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RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Cristiano R.
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Bologna, BO
Post #: 515
Il punto 3 degli 8 proposti da Bersani E' UNA TRAPPOLA!
Al sottotitolo E dice:
E) Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all'accesso alle candidature e al finanziamento.

Ed ecco l'idea che il PD (Matteo Orfini portavoce PD) ha della legge sui partiti, far diventare tutti come loro, Omnibus al minuto 1:07:49
Cristiano R.
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Bologna, BO
Post #: 520
Ingovernabilità? Una bufala
pubblicata da Vito Crimi il giorno Mercoledì 27 febbraio 2013 alle ore 23.00 ·

A chi chiede SENSO DI RESPONSABILITA' al M5S... rispondo:

CON CHE CORAGGIO? CON CHE CORAGGIO?


Con che coraggio parlate voi di senso di responsabilità?



Irresponsabili siete voi che ci avete condotto qui, irresponsabili siete voi incapaci di introdurre una legge sul conflitto di interesssi, incapaci di fare una riforma delle pensioni senza creare un esercito di esodati, capaci di tassare la prima casa anche a chi non ha un lavoro, capaci di autorizzare discariche e centri commerciali senza ritegno, responsabili di coprire l'avvelenamento di massa di aziende come l'Ilva, incapaci di fare una legge anticorruzione seria, incapaci di colpire i patrimoni di chi ha fruito dello scudo fiscale, incapaci di modificare questa legge elettorale porcata, incapaci di dire no alla colonizzazione delle basi militari USA, incapaci di ridurre i costi della politica in un momento nel quale un terzo del popolo italiano fatica ad arrivare a fine mese..... e noi dovremmo avere senso di responsabilità?

Se un minimo di senso di responsabilità avete voi, dovete semplicemente fare le valigie... e sparire!



Il Movimento 5 Stelle non fa accordi di nessun tipo con chi ha malgovernato questo paese fino ad ora, nessuna "apertura" come alcuni giornali titolano, nessun "appoggio" come alcuni sperano.

A coloro che dicono che è colpa del M5S se il PD non ha la maggioranza al Senato, rispondo che è PER COLPA DEL PD CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE NON HA LA MAGGIORANZA ALLA CAMERA E AL SENATO...


Ingovernabilità è un bufala, è quello che vogliono farci credere, per dare la colpa al M5S, ma è solo un'arma di distrazione di massa.

Negli ultimi venti anni hanno stravolto la costituzione italiana, facendoci credere di vivere in un paese a forte connotazione "premieriale" - "presidenziale"... ma la nostra è una Repubblica parlamentare... PARLAMENTARE.


Il luogo privilegiato nel quale le idee, le proposte, le critiche si confrontano, si incontrano, si scontrano per definire l'azione legislativa di questo paese è il parlamento, non il governo.

Il governo ha un ruolo esecutivo, cioè quello di mettere in atto ciò che il parlamento produce.

Il Presidente della Repubblica, terminate le consultaizoni istituzionali deve individuare quella personalità che possa godere del consenso maggioritario in entrambe le camere, non dice che DEVE nominare Presidente del consiglio il leader del partito che ha la maggioranza, questa è una deformazione che negli ultimi vent'anni è stata data alle istituzioni del nostro paese.

Il Presidente del Consiglio è semplicemente colui che coordina l'attività del Consiglio dei Ministri, non è il capo supremo del paese Italia, la politica italiana la si fa nel parlamento, organo eletto dal popolo che la costituzione italiana definisce SOVRANO:

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo (del governo, non dell'Italia) e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. (Art. 95 Cost.)



Il Parlamento dovrebbe essere il luogo nel quale qualunque deputato o senatore possa avanzare una proposta di legge e vedersela approvata (o respinta) a maggioranza senza preconcetti o pregiudizi, al di là degli steccati precostituiti dalla propria appartenenza ad una parte politica ma smeplicemente perchè ritenuta una buona o una cattiva idea.



E dovrebbe poter accadere che un governo possa non vedere approvata una propria proposta legislativa dal Parlamento, questo non deve comportare quasi automaticamente la caduta del Governo (il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. Art. 94 Cost.), in un gioco delle parti in cui ciascuno cerca di fare lo sgambetto all'altro per sostituirlo in un ruolo di governo, non rendendosi conto che tutti quanti si deve lavorare insieme per il bene del paese.



Siamo stati abituati così, ma l'ingresso di questa pattuglia di "grillini" che scombina le carte rischia di riportare questo paese nella normalità, rischia di rendere questo paese così come lo voleva la costituzione italiana, rischia di rendere questo paese più governabile di quanto lo sia mai stato prima... di un BUON GOVERNO!



BUONA DEMOCRAZIA A TUTTI.... SI RESPIRA UNA NUOVA ARIA!



P.S. Di quel che ho scritto rispondo personalmente, è frutto di mie idee e non impegna il Movimento 5 Stelle, che come sempre nelle sue scelte adotterà un metodo collegiale di decisione a maggioranza e coinvolgendo la rete.
A former member
Post #: 1,530
M5S: cinque cose in cui i grillini sbagliano

Comunicazione. Ragazze e ragazzi, a volte sembra che lo facciate apposta. Il fascismo buono, i microchip cutanei, i Vendola finti, i portavoce in silenzio stampa (okay, erano “coordinatori della comunicazione parlamentare”, ma l’autogol resta). Ma che state a ddì? Capisco l’inesperienza. Capisco che tutti non aspettino altro, e che prima di voi non c’erano i Churchill ma i Razzi (e i Razzi ci sono ancora). Capisco tutto. E conosco molto bene i vostri numerosi pregi. Ma datevi una regolata. Se non avete una cosa da dire, non ditela. Se siete in debito di visibilità, scegliete contesti facili (inutile andare a La zanzara e poi lamentarsi di quanto sia cazzara La zanzara: è come tuffarsi nel mare e poi dire “Oh cavolo, mi son bagnato, quanto è stronzo ‘sto mare”). E se non siete ancora in grado di gestire il circo mediatico, lasciate che altri – più bravi e scaltri – parlino per voi. Pizzarotti a settembre se la prese con parte del pubblico del Fatto che lo contestò e mercoledì è stato impeccabile dalla Bignardi. Non si nasce imparati, e ha ragione Sergio Romano quando vi augura (come corso di formazione accelerato) due anni di opposizione perché impariate il mestiere.

Monologhi Stampa. Non è possibile convocare una conferenza stampa e poi esordire dicendo “Niente domande”, come ha fatto la Lombardi. In un paese normale, i giornalisti avrebbero dovuto mandarvi a quel paese (come troppo spesso fate voi) abbandonando la “conferenza” (pardon un monologo). Se dovete comunicare una cosa senza contraddittorio, mandate una mail o scrivete un post (in quello siete esperti, giusto?). In Italia c’è questa moda di accettare ogni ghiribizzo della “star”. Soprattutto in conferenza stampa. Esempio: quando Galliani presentò Balotelli, una giornalista Rai gli ricordò che Berlusconi lo aveva definito “mela marcia”. Galliani non solo negò l’evidenza, ma trattò male la giornalista (rea di avere ragione). I colleghi cosa fecero? Un po’ sghignazzarono e un po’ solidarizzarono (con Galliani, mica con la giornalista). Troppo spesso servi e meri reggitori di microfoni, gli scribi hanno pressoché dimenticato il gusto antico della decenza. Quella decenza che, con rispetto parlando, avrebbe imposto ai giornalisti di rispondere alla Lombardi: “Abbella’, se vuoi cantartela e suonartela da sola, noi togliamo il disturbo”. Le domande (anche quelle stupide e sbagliate) si accettano. Altrimenti non si fa politica.

Non siete Grillo. Cara Rostellato (che non hai salutato la Bindi e te ne sei vantata, salvo poi chiedere scusa) e caro Crimi (che hai detto in streaming che Grillo ha tenuto sveglio Napolitano): non siete il vostro leader (o megafono che sia). Grillo può permettersi molto, se non tutto: ha una carriera alle spalle, credibilità, talento. Se lui dice “Morfeo”, ha un senso (discutibile), ottiene uno scopo e crea la notizia. Voi, no. Apparite arroganti, malamente acerbi e facilmente attaccabili. Datevi una svegliata. E più umiltà: vi tocca crescere in fretta (e non vi daranno tempo).

Aritmetica. Non siete la prima forza del paese. Non lo siete al Senato, non lo siete (di poco) alla Camera. Il M5S ha fatto della “verità” una delle sue battaglie. Appunto: Pd 8.932.523, M5S 8.784.499 (alla Camera e comprensivi dei voti degli italiani all’estero). Non avete preso “più voti degli altri”. Finitela con questa bugia, che peraltro non serve a nulla.

Pragmatica. Il menopeggismo ha ucciso la “sinistra” italiana, e oltretutto è da dimostrare che i D’Alema siano poi così migliori dei Berlusconi. Il M5S ha avuto successo anche perché ha incarnato una terza strada, adatta a chi non potrebbe mai votare questo centrodestra ma al tempo stesso trova che il centrosinistra (spesso, non sempre) sia un’accozzaglia incapace e tristemente comica. Siamo d’accordo. E capisco anche il desiderio di essere “oltre” e “diversi”. Va bene. Io però sono abituato a giocare con le carte che ho in mano (e con quelle che vedo in tavola). Non giriamoci troppo attorno. Al netto delle schermaglie, e mentre il paese muore, le strade sono solo tre: si torna rapidamente al voto (non lo vuole nessuno, men che meno con il Porcellum); si fa un inciucio Pd-Pdl, magari con il neo-intoccabile Grasso (piacerebbe a Berlusconi, a qualche tattico cinico del M5S e pure ai dalemiani, ma porterebbe alla morte del Pd); oppure si cerca – magari dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, lasciando nel frattempo Monti come prorogatio fino ad aprile/maggio – una figura realmente esterna. Non Bersani o Grasso (macché), ma un altro. Uno Zagrebelsky, un Rodotà (o altri che al momento non dico). E ci si accorda su un governo “a tema” che operi insieme, centrosinistra e M5S. Un anno o giù di lì. Poi di nuovo al voto, nemici come prima. So bene che la maggioranza dei votanti M5S sia ortodossa eduropurista; non ignoro che il centrosinistra sia quel che è; e so pure che al momento il M5S stia semplicemente rispettando il proprio programma (formalmente non c’è nulla da eccepire). Eppure, mai come oggi, si scorge la possibilità di sconfiggere definitivamente Berlusconi e di contribuire a creare qualcosa di realmente positivo. Accordarsi (con tanto di fiducia: se non c’è quella, non esiste nessuna legge da “approvare caso per caso”) con il centrosinistra non significa amnistiarlo delle colpe infinite di questi venti anni. E neanche vuol dire sposarlo per sempre. Vuol dire avere il senso dello Stato, delle cose, del presente. Dire “no” adesso ha un senso. Dirlo sempre e a prescindere è una forma di integralismo cinico, sperando nell’inciucio altrui per poi dire “Visto? Noi siamo più fighi”. Di più: è una forma di masturbazione adolescenziale. Null’altro che bimbominkismo politico (spiacenti, non è il mio genere). Se vi mostrerete ricettivi alle (eventuali e non scontate) sirene sincere del Pd, dimostrerete acutezza e maturità; se vi trincererete dietro il “O noi o morte”, la Casta avrà buon gioco a dire che è tutta colpa vostra e siete solo degli sfascisti irresponsabili.

Provate a costringere il Pd a fare qualcosa di buono, come in Sicilia: se poi il Pd deluderà un’altra volta, e non si scorgeranno Crocetta benemeriti, si andrà al voto. Chiamandovi anzitempo fuori, consegnerete un’altra volta il Pd al Pdl: forse (forse) guadagnerete un po’ di campagna elettorale, ma il paese si sfascerà definitivamente.

Avete preso troppi voti e non vi aspettavate così tante responsabilità? Sì. Comunque vi muoverete, vi attaccheranno? Yes. E’ un gioco troppo difficile e cattivo? Oui. Ma siete stati voi a voler giocare. Ecco: è il momento. E “rendicontare anche le caramelle” non basta. Non adesso.
http://www.ilfattoquo...­
Matteo V.
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Bologna, BO
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Roberto B.
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Bologna, BO
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TSUNAMI TOUR - UN COMICO VI SEPPELLIRÀ

EVENTO UNICO - NELLE SALE IL 10 APRILE ALLE 21
BOLOGNA
Cinema Odeon, Via Mascarella 3

http://todoscontentos...­


"Tsunami tour" è il primo documentario sulla campagna elettorale 2.0 del Movimento 5 stelle e di Beppe Grillo, il comico che ha rivoluzionato la politica.



Il documentario esce nelle sale italiane il 10 aprile, in libro + DVD con Sperling & Kupfer a fine aprile e in televisione all’inizio di maggio, è stato inoltre distribuito all’estero nei principali paesi europei e negli Stati Uniti.
Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 514
Roberto B.
user 72648652
Bologna, BO
Post #: 305
ARTICOLO REPUBBLICA 8 APRILE 2013

Terremoto nel Movimento 5 Stelle, Grillo e Casaleggio blindano Bugani



Brutta Storia .... sto christian annunziata mi sembra sia stato imbeccato da qualcuno che aveva accesso alla mailing, non so se aiutato da hacker ..
La corrispondenza privata forse gli è stata passata, poi ha fatto di suo .. le tracce lasciate sono evidenti :
Il 4 aprile dalle ore 20,11 è entrato questo matteomondello user 87740582 (http://www.meetup.com...­) , come amministratore, ora questo user non è naturalmente più presente, ha postato immagini di una corrispondenza che forse gli hanno passato e che purtroppo non posso analizzare, perchè non sono più presenti on-line.
Poi ha creato delle immagini del 3d dalla pagina (in mac il comando è mela+shift+4) le immagini jpeg delle mailing nominate Page 2001.jpg, Page 2002.jpg, ecc. fino a Page 2012.jpg hanno tutte una risoluzione reale di 1239 x 1754 px anche se impaginate web a 520x736 px, questo presuppone uno schermo con una risoluzione molto elevata
Alle 0,15 del 5 aprile ha salvato in pdf le immagini complete del 3d con un Mac OS 10.8.2Quartz ed un pdf versione 1.4
Il 5 aprile alle ore 14,34 ha creato la pagina web con Joomla 1.5.

..

Il M5S di Bologna da anni ha dei gruppi che si fanno la guerra , io vorrei solo dire BASTA !




Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 539
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Post #: 1,747
Regione, condannato sostituisce consigliere arrestato: è scontro
Lavagnetto è subentrato a Luigi Villani
Polemica tra Pdl e M5S


BOLOGNA - Nuova bufera per Giampaolo Lavagetto, ex assessore della Giunta Vignali di Parma travolta da diverse inchieste della Procura, condannato nel 2011 a un anno e sei mesi per peculato. Come primo dei non eletti nel collegio, ha sostituito l'ex capogruppo Pdl all'Assemblea dell'Emilia-Romagna, Luigi Villani, agli arresti domiciliari nell'inchiesta Public Money di Parma e per questo sospeso dalle funzioni di consigliere regionale in base al decreto anticorruzione (dlgs 31 dicembre 2012, n.235).

Lo stesso decreto anticorruzione prevede la sospensione dall'incarico anche per chi ha subito una condanna, ma la procedura è di alcuni mesi, che Lavagetto trascorrerà da consigliere regionale: prima dei diversi lunghi passaggi tra Prefettura e Ministero, deve essere compiuta la proclamazione del neo consigliere, ed è quello che è successo oggi in Aula a Bologna tra le proteste, soprattutto del M5S e dell'ex grillino Giovanni Favia che sono usciti al momento del voto. L'Assemblea legislativa ha approvato la convalida dell'elezione, ma insieme a un ordine del giorno di tutti i gruppi (tranne M5S e Favia), che sollecita la modifica delle norme per incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità, chiedendo in Conferenza delle Regioni di far riconoscere «la piena titolarità delle Assemblee legislative» nei provvedimenti «di sospensione e di decadenza» dei consiglieri. E si è espressa per modificare la legge regionale che eroga l'assegno, già dimezzato, al consigliere sospeso, «riducendone significativamente gli importi». «Non voglio votare - ha detto Andrea Defranceschi (M5S) - per la convalida di una persona che in seguito alla condanna subita sarebbe interdetto ai pubblici uffici, sebbene capisco che si debba applicare una normativa vigente».

Favia ha aggiunto: «Atti formali o meno, abbiamo la possibilità di dare un segnale, per questo non partecipo al voto». Lavagetto ha replicato ricordando che non è definitiva la condanna, per una vicenda di telefonate comunali sottratte che si è sgonfiata da 90.000 a 408 euro: «Aspetto l'appello da 19 mesi, e non ho alcuna interdizione ai pubblici uffici». (Ansa)

http://corrieredibolo...­
A former member
Post #: 1,773
Rodotà, avviso a Grillo: «Beppe sbaglia
Non bastano più le sue dichiarazioni»
«Dare colpa agli elettori è una spiegazione che non spiega»


ROMA - «Non voglio dire che lo prevedevo. Ma non sono affatto sorpreso». Stefano Rodotà è uno dei personaggi politici più amati dal Movimento 5 Stelle, che lo avrebbe voluto al Quirinale. Ora analizza, senza fare sconti, un risultato che è andato ben al di sotto delle aspettative.

Perché non è sorpreso?
«Per due ragioni. La prima è politica: hanno inciso sul voto i conflitti, le difficoltà e le polemiche di queste settimane. La seconda è che avevo detto che la parlamentarizzazione dei 5 Stelle non sarebbe stata indolore. E così è stato».
Il passaggio dalla rete al Palazzo, per intenderci.
«Faccio una battuta: quando si lavora in Parlamento, non è che di fronte a un emendamento in commissione vado a consultare la rete. Serve un cambiamento di passo».


Che non c'è stato.
«La rete da sola non basta. Non è mai bastata. Guardiamo l'ultima campagna elettorale: Grillo è partito dalla rete, poi ha riempito le piazze reali con lo tsunami tour. Ma ha ricevuto anche un'attenzione continua dalla televisione. Se si vuole sostenere che c'è una discontinuità radicale con il passato non è così: anche per Obama è stato lo stesso. Si parte dalla rete, ma poi si va oltre».


Il problema è che forse non sono andati abbastanza oltre.
«Non hanno capito che la rete non funziona nello stesso modo in una realtà locale o su scala nazionale. Puoi lanciare un attacco frontale, ma funziona solo se parli al Paese. In queste elezioni hanno perso i due grandi comunicatori: Grillo e Berlusconi».
Alle Amministrative, poi, contano molto i candidati.
«Sono stato molto colpito dalle dichiarazioni avventate del candidato 5 Stelle di Roma: si è lamentato perché i media non gli avevano dedicato abbastanza attenzione. Ma come? Non era stata teorizzata l'insignificanza dei vecchi media?».


Forse a qualcosa servono ancora.
«Come serve l'insediamento a livello locale. Il candidato sconosciuto della rete si trova in difficoltà rispetto a chi ha una forte presenza territoriale. Non è un caso che il partito che ha tenuto di più in queste elezioni sia stato il Pd, nonostante la forte perdita di voti».


Per Grillo è colpa degli elettori.
«L'ho sentita troppe volte questa frase. Elettori immaturi, che non capiscono. Si dice quando si vuole sfuggire a un'analisi. Ma erano gli stessi elettori che li hanno votati alle Politiche. È una reazione emotiva, una spiegazione che non spiega nulla».


Per i 5 Stelle non sono «padri» un po' ingombranti Grillo e Casaleggio?
«Non voglio fare quello con la matita rossa. Però, certo, non bastano più le loro indicazioni. Un movimento nato dalla rete, che ha svegliato una cultura politica pigra, una volta entrato in Parlamento deve cambiare tutto. E non può dire ai parlamentari: non dovete elaborare strategie».


È proprio quello che ha detto il capogruppo Vito Crimi.
«Le istituzioni fanno brutti scherzi. Penso alle parole di Grillo che contestava l'articolo della Costituzione secondo il quale il parlamentare deve operare senza vincolo di mandato. Ecco, io credo che tutti i parlamentari dovrebbero avere la libertà di esercitare il proprio mandato, anche se non in una logica individualista. Non si può delegare tutto. I parlamentari a 5 Stelle devono avere la libertà di lavorare. In alcuni casi lo stanno già facendo e ho sentito anche interventi di qualità».


Il risultato deludente non è stato causato anche da un eccesso di chiusura e dalla mancanza di interlocuzione con il Pd?
«Posso anche stabilire la linea del "tutti a casa" e "no a tutti", ma poi devo valutare le conseguenze. Si deve avere la capacità di confrontarsi con gli altri in Parlamento. Altrimenti si rischia di alimentare una nuova conventio ad escludendum . E probabilmente c'è anche un problema di inesperienza».


La «verginità» politica è nel dna dei 5 Stelle.
«Non ho mai creduto al valore dell'inesperienza, che rivendicano come verginità dalle compromissioni. Io ci misi molti mesi a imparare. Il Parlamento richiede competenza. So che stanno cercando di rimediare con bravi consulenti».


E ora?
«Ora Grillo e Casaleggio devono rendersi conto che siamo entrati in una fase nuova e che quello che ha determinato il successo non è un ingrediente che può essere replicato all'infinito. Per esempio: alle Europee cosa faranno? Una campagna fortemente antieuropeista, come Berlusconi? Sarebbe un rischio enorme. Cresce enormemente la responsabilità della sinistra».


Che non sta messa bene.
«Capisco il sollievo del Pd per il voto, ma ci sono problemi che non si cancellano con un'interpretazione consolatoria. Il Pd è un pezzo fondamentale della sinistra, ma non è tutta la sinistra. E deve guardare anche alla società. Il referendum di Bologna, per esempio: c'era una maggioranza schiacciante, sulla carta, per il finanziamento alle scuole private. E invece questa maggioranza è stata spazzata via».

Alessandro Trocino
30 maggio 2013
http://www.corriere.i...­
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