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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Rassegna stampa - Parlano di noi › RASSEGNA STAMPA: NOSTRI

RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

vincent72
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Bologna, BO
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Parlamentarie 5 Stelle, per il Movimento in Emilia Romagna è valanga rosa
Tre donne ai primi tre posti, sette nei primi dieci. I candidati al Parlamento di Beppe Grillo nella regione dove raccolgono più voti sono inaspettatamente una calciatrice, un'insegnante e una precaria. Favia: "Sono entusiasta". Bugani: "Mi tolgo i sassolini dalla scarpa: né io, né i miei amici, siamo candidati alle elezioni"

di Redazione Il Fatto Quotidiano | Emilia Romagna | 7 dicembre 2012



In Emilia Romagna il Movimento 5 Stelle è donna. Nonostante le accuse di ostentato maschilismo dopo le sparate di Beppe Grillo contro Federica Salsi (l’oramai celeberrimo: “I talk show sono il vostro Punto G”) il risultato delle Parlamentarie nella regione che ha visto il Movimento nascere e affermarsi con percentuali a due cifre prima di ogni altra parte d’Italia, segna un overbooking di quote rosa.

In cima alla lista diramata dal sito di Grillo durante la notte spiccano tre donne, tutte sotto i 45 anni: la prima (372 voti) è di Rimini ma trasferitasi a Bologna, si chiama Giulia Sarti (video), ha 26 anni, calciatrice, animatrice sulle spiagge, una laurea in giurisprudenza in tasca e alle spalle anni di impegno nell’antimafia; la seguono la bolognese Michela Montevecchi, 41enne insegnante di lingue, e Mara Mucci (video), 30enne di Imola che, dopo essere stata licenziata per la gravidanza, porta come bandiera la lotta per i diritti delle donne precarie. Per incontrare un uomo bisogna scendere alla quarta posizione, dove con 172 voti si è piazzato Matteo Dall’Osso, giovane ingegnere bolognese, che da anni combatte contro la sclerosi multipla con cure non convenzionali, raccontando la sua storia in un blog.

Tra i primi dieci in Emilia Romagna, che fa il pieno di donne, anche la reggiana Maria Edera Spadoni, hostess di volo classe 1979, la 48enne consulente aziendale Adele Gambaro, l’insegnante di lettere Maria Mussini, ed Elisa Bulgarelli, 41 anni, perito agrario, già candidata alle scorse amministrative di Bologna. Fanno compagnia a Dall’Osso invece Vittorio Ferraresi, studente universitario di Finale Emilia, e il riminese Marco Affronte, in lista per il Senato.

Se la legge elettorale non cambierà, e le percentuali che in Regione vedono i 5 Stelle probabilmente anche oltre il 20%, Sarti, Montevecchi e Mucci paiono già sicure del loro seggio a Montecitorio.

Poche sere fa, nelle ore della riconferma plebiscitaria degli attivisti bolognesi ai due consiglieri regionali Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, le tre ragazze erano presenti e hanno votato la fiducia senza troppe remore, come del resto ha raccolto molti applausi l’intervento di Dall’Osso.

Deludenti i risultati di alcuni favoriti per le prime posizioni del listone Emilia Romagna, come Renato Padoan (31esimo) e l’avvocato Giorgio Muccio, in una tornata di selezione che ha incontrato parecchi problemi informatici e polemiche sugli esclusi.

L’esito delle votazioni è arrivato a poche ore dalla chiusura dei seggi virtuali. Subito si è scatenato un tam tam su Facebook, con decine di commenti da parte di attivisti ed eletti. Entusiasta Giovanni Favia, consigliere regionale dell’Emilia Romagna: “Questa valanga rosa mi fa emozionare. Persone a cui voglio bene, con cui ho condiviso gioie e dolori, si preparano, insieme a noi tutti, dal basso, a scrivere un pezzo di storia. Anche grazie a loro il Movimento farà un grande salto di qualità”

Il consigliere comunale di Bologna Massimo Bugani, invece, polemizza con chi lo aveva critica pregiudizialmente prima di conoscere i risultati: “Nella gioia di vedere tantissime donne nei primi posti della lista dell’Emilia-Romagna (alle quali vanno subito i miei più sinceri complimenti) e nella gioia di vedere il grande Matteo Dall’Osso al quarto posto, fatemi togliere 2 sassolini dalle scarpe perché mi hanno fatto soffrire tanto e mi hanno riempito i piedi di piaghe e vesciche in questi mesi”.

“Si diceva “Bugani vuole il parlamento”. Risultato: Bugani non candidato – spiega nel post l’ex candidato sindaco – “Bugani metterà Nikilnero in parlamento”. Nikilnero non candidato; “Bugani spinge Negroni, il suo segretario.” Negroni non candidato; “Bugani spinge Di Carlo e Marziali, i suoi amici.” Di Carlo e Marziali non candidati; “Bugani sta pilotando le liste dei candidati.” Bugani non conosce 6 dei primi 10 classificati; “Il movimento è maschilista.” 7 donne nei primi 10 posti; “Il movimento è antidemocratico.” Candidati scelti democraticamente dalla rete. Cosa ne dite? La smettiamo adesso di credere a chi spara c.?”


di Davide Turrini e Giulia Zaccariello
vincent72
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Bologna, BO
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Il Fatto Quotidiano > Emilia Romagna
M5S, “Casaleggio prende i soldi dei gruppi”. E lui querela l’attivista
Nel mirino del guru del Movimento c'è un'intervista a Ivano Mazzacurati, dei 5 Stelle di Bologna, andata in onda a Servizio Pubblico. Il ragazzo aveva affermato che la gestione finanziaria dei fondi per l'attività di comunicazione dei futuri eletti in Parlamento finiva nelle sue tasche

di Giulia Zaccariello | Emilia Romagna | 10 dicembre


A una settimana dall’apertura delle Parlamentarie online del Movimento 5 stelle, non si placano le polemiche sulle presunte ingerenze di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in particolare nella gestione dei fondi per la comunicazione dei futuri deputati. Per la prima volta, il guru della comunicazione di Grillo esce allo scoperto, e con poche righe firmate di suo pugno e pubblicate sul blog beppegrillo.it, annuncia di voler portare in tribunale un attivista di Bologna, Ivano Mazzacurati, e Paolo Ruffini, direttore di La7. “In un’intervista trasmessa da Servizio Pubblico la scorsa settimana – si legge – Ivano Mazzacurati ha affermato che Casaleggio prenderà i soldi destinati ai gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle. La notizia è falsa ed offensiva. Ho dato disposizioni ai miei legali per querelare Ivano Mazzacurati e il direttore di rete de La 7.”

Nel mirino di Casaleggio c’è un’intervista girata dalla trasmissione di Michele Santoro mercoledì sera a Bologna, durante l’assemblea semestrale di verifica convocata dal consigliere regionale, Giovanni Favia. Mazzacurati parla delle regole da sottoscrivere per candidarsi alla consultazione, con specifico riferimento al patto per la gestione dei fondi che ogni gruppo parlamentare avrà a disposizione per le attività di comunicazione. “A chi andranno quei soldi?” è la domanda della giornalista Giulia Innocenzi. “A loro, a Casaleggio” risponde Mazzacurati, che poi aggiunge: “Chi ha parere diverso dai fedelissimi di Grillo viene isolato. Nel Movimento 5 stelle Casaleggio ad avere più potere, perché Grillo non manovra tutta questa faccenda”.

Insieme a Lorenzo Andraghetti e Alessandro Cuppone, Mazzacurati è uno dei tre militanti che hanno denunciato di essere stati tagliati fuori dalle primarie online, pur avendo tutte le carte in regola per partecipare.

La regola a cui Mazzacurati fa riferimento nel video di Servizio Pubblico è inserita nel codice di codice di comportamento, che tutti gli aspiranti deputati a 5 stelle hanno dovuto firmare per entrare nella competizione. E prevede che le risorse per la comunicazione dei gruppi parlamentari siano destinate a una speciale struttura di supporto. “La costituzione di due gruppi di comunicazione –si legge nel testo – uno per la Camera e uno per il Senato, sarà definita da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e di scelta dei membri, al duplice fine di garantire una gestione professionale e coordinata di detta attività di comunicazione, nonchè di evitare una dispersione delle risorse per ciò disponibili. Ogni gruppo avrà un coordinatore con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del Movimento e con il blog di Beppe Grillo”. Un obbligo che dovrà essere messo nero su bianco “nello statuto di cui lo stesso gruppo parlamentare dovrà dotarsi per il suo funzionamento”
vincent72
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Bologna, BO
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Da REPUBBLICA di Bologna


Il flop delle Parlamentarie solo il 10% alle urne Per far luce sul numero dei votanti i grillini si stanno auto-contando su Facebook. Dai primi risultati solo in 15mila alle urne.
di CATERINA GIUSBERTI


Quante persone hanno votato alle Parlamentarie di Beppe Grillo? Dato che di dati ufficiali non c'è neanche l'ombra (numero di votanti, numero di iscritti, numero di voti ricevuti da ciascun candidato sono top secret) i grillini hanno deciso di contarsi da soli, in rete. Come? Avviando su Facebook un censimento online dei votanti, ottenuto calcolando i voti totali registrati in ciascuna circoscrizione e dividendoli per tre, dato che tre erano le preferenze che ciascun votante poteva esprimere.

L'iniziativa parte da Bologna, dov'è nato il gruppo “Solo 5 Stelle”, redatto in collaborazione con attivisti da tutta Italia. Il gruppo è nato, come spiega Serenella Spalla, una delle persone che ne fanno parte, “per riportare il M5S ai suoi valori originari”. Prima insomma, che Grillo e Casaleggio ne stravolgessero le logiche con politiche verticistiche e poco trasparenti. Gli attivisti sono a tre quarti del lavoro: su 31 circoscrizioni ne hanno controllate finora 20. Oltre alle altre tre dell'estero, mancano all'appello Friuli, Lombardia2, Veneto2, Valle d'Aosta, Calabria, Lazio2, Sicilia1 e Basilicata. Finora il pallottoliere è arrivato ad appena 15.411 votanti.

In totale, non dovrebbero superare la soglia dei 25mila. In un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano il 13 giugno, Beppe Grillo ha dichiarato che gli iscritti al Movimento erano 200mila. Se così fosse, le Parlamentarie sarebbero state davvero un clamoroso flop di partecipazione. Avrebbero votato appena il 10 per cento degli attivi. Intanto in rete, continua il censimento.

Europa --------- votanti 354
Trentino A.A. - votanti 173
Liguria --------- votanti 650
Lombardia 1 -- votanti 1500
Lombardia 3 – votanti 410
Piemonte 1 --- votanti 956
Piemonte 2 --- votanti 612
Veneto 1 ------ votanti 1000
Em. Rom. ----- votanti 1770
Toscana -------- votanti 1250
Marche -------- votanti 668
Abruzzo ------- votanti 447
Umbria -------- votanti 311
Lazio 1 -------- votanti 1850
Campania 1 -- votanti 700
Campania 2 -- votanti 485
Molise --------- votanti 86
Puglia --------- votanti 1006
Sicilia 2 ------- votanti 628
Sardegna ----- votanti 555

(11 dicembre 2012)
Cristiano R.
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Bologna, BO
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Di Pietro aiuta il M5S nella raccolta firme
Di Valentina Beli | 13.12.2012 15:26 CET

Questione di democrazia. Di Pietro si dice disposto ad aiutare Grillo a raccogliere le firme necessarie per entrare in Parlamento. Prima ancora della legge elettorale infatti, il nemico numero uno che separa gli attivisti da Montecitorio è il tempo.

Mentre il ministro Cancellieri continua a dire che "se c'è lo scioglimento anticipato delle urne c'è una norma che dice che le firme da presentare sono dimezzate", lo stesso Grillo sul suo blog sottolinea che "è vero però SOLO se lo scioglimento delle Camere avviene entro il 29 dicembre 2012, ossia 120 giorni prima della loro naturale scadenza fissata per il 29 aprile 2013, così come prevede l'art. 6 del famoso 'Porcellum. In caso contrario le firme vanno raccolte tutte".

L'atteggiamento dunque è guardingo. Per la serie fidarsi è bene e non fidarsi è meglio.

Ad aiutare il leader del M5S nell'impresa democratica è Antonio Di Pietro, che senza remore ha dichiarato: "Noi sappiamo che il meccanismo di partecipazione è così selettivo che permette soltanto alle forze politiche che già hanno un gruppo all'interno del Parlamento di partecipare. Mentre esclude coloro che sono fuori. Tipo la lista del M5S di Grillo e il movimento arancione. Nonostante l'Idv non debba raccogliere le firme perché ha un proprio gruppo politico, noi siamo favorevoli affinché sia data la possibilità anche a costoro di partecipare. Daremo una mano a raccogliere le firme anche se questa forze politiche non si dovessero alleare con noi ma fossero in alternativa a noi. Io preferisco che il M5S mandi i suoi rappresentati in Parlamento e se hanno bisogno di consiglieri, assessori, sindaci che autentichino le firme noi gli daremo una mano , perché questa è la democrazia ".

Intanto sabato e domenica scatta nel Lazio il Firmaweekend per la raccolta firme necessarie per l'ammissione delle Liste Elettorali del MoVimento 5 Stelle.
Cristiano R.
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Bologna, BO
Post #: 427
Ecco come restituiranno in Sicilia i soldi alla Regione.

M5S Sicilia: i soldi in più dello stipendio al microcredito

La porzione di stipendio eccedente i 5.000 euro lordi, che percepiranno i deputati regionali siciliani, viene restituita direttamente all'ARS e destinata a un fondo, gestito dalla Regione Siciliana, per il microcredito. I media di regime se ne accorgeranno?

"Pmisicilia, associazione delle microimprese siciliane, esprime soddisfazione per la decisione presa dal MoVimento 5 Stelle, annunciata dal capogruppo Giancarlo Cancelleri, di destinare parte dello stipendio dei propri deputati regionali siciliani (quello eccedente i 5.000 euro lordi che percepiranno come promesso in campagna elettorale e messo ripetutamente in dubbio dai media, ndr) per creare un fondo destinato alle microimprese. Umberto Terenghi, vicepresidente di Pmisicilia afferma: "Si tratta di un gesto importante perché riconosce che la microimpresa è praticamente l’unica realtà del tessuto produttivo siciliano e solo con il rilancio di essa, si può creare sviluppo e nuova occupazione. Il MoVimento 5 Stelle così in un sol colpo dà un segnale a tutta la politica siciliana e dall’altro offre un aiuto concreto alle microimprese dell’Isola". Pmisicilia

Ps: Il 9 gennaio il blog trasmetterà la diretta streaming della conferenza stampa all'Assemblea Regionale Siciliana che sancirà la restituzione dell'eccedenza dello stipendio: Restitution Day
A former member
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M5S, campagna finanziata con le donazioni.
Ma nessuna trasparenza sulle voci di spesa
Sul blog di Beppe Grillo le indicazioni per i versamenti. A livello locale si organizzano anche lotterie. L'obiettivo è arrivare a un milione di euro per pagare gli avvocati e lo tsunami tour. Ma per ora non si conosce il nome dei finanziatori, né chi ha accesso ai soldi

di ANNALISA CUZZOCREA

Non si sa molto di come il Movimento 5 Stelle stia finanziando la sua campagna elettorale. Martedì, da una piazza di Catanzaro, Beppe Grillo è tornato a ripetere: "Nessuno ci venga a dire che senza soldi la politica non si può fare. Noi siamo la dimostrazione del contrario. Non abbiamo preso un euro, eppure siamo la prima forza politica del Paese". Iperboli a parte (difficile sia la prima forza politica, anche se i sondaggi dicono che può ambire almeno al terzo posto) la dichiarazione è interessante: non spende un euro, il Movimento di Beppe Grillo. Ma il suo leader sta girando il Paese con un camper toccando due o addirittura tre piazze al giorno. Come? Con quali soldi?

Matteo Renzi fece una raccolta fondi ad hoc per la benzina (oltre alla famosa cena con i finanzieri intenzionati a sostenere la sua corsa, sicuramente servita per allestire palchi e affittare palazzetti). Anche i grillini raccolgono soldi, tutte le indicazioni sono sul sito di Beppe Grillo. Puntano a guadagnare un milione di euro per sostenere le spese del tour e degli avvocati. Finora ne hanno raccolti 393.506 grazie a 8.560 donatori. Alla voce spese sostenute, però, il conto è fermo a zero. A guardare il blog, quindi (l'unica fonte di informazione ufficiale a 5 stelle), finora Grillo ha viaggiato gratis. O a sue spese, come racconta qualcuno.

I più vicini dicono che probabilmente il comico sta anticipando soldi di tasca sua, che la Casaleggio associati (quella del guru che ha depositato il simbolo insieme a lui) non ha grandi entrate e di certo non le spende per il Movimento. Che la pubblicità su Internet è minima, è quella fornita da Google, notoriamente frutta pochissimo. E che forse, quando Beppe diceva che dopo la campagna elettorale tornerà a fare qualcosa nei teatri, pensava proprio a questo: a pagare le spese di un'impresa che di certo non può essere a costo zero.

Abbiamo provato a chiedere alla Casaleggio Associati. Abbiamo contattato una persona dello staff che insieme a Filippo Pittarello (la mente dei post su Internet) e Davide Casaleggio (il figlio di Gianroberto) fa parte della cerchia ristretta del comico. Sono quelli che hanno le password per gestire il blog. I registi del movimento a livello nazionale. Non ci hanno risposto a domande semplici come "Quanto costa il viaggio di Beppe? Chi lo paga? Sta anticipando qualcosa di tasca propria? Lo fa la Casaleggio Associati? Quando saranno pubblicate tutte le spese, come annuncia il sito? Quanto pensate di spendere? Per la vostra esperienza, il fund raising è sufficiente?". Silenzio. Il che non è esattamente in linea con un movimento che fa della trasparenza la sua parola d'ordine. E che solo due settimane fa, con un post, chiedeva a Mario Monti e agli altri candidati come stavano finanziando la loro campagna. Quali banche anticipano loro i soldi. A quali condizioni.

Ma si sa, Casaleggio e Grillo hanno fondato i 5 stelle nel giorno in cui si celebra San Francesco di Assisi. Fanno del pauperismo la loro cifra, continuano a dire che la strada è la rete, che quella non costa, che il resto non serve. Dal basso, gli attivisti raccontano che si stanno autotassando per portare avanti la campagna. Spiega Davide Barillari, candidato alla presidenza della Regione Lazio: "Chi non ha un lavoro dà 10 euro, chi ce l'ha arriva a 200, da noi funziona così e penso sia lo stesso nelle altre regioni. Certo, abbiamo dovuto rinunciare ai manifesti. Ci affidiamo a Internet e al passaparola". In Val d'Aosta, ad esempio, hanno pensato a una lotteria. "Non accettiamo finanziamenti pubblici o altre prebende - si leggeva qualche giorno fa sul sito locale - ma utilizziamo le donazioni fatte durante le serate e ai banchetti". Così, gli attivisti hanno messo in palio un iPad, un volo di un'ora per tre persone sulla regione, un robot da cucina e due lettori multimediali. Prezzi del biglietto: 5 euro.

Tornando al livello nazionale, il Movimento ha rinunciato ai rimborsi elettorali cui avrebbe avuto diritto per l'ottimo risultato ottenuto in Sicilia. I suoi consiglieri hanno devoluto il 75 per cento dello stipendio a un fondo per il microcredito. Quando parla di abolire il finanziamento pubblico, non c'è ragione di dubitarne, Grillo fa sul serio. Le opacità però restano, e sono l'argomento preferito dei dissidenti o di chi - pur essendo in lista per le elezioni - critica da tempo la scarsa democrazia interna. Il fatto che nessuno conosca il nome dei donatori. Che non si sappia dove e sul conto di chi vadano quei soldi. Che non si conosca chi può accedervi. Insomma, che a sapere quel che in una forza politica c'è da sapere siano in pochi. E sempre gli stessi.
(31 gennaio 2013)
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vincent72
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Repubblica Bologna
Giovedì 31 gennaio 2013

Attesa per Grillo, lo Tsunami tour in piazza Maggiore
Il M5s arriva a Bologna sabato e spera nel successo del 20 marzo quando si registrò il "tutto esaurito". Il maltempo però potrebbe condizionare il successo e l'affluenza del pubblico

Attesa per Grillo, lo Tsunami tour in piazza Maggiore
Cresce l'attesa per la tappa bolognese di Beppe Grillo, il primo big a sbarcare sotto le Due Torri per la campagna elettorale. Finora lo "Tsunami tour" è andato bene e i grillini bolognesi contano di rivedere in piazza Maggiore il successo di altre città: con la memoria al famoso pomeriggio del 20 marzo 2010, quando il comico genovese navigò su un 'mare' di 15mila sostenitori che lo portarono in trionfo in canotto al termine del comizio. Il teatro era sempre piazza Maggiore, ma si correva per le regionali e Grillo faceva campagna per l'allora candidato presidente Giovanni Favia, poi cacciato dal Movimento 5 stelle insieme ad altri 'ribelli'. Ma il test sulla forza del movimento dopo la 'scissione' faviana (oggi è in corsa con la lista Ingroia) potrebbe essere condizionato dal maltempo.

Sabato pomeriggio potrebbe infatti piovere. "Ci aspettiamo una piazza piena di 'zoccoli duri' scalpitanti", ironizza il capogruppo M5s in comune Massimo Bugani, parafrasando proprio una dichiarazione di Favia su chi è rimasto nel movimento a fianco di Grillo. "Il tempo un po' ci preoccupa, ma faccio notare che siamo gli unici ad andare in piazza anzichè rinchiuderci in piccoli teatri
per paura di fare una figuraccia", sottolinea il 'portavoce' dei grillini bolognesi. Il guaio è che gli alti costi non permettono al movimento di affittare uno spazio adeguato al coperto in caso di pioggia, così si sta verificando la possibilità di coprire almeno il palco. Dopo Grillo, che salirà sul palco attorno alle 17 per il suo spettacolo, parleranno alcuni dei candidati M5s dell'emilia-romagna e probabilmente anche qualche candidato della circosrizione estero.

"Le piazze finora sono state strapiene ovunque - ricorda Bugani- io sono stato anche a Cesena e Rimini e l'effetto è sempre stato straordinario. Questa è la prova che speranze nel Movimento 5 stelle non si sono modificate rispetto a qualche mese fa, anzi stanno crescendo".
Ora però, scherza ancora il capogruppo m5s, "è chiaro che qualcuno ci sta facendo le macumbe- ma pioggia o non pioggia arriveremo a roma".

(31 gennaio 2013)
vincent72
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Bologna, BO
Post #: 147
Dal fatto quotyidiano (31/01/2013)

Sicilia, i Cinque Stelle bloccano il Dpef: “Vogliamo lo stop al Muos di Niscemi”
Al centro del braccio di ferro la costruzione del sistema satellitare che per i consiglieri del Movimento è "incompatibile con la salute dei cittadini". Nei giorni scorsi l'assemblea regionale aveva approvato una mozione per bloccare i lavori, ma il cantiere è andato avanti.

Hanno fatto saltare per ben tre volte i piani del governo Crocetta, impedendo che l’Assemblea regionale siciliana fosse in numero legale e, quindi, il varo del Dpef, ormai “ostaggio” dei consiglieri dei Cinque Stelle. I 15 deputati del Movimento non mollano: “Chiediamo prima il blocco della costruzione del Muos a Niscemi, altrimenti niente voto al Dpef”. Un braccio di ferro che ha ad oggetto la costruzione del sistema satellitare Muos “incompatibile – secondo i grillini – con la salute dei cittadini di Niscemi e l’area Riserva naturale zona A, viola inoltre la normativa in materia di radiazioni ed emissioni”. “Secondo l’Arpa viola anche il principio di precauzione con gravi danni anche per le persone che abitano nel raggio di 10 chilometri. Tutto questo basta e avanza per supportare una revoca”, ha detto il presidente della Commissione Ambiente Giampiero Trizzino.

Nei giorni scorsi l’Ars aveva approvato una mozione che impegnava l’esecutivo a far bloccare i lavori, ma il cantiere va avanti: i lavori a Niscemi, anzi, accusano, si sono intensificati, sono state già costruite la prima, la seconda e ora si sta ergendo anche la terza torre. “L’invito da parte nostra è dunque procedere subito alla revoca dei provvedimenti e autorizzazioni sul Muos e ricominciare a fare le analisi sull’impatto ambientale e sulla salute della popolazione” ha proseguito Trizzino. “C’è una via possibile sul Muos, non si possono fare spallucce, la Regione deve decidere se vuole fare ciò che suggeriamo oppure no”, ha detto il capogruppo Giancarlo Cancelleri, che conclude: “Stiamo solo verificando che sia applicata la mozione contro il Muos approvata all’Ars, così vediamo chi è davvero a favore e chi è contro”.

“Non siamo parte della maggioranza – ha spiegato poi Cancelleri – Fino ad oggi è capitato che più volte Crocetta abbia messo in atto misure che ci ha visti favorevoli, e lo abbiamo appoggiato, ma non è detto che sia sempre così”. “Il nostro appoggio – ha proseguito Cancelleri- sarà dato alle forze politiche a seconda dei programmi e delle leggi che proporranno. Potrà succedere anche che daremo il voto e appoggeremo proposte dal Pdl se le riteniamo efficaci. Non siamo quindici persone nella maggioranza, assolutamente. Prima valutiamo le proposte”.
Cristiano R.
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Post #: 466
La bolletta dell'acqua è illegittima

"Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. A darci ragione è il Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone. L'Autorità per l'Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta. Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica. Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l'AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie. Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato. La mobilitazione contro la “nuova” tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali. Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia.
Qui il parere
del Consiglio di Stato."

http://www.acquabenec...­
Cristiano R.
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Post #: 509
PER CHI NON HA CHIARA LA NOSTRA LINEA E HA DOMANDE SU COME FUNZIONA IL MOVIMENTO:

Esclusiva Tiscali: ecco quello che lo streaming grillino non ha raccontato

Domenica e lunedì a Roma si sono riuniti per due giorni i 163 neo-eletti del Movimento Cinque Stelle. Si sono conosciuti, hanno nominato i loro capigruppo (Crimi e Lombardi) e si sono confrontati con i due guru Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Eppure, nonostante il grande interesse della stampa, niente si è saputo sulle discussioni interne. Il deputato Samuele Segoni, 35 anni, toscano, geologo e studioso dei movimenti in mare della Costa Concordia, ha redatto un report dell'incontro (“per rispettare gli impegni sulla trasparenza”), in particolare sulla parte riguardante il confronto con Grillo e Casaleggio non andato in streaming su beppegrillo.it. Il report è stato quindi condiviso online ed è finito su numerosi meetup, per la soddisfazione dei militanti che volevano sapere cosa gli eletti si fossero detti a Roma. Ne pubblichiamo il testo di seguito.
Per quanto sia un racconto naturalmente di parte – l' estensore è uno degli eletti – il report fa luce su alcuni punti dell'organizzazione del Movimento e sul ruolo di Grillo e Casaleggio. Chiarissima anche l'impostazione sulla linea politica (“Nessuna fiducia”) e sui tanto discussi “Gruppi di comunicazione” a Camera e Senato (“Li ufficializzeremo, non li gestiremo” precisa Casaleggio). Interessanti anche le disposizioni date ai parlamentari (“vogliono unità e linearità, non calcoli politici complessi”) e i “suggerimenti” (“gruppi parlamentari si devono dare delle regole. Noi abbiamo buttato giù qualcosa aiutati da degli studi di avvocati. Ve lo invieremo presto, è una bozza d'indirizzo, modificatevelo come vi pare a voi” dice sempre Casaleggio). Eccolo il testo del report. E complimenti agli eletti per la reale trasparenza.
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Ciao a tutti,
condivido con tutti un breve e personale report dell'incontro di oggi, per una massima trasparenza. Lo ho buttato giù in tempo reale, scusate la stringatezza e l'essenzialità.
Samuele. (riconosciamo l'hotel da lontano per l'assedio dei giornalisti accalcati fuori dall'ingresso) (entriamo, ci accomodiamo in sala, inizia l'incontro)
Beppe: (applausi)
Siamo tanti abbiamo creato un mostro. Applauso a voi, non a me.
Consiglio: io do interviste solo ai reporter stranieri perché sono corretti. E registro video/audio. Mi trovo benissimo. Vi metto in guardia. Come succede già a me, vi violeranno la privacy alla ricerca dello scoop o addirittura inventandoselo. Io non riesco neanche a scaccolarmi in pace a casa mia, mi devo nascondere! :-D
Importantissimo: rimaniamo uniti, fiducia non fiducia, Bersani non Bersani, se siete tutti d'accordo, rimaniamo compatti. I partiti annaspano, È un nostro momento di forza. Staniamoli: devono fare alla luce del Sole quello che hanno fatto nell'ombra fino ad oggi (si riferisce agli inciuci e agli accordi).
Fiducia: è un no scontato, niente alleanze, niente fiducia, si vede proposta x proposta, scenario per scenario, sono le nostre regole base, ce le siamo date molto tempo fa e le abbiamo condivise insieme: non vedo come possano essere messe in discussione (consenso generale dalla sala).
Importante: restiamo uniti, loro proveranno a dividerci e a creare problemi interni o a farli percepire ai lettori. Se siamo compatti riusciremo bene.
Avete dubbi? Qualcuno è contrario?
Nicola, Senato, Calabria: non un dubbio, ma ribadisco un concetto: dialogo con tutti fiducia a nessuno.
...Altri interventi...
Risponde Giandoberto Casaleggio.
Tirata d'orecchi a chi aveva fatto interventi in politichese (tutti del tono «ok no alleanze, ma dobbiamo elaborare delle strategie politiche da portare avanti»): basta parlare di alleanze e basta parlare degli altri. Noi abbiamo la nostra strada ed il nostro metodo. (applausi)
Votazione per i capigruppo (dovranno fare una rotazione, adesso si elegge i primi)
Senato Vito Crimi
Camera Roberta Lombardi
Grillo prende un po' in giro Casaleggio (che rimane serissimo) chiamandolo "Guru" e chiedendogli se è proprio lui o se è Crozza che sta facendo l'imitazione.
:-D
Casaleggio
Occhio: attenti ai social media, non avrete più privacy, quello che scrivete ve lo ritrovate nei giornali. Lo so, è molto limitante, ma dovete stare molto attenti, cercano notizie oppure se le inventano direttamente
Metafora del gruppo e riprende il discorso di Al Pacino in ogni maledetta domenica: «O vinciamo come gruppo o veniamo eliminati come singoli». Altri rischi a parte questo non li vedo. Facciamo gruppo, condividiamo, portiamo avanti le istanze del gruppo e non del singolo (anche se il singolo in quanto testa pensante può non essere d'accordo su tutto, dovrà adeguarsi perché è solo un portavoce di tutti i cittadini). È strategico e ce lo chiede l'elettorato: vogliono unità e linearità, non calcoli politici complessi.
I gruppi parlamentari si devono dare delle regole. Noi abbiamo buttato giù qualcosa aiutati da degli studi di avvocati. Ve lo invieremo presto, è una bozza d'indirizzo, modificatevelo come vi pare a voi, noi non ci vogliamo entrare, fate voi in piena libertà.
Ricordatevi che dobbiamo decidere in maniera collegiale con tutto il portale on line.
Prima cosa, scegliere un candidato per Presidente della Repubblica, lo sceglieremo tutti insieme, con migliaia di iscritti, sul portale, e voi avrete il dovere di portare avanti la candidatura più votata.
Piattaforma sviluppo programma.
Casaleggio: Avevamo sviluppato un piano in cui elezioni ad aprile, è stato tutto anticipato di due mesi: grossa difficoltà a livello burocratico e procedurale (peggio della notte prima della maturità) ed abbiamo lasciato perdere il discorso del portale. Adesso stiamo per presentare la piattaforma, che servirà per creare un programma dinamico. E per selezionare le idee migliori che dovrete provare a far diventare leggi in parlamento.
Spazio per domande/risposte
Risponde Casaleggio:
dovrete prendere tante decisioni. Non cercate noi dello staff, dovrete lavorare in autonomia. Casomai ascoltate i cittadini. Organizzatevi, dividetevi per competenze.
Comunicazione: conformemente alla normativa, creeremo due gruppi di comunicazione ufficiali. Noi dello staff "ufficializziamo" quelli del gruppo comunicazione ma NON LI GESTIAMO. Soprattutto non gestiamo e non gestiremo mai soldi e fondi (sto querelando tutti quello che lo dicono inventandoselo peraltro di sana pianta).
Comunicazione interna: non ci voglio entrare nulla, fate voi, tra voi ci sono molti informatici, fate voi, troverete sicuramente la forma per voi più congeniale.
Siamo prosaici: noi non andremo al governo, ci andranno loro, si voteranno la fiducia, noi abbiamo il compito di far passare più leggi possibile per il bene del Paese.
Ogni parlamentare si presenta brevemente agli altri e in diretta streaming alla "cosa".
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