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MICROSCOPIO/MONTANARI/BORTOLANI/URBINO
Lettera al direttore amministrativo della università di Urbino

giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 728
Mi sembra come di essere Tex Willer in "UNO CONTRO VENTI" o "DUE CONTRO CENTO"...

HTR
A former member
Post #: 293
x sis : manifestazioni: ci si sta attrezzando.. :)

[segue parte che non centra nukkekkio fuoritema che se volete potete tagliare..chennommoffendo :)

x giove: no. ti sembra male...la risposta eddentro di te....ppppperooooo..eeeeèsbagliaaata...v­eniamo tutti davogggia per questo questo e quest'altrooooo motivo. come dice colui che ppporta la paroooola. mr corrado in quelo.:). la pensi solamente diversamente rispetto alla maggioranza di chi posta in sto arg di discussione. :) non c'e' nessun problema. come del resto finche' uno espone il propio parere in modo civile senza offendere. come mi sembra tu stia facendo no? :) ciao. :) simo.]
A former member
Post #: 215
Aggiornamenti sulla questione:

http://95.211.14.139/...­
mirco s.
hammuraby
Bergamo, BG
Post #: 930
in questo sistema per pulire l'aria a Roma, ed hanno messo la faccia del prof. Montanari .
non sari entusiasta,perche pulire alla foce, invece che alla fonte.....ok, a voi....


A former member
Post #: 20
Montanari è una persona furba e poco trasparente. Aggiungo un'altro link clicca qui
Grillo ha smesso di frequentarlo molto prima che si candidasse o che parlasse contro di lui perchè aveva scoperto che non faceva più ricerca ma che usava il microscopio per scopi privati e commerciali e la rete serve proprio a controllare e sputtanare ma Grillo fece il galantuomo. Diciamo che Montanari è bravo a crearsi una schiera di sostenitori acritici facendo leva sul rapporto personale ed è sempre stato così.

Parte di un blogger

Da questi emerge che la decisione di donare il microscopio elettronico all’università di Urbino è stata motivata principalmente da due fattori:
a) l’utilizzo di questa apparecchiatura dalla Nanodiagnostics srl anche per scopi commerciali (analisi a pagamento) e non esclusivamente per la ricerca, come era stato invece dichiarato nel corso della raccolta fondi;
b) il fatto che la stessa raccolta fondi sia partita sulla base di quello che potremmo definire “un equivoco” o più crudamente “una manipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo, scoperta solo in un secondo tempo.
I fatti: il dottor Montanari contattò Beppe Grillo, nel 2006, lamentando quello che definì lo “scippo” del microscopio elettronico a quel tempo in uso alla Nanodiagnostics, ad opera dell’Università di Modena.
Montanari sosteneva che questo microscopio era stato pagato, almeno in parte, con suo denaro personale e che l’unica motivazione per cui si era deciso il trasferimento era il fatto che le sue ricerche, evidenziando la pericolosità delle nanoparticelle (prodotte in larga misura dagli inceneritori), avessero infastidito qualche potere forte.
La motivazione poteva essere credibile e non è escluso che, del tutto o in parte, fosse anche reale: non fu reale, però, il racconto che Montanari fece a Grillo sul fatto che pericolose nanoparticelle fossero state rinvenute, a seguito delle sue ricerche, in una serie di diffusissimi e notissimi prodotti alimentari.
Montanari disse a Grillo di aver scritto a tutte le aziende interessate e di non aver mai avuto alcuna risposta. Grillo, indignato da questi fatti gravissimi, invitò Montanari a partecipare ad una serie di spettacoli in cui, oltre a dare direttamente spazio al dottore, mostrava l’elenco dei prodotti incriminati e delle sostanze nocive che erano state trovate al loro interno grazie alle ricerche dello stesso Montanari e di sua moglie, la dottoressa Gatti.
Nel video che potete vedere qui sotto si vede e si sente chia

Peccato che…sorpresa! Nel 2007, in un’intervista a “Disinformatico” (che potete ancora leggere integralmente sul sito attivissimo.net) il dottor Montanari afferma che la storia delle nanoparticelle nei prodotti alimentari è stata manipolata e distorta nei contenuti.
Testualmente, afferma: “la cosa parte giusta, nel senso che quello che è stato detto di base, all’origine di tutto c’è una cosa quasi giusta. Poi, poi si è estrapolato e si sono dette delle cose che assolutamente non corrispondono al vero, ma proprio minimamente“.
Montanari spiega (qui riassumo brevemente, ma consiglio la lettura dell’intervista intera) che lui e sua moglie, la dottoressa Gatti, hanno pescato a caso ed analizzato alcuni prodotti presi sugli scaffali dei supermercati.
E specifica: “Attenzione, questo è fondamentale: di ogni prodotto noi abbiamo esaminato un pezzo, uno , non di più, cioè non abbiamo preso un lotto, due lotti, tre lotti, dieci lotti, come si dovrebbe fare se si fa un controllo normale, di legge, eccetera e si va a vedere che cosa c’è in tutti questi prodotti. Noi abbiamo preso una scatola di quel tipo di biscotti, un barattolo di quell’omogeneizzato, eccetera, e abbiamo esaminato. E abbiamo visto che in gran parte di questi prodotti, non tutti certamente, ci sono queste polveri che noi cerchiamo“.
In pratica si era trattato di controlli casuali, che avevano sicuramente evidenziato un possibile problema di inquinamento ambientale ma che non avevano e non potevano avere alcuna valenza scientifica, visto che poter definire una prova “scientifica” occorrono, come in parte ammette lo stesso Montanari, campionature mirate, analisi protocollate e, ovviamente, la pubblicazione dei risultati.
In assenza di tutto questo, Montanari non disponeva di alcuna vera “prova” da poter presentare alle ditte produttrici… e infatti non scrisse mai neppure una riga a queste ditte, come sostiene nella stessa intervista, sbugiardando Beppe Grillo.
Ecco le sue testuali parole: “la lettera che noi avremmo scritto a queste industrie: la lettera non esiste, non abbiamo mai scritto niente a nessuna industria, mai. Mai perché non abbiamo mai messo sotto accusa nessuno, cioè l’unico, l’unico ente che abbiamo messo sotto accusa è lo Stato, cioè chi legifera, chi non fa leggi per controllare questo tipo di inquinamento. Noi non abbiamo mai scritto nulla a nessuno. Quindi se non abbiamo mai scritto è chiaro che nessuno ci risponde. Non c’è lettera, non c’è risposta“.
Eppure, nel video, si vede chiaramente Grillo che parla di queste lettere e si sente altrettanto chiaramente Montanari che non solo non si sogna di smentirlo, ma avvalora le sue parole ( “Hanno mai risposto, Stefano?” “No, no, mai!”).
Inoltre Grillo, come si vede sempre chiaramente nel video, espone una “lista nera” di prodotti senza che Montanari, presente sullo stesso palco, si sogni di intervenire, di spiegare che si è trattato di campionature casuali, insomma di specificare, come fa invece nell’intervista, che “dare un elenco di prodotti da mettere all’indice non ha nessun significato scientifico”.
E non è tutto qui, purtroppo.
A former member
Post #: 21
Un altro dato di fatto è che non siano mai state prodotte le prove (richieste più volte) del fatto che il primo microscopio elettronico fosse stato pagato anche con i soldi dei due ricercatori.
Ma il dato di fatto ancor più eclatante è che il primo microscopio elettronico (quello “scippato” , secondo la prima versione di Montanari) sia lo stesso microscopio con cui la dottoressa Gatti sta tuttora lavorando al progetto europeo DIPNA.
Sì, il microscopio è ancora in uso alla stessa ricercatrice: è con quello che porta avanti le sue ricerche, e non con il secondo microscopio, quello acquistato con la raccolta fondi.
Lo ammette, ancora una volta, lo stesso Montanari: “Il microscopio ci è stato tolto ormai già dal giugno del 2006, è rimasto imballato per nove mesi all’università di Modena, è stato riassemblato, rimontato diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso con quel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo“.
Dunque, il primo microscopio non venne mai realmente “sottratto” alle ricerche della dottoressa Gatti, ma semplicemente “spostato” dalla Nanodiagnostics di Modena all’Università di Modena.
L’unica cosa che, di fatto, veniva impedita a Montanari/Gatti era l’utilizzo privato dell’apparecchiatura.
In conclusione, questi sono i dati di fatto:
a) il dottor Montanari lamentò la sottrazione di un microscopio che in realtà era ancora in uso a sua moglie per le proprie ricerche;
b) raccontò a Beppe Grillo la storia delle merendine inquinate e permise a Grillo di basare, su questa “scoperta” che in realtà non aveva alcun fondamento scientifico, una serie di spettacoli mirati alla raccolta di fondi per un nuovo microscopio;
c) a raccolta terminata e microscopio acquisito, negò la validità delle ricerche sulle merendine attribuendo a Grillo la responsabilità di aver “capito male, perché non era uno scienziato”.
Mi risultano dunque questi i motivi principali (ne esistono altri ancora, ma non posso scrivere un libro e quindi mi limito a quelli più gravi) per cui si interruppe il rapporto tra Beppe Grillo e Stefano Montanari, che oggi, in un’intervista rilasciata a Byoblu, si dichiara molto stupito del fatto che la Onlus e lo stesso Grillo “non si fossero più fatti vedere”.
Forse non c’era molto di cui stupirsi…
Si aggiunga che Stefano Montanari, in alcune occasioni, millantò partecipazioni a progetti che in realtà non l’avevano affatto visto tra i protagonisti. Per esempio nella sua biografia sul sito della sua casa editrice si definisce “consulente del progetto Nanopathology” della CE; circostanza smentita dall’ufficio stampa della stessa Comunità Europea, consultato da una docente universitaria in chimica:

Il Dr Montanari non ha alcun titolo a vantarsi di aver partecipato ai 2 progetti finanziati…
Fin qui i fatti, comprovati, che ho potuto raccogliere sulla storia del primo microscopio.
Quanto al secondo microscopio, acquistato grazie alla raccolta di fondi fondata (mi si perdoni il bisticcio) sull’equivoco si cui sopra, sarebbe rimasto probabilmente fuori dalla querelle tra Grillo e Montanari se solo i due scienziati avessero prodotto le prove del suo utilizzo a scopo di ricerca.
Purtroppo, come si legge sul sito della Onlus: “come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica – prodotti in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti”.
In realtà, anche nell’intervista concessa al Ponente, il dottor Montanari mi ha parlato di scoperte (”le nanoparticelle entrano nel nucleo della cellula”, “le nanoparticelle passano dalla madre al feto”) che in realtà appartengono ad un periodo precedente l’acquisizione del microscopio. A dire il vero esse venivano già citate dal professor Renzo Tomatis, (scomparso nel 2007) in alcuni suoi studi. Ma senza voler entrare nel merito di “chi ha scoperto cosa”, visto che qui non stiamo facendo discussioni scientifiche né accademiche, se ne deduce comunque che queste scoperte non sono dovute alla presenza del microscopio elettronico nella sede della Nanodiagnostics.
Non risultano, peraltro, pubblicazioni a nome Montanari e/o Gatti relative agli ultimi tre anni, ovvero al periodo di permanenza del microscopio presso il loro laboratorio.
Risulta invece che il microscopio è stato utilizzato per analisi private a pagamento: lo si evince dai ricavi dichiarati, visto che la mission principale della Nanodiagnostics sono appunto le analisi a pagamento.
Il dottor Montanari, a questo proposito, rifiuta l’accusa di utilizzo lucroso, ma dichiara, in un post sul suo blog: “quello che facciamo per poter sopravvivere è cercare di vendere qualche analisi ai privati che se lo possono permettere e per questo usiamo anche (non sempre) il microscopio che, in qualche modo, cerca di contribuire al suo stesso mantenimento, visto che né lei né altri si muovono e tutto ci grava addosso“.
Queste spese di mantenimento del microscopio sono state indicate da Montanari in 90.000 euro/anno; ma anche questo costo è stato smentito dalla ditta produttrice, che invece le ha quantificate in circa 25/30.000 euro/anno.
Insomma: soltanto la mancanza di chiarezza sull’utilizzo del macchinario – e soprattutto la mancanza di pubblicazioni relative alle ricerche svolte per mezzo di questo microscopio (e non di quello dell’Università di Modena, pagato con fondi CE) - hanno indotto la Onlus Carlo Bortolani ad affidarlo all’Università di Urbino.
A former member
Post #: 297
riassunto dei fatti secondo Montanari: video di arcoiris (grazie a Moreno Corelli) - Montanari.

http://www.arcoiris.t...­
Giorgio D.
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,548
Forse sarebbe ora di imparare a scrivere solo ciò che si conosce direttamente o, almeno, di separare nettamente le informazioni dalle opinioni.
Ci lamentiamo del modo con cui i giornalisti fanno informazione ma non sappiamo nemmeno da dove si comincia.
Almeno, impariamo a usare il "io ritengo che".

@Fabio:
Grillo ha smesso di frequentarlo molto prima che si candidasse o che parlasse contro di lui perchè aveva scoperto che non faceva più ricerca ma che usava il microscopio per scopi privati e commerciali...
E' una notizia? Nel senso: hai parlato con Grillo e stai riferendo ciò che ti ha detto lui oppure, come tanti altri, vendi la tua visione? Chiedo perché noi stiamo aspettando una parola di Grillo da un certo tempo e se tu hai contatti così stretti, magari facciamo a te le domande che vorremmo fare a lui...
E poi scusa, che significa "privati e commerciali" in contrapposizione a "non faceva più ricerca"?

@Fabio:
Diciamo che Montanari è bravo a crearsi una schiera di sostenitori acritici facendo leva sul rapporto personale ed è sempre stato così.
"E' sempre stato così" mi piace tantissimo... da quando lo conosci?
Ci hai mangiato spesso i fagioloni insieme?
Da quali esperienze deriva tutta questa tua sapienza su di lui, sul suo agire e sul suo essere?
Forse, prima di dare agli altri l'appellativo di "acritico" dovresti riflettere meglio su cosa basi le tue convinzioni.
E poi, se come dici tu i suoi amici sono così legati a lui, le critiche magari le fanno in privato e non su internet insieme agli altri saputelli non credi?

Di tante cose che ho letto negli ultimi tempi, non uno e dico non uno solo che si sia chiesto cosa Grillo sapesse rispetto alle analisi delle merendine. Non uno e dico uno solo che si sia chiesto se per caso non fosse utile proprio a Grillo e al suo spettacolo prima ancora che a Montanari, il presentare la cosa in quel modo.
Ce lo ricordiamo vero che Grillo vive di spettacoli?

Sarà perché tendo a pensare in modo pragmatico ma credo che il punto importante siano le ricerche sulle nanopatologie e il fatto che il microscopio sia stato donato a Gatti/Montanari perché potessero proseguirle nel migliore dei modi e alla più alta velocità possibile.
Pensare di essere in grado di giudicare la gestione di un microscopio ESEM che nemmeno sappiamo come è fatto e come funziona... bhe, mi sembra francamente peccare di presunzione.
Paolo C.
shub-niggurath
Corsico, MI
Post #: 1,912

.....
Sarà perché tendo a pensare in modo pragmatico ma credo che il punto importante siano le ricerche sulle nanopatologie
......

Carissimo,
credo che sia questo alla fine il motivo per cui Grillo non parla.
Alla luce di ciò che si è letto in giro negli ultimi anni riguardo l'ingarbugliatissima faccenda del microscopio che coinvolge anche le delicatissime e dolorosissime sfere personali private e che NESSUNO PUO' VERIFICARE di persona se non le stesse persone che l'hanno vissuta e che ovviamente hanno opinioni di parte, credo che il silenzio di Beppe sia teso a proteggere tutto ciò.
Stessa delicatezza non credo si possa attribuire anche a Montanari che, spero ne converrai con me, da quando si è buttato in politica non fa altro che tirare Beppe per la giacchetta per vari motivi.
Anche io ora, da perfetto ignorante in materia, che ha comunque contribuito all'acquisto del microscopio, non posso che chiedermi per quale motivo il dottore (o farmacista che sia), voglia coinvolgere a tutti i costi il comico genovese in una querelle pubblica su cui l'unica certezza che abbiamo noi ignoranti è che Beppe non c'entra proprio nulla, in quanto la questione riguarda solo Montanari e la Bortolazzi onlus.
A former member
Post #: 299
aggiornamenti da www.byoblu.com del 05.09.09

Informazione libera: «informazione non asservita, non strumentale, non organica ad un qualsiasi sistema di potere, non condizionata da strategie che individuino obiettivi diversi dal raggiungimento della migliore approssimazione possibile della verità.» [dal piccolo byoblu, 2009]
Due giorni fa il blog ha pubblicato un’intervista a Stefano Montanari, il nanoricercatore che ha avuto un microscopio omaggio dalla rete. Il dott. Montanari ha lanciato accuse molto forti, che meritano sicuramente di essere approfondite. Alla fine dell’intervista, auspicavo che le persone chiamate in causa dessero la loro versione dei fatti.
Il blog ha rintracciato la Onlus Bortolani. Il suo Presidente, Marina Bortolani, mi ha dato ampia disponibilità a rilasciare un’intervista chiarificatrice di ogni aspetto dell’intricata vicenda, che sarà raccolta e pubblicata a breve. Altresì, molto presto il blog si recherà ad Urbino per verificare di persona i luoghi e la destinazione del microscopio elettronico a scansione ambientale, raccogliendo riflessioni, testimonianze e fatti concreti direttamente dai responsabili universitari chiamati in causa. Per quanto riguarda Beppe Grillo, sono sicuro che al momento opportuno non vorrà derogare a quel principio di trasparenza di cui lui stesso si è fatto portavoce in prima persona, e saprà chiarire alla Rete i motivi di un silenzio che potrebbe avere una matrice molto diversa da quella insinuata dal professor Montanari. Beppe mi promise un’intervista, qualche mese fa. Questa potrebbe essere l’occasione giusta.
Nell’attesa di dare voce ai soggetti che Montanari ha travolto con le sue accuse, pubblico una lettera di Valeria Rossi, giornalista ed editrice de Il Ponente, che ha iniziato da poco un percorso di approfondimento sulla vicenda.
La rete si sta muovendo. Presto, i melmosi fondali dove giacciono polpi tentacolari, mimetizzati da nubi di inchiostro digitale, verranno dragati e passati al setaccio. Se là sotto c’è qualcosa …lo porteremo a riva.

LETTERA DI VALERIA ROSSI
Prime riflessioni sul caso Montanari '
(da qui in poi trovate il resto al link http://www.byoblu.com...­ oppure - che dovrebbe essere lo stesso articolo della giornalista - direttamente dalla rivista on line il cui link trovate al post di gipsy warrior del 04.09.09 in questo stesso arg d discuss.)
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