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RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" dei giorni 02 e 03 aprile sul Civis-Gate e ciò che ha detto Max:

CIVIS, TUTTI I DUBBI DELLA CANCELLIERI. LO STOP DEI CANTIERI? DECIDO LUNEDì

ANNA Maria Cancellieri mette in stand by il Civis. Non siamo ancora al blocco dei cantieri, chiesto ieri dal Pdl con una lettera del leader regionale Filippo Berselli al Comune, ma poco ci manca. «Il senatore ha ragione. Credo sia giusto fare una pausa di riflessione per far chiarezza e capire se è giusto andare avanti con questa opera» ammette il Commissario che, dopo lo choc per le accuse a Giorgio Guazzaloca, indagato per corruzione, si prepara a convocare lunedì mattina un summit d' urgenza con i tecnici per valutare il da farsi. Preoccupate le coop del Ccc, che con Irisbus, ha l' appalto dell' opera: «Se blocchiamo tutto per cosa abbiamo lavorato finora?» si domanda il presidente Piero Collina. Fuori da Palazzo d' Accursio, il terremoto dell' inchiesta sul Civis scuote il dibattito politico. Un film a parti invertite rispetto a quello del 2004. Allora fu l' amministrazione civico-polista di centrodestra ad approvare il Civis, e l' opposizione di centrosinistra a contestarlo. Oggi i ruoli sono capovolti, o quasi. Il Pdl di Berselli va all' attacco e chiede lo stop immediato ai cantieri definendo l' appalto «una porcata consociativa». Il centrosinistra resta invece prudente, in attesa di capire quali saranno le decisioni della Cancellieri. Nel frattempo il candidato Pd Virginio Merola critica il Pdl: «Sconcertanti le accuse a Guazzaloca. Ma è ancor più sconcertante che questa destra impresentabile prenda proprio adesso le distanze dal Civis. Un progetto che ha voluto e che ha scelto, da noi contrastato dai banchi dell' opposizione, mentre oggi Berselli parla di "porcata"». I berlusconiani sono però decisi a cavalcare l' onda anti-filobus innescata dall' inchiesta. «Caro Commissario - ha scritto ieri Berselli - le chiedo di sospendere con effetto immediato tutti gli interventi di sua competenza finalizzati al completamento del progetto Civis aldilà di quelle che potranno essere le risultanze penali». Parole cui segue subito una analoga richiesta da parte del candidato sindaco di centrodestra Manes Bernardini: «Noi lo diciamo da una vita e siamo stati i primi a farlo: bisogna fermare il Civis. Fermare i cantieri per fare finalmente chiarezza negli atti. Mi rallegro che oggi se ne accorgano tutti». Si muovono anche gli altri candidati. «Stop ai lavori, come abbiamo sempre chiesto» attacca il grillino Massimo Bugani. D' accordo Daniele Corticelli di Bologna Capitale. Tutte richieste «valutate con attenzione» dal Commissario. «Condivido le preoccupazioni di Berselli - dice la Cancellieri - E penso che sia venuto il momento di fermarci a riflettere. Il problema non è l' inchiesta, che va avanti per la sua strada. Il problema è anche l' omologazione del mezzo, che ancora manca, e per cui dovrei sollecitare il Ministero. Bisogna capire bene come stanno le cose, se il Civis sarò omologato, quando e come. Bisogna chiedersi se davvero sia giusto far pagare alla città il sacrificio di cantieri così pesanti per un mezzo che forse non funzionerà mai». Per questo il Commissario ha già convocato per lunedì mattina un summit con i tecnici. E in settimana seguirà una riunione con il collegio di controllo (di cui fanno parte anche Provincia e Regione) e con la Soprintendenza. «Giusto che il Comune compia tutte le verifiche necessarie a rassicurare sulle condizioni di legalità, rispetto delle procedure e funzionalità dell' opera» dice l' ex capogruppo Sergio Lo Giudice, che però attacca la richiesta del Pdl di stoppare i lavori: «Dichiarazioni surreali e demagogiche». Contrario invece al blocco dei lavori il civico Stefano Aldrovandi, sponsorizzato proprio da Guazzaloca, che parla di una campagna elettorale funestata dal «volo di avvoltoi» e ammonisce: «Non si può decidere di chiudere un' opera senza sapere i costi e senza avere chiarezza del quadro giuridico: chiediamo che l' Atc, il Commissario e la magistratura svolgano il proprio ruolo in maniera chiara, precisa e veloce, assumendosi le rispettive responsabilità». Una bagarre politica in cui crescono le preoccupazioni di Collina, presidente del Ccc che con Irisbus vinse il bando per la realizzazione delle opere legate al Civis: «Bloccarloa questo punto non so a cosa servirebbe».






LA PROVINCIA STOPPA LA CANCELLIERI

LA PROVINCIA frena il Commissario sul blocco dei cantieri Civis. «Fermare i lavori? Bisogna prima fare un' attenta valutazione tecnica, per evitare che si aprano ulteriori contenziosi e che poi Comune e Atc debbano pagarne le conseguenze». Il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi mette in guardia Palazzo d' Accursio dal rischio di penali per il blocco dei cantieri del filobus. Una possibilità che invece Anna Maria Cancellieri è pronta a considerare dopo il summit di domani con i tecnicie dopo la riunione del collegio di vigilanza, l' organo di cui fa parte anche Palazzo Malvezzi che deve controllare lo stato dei lavori del Civis. Due le incognite che pesano sul filobus: l' inchiesta sull' assegnazione degli appalti aperta dalla procura, che ha indagato per corruzione anche l' ex sindaco Giorgio Guazzaloca,e la mancanza del nulla osta del Ministero sull' omologazione del mezzo. «Non escludo di bloccare i cantieri. Devo capire», ha detto il Commissario, aprendo alle richieste del centrodestra di mettere una pietra sul contestato tram su gomma. La Cancellieri incontrerà domani i tecnici comunali, e in settimana riunirà il collegio di vigilanza, cui partecipano Provincia, Comune di San Lazzaro, Atc e Comune. Lo stesso Venturi chiede che il tavolo sia convocato al più presto. «Siamo disponibili a sederci e parlare di tutto nella sede più ap propriata - spiega il numero due della Provincia - e chiediamo di fare una valutazione attenta e circostanziata per evitare situazioni di cui poi il Comune o l' Atc siano chiamati a rispondere». Da evitare insomma «il rischio di incorrere nelle penali». Un' analoga richiesta di prudenza arriva dal sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli: «La sede corretta per discutere di prosecuzione, cambiamenti, o anche sospensione dei cantieri, è il comitato di vigilanza». Sul blocco del Civis, anche Macciantelli tira il freno: «Per prendere una decisione simile servono ragioni motivatee fondate, senza trascurare i non irrilevanti profili legali». E a dire no al "congelamento" dei lavori sono, a sorpresa, anche i comitati No Civis di via Mazzini: «Commissario, ci ripensi. Un cantiere di 1.700 metri non può essere fermato con le transenne e i buchi aperti fino a data da destinarsi. Cosa diversa se viene rimesso in discussione l' intero progetto». A insistere è invece la politica. Mentre il civico Daniele Corticelli annuncia che da martedì metterà online un estratto del contratto originario tra Atc e Irisbus e invita il Comune a fare altrettanto, il coordinatore cittadino Pdl Fabio Garagnani bacchetta la Cancellieri: «Doveva interrompere i lavori dopo il mio esposto». Scintille anche tra la procura e il civico Stefano Aldrovandi, che aveva criticato le accuse a Guazzaloca. «Noi proseguiamo le indagini con rigore», replica il pm Valter Giovannini. Infine, il grillino Massimo Bugani mette in fila disagi, inchiesta e indagati e conclude: «Serve altro per fermare questo scempio?».
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 03 aprile sul sulla richiesta di Max di rendere pubblico il bilancio del Bologna:

AlLDROVANDI: GIANNI NON SBAGLIA I CONTI
MEROLA: MEGLIO SE LA POLITICA STA FUORI...


CON toni diversi, anche la politica ormai prossima alla partita elettorale è rimasta spiazzata dal passo indietro di Alfredo Cazzola, uscito dal Bologna prima ancora di entrarci. Dalla sorpresa del civico Stefano Aldrovandi, che difende l' amico Giovanni Consorte («se i conti li ha fatti lui, sono certamente in ordine») alla provocazione del grillino Massimo Bugani, che chiede al Bologna di rendere pubblico il suo bilancio. Più cauto il leghista Manes Bernardini, che non entra nel merito delle vicissitudini societarie dei rossoblù, mentre il candidato Pd Virginio Merola, reduce dagli strascichi della gaffe calcistica dei giorni scorsi («Spero che il Bologna torni in serie A»), chiede, con lodevole prudenza, che «la politica non s' intrometta». I guai del Bologna, che dopo Massimo Zanetti perde anche il "briscolone" Cazzola, lambiscono la campagna elettorale. «Mi dispiace molto, e m' ha stupito il gesto di Cazzola, che ho appreso dai giornali - ha spiegato ieri Aldrovandi -. Spero ancora che l' ex patron ci ripensi, perché è uno che di sport se ne intende, e che può far bene alla società». Sulle ragioni del passo indietro l' ex manager Hera esclude però che ci siano problemi nei conti: «Cazzola se n' è andato perché non gli piaceva il suo ruolo, non gli conveniva». Il candidato del centrodestra Manes Bernardini, da sempre tifoso, punta il dito invece contro le amministrazioni di centrosinistra: «Il Comune deve aiutare la società soprattutto in termini di programmazione. Basta con l' ostracismo della sinistra contro tutto ciò che è privato». Chi invece è preoccupato soprattutto per i conti del Bologna è Bugani, candidato della lista Beppe Grillo, che punta sulla trasparenza: «Sono tifoso da tutta la vita e ho già visto troppi errori, da Tacopina a Taçi a Porcedda. Credo che i cittadini abbiano diritto di vedere il bilancio di una società così importante per Bologna e per il suo sviluppo, anche economico». Da questi discorsi si defila il candidato Pd Merola: «Spero che il mancato ingresso di Cazzola non abbia ricadute e che ci sia presto una schiarita nell' assetto societario, che rafforzi il Bologna. È meglio però che la politica non si intrometta, e che questo non diventi un tema della campagna elettorale».
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna" del giorno 31 marzo su sulla dichiarazione di Merola di fare un corpo a corpo con noi:

MONSIERUR MEROLA ARRIVA A TOLOSA, MA IL SINDACO NON C'E'

Il candidato del centrosinistra nella città francese in attesa di essere ricevuto dal primo cittadino si confessa su "boiate", veleni e progetti


«MONSIEUR Merolà? Demain, tomorrow, domani». Come, domani? La graziosa segretaria di Pierre Cohen, il sindaco socialista di Tolosa che ha riconquistato la città alla sinistra, nel 2008, controlla sul computer e ripete, con gentile fermezza: l’appuntamento è per le 12.30 di giovedì. Insomma tra ventiquattr’ore. Desolata ma neanche tanto. Ci resta male Benedetto Zacchiroli, la guida internazionale di Virginio Merola in questo tour europeo. I cugini francesi hanno spostato l’appuntamento di un giorno ma nessuno ha avvisato gli ospiti in arrivo. Capita. Zac ‘globetrotter’ informa il candidato che si rassegna a un pomeriggio finalmente libero, nell’ultima tappa della trasferta iniziata a Norimberga e proseguita a Gent. In mezzo tappa a Monaco e foto ricordo con i ragazzi del Copernico. Cinque giorni e otto aerei. Per risparmiare. Non sulla stanchezza. Infatti Merolà dichiara: «Me l’ha confermato anche questo viaggio. Bologna ha bisogno di un sindaco in palla». L’importante è che non sia nel pallone.

Lontano da casa può confessare finalmente: lo sapeva o no che il Bologna è in serie A da tre anni?
Sospiro: «Chiaro che sì. Ecco, ho deciso. Voglio essere attaccato. Molto, però. In modo esagerato».

Quella dichiarazione ha fatto il giro d’Italia. Persino Cevenini ha ammesso: è stata una boiata.
«Lo so, una boiata pazzesca».

Dica qualcosa ai tifosi...
«I giocatori del Bologna devono decidere la pena. Compreso l’esilio. Sono pronto ad eseguire. Le boiate si fanno. Bona lè. A proposito: a tavola pane e acqua. Non bevo alcolici. Questi alticci...».

Ha ascoltato la registrazione diffusa da Amorosi?
«Amorosi? Non lo considero. Voglio occuparmi di giovani e donne».

Ha definito Amorosi un anonimo. Pareva un messaggio. I veleni continueranno?
«Come diceva quel film: i corvi volano in basso, a schiera. L’aquila in alto, sola. I cambiamenti non possono essere indolori».

Riferito sempre all’opposizione di certi circoli chiusi? Ma chi sono, faccia i nomi.
«Guazzaloca... Quelli che cinguettano con la lista Aldrovandi... Sì, anche dei miei... Quelli che quando c’era il Pci era una cosa seria...».

Però di nomi a sinistra non ne fa. Parlando invece di questo suo tour europeo.
«Abbiamo ripreso belle relazioni che erano state interrotte».

Ha già qualche idea da importare a Bologna?
«Penso ai rapporti con l’università. A Gent ogni sei mesi la giunta comunale e quella dell’ateneo si incontrano per fare il punto. Questa è una cosa che mi sta molto a cuore. Bisogna governare la città insieme. Poi ho trovato conferme sulle pedonalizzazioni. Garantiscono vitalità e negozi floridi».

Lo dovrà spiegare al presidente Ascom, Postacchini. Intanto: Tolosa è gemellata con Bologna.
«A novembre ricorre il trentennale. Il sindaco sarà da noi a giugno. Prepareremo una festa, quest’autunno. Ci sarà anche Gent».


Parla come se fosse già eletto. Sempre convinto di vincere e di vincere al primo turno?
«Ce la possiamo fare, sì».

Grillini permettendo.
«A loro vorrei dire: facciamo un bel corpo a corpo per capire perché non possiamo condividere delle cose».

Lei appare a tratti più sopportato che amato dal suo partito, il Pd. Ciò non la indebolisce?
«No, anzi, mi rafforza. Ben vengano le critiche, quando sono allo scoperto. Per dire: ho apprezzato molto la posizione di Lonardo.Che poi ci ha rimesso il posto in lista».

Su Facebook qualche militante la loda per il suo tour ma qualcun altro avrebbe preferito vederla a Bologna, a combattere.
«La cosa migliore è mettersi avanti con i compiti».
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
Post #: 1,890
Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna" del giorno 04 Aprile sulle nostre magliette alla "StraBologna":

ALLA STRABOLOGNA ANCHE MORANDI LANCIA LE UNIVERSIADI

Al via 54 gruppi organizzati, 16 scuole e tantissimi appasionati. Gianni, sempre generoso, appoggia la cuasa del progetto di Sassoli. Tantissima gente per una vera festa dello sport

StraBologna, di nome e di fatto. Lo splendido cielo terso ed un tepore estivo hanno portato in piazza Maggiore ieri mattina oltre 12.000 bolognesi. Al colpo di pistola delle 10,30 c’erano gli atleti di 54 gruppi sportivi organizzati, i bimbi coi genitori di 16 scuole della città (l’istituto Longhena era il più numeroso), insieme a tanta gente che ha voluto la pettorina per vivere il dedalo di strade cittadine finalmente a passo d’uomo. Insomma, una festa «Adatta per chi corre, perfetta per chi passeggia», nello slogan scelto dall’Uisp che l’ha organizzata.
La StraBologna - Vivicittà 32esima edizione si è sviluppata su tre percorsi: il più breve di 4 chilometri, uno intermedio da 6800 metri ed il più impegnativo lungo quasi 11 chilometri; per tutti partenza ed arrivo attorno al crescentone. Tra i corridori illustri il sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli, Virginio Merola, Benedetto Zacchiroli (questi ultimi due scorti a riposarsi ai tavolini del bar sulla piazza poco dopo il via), Renato Villalta e Gianni Morandi come testimonial della scommessa Universiadi 2019 a Bologna. Maurizio Cevenini sottolineava: «Oggi tutta Bologna è in serie A con questa manifestazione», mentre le t-shirt dei grillini del Movimento a cinque stelle recitavano «Merola in serie B».
Poi quelli di “Succede solo a Bologna” (celebri su Facebook e sul Carlino) sintetizzavano il colore felsineo con un «Socc’mel che fadîga!», ed il “Gruppo piscina/Progresso spasso” vinceva il premio come rappresentativa più numerosa con 354 iscritti. Secondo posto per i 304 di “Corro con Gianluca”, in marcia per ricordare Gianluca Franchini, commerciante di 47 anni con la passione dello sport stroncato 4 mesi fa da un infarto. A dare consigli sulla corretta alimentazione e l’importanza dell’attività fisica c’era quindi lo stand dell’Usl di Bologna: qual miglior modo di un giro al gazebo dei panini con la mortadella di qualità, a fine corsa, per seguirli con gusto.
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
Post #: 1,891
Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna" del giorno 05 Aprile sul Civis-Gate:

CIVIS-GATE, FORNITURE E CONTRATTI: LA CORTE DEI CONTI E' SALITA A BORDO
Aperto un fascicolo dalla Procura di piazza VIII agosto. Sotto esame anche i servizi concessi dal Comune ad Atc

- LA LENTE d’ingrandimento della procura della Corte dei conti puntata sul Civis. I magistrati contabili di piazza VIII Agosto hanno aperto un fascicolo (quella che tecnicamente si definisce ‘posizione’) sul filobus a guida ottica e sui procedimenti amministrativi che riguardano il mezzo, dai contratti alle delibere fino alle forniture.
Questo in virtù dei numerosi esposti presentati negli ultimi mesi, sia dal Movimento 5 Stelle sia dal Pdl. Altro motivo, l’inchiesta della Procura della Repubblica che indagava sulla frode in pubbliche forniture e ora scava anche nel mondo della corruzione, come ha svelato la notizia choc sul coinvolgimento dell’ex sindaco Giorgio Guazzaloca. Ora il pm competente dovrà decidere se avviare un’istruttoria e quali accertamenti svolgere. Siamo in una fase embrionale, ma l’interesse per la vicenda che ha portato al sequestro dei mezzi da parte della Procura è di interesse anche per la Corte dei conti.
AL MOMENTO non ci sono indagati, ma non è la prima volta che il variegato mondo legato ad Atc finisce nel mirino dei pm contabili. La Procura, è emerso, ha infatti concluso gli accertamenti istruttori in contraddittorio con le parti eseguiti nel giudizio di conto relativo alla gestione dei parcheggi su 10 aree pubbliche e altri servizi connessi affidati dal Comune ad Atc.
«Gli accertamenti richiesti sono stati particolarmente laboriosi in quanto hanno richiesto la ricerca e la sistemazione della documentazione pertinente a tali gestioni, confusa con gli altri atti di gestione dell’azienda, nonostante le convenzioni prevedessero l’obbligo di separazione contabile per tali gestioni — ha detto il procuratore regionale facente funzioni Paolo Novelli —. E’ in fase conclusiva da parte della Guardia di finanza l’esame di tutta la documentazione per evidenziare quali spese possano effettivamente rientrare nella gestione dei servizi concessi dal Comune ad Atc, anche ai fini di una eventuale azione di responsabilità amministrativa».
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
Post #: 1,893
Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 05 Aprile sul laboratorio urbano fatto dal PD con l'esclusione di Max::

VITALI DA' IL VIA AL PRIMO SCONTRO TRA GLI SFIDANTI

ARRIVA venerdì il primo incontro pubblico tra i concorrenti per Palazzo d' Accursio. E per provare ad uscire dalle indagini sul corvo o per corruzione, ad un mese dalle elezioni comunali, almeno un risultato i sei mesi di lavoro del «Laboratorio urbano» l' otterrà, portando sullo stesso palco tre candidati sindaci a parlare della Bologna che viene e di programmi, con appuntamento a San Giovanni in Monte alle 17. Dopo 14 seminari e discussioni, a Stefano Aldrovandi, Virginio Merola e Manes Bernardini verrà chiesto cosa ne pensano di città metropolitana, di nuove (stringenti) norme urbanistiche, di una Bologna davvero digitale e di come trovare risorse per la cultura. Walter Vitali, senatore Pd tra i promotori, insieme alla docente di Geografia Paola Bonora, dei lavori del Laboratorio urbano, ammette: «La campagna elettorale sta prendendo una brutta piega tra dossier e indagini. Vanno invece alimentate le discussioni. Da parte nostra abbiamo elaborato proposte per 5 anni che servano anche per arrivarea politiche nazionali».E alla polemica sollevata dal grillino Favia per l' «esclusione» di Massimo Bugani, candidato delle 5 stelle, risponde «Saremo ben lieti di poter accogliere anche gli altri candidati sindaco che desiderino discutere con noi». Tra le proposte uscite dai seminari spicca una politica di contenimento del consumo di territorio: meno costruzioni, con un programma che gradatamente arrivi al 2050 all' azzeramento. Nessun laccio al settore edilizio, dicono al Laboratorio, solo una riconversione del comparto verso la riqualificazione. Del resto, dice la Bonora: «Anche qui c' è stato uno sviluppo urbanistico, caotico, che ha poi generato problemi alla mobilità e alle relazioni sociali».





Dal giornale on line "Il Domani di Bologna" del giorno 06 Aprile su quello che dice Giò sul Civis::

M5S: BLOCCATELO

Uscire dal contratto del Civis si può. Ne è convinto Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle: «Le strade per non far pagare ai cittadini penali e risarcimenti in caso di rescissione dall’appalto c'erano eccome. E ci sono ancora».
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
Post #: 1,894
Dal giornale on line "Il Domani di Bologna" del giorno 06 Aprile sulla denuncia fatta dai nostri cugini di Castenaso sui posti mancanti alle elementari::

CASTENASO La denuncia del Movimento 5 stelle che raccoglie i malumori dei genitori dei bambini esclusi
MANCANO 19 POSTI ALLE MATERNE COMUNALI
Il sindaco rassicura: «Parlerò con il provveditore, troveremo le aule per tutti»

«A differenza dei nidi, gestiti dal Comune, le materne di Castenaso sono scuole statali, o paritarie. Il ruolo degli uffici comunali per i servizi scolastici sono solo quelli di impedire che lo stesso bambino venga iscritto in più scuole creando, poi, problemi organizzativi». Parole del sindaco di Castenaso, Stefano Sermenghi, rispondendo alle critiche del capogruppo della lista civica “Castenaso 5 Stelle”, Nunzio Diana, sconcertato al sapere da un genitore che 19 bambini non hanno trovato posto nelle materne locali. Quello della totale risposta alle necessità scolastiche delle famiglie è infatti un tema caro ai “grillini” che già nella campagna elettorale delle comunali del 2009, poi in consiglio comunale con due consiglieri eletti, diedero battaglia per gli oltre 40 bambini che erano rimasti fuori dagli asili nido comunali.
Con lo stesso Diana che ammette che «quando 2 anni fa rimasero fuori più di quaranta bambini dai nidi comunali, gli uffici hanno lavorato magnificamente per trovare una soluzione. Anche l’amministrazione ha risposto, accogliendo le nostre proposte, potenziando l’offerta, attraverso convenzioni e l’istituzione del piccolo nido di Villanova. Ma quello che è accaduto recentemente, raccontato da una mamma – precisa Diana –, è molto grave perché lascia in difficoltà 19 famiglie, che oggi come ieri non lasceremo sole. Se c’è stato un errore di valutazione, l’amministrazione – conclude il “grillino” – ha il dovere di ovviare trovando al più presto una soluzione per le 19 famiglie». La mamma in questione si era detta «preoccupata e sconcertata perché nonostante le rassicurazioni date, 19 bambini sono rimasti fuori dalle scuole materne e sono quindi in lista d’attesa. E dire che in gennaio, in un incontro informativo alle “Marconi” riferirono che “l’offerta di posti di scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2011-2012 sarà di 155, di cui 112 nelle statali e 43 nelle paritarie, a fronte di circa 159 bambini residenti nati nel 2008; e si prevede di riuscire a soddisfare la domanda”. Vietando poi – ricorda la mamma – presentare la domanda di iscrizione sia alla scuola statale sia alla privata col risultato che siamo giunti tardi per le paritarie che chiudevano le iscrizioni a gennaio e che il mio bambino non ha trovato posto da nessuna parte». Ma Sermenghi poi precisa il quadro della situazione facendo presente «che dei 19 casi quattro riguardano domande giunte in ritardo. E dei 15 rimasti due hanno già trovato collocazione nella scuola paritaria privata “Damiani” di Marano. Ne rimangono quindi 13 e vedremo di fare il possibile per dare una risposta anche a queste famiglie. E per farlo ho già chiesto un incontro urgente con il dirigente scolastico».
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
Post #: 1,895
Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 06 Aprile sulla penale sul Civis che può essere aggirata e sulla richiesta da parte di Giò se c'è tutta la documentazione per poterlo fare:

CIVIS, LA CANCELLIERI MEDIA LA PENALE PUO' ESSERE AGGIRATA

MENTRE da più parti arrivano sollecitazioni al commissario perché "stracci" il contratto del Civis, con tanto di estratti del documento pubblicati on-line, Anna Maria Cancellieri guarda al verdetto della commissione sicurezza. «Dobbiamo sollecitare la commissione perché ci dicano se il Civis può circolare come mezzo a guida ottica, invece che come un normale filobus - dice -, e dobbiamo conoscere presto questo parere. Farò di tutto per avere una risposta in breve tempo». Oggi intanto summit fra Comune e Atc sulla vicenda, venerdì saranno riunite invece le istituzioni, compresa la Regione. «Dobbiamo essere uniti, avere una posizione univoca - dice Cancellieri -. Per il resto, cioè nuovi lavori e via dicendo, toccherà al prossimo sindaco». L' unica mossa che potrebbe spettare ancora al commissario, che si avvia alla fine del suo mandato, sarebbe legataa un "niet" della commissione sicurezza.A questo punto è fondamentale sapere se il Civis ha l' imprimatur della commissione ministeriale guidata da Francesco Monaco, direttore dell' Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (Ustif), perché se il mezzo non venisse considerato sicuro, ci sarebbe un appiglio concreto per rescindere il contratto. E sotto esame ci sono le clausole che non prevedono la penale. Clausole che ieri Daniele Corticelli, candidato sindaco di Bologna Capitale, ha pubblicato sul suo sito. «Dal contratto si evince che Atc può risolvere agevolmente per inadempienza contrattuale - dice Corticelli -, stante i ritardi e la mancata omologazione del mezzo». Per i ritardi, Atc ha fatto richiesta di danni (15 mila euro al giorno a partire da fine giugno, quando avrebbero dovuto essere terminati i cantieri), ma quei soldi non sono subito disponibili. Il contratto prevede infatti che le penali siano «annotate dal direttore dei lavori nel registro di contabilità» e possano «essere computate a debito dell' appaltatore con deduzione dall' importo finale». All' attacco su questo punto i "grillini" con Giovanni Favia: «È stato tenuto questo registro ad hoc?». Anche l' Idv chiede a Cancellieri di seguire la terza via: «Completare con la massima urgenza solo i cantieri in corso, procedendo a un' attenta verifica sulle clausole contrattuali - chiedono Sandro Mandini e Paolo Nanni - e verificare se ci sono penali nel caso di mancata omologazione e mancata consegna dei mezzi». Intanto il commissario istituisce l' ufficio «Tutela e gestione del centro storico» che sarà guidato dall' architetto del Comune Francesco Evangelisti. «Ho visto tante arlecchinate in piazza Maggiore - dice il commissario -, invece questo spazio merita più rispetto. L' ufficio avrà voce in capitolo anche per il passaggio del Civis in centro».




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 07 Aprile sul progetto di trasformare la Cineteca in Fondazione col rischio che venga privatizzata e ciò che dice Max :

CINETECA "SARA' FONDAZIONE PRIMA DEL VOTO"
FARINELLI: "NON VERRA' PRIVATIZZATA"
Polemica a distanza fra i grillini e il direttore del centro di via Riva Reno. "Il commissario non prenda questa decisione da solo, la lasci al Consiglio comunale che sarà eletto". La replica: "Non è come vendere l'acqua"

Sul futuro della Cineteca di Bologna, eccellenza culturale della città, è polemica a distanza fra i grillini e il direttore Gian Luca Farinelli. Il Movimento cinque stelle, tramite il suo candidato sindaco Massimo Bugani, accusa: l'istituzione sarà "privatizzata" prima delle elezioni del 15 e 16 maggio, passando quindi solo per il via libera del commissario. Bugani si augura che Anna Maria Cancellieri non si prenda "la personale responsabilità di una scelta così importante, ma che la lasci al Consiglio comunale che verrà tra poco eletto".
Il progetto, secondo i grillini, prevederebbe la trasformazione in fondazione, "con partecipazione pubblica di maggioranza". Chiarisce il direttore Gian Luca Farinelli: sì alla Fondazione, ma "non sarà come vendere l'acqua ai privati". "E' un'assoluta necessità per il suo buon funzionamento". Quando accadrà? Non necessariamente prima del voto di maggio. "Bisogna chiederlo al commissario- alza le mani Farinelli- la delibera non spetta a me". In ogni caso, aggiunge il direttore, "dal mio punto di vista siamo in ritardo di 11 anni". Fondazione sì, continua a precisare Farinelli, ma "non è una privatizzazione. I soci saranno il Comune ed eventualmente la Regione. Tutte le Cineteche italiane e quelle europee più importanti sono Fondazioni e sono pubbliche. La vera anomalia siamo noi, non e' il contrario". La trasformazione della Cineteca, cita come esempio il direttore, "permette di fare maggiori attività e di sviluppare meglio quelle commerciali".
L'esponente del Movimento cinque stelle si dice però "sconcertato" dal fatto che "i lavoratori della Cineteca non hanno, fino ad ora, ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in merito al progetto di fondazione portato avanti da direzione e cda".
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
Post #: 1,896
Dal giornale on line "Il Domani di Bologna" del giorno 07 Aprile sul progetto di trasformare la Cineteca in Fondazione col rischio che venga privatizzata e ciò che dice Max :

Diventerà una fondazione. I grillini accusano: «È una privatizzazione, il commissario si fermi»
UNA NUOVA PELLE PER LA CINETECA
Il Comune potrebbe decidere subito. Farinelli: ma resta pubblica

La Cineteca di Bologna «privatizzata» prima delle elezioni del 15 e 16 maggio, passando quindi solo per il via libera del commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri. Lo denunciano i grillini del Movimento 5 stelle, che s’appellano proprio al commissario perchè ci sia «maggior trasparenza su questa vicenda e che possibilmente non si prenda la personale responsabilità di una scelta così importante, ma che la lasci al Consiglio comunale che verrà tra poco eletto». È tutto in una nota a firma del candidato sindaco Massimo Bugani e dell'aspirante consigliere comunale Lorenzo Andraghetti, diffusa via Facebook. Il progetto, che verrebbe portato avanti dai vertici della Cineteca, prevederebbe la trasformazione in fondazione, «con partecipazione pubblica di maggioranza» e avrebbe messo in allarme alcuni cittadini. Ma la «cosa che più di altre ha fatto insospettire questi cittadini preoccupati per le sorti del nostro patrimonio - scrivono i grillini - sono state le modalità con le quali il direttore Farinelli e tutto il Cda stanno procedendo per fare sì che questa operazione vada in porto prima delle nuove elezioni, volendo far quindi passare questa operazione al solo vaglio del commissario Cancellieri».
Dal direttore della Cineteca Gianluca Farinelli è arrivata una conferma (sarà una fondazione) e una smentita (non sarà privata) all’allarme dei grillini. «Quando fui nominato nel 2000 - ricorda Farinelli - la prima cosa che dissi è che la Cineteca doveva essere trasformata in Fondazione. È un’assoluta necessità per il suo buon funzionamento». Non è detto però che questo venga fatto prima del voto. «Bisogna chiederlo al commissario - alza le mani Farinelli - la delibera non spetta a me». In ogni caso, aggiunge il direttore, «dal mio punto di vista siamo in ritardo di 11 anni». Trasformare la Cineteca, però, non significa eliminarla dal patrimonio pubblico. «Non è una privatizzazione - assicura Farinelli - i soci saranno il Comune ed eventualmente la Regione, non è come vendere l'acqua ai privati». Inoltre, aggiunge il direttore, «tutte le Cineteche italiane e quelle europee più importanti sono Fondazioni e sono pubbliche. La vera anomalia siamo noi, non è il contrario». Cambiare assetto istituzionale alla Cineteca, dunque, è solo «dare un vestito più consono alla sua funzionalità». Diventare Fondazione «porta vantaggi evidenti», insiste Farinelli, a partire dal fatto che «ogni Finanziaria prevede vincoli più stringenti sul pubblico». La trasformazione della Cineteca, cita come esempio il direttore, «permette di fare maggiori attività e di sviluppare meglio quelle commerciali».





Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna" del giorno 07 Aprile sul progetto di trasformare la Cineteca in Fondazione col rischio che venga privatizzata e ciò che dice Max :

LA CINETECA NON DIVENTI FONDAZIONE

LA CINETECA comunale potrebbe diventare Fondazione prima delle elezioni del 15 e 16 maggio, con il via libera del commissario Annamaria Cancellieri. È quel che scrive il grillino Massimo Bugani, candidato sindaco del movimento 5 stelle, che dalle pagine di Facebook, preoccupato per il futuro dei lavoratori dell' istituzione, chiede al commissario «maggior trasparenza su questa vicenda e che possibilmente non si prenda la personale responsabilità di una scelta così importante». E su quest' ultimo punto concordano anche Cisl e Cgil funzione pubblica: Enrico Bassani (Cisl) accusa Comune e Cineteca di non aver mai risposto alle tre lettere con richieste di chiarimento partite di comune accordo dalle tre sigle sindacali. Michele Vannini (Cgil) dichiara che, a questo punto, «un incontro con l' amministrazione non è più rinviabile. Ci vediamo costretti ad azioni che diano visibilità alla condizione dei molti lavoratori anche precari dell' istituzione». Secca la replica del direttore dell' istituzione Gian Luca Farinelli, che pure non smentisce: «Sono 11 anni- spiega- che lavoriamo in questa direzione. Siamo in grande ritardo rispetto a tutte le altre cineteche italiane, compresa quella nazionale, che da tempo sono fondazioni. Prima sarà meglio sarà. I soci sarebbero Comune ed eventualmente Regione, quindi pubblici, e nessun privato. I sindacati non sono stati ancora interpellati perché il cambio non è avvenuto». La vicenda peraltro non sembra turbare gli altri aspiranti alla carica di primo cittadino. Favorevole alla fondazione il candidato del centro-sinistra Virginio Merola: «senza questa trasformazione - spiega - verrebbe meno l' attività del laboratorio della Cineteca, con conseguenze evidenti sia sul piano della qualità del lavoro che in termini occupazionali. Ma è giusto che si verifichi fino in fondo la fattibilità, da consegnare alla scelta definitiva del prossimo sindaco». Dello stesso avviso Daniele Corticelli di Bologna capitale. «È da anni che si parla di trasformare la Cineteca in Fondazione ed è anche l' unica strada possibile per mantenerne l' eccellenza». Favorevole alla Fondazione è pure il candidato civico Stefano Aldrovandi ma, precisa, «a meno che non si perdano occasioni urgenti, è opportuno attendere il nuovo sindaco». Si allinea invece sulle posizioni dei grillini Manes Bernardini di Lega e Pdl. «Se Farinelli ha aspettato undici anni può attendere un mese di più. Il Commissario non può ipotecare il futuro della Cineteca durante la campagna elettorale. Non entro nel merito della questione, ma sono valutazioni che spettano al futuro primo cittadino».
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,898
Dal giornale on line "Il Domani di Bologna" del giorno 08 Aprile sulla pubblicazikone da parte nostra della relazione dei collaudatori del Civis che lo giudicano pericoloso:

Visibilità limitata, interferenze da telefoni e semafori, cali di tensione e traccia instabile
«CIVIS PERICOLOSO, ECCO LE PROVE»
I grillini pubblicano la relazione dei collaudatori Atc

Le accuse Nel mirino di Bugani e Favia le resposabilità politiche degli amministratori comunali e provinciali. Parzialmente “assolta” la Cancellieri.
Dopo il contratto 2004, pubblicato per estratti da Bologna capitale, ora tocca all'accordo 2007, al decreto della Provincia e al capitolato d'appalto sul Civis. A mettere tutto online, sul proprio sito, è il Movimento 5 stelle dell'Emilia-Romagna, che non manca di sottolineare come «l'accordo definitivo fra Atc e Irisbus siglato il 24 luglio 2007, che riprende il già noto contratto del 2004, accorcia i tempi dei lavori a 1.000 giorni naturali dal 16 settembre 2007». I lavori sarebbero dovuti terminare nell’agosto 2010.


Visibilità dal posto guida limitata da ambo i lati, con i monitor che peggiorano la situazione distogliendo l’attenzione dell’autista dalla strada. Senza considerare che spesso gli schermi sono fuori uso e vengono disturbati dalle interferenze dei telefonini dei passeggeri. Problemi anche per gli specchietti retrovisori: prima erano troppo bassi, ora sono più alti ma “cozzano” con il tergicristalli. E ancora: perdita della traccia ottica dovuta a una serie di variabili che vanno dal troppo sole, troppa pioggia, ombra alle interferenze con le spie semaforiche. Veniamo al capitolo “avarie”: sono continue, dovute spesso ai cali di tensione che arrivano fino a 540 volt se sono in circolazione due mezzi alimentati dallo stesso cavo. Queste sono solo alcune delle criticità messe nero su bianco nel settembre del 2010 dai collaudatori Atc che hanno testato il Civis a San Lazzaro. Il documento, che dedica 20 capitoletti ai problemi riscontrati, è stato consegnato a suo tempo al presidente Atc Francesco Sutti, al direttore dei lavori Fabio Monzali e ai sindacati, ma a renderlo noto sono stati ieri i grillini Massimo Bugani, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, e Giovanni Favia, consigliere regionale. La relazione, “presentata” su e’Tv, da ieri è disponibile sui siti internet del movimento. «Dobbiamo aspettare il primo incidente grave per fermare questa clamorosa follia? - si chiede Bugani che ieri è riuscito a salire su un mezzo in deposito che avrebbe dovuto essere inaccessibile - È chiaro che il Civis è troppo pericoloso e impossibile da guidare». Sulla possibilità di stoppare il mezzo Favia ci va cauto: «Si poteva fare a cantieri chiusi pagando una penale di 14 milioni - spiega - e sarebbe stato comunque un risparmio rispetto a quanto è stato investito. Forse non si può fermare, ma si può trattare con gli appaltatori per limitare i danni. Le strade insomma sono due: o si ferma tutto perchè si configura la truffa al Ministero (il bando finanziava un mezzo a guida vincolata, quello attuale è a guida assistita, ndr) o si cambia il mezzo e si mantiene l’infrastruttura modificando il progetto esecutivo». In attesa che l’indagine della magistratura sul Civis faccia il suo corso (attualmente risulta indagato per corruzione l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca), i grillini puntano il dito sulle responsabilità politiche degli amministratori. A cominciare da Guazzaloca, passando per Sergio Cofferati, che ridusse il tragitto ma non i costi, arrivando alla Provincia che prima fece ricorso contro il Comune guidato da una giunta di centrodestra per ritirarlo poi quando a Palazzo d’Accursio tornò il centrosinistra. Un cambio di rotta motivato ufficialmente dalla decisione di utilizzare il filobus invece del tram. Spiegazione che convince poco i grillini che hanno chiesto accesso agli atti di Palazzo Malvezzi. «I cittadini si devono rendere conto che siamo stati governati da cialtroni - dice senza mezzi termini Favia - A gente così non farei amministrare il mio condominio». Parzialmente "assolta” il commissario prefettizio Anna Maria Cancellieri che ha deciso di proseguire con i cantieri nonostante le polemiche seguite all’avviso di garanzia recapitato a Guazzaloca. «Si trova tra l’incudine e il martello - è l’analisi di Favia - non è facile governare quando sei circondata da tecnici e dirigenti della mobilità che sono il prolungamento del partito. E senza la loro firma non si può fare nulla».
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