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MICROSCOPIO/MONTANARI/BORTOLANI/URBINO
Lettera al direttore amministrativo della università di Urbino

giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 663
Montanari visto da un diverso punto di vista...

Riprendo dal sito
http://www.bortolanio...­



Donazione microscopio: alcune precisazioni
In merito alla donazione alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino da parte della nostra Onlus del microscopio Esem a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di raccolta fondi di Beppe Grillo e condivisa dallo stesso Grillo, siamo a rassicurare che la ricerca sulle nanopatologie proseguirà, anzi, verrà potenziata ed allargata ad altri qualificatissimi ricercatori dell’Università di Urbino.



Non saranno solo geologi, come sostiene in senso limitativo il Dott. Montanari, ma anche biologi, botanici, chimici, zoologici, ingegneri ambientalisti, mineralogisti e petrografi, che effettuano ricerche ambientali e sui diversi tipi di nanopatologie. La Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino dispone di strutture e spazi perfettamente idonei ad ospitare il microscopio oltre che personale tecnico altamente qualificato.
Al tempo stesso ribadiamo al Dott. Montanari, fino ad ora unico utilizzatore dello strumento insieme alla moglie Dott.ssa Gatti, che nell’atto di donazione del microscopio all’Università di Urbino è stata inserita la clausola che consentirà loro di proseguire nell’utilizzo del microscopio “almeno” un giorno alla settimana (quindi non “un solo giorno” alla settimana come il dott. Montanari sostiene) ai fini della ricerca sulle nanopatologie.
Resta inteso, coerentemente con la finalità della raccolta fondi, che tale strumento non poteva e non potrà essere utilizzato in alcun modo a scopo di lucro da parte di singoli o di società. Questa sì che sarebbe una truffa ai danni dei benefattori.
Abbiamo donato il microscopio alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino per coinvolgere altri scienziati considerata anche l’oggettiva sottoutilizzazione dello strumento in quanto per tre anni esso è stato nella disponibilità esclusiva di chi, come il dott. Montanari, abbiamo visto impegnato in campagna elettorale in tutta Italia come candidato Premier della lista politica nazionale “Bene Comune” e a promuovere libri da lui curati, o chi, come la Dott.ssa Gatti, svolgono altra professione part time impedendo il pieno sfruttamento del microscopio come l’importanza delle ricerche e il costo dello strumento richiederebbero.
Come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica - prodotte in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti.
Non ci stupiscono le reazioni e illazioni del dott. Montanari nei confronti della decisione della nostra Onlus di allargare la ricerca, ma a noi ciò che preme è il rispetto della legge e dei benefattori, i risultati scientifici e quindi la salute dei cittadini, non i bilanci di una società a scopo di lucro quale è la Nanodiagnostics srl dei dottori Montanari e Gatti.

E’ evidente che falsità e ulteriori illazioni ci vedranno costretti a difendere la nostra immagine e onorabilità nelle dovute sedi legali”.


Associazione Carlo Bortolani Onlus




HTR
Giorgio D.
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,533
Come sempre ognuno vede le cose da una angolazione diversa.

Il punto non è se le analisi sono condotte a pagamento o gratuitamente bensì se il microscopio viene usato per gli scopi per cui si è lavorato e/o si è donato.
NON E' STATO FATTO lavoro/donazione perché chiunque potesse fare ricerca di qualunque tipo a fin di bene o di male dell'umanità, E' STATO FATTO per permettere a Gatti/Montanari di proseguire nelle ricerche sulle Nanoparticelle/Nanopatologie. E questo è ampiamente dimostrato e dimostrabile dai contenuti degli spettacoli di Grillo ai contenuti delle conferenze di Montanari passando per i thread nei meetup che facevano la raccolta.
NON SI CERCA il miglior utilizzo in assoluto del microscopio, la ricerca "più interessante" o quella "meno lucrativa", SI VUOLE CHE CONTINUI la ricerca sulle nanoparticelle e nanopatologie e a quanto mi risulta in Italia la conducono solo loro e con tutta una serie di disturbi esterni, non ultimo questo tentantivo di togliere il microscopio.

Mi sembra corretta la richiesta di un report.
Se il problema è questo... avrei usato un altra modalità per richiederlo.
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 599
Se la gente dona dei soldi per del materiale che deve essere utilizzato per un uso specifico le persone che ne hanno la proprietà non possono esimersi da far ciò.
Non ha importanza se il materiale viene/verrà utilizzato per usi altrettanto (questo è poi da "vedere") validi ed importanti.
Se ci fossero altri ricercatori che all'Università di Urbino lavorassero tutti i giorni sulla ricerca delle nanoparticelle non ci sarebbe stata questa indignazione generale. Se ci saranno dei riscontri che smentiranno tutto ciò e, cioè, il microscopio continuerà tutti i giorni ad essere utilizzato per la ricerca per il quale è stato comprato, allora sarò ben contenta di cambiare la mia idea ma se non sarà così (come sembra) bisognerà dare a questo soppruso tutta la visibilità possibile!

giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 673
Deduco che tu hai certezza che quando lo strumento è stato in possesso della nanodiagnostic (azienda privata) sia stato usato quotidianamente per gli scopi tanto pubblicizzati durante l'iter di raccolta fondi.

Io non lo so, anche perchè non ho visto un dettagliato e documentato riepilogo di come sia stato effettivamente impiegato il costoso microscopio in questi anni.
Oltre tutto in questo tipo di economia un'azienda privata deve, tra i suoi obiettivi principali se non il PRINCIPALE, fare degli utili !

In una università è più semplice che ci sia trasparenza. Da quella parte tutto; poi si vedrà per quali scopi verrà effettivamente usato e a quali pubblicazioni darà luogo. Voglio sottolineare che rimane comunque a disposizione delle ricerche di Montanari-Gatti per almeno 1 giorno/settimana. Si tratterà che il Montanari invece di girare l'Italia per conferenze remunerate faccia più spesso la tratta Modena-Urbino per le sue importanti ricerche e magari troverà preziosi collaboratori proprio tra gli studenti-ricercatori-professori di quella università.

Non voglio credere che l'unico autorizzato-capace-luminare-specialista in nanopatologie siano sempre e soltanto lui e la moglie


HTR
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 604
Non ne ho la certezza, non era questo che intendevo smile, ma il fatto che togliere il microscopio per darlo a chi, per quanto hanno detto (anche l'onlus) forse non farà il lavoro per il quale è stato acquistato non lo trovo affatto etico.
Per quanto ne so io, cmq, lo strumento è stato effettivamente utilizzato quotidianamente per lo scopo specifico della colletta ma non è questo il punto focale del problema smile cool.
Ti posso assicurare (dato che è stato il mio ambito di studio universitario wink) che Montanari non è l'unico studioso capace di studiare le nanopatologie biggrin. Qui, però, non si parla del fatto che sia l'unico ma che nessuno all'Università di Urbino sia preposto a fare studi in quell'ambito smile.
Lo scopo principale di una Onlus non deve essere (o meglio non dovrebbe essere) fare degli utili. Nessuno parla di una "non trasparenza" futura, semplicemente il microscopio è stato comprato per uno scopo ben specifico che non può essere perseguito con un sol giorno a settimana (sempre se all'Università di Urbino non ci sarà nessuno che studierà questo problema).
Giorgio D.
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,535
Io non lo so, anche perchè non ho visto un dettagliato e documentato riepilogo di come sia stato effettivamente impiegato il costoso microscopio in questi anni.
Ripeto: se è questo problema, si chieda questo, non ci si nasconda dietro un dito, dicendo e non dicendo, alludendo senza dire, dicendo senza confermare. E' una modalità mafiosa che a me personalmente piace molto poco.

Oltre tutto in questo tipo di economia un'azienda privata deve, tra i suoi obiettivi principali se non il PRINCIPALE, fare degli utili !
Gli utili di per sé non mi rappresentano un problema e semmai rappresentano una corretta gestione.
Utili sono le differenze tra ricavi e spese e devi verificare se tra le spese ci sono i compensi per le persone perché spesso gli utili remunerano il lavoro delle persone/proprietari.
Hai qualche notizia in proposito? Hai svolto ricerche?
Sai dire di quanto sono gli utili della società?
Sai dire quanto si sono pagate le persone che lavorano nella società? Riesci a fare un conteggio di euro/ora? Ti sembra congruente con la specializzazione e competenza?
Sai dire quanti soldi sono stati messi nella gestione delle attrezzature e nei costi per le singole analisi?
Sai dire quante analisi sono sytate fatte gratuitamente grazie magari agli introiti derivanti dalle analisi fatte pagare a chi poteva permetterselo?
Se non lo sai, di cosa stai parlando?
Sei uno di quelli che vede il lavoro e i soldi degli altri come un suo problema?
Scusa la durezza ma proprio non sopporto che persone nascoste da psudonimo si sentano autorizzate a fare velate insinuazioni su forum pubblici.
Se hai delle cose da dire, dille chiaramente, con nome e cognome, date e dati e forse troverai qualcuno che ti segue. Così francamente fai solo perdere tempo a leggerti e risponderti (e si, ritengo di doverti rispondere perché non ne posso più del fatto che le persone possano scrivere qualunque boiata e decine di altri senza riflettere un minimo riescano persino a trovarsi in accordo.

Inoltre, ti faccio presente che le università vanno avanti anche con i soldi delle mie tasse (delle tue non so, diccelo tu).
Ciò significa che, pur non facendo utili, MI costano parecchi soldi eppure non ho nessuna possibilità di decidere come e soprattutto per chi li spendono (e vorrei vedere!).
Quindi, francamente, preferisco società private che fanno utili ragionevoli producendo risultati appunto "utili" a qualcuno, rispetto alle aziende pubbliche che spendono soldi per gli amici e producono risultati francamente molto modesti (basta vedere la posizione delle università italiane nelle classifiche internazionali).
A former member
Post #: 7


In una università è più semplice che ci sia trasparenza. Da quella parte tutto; poi si vedrà per quali scopi verrà effettivamente usato e a quali pubblicazioni darà luogo. Voglio sottolineare che rimane comunque a disposizione delle ricerche di Montanari-Gatti per almeno 1 giorno/settimana. Si tratterà che il Montanari invece di girare l'Italia per conferenze remunerate faccia più spesso la tratta Modena-Urbino per le sue importanti ricerche e magari troverà preziosi collaboratori proprio tra gli studenti-ricercatori-professori di quella università.

Non voglio credere che l'unico autorizzato-capace-luminare-specialista in nanopatologie siano sempre e soltanto lui e la moglie


HTR

Teoricamente il discorso potrebbe essere corretto, ma chi conosce a fondo l'università e i modi in cui spesso vengono dirette le ricerche (i cui finanziamenti provengono in gran parte dai privati) potrebbe sollevare molti dubbi su questa affermazione. Sinceramente io credo più nella trasparenza di Montanari e Gatti... ma stiamo parlando di "opinioni" e sono consapevole del fatto che è giusto che ognuno possa avere la propria.

Ricordo, però, che la ricerca Montanari-Gatti si era bloccata proprio perché ai due scienziati era stato tolto lo strumento indispensabile per lavorare. E ricordo che furono i semplici cittadini a finanziare l'acquisto del secondo microscopio e lo fecero con un intento preciso: assicurare la prosecuzione della ricerca a Gatti e a Montanari, appunto!!!

Questo recente intervento, che rende di nuovo complesso il lavoro per Stefano Montanari e Antonietta Gatti, mi appare molto, molto sospetto, in questo momento, e sicuramente lesivo della volontà dei donatori che, come privati, hanno tutto il diritto di sottolineare l'abuso da loro subìto.

Liana
giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 675
Per chi mi ha risposto riporto di nuovo per una più attenta lettura, con mie evidenziazioni sottolineature e grassetti, la lettera presente sul sito della Carlo Bortolani onlus e datata 5 Luglio 2009. Tra l'altro registro il fatto che il post che ha dato origine a questa discussione è del 22 Luglio e riporta 4 link della citata onlus riguardanti il microscopio... mancava proprio quella che ho inserito io e che ritengo apportatrice di importanti elementi di chiarezza ... HTR

Donazione microscopio: alcune precisazioni
In merito alla donazione alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino da parte della nostra Onlus del microscopio Esem a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di raccolta fondi di Beppe Grillo e condivisa dallo stesso Grillosiamo a rassicurare che la ricerca sulle nanopatologie proseguirà, anzi, verrà potenziata ed allargata ad altri qualificatissimi ricercatori dell’Università di Urbino.



Non saranno solo geologi, come sostiene in senso limitativo il Dott. Montanari, ma anche biologi, botanici, chimici, zoologici, ingegneri ambientalisti, mineralogisti e petrografi, che effettuano ricerche ambientali e sui diversi tipi di nanopatologie. La Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino dispone di strutture e spazi perfettamente idonei ad ospitare il microscopio oltre che personale tecnico altamente qualificato.
Al tempo stesso ribadiamo al Dott. Montanari, fino ad ora unico utilizzatore dello strumento insieme alla moglie Dott.ssa Gatti, che nell’atto di donazione del microscopio all’Università di Urbino è stata inserita la clausola che consentirà loro di proseguire nell’utilizzo del microscopio “almeno” un giorno alla settimana (quindi non “un solo giorno” alla settimana come il dott. Montanari sostiene) ai fini della ricerca sulle nanopatologie.
Resta inteso, coerentemente con la finalità della raccolta fondi, che tale strumento non poteva e non potrà essere utilizzato in alcun modo a scopo di lucro da parte di singoli o di società. Questa sì che sarebbe una truffa ai danni dei benefattori.
Abbiamo donato il microscopio alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino per coinvolgere altri scienziati considerata anche l’oggettiva sottoutilizzazione dello strumento in quanto per tre anni esso è stato nella disponibilità esclusiva di chi, come il dott. Montanari, abbiamo visto impegnato in campagna elettorale in tutta Italia come candidato Premier della lista politica nazionale “Bene Comune” e a promuovere libri da lui curati, o chi, come la Dott.ssa Gatti, svolgono altra professione part time impedendo il pieno sfruttamento del microscopio come l’importanza delle ricerche e il costo dello strumento richiederebbero.
Come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica - prodotte in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti.
Non ci stupiscono le reazioni e illazioni del dott. Montanari nei confronti della decisione della nostra Onlus di allargare la ricerca, ma a noi ciò che preme è il rispetto della legge e dei benefattori, i risultati scientifici e quindi la salute dei cittadini, non i bilanci di una società a scopo di lucro quale è la Nanodiagnostics srl dei dottori Montanari e Gatti.

E’ evidente che falsità e ulteriori illazioni ci vedranno costretti a difendere la nostra immagine e onorabilità nelle dovute sedi legali”.


Associazione Carlo Bortolani Onlus

Giorgio D.
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,539
...riporto di nuovo per una più attenta lettura...
...registro il fatto che il post che ha dato origine a questa discussione...
...mancava proprio quella che ho inserito io e che ritengo apportatrice di importanti elementi di chiarezza ...
Se tu leggessi il titolo del thread nonché il contenuto della missiva inviata, ti renderesti conto che non aveva molto senso riportare il post della Bortolani, semmai, è la discussione successiva che è un po' OT rispetto al titolo del thread, ma ci siamo abituati.
In ogni caso, se mancanza era, hai provveduto tu e questo è il bello dei forum.

Venendo ai tuoi grassetti e sottolineature, se proprio non sei in grado di comprendere le rispettive risposte fornite nella lettera alla università di Urbino, vedo di chiarirle commentando le tue sottolineature:

condivisa dallo stesso Grillosiamo a rassicurare che la ricerca sulle nanopatologie proseguirà, anzi, verrà potenziata ed allargata ad altri qualificatissimi ricercatori dell’Università di Urbino.
Non saranno solo geologi, come sostiene in senso limitativo il Dott. Montanari, ma anche biologi, botanici, chimici, zoologici, ingegneri ambientalisti, mineralogisti e petrografi, che effettuano ricerche ambientali e sui diversi tipi di nanopatologie. La Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino dispone di strutture e spazi perfettamente idonei ad ospitare il microscopio oltre che personale tecnico altamente qualificato.
- Indicare la condivisione di Grillo non aggiunge valore alla decisione, semmai toglie valore a Grillo.
- Nelle affermazioni mi sembra si stia confondendo la ricerca sulle nanoparticelle con quella sulle nanopatologie.
- I donatori NON ERANO E NON SONO interessati a qualunque tipo di ricerca e/o ricercatore bensì alla ricerca sulle nanopatologie e in particolare alle ricerche svolte da Gatti/Montanari. La raccolta fondi era molto esplicita e chiara in merito.

Al tempo stesso ribadiamo al Dott. Montanari, fino ad ora unico utilizzatore dello strumento insieme alla moglie Dott.ssa Gatti, che nell’atto di donazione del microscopio all’Università di Urbino è stata inserita la clausola che consentirà loro di proseguire nell’utilizzo del microscopio “almeno” un giorno alla settimana (quindi non “un solo giorno” alla settimana come il dott. Montanari sostiene) ai fini della ricerca sulle nanopatologie.
Non si capisce per quale motivo un microscopio donato a Gatti/Montanari per un tipo specifico di ricerca, debba finire per essere usato "almeno" per un certo tempo anziché "prevalentemente" o "solamente" dalle persone e per la ricerca cui era destinato.

Resta inteso, coerentemente con la finalità della raccolta fondi, che tale strumento non poteva e non potrà essere utilizzato in alcun modo a scopo di lucro da parte di singoli o di società. Questa sì che sarebbe una truffa ai danni dei benefattori.
Che l'assenza di lucro ovvero l'assenza di pagamento delle prestazioni di analisi sia coerente con la raccolta fondi e che addirittura si trasformi in truffa è francamente una visione molto confusa e confondente. Faccio davvero fatica a capire se si affermano queste cose per miopia o se l'uso a sproposito della parola "lucro" sia fatto per tentare di mettere in cattiva luce le persone di cui si parla.
Poniamo il caso che una importante industria alimentare sia interessata a sapere se nelle materie prime che acquista siano presenti nanoparticelle e commissioni l'indagine alla nanodiagnostic.
Non dovrebbe forse essere richiesto un compenso?
Non dovrebbe essere richiesto il pagamento dei costi sopportati per le analisi?
Cosa si intende per "scopo di lucro"? Chi è dispensato dal pagamento dei costi o del lavoro o di entrambi? e chi lo decide? sulla base di quali criteri?
Se la "assenza di ricavi" nella esecuzione delle analisi e la prosecuzione della ricerca sono vere preoccupazioni della Bortolani, come mai non si è mai attivata per interessarsi e magari comunicare ai donatori i costi di gestione e di utilizzo e magari sponsorizzare ulteriormente le ricerche permettendole a costo zero?
Come dovrebbero guadagnarsi da vivere Gatti/Montanari? Facendo qualunque cosa che non abbia attinenza con il microscopio? Ma che razza di logica è? A me sembra pura ipocrisia ...

Abbiamo donato il microscopio alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino per coinvolgere altri scienziati considerata anche l’oggettiva sottoutilizzazione dello strumento in quanto per tre anni esso è stato nella disponibilità esclusiva di chi, come il dott. Montanari, abbiamo visto impegnato in campagna elettorale in tutta Italia come candidato Premier della lista politica nazionale “Bene Comune” e a promuovere libri da lui curati, o chi, come la Dott.ssa Gatti, svolgono altra professione part time impedendo il pieno sfruttamento del microscopio come l’importanza delle ricerche e il costo dello strumento richiederebbero.
Sottoutilizzazione? Cioé, se il microscopio non viene manovrato direttamente da Gatti e Montanari allora è sottoutilizzato? Ma si conosce l'esistenza dei microscopisti? Anche qui faccio fatica a pensare che ci sia così tanta ignoranza in proposito e mi sembra siano pretesti appunto per aggredire le persone.
Diciamo chiaramente quale è il problema, soprattutto per le persone vicine alla Bortolani: lo sgarbo di essersi candidati per PBC, senza chiedere il permesso, e su molti argomenti (inceneritori in primo luogo) in antagonismo alle posizioni IDV!

Come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica - prodotte in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti.
Questa è l'unica frase sensata ed è francamente inconcepibile e imperdonabile che la Onlus abbia aspettato tre anni per realizzare un report ai donatori quale quello che ora ipocritamente chiede. Avrebbe dovuto (la Onlus) produrlo ogni anno e di conseguenza richiederlo alla Nanodiagnostics ogni anno anziché ricordarsene "all'improvviso", magari perché si avvicinano scadenze elettorali...
giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 677
...riporto di nuovo per una più attenta lettura...
...registro il fatto che il post che ha dato origine a questa discussione...
...mancava proprio quella che ho inserito io e che ritengo apportatrice di importanti elementi di chiarezza ...
Se tu leggessi il titolo del thread nonché il contenuto della missiva inviata, ti renderesti conto che non aveva molto senso riportare il post della Bortolani, semmai, è la discussione successiva che è un po' OT rispetto al titolo del thread, ma ci siamo abituati.
In ogni caso, se mancanza era, hai provveduto tu e questo è il bello dei forum.

Venendo ai tuoi grassetti e sottolineature, se proprio non sei in grado di comprendere le rispettive risposte fornite nella lettera alla università di Urbino, vedo di chiarirle commentando le tue sottolineature:

condivisa dallo stesso Grillosiamo a rassicurare che la ricerca sulle nanopatologie proseguirà, anzi, verrà potenziata ed allargata ad altri qualificatissimi ricercatori dell’Università di Urbino.
Non saranno solo geologi, come sostiene in senso limitativo il Dott. Montanari, ma anche biologi, botanici, chimici, zoologici, ingegneri ambientalisti, mineralogisti e petrografi, che effettuano ricerche ambientali e sui diversi tipi di nanopatologie. La Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino dispone di strutture e spazi perfettamente idonei ad ospitare il microscopio oltre che personale tecnico altamente qualificato.
- Indicare la condivisione di Grillo non aggiunge valore alla decisione, semmai toglie valore a Grillo.
- Nelle affermazioni mi sembra si stia confondendo la ricerca sulle nanoparticelle con quella sulle nanopatologie.
- I donatori NON ERANO E NON SONO interessati a qualunque tipo di ricerca e/o ricercatore bensì alla ricerca sulle nanopatologie e in particolare alle ricerche svolte da Gatti/Montanari. La raccolta fondi era molto esplicita e chiara in merito.

Al tempo stesso ribadiamo al Dott. Montanari, fino ad ora unico utilizzatore dello strumento insieme alla moglie Dott.ssa Gatti, che nell’atto di donazione del microscopio all’Università di Urbino è stata inserita la clausola che consentirà loro di proseguire nell’utilizzo del microscopio “almeno” un giorno alla settimana (quindi non “un solo giorno” alla settimana come il dott. Montanari sostiene) ai fini della ricerca sulle nanopatologie.
Non si capisce per quale motivo un microscopio donato a Gatti/Montanari per un tipo specifico di ricerca, debba finire per essere usato "almeno" per un certo tempo anziché "prevalentemente" o "solamente" dalle persone e per la ricerca cui era destinato.

Resta inteso, coerentemente con la finalità della raccolta fondi, che tale strumento non poteva e non potrà essere utilizzato in alcun modo a scopo di lucro da parte di singoli o di società. Questa sì che sarebbe una truffa ai danni dei benefattori.
Che l'assenza di lucro ovvero l'assenza di pagamento delle prestazioni di analisi sia coerente con la raccolta fondi e che addirittura si trasformi in truffa è francamente una visione molto confusa e confondente. Faccio davvero fatica a capire se si affermano queste cose per miopia o se l'uso a sproposito della parola "lucro" sia fatto per tentare di mettere in cattiva luce le persone di cui si parla.
Poniamo il caso che una importante industria alimentare sia interessata a sapere se nelle materie prime che acquista siano presenti nanoparticelle e commissioni l'indagine alla nanodiagnostic.
Non dovrebbe forse essere richiesto un compenso?
Non dovrebbe essere richiesto il pagamento dei costi sopportati per le analisi?
Cosa si intende per "scopo di lucro"? Chi è dispensato dal pagamento dei costi o del lavoro o di entrambi? e chi lo decide? sulla base di quali criteri?
Se la "assenza di ricavi" nella esecuzione delle analisi e la prosecuzione della ricerca sono vere preoccupazioni della Bortolani, come mai non si è mai attivata per interessarsi e magari comunicare ai donatori i costi di gestione e di utilizzo e magari sponsorizzare ulteriormente le ricerche permettendole a costo zero?
Come dovrebbero guadagnarsi da vivere Gatti/Montanari? Facendo qualunque cosa che non abbia attinenza con il microscopio? Ma che razza di logica è? A me sembra pura ipocrisia ...

Abbiamo donato il microscopio alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino per coinvolgere altri scienziati considerata anche l’oggettiva sottoutilizzazione dello strumento in quanto per tre anni esso è stato nella disponibilità esclusiva di chi, come il dott. Montanari, abbiamo visto impegnato in campagna elettorale in tutta Italia come candidato Premier della lista politica nazionale “Bene Comune” e a promuovere libri da lui curati, o chi, come la Dott.ssa Gatti, svolgono altra professione part time impedendo il pieno sfruttamento del microscopio come l’importanza delle ricerche e il costo dello strumento richiederebbero.
Sottoutilizzazione? Cioé, se il microscopio non viene manovrato direttamente da Gatti e Montanari allora è sottoutilizzato? Ma si conosce l'esistenza dei microscopisti? Anche qui faccio fatica a pensare che ci sia così tanta ignoranza in proposito e mi sembra siano pretesti appunto per aggredire le persone.
Diciamo chiaramente quale è il problema, soprattutto per le persone vicine alla Bortolani: lo sgarbo di essersi candidati per PBC, senza chiedere il permesso, e su molti argomenti (inceneritori in primo luogo) in antagonismo alle posizioni IDV!

Come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica - prodotte in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti.
Questa è l'unica frase sensata ed è francamente inconcepibile e imperdonabile che la Onlus abbia aspettato tre anni per realizzare un report ai donatori quale quello che ora ipocritamente chiede. Avrebbe dovuto (la Onlus) produrlo ogni anno e di conseguenza richiederlo alla Nanodiagnostics ogni anno anziché ricordarsene "all'improvviso", magari perché si avvicinano scadenze elettorali...

-PBC IDV etc. io non la metterei in "politica" altrimenti si entra in una dimensione assurda e fuorviante

-Per quanto riguarda i report dei risultati la onlus dice di averli più volte sollecitati quindi io interpreto non lo abbia fatto solo alla fine del 3° anno come pretesto per spostare il microscopio

- per finire: dove si trova adesso il microscopio?

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