Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 330
prosegue
4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato (3).
5. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti , tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalita' applicative del presente articolo (1).
(1) Comma così modificato dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
(2) Comma inserito dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
(3) Comma sostituito dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
Art.4
Insegnante unico nella scuola primaria
Art. 4.
1. Nell'ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e' ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali .
Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola (1).
2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali (2).
2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1º settembre 2009. A seguito della predetta verifica, per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo, e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (3).
2-ter. La disciplina prevista dal presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico (3).
(1) Comma così modificato dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
(2) Comma sostituito dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
(3) Comma inserito dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
Art.5
Adozione dei libri di testo
Art. 5.
1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, connesse con la modifica di ordinamenti scolastici ovvero con la scelta di testi in formato misto o scaricabili da internetl'adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni . Il dirigente scolastico vigila affinche' le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti (1).
(1) Comma modificato dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione e successivamente dall'articolo 1-ter del D.L. 25 settembre 2009, n. 134.
Art.5 bis
(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).
Art. 5-bis (1).
1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.
3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corso di laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
(1) Articolo inserito dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
continua
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 331
prosegue
Art.6
Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria
Art. 6.
1. L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attivita' di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamentonella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto (1).
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
(1) Comma così modificato dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
Art.7
Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia (1).
Art. 7.
1. Il comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente:
«433. Al concorso per l'accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l'abilitazione per l'esercizio dell'attivita' professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attivita' didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.» (2).
(1) Rubrica sostituita dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
(2) Capoverso così modificato dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
Art.7 bis
(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).
Art. 7-bis (1) .
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.
2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1º luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430, e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonchè quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1º gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.
3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti, e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007 dal Ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4, commi 5, 7 e 9, della legge 11 gennaio 1996, n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità, qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.
5. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.
6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole, il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il Dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.
7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.
(1) Articolo inserito dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.
Art.8
Norme finali
Art. 8.
1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano (1).
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
(1) Comma inserito dall'articolo 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169, in sede di conversione.


VISTO CHE MI è RIMASTA QUALCHE BATTUTA SPECIFICO CHE IN 16 ANNI IL FINANZIAMENTO ALL'EDITORIA è COSTATO 598 MILIONI DI EURO (di cui 50 alla Padania fautrice di "Roma Ladrona") E QUELLO AI PARTITI IN 2 MILIARDI E 254 MILIONI (COSì CALCOLATI FINO AL 2008 DALLA CORTE DEI CONTI)..... DI QUANT'è IL TAGLIO ALLA SCUOLA????
Marco M.
user 9856980
Bologna, BO
Post #: 64
Purtroppo debbo contraddire ancora una volta quanto emerso dal gruppo scuola! Perché più ci si addentra nei numeri, nelle statistiche, e nelle affermazioni di luminari che giudicano il " NOSTRO " sistema scuola statale, emerge sempre di più l'esatto contrario di quanto affermato da Felice, Monica ecc.ecc.
Già il solo fatto che diretti interessati per cercare di far capire meglio i problemi della scuola non diano cifre reali scritte, ma solo a voce ( oppure arrangarsi perché il loro tempo è denaro) e si debba andare sulla fiducia....... non credo sia il modo migliore per un confronto sereno.Poi che non si possa nemmeno avere il testo del documento pre-confezionato da presentare all' assemblea dell' 11 /09/10 per avere almeno il tempo di controbattere e apporre delle modifiche......... è abbastanza inusuale.
Comunque se i problemi della scuola statale si risolvono togliendo l1% della somma complessiva stanziata dal ministero per la scuola statale allora bene......togliamoli pure! Così oltre ad avere precari nella scuola , avremo anche Mamme che non andranno al lavoro perchè non ci sono asili!?!( perché di quell' 1% il 60% è proprio li che va a finire) Ma credo che quando una scuola statale spende il 48% della spesa totale dello stato Italiano e la critichiamo perchè non funziona.........mha qualcosa vorrà pur dire!?! Se poi analizziamo i risultati di tutte le scuole europee..........allora siamo in una botte di ferro.La Gelmini a questo ha compiuto un miracolo e non un catafascio perchè la scuola di analfabeti e non pensanti non in preparazione.... esiste già.
Ripeto quanto affermato più volte Prima di sparare bisogna sapere a" cosa" sparare e poi ancora "perché" e poi prima bisogna anche mirare,sennò si spara solo nel mucchio e basta!Poi è inutile continuare perché comunque è solo una vertenza sindacale portata avanti ad oltranza.
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 332
Ma credo che quando una scuola statale spende il 48% della spesa totale dello stato Italiano e la critichiamo perchè non funziona.........mha qualcosa vorrà pur dire!?!

SCUSA MARCO MA DOVE PRENDI QUESTI DATI ? A QUEL CHE LEGGO DA QUANTO RIPORTANO I GIORNALI SUL RAPPORTO OCSE LA SPESA ITALIANA X LA SCUOLA CITO: " Nel suo insieme, la spesa pubblica nella scuola (inclusi sussidi alle famiglie e prestiti agli studenti) è pari al 9% di quella pubblica totale, il livello più basso tra i paesi industrializzati (13,3% la media ocse) ......." CERTO IL RAPPORTO POI DICE CHE LA SPESA DELLA SCUOLA ITALIA è ASSORBITA ALL'80% DAGLI STIPENDI, CONTRO IL 70% DELLA MEDIA EUROPEA, MA CONSIDERANDO CHE SI SPENDE IL 4,3% IN MENO, MOLTO PROBABILMENTE VUOL DIRE UNO STIPENDIO INFERIORE ALLA MEDIA EUROPEA (PERALTRO COME AVVIENE IN ALTRE CATEGORIE DI LAVORATORI).

Ripeto quanto affermato più volte Prima di sparare bisogna sapere a" cosa" sparare e poi ancora "perché" e poi prima bisogna anche mirare,sennò si spara solo nel mucchio e basta!Poi è inutile continuare perché comunque è solo una vertenza sindacale portata avanti ad oltranza.
NON VEDO COSA CI SIA DI MALE.... SE MI INDIGNO X LE LAVORATRICI DELL'OMSA NON VEDO XCHè NON DOVREI INDIGNARMI ANCHE X GLI INSEGNANTI PRECARI LASCIATI A CASA.

X IL RESTO CONCORDO CHE SAREBBE IL CASO D'AVERE PRIMA IL DOCUMENTO PER POTERCI RAGIONARE IN PROPRIO FORSE Xò MI ERA STATO MANDATO VIA FACEBOOK XCHè AVEVO VISTO UN MESSAGGIO MA POI NN L'HO APERTO SUBITO E NON L'HO + RITROVATO.

ps domanda agli insegnati: voi ce l'avete la cassa integrazione e l'indennità di mobilità?
A former member
Post #: 648
Aiuto, sta cadendo la scuola
di Roberta Carlini e Fabrizio Gatti

Oltre 12 mila gli istituti a rischio. Ma mancano fondi. E i lavori non partono. Viaggio nelle aule da mettere in sicurezza. Da Nord a Sud

Quest'anno il paracadute non serve. Il liceo Einaudi di Dalmine, in provincia di Bergamo, ha finalmente la scala di emergenza. Fino a pochi mesi fa le uscite di sicurezza dei tre piani davano sul vuoto e per questo dovevano rimanere chiuse: l'alternativa del salto da dieci metri non è prevista dalle tabelle ministeriali. Alla periferia di Milano i ragazzini delle medie fanno lezione in una palazzina provvisoria.

Un concetto piuttosto elastico: perché la palazzina è la stessa da quasi 50 anni. Da Nord a Sud. A Pantelleria si studia in aeroporto. Il motivo non è la partenza per la gita annuale: la loro scuola non è più agibile e sono stati trasferiti nella base dell'Aeronautica militare. Di solito il ministero considera un fattore di rischio la vicinanza con un aeroporto. Loro sono "dentro" l'aeroporto.

La scuola ai tempi della grande crisi. Si lasciano a casa gli insegnanti precari. E si gonfiano i corsi fino a 35 alunni per classe. Numeri da dopoguerra. Già, ma le aule così imbottite sono sicure? C'è poco da stare tranquilli. Lo Stato non ha abbastanza soldi per impedire che le tragedie degli ultimi anni non si ripetano. A cominciare dai 27 bambini e la maestra morti il 31 ottobre 2002 a San Giuliano di Puglia nella elementare mal costruita e crollata per una scossa di terremoto. Fino al cedimento del soffitto del liceo Darwin a Rivoli, vicino a Torino, dove il 22 novembre 2008 le macerie uccidono Vito Scafidi, 17 anni, e feriscono i suoi compagni. Non ci sono risorse nemmeno per intervenire in tutte le scuole che ne hanno bisogno nella provincia di Rieti, colpita in questi mesi da un intenso sciame sismico.

I maggiori rischi per la qualità degli edifici sono lungo l'Appennino centrale e al Sud. E i soldi per le ristrutturazioni volano al Nord. La ripartizione dei 358 milioni per mettere in sicurezza le scuole italiane, sbloccati nelle scorse settimane dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, parla chiaro: 210 milioni consegnati al Centro Nord. E quasi 50 alla Lombardia, la regione del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Una situazione tanto ricca che il presidente lombardo, Roberto Formigoni (Pdl), nel 2009 ha addirittura finanziato 67 mila studenti delle scuole private con buoni studio fino a 1.050 euro a persona. Il contributo stabilito da una legge regionale è destinato al pagamento delle rette. Una sponsorizzazione indiretta che aggira i vincoli dell'articolo 33 della Costituzione. E i beneficiari sono in gran parte istituti religiosi. Con insegnanti assunti senza concorso, tra i quali è forte la componente di Comunione e liberazione: lo zoccolo elettorale di Formigoni.

La ricchezza lombarda brilla però solo nelle scuole private. Come il collegio Villoresi San Giuseppe di Monza dove Silvio Berlusconi ha fatto studiare i suoi figli minori. Laboratori di chimica e informatica, piscina, campi di calcio. E, se proprio ci sono stranieri in classe, si tratta di solito dei figli di diplomatici o di manager. La differenza con l'istruzione pubblica in Lombardia comincia già dai buoni scuola. Per le iscrizioni alle private, il tetto per poter ottenere il contributo di 1.050 euro a studente è di 46.597 euro di reddito familiare annuo. Per le statali, il reddito limite è di soli 15.458 euro, calcolato in base ai valori più restrittivi dell'indicatore della situazione economica (stipendio e patrimonio immobiliare e mobiliare). E anche i contributi sono molto più economici: 120 euro per le elementari, 220 per le medie inferiori, 320 per le superiori. Basta fare un giro. Alla periferia Nord di Milano, davanti alla media Cassinis, le spaccature nelle mura di recinzione sono così grosse che ci passa un animale. Alla Bussero gli infissi vecchi di ottant'anni si staccano dai supporti. Alla Locatelli i soffitti trasudano umidità. Alla elementare Locchi l'anno scorso è caduto un pezzo di intonaco del soffitto in pieno giorno. Alla scuola di via Russo le piastre del controsoffitto sono cadute nel luglio 2008. Un anno e due mesi dopo, il danno non è stato riparato.
(segue)
A former member
Post #: 649
Decenni di evasione fiscale lasciano il segno. Lo Stato è a secco, i tagli vincono sulle manutenzioni. Così convivere con le crepe è diventata una necessità. Oltre che un pericolo. Tanto che i genitori dei sei istituti più disastrati di questo pezzo di Milano, da Bicocca a Niguarda fino all'Isola, hanno fondato un'associazione che si chiama proprio così: "Una crepa in Comune". Chiedono interventi urgenti. "La media Cassinis è un prefabbricato costruito in pieno boom demografico. Lo fecero negli anni '60 e dissero che doveva servire al massimo 20 anni", racconta Antonella Loconsolo, una delle promotrici del gruppo: "È un frigorifero d'inverno. Le pareti prefabbricate si sono staccate dai muri interni. Così una lezione in un'aula disturba quelle vicine. Il cortile è inesistente. Dal muro di cinta entra chiunque. Da anni il Comune dice che la scuola va abbattuta e ricostruita". Invece niente. La Cassinis non è nemmeno prevista nell'elenco degli interventi finanziati dal Cipe. Altra scuola la don Orione in via Iseo. I soldi qui sono arrivati. Ma solo per l'imbiancatura. Cosa che fa sorridere i genitori: "Da anni ci dipingiamo le mura da soli". Nello stesso quartiere una proprietà pubblica in buono stato c'è. È in via Cirié e l'hanno data in affitto a una scuola privata inglese. Ottomila euro di retta all'anno.

Anche il Piemonte è ko. Ad Asti gli 800 studenti dell'Alfieri e del Quintino Sella, un liceo classico e un commerciale, hanno trovato la scuola chiusa. La presidente della Provincia, Maria Teresa Armosino, deputato Pdl ed ex sottosegretario all'Economia, non ha i due milioni per le riparazioni e la messa a norma dell'impianto elettrico richieste dalla Asl. "Facciano i doppi turni", ha deciso la Provincia. Il ministero, negli anni, non è ancora riuscito a completare l'anagrafe degli edifici scolastici. Dovrebbe essere la base su cui avviare le ristrutturazioni. Almeno quando si trovano i soldi da affidare ai Comuni per materne, elementari e medie, e alle Province per gli istituti superiori. Prevista da una legge del 1996, l'anagrafe sarà, forse, completata entro ottobre prossimo. Per avere un campione dei rischi bisogna allora affidarsi al lavoro delle associazioni. Come Cittadinanza attiva, che ha pronto il suo dossier 2010. I dati sono da disfatta. I distacchi di intonaco interessano un'aula su cinque. Ed è uno degli indicatori più visibili della mancata manutenzione. Il rischio riguarda il 29 per cento dei corridoi, il 23 per cento dei laboratori, il 21 per cento dei bagni. E non risparmia le mense: il 14 per cento è minacciato dalla caduta di frammenti e pezzi di gesso o cemento. Le scale di sicurezza sono assenti nel 29 per cento dei casi. Il 16 per cento delle scuole non ha porte antipanico lungo le vie di fuga.

I controsoffitti in gesso o cemento pressato sono un grave elemento di pericolo. In particolare se non sono stati ancorati a dovere alla soletta portante. Possono cedere per usura dei materiali, infiltrazioni di umidità o anche per piccole scosse di terremoto. Durante i sopralluoghi avviati dopo la morte di Vito Scafidi a Rivoli e il terremoto a Parma del 23 dicembre 2008, i tecnici scoprono che in alcuni istituti gli ancoraggi del controsoffitto sono stati fatti con il fil di ferro. A inizio 2009 il ministero delle Infrastrutture dirama le "Linee guida per il rilevamento delle vulnerabilità degli elementi non strutturali nelle scuole". Secondo il nuovo piano di intervento bisogna verificare non solo le strutture portanti, ma anche elementi appesi, parapetti, cornicioni, camini, insegne, tamponature, infissi, rivestimenti, arredi, macchinari, impianti. Un elenco che sembra scontato. Ma non lo è. La scuola De Amicis, chiusa a L'Aquila ancor prima del terremoto del 6 aprile, dimostra che controsoffitti e muri divisori non ingabbiati sono i primi a cadere. Il 31 marzo di quest'anno un'ordinanza della presidenza del Consiglio stabilisce come suddividere tra le Regioni i 20 milioni per l'adeguamento strutturale e sismico delle scuole. Un caso è la Calabria, la regione con il più alto indice di sismicità in Italia: ottiene un milione 495 mila 839 euro più 82.499 euro di arretrati per mettere in sicurezza 1.428 istituti fuori norma. Fanno 1.047 euro a scuola. Giusto il costo di una imbiancatura.

Il ministero dell'Istruzione ha messo a punto una lista nera di istituti scolastici che hanno bisogno di interventi urgenti: 12.046 edifici. Di questi la presidenza del Consiglio ha disposto interventi solo su 1.706 scuole grazie ai 358 milioni sbloccati dal Cipe. Secondo la tabella, la Lombardia avrebbe l'8,5 per cento delle criticità e il 13,8 per cento dei fondi. "Una scelta fatta con criteri incomprensibili", commenta Mimmo Pantaleo, segretario della Cgil scuola: "Fu il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, dopo la tragedia di San Giuliano, a dire che per mettere in sicurezza tutte le scuole italiane servivano 20 miliardi. Da allora sono arrivati pochi spiccioli".Sul totale nazionale di 42 mila edifici, le strutture a rischio sono molte di più di quelle comprese nella lista nera: almeno 22.858 scuole secondo il censimento avviato dopo il crollo di San Giuliano. Risultato in otto anni: meno di 500 milioni di euro impegnati dal 2002 al 2009, 1.614 interventi progettati, 1.219 avviati. E i lavori conclusi? Eccoli: 176. L'esempio è di questi giorni. Dall'estate 2009 lo sciame sismico si è spostato dall'Abruzzo al Lazio, in provincia di Rieti. Qui gli istituti censiti nella lista nera sono 146: non hanno nessuna precedenza. I 1.706 edifici da ristrutturare vengono selezionati nell'aprile 2010, quando il pericolo è già evidente. Ma le scuole della provincia di Rieti che saranno adeguate sono 14. E solo due nella zona in cui i terremoti hanno l'epicentro. Le parole pronunciate sulle lacrime di San Giuliano e L'Aquila sono rimaste semplicemente parole.
http://espresso.repub...­
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 333
x sdrammatizzare

La soluzione è: la maestra con la cazzuola.
http://www.youtube.co...­
A former member
Post #: 651
Regione per regione i numeri degli edifici scolastici che necessitano di interventi urgenti per la messa in sicurezza
http://espresso.repub...­

in emilia-romagna sono 467; mi piacerebbe sapere quali....
A former member
Post #: 652
D. Lgs nr. 626/94
APPLICAZIONE DELLE NORME D'IGIENE E SICUREZZA NELLE SCUOLE

SCUOLA SICURA - Controlla la tua scuola - scheda fai da te
56 domande per capire se la scuola che frequentano i vs figli è igienica, sicura e sensibile alle problematiche dei disabili
http://www.codacons.i...­
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 336
Oggi al telegiornale regionale parlavano di Boom nascite a Bologna... di cui 1/3 dei casi almeno un genitore era straniero!!! Caspita

Al telegiornale nazionale parlavano del percorso formativo voluto dalla Gelmini x i nuovi maestri: 5 anni di laurea con laurea a n° chiuso. 1 anno di apprendistato con affiancamento al maestro in carica (debbo immaginare pressochè gratuito se non del tutto).......... ma quando pensano che la gente posa aspettare ad avere un lavoro perchè gli insegnanti possano mettere in cantiere di avere un figlio.
NON CI MERAVIGLIAMO QUINDI DEI DATI DI QUANTO SOPRA E CHE SI DEBBA FARE SEMPRE PIù RICORSO ALLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA.

PS BELLA LA COSA FATTA DALLA CODACONS ....... VEDRò DI VERIFICARE ALLA SCUOLA DI MIO FIGLIO.
POTREMMO FARE ANCHE NOI DEL MV5S COSE DEL GENERE SU ALTRI TEMI
Powered by mvnForum

Sign up

Meetup members, Log in

By clicking "Sign up" or "Sign up using Facebook", you confirm that you accept our Terms of Service & Privacy Policy