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Carla Z.
user 9058340
Bologna, BO
Post #: 174
Da un 'articolo di Alessandro D'Avenia (1977) scrittore ed insegnante di lettere al liceo.


Parlate loro di bellezza
Sono stufo di luoghi comuni e piagnistei sui giovani italiani: viziati, superficiali, disinteressati. Da quando è uscito il romanzo sto girando come una trottola per le scuole e il più delle volte sono i ragazzi stessi che spingono i professori a organizzare gli incontri. Vado, anche se mi costa fatica, dovendomi anche io occupare dei miei studenti, ma volevo vedere con i miei occhi. Sono stato in decine di scuole, ho incontrato migliaia di ragazzi da Trieste a Marsala, perché mi interessa avere il polso di questi giovani tanto vituperati dai media e dai giornali: mi parlano di impegno, studio, famiglia, amore, dolore, morte, paure, sogni… Trovo un desiderio di impegnarsi e di fare cose grandi che nessuno racconta. Basta luoghi comuni, basta piagnistei! Non basta stare chiusi in uno studio televisivo o davanti a internet per conoscere e parlare di giovani. Mai come oggi si parla così tanto dei giovani e si parla così poco con i giovani. Bisogna passare il tempo con loro, bisogna stare in mezzo a loro, ascoltare.
Con questo non voglio dire che i ragazzi non siano viziati, o che si accontentino a volte di marche, gadget e affini (basta accompagnarli in un viaggio di istruzione per saperlo…). Ma questo accade perché viziati sono gli adulti. Siamo noi, incapaci di additare mete alte e porti da raggiungere, di manifestare con i nostri occhi che siamo fatti per una vita grande, piena. Siamo noi, malati di pessimismo, ad accontentarci e a non trovare altra ricetta se non accontentarli. Abbiamo sostituito la felicità con il benessere, ma per fortuna i ragazzi hanno un anti-corpo che noi adulti perdiamo con il tempo, con il nostro abitudinarismo borghese e comodo, fatto di cellulari e maxischermi, partite di calcio e televisori accesi durante i pasti. I ragazzi hanno un anticorpo: sono giovani.
Se non portiamo i ragazzi a fare uso della libertà, che è scegliere, le loro vite piombano nella paura o nella monotonia del benessere e dell’individualismo. Le cose non bastano mai, si rovinano, si rompono. Siamo ancora capaci di sognare le loro vite, di prenderci cura del loro destino, di proteggerli, ascoltarli e sfidarli in grandi imprese, portandoli a scegliere ogni giorno?
Abbiamo insegnato loro la libertà di indifferenza: la libertà “da”, invece di quella “per”. Chiedete ad un ragazzo che cosa sia la libertà e vi dirà: “fare ciò che si vuole” o “ciò che finisce dove comincia quella di un altro”. La prima definizione è falsa, la seconda è vuota. La libertà è decidere come giocarsi la vita, libertà è partecipazione avrebbe cantato Gaber. Ma quali dei nostri ragazzi toccano ciò che vale la pena scegliere? Quanti di loro vengono abituati da noi adulti a scegliere davvero e non solo tra due marche, tra due film, tra due cellulari, due giochi per la playstation?
Portiamoli di fronte a ciò che è grande, bello, vero (prima di tutto la loro stessa esistenza) e il fuoco della vita divamperà e brucerà pessimismo e paure. Credo in loro, perché credo nella grandezza della mia vita, non perché io sia migliore di nessuno, ma perché qualcuno ha creduto e amato la mia vita (con le sue luci e ombre, pregi e difetti, qualità e fragilità), mostrandomi che era troppo bella, grande, libera per sprecarla o tenermela per me.
Invece “colla esperienza, (il giovane) trovandosi sempre in mezzo ad eccessive piccolezze, malvagità, sciocchezze, bruttezze ecc., a poco a poco si avvezza a stimare quei piccoli pregi che prima spregiava, a contentarsi del poco, a rinunziare alla speranza dell’ottimo o del buono, e a lasciar l’abitudine di misurar gli uomini e le cose con se stesso”. E questo lo diceva Giacomo Leopardi già due secoli fa, un uomo che i luoghi comuni hanno reso capostipite dei pessimisti, lui che era un realista spietato, con il quale la vita non era stata generosa, era incapace di mentire sul vuoto di certo ottimismo borghese, che dietro luccicanti promesse da consumare nascondeva soltanto la monotonia, la noia, la chiusura di chi ha sostituito le idee con le cose, l’essere con il fare, l’amore con il controllo.
I ragazzi sono viziati, perché gli abbiamo insegnato a sognare cose piccole, da soddisfare con il portafoglio.
Proprio loro, insoddisfatti, ci salveranno dai vizi che abbiamo loro trasmesso. Lo stanno già facendo a colpi di suicidi, dipendenze, depressioni. Lo stanno già facendo a colpi di domande, sogni, ribellioni.

Marco G.
user 4117689
San Pietro in Casale, BO
Post #: 778

Trovo un desiderio di impegnarsi e di fare cose grandi che nessuno racconta.

Belle parole. più facile a dirsi però...

Negli anni 80 quando noi uscimmo dalle scuole il mondo ci si apriva davanti. L'avveramento dei nostri sogni dipendendeva in buona parte dalle nostre capacità e dall'enorme ventaglio di possibilità offerto dal mondo del lavoro. Anche i sogni di allora si adeguavano alla vita reale e ciò che usciva dalle menti dei ragazzi era un mondo VERO, un mondo VIVO.... non usa e getta.

Oggi anche i sogni si sono adeguati alla precarietà. Esci dalla scuola ben sapendo che inizi un percorso in salita, fatto di spintoni, di precariato e di presente. Mai di futuro. E' difficile chiedere ad una persona di non essere materialista quando tutto intorno a te dice il contrario. E' più facile sognare un'auto o un telefonino nuovo piuttosto che un bel lavoro gratificante che non arriverà probabilmente mai.

I problemi da risolvere sono davanti ali nostri piedi, quindi, lo sguardo deve restare basso. E' quasi impossibile riuscire ad alzare la testa per guardare oltre.

Regaliamo la visione di un futuro VERO a questi ragazzi... qualcosa per cui lottare veramente. Un progetto, un'idea di società, senza modelli di comportamento stereotipati in cui la competitività la fa da padrona. E i vizi torneranno al loro posto.
Alberto P
user 9968876
Bologna, BO
Post #: 306
CHE BRUTTA NOTIZIA


Elementari, crollano le iscrizioni
i presidi: "E' fuga verso i privati"

A Savena e S. Vitale 150 bimbi in meno negli istituti pubblici. Turci: "I genitori cercano certezze altrove". In crescita Farlottine, San Luigi e Salesiani
di ILARIA VENTURI by Repubblica online

Mancano all'appello della prima elementare, in otto scuole tra Savena e San Vitale, circa 150 bambini. Avrebbero dovuto iscriversi secondo "stradario". E non l'hanno fatto. Un buco che, sebbene riempito quasi tutto da altri iscritti, preoccupa e fa dire ai presidi: "C'è uno spostamento verso i privati". In effetti, alla chiusura delle iscrizioni, le scuole paritarie hanno fatto il pieno, con aumento alle Farlottine, che hanno avuto richieste per più di due sezioni, al San Luigi e dai Salesiani. Mentre nella scuola pubblica si conferma il boom di tempo pieno e orario lungo, più delle 27 ore settimanali concesse dalla Gelmini. In alcuni casi, come alla direzione didattica 3 o alle Giovanni XXIII, alcune richieste di tempo pieno non saranno accolte. "L'effetto della riforma al terzo anno si fa sentire: quando diciamo ai genitori che solo ad aprile sapremo quanti insegnanti avremo, questi cercano certezze altrove", dice Daniela Turci, preside dell'Ottavo circolo (scuole Fortuzzi, Cremonini e Carducci), dove 4 prime a tempo pieno e 4 a 30 ore sono già al completo, ma dove mancano 50 bambini di stradario. "Avrebbero dovuto iscriversi da noi, non l'hanno fatto. Sono molti di più dell'anno passato. Andremo a cercarli uno a uno, ma al collegio dei docenti la prima risposta è stata: vanno dai privati".

Nelle scuole del XIII circolo (Tambroni, Marconi e Don Milani), stessa storia: qui mancano 60 bambini. "E' un dato oggettivo ed è un bel buco, anche noi abbiamo fatto l'ipotesi di uno spostamento alle private", commenta il preside Mario Nanni. "Mi aspettavo però un sovraffollamento al tempo pieno che non c'è stato, anche se abbiamo avuto più richieste dei posti disponibili". Il caso dei bimbi di stradario che mancano è stato discusso ieri l'altro dai presidi nella giunta di AsaBo. "Faremo un rapporto per capire, è chiaro che le incertezze e i tagli su organici e tempo scuola rischiano di spingere i genitori nelle paritarie", annuncia Filomena Massaro, preside dell'Istituto comprensivo 12 dove mancano all'appello 40 alunni.

Alle elementari paritarie private hanno bussato in tanti, sebbene per ora non ci siano dati da accostare al "buco" nelle pubbliche. "Abbiamo avuto richieste per tre sezioni, ma ne possiamo fare solo due", dicono le suore salesiane della Maria Ausiliatrice. "Siamo pieni. Come sempre", replica suor Donata (Santa Giuliana). "Gli iscritti in più sono dovuti all'apertura della materna", dicono al San Luigi. "Noi abbiamo tre sezioni, sempre piene - fa Simonetta Cesari del Pellicano -. Sì, alcuni genitori ci dicono che nelle scuole pubbliche non hanno avuto risposte su insegnanti e progetto educativo".


Segnalo un caso concreto
Nel circolo scolastico in cui vanno i miei figli vi sono tre scuole elementari:
scuola a) si mantengono due classi prime (2 rientri pomeridiani) e circa 10 bambini sono in lista d'attesa
scuola b) si rischia di perdere entrambe le due classi prime (2 rientri pomeridiani) con solo circa 10 bambini iscritti
scuola c) si mantengono due classi prime (tempo pieno) e circa 10 bambini sono in lista d'attesa

Chiedo agli insegnanti:
come spiegate razionalmente il fatto che nelle scuole a) e b) con la stessa offerta formativa (2 rientri pomeridiani) succede che la scuola a) mantiene le due prime e la scuola b) rischia di perdere entrambe le prime?



A former member
Post #: 4
Vi saluto cercando di mantenere il sangue alla temperatura artica e sperando di esserci riuscito.
Sono uno degli insegnanti di terza fascia di cui si parla in questo decreto, aggiungo che i sindacati dal 2007 al 2011 hanno fornito informazioni errate a migliaia di insegnanti.Per riassumere il governo ed i sindacati ci hanno rubato un diritto acqisito: il titolo abilitante di istituto magistrale ci dava il diritto di poter entrare nelle graduatorie di I fascia e partecipare ai concorsi per diventare di ruolo ma sia le segreterie che i sindacati ci hanno dato informazioni che non corrispondevano a verità.
Con la pubblicazione del decreto Gelmini del 15/02/2011 non solo perdiamo il diritto sopra citato ma anche l'idoneità ad insegnare.
Per riaverla dovremo partecipare ad un corso a numero chiuso di un anno che ci restituirebbe il titolo che già possedevamo.
Visto che le graduatorie vengono riaggiornate ogni due anni,il riaggiornamento avverrà nel luglio 2011 fino al luglio 2013,noi insegnanti di III fascia con diploma di istituto magistrale non potremmo insegnare per i prossimi due anni rimanendo così disoccupati.
Vi invito assolutamente a leggere questo link per avere un idea ancora più chiara su quello che sta per avvenire nel mondo della scuola e in particolare modo nell'ambiente dell'elementari.

"Caro Maestro,

sapevi che il DIPLOMA magistrale è titolo ABILITANTE all’insegnamento anche negli istituti Statali?

Ebbene si!

Per anni, tutti i decreti che hanno istituito i corsi di Scuola e Istituto magistrale, hanno sancito il valore abilitante del corso di studio, primo fra tutti il corso di “Diploma Magistrale” , istituito in Italia con l’articolo 53 del Regio Decreto 6 Maggio 1923, n. 1054, con la finalità di formare i docenti della scuola elementare (ora primaria). Successivamente l’Art. 191, commi 4 e 6, del decreto legislativo n. 297 del 1994, ha modificato la struttura e la durata di tale corso, senza tuttavia intaccarne gli obiettivi e le finalità, che sono rimaste pressoché immutate.

Tale titolo conferisce pertanto ai diplomati la qualifica professionale di insegnante di scuola elementare (ora primaria) e costituisce a tutti gli effetti di legge, titolo di abilitazione all’insegnamento. Tale abilitazione è quindi intrinseca nel titolo medesimo e non è subordinata al superamento di altre prove, esami o concorsi.

Il Decreto interministeriale del 10/03/1997 ribadisce che i diplomi di maturità magistrale conseguiti entro il termine dei corsi avviati nell’anno scolastico 1997/98, o comunque conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002, conservano, in via permanente il valore abilitante e consentono di partecipare ai concorsi ordinari a cattedra.

Se ciò non bastasse il valore abilitante del diploma, così come la sua valenza nel tempo, è espressamente confermato anche da una nota del Ministro della Pubblica Istruzione pro-tempore On. Luigi Berlinguer del 3 marzo 1997, Prot. n. 12588/BL, dall’Art. 1, co. 7, del Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323 ,dalla Circolare Prot. n. 4458/C18 - USR Liguria del 18 ottobre 2006 e dalla Circolare Ministeriale 15.07.1997 n. 434. In tempi recentissimi, il valore abilitante di questo diploma è stato anche ribadito anche dalla nota "Prot.n. MiurAOODRVE Reg. Ufficiale 3308/D20d" dell'USR del Veneto.

Alla luce di quanto esposto, viene da domandarsi perché per anni la diffusa la convinzione che il titolo non fosse abilitante abbia impedito ai possessori di questo titolo di poter accedere ai ruoli.


continua sul link I nuovi disabilitati previsti dallo Schema di Regolamento sulla Formazione Iniziale Docenti
A former member
Post #: 5
Ciao a tutti, vorrei aggiungere alcune delucidazioni che sicuramente interesseranno i genitori di molti bambini.
Personalmente,come insegnante di III fascia,ricevo dall'una alle otto telefonate al giorno per andare a sostituire i miei colleghi ammalati e permettere ai nostri figli di avere un' istruzione e non essere sparpagliati in diverse classi della loro scuola,come avviene quando non si trova un supplente.
Se come sembra, migliaia di insegnanti nella mia condizione verranno fermati per uno o due anni finchè non otterrano una nuova abilitazione,che in realtà già avevano,chi insegnerà ai nostri figli quando mancherà il loro insegnante di ruolo?
Presubilmente tutte le scuole avranno l'attività didattica bloccata, con buona pace per il futuro dei nostri figli che sarà lasciato alla fortuna ed al caso,sperando che nessun insegnante di ruolo si ammali.
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 631
IO SAREI FAVOREVOLE ALLA COLLABORAZIONE DA PARTE DEL MOVIMENTO ALLA RACCOLTA FIRME PER L'INDIZIONE DEL REFERENDUM CONSULTIVO DI CUI A QUESTO ARTICOLO

http://bologna.repubb...­
Maurizio C.
user 10450043
Bologna, BO
Post #: 8
IO SAREI FAVOREVOLE ALLA COLLABORAZIONE DA PARTE DEL MOVIMENTO ALLA RACCOLTA FIRME PER L'INDIZIONE DEL REFERENDUM CONSULTIVO DI CUI A QUESTO ARTICOLO

http://bologna.repubb...­

la collaborazione, se arriverà, sarà la benvenuta
maurizio cecconi
A former member
Post #: 764
Rapporto 2011 di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi
http://www.legambient...­

da pag. 41 i dati sulla nostra regione
A former member
Post #: 766
A Forlì si tagliano i finanziamenti alle scuole private

10 mar. - L’amministrazione forlivese vara nuove disposizioni in materia di scuola d’infanzia che vanno in controtendenza rispetto al resto della Regione. In commissione è arrivata la convenzione transitoria di un anno, che riguarda 780 mila euro da assegnare ai gestori delle scuole private paritarie per l’anno scolastico 2011-2012. La principale novità è che i fondi diminuiscono: la quota-bambino viene tagliata del 10%, dagli attuali 733 euro a 660 euro.

Per intervenire sulle domande non immediatamente soddisfatte, il Comune prevede poi di stanziare un contributo di 120 euro al mese a gestore per un massimo di 37 posti: 44.400 euro in tutto.

L’assessore comunale alle Politiche educative Gabriella Tronconi ha reso noto che Forlì è “l’unica citta’
dell’Emilia Romagna dove le domande espresse dalle famiglie per i bimbi di tre anni sono completamente coperte”, e anche i circa 40 bambini che non hanno trovato posto a breve verranno inseriti in un unico elenco pubblico-privato al cui interno le famiglie potranno contare su ulteriori disponibilità.

Per quanto riguarda le mense scolastiche, al vecchio fondo di 15 mila euro verranno aggiunte le risorse necessarie per consentire ai gestori di applicare le rette statali-comunali in base ai parametri Isee. Per le famiglie al di sotto dei 10.632 euro annui le rette saranno equiparate a quelle pubbliche, per valori superiori ciascun gestore stabilirà gli importi in libertà.
http://radio.rcdc.it/...­
A former member
Post #: 767
Più Religione che Inglese così le nuove elementari

Addio al maestro unico tanto propagandato. E dopo il megataglio di 28mila cattedre nella scuola primaria del dopo riforma lingua straniera insegnata da maestri non più specialisti. Per un'ora, mentre al primo anno quelle di Religione sono due
di SALVO INTRAVAIA
Più religione, meno inglese (e comunque "light") e addio al maestro unico tanto propagandato dal governo. Cominciano a delinearsi a prendere forma la riforma Gelmini della scuola elementare dopo il megataglio agli organici di 28 mila cattedre in tre anni. A settembre, il personale verrà sforbiciato di altri 9 mila posti e si entrerà nel terzo anno dell'era Gelmini. Ma come sarà la scuola elementare in futuro nel nostro Paese? I bambini di prima elementare studieranno più Religione che Inglese. Il progetto del maestro "unico" è definitivamente tramontato perché le famiglie non lo vogliono.

Nella bozza sugli organici dei docenti per il prossimo anno scolastico viene precisato che il modulo orario di 24 ore settimanali potrà essere attivato soltanto se le famiglie lo richiederanno e, di conseguenza, si riuscirà a formare una classe intera. Ma l'esperienza di quest'anno e dell'anno scorso hanno già dimostrato che le 24 ore settimanali sono un flop. Ma non solo. In futuro, i piccoli si ritroveranno di fronte insegnanti che hanno imparato l'Inglese in fretta e furia. E magari i piccoli correggeranno la pronuncia della maestra. Le ultime notizie sugli organici, comunicate ai sindacati, confermano infatti che dal prossimo anno non ci saranno più insegnanti specialiste di Inglese: le 4 mila e 700 docenti rimaste in servizio quest'anno, residuate dal contingente di 11 mila e 200 di alcuni anni fa, saranno impiegate come insegnanti comuni.

Prenderanno il loro posto altrettante maestre, nel frattempo specializzate attraverso un corso blended di 340 ore e senza mai essere state all'estero per perfezionare un minimo di pronuncia. Le specialiste, oltre al diploma di scuola elementare, erano spesso invece in possesso della laurea in lingue straniere. Ma perché un'insegnante di posto comune può imparare ad insegnare l'Inglese e non la Religione? La stessa operazione portata avanti con gli specialisti di lingua straniera avrebbe "fruttato" ben 6 mila posti con la Religione. Alcuni anni fa, le diocesi organizzarono corsi per l'insegnamento della Religione ai quali parteciparono le stesse maestre che insegnavano nelle classi. Ma poi non se ne fece più nulla.

E nelle classi arrivarono gli specialisti con la certificazione rilasciata dal vescovo. I più piccoli studieranno un'ora di Inglese alla settimana, che in seconda diventano due e tre in terza, quarta e quinta. Le ore di Religione restano invece due a settimana, in tutte le classi. E siccome l'orario è stato ridotto a 27 ore settimanali, ecco che le due ore di Religione peseranno di più nel curriculum rispetto al passato, quando gli alunni restavano in classe per 30 ore a settimana. Le 27 ore settimanali saranno svolte sempre da due insegnanti, perché una sola ne può al massimo coprire 22, più la specialista di Religione: in tutto tre. Niente, insomma, maestro unico.
http://www.repubblica...­
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