Paolo B.
PaoloBalboni
Anzola dell'Emilia, BO
Post #: 41
EFFETTI COLLATERALI DELLA SCUOLA PRIVATA.

http://www.giornalett...­

Per alcuni i soldi si trovano. Per altri solo tagli.
A former member
Post #: 30
La Cancellieri rinnova la convenzione con la FISM e decide di finanziare la scuola materna privata bolognese con oltre 1 milione di euro. I Movimenti in difesa della scuola pubblica presenti sul territorio bolognese ci avevano chiesto di assumere una posizione politica chiara nel merito dei finanziamenti stanziati. Avevo proposto di mandare alla stampa questo documento, non lo si è voluto fare...ritengo sia stato un errore.

Mentre si assiste al progressivo smantellamento della Scuola Pubblica, che vede una riduzione dell’offerta formativa, un aumento degli alunni per classe, la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, una riduzione drastica di tutti i finanziamenti, il Comune di Bologna rinnova la convenzione con la FISM (Associazione delle scuole dell’Infanzia private), destinando 1.055.000 euro di denaro pubblico per finanziare scuole private Tutto ciò mentre centinaia di bambini di Bologna e provincia non trovano posto nella scuola statale e vengono privati quindi di un loro diritto costituzionale. Il Movimento 5 Stelle denuncia questa politica scellerata che “taglia” sempre di più i finanziamenti al pubblico mentre continuano quelli ai privati.

Si denuncia una politica che invece di investire nell’Istruzione pubblica, favorisce una scuola privata esente da qualsiasi controllo reale della qualità dell’offerta formativa e delle condizioni in cui questa viene esperita.

Il Movimento 5 Stelle chiede a tutte le forze politiche di esprimersi chiaramente in merito a questi finanziamenti: basta con la politica di chi finge nelle piazze di sostenere le legittime rivendicazioni degli Insegnanti, dei genitori e delle Associazioni che denunciano quanto sta avvenendo e lottano in difesa della Scuola e dei diritti degli alunni a una formazione qualificata, poi nelle “stanze del potere”stringono accordi e sostengono nei fatti il continuo finanziamento alla Scuola privata da parte dei Comuni, dalle Regioni e dallo Stato. Tutto ciò deve finire.


Marco M.
user 9856980
Bologna, BO
Post #: 48
Posso ricominciare a frequentare le discussioni, e vedo che lo spirito di questo gruppo non rispecchia più i principi di obiettività che contraddistingue il MU.Dopo parecchio tempo di assenza, da estraneo alla discussione tra le righe dei post,leggo solo interesse privato e non oggettività sul problema!In primis leggo che il principio di fondo è solo la contrapposizione con la scuola parificata ( a prescindere). Ora mi domando leggendo i post di Monica,ma alla fine della storia chi legge capisce che i problemi della riforma sono la perdita di salario,la perdita di posti di lavoro ( la cui utilità è discutibile) il blocco degli scatti di anzianità......mentre non si parla minimamente del grande e vero punto centrale che sono i nostri figli.....per loro non ci sono problemi,tanto loro sono degli accessori che servono solo ad avere dei posti di lavoro. A loro deve andare bene tutto perchè non sono il problema centrale ma secondario. Poi per quanto riguarda il rinnovo delle convenzioni con le parificate, si percepisce ancora meglio il principio che è sbagliato a priori il rinnovo(perché sono delle parificate) e non si considera che è vero l'esatto contrario in quanto se non si rinnovava si sarebbe dovuto trovare una sistemazione per tutti quei bambini che altrimenti non avrebbero un asilo dove andare. E che comunque i costi delle parificate al comune sono più vantaggiosi! Dopo questa mia lettura riassuntiva dell'operato del gruppo vorrei fare una considerazione. Perché non facciamo un incontro con contradditorio fra esponenti della scuola statale e esponenti delle scuole parificate? Cosi si possono ascoltare le due voci coinvolte.Perchè faccio notare che sono state dette un'infinità di cose inesatte sulle parificate,prima fra tutte, per la mia esperienza diretta nella parificata al centro di tutto ci sono le necessità del bambino,inteso come essere umano a cui si deve dare un'istruzione degna di tale nome.Altra considerazione che faccio è questa, il movimento si adopera per contrastare quella politica che ha ridotto la nostra nazione in queste condizioni.Ma mi domando non è la stessa cosa che deve fare anche per contrastare tutte le cause che hanno ridotto la nostra scuola statale in queste condizioni? Parlo di migliaia e migliaia di insegnanti in pensione a meno di 40 anna!Parlo di insegnanti che ricoprono posti di rilevanza decisionale non per merito "DIMOSTRATO" ma per meriti di "anzianità sindacale!?!" o peggio ancora per meriti " di appartenenza politica"(lo stesso Favia ne fece diretta conoscenza ai tempi del suo mandato in comune).Perché non si imposta una lotta per rivendicare il principio di merito e non di diritto?E qui faccio una considerazione rivolta in generale: ma noi in Italia abbiamo solo dei "diritti"? Dico questo perché la prima cosa che mi ha insegnato mio padre quando ho iniziato a lavorare per pagarmi la scuola è stata proprio questa " ricordati che non hai diritti se prima non svolgi i tuoi doveri".Mentre tra queste righe la parola doveri non compare mai.
Paolo B.
PaoloBalboni
Anzola dell'Emilia, BO
Post #: 42
@ Marco
Francamente il tuo intervento non l'ho ben capito.
La contrapposizione con la scuola parificata non è "a prescindere" ma si basa su due argomentazioni, a mio parere forti e precedentemente molto discusse. Una di ordine ideologico e l'altra di ordine pratico. Quella ideologica è che la scuola privata non deve essere a carico dello stato (art. 33 cost.) al fine di evitare che lo stato prenda una posizione "confessionale" a tutela della libertà religiosa e di scelta dei cittadini (concetto di laicità delo stato); inoltre la scuola privata rientra, dal punto di vista manageriale, nella sfera della libertà d'impresa peraltro sancita dalla costituzione. Quella pratica consiste nel fatto che a fronte di tagli e massacri per la scuola statale, non vengono toccati i finanziamenti per la "paritaria"; anzi poi alla fine i soldi per la scuola della moglie del politico saltano subito fuori. Questo sì che porta ad una sperequazione sui diritti dei nostri figli.

Poi sul fatto che la scuola pubblica debba essere migliorata introducendo criteri più meritocratici e di efficienza per quanto mi riguarda sfondi una porta aperta. Ma il fatto che la scuola pubblica funzioni male non è un buon motivo per eliminarla completamente a favore della privata.

Per quanto riguarda le esigenze dei bimbi ti posso assicurare che sono al primo posto. La durezza della nostra posizioen contro la riforma Gelmini si basa principalmente sul fatto che saranno ridotte le ore di lezione e le ore di compresenza, in generale si avrà un netto peggioramento della qualità didattica... e mi pare che questo sia difendere gli interessi dei bambini.

Relativamente agli aspetti contrattuali concordo con la tua posizione. Credo che sia necessario tenere ben distinti gli ambiti. Non credo che questa sia la sede giusta per rivendicare condizioni economiche o fare considerazioni generali sulla scuola vista come "dispensatrice di lavoro". ... ma capisco anche lo stato d'animo di chi in queste problematiche è coinvolto ed ha bisogno anche di sfogarsi.
Avanzare qui tematiche squisitamente contrattuali "all'impiego scolastico" può dar adito a facili strumentalizzazioni, soprattutto se chi le sostiene è parte in causa (senza riferimento a nessuno in particolare).

Come ti sarai senz'altro reso conto le voci sulla scuola all'interno del M5S sono tante e anche contrastanti. Si è pertanto sentita l'esigenza di elaborare queste posizioni e di trarne una sintesi che possa costituire la posizione politica ufficiale del movimento su questo tema (Monica mi correggerà se sbaglio).
Poi è chiaro che dove ci saranno divergenze si procederà con metodi appropriati (ricerca del consenso prima e votazione poi); ma penso che questo si inizierà a fare da settembre in quanto il gruppo scuola si è costituito solo da poche settimane.
Queste pagine sulle quali scriviamo, sono solo uno strumento di discussione e di confronto utili all'elaborazione del pensiero e non sono uno srumento decisionale. Le decisioni vanno prese nelle modalità opportune.
A former member
Post #: 31
Sono d'accordo con te Paolo, devo solo aggiungere che il Programma Nazionale del Movimento 5 Stelle ha già assunto una posizione politica ufficiale rispetto alla scuola:

- Abolizione della legge Gelmini
- Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti
- Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale
- Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo
- Abolizione del valore legale dei titoli di studio
- Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica
- Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti
- Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza)
- Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie
- Investimenti nella ricerca universitaria
- Insegnamento a distanza via Internet
- Integrazione Università/Aziende
- Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti

http://www.beppegrill...­

Per quanto riguarda i finanziamenti alla Scuola Privata ribadisco che ridurre drasticamente i finanziamenti alla Scuola Pubblica e non garantire quindi il diritto degli studenti ad una scuola qualificata e che dia loro gli strumenti cognitivi necessari ad affrontare il mondo che li circonda e a diventare cittadini consapevoli e "pensanti" è gravissimo. Non si tratta di pregiudiziali ideologiche, semplicemente di rispetto della Costituzione e di consapevolezza che smantellare la Scuola Pubblica fa parte di un disegno politico pericoloso ed eversivo. La difesa della democrazia passa necessariamente attraverso la difesa di una scuola pubblica qualificata. Ben vengano le scuole private, ma non a carico del pubblico...è chiedere così tanto che venga rispettata la Costituzione?
A former member
Post #: 8
@ Marco
anche io, come Paolo, non ho capito il tuo intervento. Qui nessuno ha dei pregiudizi nei confronti della scuola privata ma,oltre a ricordarti che in Italia non è certo quella anglosassone fondata sui college ma sulle scuole clericali e i diplomifici a pagamento ben noti a tutti (che al sud sono nelle mani della criminalità organizzata), la costituzione sancisce che la scuola privata non deve essere a carico dello stato e quindi non deve essere finanziata con il denaro pubblico. L'intervento di Monica non è certo finalizzato esclusivamente a "difendere l'interesse" di una categoria di lavoratori come gli insegnanti ma al futuro compromesso delle nostre generazioni.Una scuola pubblica a cui vengono sottratti 8 miliardi di € è una scuola destinata a diventare la scuola dei poveri e degli extracomunitari (e le due cose come si sa coincidono).I tagli del governo a settembre produrranno 42.000 insegnanti in meno, 15.000 bidelli e assistenti in meno, fino a 33 studenti per classe. In compenso alle scuole private è stato assegnato un miliardo e mezzo di euro. Lo Stato deve finanziare la scuola pubblica, non quella privata.Tutto ciò,oltre a mettere a rischio il diritto allo studio dei più deboli è contro la costituzione.
Ti consiglio di guardare su youtube la puntata di Report dedicata alle scuole (pubbliche) svedesi e danesi.La riforma della scuola non si fa con i tagli ma si fonda su due azioni:
La prima è quella di restituire ai docenti dignità sociale e dunque un censo adeguato, senza il quale è puramente insensato pretendere che le persone di qualità (del Nord e del Sud) puntino alla carriera scolastica. La passione e la vocazione, da sole, non bastavano nemmeno a tenere insieme la scuoletta del Regno, dove pure il maestro e il professore godevano della venerazione di un popolo ancora semianalfabeta: figuriamoci oggi, che l´intero apparato pubblicitario-televisivo (se il ministro non ne ha mai sentito parlare, chieda al suo premier) ha inculcato in grandi e piccini l´idea che i quattrini sono tutto, e tutto il resto è appena una variabile di scarso interesse. Gli analfabeti si prostravano ai maestri, gli attuali analfabeti di ritorno li disprezzano.
La seconda azione seria sarebbe quella di ridare alla scuola pubblica la sua vecchia, indiscussa centralità ideologica (sì, ideologica) che è tutt´uno con la sua identità, sostanzialmente immutata dal Regno al fascismo alla Repubblica: quella di cardine formativo di un popolo, di uno Stato, di una comunità di cittadini. L´idea balorda e pericolosa – sovversiva, direi, perfino più del Sessantotto… – che la scuola pubblica sia solamente una delle scuole, una delle possibilità formative, non solo ha stornato risorse altrove, ma ha parzialmente svuotato di orgoglio e di certezze l´intero ambiente: esattamente come se le Forze Armate sapessero di essere parificate a eserciti privati, a pari titolo destinatari di denaro pubblico nel nome della “libertà di scelta”.
In parallelo, avanzava nel Paese l´idea che “pubblico” fosse comunque sinonimo di inerzia, parassitismo e qualità inferiore: per la prima volta nella storia d´Italia.
In una comunità di consumatori e non più di cittadini, di “profili professionali” da valutare e impostare fino dalla prima infanzia e non più di giovani da formare alla cultura e alla dignità personale, come potrebbe mai rimotivarsi una scuola pubblica svilita dai suoi stessi governanti, stretta tra la cultura aziendalista e quella consumista, travolta dalla rivoluzione tecnologica senza poterla affrontare ad armi pari (che fine ha fatto la promessa proto-Berlusconiana di “un computer per ogni studente”? Perchè alle medie è stata eliminata l'ora di informatica?!), insicura del suo presente economico e, quel che è peggio, del suo futuro istituzionale?
Bisognerebbe ricordare al ministro Gelmini che nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di contrapporre pregiudizi “libertari” ai suoi pregiudizi vagamente autoritari. Ma sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico che si fondi sull´orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato, costi quel che costi, la prima anzi la primissima delle priorità politiche e finanziarie. Gli insegnanti si sentono soprattutto sgridati, accusati di essere impreparati, sciatti, assenteisti e magari meridionali. E il loro essere malpagati, secondo lo spirito dei tempi appare più come una colpa che come un torto subito. Avrebbero bisogno dell´esatto contrario: di un ministro che batta i pugni sul tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima dei politici che la reggono?

Comunico a te e a tutti che adesso c'è anche su facebook il nostro Gruppo scuola (costola del gruppo "stato sociale"), aperto a tutti coloro interessati a denunciare i problemi delle scuole di Bologna e provincia e a proporre idee innovative
GRUPPO SCUOLA AMICI DI BEPPE GRILLO DI BOLOGNA
http://www.facebook.c...­

Marco M.
user 9856980
Bologna, BO
Post #: 50
Caro Paolo,mi piacerebbe sapere perché si parla di "scuola privata" mentre il confronto è con la scuola Parificata, che fra l' altro è stata riconosciuta dalla riforma Berlinguer.Secondo ritengo offensivo definire diplomifici,scuole di cui non si conosce il reale quoziente formativo.Con questo non voglio negare che esistano realtà cosiddette diplomifici dalla cultura popolare,ma sono istituti privati.E comunque sto solo rivendicando il fatto che la realtà che conosco e sto vivendo io,dovrebbe essere la realtà della scuola statale,cioè è così che dovrebbe funzionare.Perchè come giudicate sbagliato togliare fondi alla statale,io ritengo sbagliato dover pagare due volte lo stesso diritto dei miei figli,sapendo che però quello che pago come tasse vada tutto in malora!Quando dico tutto mi riferisco "tutto quel che pago"allo stato!Mentre vedo che c'è qualcosa che funziona,ma per principio preso (loro sono religiosi) non viene preso ad esempio e trasformato in qualcosa di vivibile come "laico".In fondo non credo che la realtà che vivo funzioni perchè ai miei figli insegnano che cosa abbia fatto colui che è appeso in croce alla parete,anche se credo che sia fondamentale.Dico questo perché voglio ribadire il concetto in cui credo,e cioè che una scuola che funziona ancor prima di insegnare,debba "EDUCARE" alla vita e formare degli uomini che sappiano riconoscersi in quei principi morali che abbiamo radicati nel nostro animo.
Molti dei ragazzi che erano presenti con me alla presentazione del programma del m5s a milano sanno che ero e sono tutt'ora contrario ai testi solo in internet.E mi stupisce profondamente che un'insegnante giudichi positivo il fatto che venga in pratica sancito che i nostri figli debbano smettere di leggere libri,mentre il fior fiore di psicologi esperti sulle problematiche dell'infanzia sia di destra che di sinistra sostengono l'esatto contrario,e cioè che i nostri figli hanno un disperato bisogno di leggere libri?!?
Poi vorrei far notare che le scuole parificate non sono a carico dello stato,per il fatto che anche quando arrivassero (perchè non è detto che arrivino)soldi per le parificate,hanno un valore di estrema convenienza per lo stato,che se la cava con un costo percentuale rispetto al costo reale di una statale. E che sà perfettamente(lo stato) che senza quella copertura di posti da parte delle parificate,sarebbe il collasso delle statali.Ripeto che sarebbe molto utile un confronto fra persone di diverso pensiero ma in grado di parlare dei numeri e dei problemi della scuola visti da un'ottica che ricopra i 360 gradi del mondo scolastico!
Questo credo sia riconoscersi nella costituzione,e non dividere scuole statali da scuole parificate riconosciute dalla costituzione.
A former member
Post #: 597
sto solo rivendicando il fatto che la realtà che conosco e sto vivendo io,dovrebbe essere la realtà della scuola statale,cioè è così che dovrebbe funzionare.Perchè come giudicate sbagliato togliare fondi alla statale,io ritengo sbagliato dover pagare due volte lo stesso diritto dei miei figli,sapendo che però quello che pago come tasse vada tutto in malora!Quando dico tutto mi riferisco "tutto quel che pago"allo stato!Mentre vedo che c'è qualcosa che funziona,ma per principio preso (loro sono religiosi) non viene preso ad esempio e trasformato in qualcosa di vivibile come "laico".

ciao marco, hai scritto le stesse cose che ha scritto carla qualche post fa e alla quale io ho ribattuto, cercando di proporre un punto di vista diverso. come già ribadito, non condivido la vostra espressione "pagare due volte": la scuola pubblica è un diritto per tutti e fa parte dei doveri dello stato, la scuola paritaria o privata è una scelta.
se non ti scoccia, puoi andare a rileggerti quei post nelle prime pagine di questa discussione.
tutti vogliamo il bene dei ragazzi e non c'è un "partito preso" contro le scuole paritarie, ma semplicemente una critica al sistema che oggi consente di portare avanti il "paritario" a scapito della scuola pubblica, in particolare dell'obbligo.

voglio ribadire il concetto in cui credo,e cioè che una scuola che funziona ancor prima di insegnare,debba "EDUCARE" alla vita e formare degli uomini che sappiano riconoscersi in quei principi morali che abbiamo radicati nel nostro animo.

così come carla, sottolinei la funzione primaria dell'educazione nella scuola. parlate come se invece nella scuola pubblica l'educazione fosse un capitolo a sè rispetto all'insegnamento. ogni insegnante ci mette del suo in ciò che fa ogni mattina a scuola coi suoi alunni, non sono robot che si limitano a preparare la lezione e a mettere voti.
so per esperienza di genitore che il fatto che trovarsi ogni giorno a dover lottare contro ogni tipo di mancanza e di sostegno, fà degli insegnanti della scuola pubblica in molti casi una sorta di eroi e di esempio per gli alunni. soprattutto al sud, dove le privazioni sono maggiori, ci sono tanti insegnanti degni di portare avanti l'educazione dei ragazzi, senza fare riferimento a principi religiosi in particolare, ma appunto solo a principi morali, universali.
prometeo
221007
South Pole, AQ
Post #: 366
"L’equivalenza dell’insegnamento e l’equiparazione paritaria delle scuole ad ogni effetto si desume poi anche con riguardo agli alunni - utenti, per i quali valgono i principi paritari espressi dall’art. 34 Cost. e dalla Corte Costituzionale con sentenza del 30 dicembre 1994 n. 454 [2], nei seguenti termini: a) la scuola è aperta a tutti: non solamente agli alunni che scelgono le scuole di Stato e non solamente la scuola di Stato; b) l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita: non dunque unicamente l’istruzione statale, ma tutta l’istruzione, sia quella impartita nelle scuole dello Stato che in quelle non statali, sia, infine, in quelle meramente private; c) i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più elevati degli studi: i capaci e i meritevoli tutti, sia che frequentino le scuole di Stato o non statali, legalmente riconosciute oppure no; d) la Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso: borse di studio che hanno per destinatari gli aventi diritto, senza distinzione della scuola che frequentano."


"RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO del 14 marzo 1984, la quale recita testualmente all'art. 9: "Il diritto alla libertà d'insegnamento implica per sua natura l'obbligo per gli Stati membri di rendere possibile l'esercizio di tale diritto anche sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie allo svolgimento dei loro compiti e all'adempimento dei loro obblighi in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici corrispondenti, senza discriminazione nei confronti dei gestori, dei genitori, degli alunni e del personale"."

brani tratti da: http://www.studioscop...­


Legge 10 marzo 2000, n. 62 sulla parità scolastica (e disposizioni varie): http://www.istruzione...­

e precedente dibattito alla Camera dei Deputati (dicembre 1999) sulla proposta di legge approvata dal Senato «Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione» http://documenti.came...­

scuola privata in Italia e nel mondo: http://it.wikipedia.o...­
A former member
Post #: 9
Un elenco di "copia e incolla" di definizioni di scuola privata da wikipedia e dal sito ministeriale ricalca il tentativo del ministro gelmini (che ha studiato perfettamente i clichè del suo capo, Silvio papi Berlusconi) di dire che “la scuola paritaria è pubblica” .Questa è una stucchevole – per usare i suoi stessi termini – menzogna. Ma spiana il terreno a ulteriori finanziamenti per le scuole paritarie (ossia cattoliche), guarda caso quasi sempre in campagna elettorale.
La scuola paritaria è una scuola privata, ad orientamento generalmente cattolico, che si adegua alle normative ministeriali, punto. E’ una scuola scelta da persone che, per motivi religiosi o formativi, rinunciano all’educazione pubblica per i propri figli e sono disposte a pagare per questo (ma di tasca propria,con le rette e non con il denaro pubblico).



Riporto testualmente dal suo blog il post di Beppe Grillo del 17 Ottobre 2008 .Presumo che chi si è iscritto al nostro meetup prima e al movimento 5 stelle dopo, condivida il programma e il pensiero di Beppe in tutti i suoi punti, scuola compresa.
In caso contrario,francamente non si capisce per quale motivo scrivano l'esatto contrario delle nostre idee e dobbiamo stare qui a discuterne.Chi la pensate diversamente prima di iscriversi al nostro meetup avrebbe il dovere di leggersi il programma del movimento 5 stelle.

Grazie


www.beppegrillo.it

17 Ottobre 2008


Grembiulini e pallottoliere


Tagliare gli investimenti nella scuola equivale a segare il tronco di un albero stando seduti sul ramo più alto. Il futuro dell’Italia nasce nelle Università, nei licei, negli asili. Se ne uscirà spazzatura, il Paese rimarrà una discarica.
Quando si parla di scuola si discute di occupazione, di ricercatori licenziati, di 50.000 insegnanti precari che rimarranno a casa. Sui nostri ragazzi però nessuno fiata. Sulle conseguenze per i loro studi. Meno investimenti vuol dire meno qualità, meno aule didattiche, meno laboratori, meno collegamenti in Rete, meno pc per gli studenti.
In pochi anni siamo passati da Internet e Inglese del secondo governo Berlusconi (ricordate le tre I?) ai grembiulini della Gelmini del terzo governo Berlusconi. Il quarto, se ci sarà, introdurrà il pallottoliere in ogni classe.
Lo psiconano taglia perché non ha più soldi. Non li ha per la scuola. Per altre spese invece il problema non sussiste.
Catania, città fallita dell' ex sindaco Scapagnini, riceverà 150 milioni di euro. Non sarà neppure commissariata.
Il Comune di Roma dissestato da Topo Gigio Veltroni ha ottenuto 500 milioni di euro per ripianare parte del deficit. E dal 2010 questa somma (CINQUECENTOMMILIONI) diventerà un finanziamento annuo permanente.
Testa d’Asfalto non taglia le Province (da abolire), gli stipendi dei parlamentari (i più alti d’Europa), i parlamentari (il maggiore per numero di abitanti in Europa). Non accorpa i Comuni sotto i 5000 abitanti, non abolisce una delle Camere.
Non può licenziare i politici e i loro portaborse.
Agli studenti del Politecnico di Milano è arrivata una lettera per il nuovo Anno Accademico. Li informa che:
“E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 112, che prevede per l’intero sistema universitario una forte riduzione del personale e del Fondo di Finanziamento Ordinario, ovvero di quelle risorse che ogni anno lo Stato investe nell’Università. Tale provvedimento comporterà per il Politecnico di Milano una notevole carenza di organico, e colpisce in particolar modo le aspettative di tutti quei collaboratori di ricerca che forniscono la loro opera in regime di precariato, in attesa dell’opportunità di un concorso. Rispetto alla riduzione dei fondi poi è evidente come il taglio stimato per l’Ateneo tra i 20 ed i 40 milioni di euro potrà incidere sulla sua politica nella didattica, nella ricerca e nello sviluppo.”
Il federalismo fiscale della Lega sta producendo i suoi effetti. Fondi ai comuni del Sud falliti, tagli alle Università del Nord. Belin, così sono capace anch’io.

Beppe Grillo



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