A former member
Post #: 554
La Provincia riduce oltre 100 aule scolastiche

5 lug. - Il piano delle 311 nuove aule scolastiche che la Provincia di Bologna aveva in programma di portare a termine entro il 2014 si riduce. E di oltre un terzo, visto che a Palazzo Malvezzi si pensa ora di realizzarne tra le 180 e le 200. Un ridimensionamento dovuto ai vincoli del Patto di stabilità, ai tagli previsti dalla manovra Tremonti e all’aumento del numero massimo di alunni per classe. Lo ha reso noto l’assessore al Bilancio e ai Lavori pubblici di Palazzo Malvezzi, Maria Bernardetta Chiusoli, che questa mattina ha illustrato il Piano di utilizzo degli edifici scolastici per il 2010/2011.
Attualmente, le nuove aule realizzate sono circa 50. “Il ritardo esiste”, spiega Chiusoli, e “sarà difficile immaginare di poter assolvere l’obiettivo che la Provincia si era data nel precedente mandato”.

A fronte di numerosi interventi già finanziati e da completare per l’inizio dell’anno scolastico o entro la fine del 2010, ad esempio, rischiano di slittare gli ampliamenti pensati per il polo di via Don Minzoni a Bologna, per il Giordano Bruno di Budrio e per il Salvemini di Casalecchio di Reno.
Per il prossimo anno scolastico la Provincia deve fare i conti con 6.830 iscritti alle prime classi delle superiori, circa 300 in più rispetto all’anno appena concluso.

L’aumento degli alunni per classe e “l’uso intensivo” degli spazi, continua Chiusoli, “crea un disagio che si ripercuote anche sulla qualità della didattica” e sulla sicurezza: riguardo al rischio incendi, ad esempio, si è reso necessario un accordo con la Prefettura di “deroga ai vincoli di sicurezza - spiega Chiusoli - purché siano garantite le vie di esodo”. Una logica, precisa Chiusoli, di “prevenzione delle criticità”.
http://radio.rcdc.it/...­
Carla Z.
user 9058340
Bologna, BO
Post #: 139
@ Federica

Ciao ,io sono per una scuola pubblica ,laica dove i bambini ed il loro bene sia al centro ed al di sopra di tutto.

Personalmente sono cristiana ed è per me e mio marito importante che nell'educazione dei nostri figli questi principi siano presenti;come per un'ateo è importante che non siano presenti.


La scuola prima di tutto educa ,prima ancora di istruire ed è essenziale che chi li accoglie in questa esperienza abbia a cuore il loro bene .

Io non so il perchè questa scuola non funziona ,quello che so è che troppi bambini cambiano in continuazione insegnanti e che questo genera un rapporto bambino maestro molto frammentato ,poco affettivo .

Alle medie poi che gli insegnanti si moltiplicano questa discontinuità e frammentarietà di rapporto fa si che molte problematiche adolescenziali non siano recepite ne in ambito scolastico ne in famiglia.

Io ho incontrato un'esperienza scolastica ,nata per volontà di genitori,dove passione ed amore per i bambini sono al centro di tutto .

Dove tanti dedicano il loro tempo unicamente con lo scopo di fare qualcosa per i ragazzi,dove la famiglia è fortemente chiamata ad interagire con la scuola nell'educazione dei propi figli,potrei parlarti per ore di esperienze che si possono fare in ogni scuola.

Ti ripeto Federica che in realtà lo stato risparmia un sacco di soldi con queste scuole perchè a fronte di 6000 euro ,costo di un bimbo alle elementari ne elargisce 600/700 a bambino anno scolastisco .Le medie e superiori percepiscono rispettivamente 100 e 50 euro ad alunno a fronte di un costo di 7000/8000 euro per lo stato.Queste famiglie si fanno carico delle spese scolastiche due volte.
Sono le materne le principali fruitrici di questi fondi,sia statali che comunali per via della carenza di strutture.

Le rette che relativamente alle scuole che frequento in linea di massima tendono a coprire i costi del personale e sono

2200 elementari , 4000 medie ,4500 liceo.

Sia le elementari che le medie che i licei prevedono l'istituzione di borse di studio sia per merito che per modello isee a cui fanno ricorso oltre il 30% degli iscritti.

Queste scuole sono assolutamente no profit,ma pagano l'irap .

Gli insegnanti delle medie e dei licei hanno aperto da diversi anni un punto incontro dove i ragazzi della città di Bologna possono ritrovarsi per ripetizioni
o gruppi studio ,tutto assolutamente in forma di volontariato.
Idem per le elementari alla Lunetta Gamberini .

Quello che in sostanza vorrei dire è che c'è una scuola che funziona bene dove la passione per l'insegnamento e per il bene dei ragazzi è tangibilissimo perchè non considerarla nel cercare di riformulare questa scuola per tutti?

Alfonso S.
alfonsoscioscia
Bari, BA
Post #: 2


DOVREMMO "(AM)MAESTRARCI"?!

"L’Incontro Nazionale Scuole, riunito a Parma domenica 4 luglio 2010,

IMPEGNA

tutti i territori a produrre un appello perché Regioni, Province e Comuni si costituiscano davanti al
TAR Lazio il prossimo 19 luglio a sostegno dei ricorrenti per la sospensione definitiva dei
provvedimenti sugli organici, sulla mobilità, sulle iscrizioni nelle scuole superiori, chiedendo
l’adesione da parte del mondo della cultura, dell’Università e della Ricerca, dei partiti e dei
sindacati, nella consapevolezza che la battaglia per la Scuola della Repubblica è componente
fondamentale di quella per i diritti di cittadinanza garantiti dalla Costituzione.

(approvato all’unanimità)

Incontro Nazionale Scuole

Parma, 4 luglio 2010"

I MOTIVI del RICORSO PRESENTATO AL TAR LAZIO SONO SOMMARIAMENTE I SEGUENTI:

"Perché organizziamo un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la CM
17 sulle iscrizioni alle scuole superiori ?

Perché i provvedimenti di riordino delle superiori, come quelli della primaria mettono in atto
il tentativo di indebolire la scuola pubblica e aprire la strada al mercato e ai privati.
Questi provvedimenti devono essere contrastati con ogni mezzo.
Perché tutti i provvedimenti Gelmini violano gravemente lo stato di diritto e le procedure
previste per l’emanazione di qualsiasi legge.
Perchè i provvedimenti creano un grave danno al futuro scolastico di tutti gli studenti iscritti
alle scuole superiori.

La CM 17 è l’unico provvedimento esistente per le superiori. Essa è stata emessa il 18/02/10
dal Ministero dell’Istruzione senza che:
· sia concluso l’iter legislativo previsto dalla L.133/08;
· i regolamenti abbiano il visto della Corte dei Conti;
· sia avvenuta la pubblicazione dei regolamenti sulla Gazzetta Ufficiale.
I danni prodotti da questi provvedimenti illegittimi sono:
· Gli studenti già iscritti ai tecnici e ai professionali verranno iscritti d’ufficio ( a loro insaputa)
alle classi successive che prevedono una riduzione oraria e una diversa offerta scolastica.
(l’orario delle lezioni scenderà da 36 a 32).
· Gli studenti che si sono iscritti alle prime classi non hanno alcuna certezza che l’offerta
formativa prospettata dalle scuole sia quella che sarò definita dal Ministero.
· la CM ha costretto i genitori alle iscrizioni ad una scatola vuota, vista la mancanza del
regolamento sui nuovi programmi, che definiscono i contenuti delle unità orarie di lezione;
· la CM 17 viola l’art. 3 c.5 del DPR 275/99 sull’autonomia delle scuole per cui le iscrizioni
vengono effettuate sulla base del piano dell’offerta formativa. In tutte le scuole il P.O.F. risulta
essere quello in vigore per l’a.s. 2009/10;
· vengono assegnati i nuovi indirizzi (non ancora vigenti) in modo “automatico” dal MIUR, senza
che gli organi scolastici abbiano potuto presentare all’USR e alla Regione le loro motivate
proposte, così come previsto dall’art. 13 comma 5 dello schema di regolamento di revisione dei
licei, approvato dal CdM il 4/2/10, e dagli altri schemi di regolamento. In tal modo si lede
pesantemente l’autonomia delle Istituzioni scolastiche riconosciuta dall’art. 117 della
Costituzione;
· si invadono le competenze sulla definizione del piano dell’offerta formativa territoriale che
attengono alla Provincia e alla Regione (che non possono deliberare su un ordinamento non
ancora vigente), mettendo in discussione il necessario legame fra la scuola e l’ambito sociale in
cui opera;
Al ricorso possono partecipare i genitori che hanno iscritto i loro figli alla classe prima della scuola
superiore, genitori, insegnanti e studenti maggiorenni della scuola superiore. In particolare sono
danneggiati in modo evidente genitori, studenti e insegnanti degli Istituti tecnici e professionali ai
quali viene cambiata l’offerta formativa in corso d’opera.
Non possiamo accettare norme illegali, non possiamo permettere lo scempio delle esperienze
avanzate delle scuole fatto al di fuori di ogni regola.
Coordinamento scuole superiori Bologna, Ass.ne naz.le Per la Scuola della Repubblica, Comitato
precari scuola Bologna,Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Ass.ne Scuola futura Carpi,
Coordinamento scuole superiori Carpi, Coordinamento genitori e insegnanti Firenze,
Coordinamento presidenti Consigli di istituto e Comitati genitori Modena
Centro studi per la scuola pubblica Padova, Associazione La scuola siamo noi Parma
Coordinamento lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma
Assemblea difesa scuola pubblica di Vicenza, Coordinamento insegnanti e genitori Pisa,
A former member
Post #: 563
@ Federica

Ciao ,io sono per una scuola pubblica ,laica dove i bambini ed il loro bene sia al centro ed al di sopra di tutto.

carla, mi rincuora leggere che sostieni la scuola pubblica laica.
il benessere di bambini e ragazzi in età scolare è sicuramente l'obiettivo di genitori ed insegnanti, purtroppo non si può dire lo sia anche per chi ci governa.

Io non so il perchè questa scuola non funziona
Alle medie poi che gli insegnanti si moltiplicano questa discontinuità e frammentarietà di rapporto fa si che molte problematiche adolescenziali non siano recepite ne in ambito scolastico ne in famiglia.
posso ripetermi? sicuramente il fatto di avere poche risorse economiche a disposizione non può che contrastare con un buon funzionamento del sistema.
la selezione e la gestione autonoma del personale delle scuole private e parificate rende facilmente superabile il problema della discontinuità e quindi evita di conseguenza tutta una serie di problemi correlati.

Ti ripeto Federica che in realtà lo stato risparmia un sacco di soldi con queste scuole perchè a fronte di 6000 euro ,costo di un bimbo alle elementari ne elargisce 600/700 a bambino anno scolastisco .Le medie e superiori percepiscono rispettivamente 100 e 50 euro ad alunno a fronte di un costo di 7000/8000 euro per lo stato.Queste famiglie si fanno carico delle spese scolastiche due volte.
Sono le materne le principali fruitrici di questi fondi,sia statali che comunali per via della carenza di strutture.

carla, scusa, ma vorrei delle fonti precise, con dei link a supporto di questi dati, altrimenti non riesco veramente a capire.
io riporto il dossier 2009 di legambiente sulla scuola pubblica:
http://www.legambient...­
dove in particolare alle pagg.20-21 per l'ennesima volta viene sottolineato come a fronte di tagli su tutti i fronti ai danni dei vari livelli di istruzione della scuola pubblica, la scuola paritaria invece ottiene aumenti di stanziamenti. io ti chiedo: da cristiana quale sei, sostenitrice della scuola pubblica laica, come hai detto, lo ritieni giusto?

Le rette che relativamente alle scuole che frequento in linea di massima tendono a coprire i costi del personale e sono

2200 elementari , 4000 medie ,4500 liceo.

Sia le elementari che le medie che i licei prevedono l'istituzione di borse di studio sia per merito che per modello isee a cui fanno ricorso oltre il 30% degli iscritti.

Queste scuole sono assolutamente no profit,ma pagano l'irap .

le scuole elementari e medie statali sono gratuite, si paga solo il pasto, in base all'isee, che costa comunque al massimo 95.78€ al mese.
le cifre che riporti tu, soprattutto per chi ha più figli in età scolare, per chi è cassintegrato o disoccupato, per chi ha l'affitto o il mutuo, insomma io credo per molte persone, sono davvero proibitive.

ti faccio l'esempio della statistica appena stilata sul reddito di chi iscrive il proprio figlio al nido:
"Cala il tenore di vita medio di chi ha il bimbo ammesso al nido, sale quello di coloro che hanno presentato domanda. L' Isee medio degli ammessi è infatti di 17.028 euro (19.212 per gli italiani, 5.769 per gli stranieri), con una diminuzione rispetto allo scorso anno: 347 euro (-441 per gli italiani, -22 per gli stranieri). Il reddito medio di chi fa domanda è di 21.397 euro (+786 rispetto allo scorso anno). I redditi più alti si registrano sui colli (41.260), la Bolognina è la zona più povera (14.817)."
http://bologna.repubb...­

il fattore reddito non può essere discriminante nella scelta di una scuola dell'obbligo.
credi ancora che non è corretto parlare di scuole parificate come un tantino elitarie?

per quanto riguarda l'irap (Il suo gettito finanzia il 40% della spesa sanitaria italiana-
http://it.wikipedia.o...­ )
sono tenute al pagamento tutte le scuole, anche quelle statali (oltre a amministrazioni statali, istituti, Università, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, Camere di commercio, Istituti autonomi case popolari... - http://www.overlex.co...­ )

il discorso del no profit poi è tutto da verificare, in quanto come riportato nel post precedente, le scuole paritarie non fanno altro che fare un'autodichiarazione in merito e i controlli si sa in Italia come funzionano....

Quello che in sostanza vorrei dire è che c'è una scuola che funziona bene dove la passione per l'insegnamento e per il bene dei ragazzi è tangibilissimo perchè non considerarla nel cercare di riformulare questa scuola per tutti?

mi fa piacere che ci sia qualcosa che funziona, soprattutto se a favore dei ragazzi.
ma non perdiamo di vista che le condizioni di partenza (finanziamenti, autonomia nella gestione del personale, ...) di questo tipo di scuole che citi tu sono, come già sottolineato, praticamente all'opposto di ciò che si trova nella scuola pubblica.
ciò non vuol dire che non si possa discutere su ciò che di buono potrebbe portare la tua esperienza, mi farà piacere ascoltare.
A former member
Post #: 566
La scuola ha i capelli grigi in cattedra prof cinquantenni
Docenti sempre più anziani. Anche i precari hanno un'età elevata. E solo 13 giovani su cento diventano di ruolo
http://www.repubblica...­
A former member
Post #: 17
Gli avvenimenti degli ultimi giorni mi spingono a tornare a fare in conti nelle tasche della Chiesa cattolica. Non è una pretesa illegittima, trattandosi di soldi che provengono dalle nostre tasse e che questo governo gestisce in barba agli interessi degli italiani. La pietra dello scandalo sono 120 milioni di euro che la Chiesa ha preteso che non le venissero toccati: i finanziamenti alle scuole paritarie cattoliche.

Non paghi dell’otto per mille, dell’esenzione Ici, di svariati altri privilegi e del cinque per mille ricevuto da numerose associazioni cattoliche, la Chiesa ha saputo infiltrarsi in due settori cardine dello Stato: la sanità e l’istruzione. Si sa, quando si tengono saldamente in mano la cultura e la salute delle persone, si tiene tra le mani la loro vita intera. Ma fin qui nulla di male: qualsiasi azienda privata può aprire una clinica o una scuola.
I problemi cominciano a sorgere quando le cliniche e le scuole private pretendono che sia lo Stato a contribuire, il più largamente possibile, alla loro esistenza. E in tempi di recessione, quando si tagliano i fondi alle scuole pubbliche (per i più distratti, ricordo che in Italia lo studio è ancora un diritto), pretendere che i finanziamenti alle scuole paritarie non vengano toccati è quanto meno da irresponsabili. Ma ovviamente è accaduto.

Il governo italiano, sordo alle proteste di migliaia di studenti e insegnanti scesi in piazza, ha immediatamente fatto retromarcia di fronte alle minacce di protesta della Chiesa, facendo rientrare dalla finestra quello che aveva fatto uscire dalla porta. Nello specifico, alle scuole cattoliche erano stati tagliati fondi per circa 130 milioni di euro, ma un emendamento del senatore Saia del Pdl gliene restituisce 120. Ai primi rumoreggiamenti provenienti dalle sacre stanze vaticane, il sottosegretario dell’Economia Giuseppe Vegas ha fatto sapere che la commissione Bilancio del Senato ripristinerà i fondi alle scuole cattoliche: “C’è un emendamento del relatore che ripristina il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini”. Del resto, era intervenuto addirittura il pontefice: “Gli aiuti per l’educazione religiosa dei figli sono un diritto inalienabile”.
La verità dei fatti è che la salute e l’istruzione sono diventati un business. La scuola è il campo di battaglia delle case editrici, che ogni anno propongono (e impongono) nuovi libri di testo. Da comprare obbligatoriamente e che l’anno seguente saranno ritenuti, dalla stessa casa editrice, obsoleti. E se così potrebbe anche essere, per esempio, per un libro di geografia (negli ultimi anni la geografia politica mondiale sembra essersi rivoluzionata), la necessità di cambiare testo di anno in anno diventa incomprensibile quando il testo è “La Divina Commedia”, “I promessi sposi” o addirittura il dizionario! Una famiglia con un figlio che frequenta le scuole medie si trova a spendere, in tre anni, un migliaio di euro solo in libri. Libri che, trattandosi di scuola dell’obbligo, sarebbe giusto avere dalla scuola in comodato d’uso.

Nel sistema scolastico la Chiesa s’era già insinuata con gli insegnanti di religione, fin dal 1923, quando la riforma fascista della scuola rese obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica. Col Concordato del 1929, si rese obbligatorio anche nelle scuole medie e in quelle superiori. Nel 1984, con la modifica al Concordato firmata da Bettino Craxi e dal cardinale Agostino Casaroli, il cattolicesimo perse lo status di religione di Stato. A fronte della perdita, si istituiva il famigerato otto per mille, oltre ad una serie di immunità e privilegi per le figure ecclesiastiche (art.4). E infine, col Nuovo Concordato l’ora di religione nelle scuole passò da obbligatoria a facoltativa.
Ma quanta voce hanno gli italiani in capitolo? Nessuna, si tratta semplicemente di un accordo fra due caste. Non può essere proposto un referendum per l’abolizione o la modifica del Trattato, del Concordato o delle leggi collegate ad esso perché non sono ammessi, nel nostro ordinamento, referendum riguardanti i trattati internazionali. Anche una proposta di legge popolare per l’abolizione del Concordato è ugualmente inammissibile perché la legge ricade in una dei casi previsti dall’articolo 80 della Costituzione.

L’insegnamento della religione cattolica resta un argomento piuttosto controverso, così come l’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche o nei tribunali. Da una parte si fa appello alla matrice culturale cattolica del Paese, dall’altra alla laicità costituzionale della Repubblica Italiana.
Nei fatti, gli insegnanti di religione (in Italia sono circa 25.000) hanno uno status particolarissimo, che nel corso del tempo ha subito varie trasformazioni. Sono retribuiti dallo Stato Italiano, con una spesa annua di 620 milioni di euro.
A former member
Post #: 571
Qual è la salute delle scuole della provincia?
08 lug - Un report per raccogliere le situazioni più critiche nelle scuole della Provincia di Bologna. E’ questa la ragione che ha spinto l’assessore provinciale all’istruzione Giuseppe De Biasi ad inviare un questionario ai sette responsabili d’ambito in cui indicare le criticità delle scuole di ogni ordine e grado. I tagli provocati dalla riforma Gelmini e dalla manovra economica -secondo l’assessore - provocheranno una riduzione di organico di circa 1200 posti in tutta la regione. Il documento riassuntivo dell’indagine verrà presentato al direttore scolastico provinciale Vincenzo Aiello alla fine della settimana prossima e in seguito anche al direttore scolastico regionale Marcello Limina.
“Le segnalazioni che comporranno questo report - spiega l’assessore- saranno fatte dai vari distretti scolastici di tutta la Provincia. A loro spetta il compito di indicare le situazioni più difficili, in particolare quelle riguardanti la mancanza di organico”. “Dobbiamo poi ricordare - ha continuato De Biasi - che quest’anno si comincerà a risentire molto di più dei provvedimenti della riforma Gelmini. Le perdite causate nel precedente anno scolastico erano state infatti arginate dalle stesse scuole e dagli enti locali“. I distretti scolastici potranno anche segnalare gravi problemi dovute al sovraffollamento delle classi e ai trasporti, vista la riduzione del piano provinciale per la costruzione di 311 aule scolastiche.
http://radio.rcdc.it/...­

sarebbe il caso che questo documento fosse anche reso pubblico...
A former member
Post #: 18
Appello al Pres. Errani a sostegno del ricorso al TAR del Lazio per la sospensione dei provvedimenti Gelmini contro la Scuola
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Ieri alle 10.36
Gentile Presidente Errani,
siamo insegnanti, genitori, studenti , personale ATA, cittadine e cittadini che si sono sempre impegnati per affermare il principio costituzionale che affida alla scuola della Repubblica il compito di offrire ai suoi giovani cittadini un’istruzione di qualità, che permetta loro di diventare protagonisti del loro futuro e di sviluppare liberamente la propria personalità.
Oggi assistiamo con sgomento al tentativo ormai evidente di distruggere questo patrimonio del paese, la scuola di tutti e per tutti, per fare largo ad un fantomatico mercato della conoscenza, per di più finto, perché drogato dai finanziamenti pubblici alle scuole private.
Noi siamo consapevoli che colpire la scuola pubblica significa colpire al cuore i diritti di cittadinanza e che la battaglia per la sua difesa è componente fondamentale di quella per la difesa dei principi di eguaglianza e libertà fondanti della nostra Costituzione .
Abbiamo promosso per due anni iniziative di ogni tipo, manifestazioni, scioperi, ricorsi con un crescente consenso sociale.
La partecipazione dei cittadini della nostra regione e delle loro Istituzioni locali ha costruito nel tempo una scuola di qualità, luogo di cultura e presidio di convivenza sociale. Essa sopravviverà solo se continuerà a mantenere saldo il suo legame con il territorio.
Sappiamo che regione, provincie e comuni sono stati esautorati delle loro competenze attraverso provvedimenti presi dall’alto senza alcuna concertazione con gli Enti locali, pure prevista dalle norme in vigore, sappiamo che sulle nostre scuole sono state riversate decisioni lesive della loro autonomia riconosciuta in Costituzione dagli art. 33 e 117, che creeranno pesanti danni alla formazione degli studenti.

Sappiamo dell’attenzione che Lei presta alla nostra scuola affermata con dichiarazioni e realizzata attraverso atti.
Ora siamo a un passaggio cruciale: solo se saremo in grado di salvare la scuola che abbiamo costruito potremo riformarla e migliorarla.
Noi abbiamo fatto più di quanto era nelle nostre possibilità.
Il prossimo 19 luglio davanti al TAR del Lazio si discuterà il ricorso nazionale promosso (tra i 755 firmatari ) da 340 insegnanti, 70 studenti, 50 genitori, 40 componenti del personale ATA delle scuole superiori di diverse province della nostra regione (Bologna, Ferrara, Modena, Ravenna, Parma) contro la serie di illegittimità compiute dal Ministro, che ha forzato tempi e procedure della riforma, usando le circolari come fossero leggi, al solo scopo di incassare i pesantissimi tagli imposti.
Le chiediamo, rinnovando l’invito contenuto nella lettera dei coordinamenti di genitori, insegnanti e studenti di Bologna inviatale lo scorso 22 marzo, di assumere un ruolo attivo di contrasto di contro questi provvedimenti che stanno gettando nel caos la scuola e mettono in discussione il regolare avvio del prossimo anno scolastico. A tal fine Le chiediamo di aderire formalmente al ricorso e ai motivi aggiunti presentati, intervenendo a sostegno dei ricorrenti presso il TAR Lazio.
Ringraziando per l’attenzione porgiamo cari saluti.

Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Coordinamento scuole superiori Bologna e provincia, Coordinamento precari scuola Bologna, Gdl Assemblea delle scuole Bologna, Coordinamento regionale presidenti Consiglio di Istituto, La scuola siamo noi Parma, Comitato per la difesa della scuola pubblica Ferrara, Comitato buona scuola Carpi, Coordinamento Scuole superiori Modena, Politeia Modena, Comitato difesa scuola pubblica Ravenna, M.C.E. Piacenza, Comitato precari scuola Rimini
6 luglio 2010


Hanno dato la loro adesione Solares Fondazione
delle Arti, Ivano Marescotti, i Modena City Ramblers, Stefano Tassinari,
diversi giuristi e universitari, il Prof. Guerra.

Contiamo sul vostro sostegno, per la scuola pubblica come bene comune.

Comunicate la vostra adesione a: rir5494@iperbole.bologna.it

Credo sarebbe opportuna una presa di posizione dei nostri Consiglieri Regionali
Alfonso S.
alfonsoscioscia
Bari, BA
Post #: 4
Allora, chiedo la cortesia a laici e cattolici di convenire sul fatto che DOBBIAMO MUOVERCI ENERGICAMENTE E COME NON MAI, INSIEME.

E' necessario che APRIAMO GLI OCCHI E VIVIAMO IL NOSTRO PRESENTE SUI DIBATTITI IN MATERIA DI SCUOLA.

AL SEGUENTE LINK .... http://linformazione....­ .... sembra passare l'informazione che il problema della scuola relativamente all'importantissima scadenza del 19/07/2010 riguarda la solita minoranza di precari che giustamente lotta per avere alcuni diritti. NO! Le cose che dovremmo conoscere in materia sono decisamente di più ..... i precari scolastici sono solo un centesimo delle informazioni che dovrebbero giungerci ma in ogni caso non dobbiamo lasciarli da soli o affidarli totalmente a questi sindacati zoppi e skizofrenici.

Il problema è molto più ampio e quanto vi ho esposto in quei due tre punti nell'ultima assemblea è solo una parte. Come accaduto per le riforme dei governi D'Alema & Co. sulla scuola ci abbiamo messo 15 anni a capire che ci avevano preso in giro e che l'istruzione scolastica si sarebbe trovata in ginocchio. Chissà come mai però sembriamo anche oggi sotto l'effetto di un'anestesia locale al cervello e non ci rendiamo conto che l'eventualità che si deformi l'istituzione scolastica a strumento di regime e altamente probabile.
Non sono io a dirlo, anche perchè non sono nessuno, ma a giudicare dalla semplice grettezza operativa e dal carattere brutale di alcune imposizioni ministeriali o locali, mi conforta sapere che ciò che penso è sostenuto da varie eccellenze del pensiero giuridico, culturale ed intellettuale.

Qualcuno è arrivato prima di noi a vedere con quale viscida arroganza il disegno normativo viene furbescamente spezzettato in diversi provvedimenti di legge che sembrano non avere attinenza tra loro.
E se da una parte si stabilisce il rientro di spesa mediante tagli all'istruzione pubblica, dall'altra parte si stabilisce che 20milioni possono essere stanziati per corsi trisettimanali tenuti dalle Forze Armate. Il sentimento militarista e l'arrogante ostentazione delle odierne compagini neofasciste mi fanno ribrezzo. Mi fanno paura, tuttavia è ciò che meno si vede che mi interessa maggiormente mettere in rilievo anche perchè credo che il pianto di Indro Montanelli, la depressione accusata da Biagi e l'incredulità di Monicelli sono momenti vissuti da tutti, quanto meno sul piano culturale.

La grettezza dei metodi di riforma ed il carattere impositivo di alcuni provvedimenti in materia di scuola ne costituiscono la prova. Noi fondamentalmente non crediamo ai nostri occhi ma i nostri figli ci faranno capire quanto siamo stati inetti e coglioni a non alzare al testa oggi. I procedimenti deliberativi e consultivi dello, in questo provvedimento, sono stati scavalcati e l'indirizzo politico del governo si è manifestato con la semplice pubblicazione su un sito, come si faceva una volta sui cartelli di affissione stradale!! O in passato con la lettura del "dictat".....tutto questo è vergognoso!!Mi fa schifo che accada nel nostro paese!

Non ho dubbi che questo atteggiamento, il prossimo 19 luglio 2010, avrà la censura giuridica che si merita dal TAR Lazio. Ma il fatto di non farci mai sentire come cittadini fa passare il messaggio che tutto questo è considerato normale, che il popolo delle libertà lo accetta (noi..si! vaff...o, RIPPROPRIAMOCI DEL VOCABOLARIO - LA PAROLA E' IL BENE PIU' UNIVERSALE CHE ESISTA!!!). E se non ci riusciranno oggi con queste leggi, ci riproveranno tra due, tre mesi con un altra. MI SONO LETTERALMENTE ROTTO LE SCatole!!!

Errani si è espresso sui precari della scuola, Nick è stato lì con loro e di questo io gli sono grato perchè ha fatto qualcosa che io ero impedito a fare. Però con quel gesto Nick avrebbe potuto rappresentare molte più persone di noi. Bastava che avesse un simbolo. L'imprinting di autodeterminarci in ogni circostanza possiamo ed è giusto che ce lo imponiamo fra noi attivi ma nella saletta di Sys non arriva tutto il 7 % dell'elettorato che ha chiesto al MoV5* di rappresentarlo.
Perciò oltre alle denunce di abuso del precariato nei servizi pubblici essenziali parliamo di autonomia didattica (fra cui scelta dei libri di testo), certezza dell'offerta formativa, garanzia di conseguimento di precise e predeterminate qualifiche professionali, divieto di procedure di iscrizione d'ufficio degli studenti, ed altro.

Chi non si lamenta è un Pidiellino!! ; -)
A former member
Post #: 784
Mi dicono che io mi lamento sempre, quindi sono il meno pidiellino di tutti!

Lo facciamo un intervento il 14 all'assemblea generale?

Come minimo raccontino di ciò che sta succedendo (pochi ne sono VERAMENTE consapevoli) e un appello a rimanere sintonizzati per seguire insieme gli eventi fino al 19. Si potrebbe anche far vedere al proiettore le clips di Nik con Monica!

Si può invitare la gente a tornare al Mazzini per le novità sul TAR del Lazio, visto che c'è anche l'evento delle Agende Rosse.

Che ne dite scolastici? smile
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