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RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Silvia Patini (.
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 12 Maggio sulla disinformazione di Bonaccini agli elettori sul fatto che il MoVimento toglie voti solo alla sinistra:

BONACCINI E IL RISCHIO BALLOTTAGGIO "LA LISTA GRILLO AIUTA LA DESTRA"

«FIDUCIOSO» sul voto, all'attacco dei grillini, il segretario regionale Pd Stefano Bonaccini chiude al centro e lancia Virginio Merola, «ottimo amministratore».
Ma non risparmia al candidato Pd qualche bacchettata. Dopo le parole dell'ex assessore («Fumare uno spinello? Per me non è grave» ha detto Merola a Radio 24) il leader regionale corregge il tiro sulle droghe leggere: «Non siamo il partito dello sballo». E poi smussa le parole del candidato contro «le resistenze conservatrici annidate nel Pd». «In realtà non siamo mai stati uniti come adesso» dice Bonaccini.
«Questo voto ha una valenza importante a Roma, perché in Emilia Romagna votano 46 tra Comuni e Province, di cui due terzi sono governati dal centrodestra» dice Bonaccini, affiancato dai volantini contro l'esecutivo "Berlusconi-Bossi-Scilipoti" e contro "Lega poltrona". Il Democratico è ottimista: «Sono fiducioso, anche se rispetto a cinque anni fa, quando si viveva l'ultimo giro di vittorie larghe del centrosinistra, le condizioni sono più sfavorevoli». Preoccupa soprattutto il voto di protesta alla lista Grillo, «che rischia di favorire il centrodestra». Parole che innescano un botta e risposta con i grillini («Il Pd ha paura di noi» dice Massimo Bugani. «Niente affatto, forse siete nervosi perché temete di prendere meno del 9% del 2010» replica il segretario regionale Pd). Bonaccini non si sbilancia sull'ipotesi di una vittoria al primo turno a Bologna, né sulle ipotesi di alleanza sul ballottaggio: «Deciderà il candidato. Io non credo sia facile fare alleanze con il Terzo polo, ma sono sicuro che Casini e Fini non ne faranno col centrodestra». Ma è lo stesso Merola a chiudere qualunque ipotesi centrista: «Il centro politico non esiste. Piuttosto conquisteremo gli elettori moderati e gli elettori sfiduciati che sono rimasti a casa».
Il candidato Pd, che ieri ha annunciato il «congelamento» della chiusura dei nidi Vestri e Roselle (ma il Commissario precisa: «Non ho fatto passi indietro. Ho solo chiuso le iscrizioni»), ha puntato il dito a Radio Città del Capo contro il fuoco amico Pd.
«La mia vittoria al primo turno sgombrerà il campo dalle resistenze conservatrici dentro il partito» dice l'ex assessore, che ricorda la fronda Pd alle primarie di Pietro Aceto, Diego Benecchi ed Emilio Lonardo, «iscritti al mio partito che diffondevano volantini contro di me». Sorpreso Bonaccini: «È chiaro che se si vince si placano le tensioni interne.
Però non ricordo un periodo in cui siamo stati uniti come ora». Il candidato torna anche sulla sua apertura alle droghe leggere, e attacca il civico Aldrovandi (che lo aveva accusato di «messaggi di morte»): «Ho solo detto che negli anni '70 ho fumato uno spinello dice Merola - ma lo "zombie" del tresette consociativo, che di mortiferi se ne intende, cerca di sfruttare anche questo». Sul tema arriva però lo stop dello stesso Bonaccini. Il segretario Pd dà atto a Merola di aver precisato che «l'importante è perseguire gli spacciatori», ma lo ammonisce: «Non è questo il tema su cui fare gli "alternativi"». Da "perdonare" invece le gaffe del candidato sul Bologna Calcio. Pur dicendo che i candidati devono «studiare», Bonaccini giustifica qualche scivolone: «È la fatica. Diciamo che dopo il voto Merola avrà modo di studiarsi la storia dei rossoblù».



Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 13 Maggio sulla nostra replica alla disinformazione di Bonaccini:

GRILLINI ALL'ATTACCO SUL VOTO UTILE "IL PD TEME DI FARE UNA FIGURACCIA"

«IL Pd teme un flop alle urne». Il grillino Giovanni Favia contrattacca con asprezza ai vertici del Pd che fanno appello al voto utile al centrosinistra per evitare un ballottaggio che rafforzerebbe la Lega Nord. «Temono un flop alle urne? - chiede il consigliere regionale del Movimento 5 stelle - Se Bonaccini e Donini hanno sentito il bisogno di dichiarare contro i liberi cittadini che sceglieranno di votare per noi, significa che davvero hanno una gran paura di fare una figuraccia alle elezioni comunali. Dopo l'inventata omofobia di Grillo, ora arriva la fiaba stracotta del voto utile». E aggiunge: «Noi le idee sulla città che vorremo costruire le abbiamo esposte chiaramente ai cittadini. E stiano tranquilli i Democratici: chi voterà noi aiuterà solo il benessere delle città, non la destra né la sinistra ne le loro consorterie affaristiche e partitiche. Noi aiutiamo la destra? Per battere Berlusconi dobbiamo eliminare quella che è la sua stampella da 15 anni: il Pd».






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 13 Maggio sull'idea del politologo Galli su di noi:

GALLI E LA PROVA DELLE URNE

«IL CENTROSINISTRA riuscirà probabilmentea vincere, ma quella che riconquisterà, sarà una città cambiata per sempre» dice amaro Carlo Galli, direttore dell'Istituto Gramsci.
IL POLITOLOGO individua fuori dal centrosinistra le «due vere novità» di questa campagna elettorale: la lista Grillo e la Lega Nord. La prima che «crescerà a spese del Pd, pescando tra i delusi della sinistra». La seconda che «vincerà comunque, anche se perde, perché diventerà il vero perno dell'opposizione». E che potrebbe trascinare il candidato Pd Virginio Merola verso un ballottaggio a rischio: «Non so se ci sarà il secondo turno. Nessuno può dirlo ora.
Ma se ci si arrivasse, nessun risultato sarebbe scontato».
Galli, nella sua intervista a Repubblica Tv lei ha insistito molto sul peso dei grillini, ipotizzando addirittura che Massimo Bugani possa arrivare al ballottaggio. Ci crede davvero? «La cosa più probabile è che al ballottaggio vada il leghista Manes Bernardini. Su Bugani ho fatto un'ipotesi di scuola, che si basa su tre elementi. Primo, i grillini avranno un ottimo risultato.
Secondo, a Bologna i grillini prendono voti soprattutto tra i delusi della sinistra, che sono molti. Terzo, col 40% di indecisi può succedere di tutto».
Come mai tanti indecisi? Nel nostro video sul sito di Repubblica Bologna, molti non sanno nemmeno quando si vota.
«Purtroppo il commissariamento ha convinto molti che la politica è tutto sommato "fastidiosa". Non perché il Commissario abbia governato così bene, ma perché la sua presenza ha fatto sì che molti assaporassero il bello di essere governati senza litigi. Si tratta di una deriva apolitica spaventosa, perché c'è una massa di spettatori apatici cui va bene tutto, e che potrebbero essere facilmente preda del populismo». Ipotizzare un grillino al ballottaggio però vorrebbe dire che l'intero centrosinistra si ferma al 35%. Le pare possibile? «Sarebbe una tragedia, largamente improbabile nei fatti. Per questo dico che la cosa più facile è che arrivi secondo il leghista. E qui abbiamo l'altra vera novità di questa campagna: un candidato della Lega che arriva al 30%, è comunque una vittoria per il Carroccio, anche se perdono. Una cosa inaudita a Bologna. Se alla fine il Pd riuscirà a riconquistare il Comune, farà la pace con una città cambiata per sempre».

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Silvia Patini (.
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Bernardini ha fatto sapere che non si dimetterà da consigliere regionale. Lei pensa che riuscirà a fare il capo dell'opposizione in Comune in questi cinque anni? «Nessuno può dirlo: tra cinque anni avremo un nuovo governo e un nuovo Capo dello Stato, sarà tutto diverso. Certo, a bocce ferme, Bernardini potrà provare ad accreditarsi come capo dell'opposizione facendo il consigliere regionale assenteista. Quel che è sicuro è che ci sarà un forte cambio di equilibri nel centrodestra, con la Lega che prenderà il posto del Pdl come perno della minoranza. Un Pdl che esce devastato da questa campagna».
Cambieranno gli equilibri anche nel centrosinistra? Massimo Cacciari sostiene che Vendola "ruberà" voti al Pd.
«Lo credo anche io. Vendola e Amelia Frascaroli interpretano a Bologna un matrimonio tra cattolicesimo di sinistra e cattolicesimo democratico che ha una lunga tradizione in città. Se il Pd scende sotto il 35% vuol dire che non è riuscito a ricucire con i bolognesi, e l'Opa di Vendola sul centrosinistra si rafforza».
Ma lei pensa che ci sarà il ballottaggio? «Non lo so. Ma se ci sarà passeremo due settimane col fiato sospeso. Sarebbe un segnale terribile dello sfondamento della Lega, e dell'incapacità del Pd di far pace con la città. Un conto è se Merola vince con il 51% e Bernardini resta al 30%. Diverso se si va al ballottaggio. Io penso che alla fine Merola sederà su quella sedia, a Palazzo d'Accursio, ma quel che conta è vedere come ci arriva».






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 13 Maggio sulla disinformazione di Palma Costi sui conti dei consiglieri regionali:

LO SLOGAN SEMPREVERDE DEL PSI E MANES NON VOTERA' BERNARDINI

FORSE per bilanciare gli slogan criptici di Virginio Merola, i socialisti della Rosa (che sostengono il candidato del Pd) hanno deciso di mettere sui loro manifesti il più sobrio ed elegante: «Piò fat/ pochi pugnat». *** Manes non voterà per Bernardini. Il candidato sindaco della Lega infatti ha la residenza a Casalecchio. Una bella fortuna perché non sarà costretto a scegliere tra i candidati in lizza a Bologna. *** Angelo Maria Carcano ha spiegato i motivi che lo hanno portato alla candidatura. «Tutti cercavano un civico e mi sono detto: io sono un vero civico». Poi, proseguendo il discorso, ha aggiunto che proprio in quei giorni aveva pestato due cacche di cani. Come sempre sono solo nobili motivi quelli che spingono all' impegno politico... *** Il segretario del Pd Raffaele Donini sta cercando di tenere il passo del suo candidato Virginio Merola almeno sul numero delle gaffe. Infatti ieri in una intervista in tv ha detto che la piazza principale di Bologna si chiama «piazza grande». *** Scricchiola in fair play nel centrosinistra. Per rispondere alla belligerante dichiarazione di Amelia Frascaroli («punto a prendere più preferenze del Cev»), Maurizio Cevenini ha annunciato che stamattina andrà a fare volantinaggio al mercato delle erbe, proprio davanti alla sede elettorale di Amelia. Speriamo che per ripicca la Frascaroli non si metta a fare i matrimoni. Daniele Corticelli è stato costretto a cambiare la sede per la chiusura (stasera ore 20,45) della sua campagna elettorale spostandola dal teatro Dehon al Testoni. Pare che qualcuno abbia detto che recitava male la parte di sindaco. Dopo i video su You tube e le scritte sui manifesti, «Magilla il sindaco gorilla» ha continuato la campagna elettorale con una ape-car. MagillaGuerrilla è un network di giovani specialisti della comunicazione non convenzionale che usano le elezioni per sperimentare le loro tecniche. Comunque restano ancora dei dilettanti rispetto alla comunicazione dei candidati veri. Altro che non convenzionale. Testacoda. In Regione è il Pd che fa i conti in tasca ai grillini. «Se vanno dicendo che prendono 2.500 euro al mese, perché sul sito web del Movimento a 5 stelle sono pubblicate le buste paga di luglio, che parlano di 8.404,56 euro netti per il capogruppo Andrea Defranceschi e 7.218,91 per il consigliere Giovanni Favia?» chiede la consigliera Pd Palma Costi.






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 14 Maggio sulle dichiarazioni di Franco Grillini contro di noi:

GRILLINI CONTRO IL MOVIMENTO 5 STELLE "USANO LA TECNICA CARA A BERLUSCONI"

BEPPE Grillo torna sul suo saluto da Piazza Maggiore (« At salut, buson ») per specificare che non era rivolto a Nichi Vendola, leader di Sel che ha tenuto un comizio nella stessa piazza poche ore dopo. «I media all'inizio ci hanno ignorato, poi insultato. Hanno utilizzato un saluto alle persone a Bologna per trasformarlo in un insulto a un politico - ha scritto nel suo blog - una cosa che non ho mai fatto e neppure pensato». Grillo allega anche un link, per guardare un video su youtube che lo "scagiona", anche se il saluto finale è visibile in un video diverso. L'Idv comunque attacca il metodo del comico genovese: «Usa una tecnica berlusconiana - ha detto Franco Grillini, leader di Arcigay -. Non male per chi si propone come moralizzatore della politica».






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 14 Maggio sulla nostra richiesta del test antidroga per i candidati:

LA LISTA GRILLO "TEST ANTIDROGA AL BALLOTTAGGIO"

UN TEST antidroga per i due candidati sindaco che andranno al ballottaggio.

Lo chiedono i "grillini" bolognesi, una delle grandi incognite su questo primo turno elettorale. «Se al ballottaggio non dovesse esserci il nostro Massimo Bugani chiederemo a entrambi i candidati di sottoporsi al testa antidroga, dal quale risulterà anche l'uso di psicofarmaci», ha annunciato Giovanni Favia, consigliere regionale e leader in Regione del Movimento Cinque Stelle. «È solo una questione di trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini che si apprestano a votare l'uomo che guiderà la città per almeno cinque anni», ha aggiunto Favia, spiegando che proprio Bugani, il candidato sindaco dei grillini, «l'ha già fatto e pubblicheremo i risultati a breve». Purtroppo, ha concluso Favia «in città le voci girano, e non vediamo ragioni per non fare questo test: non abbiamo elementi per dire nulla di più se non chiedere a tutti di fare il test». Non commenta il candidato Pd Virginio Merola, che nei giorni scorsi ha ammesso di aver fatto uso di spinelli negli anni '70.
A prendersela, e molto, è invece il consigliere regionale Franco Grillini, capolista Idv in Comune: «Siamo al proibizionismo, alle voci, al metodo Boffo fatto in casa, al colpo di coda simil-Moratti, all'infamia dell'ultimo minuto basata sulle voci. Fanno illazioni per generare sospetti». Ma i grillini vanno avanti per la loro strada, e respingono gli attacchi del Pd, che li accusano di «favorire il centrodestra». «Mandare Merola al ballottaggio sarebbe un merito» dice Bugani, che lascia carta bianca sul ballottaggio.






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 14 Maggio sulla richiesta di Bonaccini al MoVimento di stare al governo della città col PD:

[url=http://ricerca.repubblica.it/repu­bblica/archivio/repubblica/2011/05/17/in­-citta-il-carroccio-non-sfonda-il.html]http://ricerca.repubb...­
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 17 Maggio sulla festa in piazza per il risultato delle comunali:

BUGANI BOOM CON FESTA IN PIAZZA. ECCOCI, IL TERZO POLO SIAMO NOI SIAMO IL TERZO POLO

IL MOVIMENTO 5 Stelle è il grande vincitore di queste elezioni e Massimo Bugani esulta. «Se avessimo candidato Favia, volto ben più noto del mio, avremmo preso anche di più. Ma noi questi giochetti non li facciamo. E siamo ormai il vero terzo polo in città».
SALE le scale di Palazzo D' Accursio quasi fosse lui il nuovo sindaco. «Pensa te, prima qui venivo a fare le fotografie per i matrimoni» si sorprende di fronte al muro di flash tutti per lui. Ma il negozio di macchine fotograficheè già stato venduto, la nuova vita di Massimo Bugani comincia oggi, a trentatré anni. Con un risultato che sorprende, attorno al 10%, è il Movimento a 5 Stelle il grande vincitore di queste elezioni bolognesi, che porterà in Comune dai due ai tre consiglieri. «Il Terzo polo siamo noi, se avessimo candidato Giovanni Favia, volto ben più noto del mio - osserva Bugani - avremmo preso anche di più. Ma noi questi giochetti non li facciamo». Favia, eletto in Regione,è al suo fianco che lo scorta per tutto il giorno. La giornata di Bugani parte nel primo pomeriggio ed è un susseguirsi di interviste, correndo da una parte all' altra della città. Favia, più a suo agio davanti ai flash, attacca subito il Pd. «I loro giovani venivano a scuola con me. A quindici anni erano già vecchi con la gobba». Lui, Bugani,è il viso rassicurante, che a bassa voce invoca rispetto. «Ve lo chiedo in ginocchio, a voi della stampa e ai politici». La notte prima del voto, racconta Bugani, è stata durissima. Il risveglio ancora di più, con la tensione a giocare brutti scherzi, che lo costringe «a far la spola tra la camera e il bagno». I primi risultati guardati davanti alla tv assieme ai genitori, poi fuori a festeggiare. Poi vola a Palazzo D' Accursio, perché gli altri candidati del Movimento a 5 Stelle sono lì ad attenderlo da alcune ore. Quando si accorgono del suo arrivo parte l' assalto, fatto di abbracci e strette di mani. Nel frattempo Andrea De Franceschi, consigliere in Regione, regala sfrappole mentre un attivista prova ancora a convincere gli scettici: «Nessuno potrà mai comprarci, dopo dieci anni togliamo il disturbo» spiega ad un elettore di sinistra. «L' avanzata è su tutta l' Emilia - esulta Favia - un' avanzata storica». Il loro leader, Beppe Grillo, si fa sentire più volte via telefono. Prima si complimenta, poi scherza. «Avete troppi eletti, datene qualcuno agli altri» racconta a Favia. Davanti al portone di Palazzo D' Accursio si fa vedere Federica Salsi, che con molta probabilità siederà anche lei in Comune assieme a Bugani. «Con soli 4 mila euro abbiamo fatto questo risultato, mentre gli altri hanno speso cento volte più di noi. Era meglio se quei soldi fossero andati in beneficenza» punzecchia il nuovo volto dei grillini. Finché può si toglie tutti i sassolini dalle scarpe: «Spero che ora il Pd cambi atteggiamento. Prima ci ha insultato, poi corteggiato e infine ancora insultato». Ma è la giornata troppo bella per finirla in polemica e la conclusione è piena di buoni intenti: «Siamo una ventata di normalità, veniteci a conoscerci».






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 17 Maggio sulla festa in piazza per il risultato delle comunali:

E ORA NELLE CITTA' BRILLANO LE 5 STELLE! NON TRATTATECI PIU' DA RAGAZZINI

Abbracci e sfrappole sotto il fontanone del Nettuno: la partita è vinta, i grillini sono la "terza forza" di Bologna. Le sfrappole sono un dolcetto di carnevale, e questa è una festa, e pazienza se alle otto di sera non si sa ancora chi sarà sindacoa Bologna, perché la vittoria si consuma calda. Ed è una vittoria anche se vale solo un voto su dieci. Per raggiungere quota dieci per cento nella capitale rossoantico, la Lega ci ha messo quasi vent' anni: loro ce l' hanno fatta in due. Qualche iperbole è consentita: «È la più grande rivoluzione politica degli ultimi decenni», proclama Giuseppe Favia, consigliere regionale, il luogotenente grillino in città. Un brindisi al crepuscolo, e mentre i bolognesi in piazza Maggiore stanno col naso appiccicato agli schermi a chiedersi «Ma Merola ce la fa?» il candidato sindaco a cinquestelle, Massimo Bugani, carattere mite, appare in piazza e si concede una piccola soddisfazione: «E adesso smettete di insultarci, non siamo un movimento di protesta, non siamo i ragazzini di Grillo che urlano vaffanculo, siamo un movimento di cittadini». Parla ai giornalisti ma è chiaro che pensa ai politici, a «quei colossi che spendono i soldi rubati ai cittadini con il finanziamento pubblico e alla fine hanno preso un terzo dei nostri voti». Bugani è una faccia giovane, sorridente, è il grillino medio Istat. Fotografo, piccolo imprenditore, scrittore, non lo ammette ma ha un cuore che batte a sinistra, il suo modello di sindaco è il virtuoso Renzo Imbeni, quello che andava in Municipio col bus. Lo ha candidato senza plebisciti (36 voti su 88) un piccolo caucus di militanti fra tre candidati «tutti sconosciuti». Bugani ha speso quattromila euro in campagna elettorale, fatta con qualche manifesto sui bus, stampato in proprio, e poi battendo bit su bit le strade di Internet. E ora Bologna, che fu nel 2007 la città del "V day" da cui tutto cominciò, è la capitale del movimento dell' antipolitica, ma si potrà dire ancora così adesso che hanno consiglieri regionali, comunali un po' ovunque (anche a Rimini Cinquestelle ha sfondato quota 11 per cento)? Il guru, l' eponimo, insomma Grillo ovviamente ha telefonato per congratularsi: «Ora avere un sacco di eletti da quelle parti, non fate i tirchi, prestatene qualcuno agli altri». Sì, in verità il boom a cinque stelle altrove non c' è stato, perché qui sì? Bugani: «A Milano il centrosinistra è stato più furbo o lungimirante, ha fatto le primarie, ha dato l' idea di rinnovare un po' il ceto politico». E qui a Bologna quanto a ceto politico il centrosinistra aveva sulla coscienza la catastrofe di un anno fa, lo scandalo Delbono. Eppure è successa una cosa imprevedibile: il centro-sinistra ha recuperato, la destra è bloccata, ma il centro è sparito. E così il "terzo polo" a Bologna sono diventati loro, non testimonianza ma presenza politica (due, forse tre consiglieri) con cui fare i conti. Davanti agli schermi intanto il popolo Pd respira: Merola dovrebbe farcela. «Se a Bologna non si va al ballottaggio è perché l' opposizione non ha saputo fare il suo mestiere», attacca Bugani, ma per lui, in fondo, va benissimo così.

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Silvia Patini (.
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 17 Maggio sulla festa in piazza per il risultato delle comunali:

PROFESSORI E POLITOLOGI TUTTI D'ACCORDO: CHE SORPRESA IL MOVIMENTO 5 STELLE

MENTRE Anna Maria Cancellieri, prossima al congedo, promette con un po' di nostalgia di lasciare un «bel plico» al sindaco che occuperà il suo studio, i dati elettorali cominciano a manifestare qualche verdetto. Quello più eclatante lo sintetizza la politologa della Columbia University Nadia Urbinati: «Lega e Pdl non riescono a far meglio della scorsa tornata e i voti che prese la lista civica di Giorgio Guazzaloca non sono confluiti nel centro destra». Insomma, qualcosa di nuovo c' è a Bologna e soprattutto altrove (leggi Milano) anche se «non si può ancora parlare di una vera e propria svolta» ammonisce Urbinati. Se il collega Carlo Galli sottolinea il dato politico più rilevante, vale a dire l' affermazione della lista Grillo, il direttore della rivista «il Mulino» Piero Ignazi non ritiene il risultato del centro sinistra una sconfitta rispetto alle aspettative bensì un successo: «Non dimentichiamo che Flavio Delbono andò al ballottaggio». Ma anche Ignazi si sofferma sul risultato intorno al 10% del Movimento Cinque stelle, considerando i voti raccolti «in gran parte frutto di un' opzione di protesta in quanto non è ancora chiaro quale sia la proposta politica». Tuttavia, invita a considerare il fatto che «a Bologna si è ormai solidificato il consenso dei ' grillini' , elettori giovani, mediamente colti, impiegati nel terziario e tendenzialmente orientati a sinistra». A mano a mano che il flusso dei dati prende consistenza, anche il sociologo Fausto Anderlini si lancia in un' analisi del voto. In particolare del cosiddetto «splitting» col qualeè possibile optare per un sindaco e per una lista che non fa parte del suo schieramento. Merola ottiene meno voti (3-4%) rispetto alla sua coalizione, mentre Manes Bernardini ottiene 3-4% in più rispetto ai partiti che l' appoggiano. «Per il candidato del centro sinistra è un indicatore di relativa debolezza, ma se si guarda ai numeri assoluti e non alle percentuali, Merola prende più consensi della coalizione». Il dato politico più rilevante per Anderlini è però relativo al centro destra dentro il quale «la Lega ha aumentato i consensi ma non più di tanto rispetto alle regionali del 2010, mentre il Pdl è crollato». Questo, secondo il sociologo, dimostra che il Carroccio «non intercetta i voti in uscita dai berlusconiani e ciò è un segno di grande debolezza per il Pdl». Una cosa certa, secondo le analisi di Anderlini, è che il centro sinistra otterrà la maggioranza in Consiglio comunale già al primo turno e questo vuol dire «che se si andasse al ballottaggio, la sinistra affronterà il secondo tempo in vantaggio per uno a zero». In ogni caso, se a vincere fosse un candidato differente da Merola, sarà certamente «anatra zoppa», vale a dire un sindaco non di centro sinistra che non avrà la maggioranza nell' assemblea di palazzo d' Accursio.





Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 17 Maggio sui risultati delle elezioni:

MEROLA, IL PRIMO GIORNO DA SINDACO. BERNARDINI E LA LEGA NON SFONDANO

Merola è sindaco. «Un sogno lungo un anno che si avvera», sospira all'una di notte Raffaele Donini, il segretario del Pd che in questa partita si giocava tutto. Merola vince al primo turno, sia pure per un soffio, come Walter Vitali 16 anni fa. La Bologna di sinistra gli ha dato fiducia.
Più che a Flavio Delbono due anni fa che, per una manciata di voti, fu costretto al secondo turno. E nonostante il capitombolo del Cinzia-gate, a dispetto delle disavventure giudiziarie, dopo un anno di commissariamento, la città sceglie di nuovo un sindaco della sinistra, dandogli più di centomila voti. Una vittoria ottenuta dal Partito democratico che pur in calo di due punti si conferma nettamente il partito più forte col 38% dei voti. Il boom dei grillini che superano il 9% dei consensi dell'elettorato non impedisce, infatti, al centrosinistra di ottenere la maggioranza assoluta anche grazie al rotondo successo della lista di Amelia Frascaroli che travolge la barriera del 10%. Un «risultato straordinario» per la coalizione, secondo il presidente della Regione Vasco Errani, che colloca la vittoria bolognese nel quadro nazionale: «Sembra finalmente cambiato il quadro politico di questo paese».
Lo scenario politico bolognese dopo l'estenuante spoglio in notturna consegna un centrosinistra saldamente maggioritario e un'alternativa persino più debole del passato. Perché il centrodestra è lontano più di venti punti e le liste civiche inventate da Giorgio Guazzaloca escono a pezzi da questa competizione. Stefano Aldrovandi, appoggiato dal Terzo polo di Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini deve accontentarsi di un modestissimo 5%. L'altro civico, Daniele Corticelli, si ferma al 3% e quasi certamente resterà fuori dal consiglio comunale. Per il centrodestra a guida leghista la strada si fa ancora più in salita. Se infatti aveva trovato in Manes Bernardini un nuovo punto di riferimento, una volta sfumata l'illusione di portare al ballottaggio il centrosinistra ora dovrà ripartire daccapo senza più una solida zattera centrista alla quale sperare di appoggiarsi nella difficile navigazione nel mare di una città ostinatamente antiberlusconiana. Per il partito del premier la débacle è vistosa. Si ritrova sotto al 17%, otto punti in meno rispetto alle regionali dello scorso anno, tallonato dalla Lega Nord che supera il 10%e continua la sua insidiosa erosione dell'elettorato del popolo della libertà.
La sorpresa per Virginio Merola e per la sua coalizione non è venuta dunque dalla destra in caduta, ma piuttosto da un nuovo protagonista a sinistra. Atteso ma sempre clamoroso è il successo della lista Cinque stelle, il movimento di Beppe Grillo, che sfiora la soglia del 10 per cento, dopo due anni di avanzata a progressione aritmetica: 3% alle comunali 2009, 8% alle regionali 2010: entra in consiglio comunale Massimo Bugani, giovane fotografo e scrittore sconosciuto alla politica fino a pochi mesi fa, assieme a unoo due compagni di lista. Si aggiungeranno a una pattuglia di centrosinistra più forte di quella del recente passato: con il Pd a quota 17 consiglieri, più i 4 della lista di Amelia Frascaroli e Nichi Vendola e uno dei dipietristi che dal 7,8 per cento dello scorso anno scendono sotto il 4%.
Silvia Patini (.
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sui risultati delle elezioni:

ECCO CHI E' STATO PREMIATO NELL'URNA E CHI SI E' FERMATO A ZERO PREFERENZE

DAI 565 corridori ai nastri di partenza per un posto a Palazzo d' Accursio ai 36 vincitori che varcheranno il portone del Comune in qualità di consiglieri. Nella lunga corsa elettorale conclusa lunedì notte ci sono politici che hanno tagliato il traguardo dopo pochi seggi oppure sono caduti al primo exit poll. C' è chi è entrato solo grazie al premio di maggioranza, chi si è fermato allo zero virgola e chi nonostante endorsement di peso non ha realizzato il sogno di entrare a palazzo. Escluse le 13mila preferenze che assegnano di diritto la "maglia rosa" a Maurizio Cevenini (Pd) le sorprese non mancano. A cominciare da Andrea Colombo arrivato secondo tra i Democratici con 1.300 voti. Un risultato in parte inaspettato che lo rende il più giovane consigliere eletto. A soli 26 anni ha beneficiato del sostegno dei meroliani e gode della stima dell' ex tesoriere Ds Mauro Roda. «Il mio segreto? Averci messo la faccia per sei anni come consigliere nel quartiere San Vitale». Ma l' età non sempre basta per arrivare in fondo. Il giovanissimo Tommaso Guerini, pur avendo alle spalle il senatore Gian Carlo Sangalli, è rimasto fuori. Nel Pd sono sei le preferenze mancanti per Corrado Melega che per un soffio non arriva all' ambito 17° posto. La speranza è che le imminenti nomine in giunta liberino posti in consiglio vista l' incompatibilità tra le cariche. Sarà l' effetto-Vendola o il traino delle primarie ma i quattro eletti nella lista della Frascaroli (La Torre, Pieralisi e Cipriani e la stessa Amelia) sommano oltre 5.600 preferenze individuali. Più di quanto prese l' intera pattuglia di Sel nelle elezioni di due anni fa. C' è poi Alessandro Belluzzi che entra al quartiere Savena a soli 18 anni e 213 voti. In procinto di diplomarsi all' istituto Mattei di San Lazzaro ha costruito «una campagna low cost» con l' affettuoso aiuto di amici e parenti. A volte giova essere un volto nuovo. Marco Lisei (Pdl), fedelissimo di Galeazzo Bignami, al primo confronto elettorale porta a casa 4.330 preferenze doppiando il capolista Lorenzo Tomassini. Mentre è durata poco la volata di Cinzia Cracchi (30 voti) si moltiplicano le ambizioni dei grillini. Alle scorse amministrative il capolista Andraghetti si fermò a 41 preferenze. Stavolta Federica Salsi ha sfiorato gli 800 voti. A causa del premio di maggioranza (andato al centrosinistra) restano a spasso candidati pur con bottini consistenti. Una vittima è Antonio Fiamingo (Pdl) sconfitto nonostante le 628 preferenze. Le stesse di Sergio Lo Giudice (Pd) serenamente rieletto. Restano a bocca asciutta, tra gli altri, socialisti, comunisti e destra estrema. Ma il record di sfiducia va alle tre micro-liste a sostegno di Daniele Corticelli. Tra repubblicani, popolari e "Agire insieme" su 108 candidati quasi la metà ottiene zero preferenze. Segno di come non sia sempre facile credere in se stessi scrivendo il proprio nome sulla scheda elettorale.






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sulla nostra richiesta contro il cemento:

FAVIA, TREGUA ARMATA CON MEROLA:"AZZERI IL CEMENTO E NOI DIALOGHEREMO"

DOPO una serata in pizzeria a festeggiare il successo di lunedì, i Grillini archiviano la sbornia elettorale e si rimettono al lavoro.
Obiettivo principale: rendere dura la vita al nuovo sindaco Virginio Merola, cercando da subito un dialogo con Sel. I Grillini sanno benissimo che, con tre eletti tra i banchi del consiglio comunale, non possono permettersi di restare isolati.
Così tocca a Giovanni Favia indicare la strada da percorrere per i prossimi cinque anni, individuando in Amelia Frascaroli la figura di sintesi tra loro e il Pd. «Durante la giunta Delbono era l'unica a votare le mie proposte - osserva Favia - . Quindi, c'è da ben sperare». Dal canto suo la Frascaroli raccoglie l'apertura dei grillini («sui temi concreti si può lavorare assieme» dice), ma deve vincere le riserve espresse anche all'interno della sua lista, come quelle del suo stesso portavoce, Ambrogio Dionigi. I Grillini, attacca infatti Dionigi, «non sanno cosa farsene del 10 per cento che hanno preso». Rimane poi qualche dubbio rispetto ai soldi impiegati in campagna elettorale: «Dicono di avere speso 4.000 euro. Noi ci crediamo, ma le pubblicità sui bus costano», insiste Dionigi. Pure il Pd snobba il 9,4 % di voti ottenuto dai Grillini. «Vinciamo anche senza di loro» sottolinea il segretario provinciale Raffaele Donini. Il Movimento 5 Stelle però ha già fatto i conti in tasca a via Rivani, arrivando ad una conclusione: il Pd, con i suoi 17 consiglieri comunali, non ha la maggioranza assoluta e da solo non può governare. Diventano quindi crucialii quattro consiglieri di Sel, e per i Grillini soprattutto i due civici, Mirco Pieralisi e Amelia Frascaroli. «Penso che con questi ultimi due sia possibile dialogare.
Solo così possiamo costringere il Pd a virare sui alcuni temi, come l'ambiente, e imporre a Merola meno cemento». Perché Favia ne è convinto, «la nuova giunta dovrà fare i conti con un consiglio debole» e ogni passo falso dei democratici potrà risultare fatale.
Ma prima di andare alla guerra, c'è però ancora tempo per lanciare un ultimo appello ai democratici. «Siamo pronti a scordarci i loro insulti - conclude Favia - , ma non siamo disposti a scordarci del Civis. Se Merola, ad esempio, realizzerà un piano urbanistico a cemento zero, ci troverà ben disposti a dialogare».






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sulla Federica Salsi:

IL SEGRETO DI FEDERICA, LA PIU' VOTATA. NO AL MARKETING, SI ALLA GENTE

L' EXPLOIT dei Grillini non tocca solo Palazzo D' Accursio. Ai tre consiglieri comunali, il Movimento 5 Stelle aggiunge altri 16 consiglieri di quartiere. La partita più importante e delicata si giocherà però in Comune, dove oltre a Massimo Bugani siederanno anche Marco Piazza e Federica Salsi. Salsi, con i suoi 793 voti, è risultata la più votata tra i Grillini. Già consigliere di quartiere al Navile, insisterà sui temi che le sono più familiari: «Mi sono sempre occupata di ambiente- spiega-e anche questa volta metterò a disposizione del movimento le mie competenze. E poi istruzione e sociale». Che rapporti avrete con la maggioranza in consiglio comunale? «Noi portiamo avanti progetti. Se sono validi, si va avanti indipendentemente se arrivano dal Pdo dalla Lega Nord.È questo il sistema che adotteremo in Comune». Dopo questo risultato, sono previsti cambiamenti nel M5S? «Avremo bisogno di lavorare in maniera più significativa a livello di proposte, intensificare i nostri gruppi di lavoro, allargare la partecipazione dei cittadini». Il successo vi fa paura? «No, speravamo di raggiungere tutti quei voti. Anche se mi ha fatto un po' impressione vedere che ne avevamo quasi quanti la Lega». Due anni di vittorie sotto le Due Torri, qual è il segreto? «Evitare operazioni di marketing. La campagna elettoraleè stata in realtà una campagna pubblicitaria, con manifesti giganteschi ma senza concretezza. Noi invece abbiamo sempre lavorato vicino ai cittadini».

Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sulla richiesta di Merola al MoVimento di appoggiarlo:

LA PRIMA SFIDA DI MEROLA: VOGLIO UNIRE TUTTA LA CITTA'

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/18/la-prima-sfida-di-merola-voglio-unire.html­




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sui risultati delle elezioni nei quartieri:

TUTTI I PRESIDENTI VINCITORI NEI NOVE QUARTIERI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/18/tutti-presidenti-vincitori-nei-nove-quartieri.html­




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sulla richiesta del segretario della CGIL a Merola di dare un assessorato al MoVimento:

VIRGINIO GIA' AL LAVORO SULLA NUOVA GIUNTA: GIOVANI, DONNE E UN'URBANISTA REGGIANA

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/18/virginio-gia-al-lavoro-sulla-nuova-giunta.html­




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 19 Maggio sul nostro NO ad entrare in Giunta:

I GRILLINI MUOVONO SU PALAZZO D'ACCURSIO: SE MEROLA CHIEDE TECNICI, LI ABBIAMO

L' AVEVA previsto Virginio Merola, lo confermano i diretti interessati: i grillini non sono disposti ad entrare nella nuova giunta di centrosinistra. Ma chi si aspettava una chiusura totale, si sbaglia. Il Movimento a 5 Stelle, forte dei quasi 20mila voti e dell' ottimo 9,5% raccolto in città, tende la mano al nuovo sindaco. Merola, qualora ne avesse bisogno, potrebbe prendere in considerazione alcuni nomi di «tecnici» vicini alle tematiche dei grillini. «Noi restiamo all' opposizione, non ci vendiamo per delle poltrone. Ma se Merola ce li chiede abbiamo molti nomi da indicare» ha spiegato Giovanni Favia. Quali siano questi nomi non si sa. Favia si limita solo a specificare che si tratta di «persone degne e oneste, esterne al Movimento». Certamente un' apertura al dialogo, ma senza immediate conseguenze politiche. «In cambio non diamo nulla - aggiunge infatti Favia - e non abbasseremo la guardia». Ad oggi però passi in avanti con il Pd non ce ne sono, e i rapporti restano distanti. «Sono stanco di sentire che ci sono tante vicinanze col Pd: magari sui programmi, ma poi Errani non fa nulla per fermare il consumo del suolo» attacca Favia. E il nuovo consigliere comunale Massimo Bugani ironizza sul leader dei Democratici: «Bersani dice che dobbiamo crescere e noi stiamo crescendo. Questo è un primo tassellino, un punto di inizio e non di arrivo». Stenta a decollare anche il feeling con Amelia Frascaroli e con Sel. Se con i secondi il clima da campagna elettorale non è ancora finito (per Favia, i vendoliani sono «animali addomesticati» al Pd), con l' ex dirigente Caritas le buone intenzioni sono congelate dopo gli attacchi sferrati dal portavoce della Frascaroli, Ambrogio Dionigi. «Ci hanno dileggiato, hanno detto che i nostri sono voti persi - continua Favia - . Invece Frascaroli disse che era pronta al dialogo con noi. Ora ci deve dire se ci vede come nemici o no». Con questi numeri in consiglio però, un ponte con la Frascaroli è prezioso, per poi costringere il Pd a seguire alcune delle battaglie care ai grillini. Per questo Favia non molla la presa: «Noi speriamo di poter dialogare in consiglio perché questa giunta sarà debole: basta un' assenza e il Pd è senza maggioranza ed avrà bisogno di noi». Ce n' è anche per lo sconfitto di queste elezioni, il leghista Manes Bernardini, intenzionato a mantenere il doppio incarico di consigliere regionale e comunale, senza percepire compenso per lo scranno di Palazzo D' Accursio. «In Comune a costo zero? - si domanda il consigliere regionale Andrea De Franceschi - Sarebbe il caso che ogni tanto venisse in Regione a guadagnarsi lo stipendio». Intanto sembra impossibile riuscire ad ottenere la vicepresidenza del consiglio comunale o, in alternativa, la presidenza della commissione Bilancio, incarichi tradizionalmente riservati alle minoranze, visto che Pdl e Lega si faranno avanti con due gruppi distinti. «Ma se ci offrono qualcosa noi non ci tiriamo indietro - interviene Bugani - . Più riusciamo a vigilare e meglio è». Di certo nell' aula di Palazzo D' Accursio i grillini si preparano a portare alcune novità, proponendo l' anagrafe pubblica degli eletti, la riduzione del 50% dello stipendio del sindaco e degli assessori, e lo stop del People Mover. Nessun ripensamento per i grillini, insomma, che non cambiano linea politica, forti dell' avanzata del Movimento in tutta la regione, riuscendo a sfondare il muro dei 40 eletti. Un dietrofront però c' è e riguarda la proposta di un test antidroga da sottoporre ai candidati a sindaco. Un esame che Favia oggi non chiede più a Merola. «Ci hanno associato a Giovanardi, ma era solo un atto di trasparenza stile Iene, non un' iniziativa antiproibizionista» si giustifica il consigliere regionale. Al suo fianco però Bugani legge il responso delle sue di analisi: «Tutto negativo, eccetto che alla mozzarella di bufala».




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sul nostro NO ad entrare in Giunta:

I GRILLINI: "NON ENTRIAMO IN GIUNTA MA ABBIAMO NOMI PER MEROLA"
Sono tre gli appartenenti al Movimento cinque stelle entrati in Consiglio comunale. Favia: "'Sono stanco di sentire che ci sono tante vicinanze col Pd"

Non chiedono poltrone, ma avanzano proposte - anagrafe degli eletti, stop al People Mover e taglio degli stipendi di sindaco (almeno il 50%) e assessori. E all'occorenza anche nomi per la giunta. Vestono già i panni degli eletti i tre candidati del Movimento cinque stelle che approdano in Consiglio comunale: Massimo Bugani, Federica Salsi, Marco Piazza. Nessuno dei tre entrerà in giunta, su questo sono fermi. ''Noi non ci vendiamo per delle poltrone, ma se Merola ce li chiede abbiamo molti nomi da indicare'', spiega consigliere regionale Giovanni Favia. ''Nessuno entrerebbe in Giunta con questo sindaco, noi restiamo all'opposizione". Se Merola volesse "aprirsi a certi temi abbiamo molti nomi da indicare: persone degne e oneste, esterne al Movimento". Ma sui nomi è ancora mistero, "Non sarebbe giusto parlarne ora. In cambio non diamo nulla, non abbasseremo la guardia''.
Restare all'opposizione anche per marcare una distanza. ''Sono stanco di sentire che ci sono tante vicinanze col Pd: magari sui programmi, ma poi Errani non fa nulla per fermare il consumo del suolo'', attacca Favia.
Una retromarcia, però, i grillini l'hanno fatta. Venerdì avevano chiesto un test antidroga per i candidati all'eventuale ballottaggio, ma oggi, a sindaco eletto, quell'ipotesi e' stata ritirata: ''Ci hanno associato a Carlo Giovanardi, ma era solo un atto di trasparenza stile 'Iene', non un'iniziativa antiproibizionista'', spiega
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 18 Maggio sulla errata convinzione della Urbinati che nel MovImento ci siano attivisti ed elettori solo di sinistra:

IL MOVIMENTO 5 STELLE? ENERGIE DI SINISTRA

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/19/il-movimento-stelle-energie-di-sinistra.html­




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 17 Maggio sui risultati delle elezioni:

MEROLA SINDACO AL PRIMO COLPO. BOOM DEI GRILLINI E DELLA FRASCAROLI
Flop di Aldrovandi. L'affluenza è salita al 72% ma rispetto al 2009 ha votato circa il 4% in meno di bolognesi. Corticelli rischia di non entrare in Consiglio comunale, Carcano è sparito.

Sul filo della metà dei voti, ancora una volta, fino agli ultimi seggi, come due anni fa. Serata di ansia, speranza e docce fredde per Virginio Merola, per ore era appeso all'esile filo del 50-più-qualcosa per cento promesso dalle proiezioni, ma lesinato dallo scrutinio reale e incerto fino a tarda sera. Fino al risultato vincente. Dopo quindici mesi di commissariamento, Bologna ha scelto il suo sindaco: secondo i dati definitivi del Viminale Virginio Merola è stato eletto con il 50,46% dei voti, e 106.070 preferenze. Il candidato del centrodestra, Manes Bernardini, si è fermato al 30,35%. Massimo Bugani, del Movimento 5 stelle, è arrivato al 9,5%. Stefano Aldrovandi al 5%. Nel voto ai partiti, la lista della Frascaroli al 10%. Il vincitore: "Cercherò il dialogo con i grillini". Lo sconfitto: "Irregolarità, faremo ricorso".
Le prime parole da sindaco. Virginio Merola, memore di quanto capitò a Flavio Delbono (convinto di essere passato al primo turno e poi il lungo e lento scrutinio lo condannò al ballottaggio) ha atteso fino all'ultima scheda prima di esultare. Poi la festa nella sede elettorale e in piazza: "Abbiamo lottato fino alla fine ma ce l'abbiamo fatta. Un risultato straordinario ottenuto in direzione ostinata e contraria. E' un segnale di fiducia che indica la volontà dei cittadini di andare avanti sulla strada del cambiamento". Un segnale di distensione nei confronti del movimento cinque stelle che ha ottenuto poco meno del 10%: ciò "non ha impedito la vittoria netta del centrosinsitra. Abbiamo molte cose in comune. Tuttavia, cercherò di dimostrare loro che è meglio essere generosi che fare gli avari e stare solo con se stessi. Potevamo ballare insieme, forse ci sarà un'altra occasione". La festa è continuata dopo le 3 in una piazza Maggiore poco popolata vista la tarda ora. I fedelissimi di Merola ed i simpatizzanti più motivati hanno intonato "Bella Ciao" di fronte a Palazzo d'Accursio. Merola si dice, infine, pronto a mantenere quanto promesso durante la sua campagna elettorale per i primi 100 giorni di governo: "toglierò la tassa di iscrizione alla scuola di infanzia ed il pass di accesso al centro storico a noi politici".
Finisce il commissariamento della città. Quel che è evidente è il ritorno, dopo un anno e passa di commissariamento, a rapporti di forza più o meno simili a quelli di prima. Il Pd insomma ha recuperato bene o male la botta paurosa dello scandalo Delbono, pagando qualche prezzo al boom dei grillini e al successo della lista Frascaroli-Vendola decisiva per il centrosinistra. Mentre per il centrodestra si tratta di un'occasione d'oro incredibilmente sprecata, un gol a porta vuota che il Pdl soprattutto ha mancato, bruciando candidature una dopo l'altra, sfinendosi di rivalità interne e finendo per subire il diktat di Bossi che voleva giocare a Bologna la sua carta per quello sbarco a sud del Po che il Carroccio insegue da anni. Ma non è stato sufficiente: il giovane avvocato non pare riesca neppure a superare il risultato del candidato civico-berlusconiano di due anni fa, Alfredo Cazzola.
Altrettanto clamorosamente, nella città di Pierferdinando Casini e di Gianfranco Fini, il terzo polo sparisce. Non aveva, è vero, neppure i suoi simboli sulla scheda, mimetizzato dietro la lista civica di Stefano Aldrovandi. Ma non è bastato per raccogliere neanche la metà dell'eredità del Giorgio Guazzaloca pure sconfitto del 2009, che ha lasciato pochi spiccioli anche al suo ex fedelissimo Daniele Corticelli.
Nel vuoto, atteso ma sempre clamoroso è il successo della lista Cinquestelle, il movimento di Beppe Grillo, che sfiora la soglia del 10 per cento, dopo due anni di avanzata a progressione aritmetica: 3% alle comunali 2009, 7% alle regionali 2010: entra in consiglio comunale Massimo Bugani, giovane fotografo e scrittore sconosciuto alla politica fino a pochi mesi fa, assieme a uno o due compagni di lista.
Ma l'apparente ritorno ai tradizionali rapporti di forza copre movimenti nuovi. L'affluenza al voto è calata di oltre quattro punti in due anni. E Merola sconta una fiducia personale minore di quella che gli elettori hanno per i partiti che lo sostengono: tra voti di lista e voti personali manca all'appello un 4 per cento. Per quanto fosse già nel 2009 l'antagonista di Delbono, Merola paga dunque lo scotto degli elettori di sinistra delusi. Il Pd in sé pare non pagare grosso pegno (pochi decimi in meno), ma è la lista Vendola-Frascaroli a recuperare un consenso che la sinistra radicale non ricordava da anni, toccando il 10 per cento e quintuplicando il consenso. A destra invece il Pdl crolla di dieci punti, e la Lega grazie al trainop del candidato triplica i consensi e raggiunge quel consenso a due cifre che a Bologna, rispetto ad altre zone d'Emilia, le mancava.






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 19 Maggio sul calo di voti a queste elezioni:

QUEL CALO DI VOTI CHE AI VINCITORI NON DEVE SFUGGIRE

Da queste elezioni emergono risultati certamente incoraggianti per il centrosinistra ma anche segnali che il Pd deve saper cogliere. Un passo indietro. Le primarie: innanzi tutto hanno dimostrato che, se vissute con lo spirito giusto e senza utilizzarle per regolamenti di conti interni ai gruppi dirigenti, possono dare un contributo sostanziale alle elezioni vere. Non è stato così in passato. È il caso di stavolta con Amelia Frascaroli che, buona seconda, si è messa al servizio della coalizione invece di recriminare o preparare rivincite. Dando un contributo che molti, Romano Prodi per primo, hanno considerato decisivo per non andare al ballottaggio. La vittoria, con una manciata di voti, non deve però far dimenticare i limiti che complessivamente sia il partito di maggioranza relativa a Bologna che i suoi alleati hanno mostrato. Limiti racchiusi in due numeri tra loro correlati.

(SEGUE SOTTO...)
Silvia Patini (.
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(...SEGUE DA SOPRA)

Il primo, un'affluenza in calo: è tendenza nazionale, ma qui preoccupa, e in parte offusca la grande partecipazione alle primarie. Il secondo, l'erosione, che pare inarrestabile, in termini assoluti, degli elettori di centrosinistra. Per Cofferati votarono 142mila bolognesi e lui affrontava il più solido degli avversari, quel Guazzaloca nel 2004 sconfitto, ma con una dote di 103mila voti. Nel 2009 a Delbono, primo turno, non ne bastarono 112mila per evitare il ballottaggio. Merola ce l'ha fatta con appena 106mila. In questa curva decrescente ci sono tutti gli interrogativi dei prossimi mesi. Merola ha più volte citato in campagna elettorale le resistenze conservatrici del suo partito, il Pd. Nel suo discorso nella notte della vittoria, ha riconosciuto che le istanze di rinnovamento sono state rappresentate soprattutto dalla lista di Amelia Frascaroli e Sel.
Su queste pagine Elisabetta Gualmini s'è augurata che il neo sindaco mantenga le promesse e non finisca col circondarsi di giovani e meno giovani sperimentati soltanto nei circuiti di partito.
La giunta è la prima cartina al tornasole, il primo test per un sindaco che si sente anche un po' rottamatore. E che in consiglio per la prima volta troverà tre eletti dalle file grilline, ormai da non ritenersi più sorprese. Una piccola squadra corsara che ogni lunedì sarà lì a battagliare per quel rinnovamento chiesto dagli elettori e che ora il sindaco afferma di voler affrontare. Ma la questione investe anche il Pd, partito nato con velleità di apertura all'esterno e poi rinchiuso in fretta in una somma dei dirigenti e dei difetti dei due partiti di provenienza, Ds e Margherita. Il segretario provinciale Donini evoca la necessità di un cambiamento dell'organizzazione partito. Queste elezioni hanno visto alcuni giovani di centrosinistra ottenere buoni risultati per il consiglio comunale e per i quartieri. Ci sono ottimi presidenti di quartiere, riconfermati, che stanno accumulando preziose esperienze sul territorio: verrebbe da dire che si potrebbe ripartire anche da lì, sapendo che il tempo non è infinito e che la concorrenza interna di Sel, e soprattutto quella dei grillini, impone al Pd scelte coraggiose. A meno che non ci si voglia aggrappare in eterno a Maurizio Cevenini, l'unico, anche stavolta, che con le sue 13mila preferenze ha nascosto molta polvere sotto il tappeto.





Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 19 Maggio sulle "lusinghe" di Merola al MoVimento:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/05/19/news/il_voto_ci_ha_liberati_dal_passato_ora_tocca_a_noi_saper_cambiare-16460203/­





Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 19 Maggio sulle "lusinghe" di Merola al MoVimento:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/19/una-squadra-di-migliori-obbligo-di.html­
Silvia Patini (.
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Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 20 Maggio sulla nuova giunta comunale:

GIUNTA, PRESSING DEI CATTOLICI SU MEROLA

CRESCE nel toto-giunta il pressing dei cattolici, esclusi dal consiglio. Da una parte il presidente di Acli Francesco Murru che chiede «adeguata rappresentanza» e dice no alla ad Amelia Frascaroli al Welfare. Dall' altra il direttore di Caritas Paolo Mengoli, che sogna lo stesso Murru in giunta: ««Mi piacerebbe come vicesindaco, se solo fosse una donna...». Tutto è ancora in forse, in realtà. Il sindaco Virginio Merola è in ferie fino a lunedì, in tempo per la proclamazione di martedì. Ma a Bologna qualcosa si muove. Il leghista Manes Bernardini,i grillini, corteggiatissimi,e persino l' Idv chiedono una giunta light ad otto assessori, anziché dieci. Il segretario Pd Raffaele Donini non chiude, ma lascia al primo cittadino la decisione. Claudio Merighi, ex vicesindaco di Delbono, parla su Facebook dopo oltre un anno di silenzio: «Bernardini propone una giunta a otto? Ma se Flavio Tosia Verona ha 13 assessori».E nello staff di Merola c' è scetticismo: «Improbabile si arrivi ad otto assessori». In vacanza pure la Frascaroli, la donna più votata d' Italia, nell' ultimo round amministrativo, con 3.941 preferenze. Prima di partire, la cattolica ha rivendicato la sua competenza nel welfare, mostrando a puntare alla delega dei Servizi sociali. I vendoliani la spingono: «Amelia conosce il welfare come pochi» dice la segretaria Sel Cathy La Torre. Ma la faccenda è delicata, perché Curia e in passato anche la Cisl non le hanno mai risparmiato critiche, e su questioni come la privatizzazioni dei nidi la Frascaroli ha idee diverse da Merola. Ieri il mondo cattolico si è messo di traverso. «La Frascaroli non ha le competenze per i servizi» ha attaccato Murru, delle Acli. Ma se il sindaco dovesse negarle la sua delega "naturale", la Frascaroli potrebbe anche restare fuori dalla squadra, proponendo al suo posto il docente Vincenzo Balzani o il primario del Sant' Orsola Gerardo Martinelli. Un "rifiuto" di Merola alla Frascaroli rischierebbe però di creare un problema politico al sindaco, in un consiglio in cui il Pd non ha la maggioranza assoluta dei voti. Intanto continuano a girare i nomi. Per il ruolo di vicesindaco, dopo il no della Frascaroli, spunta l' idea Ethel Frasinetti, Legacoop. E oltre ai golden boy Pd, Andrea Colombo, Matteo Lepore e Luca Rizzo Nervo, si parla di Marco Lombardelli. Infine, dopo che si era diffuso nei giorni scorsi il nome di Antonella Raspadori, il segretario Cgil Danilo Gruppi precisa: «Quello della giunta non è il campo che attiene alle prerogative e alle responsabilità del sindacato».





Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 21 Maggio sulla nuova "quota rosa" in consiglio comunale:

QUATTORDICI VOLTI FEMMINILI, COSì L'AULA SI TINGE DI ROSA

A TORINO saranno in sette. A Napoli si contano sulle dita di una mano, mentre a Milano nei banchi di Pdl e Lega non ce n'è traccia. Non così sotto le Due Torri dove su 36 eletti in consiglio comunale ben 14 sono volti femminili.E il boom bolognese si accompagna al record di Amelia Frascaroli che con le sue 3.941 preferenze è la donna la più votata d'Italia alle ultime amministrative. È questa la "carica delle elette" che nelle prossime ore tingerà di rosa l'aula di palazzo d'Accursio. Una presenza cui si somma la poltrona di vicesindaco che per volontà di Virginio Merola andrà a una donna. Ma la tendenza dei bolognesi ad assegnare il proprio voto non solo agli uomini è bipartisan. Se la 'palma rosa' va ai Democratici che piazzano 7 donne su 17 eletti, su quattro consiglieri della Lega ben tre sono donne.
Due su quattro nella lista della Frascaroli, una a testa per Pdl e grillini. Numeri che testimoniano «non solo la volontà dei partiti di aprire le proprie liste - commenta l'ex assessore Simona Lembi che ha preso oltre 700 preferenze col Pd - quanto la capacità delle donne di raccogliere voti ed essere elette». E tutte scalpitano in attesa di sedersi trai banchi del consiglio a dar battaglia. Di competenze d'altronde ne hanno da vendere. Dalla sanità all'istruzione passando per servizi sociali, ambiente e tutela della minoranze. «Con tutti i soldi che l'ex sindaco Delbono ha dato a Mirko Divani si poteva comprare un ecografo per l'ospedale» è la provocazione di Mirka Cocconcelli, chirurgo di 52.
«Darò battaglia sulla sanità - annuncia - affinché i nostri dirigenti ospedalieri facciano autocritica». Un esempio? «Tutte quelle consulenze esterne sono soldi sprecati». E poi «quando Merola dice che costruirà un nuovo polo pediatrico non si pone il problema dell'invecchiamento dei bolognesi. Vengono prima i nostri anziani». Sulla sponda opposta la portavoce dei vendoliani Cathy La Torre. Eletta a soli trent'anni con 810 preferenze passa le giornate nel suo studio di avvocato a difendere precari di ogni sorta. Vicepresidente del Mit (Movimento identità transessuale) è arrivata a Bologna negli anni '90 per studiare e alla fine qui ha trovato casa. E tra le prime proposte in agenda vorrebbe lanciare «un grande piano di cohousing per gli uffici per sgravare dall'affitto quei professionisti che pur avendo la partita iva in realtà sono precari». Pescando nel Pd emergono Marilena Pillati giovane docente di statistica (entrata nel totogiunta per l'Istruzione) o Marianna Mignani dipendente delle Poste. E ancora Valentina Castaldini (Pdl), anima ciellina, che a 34 anni è già al suo secondo mandato. Chiude l'elenco la grillina Federica Salsi, 38 anni e il pallino della tutela dell'ambiente, arriva in consiglio dopo l'esperienza in quartiere. Ma non solo. «Avendo tre figlie so bene quali siano le difficoltà legate alla scuola. Dobbiamo rivedere le scelte su welfare e materne». Un esempio di come i problemi quotidiani possano essere un ottimo spunto per la politica.




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 21 Maggio sui quartieri dove abbiamo preso più voti:

ECCO DOVE AMELIA E I GRILLINI HANNO VINTO

AMELIA Frascaroli «trasversale», mentre i «Cinque stelle» erodono voti al Pd. I «fenomeni» delle ultime amministrative potrebbero essere riassunti in questo modo stando alla fotografia che ne fa l'ufficio statistiche del Comune.

Due movimenti dell'elettorato bolognese che, in qualche modo, si compensano riportando la situazione (previo mutamento dei rapporti di forza interni alla coalizione) favorevole al candidato del centro sinistra. Se, infatti, i «grillini» fanno il pieno nelle zone Santa Viola (11,12%, il massimo), Bolognina, Lame e Corticella, tradizionale serbatoio politico del Pd, Frascaroli ottiene i migliori risultati nelle tre zone del centro, vale a dire Malpighi (16,04%, il picco), Irnerio e Galvani. Non va nemmeno male al San Vitale, al Murri, al Saffi e persino al Costa-Saragozza, tutte aree dove supera la media comunale dei propri consensi malgrado siano quelle dove la sinistra è meno radicata. Non sfonda, invece, nelle roccaforti del Pd come Borgo Panigale, Santa Viola e Barca.

(SEGUE SOTTO...)
Silvia Patini (.
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(...SEGUE DA SOPRA)

Quello che il partito di Merola perde nei confronti dei «grillini», viene recuperato dalla Frascaroli. Al contrario, tutto il centro destra pesca voti dallo stesso stagno, i quartieri della città ricca dal centro ai colli. Sia il candidato Lega-Pdl Manes Bernardini che i civici Stefano Aldrovandie Daniele Corticelli, fanno il pieno in quest'area. In particolare, il primo sfiora la maggioranza assoluta ai Colli col 49,36% e registra ottime prestazioni nelle zone Marconi (41,38%) e Galvani (40,61%). Aldrovandi, invece, pur registrando il massimo in area Colli (7,91%), raccoglie molti consensi anche al Galvani e al Murri, mentre Corticelli ha consensi più a macchia di leopardo. Il massimo lo registra ai Colli (4,69%) e nei quartieri più ricchi, ma stranamente fa meglio a Corticella (3,09%) rispetto a Marconi e Irnerio. Complessivamente, Merola e il grillino Massimo Bugani, sono i candidati che raccolgono consensi più omogenei nelle diciotto zone elettorali in cui è suddiviso il Comune. La coalizione di Merola scende molto sotto la media solo nell'area dei Colli (30,47%) raggiungendo il massimo a Corticella (58,61%), e Bugani tocca il punto più basso sempre ai Colli (6,36%) e al Galvani (7,76%), mentre altrove si mantiene oltre il 9% tranne che in Marconi, Irnerio e Murri. Una ulteriore conferma che i «grillini» rappresentano una forza che ha la sinistra nel suo dna. Sia questi ultimi che la Frascaroli, hanno il merito di aver portato alle urne elettori diversamente astensionisti dando loro una nuova casa politica. La maggiore erosione è infatti stata ai danni del partito del non voto. Sempre i Grillini e, in misura minore, la Frascaroli hanno contribuito al ridimensionamento dell'Idv che aveva ottenuto percentuali ben superiori alle Amministrative 2009 e soprattutto alle Regionali dello scorso anno. A destra, invece, le dinamiche sembrano più semplici con un travaso di voti dal Pdl alla Lega.






Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 21 Maggio sul presidio dei genitori per la scuola pubblica:

CON LE MAMME CHE DIGIUNANO

«QUANDO toccherà a noi rimedieremo». Pier Luigi Bersani lo scrive nel librone blu dei messaggi che gli allungano i genitori e gli insegnanti in sciopero della fame, da ieri l'altro, davanti all'Ufficio scolastico in via de' Castagnoli. Passa poco prima delle sei del pomeriggio, il segretario Pd.
Al presidio, fra striscioni e cartelli contro i tagli alla scuola pubblica, stringe mani e ascolta le ragioni delle mamme e dei maestri impegnati nel digiuno a staffetta per sette giorni.
«La situazione finanziaria pubblica non è semplice, ma non solo non abbiamo risanato le finanze, siamo i soli al mondo ad aver aggredito e massacrato la scuola e l'università», dice Bersani, impegnandosi ad un'azione politica per bloccare la terza tranche di tagli alla scuola, previsti dalla Finanziaria Tremonti del 2008, e per ristabilire posizioni perdute. «Dopo due anni di tagli, non siamo più in grado di reggere ancora - gli ricorda la maestra Stefania Ghedini -. Ci aspettiamo che Regioni e Comuni di centrosinistra ci aiutino anche nella battaglia legale. Il Tar ha già detto che i tagli fatti alla scuola sono illegittimi, noi abbiamo presentato un nuovo ricorso», insistono gli insegnanti. Giovanni Cocchi, docente delle medie, dà al segretario la legge di iniziativa popolare per un buona scuola pubblica presentata nel 2006. «Da allora è rimasta nel cassetto. La prenda, questo per dimostrarle che non siamo solo gente che protesta, ma che sa pure far proposte». La mamma Marina D'Altri, indipendente candidata nelle liste Pd, ricorda al segretario: «Siamo qui per chiedere ai dirigenti rappresentanti del ministero di ridarci insegnanti, bidelli, risorse, ma anche dignità e rispetto». Un genitore incalza: «Segretario, firmi un piccolo impegno, tanto tra poco tocca a voi». Bersani, accompagnato dai segretari Pd Stefano Bonaccini e Raffaele Donini, mette nero su bianco l'impegno. E aggiunge, nel messaggio: «La scuola nel cuore dell'Italia (e nostro!)». Ieri, a portare solidarietà ai manifestanti, sono passati anche il grillino Massimo Bugani, Danilo Gruppi, segretario della Camera del lavoro, la neo presidente del quartiere San Vitale Milena Naldi, mentre hanno partecipato al digiuno i neo consiglieri di quartiere del centrosinistra Marta Nicotrae Sergio Zappolie il neo consigliere comunale della lista Amelia-Vendola Mirco Pieralisi.
Intanto l'Ufficio scolastico regionale ha comunicato l'istituzione di 200 posti in più nell'organico di diritto: aumentano cioè i posti di ruolo, ma non il numero complessivo dei posti assegnati all'Emilia Romagna. Per questo l'assessore regionale Patrizio Bianchi dichiara: «Un primo passo avanti, resta però aperto il problema dei tagli».




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 22 Maggio sui passi indietro di Donini nei nostri riguardi:

"DIRIGENTI DI PARTITO SCELTI PER CONCORSO". PD, DONINI ANNUNCIA LA RIVOLUZIONE
Il segretario bolognese manda in pensione il vecchio sistema di selezione dei funzionari. In futuro saranno selezionati con un concorso. I vincitori andranno alla scuola-quadri

Il segretario del Pd Raffaele Donini mette mano al partito, apre agli esterni e “rottama” il vecchio nodo di arruolare i quadri. «Vincere il Comune non basta, ora bisogna riformare la politica e il Pd» dice, «per superare la stagione dei gruppi e dei clan». I dirigenti del futuro verranno selezionati attraverso un bando di concorso (il primo entro l’autunno) per accedere a una scuola di formazione. Il bando verrà supervisionato dal segretario stresso e dal direttore dell’Istituto Gramsci Carlo Galli. Una sfida aperta ai grillini, capaci alle comunali di raccogliere il voto giovane soprattutto nei quartieri tradizionalmente “rossi”. «Bisogna essere capaci di cogliere le istanze del Movimento a 5 Stelle — ammette Donini — non direi il vero se sostenessi che non mi interessano gli elettori dei grillini».
Mentre impazza il totogiunta, il segretario si tiene in disparte. «La composizione della giunta è una delle espressioni dell’autonomia del sindaco» ribadisce in premessa. Certo, aggiunge circa il dibattito sul ruolo da assegnare ad Amelia Frascaroli, portatrice di un 10,24% alle elezioni, «è indubbio che lei sia stata una delle principali protagoniste della vittoria al primo turno di Virginio Merola, e che abbia tutte le capacità per entrare in giunta. Poi decide il sindaco». Il leader di via Rivani ora ha però altro per la testa. A cominciare dal nuovo percorso di “formazione” per i giovani Pd, da creare sulle orme della mitica scuola delle Frattocchie: i corsi, tutti gratuiti, si terranno tra settembre e dicembre in via Rivani, poi nella prima metà del 2012 partiranno gli stage in Italia e all’estero.

(SEGUE SOTTO...)
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