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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › MICROSCOPIO/MONTANARI/BORTOLANI/URBINOLettera al direttore amministrativo de

MICROSCOPIO/MONTANARI/BORTOLANI/URBINO
Lettera al direttore amministrativo della università di Urbino

Giorgio D.
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,552
@Giove: Non mi sembra questa intervista aggiunga molto a quanto si sa o forse mi sfuggono i tuoi commenti.
A meno che tu non voglia fare qui la MontanariPedia e cioé ricopiare tutto ciò che appare al riguardo in rete (penso potrebbe costarti molto tempo prossimamente), consiglierei (e preferirei come utente) che fosse riportato solo il link a ciò che trovi, magari riportando in evidenza le frasi che vuoi sottolineare e/o commentare.
Tra l'altro, a ricopiare tutto, potresti avere anche problemi di copyright.
Comunque grazie
Paolo C.
shub-niggurath
Corsico, MI
Post #: 1,919
R. Il dato di fatto è che ora Grillo pare avere virato di centottanta gradi e di essere del tutto favorevole a che ci si tolga il microscopio e ci s’imbavagli, per usare un’espressione a lui cara. Le mie richieste reiterate di un confronto perché almeno mi dica il perché di questo atteggiamento, il perché, contrariamente a quanto sostiene da anni, non sia andato alla fonte della notizia e abbia dato credito a chi non ha alcun titolo, sono cadute nel vuoto. Del resto, tutti i miei inviti a confronti cadono nel vuoto. Evidentemente il coraggio e la dignità non fanno parte dell’armamentario di chi preferisce strepitare da lontano o di chi si trova a suo agio solo se è protetto da una robusta corazza di anonimato come avviene con i famigerati troll.

Analizzare bene queste frasi per capire con chi abbiamo a che fare.
Dunque PARE che Grillo abbia fatto un inversione, quindi Montanari lo ipotizza solamente.
Ciò però non gli impedisce di dare giudizi estremamente pesanti (così come ha fatto nell'intervista) su una persona solamente perchè PARE (a lui però) che abbia fatto questa inversione.
Ma mettendo pure caso che Grillo stia dalla parte della Bortolani onlus, che titolo ha lui nella faccenda? E' forse determinante l'opinione di Grillo a riguardo? A me non PARE proprio.

Piuttosto, oggi è comparso questo articolo sulla non meglio identificabile carta da c..o denominata dai suoi lettori "Il Giornale".

Nell'articolo si parla di una rivolta dei "grillini cuneesi" di un certo meetup storico e in particolare si mette l'accento sulle frasi dette da questi presunti grillini che riguardano il Beppe:
"predica bene e razzola male"
"ci sfrutta per avere soldi e voti"
"da quando Grillo ha iniziato la sua “carriera politica” il suo già elevatissimo reddito è quasi raddoppiato"

Andando a verificare di persona mi rendo conto che il meetup che ha lanciato questi strali è un meetup che ha 1 solo iscritto assolutamente anonimo e che non ha al suo attivo praticamente nulla, in qunato guardando gli appuntamenti precedenti e cliccando sui partecipanti al suo mu più numeroso, mi si rimanda a pagine inesistenti, il che significa che tali utenti sono fakes.
Mentre a Cuneo esiste un VERO MU di Beppe Grillo come questo:
http://www.meetup.com...­

Al di là della dovuta presa di distanza da questa opera disinformatoria fatta male e sotto le cui spoglie potremmo anche scorgere la grande firma del "Facci ridere", non posso non notare (e qui faccio scoppiare la bomba) che le frasi accusatorie nei confronti del Beppe in virgolettato sono praticamente identiche alle accuse fatte dal Dr.Montanari nella recente intervista sul microscopio, anche nell'ordine cronologico....
...non vi PARE un pò strana questa coincidenza?
A former member
Post #: 324
Ho mandato una mail di protesta all'università di Urbino e alla Carlo Bortolani Onlus e questa è stata la loro risposta. A dir poco vomitevole...

A breve risponderemo in modo dettagliato, anche se può trovare tre post già chiarificatori sulla vicenda del microscopio sul sito www.bortolanionlus.it

Purtroppo sig. Brusoni, non sempre tutto è come appare…

La consigliamo anche di visionare i siti



http://www.m4ss.net/2...­





http://www.byoblu.com...­


Notare che manco sanno ricopiare il mio cognome!angry
giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 749
@Giove: Non mi sembra questa intervista aggiunga molto a quanto si sa o forse mi sfuggono i tuoi commenti.
A meno che tu non voglia fare qui la MontanariPedia e cioé ricopiare tutto ciò che appare al riguardo in rete (penso potrebbe costarti molto tempo prossimamente), consiglierei (e preferirei come utente) che fosse riportato solo il link a ciò che trovi, magari riportando in evidenza le frasi che vuoi sottolineare e/o commentare.
Tra l'altro, a ricopiare tutto, potresti avere anche problemi di copyright.
Comunque grazie

Riporto tutto il testo citando anche la fonte mediante il link (spero non sia una violazione dei diritti d'autore) perchè è più semplice che chi entra in questa discussione legga effettivamente tutto per farsi una opinione più chiara. Il "problema" è che Montanari parla e scrive tanto ed a volte si contraddice o inserisce qualcosa di nuovo o spiega più in dettaglio certi risvolti....
Selezionare solo certi passaggi... si lo faccio ma preferisco inserire la versione integrale (salvo che non mi diciate per certo che commetto un reato...vedo spesso riportati qui sul meetup interi articoli di quotidiani e non ho mai pensato male...)

1-Mi ha sorpreso leggere sul blog di Montanari 4 interventi nel giro di pochi giorni (dal 2 al 6 settembre) quando Montanari stesso a più riprese nel mese di Luglio ha affermato sullo stesso blog che lo avrebbe chiuso alla fine di Luglio...

2- dal video di byoblu...a partire dal minuto1'15'' inizia la domanda sullo studio sui famosi alimenti e Montanari risponde che quello fu uno studio pubblicizzato da Beppe Grillo ma che B.G. non comprese, quindi venne pubblicizzato in maniera erronea... allora io mi chiedo... Montanari non glielo poteva dire subito di quell'errore di pubblicizzazione invece di seguire Grillo per tante serate della sua tournè senza farglielo presente e magari annuendo come nel video a pag.8? O devo pensare che era d'accordo anche Grillo...?

3- dal video di byoblu .minuto 10'25'' - 10'31'' Montanari dice che la sottrazione del microscopio ed il suo spostamento ad urbino da parte della Bortolani onlus è una violazione dei contratti stipulati per iscritto... (leggendo il contratto di comodato non mi sembra così...)

4- io a Montanari, al momento, chiedo una risposta ad una sola domanda... che spieghi nel dettaglio cosa accadde al primo microscopio, quello che diede inizio a tutta la faccenda... senza sentirmi dire di andare a leggere il libro "il girone delle polveri sottili"; tutte le volte che fa così riconosco in lui un bravo venditore... vedi ultimo video di Arcoiris attraverso il link inserito da Simo a pag.7 (dall'inizio al secondo 19) dove esordise in questo modo e viene pure inquadrata la copertina del libro...

5- Montanari a vostro parere ha avuto vantaggi o svantaggi dall'aver conosciuto Beppe Grillo?... ad esempio se prima dice di aver fatto circa 200 conferenze non retribuite ed essersi pagato tutte le spese... dopo quelle prime 200 quante ne avrà fatte di conferenze ben remunerate?... è come fare un 'investimento ed avere poi un rendimento del medesimo

6-Visto che le normali aziende private fanno investimenti acquistando macchinari, attrezzature ed altro con soldi propri o chiedendoli alle banche o chiedendoli in borsa o accedendo a fondi pubblici a vari livelli o anche con le varie modalità congiunte, Montanari in qualche modo si può comperare un ESEM e quello non glielo porta via nessuno (salvo fallimento...)


HTR
giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 754
Nel frattempo mentre gli interventi sul blog di Montanari sono saliti a 6 da inizio settembre (mentre stranamente sempre sul suo blog nessuno posta più i commenti...) la giornalista Valeria Rossi, come promesso, è andata alla ricerca di nuove testimonianze ed ha trovato questa che credo dia un contributo sostanziale a tutti coloro che si sono interessanti alla vicenda...

http://95.211.14.139/...­

“Ho lavorato alla Nanodiagnostics”: la testimonianza di chi ha “visto da vicino”


di VALERIA ROSSI – Mi si invita (nei commenti ai miei articoli precedenti) a “usare il fiato per cercare la verità”.
Purtroppo per i fans del dottor Montanari, è quello che sto facendo.
Nel corso di questa ricerca ho avuto modo di raccogliere la testimonianza di una persona che ha lavorato per un periodo di tempo proprio alla Nanodiagnostics.
Di questa persona conosco, ovviamente, nome, cognome e altri dati che però mi sono impegnata a non divulgare - a meno che non mi venga richiesto da un’autorità preposta - perché questa è l’ennesima persona che mi dice: “Non voglio essere coinvolto nel mare di fango che Montanari riversa su tutti coloro che non sono d’accordo con lui”.
Rispettando questo desiderio, e ribadendo che nome, cognome e qualifica SONO conosciuti e disponibili qualora si rendesse necessario palesarli nel corso di un’azione legale, trascrivo qui l’intervista a quello che chiamerò Gianni (nome di fantasia).

D: Lei ha lavorato alla Nanodiagnostics prima o dopo l’acquisizione del secondo microscopio?
R: Ho lavorato su entrambi, ma a proposito dell’acquisizione del primo microscopio so soltanto quello che mi è stato riferito dalla dottoressa Gatti e dal dottor Montanari.

D: Le risulta che, nel suo periodo di permanenza alla Nanodiagnostics, il microscopio sia stato utilizzato da Montanari/Gatti per la ricerca scientifica, esattamente come promesso ai donatori?
R: Purtroppo mi risulta che sia stato utilizzato molto poco, anche perché a mio avviso la Nanodiagnostics non ha letteralmente i mezzi e il personale necessario per gestire un’apparecchiatura di questo livello.
Quando è stato usato (sempre e soltanto dalla dottoressa Gatti e dai suoi collaboratori, perché il dottor Montanari non lo tocca neppure e ci si avvicina solo quando deve fare foto per promuovere la loro attività) è stato usato, sì, per la ricerca. Non aggiungerei, però, l’aggettivo “scientifica”, perché il termine “scientifica” presuppone delle basi che in questo caso sono abbastanza discutibili.

D: Può farci qualche esempio comprensibile a tutti i lettori?
R: Ne faccio uno per tutti: la pulizia dell’ambiente. I campioni, che spesso venivano preparati all’Università di Modena in ambiente non asettico e contaminato, poi in alcuni casi venivano analizzati direttamente lì, mentre in altri casi venivano trasportati fino al laboratorio Nanodiagnostics (con tutte le possibili contaminazioni del caso lungo il cammino) e analizzati in un nuovo ambiente a sua volta non adeguatamente pulito.
Inoltre non venivano “storati”, come si dice in gergo, ma confezionati in normali pacchettini di carta. Un esempio che a mio avviso è molto indicativo: un giorno uno di questi campioni (non organico) mi cadde per terra. Abbiamo cercato di non farglielo analizzare spiegando che era sicuramente contaminato, mentre la dottoressa Gatti non solo lo esaminò, ma dichiarò di averci trovato “particelle calde, sicuramente provenienti da un inceneritore”. In realtà poteva anche trattarsi di polvere raccolta dal pavimento.
Non è così che sono stato abituato – per mia formazione, per i miei studi e per semplice logica – a considerare “scientifica” una ricerca.

D: Lei ha parlato del microscopio dell’Università di Modena: ma il dottor Montanari sostiene che è rotto, fuori uso da mesi.
R: Non so in che condizioni si trovi in questo preciso momento. Posso dire, però, con assoluta certezza che fino all’inizio del giugno 2009 il “vecchio” microscopio era perfettamente funzionante. Il problema è che quel microscopio non era abbastanza potente da permettere un’analisi approfondita di particelle di diametro nanometrico, come quelle che studia la dottoressa Gatti: quindi ne serviva uno più potente ed è stato per questo che è stata avviata la raccolta di fondi. E’ questo secondo microscopio, però, ad avere avuto spesso problemi di funzionamento: questo perché i dottori Gatti e Montanari non avevano voluto stipulare con la ditta produttrice un contratto di ordinaria manutenzione. Quindi i tecnici venivano chiamati solo in caso di guasti e in questi casi gli interventi, oltre ad essere lunghi, erano più costosi. Non sempre il laboratorio disponeva della somma necessaria, perché una cosa è certamente vera: di analisi private ne sono state eseguite relativamente poche. Sicuramente nessuno dei ricercatori si è potuto arricchire con quei proventi, soprattutto perché queste analisi private sono costosissime, alla portata di poche persone, e quindi ne vengono richieste poche, appunto.

D: Lei conosce Beppe Grillo? E Marina Bortolani?
R: No. Di loro so soltanto quello che è stato riferito dai vari giornali, sui blog eccetera.

D: A suo avviso sarebbe corretto lasciare il microscopio acquistato coi soldi dei donatori a queste due persone?
R: No. Io spero che il microscopio finisca in buone mani, ovvero a qualcuno che possa farlo davvero funzionare, che abbia la possibilità e le conoscenze per avviare una ricerca davvero “scientifica”. I dottori Montanari e Gatti, per quanto possano essere animati dalle migliori intenzioni, non sono in grado di sfruttare a dovere questa apparecchiatura: è come avergli comprato una Ferrari che loro, però, possono soltanto tenere in garage.

D: Quando parla di “conoscenze”, cosa intende esattamente?
R: E’ un po’ difficile da spiegare, se non si conosce la complessità di un apparecchio simile: ma per farlo funzionare occorrono più persone, tecnici, microscopisti eccetera che la Nanodiagnostics non può permettersi. Non per niente assume a tempo determinato giovani neolaureati, che sono i soli che si può permettere ma che ovviamente mancano dell’esperienza e delle cognizioni approfondite che un microscopio del genere richiede.
Non è un caso se la stragrande maggioranza dei ricercatori mondiali si appoggia ad istituti pubblici e non si sogna neppure di mettersi “in casa” uno strumento di questa portata.

D: Lei ha notizia del fatto che alla Nanodiagnostics stiano lavorando tre tesisti, i quali non potrebbero completare i loro studi qualora il microscopio fosse traferito ad Urbino, come afferma Montanari?
R: Non solo sono al corrente, ma li conosco bene tutti e tre e posso affermare con certezza che tutti e tre hanno completato le analisi che dovevano effettuare per la loro tesi. Entro un paio di mesi saranno entrambi laureati e il percorso che dovevano compiere alla Nanodiagnostics è sicuramente già stato completato. In altre parole, per loro non cambierà nulla se il microscopio verrà spostato.

l'intervista finisce tra poco... HTR
giove
user 5086175
Sassuolo, MO
Post #: 755
...segue intervista di Valeria Rossi...

D: Gianni, lei è favorevole agli inceneritori?
R: Assolutamente NO! Sono un ambientalista, fortemente impegnato in questa battaglia: anzi, è proprio per questo che ero stato, inizialmente, felice di partecipare alla ricerca sulle nanoparticelle. La mia più grande preoccupazione sta proprio nel fatto che portare alla luce le menzogne di Montanari possa in qualche modo rendere meno credibile tutta la causa ambientalista: ma credo anche che non si possano coprire delle evidenti scorrettezze solo perché chi le ha commesse “è dei nostri”.
Mi auguro con tutto il cuore che la ricerca sulle nanoparticelle prosegua, perché è una ricerca allo stadio iniziale, la quale in realtà NON ha ancora dimostrato nulla di scientifico, ma che potrebbe dimostrarlo in futuro. Anche per questo mi auguro che l’Università di Urbino possa proseguire questa ricerca in modo corretto: perché la ricerca in se stessa è, a mio avviso, importante. Va proseguita, insomma: però, fatta come l’ho vista fare finora, non può portare ad alcun risultato concreto, perché qualsiasi scoperta ottenuta con metodi così poco scientifici potrebbe essere smontata in cinque minuti da qualsiasi “amico – questa volta sì – degli inceneritori”.

D: Gianni, lei ha motivi personali per attaccare la Nanodiagnostics o per mettere in dubbio la serietà dei ricercatori?
R: Assolutamente nessun motivo personale: ho lavorato, sono stato pagato, il nostro rapporto è stato chiuso perché era un contratto a termine ed era arrivato alla sua conclusione.
Resta il fatto che non ero interessato a proseguirlo perché l’avevo inteso come un rapporto in cui avrei potuto imparare qualcosa di importante, mentre in realtà in quel laboratorio ben raramente ho visto svolgere una ricerca degna di tale nome. Disquisirei anche sul termine di “ricercatori”: la dottoressa Gatti è effettivamente una ricercatrice, mentre il dottor Montanari è un conferenziere. Il suo unico lavoro è quello di promuovere l’attività della moglie ed è solo a questo titolo – ammesso che sia corretto farlo – che viene citato come “collaboratore”.
Collaborare collabora, questo è vero: ma alla diffusione e non alla ricerca.
E’ un PR, un conferenziere di grande bravura, devo dire. Ma il microscopio lui non lo tocca mai. Non l’ho mai visto scendere al piano di sotto, dove è conservato il microscopio, se non appunto per fare delle foto.


HTR

P.S. vedo sempre sul link dell'articolo http://95.211.14.139/...­ che in fondo ci sono commenti e domande cui risponde anche la stessa Valeria Rossi autrice del pezzo
A former member
Post #: 312
di fatto lo dico qui. quello che ha detto giove io lo stavo pensando da qualche giorno visto che tutta sta questione mi sta sinceramente stancando. ossia: se sara' organizzata un'altra iniziativa di raccolta fondi per acquistare un nuovo microscopio..io daro' una mano...
il problema e' che..una volta acquistato regolarmente e fatto intestare stavolta ai docs ..stranamente..sicuramente accadra' qualche 'incidente' per nulla sospetto..dove magari andranno a fuoco baracca e burattini..e ...addio anche al terzo microscopio..QUANDO SI VUOLE AFFOSSARE A TUTTI I COSTI UNA COSA...pero' almeno io potro' dire di averci provato..di avere fatto qualcosa. l'intervista al signor sconosciuto-non-pubblico-il-mio-nome puo' essere stata inventata di sana pianta...anche io posso scrivere una roba a caso e scriverci il trafiletto 'rendo i miei dati personali disponibili nel caso qualcuno voglia aprire una vertenza legale nei miei confronti'...battezzando che la probabilita' che cio' avvenga sia meno dell' 1%...se poi montanari inizia a stancarsi e inizi a fare cause ovunque per tutelare se stesso e la doc gatti da diffamanti osservazioni, io questo non lo posso sapere...sinceramente non posso credere vera la frase tratta dall'intervista di valeria rossi (ma esiste questa giornalista o ha tratto il nome da dammi3parolesolecuoreamore? non e' un po'..divertente? insomma curioso no? il curioso caso ..no di benjamin bratt ma di valeria rossi giornalista...magari cerco su google quando ho tempo e vedo se c'e' in giro qualche foto o altre info di sta giornalista...ma magari non ho nemmeno guardato bene il sito in cui scrive...mi riservero' di farlo piu' avanti.per ora ragiono solo a led-vocealta) che particelle di polvere possano essere uguali a particelle di qualsiasi altro tipo di metallo derivante invece da procedure di incerimento sicuramente provenienti dalle zone di prelevamento di origine e sicuro non dal pavi mento della nanodiagnostics e che questo fosse cosi' lercio o comunque zeppo di metalli da poter contaminare in modo da consentire alcuna lettura valida al microscopio...come dire...in un campione che mi e' caduto sul pavimento della nanodiagnostics riscontrate particelle di manganese piombo chenneso'..altri metalli simili..naaaaaa..e far insinuare al signor 'gianni' che possano esserci finiti sti metalli dal pavimento della nano? ma non esiste proprio...ho visto e parlato con i docs.non mi sembrano affatto ciarlatani ne predicatori. mi sembrano persone molto serie. e convinte di cio' che fanno. e li ho sentiti piu' volte replicare..se poi un giorno dovessi andare in nano e notare qualcosa che non mi convice..saro' la prima a dubitare..ma..io credo che ogni scienziato che voglia ricercare per la salute di tutti abbia il diritto di farlo..ma..se il microscopio era stato assegnato a montanari e gatti tramite pubblica 'sottoscrizione di capitali volontari' di cittadini donatori consenzienti...DEBBA RESTARE AI DOC..E..L'UNIVERSITA' DI URBINO..SE LO VADA A COMPRARE CHIEDENDO I SOLDI DEI CIP6..COSI' ALMENO LI TOGLIE AL MANTENIMENTO DEGLI INCENERITORI..E LI FA REALMENTE UTILIZZARE PER LO SCOPO ORIGINARIO PER CUI ERANO STATI PREVISTI..OVVERO LA RICERCA E LE FONTI RINNOVABILI. oppure si procuri i soldi in altro modo e se lo compri..e non..che vada a sottrarlo a qualche altro scenziato. ma che fanno? si litigano il barattolino di miele?
e poi un altra cosa...anche supponendo che l'esem sia sottousato a modena: MA PERCHE' NON VANNO QUELLI DI URBINO..ALMENO UNA VOLTA A SETTIMANA A FARE LE LORO ANALISI A MODENA?..COSI' ALMENO NON SI DOVREBBERO ACCOLLARE I COSTI DEL TRASFERIMENTO DEL MICRO DA MODENA AD URBINO E RISPARMIANDO QUEI SOLDI POTREBBERO PAGARSI LE TRASFERTE..anche perche' non credo affatto che tutti i giorni ci facciano ricerche sopra...
le mie sensazioni..attualmente..rimangono immutate...buonanotte a todos. :) simo :)
Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 991
Sono incantata vedendo quanta energia e tempo vengono dedicati a questa discussione. Evidentemente qualcosa di "grosso" bolle in pentola.....se non ci si metterebbe tutta questa passione.
Mi piacerebbe però che il tempo che io e gli altri frequentatori di questo forum dedichiamo alla lettura di questi post non fosse tempo perso.....mi piacerebbe trovare fatti verificabili con le relative fonti e non interviste al signor sconosciuto, piuttosto che opinioni su fatti da cui nascono interminabili disquisizioni.
Potrei replicare all'intervista del signor sconosciuto, che non vuole mettreci la faccia (che garanzie mi da uno che non ha il coraggio di dire apertamente quello che pensa????? a me nesssuna), raccontando che in una piacevole cenetta con Gatti e Montanari mi hanno proprio spiegato le difficoltà di fare le analisi in merito alle possibili contaminazioni e che la situazione di Urbino peggiorerebbe ulteriormente tali condizioni. Ma io posso solo credere a quello che mi è stato raccontato, non sono stata in laboratorio.......e voi potete credere a quello che vi racconto solo perchè vi sto simpatica.

Se Gatti e Montanari fossero due pazzi, perchè spendere tanto tempo per smontarli???? sarebbe sufficiente lasciarli nel loro oblio-delirio ignorandoli e la questione sfumerebbe da sola.......
Evidentemente qualcosa di "grosso" bolle in pentola.....e c'è chi cerca in tutti i modi di tenere stretto il coperchio, ma il fumo sta uscendo shock
Giorgio D.
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,554
“Ho lavorato alla Nanodiagnostics”: la testimonianza di chi ha “visto fumando”

di FANTAJOURNALIST – Nel corso della ricerca della verità ho incontrato molte persone e incrociato i post con molte altre ma non bastavano e così ne invento una di sana pianta che ha lavorato per un periodo di tempo proprio alla Nanodiagnostics. Di questa persona ho inventato, ovviamente, nome, cognome e altri dati che però non divulgo - anche perché non servirebbe a nulla dato che sono falsi - e perché questa è l'unica persona persona che mi ha detto: “Non voglio, come tanti, essere conosciuto perché getto fango su Montanari”.
Rispettando questo desiderio, e ribadendo che nome, cognome e qualifica SONO inventati e posso reinventarli qualora non piacessero, trascrivo qui l’intervista a quello che chiamerò Dr. Fantasy.

D: Lei ha lavorato alla Nanodiagnostics prima o dopo l’acquisizione del secondo microscopio?
R: Ho lavorato su entrambi, ma a proposito dell’acquisizione del primo microscopio so soltanto quello che mi è stato riferito dalla dottoressa Gatti e pubblicato dal dottor Montanari sul suo libro.

D: Le risulta che, nel suo periodo di permanenza alla Nanodiagnostics, il microscopio sia stato utilizzato da Montanari/Gatti per la ricerca scientifica, esattamente come promesso ai donatori?
R: Certo, è stato utilizzato per quanto possibile. Un apparecchio di questo tipo e soprattutto le ricerche di Montanari e Gatti meriterebbero più mezzi sì da consentirne l'uso per 24 ore al giorno, su più turni...
Viene usato (più che altro dalla dottoressa Gatti e dai suoi collaboratori, perché è uno strumento difficile da utilizzare correttamente) soprattutto per la ricerca, ovviamente scientifica, anche se alcuni incompetenti non comprendono la metodologia adottata.

D: Può farci qualche esempio di incompetenza che sia comprensibile a tutti i lettori?
R: Ne faccio uno per tutti raccontandole la storia di un nostro ex collaboratore, che proprio non ha mai capito la differenza tra nanoparticella ambientale e nanoparticella da analizzare.
L’ambiente dell'Università di Modena purtroppo non è asettico e questo è uno dei motivi per cui non tutte le ricerche si possono compiere là, con il primo microscopio. Alcuni campioni devono essere però preparati là e vengono poi analizzati nel laboratorio Nanodiagnostics. Il microscopio donatoci dalla rete è estremamente più sofisticato di quello della Università. Un giorno il nostro ex-collaboratore, che si occupava delle pulizie e del trasporto dei campioni ed era un gran pasticcione, fece cadere uno dei campioni per terra. Insistette tantissimo perché Morena (noi chiamiamo così affettuosamente la dott.ssa Gatti) non analizzasse il campione e lo diceva convinto, in buona fede, nella convinzione che il campione così contaminato non fosse utilizzabile per l'analisi. Ovviamente la Dott. Gatti conosce perfettamente le contaminazioni ambientali possibili nel laboratorio di Modena e nel suo laboratorio alla Nanodiagnostics e in quello specifico caso, l'analisi non era minimamente disturbata dalla contaminazione ambientale perché il materiale che si cercava era di un tipo inesistente sia all'Università che alla Nanodiagnostics. Capisco che sia difficile da comprendere appieno ma questo è proprio ciò che differenzia un ricercatore capace da uno incapace.

D: e l'ex collaboratore che fine fece?
fu così colpito dall'insistenza della Dottoressa gatti da rinunciare al lavoro presso la Nanodiagnostics e accettarne uno presso un giornale web del west italy

D: Lei ha parlato del microscopio dell’Università di Modena: ma il dottor Montanari sostiene che è rotto, fuori uso da mesi.
R: Non so in che condizioni si trovi in questo preciso momento. Il problema vero è che quel microscopio non è abbastanza potente da permettere un’analisi approfondita di particelle di diametro nanometrico, come quelle che studia la dottoressa Gatti: quindi ne serviva uno più potente ed è per questo che è stato importante, nella lotta contro gli inceneritori, il risultato della raccolta di fondi. Questo secondo microscopio, ha spesso problemi di funzionamento: questo perché i dottori Gatti e Montanari non eseguendo molto lavoro a pagamento non possono permettersi di stipulare con la ditta produttrice un contratto di ordinaria manutenzione. Quindi i tecnici vengono chiamati solo in caso di guasti e in questi casi gli interventi, oltre ad essere lunghi, sono più costosi. Non sempre il laboratorio dispone della somma necessaria, perché una cosa è certamente vera: di analisi private ne sono state eseguite decisamente poche mentre tante, tantissime sono quelle fatte gratis per le persone ammalate e indigenti. Sicuramente nessuno dei ricercatori si è potuto arricchire con quei proventi.

D: Lei conosce Beppe Grillo? E Marina Bortolani?
R: No. Di loro so soltanto quello che è stato riferito dai vari giornali, sui blog eccetera.

D: A suo avviso sarebbe corretto lasciare il microscopio acquistato coi soldi dei donatori a queste due persone?
R: Non vedo proprio come si possa pensare che sia sensato togliere il microscopio alle uniche persone con la competenza per utilizzarlo nella ricerca sulle nanopatologie cioé ciò per cui mi risulta sia stato donato dalla rete. Delle due andrebbe ravvivato l'interesse positivo della rete per fornire alla nanodiagnostics i mezzi economici per utilizzarlo ancora meglio.

D: Quando parla di “competenze”, cosa intende esattamente?
R: E’ un po’ difficile da spiegare, se non si conosce la complessità di un apparecchio simile: ma per farlo funzionare occorrono più persone, tecnici, microscopisti eccetera che la Nanodiagnostics può permettersi solo parzialmente e non sfruttando 7x24 il microscopio stesso. Tra l'altro, assumendo a tempo determinato giovani neolaureati, sostiene anche la formazione sul campo di queste persone che, altrimenti, non avrebbero modo di specializzarsi e acquisiscono così le competenze e l'esperienza per poter poi proseguire proficuamente la loro carriera. E' una vera fortuna per loro e per noi che la rete sia stata attivata da Beppe Grillo e abbia prodotto un risultato così importante. Il risultato, ripeto, andrebbe ora ripetuto per fornire i mezzi adeguati per un utilizzo ancora più serrato del mezzo.

D: Lei ha notizia del fatto che alla Nanodiagnostics stiano lavorando tre tesisti, i quali non potrebbero completare i loro studi qualora il microscopio fosse traferito ad Urbino, come afferma Montanari?
R: Non solo sono al corrente, ma li conosco bene tutti e tre e posso affermare con certezza che tutti e trestanno completando le analisi per la loro tesi. Entro un paio di mesi saranno laureati e potranno così continuare la collaborazione mettendo a profitto l'esperienza fin qui maturata grazie alla Nanodiagnostics, a Grillo e alla rete. In altre parole, per loro cambierebbe molto se il microscopio venisse spostato proprio ora.

Giorgio D.
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,555

Se i vescovi hanno cestinato la velina anonima su Boffo una ragione c'è: ascoltare le voci anonime è una perdita di tempo mostruosa...
Se anche Valeria sa chi è la persona, al suo lettore non consente di valutare direttamente l'affidabilità della testimonianza e, soprattutto, l'intervista e la risposta sono condite di opinioni personali e i fatti sono nasconti in mezzo a tutto ciò:
1 - le competenze ed esperienza del testimone gli/le permettono di esprimere i giudizi che esprime ("lavorato in nanodiagnostics" laureando? contabile? persona delle pulizie? ...)?
2 - il testimone, al di là delle sue affermazioni, può avere una qualche forma di interesse a fare le affermazioni che fa?
Insomma, Valeria si dimostra a mio parere, per l'ennesima volta, una giornalista che più che fornire informazioni che permettano alle persone di formarsi una loro opinione, fornisce la sua di opinione incorniciandola con quella di coloro che hanno opinioni compatibili alla sua tesi.

In ogni caso, diciamo che la persona esiste e diciamo che non racconta balle, limitiamoci però ai FATTI che siamo in grado di comprendere e che vengono raccontati tra le righe:
A - "il microscopio è stato utilizzato sì per la ricerca"
B - l'ambiente dell'Università di Modena non è asettico, alcuni campioni vengono preparati lì e viene poi utilizzato il microscopio della rete per la ricerca
C - il microscopio dell'università di Modena non è abbastanza potente per le ricerche che attualmente vengono condotte dalla Gatti mentre quello della rete si.
D - il costo della manutenzione è molto elevato
E - le analisi private sono pochissime
F - la Nanodiagnostics consente a laureandi di farsi una esperienza su un microscopio molto sofisticato

Mi sembra questi fatti smentiscano parecchie affermazioni no?
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