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A former member
Post #: 19
Questo è un documento inviato al ministro della Pubblica (d)istruzione.
Seguono un resoconto degli esiti economici della manovra nei confronti del personale docente ed ata
Prendendo in esame i contenuti della riforma se ne rilevano i principali aspetti negativi:

· la “riforma”, che nasce dall’ art. 64 della Legge Finanziaria n. 133, risponde solo ad esigenze economiche e non ad un chiaro e approfondito disegno pedagogico,

· le buone pratiche che in passato la scuola ha posto in essere vengono ignorate e cancellate,

· le risorse e le ore di lezione sono tagliate con conseguente impoverimento dei curricoli,

· i tagli agli organici determinano la mancata riconferma di numerosi precari e rendono soprannumerario parte del personale di ruolo,

· le indicazioni nazionali (programmi) non ancora disponibili rendono impossibili la preparazione dei piani di lavoro e la scelta dei libri di testo,

· la mancata definizione delle corrispondenze delle classi di concorso alle nuove discipline creano conflittualità tra docenti,

· gli interventi obbligatori di recupero non possono essere attuati adeguatamente per mancanza di fondi.

Alla luce di quanto rilevato si richiede l’attuazione di veri cambiamenti :

· considerare l’istruzione una priorità per il benessere e lo sviluppo della società e la Scuola Statale come il pilastro fondamentale,

· una riflessione seria sull’impianto pedagogico e didattico, base di una vera riforma,

· uno stanziamento sostanziale di risorse che valorizzi la scuola e la ricerca in un clima sinergico e non di competizione tra istituti,

· il riconoscimento di pari dignità tra percorsi di studio (licei, istituti tecnici e professionali) e il superamento della netta differenziazione dei curricoli in modo da garantire possibili passaggi,

· la valorizzazione della professionalità degli insegnanti in un contesto solidale e di collaborazione,

· un adeguamento rapido degli edifici scolastici alle norme di sicurezza,

· un numero di studenti per classe che rispetti le norme sulla prevenzione incendi e che favorisca una didattica di qualità

Si ribadisce, inoltre, che una buona scuola pubblica:
· è un diritto sancito dalla Costituzione
· è un patrimonio della collettività
· è una opportunità di crescita culturale e sociale per il Paese

Alla faccia dell'equità
La manovra dei sacrifici?
Non per la casta degli intoccabili

L'intervento messo in atto dal Governo per proteggere la nostra economia dalle speculazioni sui mercati finanziari chiede sacrifici un po' a tutti.

Ma guardando nei meccanismi di dettaglio della manovra si scopre qualcosa di inaspettato: il sacrificio richiesto alla "casta" è in proporzione ben minore di quello chiesto ad altre categorie, come i dipendenti pubblici.

Tuttoscuola ha analizzato cosa accadrà nel comparto della scuola

Ecco l'impatto in ordine gerarchico in termini di riduzione percentuale rispetto al salario che si sarebbe avuto nel 2011 senza la manovra, e a seguire le spiegazioni. Una piramide rovesciata (e sproporzionata) che pone un problema di equità di intervento.

Per il personale un taglio del 11% in media (con punte del 15%)

Docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo, bidelli vengono colpiti dalla manovra su tre fronti: blocco del contratto collettivo nazionale, congelamento degli scatti di anzianità, indennità di buonuscita. Vediamo gli effetti.

Il blocco del contratto collettivo nazionale, che avrebbe dovuto attivarsi da quest'anno determinerà il congelamento della retribuzione attuale di tutto il personale (circa un milione e 100 mila dipendenti, di cui 880 mila di ruolo), con una perdita media stimabile intorno ai mille euro annui per dipendente rispetto a quanto avrebbero guadagnato tra un anno senza questo blocco.

Il blocco degli scatti di anzianità per il prossimo triennio interesserà circa metà del personale con contratto a tempo indeterminato (330 mila docenti e 75 mila unità di personale Ata per complessive 405 mila persone, che non avranno il passaggio di posizione stipendiale (gradone), previsto ogni 6 anni. Il blocco per queste persone si tradurrà in perdite medie di circa duemila euro lordi annui (180 euro mensili), ma con picchi più elevati per taluni profili secondo la posizione stipendiale attualmente in godimento: il mancato aumento stipendiale sarà infatti molto pesante per chi aveva già l'anzianità utile per scattare al gradone successivo dal 2011 e più leggera a decrescere per chi l'anzianità utile la raggiungerà nei due anni successivi.
Il congelamento della retribuzione e degli scatti di anzianità si ripercuoterà sulla pensione e sull'indennità di buonuscita (il Tfr dei dipendenti pubblici), con un effetto negativo variabile a seconda dell'anzianità contributiva e del profilo professionale, e toccherà negli anni tutto il personale.

E ora facciamo un po' di somme.

Anche lasciando da parte l'effetto sull'indennità di buonuscita e sulla pensione, che si sentirà solo al momento dell'uscita dal servizio, la quota aggiuntiva di stipendio che un insegnante avrebbe guadagnato nel 2011 prima di questa manovra (e che ora viene bloccata) sarebbe stata in media di 3 mila euro annui. Considerato che la retribuzione media attuale è di 24 mila euro all'anno e che con il previsto aumento di 3 mila euro avrebbe raggiunto nel 2011 i 27 mila euro, il taglio è quindi pari all'11%.

In particolare, un prof. di scuola media con 14 anni di carriera avrà una perdita del 12% rispetto allo stipendio in godimento (valore scatto mancato 2.178,54 euro annui, valore blocco del contratto di circa 1.000 euro annui, per una perdita totale di circa 3.200 euro annui su uno stipendio annuo di 23.444,75 che sarebbe arrivato a circa 26.600 euro); un prof. delle superiori con 20 anni di carriera ha una perdita che sfiora il 15%; un DSGA con 27 anni di carriera ha una perdita intorno al 12% del suo stipendio attuale.

Il taglio netto per i manager pubblici si ferma al 5%

Il taglio del 10% degli stipendi dei manager pubblici riguarda non l'intero emolumento, bensì soltanto una quota di stipendio al di sopra di un certo importo (150 mila euro). Tra i 90 e i 150 mila il taglio sarà solo del 5%, mentre per la quota di stipendio fino a 90 mila euro non ci sarà alcun taglio. La percentuale dei tagli sull'intera retribuzione, quindi, diventa di gran lunga inferiore a quel 10% di cui si è parlato.

Uno stipendio attuale di un manager pubblico dell'Amministrazione scolastica che sia pari a 250 mila euro annui si riduce a 237 mila (taglio complessivo del 5,2%); uno stipendio attuale di 200 mila si riduce a 192 mila (taglio complessivo del 4%); uno stipendio attuale di 100 mila si riduce a 99.500 (taglio complessivo dello 0,5%).

(Tratto da "Tuttoscuola)
A former member
Post #: 20
TROVIAMOCI MARTEDI' 20 LUGLIO ALLE ORE 10, IN VIA ALDO MORO 50, PER PARTECIPARE AI LAVORI DELL'ASSEMBLEA REGINALE NELLA QUALE SI DISCUTERA' DELLA RISOLUZIONE SULLA SCUOLA PRESENTATA DAI NOSTRI CONSIGLIERI REGIONALI.

14 luglio 2010
Favia: “Difendiamo la scuola con azioni concrete”

Il MoVimento 5 Stelle presenta una risoluzione per appoggiare il ricorso anti-Gelmini
“Non è tempo di dichiarazioni di intenti, ma di azioni concrete. La Provincia ha fatto bene ad
approvare una delibera di appoggio al ricorso al Tar del Lazio contro la riforma Gelmini della
scuola” – dice Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle – “Oggi abbiamo depositato una
risoluzione che mira ad impegnare la Giunta Regionale e fare lo stesso. L’insegnamento è un
diritto sancito dalla nostra Costituzione, la Scuola Pubblica va difesa come garanzia di equità
sociale, di libertà di pensiero e indipendenza di scelta. È giusto ricorrere a tutti i mezzi, quindi
anche alle azioni legali, per fermare questa riforma che mira a distruggere la Scuola pubblica. È
evidente che dietro a questo tipo di tagli non ci sia un piano di rilancio e di razionalizzazione
dell’istruzione, ma la volontà di smantellare uno dei pilastri di una Società pensante, critica e in
grado di ragionare con la propria testa. I soldi ci sono: che vengano ridotte le spese militari o
azzerati gli investimenti sul nucleare e si dirottino le risorse su scuola, cultura, ricerca, green
economy, salute pubblica.”
A former member
Post #: 804
Fatto Monica! Calendarizzato ­QUI
A former member
Post #: 109
TROVIAMOCI MARTEDI' 20 LUGLIO ALLE ORE 10, IN VIA ALDO MORO 50, PER PARTECIPARE AI LAVORI DELL'ASSEMBLEA REGINALE NELLA QUALE SI DISCUTERA' DELLA RISOLUZIONE SULLA SCUOLA PRESENTATA DAI NOSTRI CONSIGLIERI REGIONALI.

14 luglio 2010
Favia: “Difendiamo la scuola con azioni concrete”

Il MoVimento 5 Stelle presenta una risoluzione per appoggiare il ricorso anti-Gelmini
“Non è tempo di dichiarazioni di intenti, ma di azioni concrete. La Provincia ha fatto bene ad
approvare una delibera di appoggio al ricorso al Tar del Lazio contro la riforma Gelmini della
scuola” – dice Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle – “Oggi abbiamo depositato una
risoluzione che mira ad impegnare la Giunta Regionale e fare lo stesso. L’insegnamento è un
diritto sancito dalla nostra Costituzione, la Scuola Pubblica va difesa come garanzia di equità
sociale, di libertà di pensiero e indipendenza di scelta. È giusto ricorrere a tutti i mezzi, quindi
anche alle azioni legali, per fermare questa riforma che mira a distruggere la Scuola pubblica. È
evidente che dietro a questo tipo di tagli non ci sia un piano di rilancio e di razionalizzazione
dell’istruzione, ma la volontà di smantellare uno dei pilastri di una Società pensante, critica e in
grado di ragionare con la propria testa. I soldi ci sono: che vengano ridotte le spese militari o
azzerati gli investimenti sul nucleare e si dirottino le risorse su scuola, cultura, ricerca, green
economy, salute pubblica.”

Che il sistema scolastico italiano avesse bisogno di una riforma seria era indubbio, ma questa del Governo non é una riforma. L'obiettivo non é migliorare la qualità della scuola a beneficio di studenti e società nel loro insieme, ma tagliare a destra e a manca senza un piano organico e progettuale che non sia quello asfittico e aberrante di favorire le lobbies più compromesse con gli interessi del governo.
Questa riforma é di fatto una porcheria.
A former member
Post #: 815
Questa riforma è di fatto piduista.

Mariarita ci vieni martedì al palazzo della Regione in via Aldo Moro?
A former member
Post #: 21
IL TAR DEL LAZIO SOSPENDE L'EFFICACIA DELLE CIRCOLARI DELLA GELMINI SULLE ISCRIZIONI NELLE SCUOLE SECONDARIE, SUGLI ORGANICI DI OGNI ORDINE E GRADO E SULLA MOBILITA’.
I provvedimenti del Governo sulla scuola non solo distruggono la scuola pubblica con un taglio di 8 miliardi di euro, di 87.000 posti di insegnamento e di 45.000 posti di personale non insegnante, ma sono illegittimi.
Il TAR del LAZIO, con ordinanza n. 1023 del 25-6-10, ha accolto la richiesta dei legali dei ricorrenti, Maria Virgilio e Corrado Mauceri e ha disposto la sospensione dei provvedimenti impugnati ed ha ordinato al Ministro di depositare nel termine di quindici giorni una " documentata relazione che riferendo sui fatti di causa, controdeduca puntualmente sui motivi dedotti con il ricorso".
Il TAR ha rinviato al 19 luglio la prossima udienza per decidere se confermare o meno la sospensione dei provvedimenti impugnati.
La sospensione comporta che fino a quella data tutte le operazioni sull’organico e i relativi trasferimenti del personale perdente posto e quelle sulle iscrizioni sono congelate. La serie di illegittimità compiute dal Ministro, che – usando circolari come fossero leggi - ha forzato tempi e procedure della riforma al solo scopo di incassare i tagli di spesa , ha messo nel caos le scuole e mette a rischio l’inizio regolare del prossimo anno scolastico.
L’arroganza del Ministro è giunta fino al punto da non partecipare all’udienza davanti al TAR del 24 giugno, neppure presentando memoria scritta.
Il ricorso è stato presentato da 755 docenti, genitori, personale Ata, studenti, unitamente al Comitato Nazionale per la scuola della Repubblica, al Comitato Bolognese Scuola e Costituzione e al Crides di Roma, ed è stato organizzato dai Coordinamenti scuole superiori di Roma, Bologna, Firenze, Pisa, Padova, Vicenza, Parma, Modena, Ferrara, Milano nonché dal Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale.
Il danno derivante dalla operazione governativa è gravissimo. I genitori hanno dovuto procedere all’iscrizione dei figli alle prime classi dei nuovi indirizzi per l’a.s. 2010/11:
a) senza conoscere i programmi di studio
b) sulla base del piano dell’offerta formativa dello scorso anno che gli Istituti non sono stati in grado di aggiornare, in mancanza dei programmi e dei regolamenti definitivi;
c) gli iscritti alle prime classi dei professionali non hanno alcuna garanzia che gli istituti statali siano in grado di offrire la qualifica professionale triennale finora prevista, visto che la competenza al riguardo è soggetta alle decisioni delle singole Regioni.
I genitori e gli studenti già iscritti agli istituti tecnici e professionali e che frequenteranno le prossime classi seconde terze e quarte si troveranno a loro insaputa dal prossimo settembre l’orario ridotto da 2 a 4 ore. Essi sono stati iscritti d’ufficio alla classe successiva senza essere informati del cambiamento e senza conoscere le materie soggette alla riduzione d’orario.
I Collegi dei docenti sono stati impossibilitati a definire un nuovo piano dell’offerta formativa:
a) i nuovi indirizzi di studio sono stati imposti tramite pubblicazione sul sito del Ministero nel mese di marzo. In tal modo è stato impedito agli Istituti di avanzare le loro motivate proposte di modifica delle confluenze fra gli indirizzi del vecchio e del nuovo ordinamento, come pure previsto dall’art.13 c.5 del regolamento di revisione dei Licei;
b) i Collegi non sono stati in grado di definire il loro nuovo piano dell’offerta formativa da presentare ai genitori all’atto dell’iscrizione;
c) è stato imposto ai Collegi l’adozione dei libri di testo entro il 31 maggio per le nuove classi prime senza che fossero definiti i nuovi programmi (Indicazioni per i Licei, Linee guida per i Tecnici e Professionali), che sono stati modificati più volte e sono ancora in via di pubblicazione definitiva. Molti collegi hanno rifiutato di deliberare al riguardo, altri hanno adottato testi improvvisati e definiti in base alle prime bozze dei programmi, che sono state poi profondamente modificate anche in seguito al parere del CNPI e delle Associazioni professionali.
E’ incerto a quali insegnanti verrà affidato l’insegnamento delle discipline introdotte dai nuovi ordinamenti e non previste dai precedenti.
Sono in enorme ritardo le operazioni di definizione dell’organico e quindi quelle di mobilità; in questo momento sono in fase di definizione quelle della sola scuola primaria.
I docenti si troveranno trasferiti d’ufficio sulla base di un organico basato per il prossimo anno su classi di concorso “atipiche” ovvero di classi prodotte da una commistione fra le vecchie classi e quelle previste dal regolamento di revisione, previsto dal comma 3 dell’art. 64 della Legge 133/08, che risulta approvato dal CDM il 12/06/09, ma è rimasto congelato nel suo iter.
In tal modo alcune graduatorie verranno penalizzate dall’unificazione con altre.
Le associazioni ricorrenti a nome di tutti i 755.
Bologna 26/06/10
I testi dell’ordinanza, dei motivi aggiunti, del ricorso e la memoria depositata sono disponibili all’indirizzo
www.scuolaecostituzione.it
A former member
Post #: 22
TAGLI ALLA SCUOLA STATALE...40 MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI IN EMILIA ROMAGNA ALLA SCUOLA MATERNA PRIVATA. CREDO SIA URGENTE UN'INTERROGAZIONE IN REGIONE.

RETE LAICA BOLOGNA
26 MARZO 2010
COMUNICATO STAMPA
PRETE PEDOFILO. RETE LAICA: “SCUOLA FINANZIATA DA REGIONE”
Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, Bruno Moretto, presidente del Comitato
bolognese di Scuola e Costituzione e Roberto Grendene, presidente del circolo UAAR di Bologna,
in merito ai finanziamenti pubblici ricevuti dalla scuola di cui era direttore didattico don Andrea
Agostini, il prete condannato a 6 anni e 10 mesi in primo grado per molestie sessuali su bambine.
“In base alle nostre informazioni, possiamo rivelare che la scuola materna di cui era direttore
didattico don Andrea Agostini - il prete condannato in primo grado a 6 e 10 mesi per molestie
sessuali su bambine – era finanziata dalla Regione Emilia-Romagna”, così Maurizio Cecconi,
portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Secondo i documenti in nostro possesso, è
stata finanziata dalla Regione almeno fino al 2005”.
“Come abbiamo potuto leggere sui quotidiani locali, verificatesi le molestie sessuali, nella scuola
non sono mai arrivati degli ispettori né si sono attuati controlli da parte della Curia di
Bologna, sotto la cui responsabilità rientra la materna in oggetto. Controlli e verifiche tanto più
necessari quanto volti a garantire l’incolumità dei bambini e delle bambine”.
“Chiediamo pertanto alla Regione se la scuola è ancora finanziata col danaro dei contribuenti
e quali sono i parametri di assegnazione di questi finanziamenti. Chiediamo alla Regione se
effettua dei controlli e se ritiene che, in presenza di gravissimi pericoli per i bambini a cui i privati
non hanno saputo fornire le risposte adeguate, sia corretto proseguire nel finanziamento delle
scuole che hanno dimostrato di non essere all’altezza dell’offerta formativa dichiarata”.
“Ci chiediamo infine”, conclude Cecconi, “Se anche gli enti locali della Provincia di Ferrara e il
Comune di pertinenza hanno finanziato e finanziano questa scuola”.
Per Bruno Moretto, presidente del Comitato bolognese di Scuola e Costituzione, “La grave
notizia che la scuola riceve finanziamenti regionali in quanto scuola materna privata paritaria
conferma quanto abbiamo sempre sostenuto: né da parte del Ministero dell’Istruzione, né da
parte della Regione si effettua alcun controllo non solo della qualità dell’offerta formativa, ma
delle basilari garanzie di sicurezza per i bambini”.
“Se è gravissimo l’omesso controllo da parte dello stato, che ha concesso a questa scuola la parità,
non meno grave è il comportamento della Regione che finanzia progetti presentati dall’associazione
monopolista FISM, la quale garantisce a priori per tutti i suoi iscritti. I contributi regionali
corrispondono a 2.727.342 euro all’anno, e si aggiungono a quelli dello Stato e dei Comuni,
per un totale di oltre 40 milioni di euro all’anno nella sola Emilia-Romagna”.
“Tali contributi vanno a pioggia a tutte le materne private, a quella di don Agostini, come alla
Kinder House di Bologna che chiede rette di 800 euro al mese, come alla Cerreta di Bologna che
forma solo classi femminili. La gravità di questo comportamento della Regione Emilia-
Romagna è resa ancor più evidente dai tagli crescenti dei finanziamenti alle scuole pubbliche.
Basti pensare che a settembre del corrente anno scolastico il Ministero non ha autorizzato la
formazione di ben 19 classi di scuola dell’infanzia statale nella provincia di Bologna. E la risposta
di molti Comuni a cui competono gli edifici è stata di aumentare le convenzioni con i privati”.
“Ciò che riteniamo assolutamente inaccettabile è che i genitori siano costretti ad iscrivere i
loro figli in scuole confessionali di cui non condividono l’impostazione culturale e didattica,
violando oltre che l’art. 33, l’art. 30 della Costituzione e il principio della responsabilità
educativa”.
“Il Comitato bolognese Scuola e Costituzione, la Comunità ebraica, la Chiesa evangelica metodista
e quella cristiana avventista impugnarono già nel 1995 i primi finanziamenti della Regione alle
scuole private. Per tre volte il TAR sollevò la questione di legittimità costituzionale per violazione
dell’art. 33 e del principio del senza oneri per lo Stato, per 3 volte la Corte ha rinviato gli atti al
TAR per vizi di forma. Riprenderemo la battaglia legale contro questa grave lesione dei diritti
di tutti i cittadini e per il diritto di tutti alla scuola pubblica statale, dall’infanzia alle superiori”.
Per Roberto Grendene, presidente del circolo bolognese della UAAR – Unione degli Atei e degli
Agnostici Razionalisti, “Se una organizzazione discrimina al suo interno le donne, ha pregiudizi
su omosessuali e non credenti, considera i suoi fedeli “ubbidienti” e “sottomessi” ai vescovi (come
impone il Catechismo), la Regione dovrebbe rifiutare i “progetti educativi” che questa
organizzazione propone”.
“Se questa organizzazione, ricca, potente e dotata di immunità e privilegi, dà prova, nella nostra
Regione come in tutto il mondo, non solo di non saper affrontare il problema della pedofilia che la
investe, ma di usare come rimedio l'occultamento sistematico accompagnato da una giustizia
interna che mira solo a proteggere la propria immagine, ebbene la nostra Regione dovrebbe
tenersene a grande distanza e potenziare progetti educativi per tutti e di tutti, progetti
educativi degni di un paese civile”.
“La nostra Regione, i nostri Comuni, il nostro Stato non dovrebbero finanziare scuole private
confessionali: lo dice la Costituzione, lo dicono i fatti, lo dicono credenti e non credenti. Farlo è la
risposta peggiore all’ “emergenza educativa” causata dall'attentato alla scuola pubblica portato dal
clericalismo di destra e di sinistra”.
www.retelaicabologna
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 278
PREMESSO CHE SI TRATTA COMUNQUE DI FORMAZIONE, ANCHE SE DI GRADO SUPERIORE, RITENGO DI POSTARE QUI COME PUNTO DI DISCUSSIONE PIù APPROPRIATO, IN QUANTO SI TRATTA SEMPRE DI PRIVATIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE.

PREMESSO CHE L'ELIMINAZIONE DELLA VALIDITà DEL TITOLO DI LAUREA ERA TRA I PROGRAMMI DELLA P2, QUI LA PROPOSTA DI LEGGE DI ON. DEL PDL PER L'ABROGAZIONE DELLA VALIDITà LEGALE DELLA LAUREA.....http://www.repubblica...­

IL PROBLEMA STA NEL CONTENUTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE QUINDI HO GIà PROVEDUTO A CHIEDERNE COPIA ALL'ON GARAGNANI (http://it.wikipedia.o...­) CHE TRA L'ALTRO è BOLOGNESE.
IL PROBLEMA è COME SOSTITUIRE LA VALIDITà LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO...... VOGLIONO PERMETTERE AD UN GEOMETRA I PROGETTARE UN PONTE???AD UN NON MEDICO DI CURARE ??????? CON L'ATTUALE SISTEMA IN CUI TUTTO VIENE GESTITO DALLA POLITICA RISCHIAMO CHE UN INFERMIERE (PER IL SOLO FATTO DI AVER FATTO UN CORSO DI SPECIALIZZAZIONE .... NATURALMENTE ORGANIZZATO DALLA SOCIETà CHE VIENE INDICATA DAL POTENTE DI TURNO) POSSA FARE UNA ANESTESIA!!!!!
A DIMENTICAVO IN EMILIA ROMAGNA GIà è COSì IN ALCUNI OSPEDALI !!!!!
A former member
Post #: 822
PREMESSO CHE SI TRATTA COMUNQUE DI FORMAZIONE, ANCHE SE DI GRADO SUPERIORE, RITENGO DI POSTARE QUI COME PUNTO DI DISCUSSIONE PIù APPROPRIATO, IN QUANTO SI TRATTA SEMPRE DI PRIVATIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE.

PREMESSO CHE L'ELIMINAZIONE DELLA VALIDITà DEL TITOLO DI LAUREA ERA TRA I PROGRAMMI DELLA P2, QUI LA PROPOSTA DI LEGGE DI ON. DEL PDL PER L'ABROGAZIONE DELLA VALIDITà LEGALE DELLA LAUREA.....http://www.repubblica...­

IL PROBLEMA STA NEL CONTENUTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE QUINDI HO GIà PROVEDUTO A CHIEDERNE COPIA ALL'ON GARAGNANI (http://it.wikipedia.o...­) CHE TRA L'ALTRO è BOLOGNESE.
IL PROBLEMA è COME SOSTITUIRE LA VALIDITà LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO...... VOGLIONO PERMETTERE AD UN GEOMETRA I PROGETTARE UN PONTE???AD UN NON MEDICO DI CURARE ??????? CON L'ATTUALE SISTEMA IN CUI TUTTO VIENE GESTITO DALLA POLITICA RISCHIAMO CHE UN INFERMIERE (PER IL SOLO FATTO DI AVER FATTO UN CORSO DI SPECIALIZZAZIONE .... NATURALMENTE ORGANIZZATO DALLA SOCIETà CHE VIENE INDICATA DAL POTENTE DI TURNO) POSSA FARE UNA ANESTESIA!!!!!
A DIMENTICAVO IN EMILIA ROMAGNA GIà è COSì IN ALCUNI OSPEDALI !!!!!



Concordo che il problema sta nel contenuto: l'abolizione del valore legale dei titoli di studio è prevista anche dalla bozza del nostro programma a cinque stelle!! shock

Ammesso e non concesso che la proposta di Garagnani non abbia nulla a che fare col piano di rinascita democratica, ho trovato QUA un articolo sulla sua proposta e le motivazioni addotte dall'Onorevole.

A riprova della bontà della proposta ho invece trovato buoni spunti in wikipedia, alla voce "Valore Legale dei Titoli di Studio" di cui vi propongo uno stralcio dal capitolo "critiche":


I critici del "valore legale", partendo dall'assunto della sua esistenza, ritengono che esso abbia le seguenti colpe:

* la proliferazione degli atenei senza alcun legame con la qualità del servizio fornito;
* l'indifferenza dei corsi accademici nei confronti della realtà economica esterna;
* l'assenza di una reale competizione fra una sede universitaria e l'altra;
* l'eccesso di controllo pubblico sul sistema universitario;
* la fuga dei cervelli migliori fuori dei confini nazionali;
* il radicamento di una mentalità sociale conservativa che concentra l'interesse agli studi superiori solo sull'ottenimento del fatidico 'pezzo di carta'.

La richiesta "abolizionista", fatta propria per la prima volta da Luigi Einaudi, prendeva a modello l’esperienza dei modelli anglosassoni basati sull’assenza di controllo statale sui curriculum, sulla competizione di qualità tra le istituzioni formative ai diversi livelli, sulla valutazione del valore dei titoli affidata al mercato e non allo Stato.
[...]
I critici ritengono che i controlli e le norme non garantiscono che tutti i laureati con un certo corso possiedano almeno un insieme minimo di competenze.




Di quest'ultima affermazione di possibile incompetenza professionale da parte dei "graduati riconosciuti legalmente dallo Stato" ne ho avuto prova diretta, potrei farne esempi a bizzeffe...
A former member
Post #: 23
E' vero che il "titolo" non garantisce sul livello di professionalità e di competenze, credo comunque che sia necessario per una minima, minimissima tutela dei cittadini. In Italia sarebbe un proliferare di persone incompetenti assunte esclusivamente grazie ad amicizie e conoscenze. Riconosco che il problema esiste anche ora, ma penso che togliere il valore legale al titolo di studio aggraverebbe la situazione attuale.
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