostenuto dalla ditta proponente il Piano energetico regionale assolve, anche in termini di fabbisogni di idrocarburi, ai bisogni richiesti dal tessuto artigianale e industriale della Regione. Infine, le trivellazioni usano sostanze pericolose, e l’estrazione comporta rischi di inquinamento dei terreni».
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